Movimento, suono e coscienza

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La società occidentale urbana odierna si è quasi totalmente scollata dalla terra e dalla natura, sviluppandosi in un mondo quasi del tutto artificiale, nel quale non è più necessario, per sopravvivere, seguire i ritmi scanditi dalla natura, dal clima, dagli astri e dalle stagioni. A tali ritmi sono rimaste legate le popolazioni rurali, ma con il crescere della meccanizzazione anche dell’agricoltura si sono andate perdendo anche queste radici.

Il fatto è però che i ritmi nella natura sono rimasti, per quanto sconvolti dall’azione antropica e gli astri continuano, ineffabili, la loro danza cosmica, scandendo comunque il susseguirsi delle stagioni. Non è solo questione di vita e morte di piante e animali e quindi anche dell’uomo, bensì anche di una questione energetica. Ovvero le posizioni degli astri, i cambiamenti di temperatura e di luce, il rimescolarsi di aria e acque e, più lentamente, delle terre, sono rimasti, così come i comportamenti degli animali. E tutto questo determina variazioni psicofisiche anche negli umani urbanizzati i quali, anche se spesso inconsciamente, sentono queste variazioni nell’ambiente e nel proprio corpo.

Di questi umani alcuni di più altri di meno sentono la necessità di “lavorare” sul proprio sistema psicofisico, endocrino e spirituale in modo da armonizzarsi con queste variazioni cosmiche che continuano a esistere. Quindi, anche senza dipendere direttamente da queste variazioni sul piano agro-economico, è necessario considerarle. Potremmo senza dubbio avanzare l’ipotesi che molte patologie umane insorgano proprio a causa di questo disconoscimento culturale della necessità di allinearsi a variazioni di energia cosmica e ambientale.

Chi diventa cosciente di tale necessità cerca naturalmente dei mezzi per onorarle. Di questi mezzi ce ne sono numerosi, perlopiù provenienti da tradizioni arcaiche, talvolta modificate secondo nuovi dettami e ancora alcuni sono di origine recente o contemporanea.

Tra questi sistemi si trovano per esempio lo yoga e altre discipline psicofisiche e spirituali antiche, come il Tai Chi, il Kung Fu e molte altre.

Un sistema di allineamento con i ritmi psicofisici, cosmici e della terra è senza dubbio il sistema musica-percussioni-canto-danza.

Questo sistema ha assunto diverse forme in numerose culture tradizionali e, spesso, ha anche avuto una diffusione alquanto popolare. La musica fa parte naturalmente della cultura popolare, ma la musica legata in particolare al ritmo, alla cerimonialità, al movimento, è di tipo particolare. Di solito è legata fortemente alle percussioni, si avvale di forme di canto e melodia specifiche ed è collegata alla danza.

Questo sistema ritmo- canto-danza ha valenze spirituali, cerimoniali e psicofisiche. Di solito si esprime in gruppo ed è anche fortemente collegata alla modificazione degli stati di coscienza.

Le tradizioni relative a questo sistema sono innumerevoli e provenienti da ogni parte del mondo, dalla preistoria fino a oggi.

Probabilmente la necessità di esprimersi sul piano del ritmo e del movimento, del suono e della modificazione dello stato di coscienza è endemica nell’uomo.

Per esperienza personale posso affermare con certezza che muoversi, sul ritmo scandito da un tamburo, ascoltando o producendo specifiche melodie, fa un bene enorme al copro, alla mente e allo spirito.

Certe melodie legate a partiche spirituali spesso sono prodotte e ideate in stato modificato di coscienza e, come affermano gli autori, sono spesso canalizzate come se arrivassero da altre dimensioni. Lo stesso vale per i ritmi.

Il movimento poi, mettendo in gioco gli arti, la testa e tutto il corpo, agisce sulla muscolatura esterna e interna, sugli organi interni, sulla circolazione, sulla respirazione, sul sistema endocrino. Quest’ultimo in particolare, secondo diverse tradizioni antiche, è il portale di collegamento tra il mondo fisico e le dimensioni spirituali.

Le ghiandole endocrine, stimolate dal sistema musica-percussioni-danza, producono sostanze biochimiche che, entrando in circolo nel sangue e raggiungendo il cervello, producono stati modificati di coscienza, anche molto profondi.

Tali modificazioni talvolta possono esser aiutate dall’assunzione di sostanze dall’esterno. Ma già solo la produzione di suoni, alternati a silenzi, di ritmi e di movimento è di per sé sufficiente a produrre profondissime modificazioni sul piano psicofisico e spirituale, fino a stati di trance ed estasi, mistici ed elevatissimi.

In tali contesti è anche molto importante l’interazione di gruppo che decuplica le energie in gioco, producendo anche senso di unione, condivisione e amore cosmico.

Ho avuto modo di sperimentare innumerevoli volte situazioni simili. Negli ultimi dieci anni anche settimanalmente, vivendo in Brasile, dove certe tradizioni sono ancora estremamente vivaci, o addirittura hanno ripreso vigore negli ultimi anni, a causa di un riavvicinamento a culture tribali e native.

In particolare partecipo settimanalmente, spesso più volte la settimana, a sessioni di gruppo di canto e tamburo, di solito associato a canto e preghiera, dove io stesso suono il tamburo e partecipo ai canti nativi. Con cadenze più diluite partecipo a sessioni, sempre di gruppo, della durata di notti intere in ayahuasca, danzando, ascoltando canti e suonando percussioni personalmente. Ho partecipato più volte a sessioni di samba, danze di Candomblé e Umbanda, danze di trance Gitane o a sfilate catartiche di Carnevale.

Questo insieme di pratiche, insieme alla meditazione, all’esercizio fisico e alla cura della respirazione, ha prodotto cambiamenti profondissimi nella mia vita. Al punto da decidere seriamente di dedicarmi professionalmente alla diffusione e all’insegnamento di tali pratiche, le quali io credo possano seriamente contribuire al miglioramento della salute psicofisica e spirituale, ma anche al miglioramento netto della situazione sociale e psicosociale, creando non solo armonia sul piano individuale, ma anche nelle relazioni di gruppo.

Sembrerà incredibile in una società abituata a ragionare in termini di efficienza meccanica e razionale, ma il tamburo e la danza probabilmente non sono meno necessari di cibo e vestiti.

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