Come far accadere le cose giuste per la nostra Vita senza fare assolutamente niente

mauroamaca

Anche questa volta il titolo è a effetto. Nonostante ciò è realmente possibile realizzare delle cose senza impazzire più di tanto.

La faccenda è complessa. Non aspettatevi facili formule o trucchetti da quattro soldi. Per arrivare a questo occorre prima farsi un culo così.  Non solo. Non crediate che io ci riesca sempre, ho solo scoperto che funziona esattamente così. Ma per riuscire a mettere in atto il meccanismo occorre essere puri come il cristallo.

Tutti vogliono, chi più chi meno, realizzare delle cose per la propria vita. Non tutti ci provano, ma molti sì. Tra questi ultimi quasi tutti, prima o poi falliscono. Quelli che alla fine vincono sono quelli che si rialzano sempre. Quelli che continuano a provare.

Dunque il primo elemento utile è essere demenzialmente cocciuti e passare un certo tempo della propria vita a tentare imprese, sbattere la testa, riprovare. Ci sono persone che riescono a ottenere risultati in tempi brevi, altri che impiegano tempi immensamente lunghi. Ai fini del nostro discorso chi ottiene risultati in tempi brevi non è detto che sia avvantaggiato, poiché corre il rischio di rimanere soddisfatto presto e non riuscire a credere che si possa ottenere tutto senza fare niente.

Questo accade poiché spesso facendo qualcosa si ottiene qualcos’altro. È logico. Senza dubbio per ottenere effetti occorre postare cause. Ma quello che ci interessa qui è vedere come ottenere quello che realmente ci serve per la nostra evoluzione senza fare niente. O meglio, parlandosi seriamente, senza lo sbattimento demenziale che caratterizza tutto quello che il mondo cittadino, burocratico, industriale e di mercato chiede in continuazione ai suoi servi.

In genere accade anche che qualcuno si sbatta in continuazione senza ottenere nulla e finisca per sentirsi fallito, inutile e frustrato, o semplicemente desistere.

Quest’ultima situazione si verifica perché non è detto che tutto dipenda solo dal panorama e dalla nostra volontà contingenti. Ci possono essere fattori psicologici profondi, accumuli di cause negative messe in precedenza oppure semplicemente circostanze non favorevoli o addirittura avverse. Per chi ci crede potrebbero esserci influenze karmiche da vite precedenti. Ci potrebbero essere relazioni sbagliate. Oppure potrebbe essere che proprio gli obbiettivi siano errati. Questo accade abbastanza spesso poiché spesso crediamo di volere delle cose che in realtà ci sono state rese appetibili a causa di influenze di altre persone o situazioni.

Dunque un secondo punto è essere (di nuovo demenzialmente) sinceri con sé stessi. Ovvero dobbiamo dichiarare a noi stessi solennemente, con sincerità assoluta, senza la benché minima macchia, cosa vogliamo veramente. Bisogna essere puri come il cristallo, non deve esserci nemmeno un’ombra, poiché dobbiamo vedere veramente cosa vogliamo nel profondo di noi stessi con tutta la nostra volontà, il nostro cuore, la nostra mente, la nostra pelle.

Una volta individuato questo obbiettivo sontuoso torniamo un attimo indietro a tutti i fattori che compongono lo scenario. Oltre alle circostanze generali e alla situazione psicologica ci sono la natura degli obbiettivi prefissati. Potrei voler diventare spazzino o calzolaio, oppure artista o scrittore, o ancora esploratore o amministratore delegato. O semplicemente voler viaggiare o fare un orto biologico. Poi concorrono fattori molto materiali come il denaro da investire per realizzare le cose o studiare o spostarsi. Per contro ci sono fattori immateriali come il nostro amore, la nostra volontà, la nostra determinazione. Potremmo andare avanti a lungo a elencare elementi che compongono lo scenario in cui ci dobbiamo o vogliamo muovere. Ma il punto importante è uno solo. Tutti questi fattori sono variabili e sono tutti fatti di una cosa sola, così come tutto il resto: ENERGIA.

Il punto chiave è questo. Tutto quello che ha a che fare con la nostra vita e con la vita di tutto l’universo non è altro che energia. Tutto è ENERGIA.

Di fatto la realizzazione o meno di qualsiasi opera non è che la materializzazione di energia. In pratica qualsiasi opera materiale o immateriale è già presente nel momento in cui è stata concepita dalla mente. La manifestazione di tale opera sul piano materiale non è che la condensazione dell’energia accumulata nel corso della sua ideazione prima e realizzazione poi.

Sappiamo bene che spesso gli obbiettivi non si riesce a raggiungerli. In tal caso, facendo un’analisi, possiamo individuare numerose cause oggettive che spiegano il fallimento. Ma tutte le cause possono essere ricondotte a una sola: la mancanza di energia.

La preghiera, i mantra, la meditazione, la concentrazione, lo stesso impegno che si mette nel progettare una cosa e poi realizzarla non sono altro che sistemi per accumulare energia. È per tale ragione che preghiere e mantra funzionano, come per esempio recitare Nammyohorengekyo. Tutte queste pratiche non fanno altro che accumulare energia. È consigliabile metterle in atto. Chi utilizza tali sistemi ha molte più possibilità e probabilità di riuscire in un’impresa qualsiasi. Anche il lavoro mentale e fisico che mettiamo per realizzare qualcosa è energia, ma ha lo sgradevole effetto collaterale di essere soggetto a moltissime dispersioni. Questo accade per diverse ragioni che non intendo approfondire qui poiché ci porterebbero troppo lontano. Il nostro lavoro è importante, ma se non è supportato da altre azioni di carattere immateriale che producono energia nel mondo invisibile, rischia di essere inutile o addirittura controproducente stressandoci o sfruttando troppo le nostre risorse senza ricaricarle.

Invece, una volta acquisito il concetto che per realizzare qualsiasi cosa non occorre altro che accumulare energia non occorre sbattersi oltremisura, ma soprattutto diventa del tutto inutile preoccuparsi. Non occorre accanirsi sulle cose più di tanto.

I saggi orientali spiegano, a chi si accinge a mettere in opera una pratica come la recitazione di un mantra o una meditazione, che l’ultima cosa da fare è concentrarsi sull’obbiettivo che ci si è prefissati. Sono gli spiriti, le entità, in una parola, le energie in ballo, che determineranno la vittoria, non le vostre preoccupazioni e i vostri sbattimenti.

Sono arrivato a tali conclusioni non solo in seguito ad approfondimenti di studio sul tema, ma proprio per esperienza personale. Tutto l’accanimento che ho messo per realizzare cose e raggiungere obbiettivi mi rendo conto ora che non è servito a nulla. Ciò che mi ha fatto ottenere risultati è quando sono stato in grado di concentrare l’energia come in un laser.

Quando mi sono reso conto di questo ho smesso progressivamente di preoccuparmi, fino al punto di applicare quello che io chiamo “fancazzismo attivo”. Ovvero faccio progetti, pongo obbiettivi, soprattutto mi immergo nei sogni e poi mi armonizzo con le attività quotidiane che naturalmente si presentano, senza preoccuparmi assolutamente di NIENTE. Parlando di nuovo seriamente è chiaro che dovrò attivarmi, ma senza accanirmi, bensì svolgendo armonicamente, con naturalezza le mie attività quotidiane. Se riuscite a entrare in questo tipo di armonia si verifica un ulteriore fenomeno, quello della sincronicità, di cui parlava molto lo psicologo del profondo Gustav Jung e altri dopo di lui. Sembra magia, e se vogliamo lo è, ma non è altro che armonizzazione di energie all’interno di un universo nel quale tutto è in relazione con tutto e le cose avvengono grazie allo svilupparsi di interazioni sublimi. In pratica la sincronicità, che per me è un’esperienza quotidiana, è il curioso susseguirsi armonico di incastri sorprendenti che fanno sembrare che l’universo complotti a vostro favore.

Naturalmente in tale contesto è importantissimo inserirsi correttamente. Ovvero rispettare la prima regola che ho citato: sentire profondamente qual è il vostro vero obbiettivo o sogno. Ci saranno un sacco di cose che non si realizzeranno MAI. Sono quelle che non sono previste e non sono armoniche per la vostra vita. Molto spesso lo sbattimento deriva proprio dal fatto che ci si accanisce nel realizzare cose che in realtà non volevamo veramente o non sono adatte per noi.

Il punto fondamentale è rendersi conto che la nostra serenità, la nostra salute, la nostra felicità, il nostro amore, così come quelle di tutti gli altri, sono prioritari rispetto a qualsiasi altra cosa.

Questa è la ragione per cui le culture naturali, i mistici, gli spiritualisti, saggi e sapienti, passano molto più tempo in cerimonie, meditazioni, offerte, canti e preghiere, anziché in fabbrica o in ufficio. Perché il punto chiave fondamentale è onorare la Vita, la Meraviglia, l’Infinito, l’Universo e l’Inspiegabile.

Il resto è fuffa per schiavi inconsapevoli che corrono come cani rabbiosi verso una quantità di cose materiali che non servono in realtà a niente per la nostra vera felicità.

La vera felicità, che non è detto che sia assenza di sofferenza e presenza di ricchezza materiale, bensì un equilibrio di forze ed energie enormi, è realizzata da abbandono e devozione totali, senza chiedere assolutamente nulla, ma dando spazio alla creatività nello spirito, nella mente e nel corpo, godendo della inconcepibile abbondanza che c’era sempre stata fin dall’inizio.

lençois1

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