È ora di cambiare

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Mio zio Italo, al quale ero molto affezionato anche se vedevo pochissimo, mi ha trasmesso la bulimia letteraria. Leggeva qualsiasi cosa gli capitasse a tiro. Parlava il greco antico e il latino come fossero lingue vive, oltre all’inglese e il russo. Sapeva di filosofia e musica, cantava e suonava il piano e la chitarra. Conosceva gli animali, i funghi e le piante e talvolta aveva dato filo da torcere ad autori di botanica e micologia ravvisando errori nei loro testi.

Si definiva un “filosofo analista”. Aveva, con un semplice esempio, mirabilmente sintetizzato uno dei mali del nostro vivere e che io affronto nel mio libro “Il Mistero della Libertà”. La storiella, veramente semplicissima, è la seguente.

Un tizio voleva andare a Roma e trovandosi nel nord Italia, senza mezzi e con pochi soldi cercò il modo migliore per ridurre i tempi del viaggio con poca spesa. La bicicletta era la soluzione migliore, così acquisto i pezzi per costruirsene una e si accinse al compito. Dopo un po’ un suo amico passo lì vicino con una bellissima vettura e lo vide. Abbassò il finestrino e lo salutò, poi aggiunse: “Sto andando a Roma, vuoi venire con me?”. “Non posso – rispose il tizio – mi sto costruendo una bicicletta”.

Quando ascoltai la storiella da mio zio ero molto giovane e mi rimase impressa. Nonostante ciò mi capitò più volte nella vita di rinunciare a un obbiettivo per seguirne un altro che serviva per raggiungere il primo. Poi smisi. Naturalmente, trovandomi poi in situazioni favorevoli molti mi dissero di tutto: “beato te che puoi”, “sei stato fortunato”, “bella la vita eh?”, “non puoi fare così”…e via dicendo. Quando riesci a fare quello che volevi fare la prima reazione che susciti è invidia.

Non riesco a farci l’abitudine, poiché sarebbe molto più bello vedere le persone lottare per la propria vita anziché vederle rodersi e continuare a prendersi per il culo, ma soprattutto continuare a vivere nel grigio, oltretutto, come molti italiani fanno, continuando a ritenere altri i responsabili del loro fallimento o del loro grigiore.

Quello che spesso inchioda in simili situazioni sono così tanti fattori da avermi indotto a scriverne un libro al riguardo (Il Mistero della Libertà – si trova a questo link). Tali fattori sono il senso di colpa, il senso del dovere, la necessità di consenso sociale, la paura, la pigrizia e mille altri. In queste poche righe voglio invece dare un breve compendio pratico su cosa fare per affrontare la temibile situazione di cambiare il lavoro di merda che odiamo, pur essendo senza una lira o con pochissimi soldi. Alla faccia di chi mi ritiene “fortunato” io ho fatto proprio così.

  1. Prendere coscienza dei propri reali sentimenti nei confronti del proprio attuale lavoro e attuale situazione. La meditazione è un valido, per non dire imprescindibile, supporto. Non è necessario essere dei guru, basta sedersi un attimo e respirare, rispettando se stessi e il proprio silenzio almeno una volta nella vita. Ascoltarsi.
  2. Prendere coscienza dell’impermanenza. La vita passa in un soffio e spesso non ne siamo coscienti. Ci ritroveremo maturi, anziani, o a un passo dalla tomba come se fosse passato tutto in un battito d’ali. Quello che ci deve interessare realmente sono l’eternità e la nostra vera felicità qui ed ora.
  3. Rendersi conto che la nostra vita e solo nostra, solo noi siamo i responsabili e vale la pena giocare il tutto per tutto.
  4. Prendere la decisione di cambiare, a qualunque costo, per esprimere davvero il meglio di se stessi, il vero mago, il vero eroe che si trova dentro ognuno di noi. Il prima possibile.
  5. Definire e scrivere i nostri reali desideri più profondi, senza prendersi in giro. Scriverli solennemente su un foglio da custodire su un altare o comunque in un luogo per noi sacro. Rileggeteli il più spesso possibile e immaginatevi fortemente nella vostra nuova MERAVIGLIOSA situazione.
  6. Promettere a se stessi di fare tutto il possibile per non tradirsi e per tirarsi fuori da quella vergognosa e deplorevole situazione. E poi cominciare sul serio.
  7. Pianificare una vera e propria guerra per la propria libertà dandosi un ragionevole limite di tempo. Un anno può essere sensato. Per alcuni può essere meno, per altri di più.
  8. Pianificare un budget per quel limite di tempo e porre un altro limite ragionevole, quello per il raggiungimento di quel budget. Potrebbe essere un altro anno, ma ognuno ha i suoi tempi. L’essenziale è non aspettare troppo poiché la vita passa.
  9. Ridurre le proprie spese al minimo, con il sistema che illustro in altro articolo di questo blog Spendere meno e vivere felici. E iniziare a risparmiare. Se è il caso ridurre proprio le proprie pretese, ridurre le dimensioni della casa, rinunciare all’auto e girare in bici e autobus.
  10. Dedicarsi il più possibile, durante la giornata, a immaginarsi nella situazione che si vuole creare. La meditazione è fondamentale, ma qualsiasi momento va bene. Aiutarsi con una compilation delle proprie musiche preferite e di musiche evocative. Ricordarsi che si dovrà andare avanti due anni.
  11. Fare attività fisiche (sport, palestra), mentali (meditazione, studio, lettura, parlare con altri, coccolare animali, camminare nella natura e parlare alle piante), spirituali (meditazione, preghiera, mantra). Combattete la pigrizia.
  12. Non avere nessuna paura del fallimento poiché non si presenterà.
  13. Non avere nessuna paura di parlare con altri della propria lotta, di condividere con altri, di chiedere aiuto. I guerrieri aiutano SEMPRE gli altri guerrieri. Una guerra non si fa da soli. Allontanate invidiosi e perdenti e parlate con psicologi veri, spiritualisti, uomini di fede, guerrieri, padri, madri, fratelli, amici veri, maestri, sognatori. Potrebbe anche capitarvi di chiedere cibo e alloggio, non vergognatevene, anche ai grandi è capitato di sopravvivere di aiuti. È il vostro obbiettivo grandioso che conta, vi sdebiterete senza alcun dubbio.
  14. Non indietreggiare quando il mondo dei piccoli (non i bambini, bensì i non guerrieri e gli schiavi) si ribellerà, con una sorprendente capacità di farvi sentire stupidi, in errore, pretenziosi, egoisti e via dicendo. Sono un mare di balle create dal mondo di buio, che cerca di sopravvivere come può, e per attirarvi nuovamente nel gorgo.
  15. Dedicate un giorno o anche solo mezza giornata alla settimana al volontariato. Questo è un punto chiave per quattro ragioni. 1. Vi aiuterà a uscire dal piccolo io. 2. Vi servirà per avere una visione corretta della vostra posizione nell’universo. Che cazzo è il vostro ridicolo problema di fronte a chi non ha un tetto o da mangiare o a dei bambini terminali di cancro. 3. I maestri insegnano che quello che si da ritorna triplicato. Volontariato con gli altri significa che poi faranno a gara altri per aiutare voi. Garantito. Anzi regalate soldi a chi ne ha bisogno, più che potete e distribuite cibo e regali, anche se avete i soldi contati. Tornerà tutto triplicato. 4. Vi arricchirà l’anima a tal punto da farvela sentire come connessa direttamente al Grande Spirito.
  16. Create i contatti e le situazioni concrete che vi servono per perseguire il vostro obbiettivo. Ma non usate le persone, fatelo con il cuore. Trovate alleati. La gente VERA ama i lottatori e ancora di più i sognatori.
  17. Concentratevi sul ringraziare ogni giorno tutto e amare TUTTO il più possibile.
  18. Quando avrete risparmiato sufficiente denaro per sopravvivere un anno pur tirando la cinghia fate il salto, abbandonate il lavoro che non volete più, con rispetto, pensando che liberate anche una possibilità per altri in una situazione diversa dalla vostra.
  19. Fate una sintesi di tutto quanto la vostra lotta ha prodotto fino a quel momento e tirate le fila cominciando a pensare concretamente di attivare la nuova occupazione. Vi si profileranno scenari che non avreste immaginato.
  20. Godetevi, senza il benché minimo senso di colpa, i frutti della vostra lotta, facendo crescere la vostra nuova attività.
  21. Continuate con le attività viste in precedenza, intensificando il volontariato e la disponibilità agli altri, che è poi l’unica cosa che conta veramente.
  22. Siate felici. Avete scoperto la vostra VERA natura: siete dei Maghi. Siete delle Streghe.

Ci saranno innumerevoli cadute e sconfitte, sappiatelo. Ma alla fine è impossibile l’insuccesso. Nella peggiore delle ipotesi sarete cresciuti e vi capiterà di affrontare ancora mille volte, per tutta l’eternità una guerra simile.

Se non avete il coraggio di affrontare un simile cammino, rassegnatevi, ma non prendetevi più per il culo e non rompete più il cazzo a chi ha avuto il coraggio di farlo. Ma, soprattutto, non andate a cercare responsabilità in altri.

Boa sorte guerreiros e companheiros. Non prendetevela, ho solo scritto con il cuore.

Ah, un’ultima cosa. Non c’è nessuno motivo per non essere felici. E la morte non esiste…vi hanno raccontato un sacco di balle.

 

 

 

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