Libertà di espressione

Pubblico qui parte del carteggio avuto con La Stampa in questi anni.

Il seguente è la email inviatami da Marco Bardazzi, responsabile de La Stampa Web, corredata della mia risposta. Graditi i commenti.

EMAIL DA LA STAMPA DEL 18 SETTEMBRE 2014

Caro Villone,

Le scrivo perché stiamo riorganizzando l’area blog de La Stampa e rivedendo gli spazi che sono stati concessi a blogger esterni al giornale.

Mi spiace ma “Un Altro Sguardo” rientra tra i blog che abbiamo deciso di chiudere.

I post che ha realizzato resteranno in archivio e consultabili, con l’esclusione dell’ultimo – “Sconsolarte” – che provvederemo a rimuovere perché ha un tono e un linguaggio che non possiamo accettare sul sito de La Stampa. Come le è stato segnalato anche in passato dalla collega Masera, La Stampa non è un social media né uno spazio libero, è una testata giornalistica con un direttore responsabile e ciò che pubblichiamo è sotto la nostra responsabilità. Temo che questo dato di fatto le sia sfuggito.

Cordiali saluti,

Marco Bardazzi

MIA EMAIL DI RISPOSTA DEL 24 SETTEMBRE 2014

Buongiorno Bardazzi,

riscontro con la presente la Sua email del 18 settembre 2014.

Credo che se a me è sfuggito qualcosa Voi siete evidentemente adusi a sfuggire dalla realtà delle cose.

  1. Non mi cogliete affatto di sorpresa. Anzi la Vs mossa è quella che consideravo più probabile e prevedibile.
  2. Non è il linguaggio del mio articolo che non è in sintonia con un’etica giornalistica, o per lo meno non è solo quello, bensì sono i contenuti a metterVi in imbarazzo per la assoluta sincerità. Contenuti che con chiarezza e schiettezza esprimono cosa pensa una persona, oltretutto condivisa dalla moltitudine. Paradossale nasconderlo. Ovvero che quello che in certi contesti ci viene propinato come arte, non è altro che il sostegno a una manovra finanziaria e ad interessi economici, nonché di colonizzazione culturale. Quello che sconcerta è la impossibilità, anche in un paese dove vigerebbe la libertà di espressione, di esprimere opinioni, laddove queste contrastino con interessi economici (dei soliti pochi individui).
  3. Lei mi rammenta che lastampa.it “non è un social media”. Eppure esiste una “sezione social”, come altresì specificato nella mail del 17 marzo 2014 inviatami dalla D.ssa Laura Danzi. Tale sezione si è avvalsa della collaborazione del mio blog, sempre da lastampa.it rimandato in HP, per cinque anni.
  4. In questi cinque anni il blog è andato molto bene ed è stato uno dei più condivisi.
  5. Ho tentato più volte di entrare in contatto con Lei tramite email e telefono ed è stato un muro di gomma. Ho una mail che ho inviato a Lei, molto fiducioso di ottenere risposta, cosa mai avvenuta. È datata 17 marzo 2014.Preceduta di un’ora da quella di Laura Danzi che mi diceva di prendere contatto con Lei. Pensi…non lo trova divertente? Io sì. Sono anche i contenuti delle mail ad essere interessanti e molto significativi, poiché dimostrano il mio sincero interesse ad entrare in contatto con la direzione, per un eventuale serio coordinamento.
  6. Tutto il carteggio elettronico tra il sottoscritto, il Vs servizio marketing, Laura Danzi, Anna Masera e adesso Lei, attesta tale circostanza.
  7. In questi cinque anni non è passato giorno che le pagine dove sono pubblicati i miei articoli non fossero piene di pubblicità, così come essa permane tuttora nel blog archiviato.
  8. Con la Sua comunicazione del 18 settembre 2014 per conto de La Stampa, da atto di voler completamente disattendere tutta l’attività collaborativa del sottoscritto.

Pertanto, avuto riguardo – non senza rammarico – alla determinazione de La Stampa a voler interrompere in tale maniera il nostro rapporto, riservo le azioni del caso nei Vs confronti a tutela dei miei diritti ed interessi.

Distinti saluti

Mauro Villone

Mauro Villone
Direction ONG Para Ti e Para Ti Guesthouse
Rua C. Ribeiro Gomes, 350
Rio de Janeiro
Cel. 0055-21-974857873
Project Para Ti/Unaltrosguardo
www.parationg.org

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