Terra di masche, spiriti, curatori e donne medicina

 

Un baracchino che vende panini sulla strada in un punto panoramico spettacolare? No. L'incontro con due esponenti della resilienza culturale locale, Alessio e sua moglie.

Un baracchino che vende panini sulla strada in un punto panoramico spettacolare?
No. L’incontro con due esponenti della resilienza culturale locale, Alessio e sua moglie.

È sorprendente come i bastioni di Langa, per l’esattezza Alta Langa, tengano duro all’attacco della digitalizzazione, del consumismo e della banalizzazione. Me n’ero già accorto anni fa, quando avevo fatto un servizio fotografico su aziende vinicole e di produzione di formaggi. Avamposti di un mondo antico e duro a morire, per fortuna.

Ma si tratta di parecchi anni fa e non mi aspettavo la zona fosse ancora così protetta. In Alta Langa si produce meno vino, mentre le aree boschive sono ancora molto estese. Si producono nocciole, frutti, carni e formaggi. È costellata di castelli, in parte abbandonati, in parte ristrutturati e in parte in via di restauro. Alcuni di essi sono stati devastati da interventi disastrosi, avvenuti nel corso degli ultimi decenni, a partire dagli anni 50 del secolo scorso. Uno di questi è quello di Monesiglio. Ci sono andato di proposito, con l’intento di vederlo, anche solo da fuori. Con mia sorpresa arrivati sul posto c’era un francese che stava riparando un’auto, il quale ci ha detto, in francese, che il castello era visitabile, e ha suonato un campanello. È sceso ad aprirci Gabriel, un ragazzo portoghese. L’associazione Alta Langa da un paio d’anni sta investendo sulla zona e sono in corso alcuni progetti di recupero che coinvolgono volontari italiani e di altre parti del mondo. Il francese, Frederic, è un architetto. È possibile per ragazzi di progetti Erasmus, ma anche liberi battitori, partecipare al progetto.

L’interno di questo castello è realmente enormemente compromesso da interventi della chiesa e di privati che probabilmente non avevano mai sentito nominare né la cultura né l’architettura e nemmeno le belle arti.

Fortunatamente alcune parti si sono conservate bene, come le segrete, la camera per le torture, le cucine e le cantine, abbastanza ricche di reperti d’epoca. La maggioranza degli affreschi ai piani superiori invece è scomparsa. Gabriel, che ci ha guidati in portoghese, è stato una guida straordinaria.

Tutta la zona circostante è di grandissimo interesse e su molte alture circostanti ci sono diversi splendidi castelli. Uno di questi è quello di Prunetto, un luogo straordinario e suggestivo. Tutta l’Alta Langa è un paradiso per gli amanti del medioevo.

Ma i nostri incontri non sono finiti qui. Sulla strada tra Monesiglio e Bossolasco, un’altra chicca culturale e ambientale, ci siamo imbattuti in una di quelle paninoteche ambulanti, situata su un curvone, con una vista mozzafiato sulla vallata. Inutile dire che sapevo già si sarebbe rivelato uno dei nostri plurisettimanali incontri sorprendenti, come ormai ci accade da dieci anni.

Mangiando i panini squisiti Alessio e sua moglie ci hanno intrattenuti con racconti incredibili su masche, spiriti, curatori e donne medicina. Ma la cosa sorprendente è che non si trattava affatto di racconti folcloristici su strane storie del passato, bensì di faccende contemporanee curiosissime e misteriose che avvengono ancora tuttora. Fatti strani e stranissimi di oggi e di pochi anni fa. Ci hanno spiegato come in zona siano ancora sopravvissuti relativamente numerosi curatori e donne di medicina.

Alessio ci ha raccontato come suo padre, Luigi Barovero, il suonatore di fisarmonica, continui a perpetrare la cultura antica con la musica e raccontando storie di saggezza antica, con una maestria tale da averlo portato fino a New York, dove ha potuto trasmettere la sua conoscenza.

Abbiamo fatto uno scambio, il libro di suo padre “Madre Langa” con il mio “Il Mistero della Libertà”. Direi che è stato un buon affare, un baratto, come quelli di una volta.

Oggi, il giorno degli antenati, e non dei morti, poiché non sono affatto morti, torno da quelle parti, la magia mi chiama. Rimando ad altra occasione il racconto dei loro racconti, poiché sono talmente strani, che ritengo opportuno chiedere una autorizzazione esplicita per la pubblicazione.

Che la magia e la stregoneria siano con voi.

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