Sono bambina, non una sposa

Una campagna per i diritti umani

Il manifesto della campagna - Ph. Alessandra Lucca
Il manifesto della campagna – Ph. Alessandra Lucca

Tra la quantità di orrori di cui il mondo è popolato non avevo ancora parlato di questo tema: “Le spose bambine”. Pargole anche di 12 anni di età (talvolta meno) che vanno in sposa a uomini di 35 o 40, ma anche 50, 60  e oltre. Difficile da concepire per un europeo. Già, non tutto ciò che è esotico è meraviglioso e occorre riconoscere che nei paesi sviluppati qualche risultato, sul piano dei diritti umani, si è raggiunto.

Un tema parallelo che avevo già affrontato è quello di bambini-prostituta in India. (Questo il link: http://www.lastampa.it/2014/01/03/blogs/un-altro-sguardo/i-bambini-prostituta-di-calcutta-NV9mZBtlW7sXtdqCoNDmKO/pagina.html). I 4 Paesi in cui i matrimoni precoci sono più diffusi sono invece Niger, Chad, Bangladesh e Guinea, dove oltre il 60% delle ragazzine prima dei 18 anni è sposata. Le figlie di madri giovani analfabete hanno la più altra probabilità di abbandonare la scuola, sposarsi giovani e ricadere nella povertà.

Si arriva persino a spose bambine dell’età di 8anni.

Circa 70 milioni di donne nel mondo in via di sviluppo (esclusa Cina) tra i 20 e i 24 anni, oltre una su tre, si sono sposate prima dei 18 anni. Se la tendenza attuale proseguirà, entro il 2020, 142 milioni di bambine si sposeranno prima di aver compiuto 18 anni. Parliamo di 14,2 milioni di bambine sposate ogni anno, vale a dire 37.000 ogni giorno.

Almeno 50 mila ragazze tra i 15 e i 19 anni muoiono a causa di complicazioni durante la gravidanza e il parto. Inoltre, se una madre ha meno di 18 anni, il rischio che il suo bambino muoia nel primo anno di vita è del 60% più alto di uno nato di una donna che ha superato i 19 anni.

Si calcola che ogni giorno, nei paesi in via di sviluppo, circa 20 mila ragazze sotto i 18 anni partoriscono, ossia 7,3 milioni all’anno. Di queste circa 2 milioni hanno meno di 15 anni. Se si includono tutte le gravidanze, anche quelle che non arrivano al parto, il numero è molto più alto. Perché il corpo di una bambina non è pronto ad affrontare uno sforzo simile. Così, ogni anno muoiono 70 mila adolescenti che per complicanze legate alla gravidanza. E sono 3,2 milioni gli aborti a rischio. Il 95% delle nascite da madri adolescenti si verifica nei paesi in via di sviluppo, dove d’altronde si concentra l’88% di tutta la popolazione adolescente. Ma anche nei paesi cosiddetti sviluppati capita alle ragazze di rimanere incinta: ci sono 680 mila adolescenti madri ogni anno, la metà delle quali negli Stati Uniti.

Sembra fantasociologia, ma purtroppo non lo è. Questi dati serissimi me li ha passati Giorgia Butera, sociologa siciliana, promotrice della Campagna in oggetto. Di  mio posso aggiungere che in Brasile assistiamo quotidianamente al fenomeno. Le ragazze sono prestissimo oggetto di attenzioni sessuali e non è affatto infrequente che partoriscano a 14 anni, talvolta a 12.

Il matrimonio forzato è quello in cui una o entrambe le persone coinvolte devono unirsi contro la propria volontà. Secondo l’articolo 16 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, è innanzitutto una violazione dei diritti umani.

Il citato articolo recita: “Il matrimonio potrà essere concluso solo con il libero e pieno consenso dei futuri sposi”.

Siamo lontani.

Nella sua battaglia Giorgia Butera, molto impegnata in temi di comunicazione sociale e diritti umani, è stata coadiuvata da tre fotoreporter di livello: Valentina Polini, Federica Simeoli, Alessandra Lucca. Quest’ultima autrice della fotografia utilizzata per il manifesto della campagna.

Ho intenzione di approfondire l’argomento, poiché, in sintonia con il nostro impegno in Brasile, è un ulteriore contributo alla denuncia di un tema tanto conosciuto quanto misconosciuto. Con i mass-media molto impegnati a parlare di politici corrotti, disoccupazione, case occupate, omicidi morbosi. Tutti argomenti importantissimi, ma che oscurano quasi completamente la tragedia umanitaria che si consuma nel mondo intero. Tragedia nella quale i bambini occupano un posto di rilievo, sia per i numeri che per la loro innocenza, tra droga, prostituzione, stupro, omicidi, lavoro forzato, prevaricazioni e violenze di ogni genere, traffico di organi.

Una situazione allucinante sulla quale è necessario rapidamente aprire gli occhi e agire. A tale scopo, prego di diffondere.