Il Tamburo sciamanico

Tamburo sciamanico

In azione a Torino, Parco del Valentino. Alle mie spalle Max Palin, suonatore di Gong.
In azione a Torino, Parco del Valentino. Alle mie spalle Max Palin, suonatore di Gong.

Il tamburo è uno degli strumenti più antichi dell’umanità. Potrebbe essere il più antico, dopo la voce stessa dell’essere umano. La percussione, il percuotere un oggetto con le mani o con un altro oggetto fu probabilmente la prima azione eseguita per produrre ritmo e suono. Lo stesso corpo umano, percosso lievemente, può rappresentare uno strumento a percussione, utilizzando per primi le guance e la gabbia toracica. Le prime percussioni costruite, dopo semplici pezzi di legno, furono probabilmente proprio tamburi rudimentali, confezionati con pelli di animali tese su supporti in legno.

Questo avvenne probabilmente almeno 50.000 anni fa. Da allora le percussioni si sono evolute nell’uso di materiali, ma non nella forma. Anche una modernissima batteria è costituita da tamburi fatti con una membrana tesa su un supporto circolare.

Quello che invece è cambiato pochissimo nel corso dei millenni è invece proprio il tamburo sciamanico. Un cerchio in legno con sopra una pelle tesa, assicurata sul retro da tendini, sempre di origine animale. Le pelli usate provenivano e provengono da vacche, caribù, bisonti, asini, cavalli, capre, pecore, renne. Ovvero gli animali a disposizione nei territori di popolazioni sciamaniche.

Questo strumento è sempre stato così importante nel corso dei millenni presso gli sciamani, da diventare come un vero e proprio prolungamento del braccio dello sciamano. Un pezzo del suo corpo.

Non in tutto il mondo gli sciamani utilizzano il tamburo, ma i vastissime aree nei cinque continenti il tamburo è utilizzato per sciamanizzare.

Con certezza il tamburo sciamanico era in uso presso i Celti, i Sami e diverse popolazioni siberiane. Lo è stato e lo è tuttora presso le popolazioni indigene nordamericane, mentre è molto meno utilizzato in Centro e Sudamerica. Inoltre percussioni come tamburi sono utilizzate in diverse aree per scopi magici, anche se non direttamente riconducibili allo sciamanesimo. Come nell’area mediterranea, nel mondo arabo, nei paesi slavi e balcanici, in tutta l’Africa, in India e nel Sudest asiatico.

In India in particolare le percussioni sono considerate strumenti sacri e apprenderne l’utilizzo è una iniziazione lunga e impegnativa, che si ritiene arrivi direttamente dal divino.

Di fatto, ancora oggi, il tamburo sciamanico è considerato uno strumento sacro, il cui uso è imprescindibile per gli sciamani di numerose culture. Quasi non si muovono senza e le sessioni di cura non possono essere effettuate senza.

Un grande conoscitore del tamburo sciamanico, che funse da ponte tra il mondo occidentale e il mondo indigeno fu Michael Harner, antropologo-sciamano, maestro del mio maestro, il brasiliano Carlos Sauer.

Michael Harner, che aveva una formazione sia scientifica occidentale che sciamanica indigena, del Nord e del Sudamerica, formalizzò per la prima volta per gli occidentali la conoscenza del tamburo sciamanico. Sperimentò la trance e il mondo magico applicando direttamente su se stesso le tecniche di trance legate al tamburo e al tempo stesso diede inizio agli studi scientifici che collegavano diversi stati modificati di coscienza a diverse frequenze dei battiti con cui veniva percosso il tamburo.

I battiti generalmente possono andare da 30 a 180 al minuto producendo rilassamento o anche trance molto profonde.

Le frequenze del tamburo interagiscono con quelle cerebrali, portandole dallo stadio Beta, quello dello stato di veglia, ad Alfa, Theta e Delta.

Attività Beta: frequenze che vanno dai 14 ai 30 hertz, si registrano in un soggetto in stato di veglia, nel corso di una intensa attività mentale (ad es. durante calcoli matematici) e soprattutto da aree cerebrali frontali. [nota bene: per quanto riguarda questo tipo di oscillazione manca il requisito della periodicità. Si riscontra, invece, nella rappresentazione encefalografica, una desincronizzazione; per cui non si parla di “onde” ma di “attività”].

Onde Delta: sono caratterizzate da una frequenza che va da 0,1 a 3,9 hertz. Sono le onde che caratterizzano gli stadi di sonno profondo.

Onde Theta: vanno dai 4 ai 7,9 hertz, caratterizzano gli stadi 1 e 2 del sonno NREM e il sonno REM.

Onde Alfa: sono caratterizzate da una frequenza che va dagli 8 ai 13,9 hertz, sono tipiche della veglia ad occhi chiusi e degli istanti precedenti l’addormentamento.

Queste frequenze sono in realtà una semplificazione e riduzione scientifica. In realtà la questione è enormemente più complessa e non può essere compresa a livello mentale.

Quello che mette in gioco il tamburo sciamanico non sono solo frequenze, ma innumerevoli fattori, come il tipo di suono, la pelle usata, il carattere dell’animale dalla quale proviene, cosa vi è dipinto sopra, gli accessori del tamburo, la voce del suonatore che lo accompagna, l’atmosfera di quel determinato momento, il territorio in cui ci si trova, i fumi di eventuali piante utilizzate contemporaneamente, lo stato d’animo del o dei suonatori, l’intento immesso nella cerimonia, i versi cantati, gli amuleti e i cristalli presenti, le persone presenti eventualmente nel cerchio sacro, la presenza o meno di un fuoco o di altri elementi, la presenza di animali, soprattutto la spiritualità avvicinatasi, gli spiriti guida e alleati dei presenti, eventuali sostanze assunte dai presenti, gli animali di potere presenti, le piante e l’ambiente circostante, incluse pietre e morfologia del territorio, l’ora della giornata, il tempo atmosferico, uccelli di passaggio.

Tutti questi fattori influenzano moltissimo le cerimonie, in una maniera impossibile da indagare per la scienza e incomprensibile alla mente umana. Si tratta di cose che possono essere solo “sentite” a diversi livelli, in relazione alla sensibilità e sensitività dei presenti.

Il punto centrale rimane il tamburo, che è come se catalizzasse tutti questi fattori presenti, producendo vibrazioni che modificano profondamente lo stato di coscienza.

In tali stati modificati è possibile “sentire” moltissime cose, come la presenza di spiriti, diagnosticare malattie, sentire il tipo di energia delle persone, il tipo di medicine da utilizzare per una cura, che possono essere erbe, fumigazioni, canti, pranoterapia, somministrazione di bevande e sostanze, preghiere.

Per lo sciamano il cavallo tradizionalmente, è soprattutto un veicolo. Nella fattispecie un cavallo o una canoa. Cavallo e canoa che vengono utilizzati per viaggi nei mondi della realtà non ordinaria dove si possono fare diverse cose. Di solito il recupero di pezzi di anima di un paziente, che si è rivolto allo sciamano per chiedere aiuto a causa di una qualche difficoltà di salute fisica o psichica, o pratica o economica o di relazione.

Gli interventi sciamanici sono sorprendentemente efficaci. Al punto che in paesi come il Brasile, molto meno condizionati da preconcetti scientisti come accade nei paesi europei, non è infrequente imbattersi in ospedali che affiancano cure sciamaniche a quelle della medicina tecnologica oppure in medici ospedalieri che sono anche medium e che lavorano come volontari in Centri Espirita.

Le università brasiliane inoltre, studiano molto seriamente le pratiche sciamaniche legate all’uso di piante e altri elementi, nel tentativo di dare ad esse rigore scientifico e utilizzarle in terapie tecnologiche.

In realtà è molto difficile che la scienza riesca mai a indagare seriamente in questo mondo, che sfugge totalmente a qualsiasi razionalizzazione, rigore tecnico e valutazione di tipo mentale.

Il tamburo, uno degli strumenti chiave della pratica sciamanica, può essere acquistato o si può ricevere in dono, ma naturalmente la cosa migliore è autocostruirlo o farlo costruire appositamente da uno sciamano.

Una volta realizzato va personalizzato con accessori, ma soprattutto battezzato con una cerimonia specifica di iniziazione molto particolare, che può essere fatta solo insieme una persona che disponga a sua volta di un tamburo già battezzato e iniziato.

Una volta avviatisi sul cammino con il proprio tamburo si potrebbero scoprire due cose, o che il tamburo non è esattamente la propria medicina o, come nel mio caso, che è come se il tamburo lo avessimo sempre avuto, fin dall’infinito passato. Diventa un prolungamento naturale del proprio corpo. E in effetti c’è soprattutto un organo del corpo umano strettamente legato al tamburo: il Cuore.

Quando iniziai a suonarlo, diversi anni fa, col mio maestro Carlos a Rio de Janeiro, avevo già esperienza di percussioni, ma non avrei mai immaginato che il tamburo e i canti sciamanici sarebbero diventati per me così importanti e così familiari, come se lo avessi sempre fatto.

Con il tamburo vado in trance, anche molto profonda e toccante, posso curare persone e ambienti, ma soprattutto me stesso. Ma molto più semplicemente è uno strumento straordinario per abbassare o elevare energia per se stessi o in un cerchio sacro.

Da quando suono il tamburo sciamanico o ripreso anche altri tipi di percussioni con successo, suonando in diversi contesti.

Tengo corsi e workshop per altre persone e cerimonie, nonché sessioni di cura e di viaggio sciamanico. Il tamburo può inserirsi armoniosamente anche nei contesti occidentali e urbani, ed entrare in sincretismo con altre pratiche, come la meditazione, i gong, lo yoga.

Uno dei miei obbiettivi futuri è riprendere le fila di un grande progetto di un amico indiano, il grande percussionista Karuna Moorthy, vero e proprio iniziato al Thavil, percussione sacra del Kerala. Mappare percussionisti e percussioni in giro per il mondo.

Chissà. Il battito dei tamburi e dei cuori umani è una fitta, misteriosa rete che unisce, e forse salverà, tutto il pianeta.