“BEST” – Buone pratiche

Autore: Mauro Villone

C’è chi come me, continua a credere ed essere ottimista, nonostante tutto.

Nicolas Stoppa è uno di questi. Film-maker, regista e creativo sta lavorando a un progetto che, oltre ad essere interessante nel concept, potrebbe essere davvero utile sul piano pratico. Certo dovrebbe intercettare persone disposte a mettersi in discussione seriamente, una razza che non è così facile da trovare, specialmente in Italia, dove, chi non è al potere, corrotto e intrallazzato, deve salvarsi come può. Ma con i segni di cambiamento in atto si può ben sperare che l’idea di Nicolas non solo crei seguito, ma serva come linea guida, in un mondo dove la condivisione diventa sempre più importante. Ho già avuto modo di intervistare Nicolas in altre occasioni. Si tratta di una persona entusiasta, ma con i piedi per terra. E questo suo ultimo progetto trovo abbia argomentazioni estremamente concrete, per poter diventare non solo un’ennesima “buona idea”, ma uno strumento concreto di condivisione per chi è capace di considerare gli ostacoli opportunità di crescita. Pubblico qui una chiacchierata con questo caro amico. Chiacchierata/intervista che mi sembra esponga con molta chiarezza i punti fondamentali del progetto.

Foto: ©LidiaUrani - Nicolas Stoppa

Foto: ©LidiaUrani – Nicolas Stoppa

Tutto nasce dall’idea di un film-documentario: “BEST”.

UAS (Unaltrosguardo/Mauro Villone): “Di che si tratta Nicolas?”

NS (Nicolas Stoppa): Si tratta di un film in cui si focalizzano solo ed esclusivamente le migliori pratiche messe in campo dall’umanità sul pianeta. A seconda dell’ambito, le “migliori prassi” possono essere definite come raccolta di esempi, che vengono opportunamente formalizzati in regole che possono essere osservate. Tanto per fare un esempio, può essere un’idea manageriale che asserisce l’esistenza di una tecnica, un metodo, un processo o un’attività, che sono più efficaci nel raggiungere un particolare risultato. Si afferma che, con i processi adeguati, con i giusti controlli e le corrette analisi, il risultato voluto può essere ottenuto evitando problemi e complicazioni impreviste. Le “migliori pratiche” possono essere definite come il metodo migliore per effettuare una certa produzione. Basandosi su quelle procedure ripetibili che nel tempo si sono dimostrate migliori sia per la loro efficienza (meno quantità di sforzo) sia per la loro efficacia (risultati migliori), la best practice garantisce il raggiungimento degli obiettivi nel massimo dell’economia e della qualità.

Ecco quindi un film che glorifica quelle attività sane e positive che la comunità internazionale in tutte le sue sfumature sviluppa.

UAS. “Dunque una visione positiva”

NS: “Non più lamenti e inchieste su quello che non va, ma al contrario un documento che favorisca un’idea di mondo possibile a favore di un benessere condiviso non solo per le élite ma per un numero sempre più grande di individui.”

UAS: “In pratica come si realizzerà il progetto?”

NS: “Il metodo per la produzione di “BEST” è di CROWD-SOURCING e CROWD-RELEASE e CROWD-FUNDING, ovvero una tipologia di attività online partecipativa nella quale il gruppo di lavoro di base, costituito da MULINO FILMS, DEFERRARI EDITORE E UNIVERSITA’ DI TRENTO propone ad un gruppo di individui sparsi per il mondo, mediante un annuncio aperto e flessibile, la realizzazione libera e volontaria di un compito specifico, ovvero di individuare nel proprio territorio la migliore BEST PRACTICE e di produrre un documento filmico della durata massima di 5 minuti. La realizzazione di tale compito, di complessità e modularità variabile, e nella quale il gruppo di riferimento deve partecipare apportando lavoro, denaro, conoscenze e/o esperienza, implica sempre un beneficio per ambo le parti. L’utente otterrà, in cambio della sua partecipazione, il soddisfacimento di una concreta necessità, economica, di riconoscimento sociale, di autostima, o di sviluppo di capacità personali, il crowd-sourcer d’altro canto, otterrà e utilizzerà a proprio beneficio il contributo offerto dall’utente, la cui forma dipenderà dalla qualità espressa.

La durata del film originale ed il suo final-cut è di circa 130 minuti, ma è prevista la realizzazione di un sito dove saranno presenti tutte le clip.

UAS: “Dunque non solo un evento, ma un’attività che si svilupperà nel tempo.”

NS: “Esattamente. Il sito WWW.BESTPRACTICE.INFO diventerà una piattaforma per la visualizzazione del film “BEST” e di tutte le clip BEST PRACTICE nel loro formato e durata originali. Ci sarà inoltre lo spazio dove caricare nuovi video.

Nella sua versione finale questo sito sarà un trampolino per consulenze di genere amministrativo, governativo pubblico e privato.

Un sindaco, un amministratore, un manager, un creativo potranno osservare come dall’altra parte del pianeta, o semplicemente dal suo vicino di casa, si risolvono specifici problemi nel migliore dei modi.”

UAS: “Una vera e propria condivisione da villaggio globale.”

NS: “La nostra generazione, quella tra i trenta e i quaranta, può essere considerata una di quelle generazioni se non sfortunata, sicuramente non pronta agli eventi storici e tecnologici che lo sviluppo aveva in serbo. Una generazione che sta in mezzo, una sorta di meta-generazione…

Un ventenne di oggi è cresciuto direttamente con internet, e molti di loro non hanno nemmeno la Tv. Sono antropologicamente nati in un nuovo sistema. I loro fratelli maggiori, invece, hanno dovuto accettare nuove forme di comunicazione e tutto quello che viene insieme a questo, perdendo il tempo ad affinare la tecnologia stessa di quelle nuove forme, e rendendosi talvolta obsoleti rispetto a chi si è trovato con un sistema già pronto.

Oggi però possiamo dire tranquillamente che la tecnologia, pur sempre in continua evoluzione, si è fermata, almeno nella sua struttura base. Permettendo quindi a tutti, senza distinzione di età, di poter decidere di studiare ed applicare un sistema composito che almeno nella sua struttura rimane stabile. Tale stabilità sta finalmente dando i suoi frutti e non è raro vedere finalmente un senso collettivo non più di frustrazione ed incertezza, ma al contrario un sentimento entusiastico e positivista nell’affrontare il futuro.”

UAS: “Tutto questo ritieni possa davvero realizzarsi in pratica?”

NS: “Certamente. Oggi è facilissimo vedere effettivamente il beneficio di alcune applicazioni che l’intelletto, attraverso le tecnologie digitali ha sviluppato. Sistemi di CAR-SHARING con cui si può viaggiare in macchina dividendo le spese e facendo nuove amicizie. Il CROWD-FUNDING, piattaforme di raccolta fondi, per lo più tramite Internet, attraverso piccoli contributi di gruppi molto numerosi che condividono un medesimo interesse o un progetto comune oppure intendono sostenere un’idea innovativa. O ancora sistemi di SLEEP-SHARING con cui si accede ad un servizio online di ospitalità gratuita gestito tramite un sito web, grazie al quale si può chiedere od offrire ad altri una stanza o il divano della propria casa per un soggiorno più o meno breve. Queste sono solo alcune delle “migliori pratiche” o ”migliori prassi” o ancora più correttamente in inglese BEST PRACTICE.

Per migliore pratica o migliore prassi o buona prassi si intendono in genere le esperienze più significative, o comunque quelle che hanno permesso di ottenere migliori risultati, relativamente a svariati contesti. Il termine è usato per esempio nell’ingegneria del software, in medicina, nelle organizzazioni aziendali o governative.”

UAS: “Come si va a inserire questa visione nel contesto storico difficile in cui ci stiamo dibattendo?”

NS: “Se il secolo scorso aveva nella sua seconda parte un fenomeno antropologico di ribellione, oggi questi ribelli sono riusciti a spezzare quell’incantesimo medioevale che impediva una comunione di intenti a favore di una giustizia nei processi sociali. Trovo di vitale importanza produrre e distribuire questo film-documentario, il più possibile, per “contagiare” ed informare le masse ancora ignare di un nuovo mondo possibile. Non ci sono più scuse, anche se la Rete e ancora piena di inutili concetti, oggi è necessario coinvolgere i pessimisti in una nuova versione di progettualità della società. Non da meno il coinvolgimento delle classi dirigenti e governative che spesso non sono malvagie ma ignorano le possibilità contemporanee a loro disposizione. E se Marcuse ci diceva che le capacità intellettuali e materiali della società contemporanea sono smisuratamente più grandi di quanto siano mai state, ciò significa che la portata del dominio della società sull’individuo è smisuratamente più grande di quanto sia mai stata. Il modo vigente di organizzare una società è posto quindi a confronto con altri modi possibili, che si ritiene offrano migliori opportunità per alleviare la lotta dell’uomo per l’esistenza: una specifica pratica storica è posta a confronto con le sue alternative storiche. E allora non ci resta che potenziare queste “buone pratiche” per migliorare il mondo.”

UAS: “A che punto è l’organizzazione, esiste già il sito?

NS: “Il sito sarà pronto a settembre 2015, siamo solo all’inizio di questa avventura

UAS: “La raccolta fondi è già partita?”

NS: “La raccolta fondi per il documentario partirà a febbraio.”

UAS: “Come possono partecipare persone che non sono film-maker? con segnalazioni?”

NS: “Le persone che non sono film-maker possono collaborare dando informazioni relative a esperienze positive a 360 gradi dando e illustrando esempi concreti.”

UAS: “Ci sono limiti, per così dire, alle buone pratiche? O qualsiasi progetto o attività va bene?”

NS: “Tutte sono buone…se sono buone.”

UAS: “Chi partecipa realizzando un video deve in prima battuta autofinanziarselo?”

NS: “L’idea è che per il film documentario saremo noi dell’organizzazione madre a dare per paese delle linee guida/soggetti/temi ai film-maker e saremo noi a finanziarlo, con 500 o 1000 euro per 6/8 minuti.

UAS: “Nel sito sarà possibile postare anche video amatoriali o che comunque non partecipano al final-cut?”

NS: “Sì.”

UAS: “Potrebbe anche essere dunque un sito tipo you-reporter autogestito, con come focus il tema delle best-practice?”

NS: “Sì.”

Bene. Non ci resta che cominciare. Noi, come Unaltrosguardo, intendiamo partecipare con il nostro progetto Para Ti, ONG di Rio de Janeiro. www.parationg.org

Ci auguriamo davvero che un’idea come questa, bella e concreta, possa avere seri sviluppi in futuro.

Per ulteriori info: nicolasstoppa@hotmail.com

Rispondi