Tamburi e Canti sciamanici

Incontro a Associazione Spazio Indaco: Il Principio del naturale e Libero Scambio. Via San Secondo, 33, Castagnole Monferrato. Di Angela Ressia.

tamburi

Partecipazione con Contributo Libero Etico Consapevole.

Per prenotare confermare telefonicamente a Angela: 366 5408494.

Oppure con messaggio su Fb.

Incontro dalle 17 alle 22, sabato pomeriggio e sera, nel Monferrato.

Cena facoltativa dalle 21 (10€ su prenotazione)

PROGRAMMA

Ore 17-18.30 lezione sull’utilizzo di canti e percussioni per la concentrazione, il ringraziamento, la cerimonia, lo sviluppo della coscienza.

Presentazione nostre attività in Italia e in Brasile.

Ore 18.30-19.00 Break

Ore 19-21. Cerimonia di Canti e Tamburi intorno al fuoco.

L’evento sarà coordinato e condotto da Mauro Villone, Lidia Urani e Fabio Falunaa Partemi.

Il posto ideale è stato individuato un’associazione di amici, basata su principi molto vicini ai nostri, dove abbiamo già realizzato altre attività. E’ Associazione Spazio Indaco: Il Principio del naturale e Libero Scambio. Via San Secondo, 33, Castagnole Monferrato. Di Angela Ressia. Un posto fighissimo, immerso nella natura.

Pomeriggio dedicato alle percussioni emozionali, ai canti e tamburi sciamanici.

Trasmetteremo le canzoni sacre di Cheyenne, Lakota, Ojibwa, Fulni-o apprese con Carlos Sauer e con i Fulni-o in Brasile, in collaborazione con Fabio Falunaa Partemi, percussionista e creatore del Drum Circle Falunaa Project.

Svilupperemo insieme l’energia del ritmo e delle percussioni con finalità di cerimonia, meditazione, cura ed emozione.

L’obbiettivo è sviluppare unione, consapevolezza, energia, connessione.

Partecipazione con Contributo Libero Etico Consapevole.

Gradita prenotazione.

L’evento è modulare.

Si può partecipare dalle 17 alle 22, oppure solo dalle 17 alle 19 e/o dalle 19 alle 21. Cena facoltativa. 10€

Chi fosse interessato può scriverci qui oppure mauro.villone@libero.it.

Per chi lo desidera sarà possibile fermarsi a cena (Buffet con contributo fisso 10€ – gradita prenotazione) e anche a dormire nella struttura.( prezzo da concordare)

Il giorno successivo possibile escursione in visita al Borgo Medievale di Castagnole Monferrato e nel territorio circostante.

A’hoooo

iolidia

L’evento sarà condotto da noi, Mauro Towé Villone e Lidia Urani, insieme a Fabio Falunaa Partemi di Torino. Questa volta non viene nessuno dal Brasile. Tranne noi, ufficialmente Guardiani Huni Kuin, autorizzati a operare con i tamburi e i canti da Carlos Sauer e con la cura dal curandero Tafkea Fulni-o.

Mauro14

Nei miei ultimi anni di permanenza in Brasile ho frequentato assiduamente una scuola di Tradizioni Native, quella di Carlos Sauer, che ha come sedi a Rio la Casa dell’Aquila e Casa Tebekato. Qui hanno luogo Ruote di Cura, Ruote intorno al Fuoco, Tende del Sudore, Workshop di trasmissioni delle tradizioni Native come la cura sciamanica, l’uso di mantra, respirazioni particolari, soprattutto l’utilizzo del Tamburo e di canti di cura e preghiera.

E’ stata, e continua ad essere, un’esperienza straordinaria, che mi ha cambiato, oltre i 50 anni, ancora una volta la vita.

Ogni anno porto Carlos Sauer in Italia e altri esponenti del mondo spirituale, come è avvenuto lo scorso maggio.

In questa occasione, insieme alla mia compagna Lidia Urani e al nuovo amico Fabio Falunaa Partemi, esperto di percussioni, mi prefiggo di cominciare a riunire un gruppo per trasmettere quanto ho appreso in Brasile con Carlos Sauer e i fratelli Fulni-o e Huni Kuin.

Potrebbe servire ad aprire il cammino per future occasioni, sempre in Italia, con Carlos e curanderos indigeni.

I Canti, con e senza il supporto del tamburo e sonagli, ripetitivi e arcani, servono a diversi scopi di ringraziamento, preghiera, stimolo energetico, e spesso inducono naturalmente in stati di trance profonda o fortemente energetici.

Parleremo anche d’amore. Con il supporto del fuoco e degli altri elementi, della natura, dei canti e dei tamburi, il nostro obbiettivo è quello di aprire il dibattito sul recupero delle relazioni interpersonali profonde.

 

 

Nonno, il gaucho

Era il mio trisnonno ad essere emigrato per primo in Sudamerica, in Argentina. Proveniva dal Roero, per l’esattezza Santo Stefano Roero, dove faceva il carradore, il fabbricante di quei pittoreschi e antichi carri che servivano per trasportare fieno e grano, trainati dai buoi e che oggi si vedono solo più in qualche giardino, ricoperti di vasi di fiori.

Si era nella metà del 1800 ed erano molti i piemontesi che andavano a cercare miglior fortuna da quelle parti. Il mio trisnonno Antonio, da Buenos Aires si spostò subito a Mendoza, nelle vaste pianure a ridosso delle Ande e lì trovò un terreno adattissimo alla coltura del vino che, insieme ai carri di legno rappresentò per lui davvero non solo la fortuna, bensì una fortuna immensa. Lui e i suoi due figli Juan Bautista e Francisco, il mio bisnonno, fecero una fortuna immensa con un complesso imprenditoriale che produceva carne, pellicce, vino, prodotti agricoli di ogni tipo e servizi vari.

Mio nonno nacque, in Argentina, in una situazione florida. Ebbe la possibilità di studiare in Italia, al collegio Carlo Alberto di Torino, ma poi tornò nel paese di origine dove per venti anni fece il gaucho nelle pampas, dirigendo una hacienda con tremila capi di bestiame. Agli inizi del ventennio fascista mia nonna fuggì da Genova, imbarcandosi su un cargo con un passaporto falso, e lo raggiunse a Rio de Janeiro, dove si incontrò con lui che la portò con se prima a Buenos Aires e poi a Cordoba.

Durante il ventennio fascista il nonno fu costretto, nei primi anni ’30, a tornare i Italia per curare alcuni affari di famiglia, tra cui una piccola azienda chimica situata nell’allora zona industriale di Torino, in una traversa di via Bologna. Le cose andarono bene per un po’, ma poi il governo intimò la chiusura dell’azienda poiché mio nonno si era rifiutato di iscriversi al partito fascista. Riuscirono a salvarla grazie all’iscrizione al partito di uno dei suoi fratelli, Giulio, che si faceva meno scrupoli. Ma dopo lo scoppio della guerra, quando precipitò la situazione sua moglie e le due figlie, mia madre e mia zia, furono sfollate a Salassa, nel Canavese, mentre lui restò a Torino.

Tutte le sere e le notti che c’erano i bombardamenti sulla città, mia nonna vedeva da Salassa i bagliori sulla città di Torino a sessanta chilometri, così il mattino seguente prendeva un mix di bus, passaggi su carretti, treni e le poche auto, per recarsi a Torino a vedere se suo marito era ancora vivo. Passarono cosi mesi, fino a quando mio nonno non decise di costruire un rifugio antiaereo in sottoterra nel cortile dell’azienda, in via Monza.

Nonno Felice

Nonno Felice

Quando suonavano le sirene tutti si precipitavano nel rifugio, tranne mio nonno, che rimaneva in superficie tra i bombardamenti a controllare che le schegge delle bombe non innescassero incendi o se ci fosse stato qualcuno che avesse bisogno di aiuto.

Il giorno in cui i tedeschi occuparono la città le cose cambiarono. E mio nonno aveva scoperto che i tedeschi avvelenavano le riserve di alcuni alimenti per stremare la popolazione, come per esempio il sale, in modo che non potesse essere usato. La sua azienda riceveva rifornimenti di sale che venivano regolarmente avvelenati dai soldati per essere certi non venisse usato a scopo alimentare, ma solo chimico. Così mio nonno aveva trovato l’espediente di buttare giù dal camion più sale possibile e nasconderlo sotto il mezzo, prima dell’arrivo dei controlli. Quando se ne andavano soddisfatti per avere avvelenato tutto il sale, ne rimaneva una scorta che distribuiva a chi ne avesse bisogno.

La stessa cosa faceva quando arrivavano camion con la legna da ardere, proibita dai tedeschi alla popolazione. Era arrivato a salire sui camion in cammino e a buttare giù la legna personalmente alla gente che poi la prendeva di nascosto. Fisicamente per quei tempi era un gigante. Alto più di un metro e ottanta e pesante quasi cento chili. Ma non fu mai preso né scoperto.

Nei momenti in cui riusciva a prendersi una pausa andava a mangiare e bere nella piola di via Bologna, tra via Monza e largo Brescia, quella che adesso si chiama Trattoria Bologna e in cui vado ogni tanto. Lui stava perlopiù sul retro, nascosto insieme ad amici, a inventare espedienti per sopravvivere e far sopravvivere le famiglie. Ce la fecero, ma a molti altri, in diverse parti d’Italia andò peggio.

Dopo la guerra le cose molto lentamente e faticosamente si normalizzarono, ma non tornò più in Argentina, dove è rimasta fino a oggi una branca della nostra famiglia, citata nei libri di storia dell’800, a fare il gaucho. Si accontentò di una casa in campagna in Val di Susa.

Si chiamava Felice.

Una realtà separata

C’era una volta Xico Xavier, famosissimo veggente brasiliano, deceduto nel 2002, dopo aver passato la vita a mettere in comunicazione centinaia di migliaia di persone con i propri cari defunti e dopo aver psicografato centinaia di libri che parlano di filosofia e spiritualità. L’immensa produzione editoriale di milioni di copie in tutto il mondo non gli fruttò mai un solo centesimo, con gli stratosferici guadagni sempre tutti devoluti regolarmente in beneficienza.

Xico Xavier ha però lasciato un’eredità. Si tratta di un’eredità spirituale, concretizzatasi in guide e consigli ad altri veggenti, oggi ancora in vita. Tra questi tal Laercio Fonseca, un personaggio straordinario, anche se semplicissimo, ed estremamente attivo.

Ho conosciuto Laercio a fine 2017, partecipando a un suo seminario di due giorni che ha avuto luogo a Rio de Janeiro in dicembre. Racconta cose talmente incredibili che, se non si ha troppa fiducia delle proprie capacità di discernimento, gli si volterebbero senza dubbio le spalle.

I motivi per cui io gli credo sono diversi, ma soprattutto, nel seguirlo, utilizzando sia il raziocinio che l’istinto e l’intuizione, oltre che l’esperienza, per valutare le conoscenze che trasmette, si percepisce una coerenza globale che non può essere contraffatta. Ha oltre sessant’anni e opera nel settore esoterico da quando era piccolo. Professore di astrofisica, ha insegnato questa materia all’università di Campinas, in Brasile, dove si era a sua volta laureato. Già negli anni ’80 organizzava, nella stessa università, incontri e convegni sull’ufologia, materia della quale è molto esperto. Negli anni ’90 abbandonò la carriera accademica per le due velocità alla quale si muovevano lui e tutto il resto del corpo accademico. Ovvero nei convegni, mentre si parlava di possibilità e sviluppi dell’ufologia e di possibili contatti, lui vedeva letteralmente grigi e alieni vari, insieme a spiriti diversi presenziare alle conferenze, mentre tutti gli altri no.

Aprì così il suo Ashram personale nella città esoterica di Sao Tomé das Letras, sulle montagne del Minas Gerais, la quale pullula di centri olistici, esoterici e centri di studio e meditazione ed è avvezza ad avvistamenti praticamente quotidiani. In questo Ashram trasmette spiritualità, filosofia, meditazione, arti marziali come il Kung Fu (di cui è stato campione in gioventù), astrofisica, fisica quantica e ufologia.

Pur avendolo incontrato solo per due giorni ho avuto modo di approfondire parecchio il suo pensiero grazie a una quantità notevole di sue conferenze e lezioni, generalmente della durata di un’ora e mezza e che si possono trovare su Youtube in portoghese. In tali conferenze e lezioni trasmette una sapienza incredibile, con una proprietà di linguaggio, un umorismo, una minuziosa conoscenza di dettagli, sorprendenti. Senza una caduta che sia una.

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Fonseca tiene seminari anche di intere settimane, dove trasmette una sapienza immensa, ma cercherò di sintetizzare in alcuni punti salienti.

Nacque poverissimo in quello che viene chiamato “interior”, l’entroterra brasiliano, di San Paolo, in una famiglia poverissima, che non si poteva nemmeno permettere di acquistargli i libri per la scuola. Nonostante ciò, studiando sui libri delle biblioteche fin dalle elementari, riuscì prima a conseguire il diploma e poi la laurea in astrofisica. Nel frattempo aveva già manifestato doti medianiche nell’infanzia. Di notte, anziché semplicemente sognare, usciva con il corpo astrale per strada, dove si trovava con i corpi astrali di altri bambini del villaggio. Qui giocavano come durante il giorno, ma mentre lui il mattino ricordava tutto, gli altri bambini non ricordavano nulla. Fu così fino all’adolescenza, periodo nel quale cominciarono a manifestarsi, materializzandosi letteralmente davanti a lui, alcuni spiriti. In particolare quello di un monaco cinese, che sembrava uscito, come racconta lui, dalla più classica iconografia delle stampe d’epoca. Poi fu la volta di grigi e di altre razze aliene. I continui incontri, praticamente quotidiani, con tali entità, servirono a istruirlo progressivamente, fino a quando non divenne uno dei maggiori veggenti e contattisti del mondo. Tuttora ha contatti quotidiani con tali entità di altri mondi.

Una volta laureatosi in astrofisica finì con l’insegnare nella stessa università e, al contempo studiare ufologia. Oggi, che ha lasciato l’università da tempo, scrive libri, tiene corsi, conferenze e workshop con l’obbiettivo di creare un ponte tra scienza ed esoterismo. Ha scritto diversi libri, tra i quali “Ufologia e fisica quantica” nel quale, con l’aiuto di un supporto matematico e di fisica delle particelle, tenta di spiegare (con successo) come avvengano i viaggi intersiderali di anni luce, in pochi minuti. Ovvero come le astronavi passino da una galassia all’altra agevolmente, senza dover aspettare anni o secoli o millenni. In estrema sintesi spiega come la materia, quale noi la conosciamo, sia nella sua fase più densa, creata dalla vibrazione stessa delle particelle nell’ambito di una certa frequenza. Al mutare progressivo di tale frequenza lo stato della materia cambia di densità progressivamente, diventando sempre più eterea e invisibile dallo stato in cui ci troviamo noi ora. In pratica esistono diverse dimensioni relative alla frequenza delle particelle e alla densità della materia. Le navi spaziali saprebbero, grazie a tecnologie avanzatissime, in possesso di civiltà di milioni di anni più evolute della nostra, muoversi da uno stato all’altro cambiando frequenza vibrazionale. Si sposterebbero così anche da una galassia all’altra sfruttando il salto tra uno stato e un altro. Tale mondo, apparentemente fantastico, sarebbe molto più abitato di quanto crediamo noi comuni mortali, con migliaia di razze aliene e milioni di spiriti che si trovano su tutti i pianeti dell’universo, ben diversi da come sa spiegare la scienza odierna. Secondo tale visione, prendendo come esempio la nostra cara vecchia terra, la crosta sulla quale camminiamo non sarebbe che la parte più densa di un pianeta molto più grande fatto di strati via via sempre meno densi salendo in quota. Il primo di questi strati sarebbe a cinquecento chilometri di altezza, seguito da altri cinque successivi, sempre più eterici. Ognuno di questi strati sarebbe un pianeta, con natura, città, edifici, tutto come qua, abitato da spiriti e razze aliene. L’ultimo strato sulla sommità sarebbe sede di un “Comando Planetario Globale” che avrebbe il controllo su tutti gli strati inferiori, incluso il nostro. Tale comando planetario risponderebbe a un comando superiore, quello del sistema solare, il quale a sua volta risponderebbe a gerarchie ancora superiori, galattiche, poi di ammassi di galassie, poi universali e poi di interi universi e gruppi di universi, all’infinito. Questo varrebbe per tutti i pianeti e per tutte le galassie e tutti i sistemi solari.

Uno dei libri di Laercio Fonseca

Uno dei libri di Laercio Fonseca

Gli stessi esseri umani sarebbero in parte naturali e in parte artificiali. Ovvero su una base biologica di ominidi relativamente evoluti, altre razze enormemente più evolute avrebbero manipolato il Dna fino a ottenere la specie umana come la conosciamo noi oggi. Questo, tra l’altro, spiegherebbe la strana natura del nostro Dna che presenta sequenze incomprensibili, apparentemente inutili e forse artificialmente indotte, che i biologi chiamano “Dna spazzatura”. Sequenze che per la scienza non hanno senso e non dovrebbero esistere, se fosse valida solo la teoria dell’evoluzione di Darwin.

Fonseca sostiene che sia del tutto incomprensibile per un essere umano, dotato di una scatola cranica limitata, l’intero disegno. Gli stessi suoi insegnanti astrali, dal monaco cinese ai grigi a tutti gli altri, a detta sua, l’hanno sempre preso in giro per la sua inettitudine del tutto umana, chiamandolo anche “Lagarto Laercio”, ovvero Laercio il lucertolone, visto che la sua comprensione di tutto non era superiore a quella di un animale inferiore che striscia per terra. Siamo – sostiene Fonseca – come insetti al cospetto di un cervello come quello di Einstein. Delle nullità, di fronte a un cosmo ancora ben più sorprendente e articolato di quanto sembra alla scienza ufficiale, e immerso in un processo di evoluzione per noi del tutto incomprensibile.

Laercio stesso sostiene di non avere prove di quello che dice, se non il ragionamento, l’intuizione e le progressioni matematiche che utilizza nel tentativo di spiegare questa sconvolgente realtà.

Ma io gli credo.

Non dico di credere così su due piedi, ma utilizzo la logica per affrontare simili rivelazioni.

I casi sono tre.

  1. È un impostore, un ciarlatano. In tal caso ci si chiede come sarebbe possibile che abbia potuto mantenere la menzogna per decenni, producendo libri e teorie e insegnando per dieci anni all’università, senza una caduta che sia una.
  2. È pazzo. Ha quotidianamente visioni assurde. In tal caso la sua follia sarebbe lucida e totalmente mascherata, senza una caduta nell’arco di decenni. Oltretutto tutta la teoria sarebbe spiegata, con uno sforzo enorme, da una quantità di suoi lavori e studi matematici, dotati di una logica credibile.
  3. È tutto vero. In tal caso Fonseca sarebbe uno dei più grandi veggenti del mondo, il quale, per misteriosi ragioni cosmiche, avrebbe accesso a una conoscenza elevatissima, per le menti di comuni mortali e anche di scienziati, ma anche per altri veggenti meno potenti del tutto fuori portata.

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Quest’ultima ipotesi, nonostante l’impressionante enormità, mi sembra la più plausibile. Anche perché ho guardato quest’uomo negli occhi e non solo ho percepito serenità, consapevolezza, umorismo e coerenza, ma anche il sincero interesse ad aiutare il resto dell’umanità a comprendere dove realmente ci troviamo, cosa stiamo facendo e perché.

In un certo qual modo tale incredibile scenario, per quanto assurdo, darebbe in qualche modo conto del senso dell’evoluzione di un universo altrimenti per noi, di fatto, totalmente incomprensibile.

Se fosse così la vita dell’universo e anche di ogni singola identità sarebbe eterna. Il senso sarebbe attualmente per noi comunque incomprensibile, ma aprirebbe la possibilità di concepire un disegno di una portata tale che ridimensionerebbe del tutto la nostra limitata ragione e la conoscenza scientifica che risulterebbe essere del tutto rudimentale e inadeguata per dare una vera spiegazione del senso della vita e dell’universo.

Cosa che, naturalmente, la scienza e tutto il sistema non vorrebbero assolutamente, togliendo loro definitivamente ogni potere.

Per accedere a un mondo strutturato in tale sorprendente modo si dovrebbero utilizzare non solo la ragione, bensì anche l’intuito, l’intuizione, la meditazione, il sentire di altri sensi legati anche a diversi chackra e altri punti energetici del corpo. D’altra parte da millenni testi come i Veda, il Popol Vuh o le tradizioni orali di popolazioni indigene delle foreste e delle steppe dicono cose analoghe, per non dire molto simili. Stati di meditazione profonda indotti con la respirazione, la danza, il sogno, il canto, la musica, i mantra, sostanze enteogene danno accesso a mondi molto simili che, tra l’altro, ho anche visitato personalmente molte volte.

La fede, a questo punto, non sarebbe altro che “credere” nei propri sensi allargati, anziché pensare che si tratti di fantasie, credenze o semplici visioni.

Tale approccio alla realtà universale non ha niente a che vedere con l’andare fuori di testa completamente, sempre in trance o strafatti. Al contrario per accedere a tali mondi occorrono anche profonde radici, piedi ben piantati per terra e la capacità di muoversi con sicurezza nel mondo della cosiddetta vita quotidiana, con i soldi, le bollette da pagare, l’auto dal carrozziere, il pranzo e la cena, etc.

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Di fatto Laercio Fonseca ha dato inizio a un progetto in progress intitolato “Projeto Terra” (v. video qui e sottostante) che prevede la progressiva presa di coscienza di tale incredibile realtà da parte di un numero sempre maggiore di persone e lo sviluppo della capacità di interagire con essa.

Sostiene inoltre, in questo caso in accordo con altri veggenti, che esista una data limite e che tale data, naturalmente oscillante, sarebbe intorno all’anno 2019. In tale periodo dovrebbero manifestarsi diverse razze aliene che avrebbero il compito di ristabilire il piano sulla terra, intervenendo con navi spaziali dotate di tecnologie in grado di “ripulire” il pianeta sul piano ecologico, umano e spirituale.

Pubblico tutto questo sul mio blog personale poiché non ho nessuna intenzione di dare in pasto a ritardati bulli da tastiera, lettori di diversi blog e quotidiani on-line che sfogano le proprie cocenti frustrazioni in commenti a cui simili teorie darebbero senza dubbio un estro magistrale.

Il punto è che: o lasci perdere tutto poiché non puoi, non vuoi, non riesci a credere, o non ti interessa. Oppure rimani comunque colpito e interessato da fenomeni che aprono scenari inimmaginabili sulla vera natura della realtà. Quest’ultima ipotesi è quella che, mio malgrado, mi ha sempre attirato, fin da piccolo.

Sul piano pratico la trovo ben più utile per la comprensione del senso della propria vita e di tutto il creato. Diversamente non abbiamo che la scelta tra i dogmi delle religioni o quelli della scienza oppure tra quelli del calcio, del gran premio o del consumismo capitalistico o, ancora, della sociologia e delle ideologie. Nessuna di queste ipotesi mi interessa.

Scelgo, ancora una volta, la libertà. Basata sulla non accettazione di alcun limite esterno, sul riconoscimento dei propri limiti di comprensione e sull’amore per l’infinito.

 

Il Progetto Terra

 

Una delle conferenze di Fonseca

 

 

Dieci Mondi

È sorprendente come una dottrina elaborata in Cina, in particolare dalla scuola buddista Tiantai, secoli fa sia straordinariamente attuale e applicabile alla nostra vita quotidiana di oggi, persino nella vita metropolitana e nelle aziende.

Sintetizzando molto la teoria dei dieci mondi spiega come un essere umano possa sperimentare nella vita e anche tutti i giorni una serie di stati vitali differenti che il buddismo, con un incredibile pragmatismo, sintetizza in dieci livelli differenti che hanno, oltretutto, la geniale caratteristica di compenetrarsi e comprendersi l’un l’altro, con un fenomeno chiamato “mutuo possesso dei dieci mondi” che di fatto genera un insieme di 100 differenti stati vitali. In sostanza ognuno di questi stati dell’essere può combinarsi con tutti gli altri nove.

I dieci mondi sono i seguenti. Sono diversi stadi da un più basso a un più alto, ma al tempo stesso non esiste gerarchia alcuna, poiché in un essere senziente possono manifestarsi tutti indifferentemente in diversi momenti della giornata e della vita e il passaggio da uno all’altro può avvenire senza passare per tutti quelli intermedi.

Inferno

Avidità

Animalità

Collera

Umanità

Estasi

Studio

Pratyekabuddha o Illuminazione parziale o Comprensione

Bodhisattva, servizio agli altri

Buddhita, Illuminazione totale, Libertà assoluta

Tale classificazione si presta a innumerevoli speculazioni e può anche essere oggetto di critiche e miglioramenti. Ma è stupefacente come in un mondo antico, sebbene già culturalmente e spiritualmente molto evoluto, sia stata formalizzata una dottrina che poteva essere utile allora, ma lo è anche oggi e può riferirsi sì al cammino spirituale, ma anche alla vita di tutti i giorni. D’altra parte è chiaro, e il buddismo lo ribadisce ripetutamente, non esiste differenza alcuna tra le due cose, come non c’è differenza alcuna tra tutte le cose in genere.

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In sostanza questi stati vitali sono sperimentati da tutti e, come ben sanno i pensatori orientali, chiunque può sperimentare uno stato di profonda sofferenza, ma anche di illuminazione profonda. Perlomeno sul piano potenziale, poiché è chiaro, come si può osservare nella vita comune, che la maggior parte della gente, per diverse ragioni, finisce spesso per essere inchiodata per tutta la vita perlopiù in due o tre di questi stati vitali, non essendo così semplice nella pratica passare da uno all’altro, sebbene tutt’altro che impossibile.

Sappiamo bene che moltissima gente vive generalmente negli stati più bassi. Possiamo così osservare l’inferno, una sofferenza profonda per ragioni di salute, pratiche, psicologiche. L’avidità, della corruzione, del bisogno continuo di denaro e beni materiali, magari anche a scapito di altri. L’animalità, come l’attaccamento al sesso e al cibo. La collera, come il bisogno di potere e di dover collocare il proprio ego per forza sempre al di sopra di quello degli altri, in una lotta senza fine che dal conflitto con se stessi porta a quello con i propri simili fino al disfacimento delle famiglie e alle guerre.

Il mondo di umanità si riferisce allo stato vitale della persona media che generalmente sta relativamente bene, ma rimane in balia di tutti gli altri stati vitali e senza una particolare direzione nella vita. Il mondo di estasi è quello della persona che per diverse ragioni, legate per esempio alla creatività, al successo materiale, artistico o culturale, alla ricerca spirituale, si trova a sperimentare momenti di soddisfazione, magari anche profonda, ma tuttavia sempre fugace.

Studio e parziale illuminazione, rispetto al precedente sono stadi evolutivi più profondi e stabili, che tuttavia rappresentano un po’ dei vicoli ciechi dove spesso si rimane intrappolati ancora una volta nelle spire dell’ego.

Solo gli ultimi due rappresentano una reale illuminazione elevata, stabile e profonda ed è proprio su questi che intendo soffermarmi ora.

Il fenomeno del “mutuo possesso” ci insegna che tali stadi possono, a condizione di sforzi profondi sul piano spirituale, manifestarsi anche se un qualsiasi soggetto si trovi, per diverse ragioni, a sperimentare le sofferenze e l’oscurità dei mondi precedenti.

Sintetizzando al massimo il buddismo spiega come questi stadi elevati possano essere sperimentati a due condizioni, relative ai due mondi in oggetto.

Il mondo del Bodisattva è quello del servizio agli altri. È imprescindibile, secondo la dottrina buddista, per arrivare all’illuminazione, passare attraverso questa esperienza. Il vero Budda, non quello solitario della parziale illuminazione, ovvero il Pratyekabudda, o Budda egoista, perde totalmente l’ego e la separazione dal resto del mondo. Si mette totalmente al servizio degli altri e del mondo, affinché tutti possano sperimentare un reale profondo benessere spirituale e pratico e raggiungere l’illuminazione.

Il Budda di assoluta libertà, nell’illuminazione totale, deve passare attraverso lo stadio precedente per perdere totalmente l’identificazione con l’ego, con il corpo e con qualsiasi cosa sia dotata di limiti fisici e concettuali.

Il motivo per cui i mondi precedenti sono instabili è proprio dovuto al fatto che il potere personale, che può essere immenso, è esercitato fino a un certo punto, essendo l’individuo sempre limitato enormemente dall’ego. Si sente sempre un individuo, più o meno staccato dagli altri e dal resto. Per il Bodhisattva e il Budda invece non c’è più differenza alcuna tra Sé e altri. È interessante notare come questa sia una delle sensazioni nettissime che provano coloro che sperimentano le medicine sacre della foresta. Così come si può ravvisare un evidente collegamento tra questo stato dell’essere e ciò che affermava il Cristo, “chi tiene alla propria vita la perderà, chi abbandona la propria vita la troverà”.

Esiste una maniera pratica semplicissima da comprendere, tuttavia non così facile da applicare, per entrare realmente e praticamente nello stadio di Bodisattva. Quella di dedicarsi deliberatamente al servizio agli altri. Mantenendo però la consapevolezza e alta l’attenzione per la semplice ragione che anche questa esperienza potrebbe concretizzarsi come attaccamento all’idea di essere chissà quale santo in terra pieno di abnegazione e di amore per il prossimo. Finendo così per essere ancora una volta un poveretto che se la racconta e, in ultima analisi, rimane attaccato al proprio ego identificandosi dell’immagine di un meraviglioso missionario.

Per stemperare, anche senza poter evitare del tutto, questo rischio, l’unica maniera è tentare di agganciarsi al mondo di Buddità o illuminazione totale. Come realizzare questo aggancio lo possono dire solo i Budda e i veri maestri. Ma in linea di massima i sistemi sono la meditazione, con la concentrazione sulla respirazione, mantra e mandala. Ma anche stare molto in presenza di persone illuminate, uomini medicina sul piano spirituale, Budda che trasmettono da cuore a cuore l’illuminazione.Quello che si dovrebbe tentare di realizzare è il totale abbandono all’infinito, con la conseguente perdità totale dell’idetificazione dell’ego con alcunchè, con qualsiasi ruolo.

Di sicuro non è affatto semplice, tanto è vero che miliardi di persone, la quasi totalità, sguazza giuliva negli altri otto mondi precedenti, ma è tutt’altro che impossibile.

Beh. Buona fortuna amici.

Attività solidali e spirituali – Come coinvolgersi e aiutarci

Questa scheda molto informale ha la finalità di dare una traccia a chi vuole darci una mano e a chi vorrebbe coinvolgersi attivamente nelle nostre attività per volontariato o anche attività no-profit. Noi organizziamo attività sociali, di svago, spirituali, culturali che non hanno la finalità del busieness di sicuro,  ma sono progettate e organizzate professionalmente, anche con l’obbiettivo di creare occasioni di lavoro per operatori olistici, organizzatori, comunicatori.

Para Ti

Para Ti

La nostra sede principale è Para Ti Ong a Rio de Janeiro, immersa nella foresta e di fianco a una comunità povera di 3.000 persone, nel quartiere di Sao Conrado. Il quartiere è residenziale e quindi ci troviamo con da una parte ville e grattacieli di ricchi, centri commerciali pretenziosi e attività varie, dall’altra comunità povere e poverissime. È uno dei quartieri con più differenze sociali al mondo.

Abbiamo anche una sede italiana, ubicata nel comune di Neive, sulle colline delle Langhe, in provincia di Cuneo.

Sotto il cappello Para Ti organizziamo le seguenti attività a Rio de Janeiro

  1. Centro doposcuola per decine di bambini della comunità povera.
  2. Attività culturali, ludico-sportive e spirituali per i bambini.
  3. Accogliamo volontari che solitamente danno un contributo per la permanenza e vengono seguiti in un vero e proprio workshop che li avvia all’attività e alla coscienza sociale.
  4. Organizziamo tour molto particolari alla scoperta della vera Rio de Janeiro e anche in altre aree del Brasile.
  5. Organizziamo viaggi nelle tribù indigene in Pernambuco e Amazzonia.
  6. Organizziamo attività spirituali come Yoga, Meditazione, Cerimonie Indigene, Pitture Corporali, Scuola di Samba, Percussioni, Canti e tamburi sciamanici, Cure collettive e private con tecniche sciamaniche, erbe, preghiere, Pranic healing, Deeksha.
  7. Organizziamo Satsang, Cerimonie, Incontri, Corsi, Workshop con maestri indigeni e brasiliani e Guru indiani.
  8. Affittiamo camere per viaggiatori e turisti.
  9. Affittiamo gli spazi per attività perlopiù olistiche.
  10. Di fatto tutto ciò che facciamo riteniamo abbia una valenza terapeutica. Curandoci dei bambini ci curiamo noi. I volontari curano se stessi. Fare attività spirituali cura, così come curano i viaggi.

Sempre come Para Ti, ma con il supporto logistico di un’altra associazione (Gente della Città Nuova) organizziamo le seguenti attività in Italia.

Ph. Nanni Lolli

Ph. Nanni Lolli

Incontri, cerimonie, workshop a Torino e altre città, con maestri di tradizioni native e guru indiani e alcuni diretti da noi stessi.

Cure private.

Ph. mvillone

Ph. mvillone

Come aiutarci

Venendo in Brasile come volontari. Vedi questo link: http://www.unaltrosguardo.it/workshop-di-volontariato-al-centro-para-ti-rio-de-janeiro

Venendo in Brasile come viaggiatori consapevoli e fare i nostri viaggi: http://www.unaltrosguardo.it/solidarityspiritual-experience-rio-de-janeiro

Partecipando alle nostre attività a Torino e in Italia. Qui ce n’è una: http://www.unaltrosguardo.it/2018/01/corso-di-introduzione-alle-tradizioni-native.html

Inviandoci una donazione.

IT02O0503401003000000000517

ASSOCIAZIONE PARA TI-ITALIA AMICIZIA E SOLIDARIETA.

BANCA POPOLARE AG TORINO 3

PARA TI ITALIA AMICIZIA E SOLIDARIETA’

PIAZZA ITALIA 24

12052 NEIVE (CN)

C.F. 90050120048

Raccogliendo donazioni presso privati e aziende.

Acquistando i nostri libri. (A breve nel nuovo sito).

Diffondendo informazioni sulle nostre attività in Brasile e in Italia.

Acquisendo iscrizione alle nostre attività in Italia, presso amici e conoscenti.

Acquisendo partecipanti ai nostri viaggi a Rio de Janeiro e in Brasile.

Acquisendo volontari per attività in Brasile.

Organizzando nelle vostre città, con un vostro pubblico i nostri workshop e incontri.

Facendo rete con noi per tutte le attività elencate sopra e quindi diffondendo informazioni su ciò che facciamo non solo come veicoli dell’informazione, ma come entità coinvolte sul piano umano, emotivo e professionale. I progetti sono in progress. Non possiamo creare opportunità di lavoro per qualcuno poiché noi stessi lottiamo per sopravvivere, ma le sinergie creano opportunità per tutti. Per fare un esempio noi abbiamo cominciato dando ospitalità gratuita nelle nostre camere a tribù indigene che si spostano a Rio per attività varie e vendere artigianato. Col tempo alcuni di essi sono diventati clienti e affittano le camere. Altri hanno iniziato a organizzare attività nei nostri spazi, all’inizio concessi gratuitamente, in seguito con una nostra partecipazione ai proventi.

La filosofia è tutto sommato molto semplice. In primo luogo occorre non essere attaccati al denaro e alle cose materiali. Il business non deve essere prioritario. In secondo luogo occorre avere la massima fiducia nelle proprie proposte e vagliare e selezionare seriamente, ma senza pregiudizi, quelle di altri. Essere leader e al tempo stesso lavorare in gruppo. Infine occorre tenere i piedi ben saldi a terra e organizzare cose concrete, fattibili e utili per creare bellezza, proventi per sopravvivere e sinergie.

La condivisione è Libertà. La Libertà è Abbondanza per Tutti. Occorre un grande lavoro su se stessi e di gruppo, per perdere il senso di isolamento e divisione e scoprire che tutto è uno, pur rafforzando addirittura il senso di identità. Fortissima identità, ma all’interno di una rete infinita dove i legami non sono di scambio o gerarchici, ma di amore infinito.

Info: mauro.villone@libero.it

Educarsi alla Libertà – Workshop

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Il sistema nel quale viviamo tenta di dare un’impressione di libertà e talvolta ci riesce. Ma in realtà la maggior parte della gente vive in una serie complessa di schemi dai quali è difficilissimo uscire.
Anche se tutt’altro che impossibile.
Nel mio libro “Il Mistero della Libertà” (si trova qui: https://prinp.com/index.php?sez=negozio&sub=1&lid=605) nell’arco di quasi 400 pagine analizzo la situazione e propongo dei correttivi molto pratici e concreti. Da questo libro è scaturita questa esperienza di coaching che ho già sperimentato con successo lo scorso anno in un Worhshop a Forlì, durante uno dei brevi periodi in cui mi trovo in Italia.
Si tratta di un’esperienza basata sull’analisi della propria vita e su esercizi pratici per conoscersi meglio, riconoscere i propri obiettivi più profondi e riconoscere in se stessi le capacità e la volontà per realizzarli.
Soprattutto dedicare a se stessi il meglio di se, acquisendo la capacità di sentirsi liberi e totalmente pronti per accettare ciò che ci è sempre spettato di DIRITTO, e che possiamo progressivamente raggiungere: LA LIBERTA’ TOTALE.
Costo di partecipazione alla giornata: 80€.

Programma Workshop

PRIMA PARTE

Analisi del concetto di libertà e del proprio personale concetto di libertà.

Scanning della propria situazione

Scanning della propria vita

Condizionamenti. Sociali, familiari, storici

Il proprio rapporto con la realtà della vita. Nascita, crescita, malattia, vecchiaia e morte.

Bisogni e falsi bisogni

Aspettative e obbiettivi

Ruoli e maschere

Il senso del dovere e il senso di colpa

Sesso e libertà

L’attaccamento

I falsi miti. Il lavoro, la posizione sociale o in un’azienda o in un’istituzione, il costruire, il consenso sociale.

L’effettiva utilità di beni durevoli, semidurevoli, deperibili

La sicurezza. Economica, sociale, psicologica

 

SECONDA PARTE

Il distacco. Da persone, situazioni, oggetti, luoghi.

Il cambiamento e la resistenza al cambiamento

I rischi. Economici, psicologici, sociali

Il coinvolgimento di altre persone nel cambiamento. Partner, figli, genitori. Responsabilità

Le prospettive concrete

La coscienza

L’approfondimento della propria relazione con la Vita stessa. Meditazione e amore incondizionato.

Il senso della vita e il senso di missione

Karma e Dharma

Sogni, fiabe e leggende

Ma c’è qualcosa di ancora più profondo

Perché desideriamo che qualcuno ci guidi quando possiamo fare da soli?

Essi videro nei bambini le Emanazioni Luminose

Un nuovo mondo da immaginare

Siamo disposti a Vivere Veramente?


Info: mauro.villone@libero.it
VERSAMENTO SU
ASSOCIAZIONE GENTE DELLA CITTA’ NUOVA
BANCA REGIONALE EUROPEA – AG.TORINO
IBAN: IT85C0311101007000000005946
CAUSALE: WORKSHOP LIBERTA’

I contenuti del workshop scaturiscono da oltre 40 anni di ricerca ed esperienza in diversi settori. In primo luogo la ricerca spirituale, ma anche i viaggi, la comunicazione, la formazione, il volontariato.

L’esperienza del workshop è teorica e pratica, ma basata soprattutto sulla trasmissione di emozioni, concetti ed esperienze da cuore a cuore. La finalità è quella di condividere strumenti per porre in atto AZIONI CONCRETE per vivere molto meglio.

MIA INTERVISTA dove illustro i concetti sviluppati nel libro. Realizzata da Spazio Interiore del carissimo amico ed editore Giovanni Picozza.

https://www.youtube.com/watch?v=ftDlostwGNI

La data limite dei veggenti brasiliani

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Siamo alle solite. Sono ormai millenni che viene pronosticata la fine del mondo. Dalla perduta Atlantide alle profezie di Gesù, poi i Maya, da Nostradamus ai Rosacroce e chissà quanti altri. Fine di millenni, allineamenti perniciosi di pianeti, oggettive osservazioni scientifiche che spiegano come siamo realmente oltre al punto di non ritorno.

Cosa c’è di vero?

E io che ne so.

L’unica cosa che posso fare è il cronista. Ovvero raccontare qualcosa di concreto, osservato personalmente, con la presunzione che si tratti di notizie nuove.

Sono costretto a riassumere enormemente, poiché le esperienze che sto vivendo da anni in Brasile sono molte, articolate e complesse e con esse sto lavorando a un nuovo libro. Qui voglio parlare il più sinteticamente ed efficacemente possibile del tema in oggetto.

Il Brasile, come si sa e avrò modo di approfondire nel libro, è terra di veggenti e medium. Vi si trovano tra i più potenti al mondo. Uno di questi, passato a un altro piano di esistenza alcuni anni orsono, era Xico Xavier. Un uomo straordinario, che aveva psicografato centinaia di libri, venduti in tutto il mondo a milioni di copie e dei quali non aveva mai preso una lira dei diritti, devolvendo tutto regolarmente in beneficienza. Un’altra sua attività era quella di ricevere ogni giorno decine e centinaia di persone che andavano a trovarlo per ricevere cure, conforto, aiuto o mettersi in contatto con i propri cari defunti. Cose che avvenivano regolarmente e per le quali non ha mai percepito un soldo, vivendo tutta la vita in semplicità e frugalità.

In primo luogo Xico Xavier sapeva che i morti non sono affatto morti, ma hanno semplicemente abbandonato il corpo biologico e continuano a evolversi su altri piani di esistenza.

Ebbene Xico Xavier, tra le altre rivelazioni che aveva fatto, sosteneva che ci fosse una data limite nel processo storico che stiamo vivendo ora e che tale data si attestasse intorno al 2019 della nostra era. Alcuni altri medium e veggenti concordano con questa profezia, altri no. E proprio qui viene il bello. Quelli che concordano con lui sono altri personaggi di un interesse superlativo e qui intendo parlare di loro. Allacciate le cinture, poiché quello che andrò a raccontare è probabile che superi le più visionarie aspettative.

Uno di questi personaggi è la dottoressa brasiliana Monica de Medeiros, medium, contattista e medico. La dottoressa è molto conosciuta in Brasile, formatasi alla Unicamp e poi specializzatasi in chirurgia a Chicago, membro della Società di Chirurgia Internazionale, terapeuta in reiki, conferenziera di livello internazionale, scrittrice, abdotta e contattata. Ha fondato a San Paolo la Casa do Consolador, che cura gratuitamente 5.000 persone ogni mese, e distribuisce, sempre mensilmente, 4 tonnellate di cibo per umani e 1 tonnellata di razioni per animali, oltre a vestiti e altri aiuti.

La dottoressa conferma le previsioni di Xico Xavier.

Ma ancora più sconcertante il caso del Professor Laercio Fonseca, che ho conosciuto personalmente alcuni mesi fa, partecipando a un suo seminario di alcuni giorni. Da allora ho iniziato ad approfondire i suoi studi con passione, con l’obbiettivo, entro fine 2018 di partecipare a un ritiro nel suo Ashram, che si trova nella cittadina di Sao Tomé das Letras, nel Minas Gerais. Uno dei luoghi più ricchi di avvistamenti Ufo del pianeta.

Chi è Laercio Fonseca? Purtroppo per i negativisti è un personaggio abbastanza straordinario.

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Nato 62 anni fa in una famiglia talmente povera che non poteva nemmeno comprargli i libri per studiare, si formò, un anno dopo l’altro, con i testi che prendeva in prestito nelle biblioteche pubbliche, fino ad arrivare alla laurea in fisica all’Unicamp, l’Università di Campinas, nello stato di San Paolo. Specializzato in astrofisica, cosmologia e fisica quantica è stato professore nella stessa Università e ha insegnato in diversi istituti.

È anche musicista, esperto di yoga, kung-fu, arti marziali, filosofie orientali e medicina cinese. Grande comunicatore e organizzatore di eventi, ha lavorato con diverse emittenti e fino a circa 30 anni fa organizzava conferenze e convegni per l’università, anche su temi scottanti per la scienza, come l’ufologia.

Poi ha dovuto cominciare a muoversi autonomamente, pur mantenendo contatti con esponenti del mondo scientifico. Perché?

Perché oltre alla formazione di cui sopra è anche spiritualista, medium e contattista. Non era più possibile per lui andare a due velocità. Ovvero quella della scienza ufficiale, sebbene in Brasile sia ben più aperta e possibilista che in altre parti del pianeta, e quella di un medium che vedeva, negli incontri, la presenza di entità provenienti da altri mondi.

Non è un medium-contattista qualsiasi, bensì forse il più potente che ci sia sulla faccia della terra. Ovvero, da quando era piccolo fino a oggi, vive praticamente su diversi piani di esistenza. Da quello biologico che tutti conosciamo a quello del contatto con entità di altri mondi, altri livelli di coscienza, altri pianeti e galassie.

Come dimostrare che tutto quello che io riporto e che lui dice è vero?

Non si può. Posso solo spiegarvi per quale ragione io (come del resto altre persone) ritenga tutto ciò assolutamente plausibile, contando solo sulla mia intelligenza, la mia coscienza, il mio intuito, la mia esperienza i miei studi personali.

Le innumerevoli conferenze del professor Fonseca, reperibili su Youtube, generalmente della durata di 1 ora e mezza o due, sono estremamente piacevoli, dotte, circostanziate. I ragionamenti e le informazioni che porta sono del tutto coerenti. E questo accade da decenni. Ovvero tutto il sistema da lui creato per spiegare la Realtà in maniera completamente diversa da come lo spiega il sistema di pensiero imperante è totalmente coerente e ragionevole. Tale coerenza ha permesso di produrre addirittura, coinvolgendo numerosi altri tecnici e ricercatori, un docufilm intitolato “Il Progetto Terra e la data limite”. Praticamente basato quasi solo ed esclusivamente sulle sue doti di conferenziere, senza una caduta che sia una.

Fonseca ha anche scritto diversi libri dottissimi. Tra questi “Ufologia e fisica quantica”, basato su teorie fisiche e formule matematiche, il quale tenta di creare un ponte tra spiritualità, spiritualismo e scienza.

Non è così facilmente esportabile all’estero per due ragioni fondamentali. La prima ovviamente è la lingua. Ma questa è facilmente risolvibile, poiché io, per esempio, sono ormai abituato alla traduzione simultanea in conferenza su certi temi. L’altra è che in Brasile c’è una molto maggiore abitudine a trattare argomenti che altrove sono avversati o addirittura del tutto sconosciuti. Per un brasiliano, spiritualismo, umbanda, convivenza tra un mondo prosaicamente materiale come le grigliate e la birra e veggenti sono all’ordine del giorno, mentre altrove non è così. Questo può creare difficoltà nel presentare determinati argomenti e, soprattutto, presentarli nel modo corretto. Ovvero occorre entrare in empatia con chi trasmette le informazioni, maggiormente che in altri contesti.

Detto ciò mi fermo, non intendo convincere a tutti i costi. Ho inteso solo spiegare nel migliore dei modi i motivi per cui credo che il sistema di pensiero di Fonseca meriti di essere approfondito. E proseguiamo.

Tutto il sapere del professor Fonseca è veramente azzardato riassumerlo in poche pagine, per non dire poche righe, poiché è veramente vasto. Ma ai fini della tesi in oggetto, ovvero la “data limite”, posso tentare una sintesi, senza la pretesa di far credere che sia tutto vero, ma con l’intento di trasmettere nelle grandi linee il funzionamento del sistema cosmo come lo spiega il professore e che, come ho tentato di fare sopra, tale spiegazione potrebbe ragionevolmente risultare plausibile.

Scusate tutte queste digressioni, ma il campo è minato.

Il sistema che andrò a spiegare è, in estrema sintesi, quello che il professore illustra nei suoi seminari. In questi seminari spiega come riesca a coordinare quanto appreso negli studi scientifici e quanto gli hanno spiegato e gli spiegano diversi maestri con i quali lui è quotidianamente in contatto e che provengono da innumerevoli altri mondi e piani di esistenza. Un’altra premessa è avere la consapevolezza del fatto che il sistema cosmo e il progetto di evoluzione relativo è incomprensibile nel suo insieme a una mente umana, per forza di cose limitata. Siamo come insetti al cospetto di una mente come quella di Einstein, o forse ancora peggio.

E veniamo al dunque, così come è spiegato nel docufilm e nel libro “Progetto Terra”, e suffragato, anche con dimostrazioni di fisica quantistica e formule matematiche, nel libro “Ufologia e fisica quantica”. Tenete presente che si tratta di un riassunto estremo e per spiegare tutto nei dettagli non basta un libro, ma, come in effetti fa il professor Fonseca, decenni di conferenze e seminari, numerosi testi e vastissimo materiale video.

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Il nostro pianeta, così come lo conosciamo, non sarebbe che la parte più densa, fisicamente, di un sistema molto più ampio. In questa parte più densa hanno luogo i processi geologici, biologici e sociali che conosciamo tutti. In realtà esistono altri livelli di esistenza che ospitano vita non biologica, inclusi gli spiriti dopo la morte e altre entità, i quali si troverebbero a diverse altitudini sopra il pianeta. Il primo livello sarebbe a circa 500 chilometri di altezza, seguito da altri cinque o sei, con livelli di densità sempre inferiore e, per contro, di illuminazione della coscienza sempre maggiore. All’ultimo livello si troverebbe un “Comando Planetario” che coordina tutto quanto avviene ai livelli inferiori e riporta informazioni ai livelli superiori.

Quali livelli superiori?

In realtà tutti i pianeti avrebbero una struttura di questo tipo e così pure i sistemi solari, le galassie e gli ammassi di galassie. In una struttura di livelli di densità decrescenti e illuminazione crescente senza fine, ma con finalità ben precise, del tutto incomprensibili a una mente umana.

Tali livelli non sono generalmente percepibili dai più poiché fatti di materia meno densa che vibrerebbe a frequenze diverse da quella che comunemente conosciamo. Lo spiego più avanti.

Nei livelli di coscienza superiore e densità inferiore sarebbe possibile spostarsi non solo a velocità ben superiori a quelle della luce, ma anche a velocità, per così dire, infinita. Ovvero essere simultaneamente in ogni luogo dell’universo in ogni istante. Ed è così che si sposterebbero le entità extraterrestri. Ovvero lo farebbero non con corpi biologici e astronavi dense, bensì con corpi e astronavi sempre fisici, ma di bassissima densità. Percepibili solo in determinate condizioni dagli esseri umani. E questo spiegherebbe la relativa rarità degli avvistamenti, quasi sempre inspiegabili, e anche il tentativo di diverse entità di comunicare con gli umani in modi peculiari, come per esempio i cerchi nel grano.

Le densità inferiori il professore le spiega illustrando come la scienza sappia che qualsiasi corpo fisico, incluse le particelle subatomiche, ha frequenze di vibrazione ben precise. Detto in poche parole un elettrone può vibrare con diverse frequenze. La vibrazione a certe frequenze renderebbe la materia percepibile alla coscienza umana (così come la conosciamo), mentre altre frequenze renderebbero gli stessi tipi di particelle non percepibili alle stesse coscienze, ma comunque esistenti e percepibili da altri tipi di coscienze.

Come ho già spiegato prima, ma lo ribadisco, trovo le spiegazioni del professore, sebbene francamente incredibili, non solo coerenti tra esse, ma anche con altri sistemi di pensiero che ho approfondito nella mia vita, come per esempio Castañeda, lo sciamanismo, le credenze indigene, il cristianesimo, la cabala, il tantrismo, il buddismo, il taoismo, lo spiritualismo e altre. Ma procediamo. Dobbiamo arrivare alla “data limite”.

 

In tale sorprendente sistema nel quale, come già accennato, si trova un disegno preciso di evoluzione coscienziale, perlopiù incomprensibile a una mente biologica umana, esisterebbero anche operazioni e scadenze precise. Tali scadenze precise non toglierebbero nulla al nostro libero arbitrio, anzi sarebbero in qualche modo flessibili, poiché influenzate dal karma di individui, gruppi, umanità, entità diverse, in una mescolanza gigantesca che in effetti io credo di ravvisare in ciò che il Buddismo chiama “Legge mistica dell’universo”, una legge precisa, ma incomprensibile poiché composta da una quantità infinita di variabili.

Per tale ragione la “data limite” non è un momento esatto, ma un periodo indicativo nel quale dovrebbero avvenire cambiamenti drastici, come visualizzato dai veggenti.

Come detto in apertura tale data si attesterebbe intorno al 2019.

Cosa avverrà?

Tutti conosciamo, chi con maggiore coscienza chi meno, le condizioni nelle quali versa il pianeta, sul piano politico, economico, sociale e, soprattutto, ambientale. Potremmo affermare tranquillamente di trovarci in un periodo di terribile abbandono, conflitto, tenebre e oscurità. D’altra parte è anche ragionevole pensare che oggi si sia arrivati, se non ovunque, in diverse parti del pianeta, a un più elevato livello di coscienza, se non altro nel riconoscere che vanno rispettati diritti umani, degli animali e della terra nel suo insieme. E’ in aumento altresì l’inclinazione di persone e interi gruppi alla ricerca spirituale.

Ebbene, quello che il professor Fonseca afferma che potrebbe accadere e il seguente. Potrebbe verificarsi un cambiamento epocale e tale cambiamento potrebbe avvenire più o meno dolcemente o violentemente. Il fatto di cadere in un conflitto mondiale, magari nucleare, è una possibilità che tutti stanno cercando di scongiurare. In ogni caso in un periodo a breve scadenza ci sarà un cambiamento in positivo del livello di coscienza di tutta l’umanità e un palese intervento dall’esterno, ovvero extraterrestre che, con mezzi di tecnologia sconosciuta agli umani e di livello elevatissimo, ripulirebbe il pianeta da tutta la polluzione e le macerie create negli ultimi decenni di storia.

Tale intervento avrebbe quindi il duplice intento di ripulire fisicamente il pianeta e di palesare la presenza nel cosmo di innumerevoli razze extraterrestri e di entità viventi non biologiche, con l’intento di elevare il livello di coscienza di tutta l’umanità, e dare inizio a un periodo d’oro di luce e felicità.

Le anime umane incarnate in questo periodo storico prenderanno coscienza dell’eternità della vita, la quale non è legata alla sola esistenza del corpo biologico, ma è spirituale e autonoma e si sviluppa per tutta l’eternità su diversi livelli di coscienza. In sostanza la morte come la intendiamo ora non esiste (come sosteneva Osho e sostengono diversi maestri), ma è solo un passaggio di stato che permette di continuare a sviluppare il proprio Dharma su diversi piani di esistenza, perdendo inoltre progressivamente il senso di essere un’entità isolata ed essere invece si un’identità precisa, ma collegata a infinite altre in una rete infinita di amore e scambio reciproco di energia.

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Tutto questo dovrebbe avvenire in tempi ragionevolmente brevi, ovvero, secondo alcuni veggenti, proprio nel 2019 o perlomeno avere inizio in questa data.

A questo punto potete fare quello che volete. Non crederci, fregarvene, farvene una ragione, lavorarci su, approfondire, scrivermi.

Una cosa che, almeno per quanto mi riguarda personalmente, non potete fare e insultarmi o fare del sarcasmo di bassa lega per la semplice ragione che non mi interessa e non so che farmene. D’altra parte, al di là di date e schemi, omini grigi e rettiliani, esiste un tema ancora più profondo e interessante tra le pieghe di quanto Fonseca spiega e insegna. Ovvero chi siamo noi veramente? Chi sono io? Qual è il senso profondo dell’esistenza e di tutto ciò che ci circonda?

Per il resto chi volesse approfondire sono aperto al dialogo e non mi dispiacerebbe affatto invitare il professor Fonseca in Italia per incontri e conferenze.

Che tutto ciò sia crescente consapevolezza o ridicola credulità è relativo e non mi impedirà di continuare nelle mie consuete attività, specie quella di fare la pizza il mercoledì o il giovedì con i bambini della nostra Ong a Rio.

Un cordiale saluto.

Di seguito alcuni link alle conferenze del Prof. Laercio Fonseca

https://www.youtube.com/watch?v=IgPs-xcaNTo&t=156s

https://www.youtube.com/watch?v=Pcg1CwCbpNU

https://www.youtube.com/watch?v=RPW54LumeMA&t=33s

 

 

 

Carlos Sauer a Torino Maggio 2018 – Attività

Ph. Nanni Lolli

Ph. Nanni Lolli

Lo sciamano e curandero brasiliano Carlos Sauer sarà a Torino dal 15 al 20 maggio.

Carlos è uno dei maggiori esperti al mondo in questo settore nel quale opera da 40 anni, di cui 30 vissuti con i Cheyenne.

In questo periodo abbiamo organizzato con lui diverse attività.

La principale è il corso di sabato e domenica 19-20, illustrato a questo link:

http://www.unaltrosguardo.it/2018/01/corso-di-introduzione-alle-tradizioni-native.html

I giorni mercoledì, giovedì e venerdì sono previste le seguenti attività: Sessioni Private, Canti e tamburi intorno al fuoco, Workshop di Canti e tamburo.

Sessioni private. Da fissare su appuntamento, in orari da definire singolarmente. I giorni Mercoledì 16, Giovedì 17 e Venerdì 18.

Per appuntamenti: mauro.villone@libero.it o Wapp: 0039348-7299033

Le sessioni durano circa un’ora, nella quale Carlos interviene con modalità tipiche dello sciamanismo sul richiedente. Imposizione delle mani, aspirazione di energie, canalizzazione, proiezione di energia.

Tale intervento è preceduto da dialogo e terapia verbale, appoggiato anche dalla sua compagna Juliana Ramos, psicologa “Reichiana”.

Il ruolo mio (Mauro Villone) e di Lidia Urani è quello di dare appoggio nel dialogo, soprattutto con la traduzione simultanea e successivamente con apporto di energie utilizzando strumenti come tamburo, canto e sonagli.

Il costo è di 130€.

Ph. mvillone

Ph. mvillone

Foguera. Circolo di canti e tamburi intorno al fuoco. Giovedì 17 maggio. È la terza volta che lo facciamo a Torino. Questa volta avremo come cornice il bellissimo giardino di una casa sulla prima collina torinese, sopra corso Moncalieri. La partecipazione è aperta a tutti. Sono benvenuti gli esperti di canto e tamburo, ma anche i principianti o chi semplicemente è appassionato di atmosfere di pace, unione, amore e meditazione.

Comincia alle 20, ma chiediamo alle persone di cominciare ad arrivare alle 19.00. Dopo alcune decine di minuti di meditazione e armonizzazione con il gruppo e con l’ambiente Carlos parlerà della filosofia del Cammino degli indios Nordamericani, in particolare i Cheyenne con i quali lui è cresciuto e ha vissuto per 30 anni. Poi si accenderà il fuoco e inizierà la Cerimonia Sacra di canto e tamburo guidata da Carlos, con la sua dirompente energia, il nostro supporto e quello dei convenuti già esperti nel tamburo e/o nei canti. La Ruota Sacra durerà circa un’ora, nella quale si canterà, si suonerà e si ballerà intorno al Fuoco Sacro, dopo aver reso omaggio a tutti gli elementi naturali.

Non è solo una sessione di canto e tamburi, ma una vera e propria Cerimonia Sacra che Carlos è autorizzato a condurre dagli stessi Sciamani Cheyenne che gli hanno trasmesso questa conoscenza.

L’atmosfera che si crea è profondamente sacra e di fortissimo coinvolgimento emotivo. Durante alcune cerimonie che facciamo settimanalmente in Brasile a Rio vengono effettuate vere e proprie cure su persone e gruppi.

Il costo di partecipazione è di 45€. 30€ per chi si iscrive entro 31 marzo. 35€ per chi si iscrive entro 30 aprile. 40€ per chi si iscrive entro 10 maggio.

AVRA’ LUOGO A REANO, VIA FONTANELLE, 1. NEI PRESSI DI VILLARBASSE (PROVINCIA TORINO). ORE 19.00

Ph. lidiaurani

Ph. lidiaurani

 

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IBAN:  IT85C0311101007000000005946

Per info: mauro.villone@libero.it e Wapp: 0039348-7299033

Tutte queste attività sono di alto valore culturale e con contenuti spirituali molto seri che noi con la nostra organizzazione cerchiamo di diffondere in collaborazione con la “Scuola di Tradizioni Native Carlos Sauer”.

Non sono un business, ma servono per mantenere le nostre ricerche, il sostegno agli indios e una parte è utilizzata per continuare il nostro progetto umanitario Para Ti Ong: http://www.parationg.org

 

 

 

 

 

90 Anni a Scuola di Vita

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90 Anni a Scuola di Vita. Autobiografia di Domenico Villone

Questa recensione è quantomeno sospetta, essendo l’autore del volume in oggetto, mio padre. D’altra parte è anche vero che c’è un sacco di gente che il proprio padre non lo può vedere, o magari gli è semplicemente indifferente. Dunque è tutto relativo. L’esperienza di una vita, che mio padre racconta nel libro, è interessante per chiunque e il mio punto di vista personale di figlio potrebbe anche avere un suo valore, essendo appunto del tutto peculiare.

Mio padre decise di iscriversi all’università quando aveva 80 anni, dopo una vita di lotta e di duro lavoro, per coronare un antico sogno e per sincero e concreto interesse personale per la cultura in genere e la psicologia nello specifico. Si laureò a 84, nel 2011, con una tesi intitolata “L’autobiografia come strumento di autoanalisi”. Già l’argomento della tesi la dice lunga. Sentire il bisogno di scrivere la propria biografia, di utilizzarla per autoanalizzarsi sul piano psicologico (e anche umano) e, alla fine, di pubblicarla (cosa avvenuta 6 anni dopo la laurea), significa non solo che si ritiene ci siano nella propria storia elementi utili per approfondire la conoscenza di se stessi, ma anche che c’è un sacco di roba che si ha voglia di buttare fuori. Roba da psicopatici, verrebbe da dire. Se non fosse che ormai sappiamo tutti che la psicopatologia, sempre che sia contenuta entro certi limiti (che solo gli angeli sanno quali siano), è qualcosa che riguarda chiunque. Diciamo piuttosto che il punto fondamentale è la coscienza. Se un Budda non vede nessuna differenza tra se e gli altri, e semplicemente è cosciente di essere un illuminato, mentre gli altri non lo sanno, una persona che sente il bisogno di analizzarsi, eventualmente per evolversi, sul piano psicologico, e perché no, anche fisico o spirituale, è semplicemente cosciente di averne la necessità, o meglio ancora, l’opportunità, mentre gli altri non ce l’hanno.

Detto questo veniamo al dunque.

Il libro, pubblicato nel 2017 con Effatà Editore, è anzitutto interessante come documento storico, soprattutto del ‘900, coprendo un arco di tempo di circa 85 anni, dagli anni del regime fascista in Italia, fino a oggi. Mio nonno era un ufficiale del regio esercito che aveva lavorato in diversi porti italiani, poi in Libia e infine in Etiopia ed Eritrea. Quindi il racconto passa per l’Africa coloniale, per poi descrivere l’avvento della guerra, con i suoi orrori, il campo di concentramento e di prigionia, il rimpatrio, la miseria, la difficile ripresa, il mondo del lavoro dagli anni ’60 al duemila e gli incredibili cambiamenti del mondo degli ultimi venti anni, le complesse relazioni umane e familiari, la ricerca spirituale, gli interrogativi di fronte alla morte e le malattie. Un susseguirsi di sfide e di lotte resistere alle quali già è un argomento di sicuro interesse.

Quello che lo fa essere anziché un documento di cronaca, un racconto ricco di patos e di umanità non è solo l’amore con il quale vengono raccolti e riportati alla luce episodi talvolta magnifici e altre volte terrificanti, ma lo sono anche una sorprendente lucidità (a 90 anni) nel ricordare fatti sepolti dagli strati inesorabili del tempo e una incredibile creatività, visto che per sopravvivere si fa letteralmente di tutto, anche le cose più curiose, come il burattinaio di strada, e il restauratore di miniature.

Ma quello che rende ancora più piacevole la lettura, e utile e liberatorio il documento anche per chi lo legge, è un certo, se non umorismo, modo di vedere le cose ironico e disincantato, anche di fronte a una serie di vicende decisamente fuori del comune e tutt’altro che facili da affrontare. Alcune di esse vere e proprie tragedie che, e questo è il punto più importante, non hanno impedito all’autore di vivere con entusiasmo e, alla fine, con sempre più amore per l’esistenza.

L’autobiografia non è solo uno strumento di autoanalisi per conoscersi, ma per conoscere la realtà della vita stessa che va ben al di là della sofferenza e della gioia, della felicità e della morte. Se per gli orientali “meditare” è “osservare la propria mente” per trascendere realtà e illusione, osservare tutta la propria vita permette di trascendere la vita stessa e la morte.

Non è una novità. Esiste in Italia addirittura una Università della Biografia. E il grande scrittore colombiano Gabriel Garcia Marquez aveva scritto, verso la fine della sua vita “Vivere per raccontarla”, un libro dove spiegava come una miriade di episodi reali della sua vita gli avevano dato materiale per le fantastiche storie concepite dalla sua creatività.

Ma la necessità del “raccontare” è ancora più antica. Ne parla il grande sciamano Don Juan al suo discepolo Carlos Castaneda che lo riporta nei suoi libri. Gli antichi guerrieri Toltechi la chiamavano “ricapitolazione”. Ed era un esercizio psichico profondissimo che attingeva ai ricordi palesi come a quelli più nascosti, soprattutto per dare vita alla pratica più importante di tutte: l’espansione della coscienza. Una pratica che conoscono bene gli orientali e anche gli indigeni americani, che da millenni trasmettono di padre in figlio racconti e ricordi in una danza sacra e senza fine di parole, sentimenti e sguardi.

Tale espansione non riguarda solo chi analizza i propri ricordi, chi scrive, chi ricapitola, ma anche il suo ambiente esterno, composto soprattutto da amici e familiari.

L’esercizio di mio padre, un esercizio sacro e profondo, ha permesso di espandere la coscienza mia e di tutti noi. È il fatto più importante di tutti, sempre se accettiamo ciò che ci dicono da secoli tutti i grandi maestri: l’evoluzione spirituale porta con se la progressiva perdita del senso illusorio di isolamento e di individualità, per portarsi sempre di più, all’infinito, nella comunione col Tutto.

Leggere una biografia o un’autobiografia permette al lettore di esercitarsi in una pratica importantissima: la condivisione della vita. La cosa più importante di tutte. Quello che ci permette di perdere la maledetta corazza dell’ego, per accedere alla vita universale dove non esistono il giusto e lo sbagliato, il dolore e la gioia, la sconfitta e la vittoria. Non esiste proprio tutta questa dualità, creata ad arte dalla nostra cultura scollata dalla natura. Esistono solo le vibrazioni del cosmo, di cui noi facciamo parte e che non possiamo fare altro che osservare estasiati.

Mio padre con mia madre a Rio de Janeiro, Parco Nazionale di Tijuca.

Mio padre con mia madre a Rio de Janeiro, Parco Nazionale di Tijuca

 

 

Corso Guru Atma Nambi 26-27 maggio – Torino

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CORSO ATMA NAMBI 26-27 MAGGIO

Il programma del corso è indicativo e serve a dare un’idea di massima degli argomenti trattati. Atma Nambi è un uomo di profonda conoscenza ed esperienza. Dunque gli incontri prenderanno la strada che verrà dettata dall’atmosfera e dall’energia del gruppo. Il silenzio e la stessa semplice presenza del Guru trasmetteranno profonda espansione della coscienza.
Ma il punto fondamentale è un altro. Con la filosofia, le tecniche, l’energia trasmesse da Atma Nambi è possibile cominciare a liberarsi realmente dalle catene dell’ego ed essere veramente se stessi.

SABATO 26 MAGGIO 10-17

Break 13-14
AROUND THE CLOCK AWARENESS
RISVEGLIO CONTINUO

ROUND THE CLOCK AWARENESS
Essere centrati spiritualmente non è qualcosa da fare part-time, bensì 24 0re su 24. Ovviamente abbiamo moltissime cose da fare durante il giorno. Come mantenersi continuamente connessi e consapevoli? Molto semplice. Non è importante cosa fai, bensì come lo fai. Qualsiasi attività quotidiana, dal fare il bagno a mangiare, dal camminare all’ascoltare, possono diventare attività di puro risveglio. Cosa rende impura una qualsiasi attività? Semplicemente interferenze di pensieri ed emozioni negative. Possiamo ripulire le nostre attività quotidiane da ogni interferenza. Possiamo imparare ad accumulare energia anziché disperderla con qualsiasi azione. Durante il corso impareremo anche come iniziare e concludere la giornata. Impareremo come risparmiare un sacco di tempo con un approccio consapevole alla vita.

Attivazione del chakra della gola. Il 5 chakra. Permette di vivere comunicando meglio e senza paura. Protezione energetica e spirituale.

Benedizione del 3 occhio. Maggiore percezione è comprensione della vita.

DOMENICA 27 MAGGIO 10-17

Break 13-14

LIFE EMPOWERMENT
POTENZIAMENTO DELLA PROPRIA VITA

LIFE EMPOWERMENT
Il potenziamento della vita è orientato a come creare una atmosfera di continuo risveglio, energia e creatività. Vedremo come creare la giusta atmosfera in sé stessi il che di conseguenza stabilirà migliori relazioni in famiglia, con gli amici e i colleghi. Migliori relazioni a scuola e sul posto di lavoro. Quando l’energia fluisce ci troviamo in uno stato di coscienza che rimuove i blocchi dal corpo, dal cuore e dallo spirito dando spazio alla creatività e dandoci la capacità di vivere le situazioni come realmente sono.

Iniziazione Kundalini attiva la forza vitale interiore dissolvendo la paura, l’ansia e la depressione

Il corso si terrà nella sede del centro Henryushiatsu.

COSTI ISCRIZIONE

I costi si riferiscono esclusivamente al corso e non includono le iniziazioni per le quali è richiesto un contributo di 50€ e alle consultazioni private di circa 30 minuti con contributo di 50€.

È inoltre richiesto un contributo di 20€ (10€ al giorno) per i pasti.

260€ + 20€ scadenza 30 aprile

280€ + 20€ scadenza 26 maggio

È possibile iscriversi a un solo giorno versando 50% relativamente a ogni scadenza.

Versamento sul seguente IBAN

ASSOCIAZIONE GENTE DELLA CITTA’ NUOVA

BANCA REGIONALE EUROPEA – AG.TORINO

IBAN:  IT85C0311101007000000005946

Centro Henryushiatsu

Via S. Bernardino, 48
10141 – Torino – Italia
Tel.: 338/5314026

Info: mauro.villone@libero

0039-3487299033 Wapp