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Shiva e Shakty

Le misteriose e straordinarie relazioni tra uomo e donna.

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Premessa.

Quello che scrivo è una mia opinione derivante dal sentire, da emozioni, da osservazioni e da esperienza di vita vissuta direttamente o da altri.

Non ha niente di scientifico. Certamente questo potrebbe essere scontato, ma io preferisco sottolinearlo. Non c’è alcuna pretesa di verità o certezza dimostrata da un qualche metodo.

Si tratta di sensazioni, osservazioni, ragionamenti, analisi, sintesi.

L’uomo e la donna, maschio e femmina della stessa specie, in realtà incarnano due principi profondamente diversi, addirittura agli antipodi, che però al tempo stesso fanno parte di un’unità inscindibile, che si presenta divisa solo nell’illusione del mondo materico.

Il mondo materico non è che una di innumerevoli dimensioni esistenti nel cosmo. Qui parlerò di questo mondo materico, ma non solo della carne, bensì di carne, cuore, spirito, emozioni, pensieri.

I miei ragionamenti inoltre non cambieranno di una virgola nessuno, né le relazioni umane tra uomo e donna, che vanno avanti da secoli e millenni per i cazzi loro. A volte creando molta felicità, a volte danni enormi, con tutti i termini di passaggio.

Di fatto sono qui solo per divertirmi. E chi dovesse leggere dovrebbe fare altrettanto.

Ancora una cosa. Nessuna pretesa di fare chissà che trattato. Si tratta di qualche foglio che, nella migliore delle ipotesi potrebbe essere un pamphlettino da leggere mangiando un panino, e non al cesso. Al cesso si devono riservare grandi letture, come autori sudamericani, grandi classici, topolino e cosmopolitan.

Andiamo.

  1. Le differenze tra i due sessi.

Quelle fisiche

Sono eclatanti. Nell’homo sapiens ben più evidenti che negli altri animali. D’altra parte l’essere umano è talmente diverso dalle altre specie da far ritenere un’ipotesi ragionevole il possibile intervento, eventualmente alieno, nella manipolazione del DNA.

L’uomo è più massiccio, più forte muscolarmente, più resistente, più coperto di peli. Ha la barba, i fianchi stretti, spalle large, torace più capiente. Si muove in maniera diretta e lineare.

La donna ha forme enormemente più morbide, pelle liscia, pochissimi peli, minore forza fisica, torace più stretto e fianchi più larghi. Ha movimenti dolci e sinuosi.

L’uomo non ha l’incombenza della gestazione e del forte legame madre-figlio. In pratica ha meno zavorre.

La donna è naturalmente portata alla gestazione, partorisce, ha un più forte legame con i figli, che talvolta la coinvolge per tutta la vita.

Le differenze emotive e sentimentali.

Ambedue i sessi possono amare e possono saper amare in generale.

Ma la donna generalmente presenta un maggiore coinvolgimento emotivo. Si commuove e piange più facilmente. Ama più profondamente e con maggiore consapevolezza. Tende a creare legami più duratori nel tempo.

Le differenze intellettuali e spirituali.

L’uomo sembra più intelligente sul piano pratico, ma solo perché oggi ci muoviamo in un territorio distopico da centinaia e forse migliaia di anni. La fatica, la guerra, il lavoro per obbiettivi, la difesa da aggressioni sembrano la norma per la semplice ragione che una visione miope della vita ha fatto credere che essa sia così e possa essere solo così. Ma non è affatto così.

Diciamo che l’uomo, in un contesto simile, sembra più adatto all’azione e al raggiungimento di obbiettivi precisi.

Per contro la donna sembra disporre di un’intelligenza spirituale ed emotiva enormemente più sviluppata. È generalmente molto più consapevole delle istanze della coscienza e della spiritualità. Ha molte più capacità di approfondire tematiche legate al sentire, all’irrazionale, alla profondità, ma anche all’espansione della coscienza.

Tali differenze nell’intelligenza sono solo apparenti. Sono dovute all’ambiente che si è creato e che ha dato più spazio a comportamenti specifici.

In realtà le differenze non stanno nelle capacità, bensì nelle funzioni. Sia sul piano fisico che emotivo, intellettuale e spirituale.

Ovvero in un mondo di pace la forza dell’uomo non servirebbe a combattere, bensì a creare. Le braccia forti di un uomo sarebbero atte ad accogliere invece che a picchiare. Al tempo stesso le capacità razionali dell’uomo servirebbero a creare nel mondo della materia, mentre quelle della donna a creare nel mondo dello spirito. È curioso notare come l’uomo possa agire di più sulla materia, da Mater, Madre, principio femminile, mentre la donna possa agire di più nel mondo dello spirito, da Spiritus, Spirare, Soffio vitale del Padre che è nei cieli.

La violenza che vediamo nel mondo, anche animale, alla quale siamo abituati, e che negli ultimi 5.000 anni si è sviluppata ipertroficamente, è in realtà solo la distorsione di un comportamento specifico che avviene solo per alcuni periodi di tempo.

  1. L’unione tra maschile e femminile

Uomo e donna sono progettati per stare insieme e creare un terzo polo.

Se l’essere umano, come sosteneva Paramahansa Yogananda, è progettato per incontrare Dio, l’uomo e la donna sono progettati per incontrare Dio insieme.

La creazione di un figlio e una famiglia, che ossessiona una marea di gente, è solo una parte di questo lavoro sublime. Forse addirittura solo un effetto collaterale. In realtà la donna non è una fattrice di figli, come si diceva nel ventennio fascista, e l’uomo non è affatto solo un inseminatore. C’è molto di più.

Uomo e donna insieme possono creare la Via dalla Materia allo Spirito.

Esiste non solo tutta una filosofia, bensì anche un insieme di pratiche, soprattutto conosciute in oriente, con le quali, tramite l’unione sessuale, si può raggiungere l’illuminazione. Pratiche complesse e di non facile attuazione, facenti parte di un sistema estremamente articolato che prevede respirazioni, movimenti, e tutta una serie di accorgimenti molto raffinati.

Tali pratiche negli antichi Veda sono conosciute come Tantrismo, una parte importante dello Yoga che, per l’appunto, significa “unione” in sanscrito.

Ma tralasciamo questo argomento, seppur fondamentale, e vediamo le relazioni tra i due sessi nella pratica quotidiana odierna in occidente.

  1. Le relazioni tra i due sessi.

Nonostante io continui caparbiamente, automaticamente, senza farlo apposta, a considerarmi un ragazzo, non lo sono più anagraficamente. Il che significa poco per me, ma vuol dire che non posso avere le idee troppo chiare di cosa siano le relazioni tra i due sessi per i giovanissimi odierni. Anche se ho diversi amici e amiche piuttosto giovani.

Le idee che mi sono fatto si sono manifestate perlopiù con esperienze personali e con l’osservazione di altri esseri umani di tutte le età e di diversi periodi storici. Le cose cambiano notevolmente da un momento all’altro, ma ci sono alcuni comportamenti e alcuni desideri che, se non sono sempre gli stessi, hanno comunque matrici comuni.

Un culo è un culo e un cazzo è un cazzo, in qualsiasi epoca storica. D’altra parte ci sono delle differenze persino nel modo di vedere o addirittura di cocreare la realtà.

Dante e Petrarca avevano una visione della donna per certi versi simile e per altri già diversa, seppur avessero vissuto in tempi ravvicinati. E mille anni prima le visioni erano ancora diverse, come sono ulteriormente diverse oggi, quasi mille anni dopo.

Tralasciando per ora le relazioni omosessuali, per semplificare, diciamo che uomini e donne si attraggono reciprocamente per un innato desiderio che potremmo chiamare sessuale. Ovvero sentono attrazione per “qualcosa” che li stimola reciprocamente su diversi piani.

Fisico

Comportamentale

Intellettuale

Emozionale

Spirituale

Questi cinque aspetti confluiscono in un unicum di attrazione che porta, in pratica, al desiderio di entrare in relazione sui diversi piani.

Il piano fisico è il primo e il più evidente, anche se non è certo l’unico.

Inoltre questi diversi aspetti si influenzano e si condizionano reciprocamente.

Se tutto funzionasse come dovrebbe non ci sarebbero grossi problemi. L’attrazione si paleserebbe sui diversi piani e due persone che si piacciono darebbero inizio a una relazione che si svilupperebbe portando semplicemente a due risultati.

1 – godere

2 – evolversi

Purtroppo questo non avviene così facilmente e in maniera fluida, poiché viviamo in una società distopica profondamente malata, nella quale sono malate anche e soprattutto proprio le relazioni.

Perché la realtà è fatta proprio fondamentalmente di relazioni, e nient’altro.

Di fatto lo sfacelo sociale e anche individuale è dovuto a disequilibrio.

I cinque elementi visti prima, fisico, comportamentale, intellettuale, emozionale, spirituale, non sono affatto in equilibrio.

  1. Cosa succede in pratica

In pratica succede che l’uomo, generalmente uno schiavo educato male da generazioni, non riesce nemmeno più a percepire le sue istanze e necessità spirituali. Sente perlopiù quelle fisiche, un po’ quelle comportamentali, a mala pena quelle intellettuali, ben poco quelle emotive, pochissimo quelle spirituali.

Sembra una bestia con le ruote, un po’ ricoglionita dallo sport, dalla competizione, dal finto benessere e dal testosterone che gli circola nei coglioni e quasi sempre sale fino alla testa, impadronendosi di tutto il corpo.

Nel momento in cui entra in contatto con un essere femminile vede perlopiù l’aspetto fisico. Anche se gli altri fattori, comportamentale, intellettuale, emotivo e spirituale, continuano ad avere uin ruolo, ma più che altro di supporto all’aspetto fisico, che rimane preponderante.

Il testosterone, che non capiremo mai perché sia così potente e sia stato distribuito così a profusione, fa il resto.

Alla chimica non si comanda.

E nel momento in cui la bestia-uomo vede movenze, curve, colori, forme, sguardi, e sente odori e sfiora molecole, talvolta conditi da comportamenti, ragionamenti, emozioni e aneliti spirituali, non capisce letteralmente più niente.

Lui, il maschio, spesso in assoluta buona fede, viene sopraffatto dal desiderio che riesce a percepire quasi solo sul piano fisico. E l’unica cosa che riesce a concepire è entrare in quel corpo in qualche modo, soprattutto col pene, ma anche le mani e la lingua, e infine svuotarci dentro quella carica di potenza inspiegabile che sente quasi sempre dentro di se e che sembra non volerlo abbandonare mai, se non alcune mezze ore dopo aver copulato.

Ho estremizzato un po’, ma è per dare un’idea del meccanismo.

Inoltre non tutti sono uguali e ogni caso è un caso. Ma in linea generale ciò che avviene nel maschio umano sul piano chimico-fisico, a un livello molto basso, è questo.

Detto ciò, entrano in scena altri fattori.

  1. Un individuo potrebbe essersi evoluto al punto di rendersi conto che non esiste affatto solo il piano fisico
  2. Un individuo potrebbe avere sviluppato in se stesso gli ulteriori fattori, comportamentale, intellettuale, emotivo e spirituale
  3. Un individuo potrebbe rendersi conto che non solo lui deve godere, bensì anche la donna che si trova coinvolta in questa storia.

Se quanto sopra non fosse accaduto la mossa da fare è esattamente portare, o tentare di portare, alla coscienza della bestia la necessità di sviluppare questi fattori.

Non so come, poiché la facenda è del tutto personale, ma ancora una volta la soluzione è lo sviluppo della coscienza. Ma più che altro bisogna volerlo.

D’altra parte io non sono certo qui per dare ricette. Mi limito a osservare.

E ora vediamo la donna.

Dopo secoli e forse millenni di repressione la donna, nell’ultimo secolo, si è dovuta smazzare un fardello non da ridere.

Prima sono arrivatre le femministe, poi la presa di coscienza, poi le donne mascolinizzate, poi quelle indipendenti, infine la newage e le nuove sacerdotesse spiritualizzate. Un cammino alla disperata ricerca di una identità, che è sul punto di manifestarsi, la quale ha però prodotto negli ultimi cinquanta anni, pletore di donne, di qualsiasi età, che vivono perennemente sulla difensiva.

Devono difendersi non solo dalla bestia che abbiamo visto prima, ma anche dal disequilibrio generale della società, di diversi tipi di uomini e di se stesse.

Anche qui non esistono altre soluzioni che non siano l’espansione della coscienza.

Le donne hanno dalla loro una capacità enormemente più sviluppata dei maschi di prendere coscienza dei fattori che vanno oltre quello fisico.

Di fatto sono state e sono ben più capaci di non soffermarsi su un solo fattore ed essere ben consapevoli di dover lavorare su se stesse sui diversi piani, a differenza dei loro compagni con l’uccello e pieni di testosterone.

Va detto che purtroppo l’abitudine a vivere sulla difensiva, insieme a una certa inclinazione all’emotività e alla spiritualità, le ha portate, non sempre ma spesso, a chiudersi in roccaforti di difesa, talvolta insepugnabili.

Il risultato finale, estremizzo lo so, ma concedetemelo per volontà di sintesi, è un panorama di solitari incapaci di far godere gli altri, per non parlare di farli evolvere. Con bestie fameliche che tutte le sere devono riuscire a rimediare qualcosa (basta che respirino…ricordate?), per scaricare i coglioni, mentre delle fate turchine un po’ illuse devono cercare di fregare le bestie e farle innamorare per teneresele vicino per sempre o per periodi ragionevoli. Mentre le bestie cercano di fottere (in tutti i sensi) le fate turchine, usandole per una o qualche volta e poi sparire nella nebbia da veri lupi mannari.

La situazione in pratica

Nella vita quotidiana occidentale cosa accade. Specifico “occidentale”, non solo perché in questa sede si trova l’ambiente che ci interessa, ma anche perché in posti come le tribù indigene, l’India, la Cina e il mondo arabo la situazione è completamente diversa, anche se ovviamente ci sono molti punti di contatto.

Accade che si tromba molto meno di quanto si potrebbe.

Gli uomini in generale sono molto meno ben disposti di quanto sembri. Spesso morti di figa incapaci di relazionarsi veramente col mondo femminile, sentono oscuramente un desiderio dirompente che cercano ogni giorno disperatamente di placare con artifici improvvisati, nel tentativo di entrare nel corpo delle donne il più rapidamente possibile.

Ovviamente questo comportamento porta alla sconfitta nel 90% dei casi. Il risultato sono un mare di seghe e di energia sprecata a tonnellate.

Tutto questo da anche origine talvolta all’utilizzo, spesso errato, di pornografia di ogni tipo. Il mercato della pornografia, di cui praticamente nessuno parla, è uno dei più fiorenti del pianeta, insiema a droga e prostituzione.

A proposito di prostituzione

Esiste una quantità significativa di donne che si prostituiscono. Ovvero cedono l’ingresso al proprio corpo per denaro.

Alcune lo fanno perché costrette, dalla necessità di sopravvivenza o dal racket.

Altre lo fanno per una naturale inclinazione al sesso e ovviamente si accorgono che il desiderio dei maschi è talmente famelico da rendere significativo sfruttare tale inclinazione per tirare su qualche soldo o addirittura costruirci una vita intera.

Le prostitute in generale, specie quelle che lo fanno per inclinazione, sono molto di più che puttane e donnacce, come vengono chiamate. Spesso sono madri, psicologhe, operatrici sociali, assistenti.

Le donne in generale sono inchiodate in paradigmi antichi, anche se oggi in buona parte ben più libere di un tempo e talvolta spregiudicate.

Ma il mito del principe azzurro è duro a morire. Un tempo questo mito era un misto di romanticismo e di necessità di sopravvivenza. Così il compagno, che quasi sempre doveva diventare marito, doveva essere all’inizio un romantico seduttore, e poi un “brav’uomo” capace di portarla all’altare, spesso mantenerla e occuparsi di una serie di cose pratiche, incluso ingravidarla. Mentre lei diventava da dolce conquista a mogliettina e infine brava donna di casa, madre e talvolta chiattona.

Du palle.

In seguito con la parziale emancipazione i ruoli sono cambiati. La donna più che realizzarsi o esprimersi di più mantenendo la propria femminilità, spesso lo ha fatto diventando in parte “maschilizzata”, grazie a una serie di cose, incluso il femminismo. Quest’ultima puttanata è servita sì in parte a porre l’attenzione su un problema secolare, nel quale ci si doveva vergognare persino delle mestruazioni e le donne non potevano nemmeno votare, ma per contro ha creato, anzichè sviluppo dei rapporti, una guerra tra i sessi che non è finita ancora adesso.

È servita anche, in parte a far trovare il coraggio per ribellarsi a una violenza inaudita nei confronti delle donne, ben più diffusa di quanto si pensi e dura a morire ancora oggi.

Negli ultimi dieci o venti anni la riscoperta di culture arcaiche e antiche sapienze a riproposto il mito della strega, la donna di conoscenza, capace di entrare in profondità nei segreti della vita. Sono inoltre tornate in voga le antiche Dee, grazie anche al lavoro di ricerca sugli archetipi di C.G. Jung, ma siamo ancora ben lontani dall’armonia tra i sessi.

Le donne portano su se stesse il peso della rinascita dirompente della consapevolezza di essere e della responsabiltà di un profondo cambiamento in atto.

Gli ometti, per quanto in crescita, tutto sommato rimangono attaccati allo stereotipo del coglione morto di figa, attaccato al calcio, al bere, alle auto, alle moto, ai campionati, talvolta alla carrirera. Un coglione bamboccio che non sa una sega del corpo della donna, nè del proprio, né del significato della vera vita in genere.

Ma soprattutto nè la donna nè l’uomo sanno davvero qualcosa riguardo al godere.

Un godere profondo, che parte dalla punta del cazzo e dal clitoride, per risalire al glande, alla vagina, alle profondità dell’utero, per risalire poi sempre più su, alla pancia, allo stomaco, al cuore, alla gola, alla testa…e infine alle altezze dello spirito e dell’anima.

La maggior parte delle persone sono mendicanti che si accontentano di rabastare quello che trovano, senza rischiare più di tanto, senza mettersi in discussione di una virgola.

In ultima analisi in fondo il rapporto, la relazione tra i sessi, non è che la cartina da tornasole dello sfacelo, della crisi globale, alla quale assistiamo in tutti i settori.

La buona notizia è che, come sta accadendo con la pandeminchia finta, quando si arriva al fondo è il momento del grande cambiamento.

Godere

La nostra società repressiva, che trova le sue radici nell’antichità, ormai da centinaia d’anni ha progressivamente educato a non dare ascolto ai desideri, quelli più palesi come quelli più nascosti.

Godere è peccaminoso per gli occidentali.

L’orgasmo selvaggio è innominabile.

Mentre nelle culture orientali, come quelle vediche e cinesi, esistono interi percorsi che vedono il piacere come un cammino verso l’illuminazione.

L’orgasmo clitorideo, vaginale e penico, in queste dottrine non sono altro che il primo stadio di un cammino del piacere orgasmico che investe tutti i chackras successivi, dal primo all’ultimo, il quale si trova sulla sommità della testa. Il chackra della Corona, che mette in comunicazione con la Coscienza Cosmica.

Inutile dire che in occidente siamo ancora lontani.

Detto però in soldoni, gli uomini dovrebbero prendere molta più consapevolezza e, in questo percorso, rendersi conto dell’importanaza di impegnarsi a far godere una donna, ma non con performance peniche da filmetto porno di quarta categoria, bensì con un’attenzione amorevole a decine di particolari. Impegnarsi proprio sul piano psicologico e pratico, anche manuale e orale, ma soprattutto spirituale, a far godere una donna.

Dal canto loro le donne dovrebbero uscire progressivamente dalla difensiva e smetterla di considerare ogni approccio maschile come chissà quale aggressione volta a violare il loro preziosissimo corpo.

Detto in termini popolari smetterla di credere di avere la figa d’oro tempestata di diamanti e rendersi conto di non essere delle prede designate e impossibili, bensì esseri umani che necessitano di godere e far godere a loro volta.

Ancora una cosa, l’immenso Potere Femminile

Una delle ragioni della repressione della donna è da ricercarsi nel gigantesco potere che esse hanno fin dalla notte dei tempi.

La donna va ben oltre l’essenza fisica, pur essendo mater, e quindi materia. Il suo dominio si estende in realtà dalla materia all’anima.

Possono procreare, allattare, curare, accogliere, ammaliare, crescere. L’uomo può inseminare e, a dispetto del suo legame con lo spirito, è rozzamente incastrato nella materia con la sua forza bruta o, se sprovvisto di questa, con il suo intellettualismo sardonico, arrogantemente razionale.

L’uomo in realtà si difende dietro queste cose essendo quasi costretto a vivere in funzione della donna, la vera Dea del creato a sua volta creatrice di vita, materia e anima.

In ultima analisi le relazioni dovrebbero uscire dalle schermaglie e dalla guerra, per entrare nell’armonia.

La presa di coscienza dello Yoga, che in sanscrito significa Unione, e della matrice d’Amore di ogni fenomeno sulla terra, è la strada per la crescita e l’armonizzazione delle relazioni. Armonizzazione volta non a una piatta convivenza quotidiana, bensì a un orgasmo cosmico senza fine, un godere da primordiale a sublime, non certo solo per procreare, ma per Essere.

In conclusione

Come sempre le cose sono più complesse di quanto sembri e vivere è un impegno serio e costoso in termini energetici, in tutti i frangenti. D’altra parte esiste una ricetta sempre valida in tutte le situazioni: abbandonarsi. Consegnarsi con devozione e fiducia agli accadimenti e al proprio sentire più spontaneo e profondo, in altre parole avere fede e fiducia nella Vera Vita e togliere anziché aggiungere. Lasciare che tutto fluisca come accadeva nei primordi.

Siamo venuti sulla terra per godere dell’abbondanza e della meraviglia.

Lasciamoci andare.

Vishva Towé.