La dittatura culturale della scienza

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Complotto o non complotto io affermo che viviamo in una dittatura scientifico-religiosa che vanta almeno tre secoli. Lo affermo da studioso autodidatta, ma molto serio. Ho avuto una formazione scientifica di primordine all’Università degli studi di Torino, nella facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, con il corso di studi in Scienze Geologiche, dove non mi laureai, per ragioni familiari serie, ma sostenni tutti gli esami. Matematica, Fisica, Chimica, Paleontologia, Mineralogia, Petrografia, Biochimica, Geografia, Meteorologia e diversi altri. Quindi conosco il metodo di indagine scientifica e apprezzo la scienza, non la contesto. Ne contesto invece la miopia.

Dopo gli studi universitari continuai gli studi scientifici e umanistici che portavo avanti già da prima, con uno studio molto impegnativo da autodidatta, avvicinando diverse discipline. Letteratura, filosofia, esoterismo, spiritualità, religioni, fotografia, ecologia, storia, economia, zoologia, fisica delle alte energie, antropologia, sciamanesimo, meditazione, stati di coscienza, psicologia, astrofisica, biologia, sociologia e altre. Questo studio ad ampio raggio lo portai avanti istintivamente, ma con l’intento di dare a me stesso una formazione interdisciplinare, che mi permettesse di scoprire relazioni insospettate tra diverse discipline e conoscenze. Uno studio che andava in direzione opposta alla ossessiva specializzazione del mondo odierno.

Certamente questo approccio non avrebbe permesso facilmente di lavorare in qualche ambito, essendo appunto richiesta specializzazione tecnica su argomenti specifici, ma la cosa non mi ha mai minimamente interessato. Mi guadagnai da vivere come commerciale in campo pubblicitario e poi come fotografo, soprattutto nel reportage sociale e di viaggio. Non è stato facile, ma ha funzionato. Il mio obbiettivo era quello di avere una mia visione del mondo personale costruita seriamente. Ero abbastanza presuntuoso da non ritenere necessario un riconoscimento sociale ed economico.

Successivamente questa lunga ricerca diede i suoi frutti, permettendomi da una parte di lavorare nel campo della formazione psico-spirituale e dall’altra in campo sociale, creando anche punti di contatto tra le diverse attività e creando una mia nicchia lavorativa che si rivelò sufficiente per garantirmi la sopravvivenza.

Ma la cosa che mi interessava di più era la possibilità di creare opinioni nuove e singolari e saperne sostenere la validità sul piano della dimostrazione dialettica. Di sicuro senza il benché minimo riconoscimento da parte di organismi e istituzioni, né accademie di alcun genere. Ma anche in questo caso l’elevata considerazione che ho di me stesso mi ha permesso di superare questo ostacolo e di inventare la mia scienza personale. Non mi aspetto né di avere successo né di avere chissà quale seguito, del resto non mi interessa. Mi interessa invece costruire percorsi di idee da proporre a poche unità e decine di persone. Se una decina di persone trova interessante ciò che ho da dire non solo mi basta, ma mi avanza abbondantemente, facendomi sentire profondamente soddisfatto e a mio agio.

Detto ciò veniamo al dunque.

I miei studi mi hanno permesso di capire che l’essere umano, da diversi secoli fino ad oggi ha vissuto e vive nella schiavitù. Per una approfondita trattazione di questa idea rimando al mio libro “Il Mistero della Libertà”, dove in trecento pagine sviscero l’argomento.

In questa sede mi vorrei soffermare in particolare sulla dittatura culturale creata dal sistema scienza-religione.

Trattandosi di un articolo e non di un intero saggio sono costretto a presentare gli argomenti in maniera sintetica.

Sappiamo che la scienza moderna sviluppatasi progressivamente e in maniera esponenziale dal rinascimento ad oggi, cominciò ad opporsi alla religione, in particolare in Europa, al cristianesimo soprattutto di matrice cattolica e ci furono secoli in cui i due sistemi di pensiero si affrontarono e si scontarono, anche violentemente. Diversi scienziati, che impiegavano la ragione e la logica, nonché la sperimentazione, furono perseguitati dalla chiesa per le loro scoperte e affermazioni. La scienza non si diede per vinta, e a partire dal XVII secolo iniziò a porre le basi per l’affermazione della propria autorità al pari della religione. Questo avvenne grazie a diversi scienziati e studiosi nel corso del XVI e XVII secolo, ma fu Cartesio in particolare a porre le basi per quello che sarebbe poi stato accettato come metodo scientifico, mirabilmente sancito da Newton. Nel XVIII secolo poi l’avvento dell’illuminismo ratificò la supremazia della ragione, e vennero gettate le basi per il sapere razionale ed enciclopedico. Ne seguirono la rivoluzione francese e altri moti rivoluzionari nei decenni successivi. In seguito il XIX secolo fu l’epoca delle grandi esplorazioni e delle grandi scoperte scientifiche le quali, soprattutto queste ultime, diedero ragione al sistema scientifico e razionale. Elementi chimici, composti, sostanze, leghe, metalli, metodi diedero impulso alla rivoluzione industriale che generò il liberismo, nel quale giovani imprenditori davano filo da torcere alle istituzioni e ai rimasugli del potere aristocratico. Una meraviglia. Nacquero i primi giornali e il mondo si avviò a grandi passi verso il capitalismo, i consumi, il benessere, il potere, gli orrori del XX secolo, ma anche il benessere e, apparentemente, una salute più sicura, grazie agli scientifici vaccini e a un’alimentazione migliore. Ci fu poi, soprattutto, una progressiva ulteriore rivoluzione scientifica, con numerose scoperte, ma soprattutto quella della teoria della relatività, della fisica delle particelle e delle alte energie.

Tra la fine del XX e l’inizio de XXI secolo lo sviluppo tecnico-scientifico è stato esponenziale, come lo sono stati i consumi e come lo è stato, soprattutto, l’abbrutimento culturale di masse di popolazione via via crescenti. Così, mentre da una parte la scienza e la tecnologia hanno fatto passi da gigante, con lo sviluppo del digitale, della miniaturizzazione e delle biotecnologie, coinvolgendo tecnici sempre più specializzati e più preparati, dall’altra la massa di impiegati, operai e disoccupati di varia natura ha dato origine a una società complessa e variegata, ma che presenta soprattutto, interessante per il discorso che sto andando a fare, delle gigantesche sacche di inconsapevolezza.

Non è certo una novità. Ne parlò Platone, ne parlava Bukowskij, ne ha parlato Popper e innumerevoli altri filosofi, scrittori e sociologi. Ma non basta mai.

Non che mi paragoni certo a simili campioni, ma mi sono accorto di alcune cose, che riguardano soprattutto un campo che è la cenerentola della sociologia, o almeno lo è stata fino ad oggi, l’esoterismo.

All’inizio del processo di sviluppo della scienza gli scienziati stessi spesso si interessavano anche di questioni filosofiche e spirituali, talvolta esoteriche. Accadde a Cartesio stesso e negli appunti di Newton, tanto per fare un esempio, si ritrovano una quantità di misteriosi simboli, a margine delle formule invece ben conosciute da tutti, un mistero. Nonostante l’Illuminismo possiamo trovare anche nel XIX secolo molti personaggi che, pur medici e scienziati, si interessavano di fenomeni ai margini. Possiamo citare Mesmer, medico, considerato il capostipite dell’ipnosi, che parlava di magnetismo animale, oppure il Barone von Reichembach, scienziato scopritore di numerose sostanze chimiche, grande industriale, il quale parlava di una certa forza odica, che a suo parere si trovava nell’aria, nelle persone e negli esseri viventi. Sempre nel XIX secolo fiorì lo spiritismo con personaggi come Allan Kardec e Madame Blavatskij. Di personaggi peculiari così, scienziati e non, è piena la storia. Ma la cosa interessante che voglio portare all’attenzione del lettore è la seguente. Pur sviluppandosi discipline che di metodo scientifico in senso stretto hanno poco, come per esempio la psicologia, la scienza ha acquistato sempre maggiore credibilità, anzi ne ha acquistata sempre di più proprio il metodo scientifico, quello che in realtà perterrebbe più che altro alla fisica. Ovvero un fenomeno deve essere osservabile, misurabile e ripetibile. Questo assunto, che con discipline come per esempio la cosmologia ha ben poco a che fare, poiché voglio vedere come puoi ripetere in laboratorio, che so, l’esplosione di una supernova e misurarla, è diventato letteralmente il vangelo del XX secolo.

Quello che non è “scientifico” non esiste. Come se le relazioni interpersonali, che si studiano anche all’università, potessero essere ripetibili e misurabili. La scienza stessa è in contraddizione con se stessa. Ma non è nemmeno questo il punto dove voglio arrivare.

Tale assunto: ripetibilità, osservazione, misurazione, dimostrazione, talvolta scoperta di una legge generale, è diventato una verità assoluta, dando diversi risultati.

Il primo è creare una certa soggezione nei confronti di chi scienziato non è e non può quindi avvalersi di certi mezzi.

Il secondo è che partendo da tale assunto si escludono dall’interesse scientifico una miriade di cose, una quantità di argomenti interessantissimi, che non potendo essere dimostrati per avere “evidenza scientifica”, rimangono relegati nei campi di studio di appassionati, di scienziati outsider o dissidenti, di ciarlatani veri o presunti, comunque, in ultima analisi, nelle mani di persone che non potranno mai accedere a finanziamenti cospicui e a vari sostegni e contributi di tipo istituzionale.

In realtà però esistono istituzioni, enti e persino università che si occupano di certi temi e di cui parlerò più avanti. Il problema è che comunque di solito hanno pochi fondi, ma soprattutto si tratta di realtà di nicchia, naturalmente presenti quasi esclusivamente in paesi come USA e Russia, e in Italia manco parlarne, figuriamoci.

I fondi per avvicinare temi che non hanno “interesse scientifico” sono difficili da reperire per ragioni precise che vedremo dopo.

In ogni caso tale stato di cose crea una situazione precisa. Ovvero getta nel più assoluto discredito temi come certi studi di Tesla, l’energia orgonica di Reich, tutto il campo dell’ufologia, la medicina ayurvedica, l’effetto Kirlian, l’Aura, e una quantità di altre cose, soprattutto definite di carattere “paranormale”.

Si tratta di una vera e propria dittatura culturale, poiché parlare di simili temi è addirittura un tabù. Questo mio stesso articolo lo è. L’idea della “credibilità scientifica” è talmente penetrata a livello generale e popolare che non è realmente possibile parlare di certi argomenti senza temere di essere ostracizzati o coperti di ridicolo.

Basta osservare l’attuale vicenda della pandemia, nella quale opinioni semplicemente differenti, che non siano allineate con quelle del cosiddetto “mondo accademico” o “mondo scientifico istituzionale”, vengono semplicemente oscurate, bannate dai social, addirittura perseguite penalmente, come per esempio il canale Byoblù.

Non si tratta di una questione politica, ma molto più profonda, ovvero culturale. Chiunque, nel profondo sa che non si può andare contro la scienza nel mondo occidentale. Ha paura a farlo e, se non ha paura, sa comunque che andrà incontro a dei problemi. Per un operatore olistico, un medico ayurvedico, un esperto di meditazione o sciamanismo è molto complicato lavorare.

Per quanto riguarda i finanziamenti per questo tipo di ricerche poi, è interessante notare alcune cose. In Italia nemmeno parlarne, e lo stesso vale per altri paesi europei. Francamente non ho idea di cosa accada in Giappone e, ovviamente, in Cina. Sicuramente in paesi come la Russia vengono fatti e sono stati fatti studi seri nel settore paranormale. È accaduto e accade anche negli Stati Uniti, ma, tanto per fare un esempio, il Center for Health Sciences dell’UCLA, dove Thelma Moss dirigeva un laboratorio di parapsicologia indipendente e non supportato venne chiuso dall’università nel 1979.

La mia idea è che alle istituzioni e ai governi non convenga finanziare studi di questo tipo poiché si tratta di campi per l’appunto difficili da indagare sul piano scientifico e quindi non potendo produrre certezze non possono avere applicazioni sul piano industriale e militare. Ma mi spingo ancora oltre.

Studiare fenomeni come l’Aura umana, la cura paranormale, la medicina ayurvedica, per finalità di produzione e consumo è difficilissimo, dal momento che si tratta non solo di fenomeni che spesso sconfinano nell’invisibile, ma che speso sono legati a onde di pensiero generalmente positive, di amore ed espansione della coscienza, che difficilmente potrebbero farsi coinvolgere in faccende di carattere bellico o lucrativo.

Le mie potrebbero essere solo illazioni certamente, visto che non possono essere provate sul piano scientifico. E arriviamo così di nuovo al punto di partenza. È come un gatto che si morde la coda.

Ma il fatto è che tutti questi temi fanno parte di un mondo invisibile e misterioso che oggettivamente potrebbe semplicemente sfuggire ai metodi di indagine scientifica, poiché la scienza non ha proprio i mezzi per poterlo indagare. Di fatto io considero la scienza odierna arrogante e primitiva, e solo alcuni outsider si concedono il lusso di andare oltre, come per esempio fece Fritjof Capra, scienziato studioso delle alte energie, nel suo libro Il Tao della Fisica, dove spiega doviziosamente i punti di contatto tra la fisica odierna e gli antichi testi orientali. Un altro di questi scienziati è Pier Luigi Luisi, chimico accademico di chiara fama internazionale, che, più recentemente ha scritto con Capra il libro “Vita e Natura”. È noto poi l’esempio del premio Nobel per la chimica nel 1977 per la sua scoperta delle da lui denominate “strutture dissipative”, sistemi termodinamici in non-equilibrio. Questa scoperta lo portò a scrivere il libro “la nuova alleanza”. Riassumendo molto i suoi studi dimostravano come sistemi termodinamici lontani dall’ordine cominciassero spontaneamente a organizzarsi, come se esistesse una qualche forma di intelligenza che li guidasse. Da qui il concetto di “attrattore strano”, ovvero figure matematiche che si formano in sistemi disorganizzati, dove per esempio delle particelle cominciano a muoversi secondo uno schema preciso che si ripete nel tempo, senza che ci sia stato apparentemente alcun intervento dall’esterno. Un altro scienziato che condusse studi di questo tipo è il giapponese Masaru Emotu, che dimostrò come l’acqua abbia una memoria che oltretutto può essere influenzata da parole, suoni, parolacce, canti, mantra, sentimenti negativi e positivi.

Lo stesso Carlos Castañeda fece la sua tesi all’UCLA sullo sciamanismo, pubblicandola poi con il libro “A Scuola dallo Stregone” che diede inizio alla sua sfolgorante carriera di scrittore, e venne ostracizzato dalla comunità accademica, considerato un impostore da qualsiasi antropologo che si rispetti. Stessa sorte tocco a un suo amico, Michael Harner, maestro del mio maestro di sciamanismo, antropologo, il quale a forza di stare in contatto con tribù native dagli USA all’Amazzonia per decenni smise di osservare gli indigeni come “scienziato”, per diventare sciamano egli stesso e iniziare a studiare gli stati di coscienza modificati indotti dal tamburo. Considerato il più grande antropologo al mondo esperto di sciamanismo venne poi bandito dalla comunità accademica.

Esempi di questo tipo ce ne sono parecchi, seppur isolati e ostracizzati. Ma il mainstream scientifico continua imperterrito, nella sua arroganza e nella sua miopia più assolute, a considerare scienza solo quello che viene deciso nelle grigie aule accademiche. Né più né meno che una lobby di potere.

Un altro esempio interessante è uno studioso e ricercatore indipendente, con il quale mi capita di lavorare organizzando per lui eventi in Brasile. Si tratta dell’astrofisico e ufologo brasiliano Laercio Fonseca. Laureato in astrofisica e cosmologia alla prestigiosa Unicamp dello stato di San Paolo lavorò per oltre dieci anni con istituti universitari e collegi, inclusa la stessa università. Qui la storia è un po’ diversa poiché essendo la mentalità brasiliana decisamente più aperta di quella di altri paesi, gli accadde di organizzare per diversi anni convegni di ufologia per l’università stessa. Solo che essendo egli anche sensitivo e medium ai convegni vedeva entità varie provenienti da altre dimensioni di cui gli altri professori parlavano solo. Un giorno dovette uscire dall’università e aprì il suo istituto Caminho da Luz (Cammino della Luce), per l’appunto faticosamente autofinanziato, col quale lavora a tutt’oggi tenendo corsi e convegni di ufologia, medianità e spiritualità in tutto il Brasile.

Ma un aspetto interessante dei rapporti tra cosiddetto paranormale e scienza è l’Aura umana. Riassumendo molto l’Aura è costituita da diversi corpi sottili, compenetrantisi l’un l’altro, perlopiù invisibili e che si trovano intorno e dentro il corpo fisico. Il tema è complesso, ma basti sapere che esisterebbe un alone intorno al corpo che mistici e veggenti vedrebbero. L’uso del condizionale, lo sottolineo, è obbligatorio nella dittatura scientifica. Non posso dire che esiste, per il semplice fatto che la scienza non può rilevarlo né dimostrarlo, nonostante alcuni tentativi fatti nel corso della storia. Siamo obbligati a usare il condizionale, poiché siamo tutti convinti, persino a livello inconscio e istintivo che non ci sono certezze, poiché la scienza non lo prova.

Il fatto che dell’aura ne parlino gli sciamani messicani, i mistici indiani, i mistici cristiani, ricercatori russi, ma soprattutto i Veda, i più antichi trattati mistici della storia, i cui primi testi risalgono a 5.000 anni fa e che hanno dato inizio a tutto il percorso mistico e spirituale indiano, sembra non rivestire interesse per la scienza cosiddetta ufficiale. Una sapienza antica quanto il mondo, corroborata da millenni di osservazioni di veggenti, saggi e maestri non vale nulla di fronte a quello che “dice la scienza” che nella sua veste moderna iperrazionalista avrà si e no 300 anni.

Barbara Ann Brennan, ricercatrice scientifica per la NASA, presso il Goddard Space Flight Center, specialista in fisica atmosferica, veggente, terapeuta e sensitiva ha dovuto fondare la sua Barbara Brennan School of Healing per portare avanti le sue ricerche sul campo energetico umano. Negli USA si trovano diverse realtà di questo tipo, come l’Esalen Insitute in California, la Drexel University e altre.

In sostanza i punti sono i seguenti.

Esiste un mondo invisibile nel quale la scienza non può e non vuole indagare.

La scienza si arroga il diritto di detenere la verità e l’unico metodo plausibile per indagare la realtà.

La scienza non riconosce l’esistenza di una realtà al di fuori dell’invisibile.

La scienza, di concerto con il potere politico, non permette di operare al di fuori degli schemi e degli standard da essa stessa imposti.

Per fare questo opera sia sul piano politico-legislativo sia su quello culturale con un’opera che va avanti da secoli di persuasione e coercizione riguardanti la validità unica dei propri metodi.

A differenza di secoli orsono in cui la scienza andò contro la religione per affermare il diritto all’operare con la ragione, oggi si spartisce il potere con la religione, avendo ben definito con essa i relativi campi di potere e intervento.

La scienza oggi sostiene il potere politico con affermazioni che coercitivamente vengono fatte passare come le uniche plausibili e possibili.

Non va condannata la scienza nel suo insieme. La scienza è una cosa buona che può indagare con successo all’interno di molti settori, ma è diventata strumento di potere.

Mentre dovrebbe riconoscere i propri limiti. Dando così un contributo significativo alla formazione dell’agognato Mondo Nuovo.