La mia lotta e ricerca spirituale (il mio CV umano/spirituale personale)

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La chiamo lotta poiché credo che per tutti, nessuno escluso, la vita sia un’opportunità per affrontare qualcosa di imperscrutabile che dobbiamo cambiare. Può essere una malattia, un comportamento, un vizio, un ostacolo economico o di relazione, o un qualsiasi altro tipo di problema. Ognuno ha il suo e i suoi sistemi per affrontarlo. Nessuno è immune. L’idea che ci sia qualcuno che possa non avere alcun problema è una semplice illusione. Se non altro perché per tutti comunque, rimangono da risolvere i problemi esistenziali, di impermanenza intrinsecamente legata alla vita e, in ultima analisi, della morte.
Forse la vita è un lungo processo di guarigione. Cosa che la cultura occidentale fa una fatica enorme ad accettare, tutta presa com’è dai consumi, dalla crescita, dal benessere illusorio.
Personalmente mi sono interessato a tematiche spirituali fin da piccolo per diverse ragioni, ma fondamentalmente per tre di esse. Mia madre aveva il cancro già prima che io nascessi e ha lottato, insieme alla famiglia, contro questo demone per tutta la vita (è viva ancora oggi, anche se in sedia a rotelle senza una gamba e quasi cieca – ma con il cervello che funziona benissimo). Io soffro di una pesante forma di emicrania che mi ha condizionato tutta la vita e contro la quale non mi sono ancora stufato di confrontarmi. Sono sempre stato attratto da tematiche esistenziali fin da piccolo. E se qualora avessi voluto far finta di niente o disinteressarmene, si facevano vive, così come accade tuttora, attraverso sogni stranissimi e sorprendentemente concreti e realistici.
Tutto ciò mi ha portato a percorrere la strada che sintetizzo qua sotto. (Parallela alla vita lavorativa prima nel settore pubblicitario per 12 anni e poi come fotografo per 5).
Già quando avevo 7 o 8 anni mi sono avvicinato allo Yoga, per il semplice fatto che lo praticavano i miei genitori e altri in famiglia. Sempre i miei genitori sono stati il canale per me, nell’infanzia e nella adolescenza, per avvicinarmi alla religione cristiana, con la quale, a differenza di molti, non ho mai avuto particolari problemi di insofferenza (discorso diverso la Chiesa, ma questo è altro argomento).
Nell’adolescenza ho iniziato a interessarmi alla respirazione e alle tecniche di respiro, che molto più tardi compresi essere un punto chiave per qualsiasi cosa.
Ma è solo dopo l’università che ho cominciato un cammino vero e proprio, in gran parte da autodidatta.
Dai 24 ai 29 anni.
Corsi di Meditazione profonda, la cui pratica non ho più abbandonato finora.
Studio del simbolismo junghiano e della psicologia in genere. Psicologia e alchimia.
Corso sulla simbologia dei tarocchi. Corsi di dinamica comportamentale. All’Istituto Logos di Torino.
Corsi e studi sui Mandala tibetani e di altre tradizioni. Studio dei mantra. Con il monaco tibetano Karma Samtem Rimpoche.
Corsi e studi sull’architettura esoterica e l’alchimia.
Corsi e studi sull’individuazione del Sé, anche attraverso la costruzione e l’uso di maschere teatrali.
Studio e approfondimento di tematiche sciamaniche partendo dai libri di Carlos Castañeda, seguiti poi da altri di Mircea Eliade, Elémire Zolla e molti altri.
Approfondimento personale di tematiche esoteriche.
Studio dei sogni lucidi da autodidatta.
Parallelamente alla passione per il blues e il rock inizio la ricerca su musiche da meditazione, etniche e indigene.
Viaggi in Grecia, Nord Africa, Turchia, Messico.
Dai 30 ai 40 anni.
Mi avvicino al Buddismo di Nichiren Daishonin, che non ho più abbandonato totalmente, avendo ottenuto (molto faticosamente) risultati di crescita sorprendenti. Mi sono invece allontanato dall’associazione di devoti poiché troppo focalizzati solo su questo e, in ultima analisi, schiavi dello stesso sistema religioso legato alla pratica, la quale da sola rimane estremamente efficace.
Studi da autodidatta sul buddismo e le religioni in genere. Approfondimento di tematiche esoteriche.
Inizia il mio rapporto più profondo con la fotografia che, presto, si rivela per me soprattutto un mezzo di interazione con le persone. Mi concentro sulla fotografia sociale.
Entro in contatto con etnie africane a Torino, la mia città. Tale contatto mi da modo di approfondire in presa diretta culture distanti da quella occidentale. Realizzo reportage e mostre sull’immigrazione.
Viaggio in Nigeria alla scoperta della stregoneria e di religioni misteriose. Mi immergo nel misterioso mondo della stregoneria nigeriana.
Inizio a pubblicare i miei reportage su testate mensili nazionali. Né tale attività, né quella di fotografo professionista, portate avanti per diversi anni, mi danno quello che cercavo. Mi rendo conto che sono frivole e stravolgono completamente i messaggi originali.
Dopo il ritorno dall’Africa mi ammalo gravemente senza che nessuno riesca a diagnosticare la malattia. Gravissimo, finisco quasi in uno stato di pre-coma e vedo in faccia la morte. Dato per spacciato dai medici, dopo due mesi guarisco di colpo inspiegabilmente. Questo episodio rimette in discussione tutto.
Ricomincio a vivere faticosamente e riprendo un vecchio amore: l’armonica blues, alla quale mi dedico per diverso tempo.
Sono estremamente confuso per anni, ma intuisco che vorrei trovare un punto di incontro tra arte, sociale e spiritualità.
Dai 40 ai 50 anni.
Ripreso il rapporto con la fotografia organizzo per anni mostre e festival con una certa soddisfazione. Ma il risultato finale, d’altra parte molto utile, è rendermi conto della enorme frivolezza e della finalità per se stesse di moltissime cose.
Comincio così a dedicarmi al volontariato saltuariamente, in particolare con gli immigrati.
Mi rendo definitivamente conto che un cammino spirituale e di ricerca del Sé non può prescindere dalle relazioni con gli altri, dalla compassione e dalla condivisione.
Parto per il Brasile, Rio de Janeiro, con un progetto fotografico per i bambini delle favelas.
Entro in contatto con la ONG Para Ti dove l’impatto con i contrasti brasiliani tra favelas fatiscenti a fianco di residence di lusso mi colpisce profondamente.
Continuo con le mie pratiche di meditazione, ma dedicando sempre più tempo alle relazioni con i bambini.
Inizio gli studi, che diventano sempre più approfonditi sulla cultura olistica, sul sistema dei chackras, sulle relazioni tra fisica quantistica e spiritualità, sulla cultura sistemica.
Viaggi in Europa, India, Estremo Oriente, Turchia, Nord Africa, Kenya, Cina, Brasile, Argentina.
Da 50 anni a oggi.
Continuo le pratiche di meditazione anche se non ho un’assiduità ossessiva. La mia meditazione e pratica assidua personale è fondamentalmente una: Respirare, soprattutto, quando possibile, nella natura.
Approfondisco come autodidatta tematiche di controcultura con i libri di Zecharya Sitchin, Graham Hanckock, David Icke e molti altri autori. La lettura diventa una mia seconda vita.
Scrivo il mio libro “Il Mistero della Libertà” dove spiego la sintesi del mio pensiero. Tutto il sistema nel quale vive l’umanità occidentale è asservito al lavoro, ai consumi assurdi e al denaro. Occorre ristabilire il contatto con la terra e la natura.
Mi avvicino alle culture indigene e inizio a praticare rituali con loro.
Diventato anima e direttore, con la mia compagna, della ONG Para Ti, riusciamo a realizzare la sintesi. Un luogo di aiuto sociale sia per bambini e famiglie che per educatori e volontari. Introduciamo la meditazione/respirazione Vipassana nei programmi per i bambini, ai quali partecipiamo anche noi.
Parallelamente ospitiamo indigeni, sciamani e artisti di ogni genere. Un susseguirsi di Satsanga indiani, Yoga, Meditazione, Rituali sciamanici, Residenze d’artista, relazioni umane, Volontariato.
Para Ti diventa un luogo di cura globale dove si incontrano sociale, spiritualità, cultura e arte. Immersi nella foresta tropicale di Tijuca.
Approfondisco le tecniche sciamaniche.
Partecipo a un corso presso il Villaggio Globale di Bagni di Lucca in Toscana e frequento altri centri.
Partecipo a un corso di Pranic Healing a Torino e in seguito approfondisco la pratica.
Per diversi anni partecipo a numerose sessioni di “Costellazioni Familiari e Rituali sistemiche”.
Inizio la pratica del Sweat Lodge (tenda del sudore).
Diventano sempre più frequenti le percezioni intuitive e gli eventi sincronici.
Mi avvicino allo studio di altre religioni brasiliane, come il Candomblé, la Macumba, i centri Spirita, il culto allucinogeno dell’Ayahuasca.
Inizia la collaborazione con sciamani Huni Kuin, Fulni-o e con la Casa da Aguia (la Casa dell’Aquila) a Rio, dello sciamano, curandero e operatore olistico Carlos Sauer e la sua compagna Juliana Ramos, psicoterapeuta olistica reichiana.
Mio obbiettivo futuro l’espansione della coscienza e la disponibilità a dare opportunità a chiunque altro di approfondire la propria coscienza.
La respirazione, la natura e la coscienza, insieme all’impegno per gli altri sono la Libertà. L’esistenza è sacra, la vita quotidiana è una celebrazione. Il resto sono accessori.

Come sto con la cravatta?

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