Le Ruote di Cura

Juliana Ramos - Casa dell'Aquila, Rio

Juliana Ramos – Casa dell’Aquila, Rio

Tutti i martedì sera a Rio de Janeiro in una delle costruzioni di quella che era un’antica fazenda del quartiere di São Conrado vengono celebrate “Ruote di Cura”, “Rodas de Cura” in portoghese. L’antica fazenda si chiamava Villa Riso e vi si coltivava prevalentemente caffè, come in tutta l’area circostante. Fino a circa 35 anni fa il luogo era ancora relativamente selvaggio e rurale, oggi è uno dei quartieri trafficati della città come diversi altri.

Villa Riso era stata fondata dal signor Riso, un italiano facoltoso che aveva sposato una donna indigena dalla quale aveva avuto due figlie, Bebeta e Cesarina. Oggi la proprietà e divisa tra le due sorelle e Bebeta si occupa proprio della parte di proprietà dove si svolgono attività sciamaniche e spirituali in genere. Il luogo oggi è stato battezzato “Casa dell’Aquila” ed è piuttosto conosciuto a Rio tra la gente interessata a questi temi. La “casa” è immersa in una natura lussureggiante, lontano dal ruomore cittadino, tra rocce, piante, cascate e piscine d’acqua di fonte.

Il martedì dunque vi si svolgono le ruote di cura, dalle 20 alle 22,30 circa. Sono guidate da Carlos Sauer, di cui parlo diffusamente in altri post di questo stesso blog, un curandero brasiliano, oggi cinquantottenne, che dai venti ai cinquanta anni visse con il popolo dei Cheyenne in California, dove era stato adottato da un vecchio sciamano, Nelson Turtle. Qui Carlos aveva appreso tutti i segreti dello sciamanismo di questa tribù e di altre, come per esempio i Sioux Lakota.

A queste “ruote” partecipano diversi praticanti dello sciamanismo, numerosi altri medium e Juliana Ramos, compagna di Carlos e psicologa reichiana.

Nelle suggestive luci soffuse della sala, davanti a una candela accesa Carlos inizia a battere sommessamente sul suo tamburo sciamanico, seguito da tutti gli altri (me compreso) e poco dopo inizia a intonare i canti Lakota e Cheyenne. Sono canti che parlano d’amore, del sole e della luna, della terra, della vita e della morte, degli antenati, degli animali totem, di dio e dell’acqua, delle dee e del fuoco. All’inizio sono tutti seduti, poi man mano l’atmosfera si scalda e l’energia cresce, fino a quando Carlos si alza in piedi e invita anche altri a farlo. Dopo circa un’ora di ritmo con i tamburi e di canti a gran voce tutti insieme il livello di energia è altissimo, si sente l’energia palpabile nella sala. Spesso, quanto sono presenti a Rio, a un certo punto entrano, ornati dei loro diademi, a partecipare gli indios Fulni-o del Pernambuco, grandi amici e fratelli spirituali, con i loro potenti canti di guarigione. Poi tutto tace e, nel silenzio, iniziano le cure a tutto il gruppo e a specifiche persone che lo richiedono e che soffrono di particolari patologie acute o croniche in quel momento.

I medium iniziano nella semioscurità i loro massaggi spirituali e l’estrazione dei mali. Nel frattempo due voci femminili intonano dolcissimi canti arcaici matriarcali, accompagnandosi dal lento ritmo dei tamburi sciamanici. Di solito si tratta della compagna e della sorella di Carlos, medium anche loro.

In quella fase, dopo aver sperimentato la fortissima energia dei canti, dove non risparmio nemmeno la mia voce, cado in una trance profondissima nella quale, seduto, percepisco a malapena l’avvicinarsi di uno dei medium e il suo massaggio spirituale. Spesso lascio sgorgare le lacrime e perdo la nozione del tempo, lasciandomi trasportare dalla dolcezza dei canti matriarcali.

Quando tutto finisce ci metto parecchio a riprendermi e di solito torno rapidamente a casa dove mi accingo subito a un sonno profondo.

Le ruote di cura sono una delle attività più straordinarie della Casa. Magia pura nella quale tutto il gruppo cura una singola persona e, nel farlo, cura tutto se stesso, mentre le malattie di ogni singola persona investono tutto il gruppo e ogni singola cura coinvolge tutti gli altri.

Un’esperienza profonda.

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