La dittatura culturale della scienza

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Complotto o non complotto io affermo che viviamo in una dittatura scientifico-religiosa che vanta almeno tre secoli. Lo affermo da studioso autodidatta, ma molto serio. Ho avuto una formazione scientifica di primordine all’Università degli studi di Torino, nella facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, con il corso di studi in Scienze Geologiche, dove non mi laureai, per ragioni familiari serie, ma sostenni tutti gli esami. Matematica, Fisica, Chimica, Paleontologia, Mineralogia, Petrografia, Biochimica, Geografia, Meteorologia e diversi altri. Quindi conosco il metodo di indagine scientifica e apprezzo la scienza, non la contesto. Ne contesto invece la miopia.

Dopo gli studi universitari continuai gli studi scientifici e umanistici che portavo avanti già da prima, con uno studio molto impegnativo da autodidatta, avvicinando diverse discipline. Letteratura, filosofia, esoterismo, spiritualità, religioni, fotografia, ecologia, storia, economia, zoologia, fisica delle alte energie, antropologia, sciamanesimo, meditazione, stati di coscienza, psicologia, astrofisica, biologia, sociologia e altre. Questo studio ad ampio raggio lo portai avanti istintivamente, ma con l’intento di dare a me stesso una formazione interdisciplinare, che mi permettesse di scoprire relazioni insospettate tra diverse discipline e conoscenze. Uno studio che andava in direzione opposta alla ossessiva specializzazione del mondo odierno.

Certamente questo approccio non avrebbe permesso facilmente di lavorare in qualche ambito, essendo appunto richiesta specializzazione tecnica su argomenti specifici, ma la cosa non mi ha mai minimamente interessato. Mi guadagnai da vivere come commerciale in campo pubblicitario e poi come fotografo, soprattutto nel reportage sociale e di viaggio. Non è stato facile, ma ha funzionato. Il mio obbiettivo era quello di avere una mia visione del mondo personale costruita seriamente. Ero abbastanza presuntuoso da non ritenere necessario un riconoscimento sociale ed economico.

Successivamente questa lunga ricerca diede i suoi frutti, permettendomi da una parte di lavorare nel campo della formazione psico-spirituale e dall’altra in campo sociale, creando anche punti di contatto tra le diverse attività e creando una mia nicchia lavorativa che si rivelò sufficiente per garantirmi la sopravvivenza.

Ma la cosa che mi interessava di più era la possibilità di creare opinioni nuove e singolari e saperne sostenere la validità sul piano della dimostrazione dialettica. Di sicuro senza il benché minimo riconoscimento da parte di organismi e istituzioni, né accademie di alcun genere. Ma anche in questo caso l’elevata considerazione che ho di me stesso mi ha permesso di superare questo ostacolo e di inventare la mia scienza personale. Non mi aspetto né di avere successo né di avere chissà quale seguito, del resto non mi interessa. Mi interessa invece costruire percorsi di idee da proporre a poche unità e decine di persone. Se una decina di persone trova interessante ciò che ho da dire non solo mi basta, ma mi avanza abbondantemente, facendomi sentire profondamente soddisfatto e a mio agio.

Detto ciò veniamo al dunque.

I miei studi mi hanno permesso di capire che l’essere umano, da diversi secoli fino ad oggi ha vissuto e vive nella schiavitù. Per una approfondita trattazione di questa idea rimando al mio libro “Il Mistero della Libertà”, dove in trecento pagine sviscero l’argomento.

In questa sede mi vorrei soffermare in particolare sulla dittatura culturale creata dal sistema scienza-religione.

Trattandosi di un articolo e non di un intero saggio sono costretto a presentare gli argomenti in maniera sintetica.

Sappiamo che la scienza moderna sviluppatasi progressivamente e in maniera esponenziale dal rinascimento ad oggi, cominciò ad opporsi alla religione, in particolare in Europa, al cristianesimo soprattutto di matrice cattolica e ci furono secoli in cui i due sistemi di pensiero si affrontarono e si scontarono, anche violentemente. Diversi scienziati, che impiegavano la ragione e la logica, nonché la sperimentazione, furono perseguitati dalla chiesa per le loro scoperte e affermazioni. La scienza non si diede per vinta, e a partire dal XVII secolo iniziò a porre le basi per l’affermazione della propria autorità al pari della religione. Questo avvenne grazie a diversi scienziati e studiosi nel corso del XVI e XVII secolo, ma fu Cartesio in particolare a porre le basi per quello che sarebbe poi stato accettato come metodo scientifico, mirabilmente sancito da Newton. Nel XVIII secolo poi l’avvento dell’illuminismo ratificò la supremazia della ragione, e vennero gettate le basi per il sapere razionale ed enciclopedico. Ne seguirono la rivoluzione francese e altri moti rivoluzionari nei decenni successivi. In seguito il XIX secolo fu l’epoca delle grandi esplorazioni e delle grandi scoperte scientifiche le quali, soprattutto queste ultime, diedero ragione al sistema scientifico e razionale. Elementi chimici, composti, sostanze, leghe, metalli, metodi diedero impulso alla rivoluzione industriale che generò il liberismo, nel quale giovani imprenditori davano filo da torcere alle istituzioni e ai rimasugli del potere aristocratico. Una meraviglia. Nacquero i primi giornali e il mondo si avviò a grandi passi verso il capitalismo, i consumi, il benessere, il potere, gli orrori del XX secolo, ma anche il benessere e, apparentemente, una salute più sicura, grazie agli scientifici vaccini e a un’alimentazione migliore. Ci fu poi, soprattutto, una progressiva ulteriore rivoluzione scientifica, con numerose scoperte, ma soprattutto quella della teoria della relatività, della fisica delle particelle e delle alte energie.

Tra la fine del XX e l’inizio de XXI secolo lo sviluppo tecnico-scientifico è stato esponenziale, come lo sono stati i consumi e come lo è stato, soprattutto, l’abbrutimento culturale di masse di popolazione via via crescenti. Così, mentre da una parte la scienza e la tecnologia hanno fatto passi da gigante, con lo sviluppo del digitale, della miniaturizzazione e delle biotecnologie, coinvolgendo tecnici sempre più specializzati e più preparati, dall’altra la massa di impiegati, operai e disoccupati di varia natura ha dato origine a una società complessa e variegata, ma che presenta soprattutto, interessante per il discorso che sto andando a fare, delle gigantesche sacche di inconsapevolezza.

Non è certo una novità. Ne parlò Platone, ne parlava Bukowskij, ne ha parlato Popper e innumerevoli altri filosofi, scrittori e sociologi. Ma non basta mai.

Non che mi paragoni certo a simili campioni, ma mi sono accorto di alcune cose, che riguardano soprattutto un campo che è la cenerentola della sociologia, o almeno lo è stata fino ad oggi, l’esoterismo.

All’inizio del processo di sviluppo della scienza gli scienziati stessi spesso si interessavano anche di questioni filosofiche e spirituali, talvolta esoteriche. Accadde a Cartesio stesso e negli appunti di Newton, tanto per fare un esempio, si ritrovano una quantità di misteriosi simboli, a margine delle formule invece ben conosciute da tutti, un mistero. Nonostante l’Illuminismo possiamo trovare anche nel XIX secolo molti personaggi che, pur medici e scienziati, si interessavano di fenomeni ai margini. Possiamo citare Mesmer, medico, considerato il capostipite dell’ipnosi, che parlava di magnetismo animale, oppure il Barone von Reichembach, scienziato scopritore di numerose sostanze chimiche, grande industriale, il quale parlava di una certa forza odica, che a suo parere si trovava nell’aria, nelle persone e negli esseri viventi. Sempre nel XIX secolo fiorì lo spiritismo con personaggi come Allan Kardec e Madame Blavatskij. Di personaggi peculiari così, scienziati e non, è piena la storia. Ma la cosa interessante che voglio portare all’attenzione del lettore è la seguente. Pur sviluppandosi discipline che di metodo scientifico in senso stretto hanno poco, come per esempio la psicologia, la scienza ha acquistato sempre maggiore credibilità, anzi ne ha acquistata sempre di più proprio il metodo scientifico, quello che in realtà perterrebbe più che altro alla fisica. Ovvero un fenomeno deve essere osservabile, misurabile e ripetibile. Questo assunto, che con discipline come per esempio la cosmologia ha ben poco a che fare, poiché voglio vedere come puoi ripetere in laboratorio, che so, l’esplosione di una supernova e misurarla, è diventato letteralmente il vangelo del XX secolo.

Quello che non è “scientifico” non esiste. Come se le relazioni interpersonali, che si studiano anche all’università, potessero essere ripetibili e misurabili. La scienza stessa è in contraddizione con se stessa. Ma non è nemmeno questo il punto dove voglio arrivare.

Tale assunto: ripetibilità, osservazione, misurazione, dimostrazione, talvolta scoperta di una legge generale, è diventato una verità assoluta, dando diversi risultati.

Il primo è creare una certa soggezione nei confronti di chi scienziato non è e non può quindi avvalersi di certi mezzi.

Il secondo è che partendo da tale assunto si escludono dall’interesse scientifico una miriade di cose, una quantità di argomenti interessantissimi, che non potendo essere dimostrati per avere “evidenza scientifica”, rimangono relegati nei campi di studio di appassionati, di scienziati outsider o dissidenti, di ciarlatani veri o presunti, comunque, in ultima analisi, nelle mani di persone che non potranno mai accedere a finanziamenti cospicui e a vari sostegni e contributi di tipo istituzionale.

In realtà però esistono istituzioni, enti e persino università che si occupano di certi temi e di cui parlerò più avanti. Il problema è che comunque di solito hanno pochi fondi, ma soprattutto si tratta di realtà di nicchia, naturalmente presenti quasi esclusivamente in paesi come USA e Russia, e in Italia manco parlarne, figuriamoci.

I fondi per avvicinare temi che non hanno “interesse scientifico” sono difficili da reperire per ragioni precise che vedremo dopo.

In ogni caso tale stato di cose crea una situazione precisa. Ovvero getta nel più assoluto discredito temi come certi studi di Tesla, l’energia orgonica di Reich, tutto il campo dell’ufologia, la medicina ayurvedica, l’effetto Kirlian, l’Aura, e una quantità di altre cose, soprattutto definite di carattere “paranormale”.

Si tratta di una vera e propria dittatura culturale, poiché parlare di simili temi è addirittura un tabù. Questo mio stesso articolo lo è. L’idea della “credibilità scientifica” è talmente penetrata a livello generale e popolare che non è realmente possibile parlare di certi argomenti senza temere di essere ostracizzati o coperti di ridicolo.

Basta osservare l’attuale vicenda della pandemia, nella quale opinioni semplicemente differenti, che non siano allineate con quelle del cosiddetto “mondo accademico” o “mondo scientifico istituzionale”, vengono semplicemente oscurate, bannate dai social, addirittura perseguite penalmente, come per esempio il canale Byoblù.

Non si tratta di una questione politica, ma molto più profonda, ovvero culturale. Chiunque, nel profondo sa che non si può andare contro la scienza nel mondo occidentale. Ha paura a farlo e, se non ha paura, sa comunque che andrà incontro a dei problemi. Per un operatore olistico, un medico ayurvedico, un esperto di meditazione o sciamanismo è molto complicato lavorare.

Per quanto riguarda i finanziamenti per questo tipo di ricerche poi, è interessante notare alcune cose. In Italia nemmeno parlarne, e lo stesso vale per altri paesi europei. Francamente non ho idea di cosa accada in Giappone e, ovviamente, in Cina. Sicuramente in paesi come la Russia vengono fatti e sono stati fatti studi seri nel settore paranormale. È accaduto e accade anche negli Stati Uniti, ma, tanto per fare un esempio, il Center for Health Sciences dell’UCLA, dove Thelma Moss dirigeva un laboratorio di parapsicologia indipendente e non supportato venne chiuso dall’università nel 1979.

La mia idea è che alle istituzioni e ai governi non convenga finanziare studi di questo tipo poiché si tratta di campi per l’appunto difficili da indagare sul piano scientifico e quindi non potendo produrre certezze non possono avere applicazioni sul piano industriale e militare. Ma mi spingo ancora oltre.

Studiare fenomeni come l’Aura umana, la cura paranormale, la medicina ayurvedica, per finalità di produzione e consumo è difficilissimo, dal momento che si tratta non solo di fenomeni che spesso sconfinano nell’invisibile, ma che speso sono legati a onde di pensiero generalmente positive, di amore ed espansione della coscienza, che difficilmente potrebbero farsi coinvolgere in faccende di carattere bellico o lucrativo.

Le mie potrebbero essere solo illazioni certamente, visto che non possono essere provate sul piano scientifico. E arriviamo così di nuovo al punto di partenza. È come un gatto che si morde la coda.

Ma il fatto è che tutti questi temi fanno parte di un mondo invisibile e misterioso che oggettivamente potrebbe semplicemente sfuggire ai metodi di indagine scientifica, poiché la scienza non ha proprio i mezzi per poterlo indagare. Di fatto io considero la scienza odierna arrogante e primitiva, e solo alcuni outsider si concedono il lusso di andare oltre, come per esempio fece Fritjof Capra, scienziato studioso delle alte energie, nel suo libro Il Tao della Fisica, dove spiega doviziosamente i punti di contatto tra la fisica odierna e gli antichi testi orientali. Un altro di questi scienziati è Pier Luigi Luisi, chimico accademico di chiara fama internazionale, che, più recentemente ha scritto con Capra il libro “Vita e Natura”. È noto poi l’esempio del premio Nobel per la chimica nel 1977 per la sua scoperta delle da lui denominate “strutture dissipative”, sistemi termodinamici in non-equilibrio. Questa scoperta lo portò a scrivere il libro “la nuova alleanza”. Riassumendo molto i suoi studi dimostravano come sistemi termodinamici lontani dall’ordine cominciassero spontaneamente a organizzarsi, come se esistesse una qualche forma di intelligenza che li guidasse. Da qui il concetto di “attrattore strano”, ovvero figure matematiche che si formano in sistemi disorganizzati, dove per esempio delle particelle cominciano a muoversi secondo uno schema preciso che si ripete nel tempo, senza che ci sia stato apparentemente alcun intervento dall’esterno. Un altro scienziato che condusse studi di questo tipo è il giapponese Masaru Emotu, che dimostrò come l’acqua abbia una memoria che oltretutto può essere influenzata da parole, suoni, parolacce, canti, mantra, sentimenti negativi e positivi.

Lo stesso Carlos Castañeda fece la sua tesi all’UCLA sullo sciamanismo, pubblicandola poi con il libro “A Scuola dallo Stregone” che diede inizio alla sua sfolgorante carriera di scrittore, e venne ostracizzato dalla comunità accademica, considerato un impostore da qualsiasi antropologo che si rispetti. Stessa sorte tocco a un suo amico, Michael Harner, maestro del mio maestro di sciamanismo, antropologo, il quale a forza di stare in contatto con tribù native dagli USA all’Amazzonia per decenni smise di osservare gli indigeni come “scienziato”, per diventare sciamano egli stesso e iniziare a studiare gli stati di coscienza modificati indotti dal tamburo. Considerato il più grande antropologo al mondo esperto di sciamanismo venne poi bandito dalla comunità accademica.

Esempi di questo tipo ce ne sono parecchi, seppur isolati e ostracizzati. Ma il mainstream scientifico continua imperterrito, nella sua arroganza e nella sua miopia più assolute, a considerare scienza solo quello che viene deciso nelle grigie aule accademiche. Né più né meno che una lobby di potere.

Un altro esempio interessante è uno studioso e ricercatore indipendente, con il quale mi capita di lavorare organizzando per lui eventi in Brasile. Si tratta dell’astrofisico e ufologo brasiliano Laercio Fonseca. Laureato in astrofisica e cosmologia alla prestigiosa Unicamp dello stato di San Paolo lavorò per oltre dieci anni con istituti universitari e collegi, inclusa la stessa università. Qui la storia è un po’ diversa poiché essendo la mentalità brasiliana decisamente più aperta di quella di altri paesi, gli accadde di organizzare per diversi anni convegni di ufologia per l’università stessa. Solo che essendo egli anche sensitivo e medium ai convegni vedeva entità varie provenienti da altre dimensioni di cui gli altri professori parlavano solo. Un giorno dovette uscire dall’università e aprì il suo istituto Caminho da Luz (Cammino della Luce), per l’appunto faticosamente autofinanziato, col quale lavora a tutt’oggi tenendo corsi e convegni di ufologia, medianità e spiritualità in tutto il Brasile.

Ma un aspetto interessante dei rapporti tra cosiddetto paranormale e scienza è l’Aura umana. Riassumendo molto l’Aura è costituita da diversi corpi sottili, compenetrantisi l’un l’altro, perlopiù invisibili e che si trovano intorno e dentro il corpo fisico. Il tema è complesso, ma basti sapere che esisterebbe un alone intorno al corpo che mistici e veggenti vedrebbero. L’uso del condizionale, lo sottolineo, è obbligatorio nella dittatura scientifica. Non posso dire che esiste, per il semplice fatto che la scienza non può rilevarlo né dimostrarlo, nonostante alcuni tentativi fatti nel corso della storia. Siamo obbligati a usare il condizionale, poiché siamo tutti convinti, persino a livello inconscio e istintivo che non ci sono certezze, poiché la scienza non lo prova.

Il fatto che dell’aura ne parlino gli sciamani messicani, i mistici indiani, i mistici cristiani, ricercatori russi, ma soprattutto i Veda, i più antichi trattati mistici della storia, i cui primi testi risalgono a 5.000 anni fa e che hanno dato inizio a tutto il percorso mistico e spirituale indiano, sembra non rivestire interesse per la scienza cosiddetta ufficiale. Una sapienza antica quanto il mondo, corroborata da millenni di osservazioni di veggenti, saggi e maestri non vale nulla di fronte a quello che “dice la scienza” che nella sua veste moderna iperrazionalista avrà si e no 300 anni.

Barbara Ann Brennan, ricercatrice scientifica per la NASA, presso il Goddard Space Flight Center, specialista in fisica atmosferica, veggente, terapeuta e sensitiva ha dovuto fondare la sua Barbara Brennan School of Healing per portare avanti le sue ricerche sul campo energetico umano. Negli USA si trovano diverse realtà di questo tipo, come l’Esalen Insitute in California, la Drexel University e altre.

In sostanza i punti sono i seguenti.

Esiste un mondo invisibile nel quale la scienza non può e non vuole indagare.

La scienza si arroga il diritto di detenere la verità e l’unico metodo plausibile per indagare la realtà.

La scienza non riconosce l’esistenza di una realtà al di fuori dell’invisibile.

La scienza, di concerto con il potere politico, non permette di operare al di fuori degli schemi e degli standard da essa stessa imposti.

Per fare questo opera sia sul piano politico-legislativo sia su quello culturale con un’opera che va avanti da secoli di persuasione e coercizione riguardanti la validità unica dei propri metodi.

A differenza di secoli orsono in cui la scienza andò contro la religione per affermare il diritto all’operare con la ragione, oggi si spartisce il potere con la religione, avendo ben definito con essa i relativi campi di potere e intervento.

La scienza oggi sostiene il potere politico con affermazioni che coercitivamente vengono fatte passare come le uniche plausibili e possibili.

Non va condannata la scienza nel suo insieme. La scienza è una cosa buona che può indagare con successo all’interno di molti settori, ma è diventata strumento di potere.

Mentre dovrebbe riconoscere i propri limiti. Dando così un contributo significativo alla formazione dell’agognato Mondo Nuovo.

 

Cos’è lo Sciamanismo

Io e Sabino Huni Kuin - Aldeia Novo Segredo. Alto Rio Jordao Acre/Amazzonia
Io e Sabino Huni Kuin – Aldeia Novo Segredo. Alto Rio Jordao Acre/Amazzonia

Cos’è lo Sciamanismo

È un insieme molto articolato di conoscenze che mettono in relazione l’uomo con tutti gli elementi naturali, sia visibili che invisibili.

Si tratta della prima formalizzazione, se così si può dire, della spiritualità, presentatasi già decine di millenni orsono, presso tribù di epoche arcaiche.

Lo sciamanismo è sopravvissuto a tutt’oggi ed è ancora enormemente fiorente presso numerosi popoli nativi.

Utilizza strumenti come il tamburo, i sonagli, la voce umana, piante, animali, minerali, pigmenti, semi, artigianato sacro, pitture sacre, oggetti rituali di vario tipo, simboli, disegni, danze, per indurre stati di coscienza che permettono di comunicare con spiriti, entità, elementi naturali, astri, animali, piante, esseri sconosciuti nel mondo visibile.

Tutte le forme di spiritualità si sono evolute successivamente dallo sciamanismo, ma esso è rimasto vivo e non ha perso nulla del fulgore ancestrale, poiché ha mantenuto la capacità di andare a grandissime profondità nell’animo umano, portandolo a contatto diretto con le energie divine dell’universo, senza fare nessuna distinzione tra quelle del bene e quelle del male. Tale dualità, del tutto illusoria, è un’acquisizione molto più recente, che deriva da necessità quotidiane di classificazione e non si è rivelata affatto un vantaggio per l’umanità, o perlomeno non sempre.

Lo sciamanismo lavora con le forze profonde e ancestrali dell’uomo, della natura e dell’universo, e ha finalità molto pratiche di cura psichica, fisica, spirituale, nonché di risoluzione di problemi quotidiani di qualsiasi natura. Serve a realizzare desideri, i quali sono sempre collegati alla nostra natura più profonda.

Ma il punto focale dello sciamanismo, come della spiritualità in genere, è l’individuazione del Sé di cristallo, della più pura essenza profonda del nostro essere. Si tratta di una coscienza pura come un cristallo di quarzo o un diamante, che non vive solo per se stessa, bensì per tutta la collettività e tutto l’universo, nell’amore incondizionato.

È per tale ragione che lo sciamano profondamente realizzato è un curandero, un uomo medicina, un uomo che cura sia se stesso che gli altri.

Il termine sciamano si è diffuso in tutto il mondo a partire dall’800, ma è di origine tungusa, in area siberiana. E designa oggi questo modo di operare in tutto il mondo, anche se in luoghi diversi ha nomi diversi. Per esempio le tribù native brasiliane lo chiamano pajé.

Lo sciamanismo si è diffuso in Asia centrale e settentrionale, nel sudest asiatico, nelle Americhe, dove è ancora fiorente e nell’Europa arcaica fino a tempi recenti. Le streghe, distrutte a milioni dall’inquisizione cattolica erano sciamane.

Il periodo attuale è favorevole per avvicinarsi allo sciamanismo, poiché ci sono ancora concrete possibilità di contatto con tribù native in diversi paesi e l’ambiente culturale non è ancora completamente distrutto, anche se compromesso seriamente negli ultimi cinquanta anni. D’altra parte in alcune aree del Brasile la situazione è addirittura migliorata, poiché nativi giovani e meno giovani hanno ripreso seriamente un profondo interesse per le loro origini e le loro usanze ancestrali.

Fare sciamanismo significa sostanzialmente curare se stessi, gli altri, la terra e la natura e celebrare la vita con cerimonie e manifestazioni artistiche come l’artigianato sacro, la musica, il canto e la danza.

Essere sciamano invece è ben altra cosa e, sebbene ci sia una pletora di cosiddetti sciamani oggi in occidente, in realtà richiede far parte di un lignaggio ancestrale, aver fatto tirocini di decenni e aver superato prove durissime.

È facilissimo incocciare male, poiché anche soggetti occidentali che hanno passato del tempo in Amazzonia o in Asia spesso non hanno affatto le competenze per poter curare altri o poter insegnare ad altri. Mentre d’altra parte esistono persone che non hanno mai avuto contatti diretti con sciamani, ma presentano poteri particolari di guarigione e veggenza.

Il problema di fondo, come in tutte le cose, è l’ego che costringe quasi qualsiasi individuo ad aver a che fare con l’illusione di essere o essere diventato qualcuno o qualcosa. Mentre uno sciamano di solito sa di essere o di essere diventato un nulla totale. Un osso cavo.

Io credo che chi ha realmente la possibilità di operare come sciamano venga percepito dalle altre persone, poiché trasmette energia di un certo tipo e verrà del tutto naturale fidarsi di quella persona, ma generalmente chi ho incontrato degno di questo nome erano perlopiù nativi e pochissimi occidentali sottoposti dai nativi a tirocini durissimi di diversi decenni.

Praticare lo sciamanismo per celebrare la vita invece è una cosa che possono fare in molti, a patto di rispettare profondamente usanze, costumi, credenze e gerarchie.

 

Gli strumenti dello sciamanismo

Si tratta di strumenti interiori, di oggetti fisici, di alleati spirituali e di cose da fare.

 

Gli strumenti interiori

Capacità di concentrazione

Capacità di controllare la respirazione

Capacità di meditare e contemplare

Capacità di non indulgere col proprio ego

Umiltà

Amore incondizionato

Non attaccamento

Interesse per la comunità

Consapevolezza del potere personale

Coscienza dei cicli di vita e morte

 

Gli strumenti interiori sono più un punto di arrivo che di partenza, ma occorre tenerli sempre a mente.

 

Oggetti

Tamburo

Sonagli

Flauto

Abbigliamento artigianale

Accessori di abbigliamento artigianali

Piante ed erbe

Conchiglie o contenitori

Ventagli di piume

Diademi di piume

Piume

Ossa

Pelli e pellicce

Bastoni e altri accessori

Cristalli, soprattutto di quarzo

Amuleti vari

Pipe

 

Alleati spirituali

Spiriti guida

Spiriti alleati

Spiriti ancestrali

Animali totem

Animali guida e di potere

 

Cose da fare

Tenere il ritmo con tamburo e sonagli

Cantare

Danzare

Suonare il flauto

Accendere e curare un fuoco

Preparare medicine con le piante

Preparare borse di medicina con piante, amuleti, cristalli

Fumare la pipa in meditazione

Onorare in continuazione gli spiriti, gli antenati, le piante e gli animali

Parlare e cantare alle piante

Seguire i sogni e, talvolta, interpretarli

Partecipare e ritiri spirituali periodici

Pregare

Meditare

Suonare

Camminare

Osservare

Sentire

Amare

Celebrare

Ringraziare

Curare

Essere

 

La celebrazione

La celebrazione della vita per un praticante lo sciamanismo è continua, ma ci sono momenti topici particolarmente significativi: le Cerimonie.

Le cerimonie di solito contengono diversi elementi

Canto di gruppo sostenuto dal tamburo

Accensione e cura di un fuoco sacro

Danza e Danza intorno al fuoco

Discussione rispettosa, di solito utilizzando il bastone della Parola

Cura di gruppo, personale e reciproca

Comunicazione corporale

Offerte di tabacco e altre piante

Omaggio agli elementi naturali, alle direzioni, alla terra, al cielo e agli antenati

Omaggio agli anziani

Preghiera

Sostegno del gruppo e della comunità

Fumo della pipa sacra

Col mio tamburo
Col mio tamburo

La cura e la guarigione

Cura e guarigione sono il punto chiave di tutto il fenomeno dello sciamanesimo. Di fatto gli sciamani esistono, fin dalla notte dei tempi, proprio per dare sostegno e cura alle persone che possono presentare squilibri sul piano fisico, psicofisico e spirituale, inclusi se stessi.

Per gli sciamani la causa delle malattie è una questione di energia. Sostanzialmente per uno sciamano gli squilibri sono dovuti o alla perdita dell’anima o di pezzi d’anima, dunque di energia o all’intrusione di energie negative esterne.

Per curare lo sciamano utilizza tutti gli strumenti che abbiamo visto in precedenza e, nella fattispecie, li utilizza per il viaggio sciamanico.

Il viaggio sciamanico può avvenire anche a scopo di cura spirituale, sia per la cura di altri che di se stessi. Di fatto lo sciamano intraprende spessissimo viaggi sciamanici, anche a scopo preventivo. Ovvero, nel mondo dello sciamanismo la cura è continua, così come è continua la ricerca spirituale, poiché in questo mondo viene dato per scontato che la ragione dell’esistenza su questo piano materiale è proprio la cura.

Il viaggio sciamanico viene effettuato nel mondo di sotto, nel mondo di sopra, o nel mondo di mezzo, che è quello ordinario in cui ci troviamo comunemente nello stato di veglia. Ma in qualsiasi direzione si vada, per entrare in questi mondi occorre entrare in uno stato modificato di coscienza che Michael Harner chiama Stato Sciamanico di Coscienza (SSC).

Lo SSC viene indotto in diversi modi, ma principalmente con l’ingestione o inalazione di sostanze psicoattive, con il suono prodotto da tamburi, sonagli e voce, con la danza.

Di solito lo sciamano, in stato modificato di coscienza, intraprende il viaggio da solo o con aiutanti, talvolta con l’utilizzo di una imbarcazione. L’imbarcazione può essere solo visualizzata oppure può essere mimata da uno, due o più persone che intraprendono il viaggio, remando sulla barca per raggiungere l’altro mondo.

Spesso invece il tamburo dello sciamano si trasforma in un cavallo che trasporta il guaritore in un altro mondo.

Nell’altro mondo si trovano i pezzi di anima da recuperare e da restituire al paziente oppure le risposte sulle cause della sua malattia.

Se la causa è l’intrusione di energie negative al suo ritorno lo sciamano effettuerà un’estrazione. Operazione che realizzerà fisicamente, aspirando le energie negative con la bocca dalla parte malata. Sempre con la bocca lo sciamano può al contrario immettere pezzi d’anima o energie positive nel paziente.

Al di là delle operazioni di cura specifica realizzate da sciamani e guaritori esperti si può vivere lo sciamanismo in maniera molto naturale nella propria quotidianità, sia in gruppo che personalmente.

La filosofia sciamanica invece può essere vissuta anche nella propria intimità usando gli strumenti visti in precedenza, cristalli, tamburi, sonagli, pensieri, canti, preghiere, erbe, accessori artigianali diversi.

La relazione col gruppo è importante. Ed è per tale ragione che noi sia in Italia che in Brasile organizziamo incontri, workshop e cerimonie. Lavoriamo da molti anni con tribù di Acre, Minas Gerais e Pernambuco in Brasile. Siamo Guardiani Huni Kuin per le cerimonie Ayahuasca in Brasile. Organizziamo workshop, cerimonie, cure native con Carlos Sauer, nostro maestro a sua volta allievo di Michael Harner e portatore della tradizione Cheyenne, con i quali ha vissuto 30 anni.

Lavoriamo con tribù Huni Kuin, Yawanawà, Krenak, Fulni-o.

Per ulteriori informazioni su corsi, workshop, viaggi e per ricevere un libro in Pdf online di 40 pagine, al costo di 5€, potete scrivermi su: mauro.villone@libero.it

Info: www.spiritualrio.com

Nel libro in Pdf, corredato di fotografie, sono spiegate diverse pratiche e tecniche del mondo dello sciamanismo nordamericano e brasiliano. Viene approfondita la filosofia dello sciamanismo, e le cose da fare in pratica. La modificazione dello stato di coscienza. Più alcune tecniche di respirazione provenienti dalla tradizione indiana.

L’inganno

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Insisto.
Capisco che la situazione sia di emergenza, anche se moltissime cose non mi convincono per niente. Ma credo che ci siano numerose rianimazioni con un’emergenza più pesante del solito. E sono solidale con chi sta soffrendo e chi sta lottando per aiutare gli altri.
Ma resta il fatto che questo casino fa buon gioco al sistema per dare una stretta feroce alle regole di controllo e di spostamento, facendo sembrare oltretutto che salvino l’umanità.
Col cazzo!!!
Il sistema ha creato interi popoli di schiavi immunodepressi, dipendenti da farmaci, vaccini e macchine. Non solo. Ha creato laboratori dove si inventano virus, batteri e vaccini. Ma non basta. Ha creato laboratori di vivisezione dove in nome della scienza (ma quale scienza!) torturano gli animali.
Soprattutto il sistema scienza-religione-stato ha creato una griglia cartesiana psiconeurale dalla quale è quasi impossibile uscire.
State molto all’occhio. Poiché questo lurido regime globale fa in modo da sembrare buono e interessato ai cittadini, mentre si tratta invece di un progetto di irregimentazione globale che toglie sistematicamente potere agli individui.
Lo so per certo per esperienza di vita. Da anni pratico sciamanesimo, canti e tamburi sciamanici, tradizioni native, respirazione pranayama, meditazione, esercizi tibetani, trekking, grounding, stati modificati di coscienza, mantra, scrittura e percussioni. In sostanza vivo in maniera creativa come diversi miei amici artisti e creativi. Questo modo di vivere cura e da molto potere personale. Ma questi ultimi sono persone sagge che hanno enormi difficoltà a vivere col proprio lavoro, che dipingano, fotografino, facciano musica o qualsiasi altra attività creativa. Dovrebbero essere Re e Regine (come dimostra la ragazza della foto) e invece sono persone che arrancano faticosamente per sopravvivere. Mentre il potere è spartito tra luridi scalzacani incompetenti senza valori.
Hanno distrutto l’artigianato, le piccole produzioni familiari, per accentrare tutto nei grandi gruppi di proprietà di finanziatori che di creativo hanno solo la capacità di intrallazzo a tutti i livelli.
Non dico che il Covid-19 non esista. Dico che causa molti più danni di quellli che avrebbe potuto causare su una popolazione sana psicofisicamente, creativa e felice. Ma non solo. I danni devastanti che sta provocando danno l’estro al regime per apparire buono e attivo nell’aiutare i cittadini, mentre invece, fottuti bastardi, mettono solo le pezze a un sistema sanitario schifoso a causa delle enormi quantità di soldi che si sono mangiati con la corruzione.
Inoltre utilizzano questa situazione per operazioni di polizia militare utili a vedere fino a che punto abbassiamo le ali.
Io piuttosto che darla vinta a questi luridi vivo, e magari anche morirò, nella foresta, con gente dieci milioni di volte più di valore del più fottuto dei presidenti occidentali.
Quindi, per favore, prima di consegnarvi alla paura e alla sensazione che il sistema sanitario sia l’unico che vi possa salvare, fate uno sforzo enorme per ricordarvi chi siete. Siete guerrieri spirituali dall’infinito passato, scesi sulla terra per una missione cosmica, dotati di grande potere personale, ai quali i vampiri al potere, da secoli, stanno rubando l’anima e l’energia vitale.
Avete potere, energia, amore a sufficienza per autocurarvi da qualsiasi malattia. Riprendetevi i vostri diritti.
Foto @mvillone – Splendida Sacerdotessa dell’Afrosamba cura se stessa, i sui compagni e il pubblico in una rappresentazione afrobrasiliana della Vita.

Terra di masche, spiriti, curatori e donne medicina

 

Un baracchino che vende panini sulla strada in un punto panoramico spettacolare? No. L'incontro con due esponenti della resilienza culturale locale, Alessio e sua moglie.
Un baracchino che vende panini sulla strada in un punto panoramico spettacolare?
No. L’incontro con due esponenti della resilienza culturale locale, Alessio e sua moglie.

È sorprendente come i bastioni di Langa, per l’esattezza Alta Langa, tengano duro all’attacco della digitalizzazione, del consumismo e della banalizzazione. Me n’ero già accorto anni fa, quando avevo fatto un servizio fotografico su aziende vinicole e di produzione di formaggi. Avamposti di un mondo antico e duro a morire, per fortuna.

Ma si tratta di parecchi anni fa e non mi aspettavo la zona fosse ancora così protetta. In Alta Langa si produce meno vino, mentre le aree boschive sono ancora molto estese. Si producono nocciole, frutti, carni e formaggi. È costellata di castelli, in parte abbandonati, in parte ristrutturati e in parte in via di restauro. Alcuni di essi sono stati devastati da interventi disastrosi, avvenuti nel corso degli ultimi decenni, a partire dagli anni 50 del secolo scorso. Uno di questi è quello di Monesiglio. Ci sono andato di proposito, con l’intento di vederlo, anche solo da fuori. Con mia sorpresa arrivati sul posto c’era un francese che stava riparando un’auto, il quale ci ha detto, in francese, che il castello era visitabile, e ha suonato un campanello. È sceso ad aprirci Gabriel, un ragazzo portoghese. L’associazione Alta Langa da un paio d’anni sta investendo sulla zona e sono in corso alcuni progetti di recupero che coinvolgono volontari italiani e di altre parti del mondo. Il francese, Frederic, è un architetto. È possibile per ragazzi di progetti Erasmus, ma anche liberi battitori, partecipare al progetto.

L’interno di questo castello è realmente enormemente compromesso da interventi della chiesa e di privati che probabilmente non avevano mai sentito nominare né la cultura né l’architettura e nemmeno le belle arti.

Fortunatamente alcune parti si sono conservate bene, come le segrete, la camera per le torture, le cucine e le cantine, abbastanza ricche di reperti d’epoca. La maggioranza degli affreschi ai piani superiori invece è scomparsa. Gabriel, che ci ha guidati in portoghese, è stato una guida straordinaria.

Tutta la zona circostante è di grandissimo interesse e su molte alture circostanti ci sono diversi splendidi castelli. Uno di questi è quello di Prunetto, un luogo straordinario e suggestivo. Tutta l’Alta Langa è un paradiso per gli amanti del medioevo.

Ma i nostri incontri non sono finiti qui. Sulla strada tra Monesiglio e Bossolasco, un’altra chicca culturale e ambientale, ci siamo imbattuti in una di quelle paninoteche ambulanti, situata su un curvone, con una vista mozzafiato sulla vallata. Inutile dire che sapevo già si sarebbe rivelato uno dei nostri plurisettimanali incontri sorprendenti, come ormai ci accade da dieci anni.

Mangiando i panini squisiti Alessio e sua moglie ci hanno intrattenuti con racconti incredibili su masche, spiriti, curatori e donne medicina. Ma la cosa sorprendente è che non si trattava affatto di racconti folcloristici su strane storie del passato, bensì di faccende contemporanee curiosissime e misteriose che avvengono ancora tuttora. Fatti strani e stranissimi di oggi e di pochi anni fa. Ci hanno spiegato come in zona siano ancora sopravvissuti relativamente numerosi curatori e donne di medicina.

Alessio ci ha raccontato come suo padre, Luigi Barovero, il suonatore di fisarmonica, continui a perpetrare la cultura antica con la musica e raccontando storie di saggezza antica, con una maestria tale da averlo portato fino a New York, dove ha potuto trasmettere la sua conoscenza.

Abbiamo fatto uno scambio, il libro di suo padre “Madre Langa” con il mio “Il Mistero della Libertà”. Direi che è stato un buon affare, un baratto, come quelli di una volta.

Oggi, il giorno degli antenati, e non dei morti, poiché non sono affatto morti, torno da quelle parti, la magia mi chiama. Rimando ad altra occasione il racconto dei loro racconti, poiché sono talmente strani, che ritengo opportuno chiedere una autorizzazione esplicita per la pubblicazione.

Che la magia e la stregoneria siano con voi.

Trattoria da “Elsa”

Foto @lidiaurani - Con Caterina
Foto @lidiaurani – Con Caterina

Per chi, come me, è nato nel 900 si tratta di una corsa contro il tempo. Per carità, il mondo come per certi aspetti è peggiorato, per altri è migliorato. Il punto è che certi ambienti, certe atmosfere vanno perdute per sempre. Niente di male, non è che possiamo aspettarci oggi di avere funzionanti le antiche botteghe romane, d’altra parte è del tutto umano apprezzare quello che ci ha fatto stare bene in passato, naturalmente sempre guardando al futuro.

Il punto è che il futuro, sul piano gastronomico, sembra incerto. Difficile inventare qualcosa di nuovo, sebbene possibile, ma gli antichi sapori continuano ad esercitare il loro fascino.

Ma non basta. Quando si esce per mangiare in qualche ristorante o trattoria l’ambiente contribuisce al sapore per una percentuale cospicua. È così che i proprietari e i gestori di una quantità di locande e trattorie si sono affannati negli ultimi venti anni ad arredare nel modo giusto i loro locali, con infissi in legno, candele, luci soffuse. Tutto, rigorosamente, finto.

Da “Elza” (rigorosamente tra virgolette, anche sul biglietto da visita) non è così. Gli infissi sono in alluminio e l’arredamento interno, forse sopravvissuto dagli anni 70 o 80, è rigorosamente autentico. Quelle luci soffuse dei borghi medievali sono carine e accoglienti, ma fanno sì che si possano apprezzare queste curiose atmosfere neo-retrò. Pareti e soffitto in spugnato bianco, tavoli distanti uno dall’altro in uno spazio ampio, ma accogliente. All’esterno, al di là di una stradina poco trafficata, alcuni tavoli all’ombra di grandi alberi antichi. Il luogo è San Bovo, frazione di Calosso, in provincia di Cuneo, tra boschi, vigne e colline.

Ma il punto forte è costituito dalle casseruole portate direttamente dalla cucina dalle quali vengono serviti cibi della tradizione piemontese.

Antipasti piemontesi, come affettati locali, robiola con salsa di nocciole locali, vitello tonnato, peperoni in bagna caoda, insalata russa, carne all’albese, salsiccia cotta nel vino, asparagi grigliati al parmigiano. Tutto sopraffino. Agnolotti del plin fatti in casa, con ripieno di carne e ragù oppure burro e salvia. Risotto ai funghi. Straordinari. Arrostino con peperonata che modifica lo stato di coscienza, permettendo di raggiungere l’unione con lo spirito del peperone. Cinghiale in umido. Buona scelta di formaggi e di vini. Colpo di grazia con carrello di dolci fatti in casa, tra i quali tiramisù e bunette. Caffè della Moka portata in sala.

Le porzioni non solo sono abbondanti, non hanno quasi limite, e i prezzi sono onesti. La qualità del cibo è eccezionale se si ama la vera cucina casalinga.

Il tutto offerto da Caterina che mette il tocco decisamente fondamentale: accogliere gli ospiti con amore e soddisfazione per il suo lavoro.

Non manco di andarci di tanto in tanto, quando sono in Langa, per assaporare i cibi, l’atmosfera autentica, il luogo, la passeggiata tra i vigneti prima o dopo pasto, le contrade vicine, ma soprattutto l’accoglienza di Caterina e suo marito Marco.

 

Fede e Medicina

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Da diversi anni gira in rete un documento in portoghese brasiliano che parla di una ricerca effettuata in congiunto da alcune università brasiliane, la quale dimostrerebbe che l’imposizione delle mani può curare qualsiasi malattia. Vengono fatti nomi e cognomi dei ricercatori e degli istituti universitari, tutti reali. È reale persino la ricerca, ma prontamente è arrivata la smentita dei cacciatori di bufale, razionali a oltranza. La ricerca in oggetto non osserverebbe secondo loro alcuni standard scientifici come il doppio cieco e la ripetibilità dell’esperimento, eccetera eccetera.

La correttezza della ricerca è senza dubbio discutibile. A mio umile modo di vedere il punto è tutto un altro, e intenderei sviscerarlo.

Questa vicenda è solo un esempio, ma ce ne sono mille altri. La diatriba tra razionalisti e intuitivi, scientisti e fideisti e via dicendo è ormai secolare. La dicotomia è nata, come sanno tutti, ma vale la pena ripeterlo, tra il ‘600, con le prime osservazioni di Cartesio sul tema, e il ‘700, con l’avvento dell’illuminismo e la valorizzazione della ragione. Questi avvenimenti furono la conseguenza del dilagare delle superstizioni medioevali e dello strapotere della chiesa che anteponeva la fede alla ragione. Tale questione, con modalità diverse, è aperta ancora oggi. Quello che a mio avviso è errato nell’affrontarla è una banalità. Ovvero i due punti di vista non possono minimamente essere messi in relazione. La scienza si occupa, giustamente, di fatti. L’approccio è del tutto razionale e vengono accettati solo fenomeni ripetibili, dimostrabili e classificabili. Punto. C’è da obiettare che in realtà alcuni fenomeni, che la scienza pretende di studiare, non siano ripetibili affatto, come per esempio l’esplosione di una supernova a venti milioni di anni luce da noi, ma non perdiamoci in quisquilie e accettiamo il fatto che la scienza si muova come intende muoversi.

Di fatto dunque la scienza non può prendere in considerazione fatti fideistici o che comunque non possano essere avvicinati e studiati con rigore scientifico. Ebbene il gap in questione è tutto qui. Ovvero esistono fenomeni che la scienza non può studiare poiché non si presentano con le caratteristiche adatte ad essere studiate dalla scienza, per diversi motivi. Uno di questi motivi è il fatto che in taluni di questi fenomeni spesso interviene una quantità di fattori tale da impedirne la razionalizzazione e la riduzione in termini matematici.

Questo non significa affatto che questi fenomeni non avvengano o non esistano, significa solo che sfuggono all’analisi scientifica. Non solo. Occorre anche ammettere che non possono essere utilizzati con sicurezza. È per tale ragione che, se per esempio un malato di cancro si dovesse sottoporre alla pranoterapia, non dovrebbe in nessun modo abbandonare le cure allopatiche della medicina ufficiale.

Resta però il fatto inconfutabile che l’imposizione delle mani, l’abbraccio, il relax, lo yoga, la vicinanza di cristalli, l’utilizzo di oli essenziali e una miriade di altre cose, arrechi beneficio in qualsiasi cura, anche se non sempre e, come abbiamo detto, in maniera non razionalizzabile e ripetibile.

Di fronte ad alcuni di questi risultati la scienza invoca il cosiddetto effetto placebo, smentendo peraltro se stessa. Poiché se esiste un effetto placebo, ovvero un miglioramento della sintomatologia di una malattia, non si capisce come possa essere spiegato questo effetto se non invocando ulteriormente un fattore non misurabile di qualche carattere che sfugge all’analisi scientifica.

Detto ciò credo sinceramente che sia del tutto sterile continuare a discutere sul fatto che andare a Lourdes o suonare il didgereedoo sulle parti malate di un paziente sia contro o non contro la scienza. Ovvero non ci dovrebbe essere alcun conflitto e le due procedure dovrebbero essere applicate parallelamente, se non altro per accontentare i pazienti e far passare loro del tempo con qualcuno che, in buona fede e con amore si sta occupando di loro.

Che poi riempirsi di cristalli, amuleti e crocifissi oltremisura sia superstizione possiamo anche ammetterlo, ma né più né meno di quanto lo sia riempirsi di farmaci dai nomi strani e costosissimi che affollano le farmacie di tutto il mondo.

In ultima analisi una collaborazione aperta e serena tra diverse metodologie, di cui alcune prediligano la ragione e la sperimentazione scientifica e altre l’amore e la fede e la sperimentazione empirica, dovrebbe essere la normale procedura per menti realmente razionali e aperte al sacrosanto imponderabile. Qualsiasi persona con un minimo di intelligenza dovrebbe ammettere che, sebbene nel sistema in cui ci troviamo sembri esistere un collegamento razionale e causa-effetto tra diversi fattori, potrebbe esistere un altro sistema, che da questa realtà non possiamo vedere che funzioni in tutt’altra maniera.

Ma senza nemmeno andare troppo lontano in altri mondi o realtà separate, basta approfondire la fisica quantistica per rendersi conto di come, a detta degli stessi scienziati, la realtà non sia affatto come ci appare nella vita quotidiana. Questo lo ammettono fior di ricercatori come Carlo Roversi, Fritjof Capra, Luigi Luisi e Ilja Prigogine, solo per citarne alcuni.

Il discorso e lungo e si sono sprecate pubblicazioni su pubblicazioni al riguardo. Resta il fatto che, per esempio in Brasile, sono stati introdotti il Reiki (che sembrerebbe non avere alcuna prova scientifica) e altre terapie alternative, negli ospedali, mentre in Olanda l’abbraccio è stato introdotto come tecnica pedagogica. Hanno scoperto la classica acqua calda. È ovvio che se qualcuno ti sta vicino, ti abbraccia e ti tocca, non possa che farti bene, sebben magari i risultati possano essere così variabili da sfuggire a qualsiasi analisi razionale e scientifica.

Io suono il tamburo e apprendo come curare le persone con il tamburo, i sonagli, i canti e le erbe, come fanno gli indios.

Una volta smesso di litigare, dopo un profondo respiro, si potrebbe considerare l’idea che mentre la medicina occidentale ha fatto scoperte meravigliose, le antiche tecniche di interrelazione tra curandero e paziente potrebbero tuttora produrre effetti determinanti per la guarigione, proprio supportando chirurgie e altre tecniche tecnologiche avanzatissime.

È probabilmente del tutto inutile pensare di poter dimostrare un giorno l’esistenza dell’anima, specie con le tecniche di cui disponiamo ora. Così come non siamo in grado di renderci conto di cosa siano quegli oggetti che sfrecciano a velocità inarrivabili al di sopra delle basi militari americane.

Possiamo invece umilmente continuare a curarci con la tecnologia odierna, utilizzando e rispettando al tempo stesso conoscenze antichissime e oggi incomprensibili con gli strumenti attuali.

Ma la mia è solo un’opinione non misurabile, esattamente come non si può misurare l’amore.

Nel frattempo se vin interessassero parole come Ayahuasca, Piante medicinali, Pipa sacra, Tamburo, Canto , Danze, Fuoco, Stati modificati di coscienza, Grande spirito, Morte, Pitture corporali, Jurema, Diademi di piume, Artigianato Sacro, Ricerca della visione, Animale di potere, Spiriti guida,Animale guida, Mondo di sotto, Mondo di sopra, Caverna sacra, Sonagli, Armi, Ancestrali, Quattro direzioni, Quattro elementi, Forza vitale, Rapé, Foresta, Cura, Spiriti, Ectoplasma, Guerriero, Popolo in piedi, Popolo delle stelle, Medicina, Tenda del sudore, Borsa della medicina, Oggetti di potere, Estrazione, Teepee, Totem, Potere, Ruota della Medicina, Ruota di Cura, Viaggio sciamanico, Pajé, Piante di potere, Sogni, Storie di potere, Aquila, Orso, Lupo, Condor, Canoa, Aldeia, Peyote, Bagno di erbe, Inframondo, Realtà non ordinaria, Trance, Jiboia, Serpente, Regina della Foresta, Bisonte, Sogno, Cristalli di Quarzo, venite a trovarci a Torino.

Chi volesse approfondire nel parleremo il 10 ottobre a Torino, ore 19.00 in SpazzioNizza11, via Nizza 11 e 12 e 13 ottobre a Rivoli, al Centro Olistico Amida.

Info: mauro.villone@libero.it

Il cerchio di uomini e donne

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Risiedo in Brasile con la mia compagna da oltre dieci anni. Lavoro con la sua Ong Para Ti, impegnata nel sostegno ai bambini delle favelas da 15 anni. Sono stato in Brasile per la prima volta 25 anni fa e mi interesso di spiritualità e sciamanismo da 40 anni.

Ho una vocazione per il volontariato, la solidarietà e la ricerca spirituale.

Vivendo in Brasile posso avere il privilegio, per chi è interessato a questi temi, di poter accedere a informazioni, pratiche ed esperienze di prima mano con il mondo tribale e sciamanico. A Rio de Janeiro inoltre, dove mi trovo per la maggior parte dell’anno è presente un vero e proprio affollamento di credo spirituali di ogni genere. Cattolici, evangelici, Umbanda, Candomblé, Tantrismo, Yoga, Taoismo e molti altri. C’è letteralmente di tutto, con tutti i sincretismi possibili immaginabili.

In alcune camere del nostro spazio Guesthouse ospitiamo per diversi mesi l’anno migranti indios di diverse tribù, provenienti da Amazzonia, Minas, Pernambuco. Come Huni Kuin, Yawanawà, Fulni-o, Krenak e altre, talvolta anche provenienti dall’estero, da paesi come Perù e Messico. Si muovono dai loro villaggi per trovare lavoro vendendo artigianato e diffondendo le loro tradizioni. Per noi è un’esperienza straordinaria. Nel corso degli anni ho appreso tecniche, canti, musiche, tradizioni native. Ma soprattutto una: vivere in cerchio.

Per gli indios è circolare la vita, lo sono gli astri, lo è il susseguirsi delle stagioni, lo sono la terra e l’universo. Per gli indios il cerchio è sacro. Talmente sacro che sono circolari i loro villaggi così come sono circolari i loro consessi e le loro riunioni, specie quelle intorno al fuoco.

Stare insieme in cerchio significa essere tutti uguali, significa avere i cuori tutti alla stessa altezza. Esistono dei capi materiali e spirituali, ma il cerchio sancisce l’unità e l’equilibrio del gruppo. È una tradizione antichissima, presente da millenni in tutte le tradizioni tribali. Ma esistono altri cerchi. Uno è quello del tamburo, altro elemento fondamentale nella comunicazione sacra indigena, l’altro è quello dei sonagli, le maracas. Questi due ultimi elementi servono a scandire il tempo nelle canzoni profondamente sacre, rivolte all’universo e al Grande Spirito.

Questo tipo di filosofia esperienziale l’ho fatta mia. O per meglio dire l’abbiamo fatta nostra, io, la mia compagna, i nostri numerosi amici coinvolti nel sostegno e nello scambio con gli indigeni. Facciamo parte di un gruppo denominato Guardiani Huni Kuin, già Guardiani della Foresta.

In realtà il tamburo pertiene maggiormente alle tribù nordamericane e allo sciamanesimo asiatico. Ho appreso molti canti e tecniche con un maestro d’eccezione, Carlos Sauer, brasiliano di Rio de Janeiro, ma che ha vissuto per trenta anni in Arizona e California, nelle foreste e nei deserti, insieme a tribù Cheyenne. Carlos Sauer è diventato sciamano a sua volta, poiché anche lui discendente da un lignaggio di medium e sensitivi, in parte di origine europea, da numerose generazioni. È stato inoltre allievo del centro spirituale californiano Esalen e del grande Michael Harner, uno dei primi antropologi-sciamani della storia e molto amico di Carlos Castaneda.

Personalmente, appassionato di sciamanesimo e spiritualità quale sono, fin da piccolo, giuro che non avrei mai e poi mai pensato di arrivare a questo punto. Ovvero apprendere tecniche sciamaniche dalla fonte, imparare a usare erbe e piante, a curare le persone con il canto, il tamburo e l’amore.

Oggi la mia attività si svolge soprattutto a Rio de Janeiro, nella nostra Ong Para Ti (www.parationg.org) dove abbiamo un centro doposcuola con decine di bambini di comunità povere, una Guesthouse per ospiti dove facciamo turismo solidale per mantenere il progetto e uno spazio olistico, dove si svolgono numerose attività di cura, spiritualità e cultura (www.spiritualrio.com). Qui ospitiamo gente proveniente letteralmente da tutto il mondo, sia maestri che pubblico.

Suonare il tamburo e cantare i canti sacri di Cheyenne, Ogibwa, Lakota, Yawanawà, Fulni-o per me è un onore e mi è entrato nella pelle e nelle viscere come se lo avessi sempre fatto, fin da vite precedenti.

Due volte l’anno vengo in Italia, quasi sempre accompagnato da Lidia, la mia compagna e spessissimo portando con noi sciamani, maestri di tamburo e canto e anche maestri indiani di meditazione e filosofia orientale.

Con questi maestri, ma anche da solo, tengo workshop esperienziali, cerimonie e incontri sia in Italia che in Brasile.

Il mio obbiettivo è la cura collettiva, con il tamburo, il canto, la meditazione, la respirazione, lo stare in cerchio.

Voglio riportare tra gli uomini e tra le donne, anche in Europa, specie nel mio paese, la capacità di stare insieme senza tecnologia, senza altro motivo che comunicare da cuore a cuore, da sguardo a sguardo, da essere umano a essere umano, in cerchio, tutti uguali. Per ricostruire quello che aravamo sempre stati fin dall’inizio: Comunità di anime, di spiriti.

In un incontro dove tre, quattro, dieci, cento persone si incontrano in cerchio, i cuori sono tutti alla stessa altezza e possono connettersi. Tutti hanno il diritto di parlare e di esseri ascoltati, sacralmente, con la pratica del “bastone della parola” che viene passato da uno all’altro. Chi in un determinato momento ha il bastone in mano acquisisce il diritto di essere ascoltato da tutti gli altri in sacro silenzio e assoluto rispetto.

I canti e il tamburo addensano potente energia, uniscono il gruppo e modificano lo stato di coscienza. Respirazione e meditazione portano in profondità. Le danze in cerchio, con o senza la presenza del fuoco, liberano, così come le risate. Ringraziare la Madre Terra, il Fuoco, gli astri e tutti gli altri elementi da equilibrio e senso del sacro. L’amore reciproco è cura. Un incontro può durare due ore, ma anche tutta la notte.

Il potere dell’unione, del tamburo, del canto e della danza sono immensi, sono archetipici. Insieme alle pratiche di solidarietà diventano addirittura dirompenti e rivoluzionari. Le popolazioni sciamaniche si curano da millenni così.

Io mi sono curato così. La guarigione dello spirito, per una persona, come per gruppi e comunità intere, è possibile.

Per organizzare cerimonie, incontri, cerchi di cura e cerchi del fuoco scrivetemi.

Info e approfondimenti: mauro.villone@libero.it

Wapp: 00393487299033

Una grande missione

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Quanti di noi hanno pensato, almeno una volta nella vita, “mollo tutto e vado a fare volontariato in Africa”. È una pulsione normalissima alla quale alcuni danno ascolto, altri no. Altri ancora nemmeno la sentono, ma esiste una grande quantità di persone che sa, nel profondo, che la vita non è tutta qui. Non è di sicuro tutta nel nascere, crescere, fare una famiglia, produrre altri figli, lavorare, seguire uno schema quotidiano, più o meno divertente. Non è nemmeno avere successo, come artista, imprenditore, dirigente, cantante, personaggio televisivo, scrittore.

Tutte queste cose, alla fine, qualcuna più, qualcuna meno, lasciano il tempo che trovano.

A mio umile modo di vedere esistono due cose nella vita, una legata all’altra, che possono mostrare il vero senso dell’esistenza, la cui pienezza peraltro credo sia incomprensibile a una mente umana. In questa terza dimensione possiamo solo avere un’idea di quale sia il disegno globale nel suo insieme. Posso solo intuire che sia qualcosa di immenso, da qui del tutto inimmaginabile.

Queste due cose sono la spiritualità e la solidarietà. Una non può esistere senza l’altra. La ricerca e l’attività spirituale presa da sola può diventare una festa dell’ego, una moda, un divertimento come qualsiasi altro. La solidarietà, senza approfondimento spirituale e una continua messa in discussione, diventa autoreferenziale e fine a se stessa.

Le due cose insieme riempiono invece la vita fino all’orlo.

Lo so per la semplice ragione che lo faccio. Lo faccio nelle mie infime possibilità, nei miei ristretti limiti, ma lo faccio. Ho avuto il coraggio di dedicarmi alla solidarietà e di fare ricerca spirituale, per decenni. Ho avuto la fortuna di trovare l’aiuto per poterlo fare meglio e farlo diventare uno stile di vita.

Quando conobbi la mia attuale compagna quattordici anni le proposi un progetto fotografico da fare con i bambini di una Ong di cui era presidente in Brasile e che gestiva con la sua famiglia.

La storia di questa famiglia è più unica che rara ed è descritta in un libro autobiografico scritto dal padre di questa donna ed editato da noi.

Para Ti
Para Ti

Lui era presidente della Fiat in Brasile e aveva dato avvio ai lavori per la costruzione degli stabilimenti a Belo Horizonte. Dopo molti anni in Brasile, richiamato in Italia, non se la sentì di lasciare questa terra e rimase a Rio de Janeiro. I terreni intorno alla sua villa furono invasi da baracche e crebbe una favela che oggi conta tremila anime. Da quel giorno Franco e la sua famiglia si occuparono di dare aiuto concreto alla gente povera di questa comunità e avviarono grandi progetti di ristrutturazione ed educativi.

La cosa singolare è come una famiglia benestante di industriali e imprenditori abbia cambiato completamente il corso della propria vita trasformandosi in una famiglia solidale, che per trenta anni si è occupata di dare sostegno a gente che aveva bisogno, non risparmiandosi per 24 ore al giorno tutto l’anno.

Oggi Franco e Giuliana, sua moglie, e il fratello di Lidia, André, non ci sono più. È rimasta la Ong che da progetti educativi a decine e decine di bambini.

Io e Lidia siamo rimasti con questo grande impegno che abbiamo ulteriormente ampliato, dando albergo a gruppi di indios di tribù dell’Amazzonia e altre zone del Brasile, quando vengono a Rio per vendere artigianato o condurre workshop di cultura nativa e cerimonie.

Abbiamo inoltre aperto un ampio spazio olistico dove si tengono corsi e workshop di yoga, meditazione, Ti Kung, formazione, teatro, tradizioni native, sciamaneismo e molto altro.

Un impegno enorme, ma anche una grande soddisfazione. Sia un’attività solidale che spirituale, sia volontariato che lavoro.

Si vive pianificando magari due anni consecutivi e poi si vive alla giornata. Riuscire ad andare avanti non è mai garantito. Non ci interessa più nel modo più assoluto guadagnare denaro che non sia per il sostentamento decoroso e per finanziare progetti.

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Ne parlo non per parlare di noi, ma per invitare anche altre persone a prendere seriamente in considerazione, sia per se stessi, sia per cambiare radicalmente l’energia del pianeta, l’idea di impostare la propria vita su basi simili.

Non è certo così facile, ma d’altra parte è la chiave per accedere alla vera vita, abbandonando un mondo fatto di ansie, illusioni, competizioni, ego, stress, odio, rancore, rimpianti, senso di inutilità e depressione.

Non c’è paragone tra una vita vissuta in questo modo e gli schemi standard decotti e stracotti del sistema occidentale, per quanto quest’ultimo possa offrire tantissime cose belle che non vanno certo buttate via.

Quello che occorrerebbe riuscire a fare sarebbe la realizzazione di un equilibrio tra natura e tecnologia, tra denaro e provvidenza. Se si riesce a uscire dal mondo di avidità è molto più possibile di quanto sembri.

Non si tratta di cambiare un’intera società con chissà quale mastodontica manovra, bensì cambiare un singolo individuo, se stessi, nei suoi desideri, nei suoi obbiettivi, nel suo modo di vedere il mondo.

Gli audaci che osano mollare la presa su patrimoni, guadagni, cose materiali, si ritrovano a non essere soli e a vivere, prima o poi in un altro tipo di abbondanza, creata da relazioni e opportunità che non fanno mancare nulla.

Per tale ragione l’apertura del cuore è necessaria. Per tale ragione i migranti, anche in Italia, sarebbero una manna per poter iniziare a condividere la propria vita e i propri beni con altri, superando il senso territoriale di possesso e ritrovandosi nel mondo della condivisione, enormemente più ricco del precedente.

Il nostro stile di vita a Rio non produce capitale, produce condivisione e abbondanza laddove è necessario, solidarietà per chiunque ne abbia bisogno, a cominciare da noi stessi.

Anche in Italia sarebbe più facile di quanto non sembri immaginare scenari di condivisione che potrebbero, come è accaduto a noi, creare opportunità di lavoro in ambito solidale, turistico e culturale.

Occorre in primo luogo cambiare paradigmi nel vedere e considerare le relazioni. Relazioni con se stessi, con gli altri, con l’ambiente, con il denaro, con gli spiriti. Non bisogna convincere nessuno. Solo iniziare a farlo per proprio conto, su se stessi. Il resto è magia.

Aho Metakojye Oyassin. (Per tutte le mie relazioni).

Cpn Xowà Tapuyà, guerriero Fulni-o
Cpn Xowà Tapuyà, guerriero Fulni-o

Movimento, suono e coscienza

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La società occidentale urbana odierna si è quasi totalmente scollata dalla terra e dalla natura, sviluppandosi in un mondo quasi del tutto artificiale, nel quale non è più necessario, per sopravvivere, seguire i ritmi scanditi dalla natura, dal clima, dagli astri e dalle stagioni. A tali ritmi sono rimaste legate le popolazioni rurali, ma con il crescere della meccanizzazione anche dell’agricoltura si sono andate perdendo anche queste radici.

Il fatto è però che i ritmi nella natura sono rimasti, per quanto sconvolti dall’azione antropica e gli astri continuano, ineffabili, la loro danza cosmica, scandendo comunque il susseguirsi delle stagioni. Non è solo questione di vita e morte di piante e animali e quindi anche dell’uomo, bensì anche di una questione energetica. Ovvero le posizioni degli astri, i cambiamenti di temperatura e di luce, il rimescolarsi di aria e acque e, più lentamente, delle terre, sono rimasti, così come i comportamenti degli animali. E tutto questo determina variazioni psicofisiche anche negli umani urbanizzati i quali, anche se spesso inconsciamente, sentono queste variazioni nell’ambiente e nel proprio corpo.

Di questi umani alcuni di più altri di meno sentono la necessità di “lavorare” sul proprio sistema psicofisico, endocrino e spirituale in modo da armonizzarsi con queste variazioni cosmiche che continuano a esistere. Quindi, anche senza dipendere direttamente da queste variazioni sul piano agro-economico, è necessario considerarle. Potremmo senza dubbio avanzare l’ipotesi che molte patologie umane insorgano proprio a causa di questo disconoscimento culturale della necessità di allinearsi a variazioni di energia cosmica e ambientale.

Chi diventa cosciente di tale necessità cerca naturalmente dei mezzi per onorarle. Di questi mezzi ce ne sono numerosi, perlopiù provenienti da tradizioni arcaiche, talvolta modificate secondo nuovi dettami e ancora alcuni sono di origine recente o contemporanea.

Tra questi sistemi si trovano per esempio lo yoga e altre discipline psicofisiche e spirituali antiche, come il Tai Chi, il Kung Fu e molte altre.

Un sistema di allineamento con i ritmi psicofisici, cosmici e della terra è senza dubbio il sistema musica-percussioni-canto-danza.

Questo sistema ha assunto diverse forme in numerose culture tradizionali e, spesso, ha anche avuto una diffusione alquanto popolare. La musica fa parte naturalmente della cultura popolare, ma la musica legata in particolare al ritmo, alla cerimonialità, al movimento, è di tipo particolare. Di solito è legata fortemente alle percussioni, si avvale di forme di canto e melodia specifiche ed è collegata alla danza.

Questo sistema ritmo- canto-danza ha valenze spirituali, cerimoniali e psicofisiche. Di solito si esprime in gruppo ed è anche fortemente collegata alla modificazione degli stati di coscienza.

Le tradizioni relative a questo sistema sono innumerevoli e provenienti da ogni parte del mondo, dalla preistoria fino a oggi.

Probabilmente la necessità di esprimersi sul piano del ritmo e del movimento, del suono e della modificazione dello stato di coscienza è endemica nell’uomo.

Per esperienza personale posso affermare con certezza che muoversi, sul ritmo scandito da un tamburo, ascoltando o producendo specifiche melodie, fa un bene enorme al copro, alla mente e allo spirito.

Certe melodie legate a partiche spirituali spesso sono prodotte e ideate in stato modificato di coscienza e, come affermano gli autori, sono spesso canalizzate come se arrivassero da altre dimensioni. Lo stesso vale per i ritmi.

Il movimento poi, mettendo in gioco gli arti, la testa e tutto il corpo, agisce sulla muscolatura esterna e interna, sugli organi interni, sulla circolazione, sulla respirazione, sul sistema endocrino. Quest’ultimo in particolare, secondo diverse tradizioni antiche, è il portale di collegamento tra il mondo fisico e le dimensioni spirituali.

Le ghiandole endocrine, stimolate dal sistema musica-percussioni-danza, producono sostanze biochimiche che, entrando in circolo nel sangue e raggiungendo il cervello, producono stati modificati di coscienza, anche molto profondi.

Tali modificazioni talvolta possono esser aiutate dall’assunzione di sostanze dall’esterno. Ma già solo la produzione di suoni, alternati a silenzi, di ritmi e di movimento è di per sé sufficiente a produrre profondissime modificazioni sul piano psicofisico e spirituale, fino a stati di trance ed estasi, mistici ed elevatissimi.

In tali contesti è anche molto importante l’interazione di gruppo che decuplica le energie in gioco, producendo anche senso di unione, condivisione e amore cosmico.

Ho avuto modo di sperimentare innumerevoli volte situazioni simili. Negli ultimi dieci anni anche settimanalmente, vivendo in Brasile, dove certe tradizioni sono ancora estremamente vivaci, o addirittura hanno ripreso vigore negli ultimi anni, a causa di un riavvicinamento a culture tribali e native.

In particolare partecipo settimanalmente, spesso più volte la settimana, a sessioni di gruppo di canto e tamburo, di solito associato a canto e preghiera, dove io stesso suono il tamburo e partecipo ai canti nativi. Con cadenze più diluite partecipo a sessioni, sempre di gruppo, della durata di notti intere in ayahuasca, danzando, ascoltando canti e suonando percussioni personalmente. Ho partecipato più volte a sessioni di samba, danze di Candomblé e Umbanda, danze di trance Gitane o a sfilate catartiche di Carnevale.

Questo insieme di pratiche, insieme alla meditazione, all’esercizio fisico e alla cura della respirazione, ha prodotto cambiamenti profondissimi nella mia vita. Al punto da decidere seriamente di dedicarmi professionalmente alla diffusione e all’insegnamento di tali pratiche, le quali io credo possano seriamente contribuire al miglioramento della salute psicofisica e spirituale, ma anche al miglioramento netto della situazione sociale e psicosociale, creando non solo armonia sul piano individuale, ma anche nelle relazioni di gruppo.

Sembrerà incredibile in una società abituata a ragionare in termini di efficienza meccanica e razionale, ma il tamburo e la danza probabilmente non sono meno necessari di cibo e vestiti.

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La Filosofia del nostro Progetto

Cpn Xowà Tapuyà, guerriero Fulni-o
Con Xowà Tapuyà, guerriero Fulni-o

Canto e Tamburo sciamanico.

Utilizziamo diverse tecniche. Piante di potere, Meditazioni statiche e dinamiche, ma soprattutto i Canti e il Tamburo sciamanico.

Si tratta di canti e percussioni di notevole potenza che hanno lo scopo di risvegliare la forza combattiva, di unire il gruppo, di ringraziare l’universo e tutta una serie di altre funzioni volte all’armonizzazione con se stessi, con il gruppo e con l’ambiente.

Vengono curate la voce, l’intento, il ritmo, le percussioni, la postura. Possono essere performate da noi, ma anche essere insegnate e coinvolgere gruppi anche molto numerosi.

Di fatto canto e tamburo, ma anche solo canto o solo tamburo, possono modificare ampiamente e profondamente gli stati di coscienza individuali e di gruppo.

Stati modificati di coscienza

Girare per il mondo mi ha fatto uscire totalmente dall’idea che esista una normalità standard alla quale fare riferimento. Sembra scontato, ma non lo è affatto. Ne parlo anche nel mio libro “Il Mistero della Libertà”. La maggior parte delle persone crede di vivere nella “norma” e che il resto sia bizzarro o esotico. Ci siamo noi e poi l’Africa, i negri, le terre lontane, i tossici, gli artisti, gli strani, e tutta una quantità di cose e persone che fanno parte di un altro mondo.

Inutile dire che questa cosa è un cancro per la mente.

La maggior parte non riesce a vivere bene poiché non ha affatto a che fare con il mondo. Ha a che fare con un ristrettissimo set costruito a sua immagine e somiglianza in modo che ogni individuo non debba sopportare stress elevati. Visto che deve già sopportare il lavoro, le tasse, il governo di inetti e una vita piatta oltre ogni dire.

Poi ci sono quelli che hanno a che fare con un mondo più ampio e allora vanno fuori di testa, si esprimono artisticamente, cercano una via spirituale, sperimentano cose strane e via dicendo.

Per me aver a che fare con mondi diversi è una manna per mantenere sveglia la mente e illuminare sempre maggiori aree dell’esistenza. Il prezzo è alto. Per esempio aver a che fare tutti i giorni con della gente di comunità povere che gira armata e spesso è fuori di testa crea uno stress enorme. D’altra parte essere costretti a gestire questo stress mette in condizioni di accedere, con la meditazione, a risorse personali che nemmeno si immaginavano.

Ti rendi conto a un certo punto della vita, che molte cose, quasi tutte, sono dipendenti dalla coscienza, è tutto solo coscienza, e il tuo stato di coscienza è solo tuo e non è affatto detto che collimi con quello di un altro. Se poi pensiamo che nell’arco di una giornata abbiamo a che fare con decine di individui ci rendiamo conto che ci troviamo di fronte a decine di stati di coscienza diversi. Molti sembrano tranquilli, ma in realtà magari sono solo controllati o addirittura repressi, altri potrebbero essere fatti di coca, altri rosi dalla rabbia nascosta, altri ancora invece potrebbero essere sprofondati in uno stato di amore indicibile e noi potremmo non accorgercene. In generale il livello di coscienza è bassissimo e la maggior parte è portatore di energie estremamente basse.

Talvolta la situazione precipita e si assiste a scontri sporadici, altre volte l’energia sporca accumulata è così enorme da buttare nella prostrazione un’intera popolazione che per non autodistruggersi deve cercare il conflitto con un’altra popolazione vicina.

Viviamo su una polveriera. Che d’altra parte potrebbe rivelarsi una miniera d’oro semplicemente facendo salire il livello energetico. Cosa tutt’altro che facile, ma di fatto l’unica soluzione. Ed è per questo che yogi, sciamani e maestri fanno questo. Poiché l’unica vera soluzione è l’elevazione della coscienza su piani d’amore.

 

Filosofia del progetto

Al di là degli aspetti tecnici, dell’utilizzo del tamburo e di altri supporti comunicativi, ciò che è importante è in realtà l’aspetto etico-filosofico della proposta.

Io sono un individuo intuitivo, sensitivo, esperienziale, improvvisatore. Nel corso dei decenni ho acquisito diverse tecniche in diversi settori, ma ho sempre agito sulla base dell’istinto del sentire.

Proprio per tale ragione le culture indigene mi hanno particolarmente coinvolto. Ciò che è importante delle culture ancestrali, pur essendovi una buona dose di tecnica, è in realtà il cuore. La comunicazione indigena è irrazionale, metaforica, istintiva, simbolica, circolare, aperta.

Le cose importanti per le culture naturali sono gli sguardi, gli abbracci, il sentire a livello di pelle e di sensazioni corporee.

E proprio qui sta il punto. La cultura occidentale odierna (anche se il processo è iniziato duemila anni fa ed è stato potenziato da Cartesio e dall’illuminismo) è un coacervo di tecnica, razionalità, potere, freddezza, competizione.

Per dirla proprio fuori dai denti non mi interessa nemmeno più e francamente non credo possa sopravvivere a lungo. L’occidente è sommerso da macchine, da tecniche, da specializzazioni, da parole, parole, parole e ancora parole.

L’unica maniera per uscirne è la strada del cuore. Esattamente come quella del Sacro Cuore che Gesù tiene in mano in alcune raffigurazioni. Portare fuori il cuore, questa è l’unica via, il resto è fuffa. Sono molto più vicini a questa concezione gli indios che non i cattolici occidentali.

Siamo a una svolta epocale. Il mondo sta cambiando radicalmente, e mentre da una parte siamo totalmente al buio, dall’altra arriva la luce. Sono luci che giungono dall’oriente, dai deserti e dalle foreste. Le popolazioni indigene hanno resistito secoli per ragioni precise. Oggi è giunto il momento della resa dei conti. Così non si può andare avanti.

Per fortuna sta avvenendo in molte parti del mondo proprio questo. Popoli tecnologici e delle foreste si stanno avvicinando e questo porterà a una nuova era, dove emisfero destro ed emisfero sinistro saranno in equilibrio. Insieme siamo invincibili. Ne parlano numerose profezie, tutte convergenti.

Quello che intendiamo trasmettere con il nostro progetto è la visione ancestrale profonda che vede il mondo come un’opera d’arte divina, infinita e circolare, piena di significato, anche se incomprensibile per una mente umana. Un mondo condiviso dove l’energia del singolo si moltiplica in quella del gruppo, e viene potenziata dall’aiuto degli elementi naturali, degli animali, della natura, delle stelle, del sole e della luna, della terra.

Tale trasmissione non può che avvenire da cuore a cuore, da anima ad anima, con sguardi, suoni, odori, sensazioni. Non è necessaria alcuna tecnica particolare, solo l’amore, così come le usanze ancestrali di sedere in gruppo, in circolo, di onorare gli antenati, di ringraziare la terra, le madri, le piante, l’intero universo.

Trasmettere tutto questo è il lavoro che ci prefiggiamo di fare. Siamo grati a quanto ci hanno trasmesso maestri indiani e sciamani indigeni in anni di convivenza e collaborazione.

Le tecniche sono solo espedienti. Diventare vasi vuoti, canali vuoti, attraverso cui far fluire l’energia dei maestri, è la strada.

 

Sincretismo psico-spirituale

La nostra scelta istintiva di operare sia su noi stessi che su altre persone con tecniche provenienti da diverse culture e tradizioni deriva da un’inclinazione personale alla curiosità e al desiderio di esplorazione, legate alla passione per il viaggio.

La ricerca spirituale è essa stessa un viaggio sia interiore che esteriore, poiché prevede una discesa nell’anima e nello spirito, ma anche un’esplorazione di luoghi, gruppi, esperienze.

Ma tale inclinazione al sincretismo ha anche una base pratica e razionale. L’uomo occidentale di oggi, trovandosi al termine di un ciclo socioculturale nel quale ha avuto contatti con innumerevoli culture diverse e trovandosi anche di fronte a un futuro nel quale la cultura sarà planetaria, può trarre beneficio concreto dall’utilizzo di diverse tradizioni e tecnologie spirituali.

Nel nostro complesso corpo, mente, emozioni, anima, spirito è registrata la memoria di diversi modi di essere. Siamo tecnologici e intellettuali, spirituali e animici, emozionali e razionali, e non è che il cervello rettiliano non esista più nelle nostre profondità. Nemmeno il cervello da primate e la corteccia da uomo paleolitico sono scomparsi.

Mentre da una parte ci stiamo rivolgendo alle stelle, dall’altra ci rivolgiamo alla terra. Per tali ragioni l’istinto a utilizzare il tamburo, che scatena forze ctonie ed energie primitive, insieme a forme di meditazione più eteriche, che fanno uso dell’aria con la respirazione, ci sembra abbia una motivazione precisa. Ci permette di sviluppare sia le forze provenienti dal basso che quelle provenienti dall’alto. Il tamburo lavora con gli elementi terra e fuoco e con gli animali, le piante, gli elementi naturali visibili, la forza della foresta e contribuisce a mettere radici. Le meditazioni, perlopiù orientali e dinamiche, lavorano sugli elementi aria e acqua e sul complesso corpo-spirito-ghiandole collegandolo a energie provenienti dall’alto ed elevando le energie presenti nel corpo verso l’alto.

L’insieme di queste procedure entrambe sacre e naturali, abbiamo sperimentato che contribuisce a uno sviluppo armonico di corpo, mente, spirito, emozioni, e delle relazioni sia con elementi concreti della vita quotidiana sia con elementi del mondo invisibile altrettanto importanti.

Ambedue le pratiche sono legate al ritmo e alla ciclicità, ambedue scatenano forse sopite.

Di fatto sono due strumenti complementari per un viaggio attraverso diversi stati di coscienza, dove si ha la possibilità di vedere cose diverse, ma anche di curare ed essere curati, senza necessariamente capire razionalmente cosa stia accadendo.

Il tamburo, tra le altre cose, è considerato dagli sciamani un cavallo per esplorare altri mondi, il respiro e la meditazione sono per gli orientali il contatto con l’anima. Sono strumenti per la liberazione, strumenti utili per accedere al mondo di libertà che abbiamo il diritto di vivere.

Unaltrosguardo su viaggi, eventi, fatti, luoghi, persone – Testi e foto di Mauro Villone, se non diversamente specificato