Il balconcino visto da lontano

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Neanche mi avessero invitato a nozze. Lo dico in veste autocritica poiché non perdo occasione, tutto sommato, per sparare a zero sulla mia città, dove sono stato fino a dodici anni fa, alternando fortunatamente la residenza con numerosi viaggi. Poi ho colto l’occasione per passare sempre più tempo in Brasile, in particolare a Rio, dove ora vivo.

Una vicenda come quella del balconcino proprio ai Carioca sarebbe difficile da spiegare visto che qui fanno casino dal mattino alla sera, ma andiamo per ordine. Da alcuni anni da un balconcino del centro città a Torino due artisti, Maksim Cristian e Daria Spada, con alcuni loro amici, si esibiscono tutte le domeniche. Incredibile ma vero, ora sono perseguiti penalmente dalla Procura della Repubblica.

Torino è una città stupenda, ricca non solo sul piano paesaggistico e architettonico, ma anche culturale e umano. Il problema è il provincialismo profondo che la attanaglia, come tutte le altre città italiane, ma forse ancora di più. Un’iniziativa come quella andrebbe non solo sostenuta, appoggiata e incoraggiata, ma addirittura insegnata. Ovvero sarebbe interessante che l’eventuale appoggio a idee simili fosse sostenuto anche sul piano culturale spiegando, magari anche attraverso le pagine di un giornale, che non c’è niente di strano se si sente un po’ di musica nel quartiere nel tardo pomeriggio di domenica. Spiegare che nel mondo esiste anche l’espressione artistica popolare e che questa può anche coinvolgere un intero quartiere o persino un’intera cittadinanza. Negli ultimi anni si moltiplicano in tutto il mondo eventi dedicati alla pacifica condivisione di arte e musica, proprio per reagire al generale senso di crisi e di smarrimento di tutta la società di fronte ai terribili accadimenti degli ultimi tempi. Questa poteva essere una ulteriore occasione di questo tipo, oltre che una proposta che poteva caratterizzare ulteriormente la città. Purtroppo Torino è una città di vecchi, non necessariamente in senso anagrafico (per esempio mio padre ha 90 anni sta benissimo e fa il burattinaio), bensì in senso cerebrale. Tantissimi si accontentano di essere morti che camminano senza altre prospettive che le loro settimane fatte di lamentele, di piccole cose, della spesa per riempire quel maledetto tubo digerente che sembra la cosa più importante di tutte e poi la TV, quella sì, quella va benissimo. Qualche decibel in più la domenica pomeriggio NO, farsi vomitare la melma dal tubo catodico tutte le sere con la pancia piena della roba transgenica del supermercato SI.

Mi rendo perfettamente conto che finisco per scrivere banalmente cose condivisibili da molti e che sappiamo in tanti. Ma allora come è possibile che si verifichino ancora situazioni di questo tipo? Voglio dire, passi l’amministratore un po’ frastornato dalla melma televisiva, insieme a tutti i condomini zombie, occupati probabilmente perlopiù a fare gli schiavi per il sistema. Ma come può intervenire la Procura della Repubblica con tutti i problemi enormi che la società deve affrontare oggi? Non solo. Ma come è possibile che un attacco del genere non venga fatto ai danni di tutto sommato un oggettivo disturbatore dell’armonia sociale bensì contro artisti di livello che si sforzano di creare qualcosa di bello che possa aiutare a vivere diversamente i tempi molto difficili che tutti stiamo affrontando?

La Procura è sicura davvero di fare il bene della popolazione con una simile operazione? Se lo saranno chiesto oppure svolgono solo freddamente il loro lavoro senza assumersi la benché minima responsabilità, come farebbe qualsiasi impiegato di medio rango, di capire realmente cosa hanno di fronte?

Che tristezza. Ma non mi stupisco più di tanto. È proprio questa generale tristezza italiana fatta di gente piccola piccola, che conoscevo già benissimo, che mi ha indotto ad andare a esprimermi altrove.

Quello che posso dire è che sarebbe bello che chi ha potere, chi ha influenza a palazzo, avesse la dignità, la forza, la competenza per spiegare a tutti come questa idea sia nata da un atto di amore di un gruppo di artisti di diversa provenienza culturale e geografica. Forse nessuno lo fa perché gli zombie silenziosi sono comunque un bacino di voti e di consenso del quale occorre tenere conto.

Purtroppo occorre anche prendere atto del fatto che viviamo ancora in un mondo dove è più facile che vengano sostenuti morti che camminano impegnati solo a inscenare farse grottesche che non idealisti pieni d’amore.

10 thoughts on “Il balconcino visto da lontano

  1. L’iniziativa può essere interessante, ma nel momento in cui va a disturbare chi ci abita e nonostante questo la si fa continuare, si trasforma in qualcosa molto vicino al fascismo e alla prepotenza.

    • Capisco anche questo punto di vista. D’altra parte essere così disturbati per due ore di concerto la domenica pomeriggio la dice lunga sul livello di piallatura a cui si trovano tanti morti viventi nelle città. Fermino pure i concertini, qualcuno lo riterrà più democratico, io personalmente lo trovo da cimitero. C’è pochissima allegria a Torino, ma capisco che i grigi morti che ci vivono considerino una prevaricazione un po’ di colore.

  2. Immaginate una città allegra che fosse piena di balconi dai quali ogni tanto, qua e là, qualcuno suona. Immaginate un posto dove, anzichè condomini incazzati ci fossero persone che sentono l’irresistibile voglia di danzare, ruotare…immaginate una città, dove anziché guardarsi in cagnesco, la gente sentisse il piacere di abbracciarsi e di sentirsi unita…..immaginate di riuscire, per la prima volta, a immaginare qualcosa di diverso dalla melma che vi hanno fatto inghiottire per decenni, convincendovi che la quiete pubblica, che non ha niente a che vedere con il ricco silenzio dell’anima, sia il valore dei valori imprescindibile, molto più importante che non avere una vita ricca di espressioni e di relazioni….ma che ve lo dico a fare. Voi morti viventi, sapete cosa significa immaginare?….

    • ehm, forse invece di immaginare ci si potrebbe semplicemente spostare un po’ più a sud… non dico del mondo, ma anche solo dell’Italia;
      forse sbaglio, forse è una leggenda metropolitana, ma io (torinese) mi immagino che a Napoli, per esempio, la musica dal balconcino non verrebbe perseguita

      • Eh già….infatti, come spiego nell’articolo io vivo a Rio. Immerso nel casino di 40 bambini che, TUTTI I GIORNI, affollano il nostro asilo privato, mantenuto con elemosine. Il lunedì, mercoledì, venerdì inoltre abbiamo una lezione di percussioni che smuove le montagne e la foresta circostanti. Non c’è abitante della favela limitrofa chi si sogni di dire qualcosa, al massimo partrecipano. Ma questi sono gentiluomini e non condomini torinesi con il cancro spirituale nelle loro vite. Ma è inutile spiegarlo. Come sbattere la testa contro il muro…del condominio….

  3. Con tutti i difetti che possiamo trovare su Torino ed i torinesi io come cittadino del mondo auspico tante Torino, per tanti motivi che tu Mauro conosci bene, pazienza

  4. Un vicino si lamenta per essere costretto a sorbirsi il “concertino” contro là sua volontà —> è un morto che cammina senza altre prospettive, ignorante, che guarda la TV ed è cerebralmente vecchio.

    Ma si, mi pare giusto. Che grande onestà intellettuale e che apertura mentale l’autore dell’articolo! Ha semplicemente dimostrato di essere l’esatto contrario di ciò che pensa: mentalità chiusa e chi la pensa diversamente da lui sbaglia.

    • Non dico che “sbaglia”. Purtroppo per cercare, cortesemente, di spiegarmi, dovrei riscrivere l’articolo che mi pareva già chiaro. Ovvero. E’ comprensibile il punto di vista di chi non vuole sentire il concertino. D’altra parte io, con la mia mentalità chiusa, vivo a Rio de Janeiro, dove i “concerti” sono all’ordine del giorno. Il mio invito è rivolto agli zombie che, in odore di mentalità finalmente aperta, potrebbero chiudere un occhio per due ore la settimana e pascersi della meraviglia televisiva le altre 166 ore della settimana.
      Il concertino è organizzato in buona fede proprio per aprire un pochino la mentalità degli zombie vecchi e televisivi che vorrebbero avere una mentalità ben più aperta della nostra che amiamo i concerti. E’ evidente che sembra sbattere la testa contro il muro. Infatti siamo in un paese “civile” ed è intervenuta la solerte procura per mettere giustizia e lasciare che gli zombi tornino, tranquilli alle loro attività da morti. Dunque tutto andrà a posto e avrete la vostra melma televisiva anche quelle due ore in più oltre alle altre 166 che vi hanno già irrimediabilmente mandato in pappa il cervello. Buona serata.

  5. Capisco anche il tuo di punto di vista, ma mi concedi il dubbio che dopo anni i vicini si siano stufati di questo appuntamento fisso? Si dice vadano avanti da 5 anni, non da ieri. E neanche l’arte può farsi gioco delle leggi e del rispetto del prossimo.

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