Una realtà separata

C’era una volta Xico Xavier, famosissimo veggente brasiliano, deceduto nel 2002, dopo aver passato la vita a mettere in comunicazione centinaia di migliaia di persone con i propri cari defunti e dopo aver psicografato centinaia di libri che parlano di filosofia e spiritualità. L’immensa produzione editoriale di milioni di copie in tutto il mondo non gli fruttò mai un solo centesimo, con gli stratosferici guadagni sempre tutti devoluti regolarmente in beneficienza.

Xico Xavier ha però lasciato un’eredità. Si tratta di un’eredità spirituale, concretizzatasi in guide e consigli ad altri veggenti, oggi ancora in vita. Tra questi tal Laercio Fonseca, un personaggio straordinario, anche se semplicissimo, ed estremamente attivo.

Ho conosciuto Laercio a fine 2017, partecipando a un suo seminario di due giorni che ha avuto luogo a Rio de Janeiro in dicembre. Racconta cose talmente incredibili che, se non si ha troppa fiducia delle proprie capacità di discernimento, gli si volterebbero senza dubbio le spalle.

I motivi per cui io gli credo sono diversi, ma soprattutto, nel seguirlo, utilizzando sia il raziocinio che l’istinto e l’intuizione, oltre che l’esperienza, per valutare le conoscenze che trasmette, si percepisce una coerenza globale che non può essere contraffatta. Ha oltre sessant’anni e opera nel settore esoterico da quando era piccolo. Professore di astrofisica, ha insegnato questa materia all’università di Campinas, in Brasile, dove si era a sua volta laureato. Già negli anni ’80 organizzava, nella stessa università, incontri e convegni sull’ufologia, materia della quale è molto esperto. Negli anni ’90 abbandonò la carriera accademica per le due velocità alla quale si muovevano lui e tutto il resto del corpo accademico. Ovvero nei convegni, mentre si parlava di possibilità e sviluppi dell’ufologia e di possibili contatti, lui vedeva letteralmente grigi e alieni vari, insieme a spiriti diversi presenziare alle conferenze, mentre tutti gli altri no.

Aprì così il suo Ashram personale nella città esoterica di Sao Tomé das Letras, sulle montagne del Minas Gerais, la quale pullula di centri olistici, esoterici e centri di studio e meditazione ed è avvezza ad avvistamenti praticamente quotidiani. In questo Ashram trasmette spiritualità, filosofia, meditazione, arti marziali come il Kung Fu (di cui è stato campione in gioventù), astrofisica, fisica quantica e ufologia.

Pur avendolo incontrato solo per due giorni ho avuto modo di approfondire parecchio il suo pensiero grazie a una quantità notevole di sue conferenze e lezioni, generalmente della durata di un’ora e mezza e che si possono trovare su Youtube in portoghese. In tali conferenze e lezioni trasmette una sapienza incredibile, con una proprietà di linguaggio, un umorismo, una minuziosa conoscenza di dettagli, sorprendenti. Senza una caduta che sia una.

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Fonseca tiene seminari anche di intere settimane, dove trasmette una sapienza immensa, ma cercherò di sintetizzare in alcuni punti salienti.

Nacque poverissimo in quello che viene chiamato “interior”, l’entroterra brasiliano, di San Paolo, in una famiglia poverissima, che non si poteva nemmeno permettere di acquistargli i libri per la scuola. Nonostante ciò, studiando sui libri delle biblioteche fin dalle elementari, riuscì prima a conseguire il diploma e poi la laurea in astrofisica. Nel frattempo aveva già manifestato doti medianiche nell’infanzia. Di notte, anziché semplicemente sognare, usciva con il corpo astrale per strada, dove si trovava con i corpi astrali di altri bambini del villaggio. Qui giocavano come durante il giorno, ma mentre lui il mattino ricordava tutto, gli altri bambini non ricordavano nulla. Fu così fino all’adolescenza, periodo nel quale cominciarono a manifestarsi, materializzandosi letteralmente davanti a lui, alcuni spiriti. In particolare quello di un monaco cinese, che sembrava uscito, come racconta lui, dalla più classica iconografia delle stampe d’epoca. Poi fu la volta di grigi e di altre razze aliene. I continui incontri, praticamente quotidiani, con tali entità, servirono a istruirlo progressivamente, fino a quando non divenne uno dei maggiori veggenti e contattisti del mondo. Tuttora ha contatti quotidiani con tali entità di altri mondi.

Una volta laureatosi in astrofisica finì con l’insegnare nella stessa università e, al contempo studiare ufologia. Oggi, che ha lasciato l’università da tempo, scrive libri, tiene corsi, conferenze e workshop con l’obbiettivo di creare un ponte tra scienza ed esoterismo. Ha scritto diversi libri, tra i quali “Ufologia e fisica quantica” nel quale, con l’aiuto di un supporto matematico e di fisica delle particelle, tenta di spiegare (con successo) come avvengano i viaggi intersiderali di anni luce, in pochi minuti. Ovvero come le astronavi passino da una galassia all’altra agevolmente, senza dover aspettare anni o secoli o millenni. In estrema sintesi spiega come la materia, quale noi la conosciamo, sia nella sua fase più densa, creata dalla vibrazione stessa delle particelle nell’ambito di una certa frequenza. Al mutare progressivo di tale frequenza lo stato della materia cambia di densità progressivamente, diventando sempre più eterea e invisibile dallo stato in cui ci troviamo noi ora. In pratica esistono diverse dimensioni relative alla frequenza delle particelle e alla densità della materia. Le navi spaziali saprebbero, grazie a tecnologie avanzatissime, in possesso di civiltà di milioni di anni più evolute della nostra, muoversi da uno stato all’altro cambiando frequenza vibrazionale. Si sposterebbero così anche da una galassia all’altra sfruttando il salto tra uno stato e un altro. Tale mondo, apparentemente fantastico, sarebbe molto più abitato di quanto crediamo noi comuni mortali, con migliaia di razze aliene e milioni di spiriti che si trovano su tutti i pianeti dell’universo, ben diversi da come sa spiegare la scienza odierna. Secondo tale visione, prendendo come esempio la nostra cara vecchia terra, la crosta sulla quale camminiamo non sarebbe che la parte più densa di un pianeta molto più grande fatto di strati via via sempre meno densi salendo in quota. Il primo di questi strati sarebbe a cinquecento chilometri di altezza, seguito da altri cinque successivi, sempre più eterici. Ognuno di questi strati sarebbe un pianeta, con natura, città, edifici, tutto come qua, abitato da spiriti e razze aliene. L’ultimo strato sulla sommità sarebbe sede di un “Comando Planetario Globale” che avrebbe il controllo su tutti gli strati inferiori, incluso il nostro. Tale comando planetario risponderebbe a un comando superiore, quello del sistema solare, il quale a sua volta risponderebbe a gerarchie ancora superiori, galattiche, poi di ammassi di galassie, poi universali e poi di interi universi e gruppi di universi, all’infinito. Questo varrebbe per tutti i pianeti e per tutte le galassie e tutti i sistemi solari.

Uno dei libri di Laercio Fonseca

Uno dei libri di Laercio Fonseca

Gli stessi esseri umani sarebbero in parte naturali e in parte artificiali. Ovvero su una base biologica di ominidi relativamente evoluti, altre razze enormemente più evolute avrebbero manipolato il Dna fino a ottenere la specie umana come la conosciamo noi oggi. Questo, tra l’altro, spiegherebbe la strana natura del nostro Dna che presenta sequenze incomprensibili, apparentemente inutili e forse artificialmente indotte, che i biologi chiamano “Dna spazzatura”. Sequenze che per la scienza non hanno senso e non dovrebbero esistere, se fosse valida solo la teoria dell’evoluzione di Darwin.

Fonseca sostiene che sia del tutto incomprensibile per un essere umano, dotato di una scatola cranica limitata, l’intero disegno. Gli stessi suoi insegnanti astrali, dal monaco cinese ai grigi a tutti gli altri, a detta sua, l’hanno sempre preso in giro per la sua inettitudine del tutto umana, chiamandolo anche “Lagarto Laercio”, ovvero Laercio il lucertolone, visto che la sua comprensione di tutto non era superiore a quella di un animale inferiore che striscia per terra. Siamo – sostiene Fonseca – come insetti al cospetto di un cervello come quello di Einstein. Delle nullità, di fronte a un cosmo ancora ben più sorprendente e articolato di quanto sembra alla scienza ufficiale, e immerso in un processo di evoluzione per noi del tutto incomprensibile.

Laercio stesso sostiene di non avere prove di quello che dice, se non il ragionamento, l’intuizione e le progressioni matematiche che utilizza nel tentativo di spiegare questa sconvolgente realtà.

Ma io gli credo.

Non dico di credere così su due piedi, ma utilizzo la logica per affrontare simili rivelazioni.

I casi sono tre.

  1. È un impostore, un ciarlatano. In tal caso ci si chiede come sarebbe possibile che abbia potuto mantenere la menzogna per decenni, producendo libri e teorie e insegnando per dieci anni all’università, senza una caduta che sia una.
  2. È pazzo. Ha quotidianamente visioni assurde. In tal caso la sua follia sarebbe lucida e totalmente mascherata, senza una caduta nell’arco di decenni. Oltretutto tutta la teoria sarebbe spiegata, con uno sforzo enorme, da una quantità di suoi lavori e studi matematici, dotati di una logica credibile.
  3. È tutto vero. In tal caso Fonseca sarebbe uno dei più grandi veggenti del mondo, il quale, per misteriosi ragioni cosmiche, avrebbe accesso a una conoscenza elevatissima, per le menti di comuni mortali e anche di scienziati, ma anche per altri veggenti meno potenti del tutto fuori portata.

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Quest’ultima ipotesi, nonostante l’impressionante enormità, mi sembra la più plausibile. Anche perché ho guardato quest’uomo negli occhi e non solo ho percepito serenità, consapevolezza, umorismo e coerenza, ma anche il sincero interesse ad aiutare il resto dell’umanità a comprendere dove realmente ci troviamo, cosa stiamo facendo e perché.

In un certo qual modo tale incredibile scenario, per quanto assurdo, darebbe in qualche modo conto del senso dell’evoluzione di un universo altrimenti per noi, di fatto, totalmente incomprensibile.

Se fosse così la vita dell’universo e anche di ogni singola identità sarebbe eterna. Il senso sarebbe attualmente per noi comunque incomprensibile, ma aprirebbe la possibilità di concepire un disegno di una portata tale che ridimensionerebbe del tutto la nostra limitata ragione e la conoscenza scientifica che risulterebbe essere del tutto rudimentale e inadeguata per dare una vera spiegazione del senso della vita e dell’universo.

Cosa che, naturalmente, la scienza e tutto il sistema non vorrebbero assolutamente, togliendo loro definitivamente ogni potere.

Per accedere a un mondo strutturato in tale sorprendente modo si dovrebbero utilizzare non solo la ragione, bensì anche l’intuito, l’intuizione, la meditazione, il sentire di altri sensi legati anche a diversi chackra e altri punti energetici del corpo. D’altra parte da millenni testi come i Veda, il Popol Vuh o le tradizioni orali di popolazioni indigene delle foreste e delle steppe dicono cose analoghe, per non dire molto simili. Stati di meditazione profonda indotti con la respirazione, la danza, il sogno, il canto, la musica, i mantra, sostanze enteogene danno accesso a mondi molto simili che, tra l’altro, ho anche visitato personalmente molte volte.

La fede, a questo punto, non sarebbe altro che “credere” nei propri sensi allargati, anziché pensare che si tratti di fantasie, credenze o semplici visioni.

Tale approccio alla realtà universale non ha niente a che vedere con l’andare fuori di testa completamente, sempre in trance o strafatti. Al contrario per accedere a tali mondi occorrono anche profonde radici, piedi ben piantati per terra e la capacità di muoversi con sicurezza nel mondo della cosiddetta vita quotidiana, con i soldi, le bollette da pagare, l’auto dal carrozziere, il pranzo e la cena, etc.

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Di fatto Laercio Fonseca ha dato inizio a un progetto in progress intitolato “Projeto Terra” (v. video qui e sottostante) che prevede la progressiva presa di coscienza di tale incredibile realtà da parte di un numero sempre maggiore di persone e lo sviluppo della capacità di interagire con essa.

Sostiene inoltre, in questo caso in accordo con altri veggenti, che esista una data limite e che tale data, naturalmente oscillante, sarebbe intorno all’anno 2019. In tale periodo dovrebbero manifestarsi diverse razze aliene che avrebbero il compito di ristabilire il piano sulla terra, intervenendo con navi spaziali dotate di tecnologie in grado di “ripulire” il pianeta sul piano ecologico, umano e spirituale.

Pubblico tutto questo sul mio blog personale poiché non ho nessuna intenzione di dare in pasto a ritardati bulli da tastiera, lettori di diversi blog e quotidiani on-line che sfogano le proprie cocenti frustrazioni in commenti a cui simili teorie darebbero senza dubbio un estro magistrale.

Il punto è che: o lasci perdere tutto poiché non puoi, non vuoi, non riesci a credere, o non ti interessa. Oppure rimani comunque colpito e interessato da fenomeni che aprono scenari inimmaginabili sulla vera natura della realtà. Quest’ultima ipotesi è quella che, mio malgrado, mi ha sempre attirato, fin da piccolo.

Sul piano pratico la trovo ben più utile per la comprensione del senso della propria vita e di tutto il creato. Diversamente non abbiamo che la scelta tra i dogmi delle religioni o quelli della scienza oppure tra quelli del calcio, del gran premio o del consumismo capitalistico o, ancora, della sociologia e delle ideologie. Nessuna di queste ipotesi mi interessa.

Scelgo, ancora una volta, la libertà. Basata sulla non accettazione di alcun limite esterno, sul riconoscimento dei propri limiti di comprensione e sull’amore per l’infinito.

 

Il Progetto Terra

 

Una delle conferenze di Fonseca

 

 

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