Onde cerebrali e stati di coscienza

di Mauro Villone
Foto @mvillone - Tac di cervello di volontario che ha assunto una dose di Ayahuasca. istituto di neurofisiologia dell'Università di rio de Janeiro.
Foto @mvillone – Tac di cervello di volontario che ha assunto una dose di Ayahuasca. Istituto di neurofisiologia dell’Università di Rio de Janeiro.

Onde cerebrali e stati di coscienza

Gli stati di coscienza, ovvero gli stadi percettivi della mente, sono un territorio ancora relativamente poco conosciuto della psicofisiologia umana.

In occidente, fino all’avvento della psicologia freudiana, nessuno li ha mai presi seriamente in considerazione. Nel corso del XIX secolo cominciò a svilupparsi interesse per gli stati medianici e mistici, con le ricerche, per esempio di Allan Kardec, e sugli stati ipnotici, a cominciare dalle esperienze di Mesmer.

Nel corso del 900 il tema venne approfondito a partire dagli studi di Freud sul sonno e i sogni, in seguito quelli di Jung e poi di altri ricercatori nel campo della psicologia e della psicofisiologia.

Ulteriori ricerche furono possibili a partire dall’osservazione di oscillazioni elettromagnetiche nel cervello di animali e negli umani. Ma fu con l’invenzione dell’elettroencefalogramma nel 1929 ad opera di Hans Berger che cominciò ad essere possibile tracciare curve sinusoidali precise. Nel corso del XX secolo queste osservazioni, accolte inizialmente con scetticismo, vennero via via sviluppandosi sempre di più, fino ad arrivare alle sofisticate ricerche odierne, effettuate con tecnologie digitali.

Si scoprì che frequenze di onde differenti si associavano a stati di coscienza più o meno profondi. E attualmente, grazie a meditatori espertissimi, come per esempio Deepak Chopra e a studi realizzati su volontari è stato possibile tracciare mappe sempre più precise.

Sono in corso intanto ricerche in tutte le università e centri di studio per approfondire sempre di più la conoscenza di stati modificati di coscienza. Tali stati modificati sono di solito associati al rilassamento, al sonno e a condizioni di particolare ipereccitazione.

In generale si considera come stato di coscienza ordinario quello legato a onde definite Beta, con una frequenza di oscillazione che va da 14 a 30 Hertz.

Al di sopra e al di sotto di tali frequenze si trovano le onde Alfa, Theta, Gamma e Delta.

A seconda della frequenza, si dividono in:

onde Delta: sono caratterizzate da una frequenza che va da 0,1 a 3,9 hertz. Sono le onde che caratterizzano gli stadi di sonno profondo.

onde Theta: vanno dai 4 ai 7,9 hertz, caratterizzano gli stadi 1 e 2 del sonno NREM e il sonno REM.

onde Alfa: sono caratterizzate da una frequenza che va dagli 8 ai 13,9 hertz, sono tipiche della veglia ad occhi chiusi e degli istanti precedenti l’addormentamento.

attività Beta: vanno dai 14 ai 30 hertz, si registrano in un soggetto in stato di veglia, nel corso di una intensa attività mentale (ad es. durante calcoli matematici) e soprattutto da aree cerebrali frontali. [nota bene: per quanto riguarda questo tipo di oscillazione manca il requisito della periodicità. Si riscontra, invece, nella rappresentazione encefalografica, una desincronizzazione; per cui non si parla di “onde” ma di “attività”]

onde Gamma: vanno dai 30 ai 42 hertz, caratterizzano gli stati di particolare tensione.

(Fonte: Wikipedia)

Studi ulteriori hanno evidenziato l’esistenza di onde Epsilon e Delta, Ipergamma e Lambda.

Il fenomeno comunque non è affatto ancora così ben conosciuto, poiché le diverse onde cerebrali possono interagire tra loro a diversi livelli. Anche perché tali onde vengono prodotte da diverse aree del cervello. E tali attività possono essere rilevate dagli attuali metodi di indagine scientifica realizzati con tecnologie digitali.

In particolare gli stati meditativi possono produrre complesse interazioni tra i diversi tipi di onde.

Per esempio meditazioni dinamiche stimolano in diversi modi aree differenti del cervello, producendo sia le onde Alfa che Gamma e Lambda o Delta. Ma anche questa è una esemplificazione, poiché in realtà il processo è molto più complesso, mettendo in gioco flusso sanguigno, scambi di neuroni, flussi elettronici e via dicendo. Senza contare tutto ciò che sfugge all’analisi scientifica, come corpi aurici ed energie sottili, conosciute dallo Yoga Vedico come Kundalini-Shakti.

L’induzione volontaria degli stati modificati

Le variazioni elettromagnetiche possono essere spontanee, avvenendo per esempio quando si scivola nel sonno o quando si fa intensa attività fisica, oppure indotte volontariamente. Oppure in relazione a stimoli sensoriali legati a vista, olfatto, tatto, gusto, udito.

L’induzione volontaria può avvenire mettendo in gioco la mente con:

  • meditazioni statiche e dinamiche, attive o passive
  • stimoli sensoriali
  • assunzione di sostanze che interagiscano con il sistema nervoso e psichico

Meditazioni statiche e dinamiche

Tecniche psicofisiche, alcune attuali e moderne, ma perlopiù antichissime, che utilizzano visualizzazioni, respirazioni e movimenti del corpo.

Stimoli sensoriali

Produzione volontaria di suoni con la voce umana o con strumenti, perlopiù a percussione, di solito ripetuti moltissime volte a determinate frequenze. Contemplazioni prolungate di immagini, simboli, archetipi. Diversi metodi di movimento del corpo come posizioni particolari mantenute per tempi prolungati e diversi metodi di danza. Respirazioni forzate e ripetute ritmicamente.

Assunzione di sostanze

Esiste un elenco sterminato di sostanze utilizzate in molte culture di tutto il mondo per indurre stati modificati di coscienza. Le più note sono la cannabis, l’Ayahuasca, il Peyote, l’Amanita Muscaria e altri funghi. Ma ne esistono a centinaia, utilizzate da migliaia di anni.

Tutti questi metodi sono utilizzati da diverse culture fin dalla notte dei tempi. È come se fosse una necessità primaria dell’essere umano, al pari del sonno e dell’assunzione di cibo, la modificazione dello stato di coscienza.

Tutte queste tecniche sono andate perdute in occidente, nel corso dello sviluppo tecnologico e scientifico.

Oggi sono in fase di recupero già da alcuni decenni, in quel settore generalmente denominato olistico.

Ma anche la scienza se ne sta interessando seriamente e numerosi istituti di ricerca in tutto il mondo oggi hanno progetti in corso sugli stati modificati. E si possono reperire numerosi documenti al riguardo, anche in rete.

La nostra scuola Para Ti Education si occupa principalmente di esperienze pratiche che utilizzano tamburi e sonagli, produzione di suoni vocali ripetitivi, con canti e mantra e potenti meditazioni dinamiche che prevedono utilizzo di respirazioni, movimenti e danze.

Le finalità

La modificazione dello stato di coscienza ha finalità soprattutto terapeutiche in senso lato. Ovvero si occupa di guarigione, ma non solo fisica, bensì olistica. Una guarigione che non vede soluzione di continuità tra aspetti fisici, fisiologici, psicologici, energetici, di relazione e spirituali. In questo senso l’essere umano è un’entità non solo biologica, ma anche e soprattutto energetica, che esiste in virtù di relazioni profonde e spesso misteriose e molto significative, tra cellule, particelle, altri esseri biologici e non, ambiente, universo, entità ed energie.

L’essere umano è un addensamento di energia che, al pari di tutti gli altri, è non locale. Ovvero esiste ovunque, ma si localizza con maggiori probabilità i determinati punti dell’universo, dove raggiunge una forte stabilità.

Di fatto quello che una qualsiasi persona vede, vive e percepisce nel corso di una giornata non sarebbe che una proiezione in tre dimensioni che sicuramente esiste, ma è illusoria poiché non è affatto “tutta” la realtà, bensì solo una sua porzione.

La modificazione dello stato di coscienza di un individuo consente allo stesso di “vedere” quello che realmente sta dietro a tale proiezione e conseguire così una progressiva illuminazione alla realtà immanente che sta dietro il mondo a tre dimensioni più il tempo.

Tale illuminazione provoca “guarigione” nei corpi fisici ed energetici di un individuo e di interi ambienti e comunità.

Le motivazioni

La domanda iniziale e finale di tutto il percorso è. “Chi sono io?”.

Una domanda che l’uomo si fa da millenni e che esiste da quando esiste la sua coscienza. Una domanda che non può trovare una risposta razionale che giunga da un ordinario stato di coscienza.

Occorre andare a cercare altrove, nelle pieghe del mistero di un universo infinito e inconcepibile per la mente umana. Un universo che la ragione può intendere forse in infinitesima parte e che, senza per questo negare la ragione stessa, può essere “sentito” solo abbandonando le redini di quella stessa ragione.