Come far accadere le cose giuste per la nostra Vita senza fare assolutamente niente

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Anche questa volta il titolo è a effetto. Nonostante ciò è realmente possibile realizzare delle cose senza impazzire più di tanto.

La faccenda è complessa. Non aspettatevi facili formule o trucchetti da quattro soldi. Per arrivare a questo occorre prima farsi un culo così.  Non solo. Non crediate che io ci riesca sempre, ho solo scoperto che funziona esattamente così. Ma per riuscire a mettere in atto il meccanismo occorre essere puri come il cristallo.

Tutti vogliono, chi più chi meno, realizzare delle cose per la propria vita. Non tutti ci provano, ma molti sì. Tra questi ultimi quasi tutti, prima o poi falliscono. Quelli che alla fine vincono sono quelli che si rialzano sempre. Quelli che continuano a provare.

Dunque il primo elemento utile è essere demenzialmente cocciuti e passare un certo tempo della propria vita a tentare imprese, sbattere la testa, riprovare. Ci sono persone che riescono a ottenere risultati in tempi brevi, altri che impiegano tempi immensamente lunghi. Ai fini del nostro discorso chi ottiene risultati in tempi brevi non è detto che sia avvantaggiato, poiché corre il rischio di rimanere soddisfatto presto e non riuscire a credere che si possa ottenere tutto senza fare niente.

Questo accade poiché spesso facendo qualcosa si ottiene qualcos’altro. È logico. Senza dubbio per ottenere effetti occorre postare cause. Ma quello che ci interessa qui è vedere come ottenere quello che realmente ci serve per la nostra evoluzione senza fare niente. O meglio, parlandosi seriamente, senza lo sbattimento demenziale che caratterizza tutto quello che il mondo cittadino, burocratico, industriale e di mercato chiede in continuazione ai suoi servi.

In genere accade anche che qualcuno si sbatta in continuazione senza ottenere nulla e finisca per sentirsi fallito, inutile e frustrato, o semplicemente desistere.

Quest’ultima situazione si verifica perché non è detto che tutto dipenda solo dal panorama e dalla nostra volontà contingenti. Ci possono essere fattori psicologici profondi, accumuli di cause negative messe in precedenza oppure semplicemente circostanze non favorevoli o addirittura avverse. Per chi ci crede potrebbero esserci influenze karmiche da vite precedenti. Ci potrebbero essere relazioni sbagliate. Oppure potrebbe essere che proprio gli obbiettivi siano errati. Questo accade abbastanza spesso poiché spesso crediamo di volere delle cose che in realtà ci sono state rese appetibili a causa di influenze di altre persone o situazioni.

Dunque un secondo punto è essere (di nuovo demenzialmente) sinceri con sé stessi. Ovvero dobbiamo dichiarare a noi stessi solennemente, con sincerità assoluta, senza la benché minima macchia, cosa vogliamo veramente. Bisogna essere puri come il cristallo, non deve esserci nemmeno un’ombra, poiché dobbiamo vedere veramente cosa vogliamo nel profondo di noi stessi con tutta la nostra volontà, il nostro cuore, la nostra mente, la nostra pelle.

Una volta individuato questo obbiettivo sontuoso torniamo un attimo indietro a tutti i fattori che compongono lo scenario. Oltre alle circostanze generali e alla situazione psicologica ci sono la natura degli obbiettivi prefissati. Potrei voler diventare spazzino o calzolaio, oppure artista o scrittore, o ancora esploratore o amministratore delegato. O semplicemente voler viaggiare o fare un orto biologico. Poi concorrono fattori molto materiali come il denaro da investire per realizzare le cose o studiare o spostarsi. Per contro ci sono fattori immateriali come il nostro amore, la nostra volontà, la nostra determinazione. Potremmo andare avanti a lungo a elencare elementi che compongono lo scenario in cui ci dobbiamo o vogliamo muovere. Ma il punto importante è uno solo. Tutti questi fattori sono variabili e sono tutti fatti di una cosa sola, così come tutto il resto: ENERGIA.

Il punto chiave è questo. Tutto quello che ha a che fare con la nostra vita e con la vita di tutto l’universo non è altro che energia. Tutto è ENERGIA.

Di fatto la realizzazione o meno di qualsiasi opera non è che la materializzazione di energia. In pratica qualsiasi opera materiale o immateriale è già presente nel momento in cui è stata concepita dalla mente. La manifestazione di tale opera sul piano materiale non è che la condensazione dell’energia accumulata nel corso della sua ideazione prima e realizzazione poi.

Sappiamo bene che spesso gli obbiettivi non si riesce a raggiungerli. In tal caso, facendo un’analisi, possiamo individuare numerose cause oggettive che spiegano il fallimento. Ma tutte le cause possono essere ricondotte a una sola: la mancanza di energia.

La preghiera, i mantra, la meditazione, la concentrazione, lo stesso impegno che si mette nel progettare una cosa e poi realizzarla non sono altro che sistemi per accumulare energia. È per tale ragione che preghiere e mantra funzionano, come per esempio recitare Nammyohorengekyo. Tutte queste pratiche non fanno altro che accumulare energia. È consigliabile metterle in atto. Chi utilizza tali sistemi ha molte più possibilità e probabilità di riuscire in un’impresa qualsiasi. Anche il lavoro mentale e fisico che mettiamo per realizzare qualcosa è energia, ma ha lo sgradevole effetto collaterale di essere soggetto a moltissime dispersioni. Questo accade per diverse ragioni che non intendo approfondire qui poiché ci porterebbero troppo lontano. Il nostro lavoro è importante, ma se non è supportato da altre azioni di carattere immateriale che producono energia nel mondo invisibile, rischia di essere inutile o addirittura controproducente stressandoci o sfruttando troppo le nostre risorse senza ricaricarle.

Invece, una volta acquisito il concetto che per realizzare qualsiasi cosa non occorre altro che accumulare energia non occorre sbattersi oltremisura, ma soprattutto diventa del tutto inutile preoccuparsi. Non occorre accanirsi sulle cose più di tanto.

I saggi orientali spiegano, a chi si accinge a mettere in opera una pratica come la recitazione di un mantra o una meditazione, che l’ultima cosa da fare è concentrarsi sull’obbiettivo che ci si è prefissati. Sono gli spiriti, le entità, in una parola, le energie in ballo, che determineranno la vittoria, non le vostre preoccupazioni e i vostri sbattimenti.

Sono arrivato a tali conclusioni non solo in seguito ad approfondimenti di studio sul tema, ma proprio per esperienza personale. Tutto l’accanimento che ho messo per realizzare cose e raggiungere obbiettivi mi rendo conto ora che non è servito a nulla. Ciò che mi ha fatto ottenere risultati è quando sono stato in grado di concentrare l’energia come in un laser.

Quando mi sono reso conto di questo ho smesso progressivamente di preoccuparmi, fino al punto di applicare quello che io chiamo “fancazzismo attivo”. Ovvero faccio progetti, pongo obbiettivi, soprattutto mi immergo nei sogni e poi mi armonizzo con le attività quotidiane che naturalmente si presentano, senza preoccuparmi assolutamente di NIENTE. Parlando di nuovo seriamente è chiaro che dovrò attivarmi, ma senza accanirmi, bensì svolgendo armonicamente, con naturalezza le mie attività quotidiane. Se riuscite a entrare in questo tipo di armonia si verifica un ulteriore fenomeno, quello della sincronicità, di cui parlava molto lo psicologo del profondo Gustav Jung e altri dopo di lui. Sembra magia, e se vogliamo lo è, ma non è altro che armonizzazione di energie all’interno di un universo nel quale tutto è in relazione con tutto e le cose avvengono grazie allo svilupparsi di interazioni sublimi. In pratica la sincronicità, che per me è un’esperienza quotidiana, è il curioso susseguirsi armonico di incastri sorprendenti che fanno sembrare che l’universo complotti a vostro favore.

Naturalmente in tale contesto è importantissimo inserirsi correttamente. Ovvero rispettare la prima regola che ho citato: sentire profondamente qual è il vostro vero obbiettivo o sogno. Ci saranno un sacco di cose che non si realizzeranno MAI. Sono quelle che non sono previste e non sono armoniche per la vostra vita. Molto spesso lo sbattimento deriva proprio dal fatto che ci si accanisce nel realizzare cose che in realtà non volevamo veramente o non sono adatte per noi.

Il punto fondamentale è rendersi conto che la nostra serenità, la nostra salute, la nostra felicità, il nostro amore, così come quelle di tutti gli altri, sono prioritari rispetto a qualsiasi altra cosa.

Questa è la ragione per cui le culture naturali, i mistici, gli spiritualisti, saggi e sapienti, passano molto più tempo in cerimonie, meditazioni, offerte, canti e preghiere, anziché in fabbrica o in ufficio. Perché il punto chiave fondamentale è onorare la Vita, la Meraviglia, l’Infinito, l’Universo e l’Inspiegabile.

Il resto è fuffa per schiavi inconsapevoli che corrono come cani rabbiosi verso una quantità di cose materiali che non servono in realtà a niente per la nostra vera felicità.

La vera felicità, che non è detto che sia assenza di sofferenza e presenza di ricchezza materiale, bensì un equilibrio di forze ed energie enormi, è realizzata da abbandono e devozione totali, senza chiedere assolutamente nulla, ma dando spazio alla creatività nello spirito, nella mente e nel corpo, godendo della inconcepibile abbondanza che c’era sempre stata fin dall’inizio.

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Come guarire da qualsiasi cosa

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Naturalmente mi serviva il titolo ad effetto. La verità è la seguente. Qual è, secondo me, il percorso imprescindibile da fare per cercare di arrivare alla vera fonte di tutte le patologie.

Ma andiamo per ordine. Sarò costretto ad essere sintetico.

Cosa fa la medicina ufficialmente accettata come l’unica vera dal mondo occidentale di mercato?

Fa ricerca su basi cartesiane dove scopre cose interessanti che essa considera come le uniche vere certezze poiché appunto certificate dal sistema di pensiero cartesiano. Il procedimento scientifico osserva un fatto e, secondo i dettami cartesiani, deve poterlo ripetere in laboratorio, laddove lo studia in maniera da poter definire una legge generale che spiega i meccanismi di causa-effetto anche per quel caso specifico studiato. Nel caso della medicina si cerca di scoprire quale sia la causa per una determinata patologia. Spesso, come nel caso di certi cancri, le cause non vengono trovate affatto. In molti altri casi sì. Per esempio una malattia può essere causata da un virus o da un batterio. Oppure si possono trovare difetti organici che causano patologie autoimmuni.

In ogni caso la medicina non arriva mai a una causa prima. Non spiega affatto perché un determinato batterio abbia attaccato quell’organismo specifico o quel gruppo specifico in quell’area. Non spiega per quale ragione certi organismi presentino dei “difetti”.

Nel caso delle malattie causate da batteri, per fare un esempio, la medicina ha conseguito buoni risultati studiando farmaci che contrastano l’invasione. Anche la chirurgia è arrivata a livelli straordinari. Ma queste vittorie non spiegano per quale ragione si verifichino certi fatti.

Anche nel caso degli antibiotici viene sì risolto il problema batteriologico contingente che potrebbe anche causare la morte e spesso con successo, ma non si va affatto a fondo con il perché certi organismi presentino bassa reazione immunitaria.

In sostanza quali siano le vere cause delle malattie, specie quelle come il cancro e quelle psichiche, nessuno lo sa. O perlomeno, nessuno lo sa nel mondo scientifico occidentale.

Esiste poi tutt’altra corrente di pensiero che invece fa ipotesi diverse. Sostiene che le cause primarie di qualsiasi patologia siano in primo luogo molteplici. Una serie di concause che trova la sua fonte primaria nella vita spirituale, emozionale e psichica. A loro volta questi aspetti dell’esistenza sono influenzati da traumi, avvenimenti, desideri, sensazioni, aneliti spirituali che si presentano sia nella mente che nel corpo fisico. Il perché questo avvenga è difficile da spiegare poiché probabilmente a monte potrebbero esserci altre cause. Il tutto viene sintetizzato nella filosofia orientale dal concetto di karma. Una legge mistica inconcepibile sul piano razionale, che lega tutte le cose e tutte le esistenze in un Tutt’uno continuamente in movimento e nel quale mutano in continuazione le relazioni tra una cosa e l’altra. Qualcosa di persino inavvicinabile sul piano razionale. In questo mondo la ragione può servire solo a farci intuire che uno scenario del genere, se non certamente esistente, è quantomeno del tutto plausibile.

Naturalmente una simile visione rende il mondo in cui siamo immersi immensamente più grande di quanto non lo vedano una persona comune che non si fa domande o uno scienziato che se ne fa tantissime cercando le risposte sempre solo nello stesso posto.

Questo mondo gigantesco, difficilmente spiegabile o addirittura inconcepibile, può essere esplorato solo con una serie di strumenti all’interno della quale la ragione è solo uno e nemmeno il principale. Sono necessari, oltre alla ragione, anche follia controllata, capacità di abbandono, fede profonda, capacità di abnegazione, intuizione, istinto, tonnellate di amore, coraggio, curiosità demenziale, poteri medianici.

Ebbene ci sono persone che hanno tutte o alcune di queste caratteristiche ed esplorano così questi mondi. Esiste una sterminata letteratura al riguardo e ancora più tradizioni orali ed esperienze.

Tali persone sono meditatori, guru, ricercatori non solo cartesiani, psiconauti, poeti, sciamani, medium, curanderos, esploratori dello spirito.

Spesso alcune di queste persone sono state in grado di curare altre persone o, ancora meglio, dare loro i mezzi per curarsi. Spesso chi soffre di qualche patologia ha in sé la capacità di curarsi a livello latente. Curanderos, sciamani, erboristi, sono solo facilitatori che permettono al paziente di entrare in sé stesso e andare a grande profondità e indietro nel tempo (anche se solo emozionalmente) e “curare” i propri traumi, che spesso possono aver a che fare, oltre che con il periodo dell’infanzia, con il periodo prenatale o addirittura di vite precedenti. Sono inoltre da tenere in seria considerazione i legami familiari, in particolar modo con gli antenati. Nelle culture sciamaniche indigene il rapporto con gli antenati è un punto chiave della vita dell’intera tribù. Dalla vita spirituale o emozionale e affettiva alla caccia e all’economia.

Avere un’idea realmente chiara sul fatto che la medicina odierna ottenga migliori risultati che non le medicine naturali sarebbe possibile solo con una ricerca seria e approfondita che non è mai stata fatta e richiederebbe risorse gigantesche. Dobbiamo accontentarci delle osservazioni personali. Gli ospedali pullulano di gente che dal cancro non è mai guarita. Il livello di salute generale della popolazione occidentale è migliorato solo sul piano delle aggressioni di batteri e virus (dai quali peraltro è continuamente minacciata) e, forse, di un mix di alimentazione e prevenzione che ha allungato la vita media. Sul piano delle patologie psichiche siamo invece messi malissimo. E, senza arrivare alle psicosi vere e proprie, le nevrosi sono sempre più diffuse. Ma non basta. Il livello di felicità e soddisfazione medio del cittadino occidentale è, lo dico in attesa di dati più ufficiali, sotto la suola delle scarpe. Quelli che, nella migliore delle ipotesi, sono i meno infelici, non hanno la minima idea del perché siano al mondo. Uno può fare finta di niente, o dire che non sia importante saperlo. Ma la mia sensazione è che in realtà sia un fastidio che da alcuni è vissuto come disagio, da altri come urgenza, da altri ancora come opportunità. Quelli che non si accorgono di niente o ritengono che sia una bazzecola da maniaci fighetti secondo me prima o poi qualche manifestazione fisica o psichica non troppo gradevole la presenteranno.

Come fare per uscire da sto casino.

La maggior parte della gente, soprattutto per ignoranza, ma anche a causa preconcetti, non intende esplorare nuove strade. Si affida alla medicina ufficiale. Il sogno di tutti è non dover mai pensare a queste cose e, quando si presentano, andare da un tecnico che ti levi le castagne dal fuoco al più presto, perlopiù somministrandoti una medicina. Quando si finisce in un abisso di malattia si finisce, gradualmente, per prendere rimedi sempre più forti, per arrivare poi al ricovero in ospedale e, infine, a interventi chirurgici.

L’ideale invece sarebbe tutto l’opposto. Ovvero condurre una vita sana con attività fisiche, mentali, emozionali e spirituali in equilibrio, poco stress, sport e sana alimentazione. La maggior parte della gente semplicemente non lo fa. Ma non basta. Nel caso in cui si presentasse una malattia andrebbe accolta con grinta, determinazione, ma anche gratitudine, poiché si tratta di un segnale del nostro sistema psico-fisico-spirituale. Dunque un’occasione unica per lavorare su sé stessi ed evolvere. Non solo. C’è anche da dire che non si tratta di evolversi spiritualmente o psicologicamente grazie alle interazioni psicosomatiche tra corpo e mente, bensì di evolversi e basta. La classificazione fisico-mente-emozioni-spirito la usiamo noi per fissare le idee, ma non esiste affatto. Esiste solo energia, che si manifesta con diverse forme. Nelle culture naturali e indigene non può esistere il concetto di “psicosomatico”, semplicemente perché non esistono cose separate. Ogni cosa è solo un aspetto del Tutto, visibile o invisibile che sia.

Sciamani, medium e curanderos possono “vedere” le cose diversamente dalla gente comune in virtù delle loro capacità di entrare in stati di coscienza diversi dall’ordinario.

Ma accade anche un’altra cosa. La maggioranza si affida a questa gente con lo stesso atteggiamento che aveva quando si aspettava la pillola risolutiva. Ovvero, vado dallo sciamano che con i suoi magnifici poteri e un paio di formule e magari qualche erbetta, mi tira fuori dai pasticci.

Non funziona affatto così.

Una persona che voglia guarire da una patologia, lieve o grave che sia, acuta o cronica, psichica o fisica è chiamata, senza altre possibilità, a effettuare un viaggio dentro sé stessa, per incontrare angeli e demoni inerenti il suo cammino. Le malattie servono soprattutto a questo.

Ora, questo cammino la maggior parte è talmente poco disposta a farlo che non ha nemmeno voglia di sentire discorsi come quello che sto facendo io adesso.

Purtroppo non c’è altra scelta. Più è pesante la malattia più abbiamo la possibilità di trovarci con le spalle al muro e quindi con più opportunità di tirare fuori il meglio di sé stessi.

Purtroppo il sistema di merda nel quale ci troviamo ha lavorato bene. La maggioranza non ha nessuna fiducia in sé stesso, ben poca nel trascendentale, ma soprattutto non ha nessuna fede nell’enormità dell’universo, né nelle proprie possibilità. Ci hanno insegnato a credere di valere molto meno di quanto in realtà valiamo. Non solo. Tutto il sistema di consumi ci ha ridotto a dipendere da qualsiasi cosa per cui è difficilissimo pensare di poter realizzare qualcosa da sé medesimi.

Per fortuna c’è chi invece ha fatto esperienze e percorsi di questo tipo e può iniziare a indirizzare altri.

Se una persona dunque ha il coraggio, la capacità di abbandono, la fede, l’empatia, la fiducia, l’amore per sé e per gli altri, la convinzione che il mistero nel quale ci troviamo abbia un senso, ha la possibilità di guarire da qualsiasi cosa.

C’è però un punto importante da sottolineare: il fattore tempo. Non è che se uno ha le caratteristiche scritte sopra incontra uno sciamano mentre deve curarsi dal cancro se la cavi nel giro di un paio di giorni o di settimane. Dovrà avere la consapevolezza di poter andare avanti per mesi, forse anni o addirittura decenni. Ma non solo. In questo periodo di tempo non sarà un pezzo di carne passivo che sarà curato. Dovrà invece essere un guerriero che non ha nessuna paura di scendere nell’inferno che, se ha una brutta malattia, di sicuro si trova nelle profondità della sua vita, e poi risalire alla terra, a sé stesso, al paradiso.

Naturalmente, come nella medicina cosiddetta ufficiale, non c’è alcuna garanzia di riuscita. È possibile fallire, non fare in tempo oppure essere vittima di forze sconosciute e, per il momento, superiori, magari legate al karma o ad altri fattori. Potremmo essere destinati a reincarnarci o a vivere in altre dimensioni.

Ma questo tipo di esperienza è l’unica che possa assicurarci, se è possibile, di guarire veramente in profondità.

Personalmente mi sono salvato dalla morte più di una volta e ho lottato con la malattia e la morte direttamente e indirettamente per tutta la vita. Mi sono reso conto dell’importanza che ha ogni singolo individuo senza distinzione e dell’importanza che ha il vivere. Laddove vivere può anche essere il morire, che non è altro che un passaggio di stato, che andrebbe fatto in modo sereno e consapevole.

Nonostante fin da piccolo avessi consapevolezza di certe cose solo tardivamente mi sono avvicinato a queste idee. Avevo già 25 anni. In un primo tempo approfondii le dottrine orientali, la meditazione, l’alchimia, i mandala, la psicologia comportamentale, i tarocchi, ma si trattava per lo più di interessi intellettuali e culturali. Solo verso i 30 anni cominciai a lottare per riappropriarmi seriamente della mia vita. Cominciai a recitare Nam-Myo-Ho-Ren-Ge-Kyo. Lo trovai potentissimo e iniziai un periodo di profonda trasformazione che, per certi versi, mi portò all’inferno e insieme in paradiso, poiché vissi un decennio, tra una soddisfazione e l’altra, di esperienze durissime. Fu però una trasformazione profonda che in seguito mi ha portato a iniziare a realizzare la mia vita come la volevo io. Sono molto grato agli amici che mi iniziarono a questa pratica e all’associazione, con le sue numerose attività, ma dopo alcuni anni me ne allontanai per una forte divergenza di vedute. Ma ciò che condivido meno è l’idea, come loro raccontano, che questo sia il “vero buddismo”, come se gli altri (incluso quello del Dalai Lama) fossero falsi. Ma anche come se questa fosse l’unica verità o l’unica strada verso l’illuminazione. Naturalmente io non credo affatto che sia così.

Infatti, dopo anni di questa pratica sentii il bisogno di approfondire e mi avvicinai a innumerevoli altri percorsi di ricerca spirituale, alcuni dei quali permettono di arrivare davvero a grandi profondità nell’esplorazione di sé stessi.

Inutile dire che comunque dove siano la Verità e la Luce continua a rimanere un mistero. Quasi come se non esistesse una meta finale, bensì un eterno divenire e sperimentare.

Ma torniamo alla malattia.

Il punto fondamentale, che non lascia spazio a scappatoie è il seguente. La condizione di qualsiasi individuo è una questione complessa e non esistono condizioni migliori o peggiori, bensì cammini differenti, ognuno con il suo significato. Un processo di guarigione, indipendentemente dal tipo di condizione o gravità della malattia, è avvicinarsi sempre di più a “sentire” o “intuire” quel significato.

In tale ottica affidare la propria guarigione a un rimedio o una serie di rimedi non ha più senso. Il rimedio, così come la chirurgia possono essere parti importanti e, talvolta, imprescindibili, specie in situazioni di emergenza. Ma non possono portarci a una vera e propria guarigione profonda, poiché questa dipende dallo sviluppo e dall’espansione della propria coscienza.

Non credo esistano strade predefinite, ognuno ha la sua, e quella di chiunque può essere costituita da un mix di esperienze fisiche, intellettuali, culturali, spirituali che solo ogni individuo può riconoscere come il proprio cammino.

Nessuno può insegnare niente a nessun altro. Si possono solo condividere energie ed esperienze.

La mia esperienza personale mi ha portato prima alla meditazione, poi alla ricerca intellettuale, studiando molto, poi all’approfondimento della meditazione rendendola quasi perenne, scandita anche da incontri e cerimonie con altre persone in cammino. Cerimonie in cui si condividono suoni, colori, esperienze psichiche, cibo. Quotidianità nella quale qualsiasi cosa si faccia la si assapora ad ogni istante, con la coscienza sempre accesa e nello stesso tempo totalmente abbandonata a quel che è. Ma un punto fondamentale sono le relazioni. Il mondo esiste solo in virtù delle relazioni, così come la nostra vita. Il fluire di relazioni nelle quali si susseguono emozioni, positive come negative, tra le quali anche l’amore, è la cartina da tornasole di quello che sta avvenendo nel nostro essere.

Sebbene nella guarigione sia molto importante anche il processo, i risultati non sono da meno. Dopo decenni di “pratica della coscienza” posso dire di non aver fatto troppi danni, il che sarebbe già di per sé un risultato soddisfacente. Ma oserei dire che nel complesso sto molto meglio di, che so, venti anni fa, anche fisicamente proprio. E soprattutto stanno molto meglio con me molti altri e io sto molto meglio con tutti gli altri, anche quelli che mi stanno sulle croste da decenni e quelli che non avevo mai visto prima.

Non ho concluso niente, non sono arrivato da nessuna parte, potrei anche dire che ci capisco un cazzo forse più di prima. Ma provo felicità molto, ma molto più spesso di prima. Potrei dire che avviene “senza nessun motivo”, ma oggi tendo più a pensare avvenga per via di un senso di abbandono a qualcosa di grande, reso profondamente significativo, grazie alle relazioni, dalla sensazione di non essere soli, anzi di essere un Tutto.

Esiste un bene supremo. Che non sappiamo né come, né dove sia, ma riusciamo a intravederlo nelle pieghe sia della vita quotidiana che delle grandi visioni che ogni tanto attraversano la nostra mente, nei sogni come nella veglia.

Tutto questo cura. Anche se non finisce mai. Non ci rende affatto immuni dalla malattia e dalla morte, ma è una possibilità per viverle come trasformazioni sempre significative.

È un percorso lungo che in parte ho fatto in Italia e altri paesi, in parte in Brasile. Credo che tutti possano fare, ovunque, il proprio percorso, ma con la disponibilità a farsi dilaniare l’anima, per poi ricomporla.

Cerimonie sacre indigene nell’Aldeia Akasha

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Due notti straordinarie con i Canti soprannaturali dei popoli Huni Kuin e Yawanawà.
Una jam session olotropica e spirituale che solo il Grande Spirito sa come abbiano potuto armonizzarsi più di cento persone, molte delle quali non si erano mai viste prima. Soprattutto voci umane, ma anche chitarre, percussioni, armoniche, flauti, tamburi, un hang, maracas, didgeridoo, persino delle campane tubolari.
Una armonia che ci ha trasportati, come a bordo di una astronave psichedelica, a vedere cosa possono essere i mondi della Pace, dell’Amore e della Fratellanza.
Gratitudine eterna a questi fratelli, di Brasile, Italia, Argentina, Cile, Perù, Iran, Israele, Kwait, Giappone, Croazia, Francia, Germania, Austria, Stati Uniti, Australia, Spagna, Portogallo, Olanda e altri paesi, compagni di viaggio nelle profondità dell’Anima.
Foto: @mvillone – Aldeia Akasha, Itaipava. Brasile.

Si tratta di uno di una serie di avvenimenti storici in Brasile. Per la prima volta nella storia, popoli indigeni e popoli occidentali si influenzano a vicenda creando una nuova cultura. Il fenomeno sta avvenendo con sempre maggiore intensità e impatto sociale. Si va a inserire nel più ampio quadro di sviluppo della ricerca spirituale in tutto il mondo. Settore culturale nel quale il Brasile avrà un sempre maggiore peso a breve e medio termine.

Si stanno mischiando i gruppi di indios con ragazzi delle città brasiliane. Ci sono anche matrimoni misti e una sempre maggiore condivisione di una cultura di pace. Basata sull’introspezione psicospirituale, sulle relazioni armoniche, sull’espressione artistica ed emozionale attraverso la musica, l’impegno ecologico e sociale, l’organizzazione di eventi, l’arte plastica, la semplice espressione corporea, l’abbandono alle relazioni con gli altri esseri viventi e l’ambiente.

Le cerimonie sacre con la medicina della foresta e i canti sono un lavoro di profondo impegno per la propria trasformazione psicospirituale e per l’armonizzazione delle relazioni. Ma sono anche un omaggio alla bellezza dell’universo e della vita. Sono canzoni, cantici, mantra, gesti, emozioni, suoni, rivolti al Grande Spirito, con una profonda consapevolezza del Mistero intrinseco del Tutto.

Non si tratta di una religione tout-court come comunemente inteso, poiché non lega né intende legare nessuno. Si tratta di un movimento inclusivo e non esclusivo e non nega nulla. Non si contrappone a nulla, se non alla mancanza di buon senso che sta distruggendo il pianeta. E’ una maniera di vedere e vivere il mondo nella sua essenza indicibile.

Carlos Sauer e la Casa dell’Aquila a Rio

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La Casa dell’Aquila di Rio de Janeiro: un’esperienza olistica eclettica che coniuga sciamanismo nordamericano con sciamanismo sudamericano, yoga e altre discipline. Il caso di Carlos Sauer, medium e operatore olistico. Ruota di Cura, Ruota del Fuoco. Medium e Sciamani.  Sciamanismo Cheyenne. Cure sciamaniche e Tenda del Sudore. Il tamburo sciamanico.

Carlos Sauer oggi è un uomo di 58 anni discendente da un’antica famiglia portoghese di Rio de Janeiro. Una famiglia molto attiva di imprenditori fin dal XIX secolo, ma anche di medium di una certa rilevanza. Quando aveva 20 anni erano gli anni ’70 e i giovani di Rio de Janeiro vivevano, come nel resto del mondo, un momento di ribellione e di ricerca, ma anche di disorientamento. Il giovane Carlos preferì allontanarsene e finì in Arizona, dove prese contatto con alcune tribù del popolo Cheyenne. In particolare ben presto divenne allievo dello sciamano Nelson Turtle, col quale iniziò un lunghissimo cammino che lo portò a conoscenza del potere dei canti, del tamburo, della tenda del sudore e di diverse altre pratiche sciamaniche. Le capacità medianiche e di guaritore di Carlos non tardarono a manifestarsi, ma il tirocinio per diventare un curandero durò moltissimi anni. Tanto per dare un’idea solo la funzione di guardiano del fuoco sacro durò 14 lunghi anni. Quando era già un adulto è sicuro del bagaglio spirituale e culturale acquisito viaggiò per mezzo mondo a curare persone facoltose. Tale attività gli permise di avere abbastanza denaro per poter aiutare le tribù nordamericane i difficoltà. Per diversi anni divise la sua vita tra l’attività di cura a occidentali e gli aiuti agli indios.

Negli anni ’90 fu il primo a portare la cultura e la tradizione sciamanica nordamericana in Brasile. Allestì, insieme ad amici Cheyenne il primo teepee in terra brasiliana. Da allora lo sciamanismo nordamericano si è radicato a Rio de Janeiro.

Circa sette anni fa decise di tornare definitivamente in Brasile, sua terra natia, dove a Rio, nel quartiere di Sao Conrado, nel territorio e nelle costruzioni di un’antica fazenda del caffè, aprì un luogo di cura, la Casa da Aguia, la casa dell’Aquila. Qui conduce cerimonie di cura sciamanica con canti indigeni dei Cheyenne e dei Sioux, con i tamburi e le danze, ma collabora anche con numerosi altri medium, insegnanti di yoga e meditazione, operatori olistici di diversi settori.

La fazenda si chiama Vila Riso ed era appartenuta a un italiano emigrato sposatosi con una bellissima donna indigena. Una delle figlie, Bebeta, è quella che ha messo lo spazio a disposizione di Carlos. Si tratta di un luogo di alta energia, ricco di rocce e vegetazione, con una cascata e una piscina naturale di acqua nativa.

Il luogo si trova a poche centinaia di metri da dove risiedo in Brasile, nel quartiere di São Conrado. Mi ci reco spessissimo, la sera, il martedì e il giovedì. Il martedì è dedicato a canti e tamburi e ruote di cura, nelle quali diversi medium operano su persone che presentano patologie di varia natura. Il giovedì è dedicato alla Ruota intorno al Fuoco, una tradizione degli indiani del Noramerica, portata da Sauer in Brasile. Decine di persone intorno al fuoco, cantano, suonano il tamburo, dialogano, meditano. Sia il martedì che il giovedì spesso partecipano indios di una tribù brasiliana del Pernambuco, i Fulni-o (vedi paragrafo dedicato). Diversi esponenti dei Fulni-o, esperti in canti, danze, cura con erbe, artigianato sacro, danno la loro energia nelle ruote di cura. Assistere a una delle loro danze, accompagnate dai potenti canti tradizionali e straordinario.

Spesso nei fine settimana vengono organizzate maratone di yoga o percorsi di cura che prevedono bagni di sale, di gong e nella cascata e piscina di acqua di sorgente in un paesaggio di rocce e vegetazione che è sorprendente trovare nel centro di una metropoli.

Durante la settimana Carlos Sauer e la sua compagna Juliana Ramos. Psicologa reichiana, attendono persone che necessitano di cure personalizzate.

Carlos proviene da una famiglia di medium. Lo erano la madre e la sorella più grande di lui. Quest’ultima operò per diversi anni anche come curandera, fino a quando si è disincarnata, lasciando la sua eredità spirituale a Carlos.

Carlos utilizza diversi metodi di cura, come l’imposizione delle mani o l’aspirazione di energie negative dai pazienti. È maestro di cerimonia della capanna del sudore e il suo principale animale totem è l’orso. Utilizza anche canti, percussioni e preghiere. Nel corso degli anni ha curato moltissime persone. Spesso opera con curanderos indios Fulni-o. in particolare l’amico Tafkea Cruz, che cura con l’energia dell’Amore.

Da alcuni anni realizza tournée in Europa, dove opera in centri di sciamanismo e associazioni. Ha anche tenuto conferenze per medici e università.

Con Carlos siamo molto amici e già lo scorso anno abbiamo organizzato con lui, a Torino in giugno, una cerimonia del fuoco e un workshop di 2 giorni sulla cultura sciamanica. Il tutto è avvenuto nel parco della Villa della famiglia Rava, una dimora storica del ‘600.

La prossima tournée di Carlos in Europa sarà tra fine maggio e Giugno. In giugno sarà in Italia per due workshop a Verona e Matera. Noi stiamo organizzando una cerimonia del fuoco a Torino (7 giugno) e una a Roma (21 giugno). Indicativamente l’oraio di incontro sarà per le 19.00, con inizio alle 20.00, dopo aver accesso il fuoco per terminare alle 23.00 circa.

L’attività sarà costituita da canti e suono di tamburi guidati da Carlos Sauer e Juliana Ramos con il supporto mio e di Lidia Urani.
La cerimonia è pervasa da sentimenti ed emozioni, ma principalmente esprime devozione al Grande Spirito, alla Terra e all’Universo.
Carlos Sauer (tradotto da me simultaneamente dal portoghese) spiegherà diversi aspetti della filosofia sciamanica Cheyenne e il senso di alcuni dei canti, nonchè dell’utilizzo del tamburo.
La partecipazione alla cerimonia permette di scaricare tensioni e di caricarsi enormemente di energia e motivazione.
Il raggiungimento della trance non è facile e nemmeno determinante, ma può verificarsi.
Durante la giornata precedente la cerimonia Carlos Sauer sarà disponibile per attendimenti privati per chi lo desidera. Il costo per un intervento di 1 ora e mezza verrà comunicato privatamente. La disponibilità è ovviamente limitata.

COSTO ISCRIZIONE CERIMONIA TORINO: 25€ fino al 30 aprile

30€ dal 1° maggio al 7 giugno.

VERSAMENTO SU:

ASSOCIAZIONE GENTE DELLA CITTA’ NUOVA

BANCA REGIONALE EUROPEA – AG.TORINO

IBAN:  IT55P0690601008000000005946

COSTO ISCRIZIONE CERIMONIA A ROMA: In fase di definizione.

Calendario completo.

May 18-  Drumming circle with Waltraud in Vienna, Austria.
May 19,20 and 21- Weekend workshop with Sweat Lodge in Thunau with Theresia.
May 25- Drumming circle with you and Renata in Switzerland (not confirmed)
May 26,27 and 28- Weekend workshop with Sweat Lodge in Switzerland at Renata’s (not confirmed).
June 2,3 and 4- Weekend workshop with Sweat Lodge in Grenoble, France with Daniele.
June 9,10 and 11- Weekend workshop with Sweat Lodge in Verona, Italy with Nello.
June 15- Drumming circle in Matera, Italy
June 16,17 and 18- Weekend workshop in Matera, Italy with Nello.

Chi fosse interessato può scrivere a unaltrosguardo@libero.it

A’hooo!!!

OPERAZIONE FUNDRAISING

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Abbiamo una ONG di 25 anni a Rio de Janeiro: Para Ti Amizade e Solidariedade. È impegnata nel sostegno educativo di decine di bambini di famiglie povere di favela. Info su www.parationg.org.

Per 25 anni siamo riusciti a sostenere il progetto perlopiù con donazioni di privati provenienti da diverse città d’Italia. Il sostegno non è venuto meno per ora, ma senza dubbio, con la crisi in atto le donazioni sono diminuite.

Una ulteriore nostra fonte di sostentamento da circa 4 anni è il turismo solidale che prevede viaggi sostenibili e volontariato. Disponiamo di 12 camere di charme in affitto e di spazi per eventi (http://paratiguesthouse.wordpress.com). Organizziamo tour culturali e spirituali molto speciali (www.favelaparatitour.com). (Sezione web viaggi culturali e spirituali in preparazione).

Per questa sezione disponiamo di Ufficio Stampa dedicato e molto attivo in Italia.

Tuttavia di anno in anno la certezza di coprire il budget necessario non c’è.

Stiamo comunque ampliando il nostro raggio di azione. Abbiamo iniziato a sostenere indigeni in difficoltà con scambi culturali di altissimo valore. Inoltre vorremmo cominciare a occuparci di bambini di strada e di un’altra categoria a rischio che sono gli adolescenti.

In vista di tali obbiettivi abbiamo necessità di più fondi.

Intendiamo rivolgerci alle aziende chiedendo loro una minima percentuale del loro budget per i regali natalizi a dipendenti e fornitori.

L’offerta è ovviamente libera, ma a partire da 2.000 € a sostenitore.

Con tale cifra possiamo sostenere una delle seguenti opzioni:

  • mantenere il centro, come è attualmente strutturato, con 25 bambini, per quasi un mese;
  • realizzare iniziative culturali extra, come escursioni e progetti culturali quali musica e teatro per un mese;
  • avviare un progetto socioculturale per adolescenti, come per esempio fotografia sociale, per un mese;
  • avviare un progetto di distribuzione cibo a senzatetto per un mese;
  • contribuire a un progetto di aiuto a comunità indigene, come per esempio il rifornimento di acqua in aree devastate;

12 contributori coprirebbero un anno di budget delle spese vive del centro così come è strutturato.

A fronte di tale contribuzione di 2000 € offriamo.

  • aggiornamenti sulle nostre attività due volte l’anno;
  • una copia del libro Unaltrosguardo con i reportage fotografici sulla favela realizzati in un laboratorio con i nostri bambini;
  • una copia del libro sulla esperienza in Brasile del fondatore della ONG e Presidente Fiat Brasile e Sudamerica negli anni ’60-’70-‘80, Franco Urani;
  • una copia del libro-guida fotografico-culturale di Mauro Villone e Lidia Urani: Rio – Unaltrosguardo;
  • sconto del 30% per l’acquisto di un numero di copie da concordare dei nostri libri, personalizzati con il marchio dell’azienda, da regalare a dipendenti e/o fornitori;
  • sconto del 20% su agende di design personalizzate Para Ti e personalizzate con il marchio dell’azienda;
  • sconto del 50% per dipendenti e fornitori, su un totale di 70 notti nella nostra Guesthouse da distribuire con modalità da concordare;
  • presentazione personalizzata in power point, con slide e video valutando nostra presenza in relazione a disponibilità in Italia ed eventuale contributo per trasferta al di fuori del Piemonte;
  • marchio dell’azienda collocato sui nostri siti, negli eventi, nei social dove siamo presenti;
  • citazione dell’azienda sostenitrice nel materiale di ufficio stampa dedicato;
  • frequenti comunicazioni di agreement citando i sostenitori;
  • disponibilità continua a ospitare per 2 notti gratuitamente personale dell’azienda che intenda visionare direttamente le nostre attività, e sconto del 50% fino a eventuali ulteriori 5 notti.

Con 2.000€ un’azienda, oltre a fare un’operazione no-profit seria e nobile, avrebbe una ottima visibilità, vista la nostra continua presenza su social e media e in eventi di presentazione.

Lidia Urani e Mauro Villone sono stati presenti sui Canali RAI a Uno Mattina, La Vita in Diretta, Turisti per Caso. E recensiti su diversi media cartacei e web.

Mauro Villone è blogger de IlFattoQotidiano – online.

Trattative ulteriori per contribuzioni di maggiore entità.

A richieste offerte speciali per viaggi incentive a Rio de Janeiro.

La motivazione di tale iniziativa è principalmente la raccolta di fondi per il sostentamento di attività senza alcun fine di lucro, destinate a persone in difficoltà. Ma non solo. Intendiamo anche creare un canale di dialogo tra il mondo industriale e imprenditoriale e quello del no-profit e dell’impegno sociale e culturale.

Per info: mauro.villone@libero.it

Video di Para Ti https://www.youtube.com/watch?v=vLdfloJKOQY&feature=youtu.be

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È ora di cambiare

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Mio zio Italo, al quale ero molto affezionato anche se vedevo pochissimo, mi ha trasmesso la bulimia letteraria. Leggeva qualsiasi cosa gli capitasse a tiro. Parlava il greco antico e il latino come fossero lingue vive, oltre all’inglese e il russo. Sapeva di filosofia e musica, cantava e suonava il piano e la chitarra. Conosceva gli animali, i funghi e le piante e talvolta aveva dato filo da torcere ad autori di botanica e micologia ravvisando errori nei loro testi.

Si definiva un “filosofo analista”. Aveva, con un semplice esempio, mirabilmente sintetizzato uno dei mali del nostro vivere e che io affronto nel mio libro “Il Mistero della Libertà”. La storiella, veramente semplicissima, è la seguente.

Un tizio voleva andare a Roma e trovandosi nel nord Italia, senza mezzi e con pochi soldi cercò il modo migliore per ridurre i tempi del viaggio con poca spesa. La bicicletta era la soluzione migliore, così acquisto i pezzi per costruirsene una e si accinse al compito. Dopo un po’ un suo amico passo lì vicino con una bellissima vettura e lo vide. Abbassò il finestrino e lo salutò, poi aggiunse: “Sto andando a Roma, vuoi venire con me?”. “Non posso – rispose il tizio – mi sto costruendo una bicicletta”.

Quando ascoltai la storiella da mio zio ero molto giovane e mi rimase impressa. Nonostante ciò mi capitò più volte nella vita di rinunciare a un obbiettivo per seguirne un altro che serviva per raggiungere il primo. Poi smisi. Naturalmente, trovandomi poi in situazioni favorevoli molti mi dissero di tutto: “beato te che puoi”, “sei stato fortunato”, “bella la vita eh?”, “non puoi fare così”…e via dicendo. Quando riesci a fare quello che volevi fare la prima reazione che susciti è invidia.

Non riesco a farci l’abitudine, poiché sarebbe molto più bello vedere le persone lottare per la propria vita anziché vederle rodersi e continuare a prendersi per il culo, ma soprattutto continuare a vivere nel grigio, oltretutto, come molti italiani fanno, continuando a ritenere altri i responsabili del loro fallimento o del loro grigiore.

Quello che spesso inchioda in simili situazioni sono così tanti fattori da avermi indotto a scriverne un libro al riguardo (Il Mistero della Libertà – si trova a questo link). Tali fattori sono il senso di colpa, il senso del dovere, la necessità di consenso sociale, la paura, la pigrizia e mille altri. In queste poche righe voglio invece dare un breve compendio pratico su cosa fare per affrontare la temibile situazione di cambiare il lavoro di merda che odiamo, pur essendo senza una lira o con pochissimi soldi. Alla faccia di chi mi ritiene “fortunato” io ho fatto proprio così.

  1. Prendere coscienza dei propri reali sentimenti nei confronti del proprio attuale lavoro e attuale situazione. La meditazione è un valido, per non dire imprescindibile, supporto. Non è necessario essere dei guru, basta sedersi un attimo e respirare, rispettando se stessi e il proprio silenzio almeno una volta nella vita. Ascoltarsi.
  2. Prendere coscienza dell’impermanenza. La vita passa in un soffio e spesso non ne siamo coscienti. Ci ritroveremo maturi, anziani, o a un passo dalla tomba come se fosse passato tutto in un battito d’ali. Quello che ci deve interessare realmente sono l’eternità e la nostra vera felicità qui ed ora.
  3. Rendersi conto che la nostra vita e solo nostra, solo noi siamo i responsabili e vale la pena giocare il tutto per tutto.
  4. Prendere la decisione di cambiare, a qualunque costo, per esprimere davvero il meglio di se stessi, il vero mago, il vero eroe che si trova dentro ognuno di noi. Il prima possibile.
  5. Definire e scrivere i nostri reali desideri più profondi, senza prendersi in giro. Scriverli solennemente su un foglio da custodire su un altare o comunque in un luogo per noi sacro. Rileggeteli il più spesso possibile e immaginatevi fortemente nella vostra nuova MERAVIGLIOSA situazione.
  6. Promettere a se stessi di fare tutto il possibile per non tradirsi e per tirarsi fuori da quella vergognosa e deplorevole situazione. E poi cominciare sul serio.
  7. Pianificare una vera e propria guerra per la propria libertà dandosi un ragionevole limite di tempo. Un anno può essere sensato. Per alcuni può essere meno, per altri di più.
  8. Pianificare un budget per quel limite di tempo e porre un altro limite ragionevole, quello per il raggiungimento di quel budget. Potrebbe essere un altro anno, ma ognuno ha i suoi tempi. L’essenziale è non aspettare troppo poiché la vita passa.
  9. Ridurre le proprie spese al minimo, con il sistema che illustro in altro articolo di questo blog Spendere meno e vivere felici. E iniziare a risparmiare. Se è il caso ridurre proprio le proprie pretese, ridurre le dimensioni della casa, rinunciare all’auto e girare in bici e autobus.
  10. Dedicarsi il più possibile, durante la giornata, a immaginarsi nella situazione che si vuole creare. La meditazione è fondamentale, ma qualsiasi momento va bene. Aiutarsi con una compilation delle proprie musiche preferite e di musiche evocative. Ricordarsi che si dovrà andare avanti due anni.
  11. Fare attività fisiche (sport, palestra), mentali (meditazione, studio, lettura, parlare con altri, coccolare animali, camminare nella natura e parlare alle piante), spirituali (meditazione, preghiera, mantra). Combattete la pigrizia.
  12. Non avere nessuna paura del fallimento poiché non si presenterà.
  13. Non avere nessuna paura di parlare con altri della propria lotta, di condividere con altri, di chiedere aiuto. I guerrieri aiutano SEMPRE gli altri guerrieri. Una guerra non si fa da soli. Allontanate invidiosi e perdenti e parlate con psicologi veri, spiritualisti, uomini di fede, guerrieri, padri, madri, fratelli, amici veri, maestri, sognatori. Potrebbe anche capitarvi di chiedere cibo e alloggio, non vergognatevene, anche ai grandi è capitato di sopravvivere di aiuti. È il vostro obbiettivo grandioso che conta, vi sdebiterete senza alcun dubbio.
  14. Non indietreggiare quando il mondo dei piccoli (non i bambini, bensì i non guerrieri e gli schiavi) si ribellerà, con una sorprendente capacità di farvi sentire stupidi, in errore, pretenziosi, egoisti e via dicendo. Sono un mare di balle create dal mondo di buio, che cerca di sopravvivere come può, e per attirarvi nuovamente nel gorgo.
  15. Dedicate un giorno o anche solo mezza giornata alla settimana al volontariato. Questo è un punto chiave per quattro ragioni. 1. Vi aiuterà a uscire dal piccolo io. 2. Vi servirà per avere una visione corretta della vostra posizione nell’universo. Che cazzo è il vostro ridicolo problema di fronte a chi non ha un tetto o da mangiare o a dei bambini terminali di cancro. 3. I maestri insegnano che quello che si da ritorna triplicato. Volontariato con gli altri significa che poi faranno a gara altri per aiutare voi. Garantito. Anzi regalate soldi a chi ne ha bisogno, più che potete e distribuite cibo e regali, anche se avete i soldi contati. Tornerà tutto triplicato. 4. Vi arricchirà l’anima a tal punto da farvela sentire come connessa direttamente al Grande Spirito.
  16. Create i contatti e le situazioni concrete che vi servono per perseguire il vostro obbiettivo. Ma non usate le persone, fatelo con il cuore. Trovate alleati. La gente VERA ama i lottatori e ancora di più i sognatori.
  17. Concentratevi sul ringraziare ogni giorno tutto e amare TUTTO il più possibile.
  18. Quando avrete risparmiato sufficiente denaro per sopravvivere un anno pur tirando la cinghia fate il salto, abbandonate il lavoro che non volete più, con rispetto, pensando che liberate anche una possibilità per altri in una situazione diversa dalla vostra.
  19. Fate una sintesi di tutto quanto la vostra lotta ha prodotto fino a quel momento e tirate le fila cominciando a pensare concretamente di attivare la nuova occupazione. Vi si profileranno scenari che non avreste immaginato.
  20. Godetevi, senza il benché minimo senso di colpa, i frutti della vostra lotta, facendo crescere la vostra nuova attività.
  21. Continuate con le attività viste in precedenza, intensificando il volontariato e la disponibilità agli altri, che è poi l’unica cosa che conta veramente.
  22. Siate felici. Avete scoperto la vostra VERA natura: siete dei Maghi. Siete delle Streghe.

Ci saranno innumerevoli cadute e sconfitte, sappiatelo. Ma alla fine è impossibile l’insuccesso. Nella peggiore delle ipotesi sarete cresciuti e vi capiterà di affrontare ancora mille volte, per tutta l’eternità una guerra simile.

Se non avete il coraggio di affrontare un simile cammino, rassegnatevi, ma non prendetevi più per il culo e non rompete più il cazzo a chi ha avuto il coraggio di farlo. Ma, soprattutto, non andate a cercare responsabilità in altri.

Boa sorte guerreiros e companheiros. Non prendetevela, ho solo scritto con il cuore.

Ah, un’ultima cosa. Non c’è nessuno motivo per non essere felici. E la morte non esiste…vi hanno raccontato un sacco di balle.

 

 

 

Come realizzare i sogni più grandi senza una lira

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1. Smettere di piangersi addosso e di considerarsi “meno fortunati” di altri.
2. Essere convinti della necessità profonda di realizzare il sogno. Sentire fortemente il senso di Missione.
3. Abbandonare totalmente la paura del rischio e del cambiamento.
4. Piantarla di pensare di non avere i soldi per la messa in atto. Condividere il più possibile il sogno con altri. (La solitudine uccide persone e sogni).
5. Immaginarsi fortemente nella realizzazione del sogno. E amarlo profondamente.
6. Dare priorità assoluta al sogno in oggetto. (E non alla pensione, al posto sicuro, alle cose ancora da fare, alle finte responsabilità).
7. Non pensare al budget necessario (qualsiasi entità possa avere), ma organizzare tutto come se già fosse disponibile.
8. Credere profondamente nella sincronicità. E all’armonia intrinseca dell’Universo.
9. Essere disponibili all’accoglienza del necessario, quando invariabilmente arriverà, per la messa in opera.
10. Mettersi finalmente all’opera.
Impossibile il fallimento. Nella peggiore delle ipotesi ci sarà un’evoluzione profonda. Se non altro nell’individuazione delle proprie VERE Priorità. Si smetterà di prendersi per il culo fino alla Morte.
Potrei fare decine di esempi, ma per ora mi limito a uno poiché mi è accaduto poco dopo aver postato il precedente decalogo su FB.

Un anno fa il Rio Doce, nel Minas Gerais è stato distrutto dal fango della diga di Mariana. Il più grande disastro ambientale della storia del Brasile. Ha distrutto un intero bacino e migliaia di vite umane. Ne sapete poco poiché l’azienda responsabile ha pagato i media di tutto il mondo per metterli a tacere.

Un ragazzo brasiliano di 29 anni ha fatto un progetto con i controcazzi per aiutare gli indios senza acqua per il disastro, coinvolgendo ingegneri, geologi, tecnici, aziende di vestiti e di servizi. L’intera equipe ha fondato una ONG che non ha un soldo e servono 130.000 Euro per i pozzi e la rete idrica.
Il ragazzo si chiama Ian Lazoski.
Fa parte dell’ampio movimento culturale e spirituale di giovani brasiliani che si stanno riavvicinando molto alle culture indigene. Hanno fondato l’istituto Welight, letteralmente, Noi illuminiamo.

Il progetto si propone di recuperare flora, fauna, bacino idrico, cultura e tradizioni del territorio del popolo Krenak, distrutto dal disastro. Molti di loro sono caduti in gravi forme depressive, non hanno più acqua, né di che cibarsi.

Nel progetto, per il quale hanno girato un film e un promo, sono coinvolte decine di persone, da pochi giorni inclusi noi con la nostra ONG Para Ti, per un appoggio logistico. Ma anche:

(trovate tutto qua: https://www.instituto.welight.co/#/)

Ana Carolina Vasconcelos

Produzione

Anna Dantes

Direzione artistica

Antonia Canto

Marketing e Comunicazione

Brittany Cane

Realazioni internazionali

Bruno Portinho

Colonna Sonora

Camilla Coutinho

Direzione artistica e fotografia

Cristiane Roppa

Ingegnere forestale

Daniela Reis

Realazioni Istituzionali

Derek Gallo

Realazioni internazionali

Eduardo Pedroso

Avvocato

Fernanda Sampaio

Sviluppo Web

Filipe Farias

Edizione video

Guilherme Moreira

Italo Izaac

Iury Lazoski

Sviluppo Web

Komel Soin

Realzioni Internazionali

Laura Zimmermann

Fonico esterni

Leonardo Eloi

Supervisione

Maíra Inaê

Relazioni istituzionali

Marcos W. Ferretti

Sviluppo web

Marcus Rangel

Geologo

Mauro Quevedo Bornes

Coordinamento tecnico

Maximilian Engel

Relazioni internazionali

Pedro P. Lins e Silva

Strategia e Comunicazione

Rafael Andreoni

Edizione video

Reza Shahcheraghi

Valutazione impatto ambientale

Roberto Herrera

Riprese

Rodrigo Faerman

Logistica

Taua Klonowski

Immagini aeree

Thiago Canellas

Strategie finanziarie

Vanessa Pinheiro

Comunicazione e Reti

Victor Tigronez

Tecnico del suono

Vinicius Novello

Ingegneria ambientale

Xavi Cortes

Edizione video

Yan Saldanha

Edizione suono

Eh? Che ne dite?

Tutto autofinanziato e senza un soldo per la realizzazione pratica del progetto. Cominciano il 6 febbraio la raccolta di fondi e noi con Para Ti li appoggeremo attivamente sul piano logistico.

Chi ha orecchie per intendere…..

Residenze d’Artista a Rio de Janeiro

Offriamo pernottamento gratuito per periodi da 20 gg a 3 mesi ad artisti interessati a passare un periodo a Rio de Janeiro.
I periodi dovranno essere all’interno delle seguenti date: 20 marzo – 15 maggio e 15 luglio – 15 ottobre, 2017.
E’ richiesto un minimo di conoscenza della lingua portoghese. Flessibilità. Disponibilità a realizzare workshop con i bambini della nostra ONG Para Ti (www.parationg.org). Lasciare nella nostra sede almeno un’opera realizzata durante la residenza.
Selezioni a insindacabile giudizio della direzione Para Ti.
Offriamo pernottamento in camera con bagno immersa nella foresta, uso cucina comune. Spiaggia a 400 metri.
Le persone che trascorrono un periodo nella nostra ONG hanno la concreta possibilità di entrare in contatto con il vero mondo Carioca. Artisti, artigiani, favelas, eventi, volontari, quartieri tipici tradizionali, strade, gente comune, movimenti culturali e spirituali, indigeni, cerimonie indigene.
Chi fosse interessato può scrivermi privatamente. Grazie.
mauro.villone@libero.it
Foto: @mvillone – Street Art. Rio de Janeiro.

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Cristalli e aree energetiche del pianeta

I cristalli dello scudo brasiliano. Una storia geologica tra le più antiche del mondo.

Testo e foto: @mvillone

Le suggestive rocce della Valle della Luna, Alto Paraiso, Goias, Brasile. Hanno 1 miliardo e 800 milioni di anni. Sono tra le più antiche del pianeta.

Le suggestive rocce della Valle della Luna, Alto Paraiso, Goias, Brasile.
Hanno 1 miliardo e 800 milioni di anni. Sono tra le più antiche del pianeta.

Un modello comunemente accettato dalla comunità scientifica e ormai anche largamente conosciuto a livello popolare e mediatico sull’evoluzione geologica della terra è quello della tettonica a zolle o tettonica a placche.

Sintetizzando enormemente tutto ciò che è stato osservato e studiato in decenni di ricerche, possiamo dire quanto segue. I diversi continenti si spostano uno rispetto all’altro. In mezzo agli oceani si trovano montagne sommerse, chiamate dorsali oceaniche, che derivano, questo è certo, da emissioni di magma a grandi profondità. Tali emissioni di magma spostano di alcuni centimetri ogni anno i bordi di tali dorsali e, come conseguenza, le intere placche continentali che su tale linea si incontrano. Il risultato è ciò che in origine venne chiamato “deriva dei continenti” dal naturalista ed esploratore Alfred Wegener, il primo a intuire tale possibilità evolutiva sul piano geologico. Ovvero lo spostamento delle posizioni relative di Europa, Africa, Asia, Americhe e Oceania.

In altri punti avviene il contrario, ovvero i continenti si incontrano o, per meglio dire, si scontrano, dando origine a corrugamenti orografici giganteschi come le Alpi e l’Himalaya oppure a complessi vulcanici, come per esempio il Giappone.

Tale “deriva”, insieme alla evidente forma complementare di alcuni continenti, come per esempio l’Africa e il Sudamerica, ha portato a ipotizzare che essi fossero originariamente uniti e l’insorgenza della spaccatura vulcanica medioatlantica li abbia, negli eoni, separati.

Alcuni modelli geologici sono arrivati a ipotizzare che originariamente tutti i continenti fossero uniti in un’unica enorme massa, circondata da un unico enorme oceano, che successivamente si fosse espansa dando nel tempo origine alla geografia planetaria che conosciamo oggi. Tali continenti originari sono stati chiamati con diversi nomi, come Pangea, Mu, Terra di Gondwana.

Comunque siano andate realmente le cose un fatto è certo. Attualmente il pianeta è diviso in aree di forte attività geologica, talvolta manifestata in vulcani e terremoti, e in aree di relativa o profonda tranquillità geologica. Le aree più tranquille, ovvero che sembrano dormire, sul piano dell’attività geologica, da centinaia di milioni di anni, sono chiamate in gergo scientifico, “scudi”. Alcuni di essi sono chiamati scudo sino-siberiano, scudo canadese e scudo brasiliano. Quest’ultimo è l’oggetto del nostro interesse specifico in questa ricerca.

Gli scudi in generale possono trovarsi vicini ad aree di maggiore attività geologica. Per esempio lo scudo canadese è attaccato alle Montagne Rocciose, lo scudo sino-siberiano al Giappone e lo scudo brasiliano alle Ande.

Nonostante ciò gli scudi sono aree enormemente vaste dove non si verificano terremoti né eruzioni vulcaniche, attività che invece vi si verificarono milioni di anni fa, nel periodo della loro formazione.

La geologia del territorio brasiliano è enormemente complessa e maestosa. Qui, come in tutto il mondo le rocce sono di carattere sedimentario (ovvero depositatesi in fiumi, laghi e mari), eruttivo, ovvero vulcaniche, intrusivo, cioè rocce magmatiche raffreddatesi lentamente a grandi profondità e metamorfiche, ovvero rocce dei tre tipi precedenti sottoposte a un lento ed enorme processo di seppellimento con conseguente modificazione delle condizioni di pressione e temperatura e quindi di struttura cristallina.

Quasi tutte le rocce sono composte da cristalli, escluse alcune rocce vulcaniche che sono di vetro amorfo. In particolare nei fenomeni intrusivi, siccome le rocce si raffreddano con estrema lentezza si formano cristalli di maggiori dimensioni. Quando il processo di raffreddamento si prolunga enormemente si possono formare cristalli di grandi dimensioni e, talvolta, di proporzioni gigantesche. Questo è il caso dello scudo brasiliano dove, non ovunque certamente, ma in vaste aree, si sono formati enormi giacimenti dei minerali più diversi. Alcuni di questi minerali si presentano in filoni e spesso qui, i cristalli possono avere davvero dimensioni sorprendenti, anche di diversi metri cubi. Oppure essere geodi, cioè rocce cave tappezzate di colonie costituite da innumerevoli cristalli. Si tratta di creazioni della natura meravigliose.

La quantità enorme di filoni, giacimenti e cristalli presenti in Brasile ha dato origine, nella storia, a diversi fenomeni, come lo sfruttamento minerario, la corsa all’oro, la schiavitù mineraria, la ricerca di cristalli e il loro commercio in tutto il mondo.

In particolare, per la nostra storia, a noi interessano i giacimenti di cristalli di grandi dimensioni che vengono a formarsi quando entra in gioco anche il passaggio di acqua, dando luogo a ciò che viene conosciuto come processo idrotermale.

Vastissime aree del Brasile, soprattutto nella parte centrale, sono costituite da rocce intrusive e cristalli di origine idrotermale. In Particolare gli stati di Minas Gerais, Bahia, Rio de Janeiro, Sao Paulo, Goias, Acre, Amazzonia.

Questa gigantesca presenza di cristalli ha enormemente condizionato la storia del paese non solo sul piano pratico per i fenomeni visti prima, ma anche sul piano energetico. Ovvero in Brasile avvengono molte cose proprio grazie al fatto che la natura e le società umane poggiano su una gigantesca macchina di produzione e trasformazione di energia: milioni di chilometri cubi di cristalli di varia natura.

Il silicio, principale componente di rocce e cristalli, ha caratteristiche simili a quelle del carbonio, per ragioni legate anche al numero atomico che li posiziona nella stessa serie nella tavola di Mendeleiev. Prima tra tutte la capacità di creare catene di silicio, così come si creano catene di carbonio, uno dei componenti fondamentali dei composti organici, ovvero della vita.

Alcuni scienziati ipotizzarono, in passato, che potessero esistere teoricamente nell’universo forme di vita legate al silicio. Questa idea venne successivamente abbandonata, ma resta il fatto che il silicio, principale componente dei cristalli, è simile, per certi versi, al carbonio.

Una delle forme cristalline in cui più frequentemente si presenta il silicio sul pianeta è il quarzo, cristallo composto di diossido di silicio (SiO2), che può presentare inclusioni di svariata natura le quali permettono il formarsi di innumerevoli varietà, ed è dotato di caratteristiche straordinarie. Una delle caratteristiche più evidenti e più conosciuta è la piezoelettricità, ovvero la capacità che ha un cristallo di presentare una differenza di potenziale elettrico su due facce contrapposte, quando vengono compresse due facce ad esse perpendicolari.

Tra le sue proprietà, chi lo utilizza per fini terapeutici e spirituali, riconosce soprattutto quella di essere un amplificatore di energie.

La gigantesca diffusione di cristalli di quarzo e di altra natura in Brasile ha probabilmente influito, anche ampiamente, sul fatto che nel corso della storia si verificassero nel paese storie singolari e intense. Da una parte storie di personaggi molto particolari, dall’altra l’individuazione di aree specifiche dotate di un altissimo livello di energia. Un livello di energia tale da permettere il verificarsi di poteri psichici e spirituali del tutto anomali.

Sono numerosissime le zone del paese influenzate dalla presenza di cristalli. Tale influenza si espleta, sostanzialmente, nel manifestarsi di atmosfere rilassanti, ma anche stimolanti, le quali favoriscono il nascere di attività volte all’armonizzazione fisica, spirituale e mentale. Un esempio di queste aree è Alto Paraiso, villaggio situato su un altopiano della Chapada dos Veaderos. Un altro è la cittadina di Abadiania, dove da trenta anni opera lo straordinario e potentissimo medium conosciuto come Joao de Deus.

Questa non è che l’anticipazione di un lavoro che sto realizzando e che illustrerà i luoghi energetici e spirituali del Brasile.

Nuove ricerche scientifiche sull’Ayahuasca

Il Prof. Tiago Arruda Sanchez al convegno Beyond Psychedelic Forum a Praga l'1 e 2 ottobre.

Il Prof. Tiago Arruda Sanchez al convegno Beyond Psychedelic Forum a Praga l’1 e 2 ottobre.

Intervista integrale al Professor Tiago Arruda Sanchez dell’Università Federale di Rio de Janeiro.

L’Ayahuasca è una miscela dei succhi di due piante tropicali: la Banisteriopsis Caapi e la Psychotria Viridis. Contiene, tra le altre cose, il DMT, sostanza capace di indurre una profonda modificazione nello stato di coscienza, incluse modificazioni nella percezione emozionale e cognitiva, che può manifestarsi in diversi modi.

Questa miscela è utilizzata da millenni da alcune popolazioni indigene dell’Amazzonia sia brasiliana che peruviana. Per loro è una pianta sacra e la sua assunzione avviene in determinate cerimonie, peraltro piuttosto frequenti. La utilizzano soprattutto gli sciamani, in Brasile chiamati pajé, per sperimentare una profonda comunicazione con il mondo spirituale. Sembrerebbe che l’Ayahuasca faccia vedere le cose così come sono realmente. Il tema è profondo e complesso e non è certo possibile esaurirlo con un post. D’altra parte si tratta di un argomento interessante, che coinvolge la coscienza. Ma soprattutto l’uso di questa sostanza si sta diffondendo negli Stati Uniti e in Europa e anche in altri paesi. Il fenomeno è stato oggetto di critiche, poiché ha assunto caratteri commerciali che non tengono conto della sacralità della bevanda e nemmeno della sua potenziale pericolosità, assunta nei contesti non corretti. È qualcosa da trattare con attenzione, sebbene contenga aspetti assai interessanti. E la demonizzazione a priori del fenomeno della ricerca della modificazione dello stato di coscienza non aiuta a comprendere cosa esso sia realmente.

Il dibattito è ancora aperto ed è complesso e delicato.

Il 1° e 2 di ottobre scorsi ha avuto luogo a Praga Il Global Beyond Psychedelic Forum. Decine di scienziati delle più eminenti università del mondo si sono riuniti per discutere delle ultime ricerche da loro effettuate sulle sostanze psichedeliche, sintetiche e naturali, attraverso lo studio dei loro potenti effetti sul sistema nervoso. Sostanze come Ayahuasca, Ibogaina, Psilocibina, MDMZ, Acido Lisergico, Ketamina e altre.

Uno di loro è il Professor Thiago Aruda Sanchez dell’Università Federale di Rio de Janeiro (UFRJ). Siamo andati a trovarlo per fargli alcune domande sulla ricerca che sta facendo da circa due anni su un campione di 19 soggetti che assumono regolarmente Ayahuasca per usi religiosi.

Il professore ci ha ricevuti negli uffici della sezione informatica del suo laboratorio della UFRJ. Qui pubblico (per ragioni di spazio) una sintesi del nostro incontro.

“Professore, che tipo di ricerca sta facendo?”

Sanchez: L’esperimento lo stiamo conducendo su persone di esperienza che da almeno due anni prendono l’Ayahuasca. Osserviamo modificazioni comportamentali e cerebrali nei soggetti prima e dopo l’assunzione, che avviene in laboratorio. La variazione che osserviamo è di tipo emozionale. La regolazione emozionale. Si manifesta una riduzione di ansia e della risposta emozionale avversiva dopo l’assunzione di Ayahuasca. Chiediamo al soggetto di riempire un questionario con alcune domande stimolanti sul piano emozionale. Prima dell’assunzione e dopo. Inoltre, durante un esame di immagini di risonanza, dopo l’assunzione mostriamo alcune immagini di persone di fronte alle quali i soggetti devono dare una semplice risposta Sì/No premendo un bottone. Devono solo riconoscere il genere delle persone dai volti.

Osserviamo questo effetto tramite la Risonanza Funzionale, che produce immagini. Otteniamo un’immagine digitale del cervello ogni due secondi. L’immagine da informazioni principalmente sul flusso sanguigno e quindi dell’attività cerebrale in risposta a uno stimolo. Tutte le immagini vengono montate insieme, come un film, in modo da poter osservare la variazione di flusso sanguigno nel tempo. In pratica un aumento del flusso sanguigno in un’area del cervello significa una maggiore attività in quell’area.

L’esame viene effettuato due volte. Prima e dopo l’assunzione dell’Ayahuasca. Dopo l’assunzione si attende che la sostanza (in circa 40/50 minuti) faccia effetto.

Utilizziamo emozioni avversive come stimolo nel compito di riconoscimento dei volti. Sotto l’effetto della sostanza la risposta emozionalmente negativa si attenua.

L’esperimento in atto, condotto su 19 persone, non è che il secondo di una serie di mie ricerche. Presenteremo i primi risultati al Beyond Psychedelic Forum. Quello che sembra emergere dallo studio è una riduzione della risposta emozionale e un aumento dell’attività nelle aree cognitive del cervello. Questo potrebbe suggerire un effetto terapeutico, ma l’esperimento è stato effettuato per ora su persone sane. Ora occorrerebbe realizzare esperienze su soggetti con problemi di ansia e depressione. Dunque occorre procedere con cautela e continuare a sperimentare.

Il lavoro è finanziato da una Fondazione pubblica di Rio de Janeiro. Si tratterà di una vera e propria linea di ricerca.

I volontari sono stati reperiti tramite contatti con gruppi che utilizzano Ayahuasca, come per esempio il Santo Daime. Sono tutte persone che hanno dai due ai 40 anni di esperienza con la sostanza.

Uno dei primi studi realizzati in questo senso è del professor Jordi Riba, spagnolo, uno dei massimi esperti nella ricerca su Ayahuasca. Sarà presente anche lui al Forum. Aveva già notato un aumento dell’attività di una struttura del cervello chiamata “insula”, legata all’attività emotiva. Sono stati condotti altri studi. Ad esempio all’Università di San Paolo, un gruppo di ricercatori, con i quali collaboravo, ha effettuato una ricerca su pazienti clinici affetti da depressione. Si è osservato un miglioramento delle loro condizioni nel giro di una settimana, con la durata per un periodo fino a venti giorni, con l’assunzione di un’unica dose di Ayahuasca.

Stiamo pensando di realizzare serie di esperimenti analoghi sugli effetti emozionali in soggetti che utilizzino da tempo la meditazione. Sembra che la meditazione produca un miglioramento cognitivo che influenza la risposta emozionale nei soggetti.”

“Occorre sottolineare che di solito l’Ayahuasca viene assunta all’interno di un contesto rituale ben organizzato che presenta rituali, fuoco, arredi di un certo tipo?

Continua il professor Sanchez: “E’ ciò che noi in termine tecnico chiamiamo “set” e “setting”. Questo coinvolge il contesto preciso per l’uso della sostanza ed è legato alla conoscenza antropologica del fenomeno. Ho parlato con alcuni antropologi dell’importanza che possono avere tali elementi nella produzione di effetti che la sostanza produce sul piano emozionale.

Sul piano scientifico noi dobbiamo ancora attenerci sempre a dati quantitativi misurabili.”

“Perché avete deciso di fare proprio questa ricerca?”

“Durante il dottorato lavoravo con lo strumento delle neuroimmagini sul tema della regolazione emozionale, poiché mi interessava esplorare la coscienza. Uno dei modi per studiare la coscienza è proprio attraverso le sue modificazioni. Modificazioni che possono essere indotte con training cognitivo, stati meditativi o con l’assunzione di sostanze. Queste ultime presentano ancora dei limiti per la scienza mondiale, poiché la maggioranza degli psichedelici è proibita, persino per la ricerca scientifica e per la ricerca ad uso medico. L’Ayahuasca qui in Brasile presenta una breccia, poiché è autorizzata per usi sacri e rituali, ma anche scientifici e addirittura il governo ne incentiva lo studio. Cosa che avviene poiché c’è l’interesse a capire cosa faccia chi la assume ritualmente.

Attraverso un contatto che avevo con un utilizzatore abituale di Ayahuasca, con il gruppo del Santo Daime, decisi con il mio relatore di avviare relazioni con questo gruppo e testarne la disponibilità a farsi studiare. Continuiamo la ricerca poiché le scoperte stimolano ulteriori curiosità e oggi riteniamo interessante capire cosa accade nel cervello con l’utilizzo di sostanze diverse. Che è poi il tema del Convegno. Ma vogliamo anche conoscere meglio il funzionamento del cervello e la sua relazione con la salute mentale. Negli ultimi anni ci sono stati interessanti sviluppi.

Oggi la neuroscienza dispone della tecnologia necessaria per capire di più sull’argomento. Le sostanze naturali sono un possibile strumento in più, così come può esserlo la meditazione. Questi stessi fattori sembra siano utili alla regolazione emozionale.

Recentemente è stato realizzato un nuovo giornale scientifico sul tema. Abbiamo avuto difficoltà a trovargli un nome adeguato, vista la polemica e la stigmatizzazione sulle droghe la cui nascita risale ormai agli anni ’60. Alla fine abbia scartato il termine allucinogeno e optato per psichedelico, che significa ciò che rivela la mente. Non tutte le sostanze psicoattive causano allucinazioni e non tutte modificano la percezione, che è solo un aspetto della coscienza. Gli psichedelici sono sostanze psicoattive che causano modificazioni dello stato di coscienza tramite modificazione della percezione, delle emozioni e delle funzioni cognitive.

Sono stati suggeriti anche altri termini come enteogeno o psicointegratore.

Psichedelico ci sembrava quello giusto. È già in distribuzione e si chiama Journal of Psychedelic Studies (http://submit.akademiai.com/jps/index.php/jps).

Ma occorre sottolineare che il professore non studia solo gli psichedelici bensì la depressione, l’emicrania, la sclerosi multipla e numerosi altri aspetti legati alla coscienza.

La ricerca avviene su diversi fronti principalmente attraverso l’uso delle neuroimmagini, supportati da test comportamentali e relazioni dei soggetti sulle loro sensazioni. Una ulteriore opzione è la misurazione di flussi elettrici nel corpo umano.

In futuro immagino di allargare la ricerca sia su campioni di popolazione che non assumano abitualmente sostanze, con il supporto di medici e psichiatri. Per ora comunque rimaniamo sullo studio di fenomeni emozionali e cognitivi sul campione già allo studio.”

Grazie professore, avremo ancora modo di parlarne.

Ho realizzato l’intervista in collaborazione con Lidia Urani.