Oltre l’illusione – Il viaggio nella coscienza con Atma Nambi

Oltre l’illusione – Il viaggio nella coscienza con Atma Nambi

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Comincio a scrivere alcune righe per spiegare il lavoro molto profondo che stiamo facendo con un Maestro indiano, incontrato anni fa in Brasile, dove attualmente lo incontriamo regolarmente e che stiamo iniziando a portare in Italia.

Per fugare immediatamente qualsiasi tipo di dubbio e non perdere tempo, poiché mi è già successo, mi sembra importante sottolineare che si tratta di un maestro del tutto originale e che non ha niente a che vedere con Osho, Sai Baba o altri, i quali peraltro cita ogni tanto con stima e senza nessuna velleità di imitazione.

Io sono un ricercatore spirituale da decenni, attualmente ho 60 anni, non ho bisogno di miti e di modelli, non sono un fanatico, mi sento realizzato e conduco una vita del tutto soddisfacente. Non mi interessa legarmi a religioni, manifesti spirituali, sette e comunità religiose. Sto bene così come sono. Faccio serissima ricerca spirituale in Brasile dove frequento genti native, gruppi di ricerca, sciamani, medium e veggenti. Sempre in Brasile mi occupo anche di solidarietà da moltissimi anni. Pratico meditazione, utilizzo tecniche sciamaniche. Comunico molto via Facebook, ogni tanto su questo blog e su un altro blog su Il Fatto quotidiano on-line.

Sono inoltre profondamente consapevole del fatto di muovermi su un terreno difficile. Il settore spirituale è largamente inquinato dal commercio newage che io stesso cerco, nei limiti delle mie possibilità, di contrastare.

Ho avuto una formazione largamente scientifica e tecnica. All’università, dopo l’Istituto tecnico, ho fatto scienze geologiche, con lunghi studi geografici, astronomici, fisici, chimici e matematici. Sono stato educato, come molti, alla gestione del razionale e delle cose pratiche.

Nel corso dei decenni ho praticato molta meditazione e frequentato diversi corsi nel settore della spiritualità, delle tradizioni native, della cura alternativa.

Di fatto mi trovo nella scomoda posizione di uomo con educazione tecnico-razionale che esplora l’irrazionale e nella difficile posizione di uomo bianco che non appartiene più completamente alla sua cultura di origine europea, ma nemmeno del tutto a quelle indigene.

Questo è il terreno sul quale mi muovo.

Negli ultimi 15 anni ho incrementato enormemente la mia ricerca spirituale. Ho avvicinato le piante di potere, medito molto, suono il tamburo sciamanico e canto. Negli ultimi tempi mi è capitato spessissimo di modificare, con tecniche diverse, il mio stato di coscienza.

Da quattro anni circa conosco il Maestro Atma Nambi. Lo scorso anno l’ho portato per la prima volta in Italia. Quest’anno ho ripetuto l’esperienza organizzando due Satsang serali (ovvero riunioni di discussione) e un workshop di due giorni. Tra le due esperienze ce n’è stata una terza. Ho partecipato, in Brasile, a Buzios, a un ritiro con lui di quattro settimane, con amici, conoscenti e sconosciuti. In pratica abbiamo vissuto in 40 in comunità, per trenta giorni, in una antica fazenda brasiliana. Ma questa è un’altra storia.

Ora vorrei tentare di spiegare sinteticamente chi è e cosa fa Atma Nambi. E non è una cosa così semplice.

Di maestri veri ce ne sono pochi, anche se nel corso della storia sul pianeta ne sono scesi alcuni. Incontrarne uno di persona fa una certa differenza. La differenza è dovuta a ragioni fisiche, scientifiche, quantiche, molto precise. Gli esseri viventi, e quindi anche gli umani, sono dotati di campi intorno al loro essere fisico. Campi magnetici, ma non solo. Anche campo aurico, gravitazionale, e di altra natura. Non sappiamo nemmeno ancora con certezza quanti e quali siano i campi esistenti nell’universo, associati ad esseri senzienti e non. Emettiamo onde di varia natura.

Queste onde ovviamente non si vedono, così come non si vedono quelle radio e quelle gravitazionali, tanto per fare un esempio.

Qualsiasi essere, con la sola presenza, modifica l’ambiente circostante, non solo sul piano fisico e del visibile, ma anche nell’invisibile.

I cosiddetti maestri, in pratica persone al di fuori dell’ordinario per diverse ragioni, emettono onde e creano campi più forti e incisivi di quelli di altri. I maestri sono tali per diverse ragioni. Perlopiù si tratta di persone che hanno cambiato il loro stato energetico poiché hanno “visto” qualcosa al di là dell’ordinario. Non si tratta del “vedere” comune. Ovvero non si tratta di visioni, come per esempio quelle indotte dall’uso di sostanze o dalla meditazione profonda. Si tratta di un “vedere” profondo che ha cambiato per sempre la coscienza del soggetto. Forse più un “sentire” che un vedere, o forse le due cose insieme. O forse, ancora più probabile, hanno esperienziato con la coscienza uno stato indicibile. Di solito questa esperienza è un contatto con il vuoto, con il non essere, con il nulla. Qualcosa di incredibilmente sconvolgente.

È quello che probabilmente accadde ad Atma Nambi circa venticinque anni fa, quando era ancora un praticante di yoga e meditazione da molti anni, ma conduceva anche una vita normale da padre di famiglia e di manager farmaceutico. Era in escursione in montagna, in India, con un gruppo di meditatori. Fermatosi a meditare sperimentò l’esperienza più sconvolgente della sua vita, perdendo il contatto con il corpo e facendo l’esperienza del vuoto. Perse conoscenza e quando si risvegliò per lui il mondo non era più lo stesso e non lo sarebbe mai stato più. Racconta spesso questa storia nei Satsang, la quale è riportata anche in un documentario e nel suo libro.

Gli si imbiancarono improvvisamente i peli del petto e dovette essere aiutato per tornare a casa, da dove praticamente non uscì più per oltre due anni, lasciando le attività farmaceutiche al fratello. Dopo questo periodo, in cui la moglie temette per la sua sanità mentale, riuscì ad aprire un primo poverissimo ashram. Si era messo in testa di portare altri a sperimentare la sua stessa esperienza.

Mise così a punto, nel corso degli anni, un sistema di tecniche di meditazione, antichissime e recenti, spesso da lui ideate, per modificare profondamente lo stato di coscienza.

Si tratta di meditazioni in gran parte dinamiche, basate perlopiù sulla respirazione e sui mantra, che hanno l’obbiettivo di stressare la mente e la coscienza al punto di fare un salto coscienziale di un qualche tipo che arriva a percepire realtà fuori dell’ordinario.

Tale percezione serve, sostanzialmente, a conoscere il nulla oceanico che si trova al di sotto del mondo della manifestazione fisica. Quello che Don Juan, in Castaneda, definisce il sussurro del Nagual. L’invisibile inconoscibile infinito ed eterno che si trova ovunque e dal quale nasce il mondo di manifestazione. Una metafora valida per capire di cosa stiamo parlando e fissare un minimo le idee è la seguente. Ogni manifestazione, di qualsiasi tipo, nel mondo dei sensi, non è che un’onda temporanea, incluse le nostre vite, che si realizza increspando la superficie dell’oceano del nulla. Tutto comincia, si evolve e sparisce, tutto è in continua trasformazione, come ci dice anche la scienza. Al di sotto di questo continuo divenire si trova un qualcosa che in realtà non è niente, anzi e proprio il nulla, dal quale tutto trae origine.

Ebbene il lavoro di Atma Nambi consiste nel far sperimentare ad altri la percezione sconvolgente di questo nulla.

Ne parlo con una certa sicurezza e convinzione poiché io personalmente nel ritiro del dicembre scorso, e poi nel periodo immediatamente successivo o iniziato a sperimentare stati simili. Più tardi ho perso di nuovo il contatto.

Ma ci sono alcune cose importanti da sottolineare.

Le sue tecniche, applicate con regolarità, possono sviluppare la coscienza fino a punti di non ritorno. Ma nelle fasi iniziali la sua presenza fisica è fondamentale. Ovvero la presenza del maestro catalizza enormemente il crearsi di campi coscienziali diversi dall’ordinario, molto profondi. Nei trenta giorni del ritiro abbiamo vissuto come in una bolla di coscienza non ordinaria, nella quale si sono verificati numerosissimi episodi di trance profonda, di percezione extrasensoriale fortissima.

In secondo luogo abbiamo un altro fattore importantissimo. Atma Nambi è, come tutti gli altri, dotato di ego, necessario alla sopravvivenza sul pianeta. Ma il livello di presenza del suo ego è bassissimo. Questo fenomeno produce diversi effetti. In primo luogo la totale mancanza di competizione. In secondo luogo permette di diminuire molto le interferenze dell’ego nella coscienza anche nei partecipanti alle attività e alle meditazioni.

Questo punto è importantissimo e vado a spiegare perché. E lo posso spiegare grazie a una pluridecennale esperienza personale in diversi campi, come per esempio il lavoro, il mondo pubblicitario, l’arte, la fotografia, la spiritualità, le relazioni interpersonali, il volontariato.

In tutte le manifestazioni della vita secolare, soprattutto nel mondo occidentale il padrone assoluto e incontrastato è l’ego. La smania di primeggiare, di essere i migliori, i più ricchi, i più in vista, i maschi alfa. Questo accade enormemente anche in campi dove il fenomeno dovrebbe essere perlomeno stemperato, come la solidarietà, l’arte, la spiritualità. Ma in realtà questo non accade. Siamo regolarmente sopraffatti dall’ego, nostro padrone assoluto e nostra prigione. In pratica non riusciamo a fare a meno di voler essere qualcuno che ha molte cose, tra le quali soprattutto riconoscimento, visibilità, e anche amore e considerazione.

Per accedere realmente a un mondo di coscienza espansa occorrerebbe disfarsi completamente o quasi completamente di questa corazza. Dirlo è facilissimo, nella pratica non ci riesce nessuno. Non ne è immune nemmeno il mondo della spiritualità dove, al contrario, il fenomeno sembra addirittura più forte. Ci sono competizioni penose e incredibili tra scuole di yoga, centri di meditazione, studi olistici.

Per non parlare di fenomeni come la diffusione di pratiche sciamaniche, nelle quali diventano tutti sciamani dopo tre giorni. In particolare la diffusione dell’ayahuasca, che conosco e sperimento personalmente, sta devastando le menti e le coscienze. Perché? Perché i veri sciamani per diventare sciamani non solo raccolgono eredità spirituali millenarie, ma magari faticano per decenni nelle caverne, nei deserti e nelle foreste. Mentre il mondo si sta riempiendo di ridicoli guitti che poiché bevono una miscela ricca di molecole che si legano ai recettori neuronali del cervello, credono di essere diventati degli esseri spirituali. Mentre invece si tratta solo di feste dell’ego senza capo né coda.

Ho partecipato e partecipo con frequenza e regolarità a diverse cerimonie e procedure sciamaniche e di tradizioni native e spiritualistiche. È tutto molto interessante, ma spesso sovrastato dall’ego e dall’incoscienza.

Di fatto il lavoro con Atma Nambi, che non credo certo sia unico, ma senza dubbio enormemente peculiare, trascende queste ridicole gabbie da dormienti del XXI secolo, per portare direttamente a contatto con il divino.

Per farlo, come già detto sopra, utilizza tecniche di meditazione diverse, ma supportate da un lungo lavoro di dialogo e di trasmissione di concetti filosofici profondi che stressano il cervello e la coscienza al punto di bramare l’illuminazione, come unico sollievo all’inferno creato dalla prigione dell’ego in terra.

Ovvero ci si rende conto che tutta l’umanità si trova da moltissimo tempo in una prigione senza senso che si aggrappa disperatamente, per tutto il corso dell’esistenza, a fenomeni fugaci come il possedere, il comandare, il potere, il godere fisicamente, o anche l’immaginare, il sognare, persino l’amare, poiché tutto è vissuto con un attaccamento disperato, dettato proprio dalla sensazione di fugacità inarrestabile.

Da qui il terrore della morte, del distacco, della non esistenza.

Esiste, di fatto, la possibilità di trascendere tutto questo senza abbandonarlo. Ovvero vivere la vita appieno, godendo ancora più a fondo dei sensi e della meraviglia del creato e del mondo fisico, ma immersi nella coscienza totale della fugacità da una parte e della infinità del nulla eterno da cui tutto e tutti provengono dall’altra.

Tutto questo non è teoria. Si può fare. Credo che diversi maestri abbiano la possibilità di aiutare gli altri, trasmettendo tecniche e soprattutto coscienza e infinito amore per poterlo fare.

Atma Nambi è uno di questi e la cosa interessante è che, essendo ancora vivo, incontrarlo fisicamente permette di accedere con molta più facilità al mondo della coscienza senza ego e sorella del nulla infinito.

 

 

 

 

 

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