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Essere Arte – Seminario Luglio 2022

ESSERE ARTE

Donna che prega nel Gange Ph. mvillone
Donna che prega nel Gange Ph. mvillone
SEMINARIO A TORINO
2-3 LUGLIO 2022
CIRCOLO DEGLI ARTISTI
con Mauro Vishva Towé
e
Lidia Sangeeta Kleklé

Tema

Tema del Seminario è “Essere Arte”. Tema cruciale e centrale di tutta la nostra filosofia e ricerca è esattamente la presa di coscienza del valore intrinseco dell’esistenza e di ogni essere umano. Questo tema è connesso con quelli che sono gli insegnamenti trasmessi dal Maestro Atma Nambi e dagli sciamani di Nord e Sudamerica. L’Essere Umano come Opera d’Arte.

Infatti il libro di Atma Nambi, che abbiamo in progetto di tradurre in italiano, porta il titolo: “The Human Anthem”. Che noi traduciamo come “Inno all’Umanità”.

Gli insegnamenti di Atma Nambi in sintesi.

Abbiamo incontrato Atma Nambi, proveniente dal Tamil Nadu, su dell’India, diversi anni fa in Brasile. Fu ospite nella nostra sede di Rio de Janeiro dove tenne un primo seminario. Da allora abbiamo instaurato con lui una profonda amicizia e abbiamo partecipato, anche come suoi assistenti, a diversi seminari, anche della durata di diverse settimane, fino a ioltre un mese. Abbiamo condiviso con lui diversi mesi di convivenza e siamo diventati insegnanti accreditati dell’Upanisha Ananda Mandir, la sua scuola e Ashram in India.

Gli insegnamenti che ci ha trasmesso sono innumerevoli. Meditazioni, statiche e dinamiche, respirazioni Pranayama, metafisica, filosofie occidentali e orientali, sistemi di meditazione arcaici e recenti.

La nostre innumerevoli esperienze con la spiritualità in India, Italia e Brasile ha fatto si che potessimo creare un nostro sistema, nel quale sincretizziamo concezioni orientali e sciamaniche, utilizzo di piante medicina e procedure indigene come la Pajelança, la cura nativa brasiliana, respiro Pranayama e Tamburo Sciamanico.

Queste pratiche, un tempo riservate ad adepti e iniziati, oggi, per ragioni storiche, culturali, spirituali e soprattutto di sviluppo delle coscienze individuali e della coscienza collettiva, possono essere raggiunte e messe in atto da innumerevoli persone in tutto il mondo. La finalità di tutto questo è l’espansione della coscienza. Che è ciò che permetterà all’umanità di salvarsi dal baratro che si trova di fronte, mettendo se stessa in condizioni di trovare il proprio vero posto nel cosmo e il valore di ogni singolo Essere Umano.

Perché avvicinarsi oggi allo sciamanesimo?

Perché si tratta di un insieme di pratiche, di saggezza e di conoscenze ancestrali antichissime che possono aiutare enormemente le persone comuni di oggi.

In passato lo sciamanesimo era praticato e guidato da quelli che oggi chiamiamo, a seconda dei luoghi e delle culture, sciamano, pajé, medicine-man, curandero o con altri appellativi, nelle culture tribali. Ma tutta la tribù partecipava a pratiche e cerimonie. Avviene ancora oggi nelle culture native sopravvissute.

La ricerca spirituale occidentale di oggi ha riacceso da alcuni decenni l’interesse per queste pratiche.

Fondamentalmente questo tipo di visione della vita porta alla connessione profonda con il proprio sé, che a sua volta è profondamente connesso con la natura e il Sé transpersonale di tutto l’universo.

Attraverso questo tipo di coscienza e muovendosi per istinto e intuizione tra i simboli naturali, come piante, erbe, animali, suoni, elementi, lo sciamano può agire sia sulla realtà spirituale che su quella materiale, permettendo di ottenere risultati concreti.

Questi risultati concreti possono essere della natura più diversa.

La nostra ricerca personale ci porta a cercare, oltre la sopravvivenza e il benessere materiale, benessere psicofisico, pace, serenità, buone relazioni, espansione della consapevolezza, conoscenza.

Come è avvenuto e sta avvenendo con le pratiche orientali e l’esoterismo europeo, oggi ci troviamo di fronte a una apertura di queste conoscenze, che diventano disponibili a persone comuni, in modo che possano trarne beneficio per se stesse e per la comunità.

E’ una necessità sempre più pressante, poiché l’intera umanità si sta trovando progressivamente sempre più chiamata a rispondere agli interrogativi spirituali dell’esistenza. Fondamentalmente alla domanda “Chi sono io?”.

Lo sciamanesimo, grazie agli strumenti che può dare per ritrovare un contatto con le profondità, può aiutare a trovare risposte che non si trovano certo nel razionale e nell’intelletto, bensì nel sentire corporeo. Non saprei come esprimere meglio tale concetto.

In sostanza stare nella natura, parlare con le piante, ingerirle, contemplare il fuoco, bagnarsi nell’acqua, suonare il tamburo, danzare, muoversi nelle foreste e nelle dune, stare nel silenzio, tutto questo con la consapevolezza di essere nient’altro che una emanazione di quella stessa natura e non qualcosa di staccato, permette di trovare un senso inesplicabile di appagamento e completezza.

E’ sicuramente semplicissimo sul piano sia concettuale che pratico. La parte difficile è eliminare tutte le macerie che sono state riversate su questo stato primordiale, che è la vera natura dell’Uomo.

Si tratta di macerie solide, liquide, psichiche, gassose, sonore, visive.

Il nostro lavoro, di fatto, consiste nel rimuoverle, per ritrovare nient’altro che ciò che siamo sempre stati: Entità Sacre e Divine in un Cammino Eterno.

Il Metodo

Noi operiamo con un nostro metodo, basato sul sincretismo tra meditazione tantrica e vedica, sciamanesimo e utilizzo di tamburo sciamanico e respirazione Pranayama. Proponiamo meditazioni dinamiche molto potenti, che permettono di superare la barriera dell’ego e accedere al sistema limbico, arrivando molto in profondità nel nostro subconscio.

Ma non solo. Creiamo un Campo di Guarigione Energetica con l’impiego di tamburi, canti sciamanici, mantra, gridi, offerte, pratiche sciamaniche diverse di nord e sudamerica, danze, musiche e diverse pratiche di contatto corporeo.

Obbiettivi

Obbiettivo degli incontri è trascendere la barriera della mente, per riuscire a entrare nelle camere del Re e della Regina. Le camere segrete dove è custodita la vera mitica essenza di noi stessi e della nostra vita. La nostra Opera d’Arte personale.

GLI INCONTRI

Vivencias

Sabato 10.00-13.00

Discussione – Introduzione alla concezione sciamanica e vedica della vita. Eternità, reincarnazione, potere personale, importanza del gruppo. La scoperta dell’arte intrinseca della Vita. Il Valore intrinseco di ogni essere umano.

Pratica – Il Bastone della Parola. Respirazione circolare e tamburo sciamanico. Canti sciamanici. Il cerchio di cura. Le relazioni, l’abbraccio.

Sabato 15.00-18.00

Discussione – L’energia cosmica. Prana, Orgon, Kundalini-Shakti. L’attivazione dell’energia. La risalita dell’energia lungo la Sushumna attraverso i chackras.

La danza, l’espressione corporea. Sentire nel corpo.

Pratica – Potente meditazione dinamica del Maestro Atma Nambi.

Domenica 10.00-13.00

Discussione – Le ricerche di Michael Harner. Il viaggio sciamanico. L’azione del tamburo sulle onde cerebrali. La modificazione degli stati di coscienza. L’uscita dalla mente. La gestione dell’ego. Il Potere Personale. Animali di Potere e Spiriti Guida.

Pratica – Il viaggio sciamanico col tamburo e i sonagli. Canti sciamanici.

Domenica 15.00-18.00

Discussione – Gli strumenti dello Sciamanesimo. Oggetti di potere. Gli elementi, piume, rocce, cristalli, legni, bastoni, semi, artigianato. Pipe, ventagli, tamburo, maracas, amuleti.

Gli elementi naturali, Aria, Acqua, Terra e Fuoco. Gli elementi biologici della Natura. Il Popolo di Pietra, le Rocce, i Cristalli e le Montagne. Il Popolo in piedi, le Piante. Elementi geografici come pianure, deserti, oceani, mari e fiumi.

Pratica

1. Canti sciamanici. Cerchio di sguardi dell’Alleanza.

2. Bastone della parola e cura nativa

Portare lumini e fiori, e altre offerte vestire abiti bianchi e colorati.

Chiusura del Seminario.

I programmi possono subire variazioni in base all’energia del momento, del luogo e del gruppo.

Costo iscrizione

170,00€ entro 15 giugno

175,00€ entro 30 giugno

180,00€ dopo 30 giugno

Da versare sull’Iban sottostante

ASSOCIAZIONE GENTE DELLA CITTA’ NUOVA

BANCA BPER – AG.TORINO

IBAN: IT13Y0538701007000042188633

 

CHI SONO IO? – SEMINARIO TORINO 14-15 MAGGIO 2022

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SEMINARIO TORINO 14-15 MAGGIO 2022

con Mauro Vishva Towé e Lidia Sangeeta Kleklé

Tema del Seminario è “Chi sono Io?”. Tema focale e centrale di tutta la nostra filosofia e ricerca, connessa con quella del Maestro Atma Nambi e degli sciamani di Nord e Sudamerica.

Perché avvicinarsi oggi allo sciamanesimo?

Perché si tratta di un insieme di pratiche, di saggezza e di conoscenze ancestrali antichissime che possono aiutare enormemente le persone comuni di oggi.

In passato lo sciamanesimo era praticato e guidato da quelli che oggi chiamiamo, a seconda dei luoghi e delle culture, sciamano, pajé, medicine-man, curandero o con altri appellativi, nelle culture tribali. Ma tutta la tribù partecipava a pratiche e cerimonie. Avviene ancora oggi nelle culture native sopravvissute.

La ricerca spirituale occidentale di oggi ha riacceso da alcuni decenni l’interesse per queste pratiche.

Fondamentalmente questo tipo di visione della vita porta alla connessione profonda con il proprio sé, che a sua volta è profondamente connesso con la natura e il Sé transpersonale di tutto l’universo.

Attraverso questo tipo di coscienza e muovendosi per istinto e intuizione tra i simboli naturali, come piante, erbe, animali, suoni, elementi, lo sciamano può agire sia sulla realtà spirituale che su quella materiale, permettendo di ottenere risultati concreti.

Questi risultati concreti possono essere della natura più diversa.

La nostra ricerca personale ci porta a cercare, oltre la sopravvivenza e il benessere materiale, benessere psicofisico, pace, serenità, buone relazioni, espansione della consapevolezza, conoscenza.

Come è avvenuto e sta avvenendo con le pratiche orientali e l’esoterismo europeo, oggi ci troviamo di fronte a una apertura di queste conoscenze, che diventano disponibili a persone comuni, in modo che possano trarne beneficio per se stesse e per la comunità.

E’ una necessità sempre più pressante, poiché l’intera umanità si sta trovando progressivamente sempre più chiamata a rispondere agli interrogativi spirituali dell’esistenza. Fondamentalmente alla domanda “Chi sono io?”.

Lo sciamanesimo, grazie agli strumenti che può dare per ritrovare un contatto con le profondità, può aiutare a trovare risposte che non si trovano certo nel razionale e nell’intelletto, bensì nel sentire corporeo. Non saprei come esprimere meglio tale concetto.

In sostanza stare nella natura, parlare con le piante, ingerirle, contemplare il fuoco, bagnarsi nell’acqua, suonare il tamburo, danzare, muoversi nelle foreste e nelle dune, stare nel silenzio, tutto questo con la consapevolezza di essere nient’altro che una emanazione di quella stessa natura e non qualcosa di staccato, permette di trovare un senso inesplicabile di appagamento e completezza.

E’ sicuramente semplicissimo sul piano sia concettuale che pratico. La parte difficile è eliminare tutte le macerie che sono state riversate su questo stato primordiale, che è la vera natura dell’Uomo.

Si tratta di macerie solide, liquide, psichiche, gassose, sonore, visive.

Il nostro lavoro, di fatto, consiste nel rimuoverle, per ritrovare nient’altro che ciò che siamo sempre stati: Entità Sacre e Divine in un Cammino Eterno.

Mauro Vishva Towé Villone

Il Metodo

Noi operiamo con un nostro metodo, basato sul sincretismo tra meditazione tantrica e vedica, sciamanesimo e utilizzo di tamburo sciamanico e respirazione Pranayama. Proponiamo meditazioni dinamiche molto potenti, che permettono di superare la barriera dell’ego e accedere al sistema limbico, arrivando molto in profondità nel nostro subconscio.

Obbiettivi

Obbiettivo degli incontri è trascendere la barriera della mente, per riuscire a entrare nelle camere del Re e della Regina. Le camere segrete dove è custodita la vera mitica essenza di noi stessi e della nostra vita.

GLI INCONTRI

Vivencias. Intraducibile dal portoghese. Si potrebbe tentare con “esperienze” o “vissuti”, ma Vivencias rende l’idea in maniera specifica, intraducibile in italiano.

Una grande attenzione sarà posta sulla Cura di Gruppo, estremamente profonda ed efficace.

Sabato 10.00-13.00

Discussione – Introduzione alla concezione sciamanica e vedica della vita. Eternità, reincarnazione, potere personale, importanza del gruppo.

Pratica – Il Bastone della Parola. Respirazione circolare e tamburo sciamanico. Canti sciamanici. Il cerchio di cura. Le relazioni, l’abbraccio.

Sabato 15.00-18.00

Discussione – Gli strumenti dello Sciamanesimo. Oggetti di potere. Gli elementi, piume, rocce, cristalli, legni, bastoni, semi, artigianato. Pipe, ventagli, tamburo, maracas, amuleti. Gli strumenti odierni dello sciamanesimo urbano. L’utilizzo degli strumenti per la cura.

Pratica – Sessione di Cura nativa. Autocura.

Domenica 10.00-13.00

Discussione – Le ricerche di Michael Harner. Il viaggio sciamanico. L’azione del tamburo sulle onde cerebrali. La modificazione degli stati di coscienza. L’uscita dalla mente. La gestione dell’ego. Il Potere Personale. Animali di Potere e Spiriti Guida.

Pratica – Il viaggio sciamanico col tamburo e i sonagli. Canti sciamanici.

Domenica 15.00-18.00

Discussione – L’energia cosmica. Prana, Orgon, Kundalini-Shakti. L’attivazione dell’energia. La risalita dell’energia lungo la Sushumna attraverso i chackras.

La danza, l’espressione corporea. Sentire nel corpo.

Pratica – La potente meditazione dinamica Bhairovì di Atma Namba.

Chiusura del Seminario.

Costo iscrizione

130,00€ entro 31 marzo
140,00€ entro 15 aprile
150,00€ entro 30 aprile
160,00€ dopo 30 aprile
Da versare sull’Iban sottostante

ASSOCIAZIONE GENTE DELLA CITTA’ NUOVA

BANCA BPER – AG.TORINO

IBAN: IT13Y0538701007000042188633

Dove sarà.

Comunicheremo location all’ultimo ai partecipanti. Non saranno richiesti pass ovviamente.

La zona sarà comunque Borgo Po a Torino, davanti al nostro amato corso d’acqua, immerso nel verde. Parte all’aperto, parte in licali chiusi.

Negli intervalli di pranzo ci organizzeremo con ognuno che porta qualcosa e lo condivide.

Il sabato sera si potrebbe cenare insieme in uno dei locali vicini.

Info

Whatsapp 00393487299033

Sessioni individuali

A richiesta a offerta libera. Sempre in zona Borgo Po, Madonna del Pilone. Della durata di circa 1 ora.

Dialogo, fumigazioni, massaggio spirituale, terapia vibrazionale con sonagli, tamburi, canti.

La Spada nella Roccia – Ritiro Spirituale sulle Colline Toscane dell’Alta Maremma

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8 – 12 giugno

Muoversi con l’istinto e l’intuizione

“Namah” è una parola sanscrita che significa più o meno “mi affico” o “mi consegno”. Potrebbe essere vicina alla parola inglese “surrender”. Quasi un arrendersi, senza accezzioni militari o negative. Ovvero semplicemente prendere coscienza dell’immanenza inimmaginabile e incomprensibile del creato.

In altre parole “Fede”.

Noi ci muoviamo così da tempo. E cerchiamo di trasmettere ad altri questo sentire in primo luogo perché ci divertiamo come pazzi a farlo e poi perché riteniamo sia utile, addirittura strategico per lo sviluppo del nuovo mondo.

Inoltre la “trasmissione” del sentire fa proprio parte del cammino spirituale. Ovvero non ci si può proprio esimere dal farlo se si intende crescere.

Ma soprattutto, ribadiamo, anche se tutto questo è diventato il nostro lavoro, ci divertiamo davvero.

Questo lavoro si inserisce in un progetto più ampio di valorizzazione del territorio e della sua sacralità, e di omaggio agli antenati, che stiamo sviluppando in diverse regioni italiane, come Piemonte, Lazio, Liguria, Toscana e di cui parleremo a breve in un altro articolo.

Cosa trasmettiamo

Al di là di intuizione, sentire, emozioni, amore, trasmettiamo competenze acquisite in decenni di lavoro e ricerca nei campi della comunicazione, dell’educazione, dell’arte, della spiritualità, della meditazione, dello sciamanesimo, della filosofia nativa, della vita nelle foreste e a contatto con la natura e gli indigeni.

Viviamo perlopiù in Brasile, dove collaboriamo con tribù Fulni-o, Guarany, Huni Kuin, Yawanawà e con persone come Carlos Sauer, che porta in Brasile decenni di esperienza con tribù nordamericane come Cheyenne, Lakota, Ogibwa e personaggi come Laercio Fonseca, astrofisico, ufologo e contattista.

Ma uno dei nostri punti di riferimento, per la filosofia Veda, la Meditazione, il Pranayama è un indiano del Tamil Nadu, il Maestro Atma Nambi.

I risultati di ciò che trasmettiamo ora e da anni sono tangibili e concreti. Testimoniati dal cambiamento della vita di ormai decine di persone.

Non è certamente solo merito nostro. Se3mplicemente risvegliamo forze ed energie poderosissime presenti in ognuno di noi.

Onore agli ancestrali

Per la prima volta teniamo in Italia un ritiro spirituale di 5 giorni.

La scelta è caduta su questo luogo poiché nulla accade per caso. In primo luogo in un ritiro a Torino nel 2021 abbiamo incontrato Stefania, la madre dei ragazzi che da anni portano avanti con molto amore il Resort del loro antenato, sorto sulle Colline Metallifere della Toscana, in una location straordinaria, più unica che rara.

Andrea e Emilio, insieme alle loro compagne, hanno avviato da anni, parallelamente all’attività di accoglienza del Resort, una attività estremamente seria di escursioni a cavallo.

Nell’ottobre 2021 siamo stai per diversi giorni in questo posto e ci è piaciuto tantissimo. La natura è a dir poco esagerata. Il resort, con una atmosfera retrò, è straordinario, l’attività con i cavalli è estremamente seria.

L’energia di tutta la situazione è superlativa, ma non finisce qui, il pezzo forte è ancora un altro.

Si sa come la Toscana sia un centro di cultura medievale e rinascimentale di livello mondiale. Questa zona in particolare, non distante da Siena, è ricca di storia e di borghi medievali, spesso legati a una attività storica del luogo, l’estrazione mineraria. Non per niente si chiamano Colline Metallifere.

Ma c’è di più. Nel XII secolo ebbe luogo una storia straordinaria, che ebbe come protagonista San Galgano, un Santo quasi dimenticato dalla tradizione popolare nazionale, ma molto ben conosciuto sia in loco che dagli appassionati di certi argomenti.

In realtà San Galgano fu un santo straordinario per via di alcune caratteristiche. Come diversi santi dell’epoca fu in gioventù un cavaliere e un guerriero. In particolare Galgano, in ossequio alla tradizione paterna, era devoto di San Michele Arcangelo. E grazie proprio a Galgano, questo luogo divenne parte dei tradizionali cammini di San Michele.

Ma la storia è lunga e complessa.

Secondo la tradizione Galgano incontrò in sogno gli apostoli, che lo esortarono a lasciare le vesti di cavaliere per dedicarsi alla meditazione, indicandogli il posto dove recarsi a pregare. Il luogo era Montesiepi. A quel tempo si trattava di un luogo impervio e difficile da raggiungere e dopo un travagliato processo di cambiamento interiore Galgano vi si recò, e qui pianto la sua spada di cavaliere nella roccia.

La spada si trova qui, infissa tra le rocce ancora oggi.

Galgano divenne monaco ed eremita e raccolse intorno a se altri ricercatori spirituali dell’epoca. Costruirono una prima cappella che poi venne ampliata, fino a diventare quello che è oggi, una piccola chiesa, molto particolare, caratterizzata da una pianta e una copertura circolari, ricche di sgnificati e simboli. Nei pressi sorse in seguito una abbazia cistercenze.

Il luogo è estremamente ameno a stracarico di energie, molto adatto alla meditazione e alla contemplazione.

Questo è uno dei luoghi che utilizzeremo per alcune meditazioni nel nostro ritiro. Inoltre per raggiungere il luogo si effettua una escursione attraverso luoghi selvaggi i natura incontaminata.

Essendo noi legati, tra le altre cose, alla figura dell’Arcangelo Michele, abbiamo scelto questo luogo per realizzare un ritiro spirituale.

Ma hanno contribuito alla scelta anche altri fattori, come l’attività con i cavalli fatta in un certo modo, nonché la sacralità del luogo, sostenuta da una quantità di siti particolari e avvenimenti storici.

La storia reale di Galgano e il mito che ne è scaturito è legato inoltre alla tradizione cavalleresca medievale, ed è evidente il legame con i racconti cavallereschi del ciclo Bretone, nei quali Re Artù, a differenza di Galgano, non infigge la spada nella roccia, bensì la trova e la estrae.

Il lavoro che faremo nel ritiro spirituale sarà legato anche a tutta questa simbologia.

Un’altra simbologia importante del luogo, sulla quale lavoreremo è il Dio bifronte Giano, che da il nome al luogo. Giano è una divinità molto antica, ricca di significati, dotata di due volti che guardano in direzioni opposte, al passato e al futuro. Giano è la divinità degli inizi.

Questo elemento, insieme ad altre simbologie legate alla Morte, saranno per noi oggetto di meditazione sul tema dell’inizio e della fine, a sua volta legato a una divinità Vedica fondamentale, Shiva, dio ella Distruzione e della Rinascita.

Questo lavoro si inserisce in un progetto più ampio di valorizzazione del territorio e della sua sacralità, e di omaggio agli antenati, che stiamo sviluppando in diverse regioni italiane, come Piemonte, Lazio, Liguria, Toscana e di cui parleremo a breve in un altro articolo.

Da Mercoledì a Domenica

Mercoledì

14-18 Arrivo e sistemazione

Ore 18 Incontro di benvenuto e presentazione in cerchio col Bastone della Parola. Canto sciamanico di Apertura. Il richiamo a raccoltra dei Guerrieri. Fumigazioni con la Salvia Bianca.

Ore 19 Introduzione a San Galgano, la Spada nella Roccia, San Michele, il Monachesimo nel Medioevo, la Rotonda di Montesiepi.

Ore 20.30 Cena

Giovedi

Dalle 8 alle 9 Colazione

Ore 10.30 Cerchio di cura. Meditazione e Respirazione. Meditazione profonda. Viaggio Sciamanico col tamburo a 180 battiti al minuto. L’Intento. Il progetto di vita di ognuno. Fumigazioni con la Salvia Bianca.

Ore 13.00 Pranzo leggero

Riposo fino alle 16.00

Ore 16.30-18.30 Filosofia Veda, gli insegnamenti di Atma Nambi. Meditazione Net Net. Uscire dalla Mente. Meditazione Trivini.

Ore 19.30 Cena

Ore 21.00-22.00 Canti sciamanici intorno al Fuoco Sacro

Venerdì

Dalle 8 alle 9 Colazione

Ore 10.30 Partenza escursione a cavallo (facoltativa) o in auto.

Ore 11.00 Arrivo al fiume. Bagno rituale di purificazione. Bagno con le erbe.

Ore 12.30 Meditazione e spuntino al fiume

Riposo fino alle 15.30

15.30 Ripresa escursione fino alla Rotonda di Montesiepi

16.30-18.00 Visita di Montesiepi, la Spada nella Roccia, il Monastero Cistercense. Meditazione in loco, sentendo e onorando con canti, tamburi e mantra le energie del luogo.

18.00 Ritorno al Resort

20.30 Cena

Sabato

Dalle 8 alle 9 Colazione

Ore 10.30-12.30 Respirazione e Meditazione. Meditazione Bhairava.

13.00 Pranzo

Riposo fino alle 15.30

Ore 15.30 Escursione a piedi nel bosco.

Ore 16.30 Visita dell’area sacra medievale.

Ore 17.30 Meditazione nella foresta. Canti sciamanici. Gli antenati, il perdono e la morte.

Ore 18.30 Ritorno al Resort

Ore 20.00 Cena

Ore 21.00 Ruota intorno al Fuoco Sacro. Liberazione di energia. Pitture del viso e Danze.

Domenica

Dalle 8 alle 9 Colazione

Ore 10.30 Ruota di cura con canti e mantra. Meditazione attiva. Cura Nativa di gruppo.

Ore 13.00 Pranzo

Ore 15.30 Incontro di anime. Bastone della parola.

Ore 17.00 Partenza

Info

Possibile prolungamento dell’esperienza nella settimana successiva, con sesioni di cura private, specifiche su diversi temi.

ISCRIZIONI

E’ importante raccogliere le iscrizioni in tempi brevi per ragioni organizzative.

In particolare per la prenotazione delle camere.

I posti sono limitati.

Costi

Iscrizione entro 31 marzo.
750,00 €. Tutto incluso.

Pernottamento e pasti. Spostamenti, escursioni in auto e a piedi. Lezioni e incontri.

Pernottamento in camera doppia. Letti matrimoniali o singoli.

La camera singola richiede un supplemento di 84€.

Piscina.

Iscrizione entro 15 aprile
800,00 € tutto incluso
Iscrizione entro 30 aprile
850,00 € tutto incluso
Iscrizioni dopo 30 aprile, in relazione a eventuali posti ancora liberi.
900,00 € tutto incluso

Non sono incluse bevande extra, sconsigliati alcolici.

Non sono incluse sessioni private.

Escluse eventuali escursioni a cavallo. Costo 25 € l’ora.

Prolungamento dell’esperienza.

Qualora fossero disponibile le camere nella settimana successiva al ritiro, abbiamo pensato di dare la possibilità di prolungare l’esperienza.

Il solo pernottamento con colazione e cena (mezza pensione)avrà un costo di 75 € al giorno.

Il pernottamento e i pasti più il proseguimento del lavoro spirituale di gruppo e una sessione privata specifica ogni giorno avrà un costo di 170 € al giorno.

Nei giorni successivi organizzeremo altre meditazioni di gruppo e altre escursioni, come per esempio quella nel paese di origine di San Galgano e altri borghi medievali. Oppure un ritorno alla Rotonda di Montesiepi.

Sessioni private a richiesta nella settimana successiva al ritiro.

Info e iscrizioni

Whatsapp Mauro Villone 00393487299033

Email: mauro.villone@libero.it

Per iscrizione versamento sul seguente conto intestato a:

ASSOCIAZIONE GENTE DELLA CITTA’ NUOVA

BANCA BPER – AG.TORINO

IBAN:  IT13Y0538701007000042188633

In alternativa ricarica carta Postepay a richiesta scrivendo a Whatsapp 00393487299033

Emissione ricevuta solo a richiesta.

Attestato di partecipazione solo a richiesta.

Come arrivare al Rifugio Prategiano

Il Rifugio, che è poi un affascinante Hotel retrò, dotato di piscina, Spa, piscina riscaldata e altri servizi, si trova immerso in un paesaggio da urlo tra le colline dell’Alta Maremma toscana, non lontano dal comune di Montieri.

Offre escursioni a cavallo, in moutain bike, in auto, in moto, a piedi.

https://www.hotelprategiano.it/

A questo link trovate info e foto.

Si può arrivare in treno a Follonica. Da qui autobus fino a Montieri. A Montieri veniamo a prendervi.

In alternativa navetta organizzata dall’Hotel che viene a prendervi a Follonica. Costo 60€. Oppure c’è il taxi.

Si può arrivare in treno anche a Siena.

Qui la mappa: https://www.hotelprategiano.it/dove-siamo/

 

 

La concezione mitica dell’esistenza

La concezione mitica dell’esistenza

 

  1. Il Punto di Vista

La concezione dell’esistenza è un fatto soggettivo, ma che non può prescindere da osservazioni oggettive. Ovvero, è possibile avere un’opinione personale di come sia la realtà della vita, ma questa opinione può formarsi solo dopo aver vissuto esperienze e osservato fatti.

I punti di vista sono innumerevoli, miliardi e miliardi. Addirittura la stessa persona può avere punti di vista differenti nel tempo e nello spazio a seconda delle circostanze.

Esistono però correnti di pensiero, le quali, con buona approssimazione, possono radunare concetti che vengono condivisi da un certo numero di persone.

Nel corso della storia si sono formate numerose correnti, perlopiù ascrivibili a una scuola filosofica piuttosto che un’altra.

Quello che a noi interessa in questa sede sono due punti di vista specifici. La concezione meccaniscistica della vita e quella spiritualista.

La prima vede la vita e di conseguenza l’essere umano come una macchina. Qualcosa che può essere programmata, studiata, sezionata, suddivisa, riparata, modificata. Una cosa che ha un inizio, un percorso e una fine nel mondo materiale visibile e analizzabile.

La seconda vede l’essere umano e la vita in genere come un qualcosa di estremamente articolato, che esiste e opera sia nel visibile che nell’invisibile, costituito da diversi livelli energetici, dei quali il mondo fisico e materiale è solo uno. In una continua trasformazione senza inizio né fine.

Ambedue sono concezioni sperimentabili. Ma i materialisti, scientisti e riduzionisti, che credono nella prima ipotesi negano la possibilità che possa esistere la seconda. Mentre chi crede nella seconda ipotesi non nega affatto la prima e crede che la scienza abbia eccome la propria validità, anche se solo fino a un certo punto.

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Gli spiritualisti, attraverso una quantità enorme di tecniche possono sperimentare diversi stati di coscienza e diverse realtà invisibili sul piano fisico. Naturalmente gli scientisti spiegano che tali esperienze siano riconducibili a tutta una serie di connessioni nervose e di flussi biochimici. Mentre gli spiritualisti ritengono che tali esperienze trascendano la materia e che il sistema nervoso e fisico non sia altro che il terminale, per l’appunto fisico e inoltre temporaneo, di esseri che esistono già su altri livelli energetici che si trovano nell’invisibile.

  1. Il dibattito infinito e la materia oscura

Questo dibattito è infinito e dura da secoli. Potrebbe non finire mai oppure a un certo punto gli scientisti potrebbero scoprire evidenze scientifiche della realtà del mondo invisibile. In parte questo sta già avvenendo, poiché la fisica quantistica già da tempo ha ipotizzato la presenza nell’universo di quella che hanno chiamato “materia oscura”. Una quantità di materia che “dovrebbe” esistere per precise esigenze gravitazionali, ma che non si vede. Costituirebbe addirittura dall’85% al 95% della massa dell’intero universo. C’è, ma non si vede.

Anche se il discorso è enormemente più complesso. Poiché l’uomo occidentale ha sempre cercato di trovare una spiegazione per ogni cosa. Una motivazione, un nesso causale, una logica. Tutto deve trovare una spiegazione scientifica. Tutto deve trovare un posto, un senso.

Ed è del tutto ovvio che qualsiasi senso, qualsiasi nesso, può esistere solo in virtù di parametri di riferimento arbitrari. Parametri che nell’infinito, al di fuori degli arbitrari assi cartesiani, non esistono.

D’altra parte ogni evento, ogni più piccolo movimento, qualsiasi cosa, non è casuale, ma al tempo stesso contiene un fattore X che non si può spiegare, si situa al di fuori di tutto, nessuno lo può fermare o catalogare. L’uomo occidentale vi si accanisce senza sosta, poiché vuole capire, spiegare, razionalizzare, controllare, dominare.

Gli stregoni messicani lo chiamano “il sussurro del Nagual”, quelli dell’Amazzonia “la Forza”, gli Aborigeni “il Sogno”, i Veda parlano di “Vastità”. È qualcosa alla quale gli esseri illuminati si arrendono senza condizioni, cadendo in un estasi senza tempo, libera dalle catene della mente e dell’io, e che per tutti gli altri è una prigione senza vie di uscita.

  1. La visione spiritualista

Personalmente la mia inclinazione naturale è quella di avere una visione spiritualista. In particolare, leggendo gli scritti del grande studioso delle religioni del 900, Mircea Eliade, anni fa, rimasi colpito da una sua frase. Diceva “l’uomo occidentale dovrebbe avvicinarsi a una visione mitica dell’esistenza”. Il gande studioso si riferiva al fatto che l’antropologia e l’etnologia, così come lo studio delle religioni, erano enormemente distaccate dall’esperienza spirituale e analizzavano l’esperienza mistica e religiosa come un qualcosa di meccanico, perlopiù appartenente a menti primitive. Rilevava l’arroganza degli studiosi occidentali, sicuri di appartenere a una compagine capace di capire come realmente stessero le cose, grazie all’aiuto dell’analisi e della ragione.

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Questo atteggiamento esiste ancora oggi. Un altro studioso, un antropologo tedesco, successivo a Mircea Eliade e tuttora vivente, Holger Kalweit ha ulteriormente approfondito questo tema, già dai primi anni 80 del secolo scorso.

E un altro antropologo del 900, americano, Michael Harner, considerato il più grande esperto di sciamanesimo di tutti i tempi, si giocò la carriera accademica, per diventare lui stesso sciamano, con l’utilizzo di piante psicotrope e del tamburo. La lunga permanenza con indigeni di Sud e Nordamerica lo aveva lentamente trasportato sull’altro versante dell’esistenza, dal razionale all’irrazionale.

Michale Harner divenne così, da professore di sciamanesimo all’università, insegnante di tecniche sciamaniche a Esalen, storicamente il primo centro olistico della nostra era, nato negli anni 70 in California. Qui divenne Maestro del mio Maestro Carlos Sauer, il brasiliano da cui ho appreso a suonare il tamburo e a cantare i canti sciamanici.

Io credo che quanto sostengono questi studiosi sia estremamente interessante e, di fatto, possa essere sperimentato con l’esperienza personale.

La concezione “mitica” dell’esistenza, che per me va addirittura oltre la concezione spiritualista, mette in gioco tutto quello che ha a che vedere da millenni con la vita dell’uomo. Mitologia, divinità, alchimia, magia, stregoneria, ombre, luci, psicologia del profondo, esoterismo, vite precedenti e parallele, fiabe, leggende, spiriti, credenze, visioni, sogni, incubi e misteri.

Tutto questo può quindi essere non solo oggetto di studio, bensì sperimentazione psichica e spirituale sulla propria pelle.

Questo gigantesco affresco che parte dalla preistoria, o forse ancora prima, il quale attraversa mondi su mondi, universi mitici e mistici, è sempre stato oggetto di interesse da parte di sciamani e ricercatori spirituali. Oggi questo interesse si è diffuso enormemente e progressivamente. L’interesse per la magia, l’esoterismo e lo spiritismo esiste nel mondo occidentale fin da XIX secolo e ha poi avuto un grande incremento a causa dell’epopea coloniale, che ha portato presso gli occidentali una quantità di credenze e di pratiche esotiche. Un ulteriore incremento lo abbiamo osservato dagli anni 60 del secolo scorso a oggi, con un progressivo riavvicinamento di individui e gruppi occidentali alle culture e alle pratiche indigene e orientali.

  1. Il vero cambiamento

Io ritengo che questo processo non sia certo casuale. Si inserisce a meraviglia in quello che è lo sviluppo culturale e spirituale di tutta l’umanità. Gli occidentali hanno un estremo bisogno di riscoprire le proprie radici spirituali. Gli indigeni rimasti sentono la necessità di comunicare la propria ancestralità al resto del mondo. Insieme si possono fare grandi cose e tutto questo sta avvenendo, anche se non senza difficoltà.

Oggi molte delle tecniche esotiche, sciamaniche e spiritualiste, si sono diffuse in occidente. Questo processo ha inoltre risvegliato l’interesse per pratiche spirituali arcaiche proprie dell’occidente, come per esempio l’alchimia o le tradizioni celtiche, creando diverse forme di sincretismo. Si può osservare così come diverse pratiche si possano integrare vicendevolmente con efficacia.

È un mondo nel quale si trovano anche tanta fuffa e improvvisazione, ma nel quale c’è anche molto materiale interessante.

Personalmente ho sviluppato nel corso degli anni un sincretismo personale che mi ha condotto a creare un mio sistema, che coniuga sciamanesimo e meditazione vedica, con particolare riferimento al Pranayama.

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Conduco, sia personalmente che con altre persone o gruppi, sessioni di respirazione ritmata dal tamburo sciamanico o dai mantra. Utilizzo inoltre il tamburo sia da solo per i viaggi sciamanici che con i canti di cura e cerimoniali.

Le respirazioni poi entrano a far parte di una meditazione dinamica completa molto potente che ho appreso da un altro mio Maestro, il Guru indiano Atma Nambi.

  1. La pratica

Di fatto la sperimentazione di quel mondo magico di cui ho parlato prima può avvenire grazie alla modificazione degli stati di coscienza, sia a livello individuale che collettivo. Tali modificazioni possono avvenire in diversi modi. Respirazioni, posture del corpo, deprivazioni sensoriali, esperienze limite, isolamento, silenzio, mantra, canti, dialogo, suoni, sudorazione, ingestione di sostanze vegetali, permanenza in presenza di illuminati o uomini-medicina. Si tratta di un mondo vastissimo e articolato che può essere esplorato e vissuto con il preciso scopo di avvicinarsi sempre di più alla risposta, senza peraltro mai raggiungerla definitivamente, alla domanda “Chi sono io?”.

Gli sciamani utilizzano molti strumenti sia psichici che materiali, come tamburi, sonagli, pipe, erbe, oggetti vari o elementi naturali come l’acqua, il fuoco o i cristalli. Oppure ossa, tessuti, penne, bastoni, foglie, conchiglie, semi.

Celebrano la vita in continuazione, spesso con cerimonie, dove l’atto cerimoniale si fonde con la cura del corpo e dello spirito, della mente e dell’anima, come accade cantando e danzando intorno al fuoco o nella tenda del sudore o nel viaggio sciamanico.

Nel mondo mitico e mistico salute e spiritualità si fondono. Le parole “salute” e “santità” hanno la stessa radice. Nelle culture naturali e tribali il guaritore è anche un sacerdote, mentre in occidente i due ruoli sono rigorosamente separati.

Si tratta di una diversa concezione filosofica della vita che ha una storia secolare.

È una faccenda antica che ha origini proprio nel metodo scientifico e in diverse concezioni della medicina stessa e della salute.

Scienziati, medici e in generale la maggioranza degli occidentali fanno parte di una vasta compagine razionalista e riduzionista, che vede il corpo umano come divisibile in diversi organi, riparabile come una macchina e funzionante come una macchina, alla quale si possono sostituire anche dei pezzi. Al limite sono disposti al transumanesimo e alla fusione con elementi meccanici, elettronici e digitali, fino alla creazione di cyborg.

Mentre mistici e ricercatori spirituali sono più inclini all’idea del corpo umano come espressione fisica di qualcosa di enormemente più complesso, dotato di spirito e di diversi livelli energetici, a loro volta connessi con tutti gli altri e con il cosmo intero. Un qualcosa di armonico e indivisibile la cui salute è connessa con l’evoluzione spirituale, l’amore, la connessione con altri esseri.

Qualcosa di dotato di un enorme Potere Personale intrinseco e connesso con l’intero universo, che nel mondo fisico può esprimersi anche con un efficace sistema immunitario.

Le due visioni sono profondamente diverse e distanti.

  1. Il Potere Personale e la riconnessione

La seconda visione ha una ulteriore caratteristica. Affranca dal potere centralizzato e mette ogni individuo in condizioni di scoprire, sviluppare e utilizzare concretamente il proprio enorme Potere Personale.

Quello che oggi sta accadendo nel mondo, e che non ha precedenti, è la possibilità per le persone comuni di accedere a queste pratiche e a questo potere.

È la vera rivoluzione umana. La rivoluzione che decentra il potere e lo distribuisce a chiunque, senza distinzione di ceto, di razza, di livello culturale, persino di intelligenza. Quello che serve per mettere in pratica l’esplorazione di questo mondo e l’attivazione delle sue gigantesche energie cosmiche sono la sensibilità, il cuore, l’amore, l’umiltà, l’abbandono, la fede.

Quello che avviene di fatto è una riconnessione. Riconnessione con la natura, della quale gli umani sono parte integrante, con le stelle, con gli antenati, con le origini, con il cuore, con il centro, con il proprio amore, con la Vastità. Una riconnessione che è poi una dissoluzione in ciò che era sempre stato e sempre sarà, al di fuori della mente e dell’ego, dello spazio e del tempo.

Un eterno essere in un eterno presente, di cui la vita umana su questa terra non è che un’esperienza evolutiva, un episodio. Non c’è più morte, non c’è più inizio né fine, solo il divenire, una eterna trasformazione. Una eterna Presenza.

Il passo da fare per l’umile uomo o donna comune è solo uno. È vincere la pigrizia, l’inerzia, la sfiducia e mettere in moto quel meraviglioso strumento divino che è il nostro corpo, immerso nello spirito, nel Grande Spirito, di cui noi siamo i terminali su questa terra.

Mauro Vishva Towé Villone

La Verità è che POTETE VIVERE

Abbiate coraggio di vivere, almeno per una volta.

Potreste scoprire che le cose si possono produrre e non necessariamente comprare. Scoprirete che si possono produrre persino i cibi. Ma soprattutto scoprirete che del 90% delle cianfrusaglie che avete in casa potete tranquillamente fare a meno. Scoprirete che potete guadagnare qualcosa in maniere che non avreste mai e poi mai immaginato, e che i pochi soldi guadagnati sono ben più che sufficienti per portare avanti un’esistenza ben più che dignitosa.

Scoprirete che l’unica vera “previdenza” è nelle mani dell’universo, e non di istituti statali o privati, poiché l’insicurezza e la morte fanno parte della vita.

Scoprirete che non c’è alcun bisogno di giudizio, né da parte vostra né da parte di altri nei vostri confronti. E che non c’è alcun bisogno di piacere a tutti, dover piacere a un collega o dover piacere a un capo, poiché l’unico vero piacere è essere autonomi e non certo schiavi di qualche azienda o istituzione.

Scoprirete che ci sono tante cose preziose al mondo, che non si comprano con i soldi, anzi non sono nemmeno in vendita. Come l’aria, lo spazio e il tempo, per esempio. Scoprirete che non è certo necessario prostituirsi e trattare il proprio sacrosanto tempo come una puttana qualsiasi, in cambio di un tozzo di pane o di sicurezza o persino di ori e riconoscimenti. Sarà il primo passo nel cammino del rispetto verso voi stessi.

Scoprirete che la bellezza è nascosta in cose minuscole, altre cose invisibili o altre cose che sembrano scontate e sono a disposizione di tutti, senza che nessuno sia in grado di comprenderle e apprezzarle.

Scoprirete che non c’era bisogno di nulla, fin dal principio e che c’era solo da lasciar fluire, amore, abbandono, comprensione, per armonizzarsi con tutto.

Ph. @mvillone - Gitana in Trance danzando intorno al Fuoco. Santa Cruz, Brasile
Ph. @mvillone – Gitana in Trance danzando intorno al Fuoco. Santa Cruz, Brasile

Scoprirete di valere molto di più di quanto vi avevano mai fatto credere e di essere dotati, TUTTI, di un enorme Potere Personale. Niente che fosse roba vostra. Solo una dotazione temporanea di amore e potere da restituire alla fonte al vostro ritorno. Una dotazione con una forza e un’energia immense, che per attivare bastava riconnettersi alla fonte indicibile con la coscienza, il respiro, la consapevolezza, l’umiltà.

Scoprirete che il distacco e il perdono sono le vere chiavi per accedere all’immensità presente nel vostro scrigno interiore, chiuso e dimenticato da secoli.

Siete Dei, senza saperlo, educati come siete stati, a odiare, rifiutare, non credere.

Non è MAI troppo tardi. Persino in punto di morte c’è la possibilità di riscattare una vita intera. Persino alla fine, col muso nella polvere, si può diventare grandi artisti, magari anche solo per un attimo, capaci di toccare il cuore di una, o centomila persone.

Abbiate davvero amore per voi stessi. Non fatevi devastare dall’arroganza altrui, solo per rimanere attaccati a una poltroncina, alcuni affetti, a un corpo fisico che prima o poi deperirà e finirà in polvere.

Non siete affatto questo fallimento planetario. Siete cercatori di luce mantenuti all’oscuro per troppo tempo, che hanno la missione di riscattare non solo la terra, ma l’universo intero. In un puntino di luce può essere racchiuso tutto.

La vera vita è eterna, il vero mondo è infinito.

(Mauro Vishva Towé Villone)

Il Potere degli Ancestrali

MAURONE

Parlo a Voi, dei quali ho il massimo rispetto, ma che siete prigionieri. Parlo a Voi che siete schiavi di un sistema metropolitano che vi riempie di veleni e di rifiuti liquidi, solidi, psichici e gassosi.
È difficilissimo dare alla luce Sé stessi, la propria creatività e il proprio Amore, quando si passano le giornate a produrre cose che non interessano veramente, utilizzati come schiavi, che guadagniate una miseria o 10.000 dollari al mese. Vi siete messi nei pasticci da soli, per ingenuità, credendo di poter vivere vite felici. Oppure, molto spesso, per avidità, nella speranza di aver di più e avere di meglio. Adesso Vi ritrovate con un pugno di mosche in mano, nella migliore delle ipotesi. Nella peggiore, che è quella reale, vi dovete accontentare di sputare il veleno ingoiato, da dietro una tastiera, contro questo e contro quello. Contro una manica di politici corrotti o di bambocci per errore al potere. Pieni di invidia verso chi ha avuto il coraggio di mettersi in gioco rinunciando ai giocattoli da schiavo per avere tutto, ovvero la propria Vita.
La Morte è il vero consigliere. La luce nera che ci segue dall’inizio alla fine, la Signora delle Illusioni. Quella che ridurrà in cenere questo temporaneo involucro, che ora non è altro che il tempio della nostra coscienza cosmica ed eterna. Le uniche vere cose da onorare.
Continuate pure a dibattervi e a odiare, non Vi servirà a nulla. L’unica vera via di uscita sarà la rinuncia a questa ridicola farsa che vi fa credere di poter avere, mentre non fa altro che togliervi la possibilità di Essere.
Il ricordo di ciò che siamo veramente, Un Tutt’uno con la natura e con i nostri ancestrali, così antichi da fondersi con gli animali, che oggi l’oscurità è tale da far ammazzare anche solo per gioco, sarà la vera via. L’amore per gli ancestrali, per gli animali, gli uccelli e i serpenti, gli insetti e i felini, per le piante, le acque e le montagne è il nostro vero nutrimento. Amare la libertà al punto di poter rinunciare alla propria vita per la Libertà vi darà la Vera Vita e la Vera Felicità nella Vita, così come nella Morte.

Se qualcuno poi desidera un aiutino, propongo umilmente il mio fottutissimo libro al seguente link:

IL MISTERO DELLA LIBERTA’

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Meditazione Para Ti

Premessa

Trasmetto la mia esperienza sulla meditazione non certo in qualità di maestro, ma come sperimentatore e ricercatore autonomo. Ho ormai accumulato oltre 30 anni di esperienza nella ricerca personale. Le forme e le scuole di meditazione sono innumerevoli. Ma in un certo senso meditazione è anche esperienza di vita personale, contemplazione del mondo, concentrazione in attività diverse, relazioni umane, arte, viaggi. Sintetizzo qui i risultati della mia modesta esperienza, per me significativa. L’obbiettivo è quello di fornire uno strumento molto semplice di introduzione a un tema cruciale del nostro tempo: il ritorno a Sé stessi. (Mauro Villone)

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Ferma un attimo

La meditazione è in primo luogo fermarsi un attimo e trovare tempo per se stessi. Sembra banale, ma non lo è affatto, in una società e una cultura che hanno ridotto tutto a valori misurabili solo in termini economici. Pochi sfuggono a questa legge. Così il tempo cosiddetto libero finisce per essere impiegato in TV, videogame, attività futili varie.
Trovare il tempo per se stessi significa ricordarsi di avere un corpo fisico che è come un tempio sacro che ospita un corpo astrale, un corpo eterico, un’anima, una mente, un cuore.

Cosa si fa in pratica.

Si può stare sdraiati o meglio ancora seduti, ma l’ideale è una posizione yoga che si ritenga comoda per se stessi, come quella del Loto per esempio, semplice o con una o ambedue le gambe incrociate, le mani appoggiate sulle ginocchia o poste sul grembo con le prime falangi incorciate. La posizione con la spina dorsale eretta serve per allineare i chackras verticalmente lungo la Sushumna, la linea energetica che passa dalla sommità del capo fino al perineo attraverso il nostro corpo.

Cosa sono i Chackras

Sono centri di energia dinamici, ovvero che ruotano in senso orario o antiorario, situati in punti particolari del nostro corpo. I principali sono, secondo la tradizione Vedica, 7. Ma ci sono opinioni diverse in merito. Per esempio Master Choa Kok Sui, che formalizzò il Pranic Healing (la cura pranica con le mani) e l’Arathic Yoga, ritiene che, secondo la tradizione cinese, siano 12, ovvero i 7 riconosciuti dai Veda più altri 5. Si tratta di una visione forse più dettagliata, ma l’essenziale è comprendere il concetto di base. I chackras in realtà sono innumerevoli in tutto il corpo e hanno una relazione con i meridiani dell’agopuntura cinese. I chackras, quali nodi di energia, hanno un corrispettivo nella terra, nel cielo, nel sistema solare e nell’universo e questo concorda con la visione della fisica quantistica, la quale spiega che tutto, sia materia che energia, sono la stessa cosa. Forme e aspetti diversi non sono che manifestazioni della stessa cosa. La stessa dualità di io e il resto, soggetto e oggetto, non è che un’illusione creata dall’erronea concezione di un io staccato dal resto del mondo e dell’intero universo.
I 7 chackras principali dell’induismo hanno innumerevoli collegamenti non solo con le parti del corpo, ma anche con pietre, cristalli, piante, erbe, pianeti, emozioni, organi, animali, elementi, sapori, etc. Il sistema dei chackras è interessantissimo e illuminante riguardo la nostra posizione energetica nel mondo. Al fine del nostro pratico sistema di rilassamento e immersione in meditazione è importante sapere che sono collegati alle 7 ghiandole endocrine. A partire dal basso: mūlādhāra-gonadi (perineo), svādhiṣṭhāna-surrenali (sotto l’ombelico), maṇipūra-pancreas (plesso solare), anāhata-timo (cuore), viśuddha-tiroide (gola), ājñā-ipofisi (terzo occhio), sahasrāra-pineale (sommità del capo).

Il Body Scanning

Trovata la posizione più comoda si procede al body scanning, un’analisi di tutte le parti del corpo che può essere fatta in diversi modi, partendo dalla punta dei piedi. Si possono visualizzare come due luci oppure come delle formichine che abbandonano il corpo. Partendo dai piedi si sale su ai polpacci, poi alle cosce, al bacino e ancora su al ventre, al torace e poi alle spalle, il collo e la testa. Occorre visualizzare ogni parte del corpo che viene abbandonata dalla tensione e si rilassa. Giunti alla sommità del capo si immagina che questa forza rilassante entri nel cranio e passi attraverso le circonvoluzioni del cervello, per poi scendere alla gola e, attraverso trachea ed esofago scendendo poi nei polmoni, allo stomaco, al fegato, ai reni, poi nelle viscere, fino ai genitali. Occorre sentire tutto il corpo, muscoli, organi interni, nervi, tendini e vasi sanguigni completamente rilassati e abbandonati.

La respirazione

Si può stare settimane senza mangiare, non più di una settimana senza bere, non più di decine di secondi senza respirare. La respirazione non solo è fondamentale sul piano fisico, ma è il punto chiave sia della nostra esistenza cosciente sia della nostra immersione in meditazione. L’antichissima meditazione Vipassana è basata principalmente sul controllo della respirazione che, a sua volta, porta al controllo della mente. Per raggiungere uno stato meditativo occorre respirare ritmicamente e in totale relax di diaframma. Alcuni autori insistono sull’importanza della respirazione completa ovvero di diaframma, toracica e apicale. Questo tipo di respirazione può essere effettuata coscientemente, insieme ad altri esercizi respiratori, una o più volte al giorno. Ma per entrare in meditazione basta respirare ritmicamente di diaframma, concentrando l’attenzione sull’aria che entra e che esce dalle narici. Questo semplice sforzo di concentrazione per alcuni minuti porta già all’abbassamento della frequenza delle onde cerebrali.

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Radicamento

Non tutti i meditatori e gli insegnanti di meditazione ne parlano, ma io lo ritengo importante per una semplice ragione. Uno dei problemi principali della società e della vita occidentali è un’incipiente decadenza dovuta, tra gli altri fattori, al distacco dalla natura e dalla madre terra. Un esercizio di radicamento prima di immergersi in meditazione non può che essere benefico per ristabilire il contatto con la terra e il cosmo.
Si immaginano come delle radici di luce che escono dal coccige o dal perineo per penetrare nella terra, andando a grandi profondità. Si visualizzeranno queste radici che si ramificano in mille dendriti, che andranno a nutrirsi dell’infinita energia della madre cosmica, sempre più in profondità. Si potrà anche visualizzare che le nostre radici andranno a incontrare altre radici di esseri senzienti, come noi alla ricerca di unione (yoga) ed energia.
Al radicamento con la terra può corrispondere un radicamento con il cielo, visualizzando un flusso di energia che entra dal chackra della sommità della testa, il chackra della corona.
Alcuni autori suggeriscono di visualizzare anche se stessi penetrare, con tutto il corpo, la terra, andando in profondità e poi riemergendo, ritmicamente.

Il rilassamento dei chackra e delle ghiandole

A occhi chiusi si parte dall’alto visualizzando il 7° chackra e la pineale che si rilassano, visualizzando anche un grande numero 7 all’orizzonte. Per tre volte con tre espirazioni per ogni chackra. Così fino al primo chakra, quello alla base della spina dorsale.

La discesa in profondità

Si visualizza se stessi a scendere in profondità in una caverna, nella terra, nel cavo di un albero, nelle profondità marine. Ognuno può visualizzare la situazione che preferisce. Si può immaginare di scendere una scala ben illuminata, con la forma e la tipologia che si preferisce, oppure una corda, o fluttuando nell’aria, contando alla rovescia, lentamente, ma decisamente, da dieci a uno.
Una volta in profondità si visualizza di trovare una posizione comoda in un posto confortevole e lì ha inizio la meditazione. Le immagini scorreranno, come sempre, velocissime, poi più lentamente, sempre più lentamente e, alla fine, con la pratica, si fermeranno, lasciando che la mente osservi solo più il vuoto. Nel vuoto si potrà attingere all’energia cosmica, che è sempre stata ed è sempre presente (ma di solito non ne siamo coscienti) per nutrire e curare il proprio corpo, il corpo eterico, la mente e l’anima.

La risalita e la pienezza della quotidianità

Quando ci sentiamo soddisfatti o riteniamo opportuno ritornare allo stato di coscienza di veglia non dobbiamo subito riaprire gli occhi, ma prepararci, anche se rapidamente, a rientrare nel mondo esterno. Cominciamo con il muovere le dita di mani e piedi e poi, contando fino a cinque, visualizziamo una rapida risalita alla fine della quale riapriremo gli occhi. Tutto sembrerà più luminoso di prima. Mantenere comunque un legame con lo stato di coscienza di meditazione può essere molto utile. Come? Cercando il più possibile durante il giorno di rimanere coscienti della propria respirazione e del proprio essere. In tal modo si potrebbe dire che qualsiasi attività noi facciamo: il nostro lavoro, fare le pulizie, produrre artigianato, fare arte, fare musica, fare l’amore, correre, camminare, chiacchierare, nutrirsi e qualsiasi altra cosa è “meditazione”. Dopo un certo tempo si è sempre in meditazione, si è sempre “collegati” all’Assoluto. La vita smette di essere una corsa all’avere per diventare semplicemente essere nel mondo, in Contemplazione. Molte culture indigene vivevano, e alcune vivono ancora oggi, così. Consapevoli del fatto che tutto è quel che è, in qualsiasi istante, in un continuo divenire, sacro e da celebrare.

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Altre visualizzazioni

La discesa in profondità rappresenta la discesa dentro se stessi, ma si può anche visualizzare di salire in alto, verso la luce, oppure di fluttuare nel cosmo. Sono decine e decine le visualizzazioni che si possono fare, con scopi e finalità diverse. Possono essere un approfondimento e per ora esulano dai fini di questa pubblicazione.

I mantra

Quando ci si trova in profondità o comunque in meditazione la chiave per entrare nel mondo dello spirito è il mantra. Il mantra, insegnano le tradizioni spirituali, può essere tratto da qualsiasi testo sacro e di solito sono frasi o parole che hanno una struttura adatta ad essere divisa in due. Una parte va recitata mentalmente quando si inspira e l’altra quando si espira. Personalmente ho trovato diversi mantra che sentivo adatti a me. Ma avendo avuto una formazione buddista relativa agli insegnamenti di Nichiren Daishonin prediligo l’invocazione Nam-Myo-Ho-Ren-Ge-Kyo, che significa: Mi affido alla Legge Mistica di Causa ed Effetto tramite Vibrazione. Lo trovo ottimo e consono alla mia persona. È un mantra generalizzato che nella scuola Nichiren viene insegnato a tutti. Io ritengo che ognuno debba fare come vuole e come sente. Nella scuola Nichiren questa invocazione viene fatta a occhi aperti davanti a un mandala. La recitazione di mantra di fronte a mandala di diversa natura è praticata in molte scuole buddiste cinesi, giapponesi e tibetane ed è legata alla tradizione tantrica. Anche questa è estremamente interessante, ma va approfondita in altra sede poiché qui ci porterebbe troppo lontano.

Le meditazioni dinamiche

La meditazione di cui stiamo parlando qui è statica e basata su rilassamento, respirazione e concentrazione. Si tratta di un’attività estremamente benefica e assolutamente consigliabile. Per completezza di informazione occorre segnalare che esistono metodi di meditazione più dinamici che possono portare più rapidamente a risultati apprezzabili, essendo la meditazione destinata fondamentalmente alla modificazione dello stato di coscienza e alla fine all’illuminazione.
Queste metodologie prevedono respirazioni molto rapide, movimenti, danza, recitazione di mantra ad alta voce e a occhi aperti o chiusi oppure concentrandosi su mandala, e altri procedimenti. La meditazione qui proposta non esclude affatto queste altre, anzi, ne è complementare. L’approfondimento di queste metodologie di meditazione esula dagli scopi di questa pubblicazione. Diversi tipi di meditazioni dinamiche sono insegnate nel nostro centro Para Ti in workshop dedicati.

Gli stati di coscienza

Il tema della coscienza è ovviamente centrale e qui lo accenno solo brevemente. Fondamentalmente la meditazione, così come altre pratiche spirituali, ha come fine ultimo proprio la modificazione dello stato di coscienza. Il problema di fondo infatti, non solo relativamente alla nostra salute psicofisica e spirituale, ma anche al senso stesso della vita, è l’approfondimento e l’espansione della coscienza. Con le tecniche di meditazione in pratica si fa proprio questo.
Il tema, molto grande e molto profondo, della coscienza è affrontato da diverse scuole spirituali e filosofiche in tutto il mondo. Qui ho deciso di utilizzare un sistema di classificazione, che ovviamente non esiste in natura e che serve solo per fissare le idee, derivato dalla scuola buddista giapponese che ho approfondito. Non lo ritengo necessariamente quello giusto o il più corretto, semplicemente lo trovo molto valido sul piano pratico, che è quello che ci interessa qui. Tale scuola di buddismo propone un sistema di classificazione dei tipi di coscienza, che per ora tralascio, il quale è legato a una ulteriore classificazione, che presenta come “stati vitali”. Li chiama “i dieci mondi” i quali sono denominati come di seguito: Inferno, Animalità, Avidità, Collera, Umanità, Estasi, Ricerca, Illuminazione parziale, Bodhisattva e Buddità. Lo trovo un sistema estremamente interessante sul piano pratico e ora andrò a spiegare perché.
I primi sei sono anche chiamati “i sei sentieri” e sono ritenuti gli stati in cui comunemente l’umanità si dibatte. Inferno, ovvero sofferenza più o meno profonda. Animalità e cioè essere dominati dagli istinti. Avidità, che non richiede spiegazioni di sicuro e sembrerebbe essere la maggiore responsabile della deplorevole situazione nella quale si trova il mondo occidentale di oggi. Collera si riferisce a un altro degli stati vitali responsabile della situazione in cui versa l’umanità oggi, ovvero il desiderio di potere e di soggiogare. Umanità si riferisce allo stato di relativa tranquillità nella quale si trova l’uomo medio, senza lode e senza infamia. Estasi è l’apparente e fugace felicità di alcuni momenti.
Al di là di questi sei sentieri si trovano gli stati di ricerca e studio e quello di parziale illuminazione. Sono i mondi degli individui più realizzati sul piano intellettuale, emozionale e spirituale.
Infine troviamo i mondi di Bodhisattva e Buddità. I Bodhisattva sono gli illuminati che si occupano degli altri e per ora tralascerei questo tema che per me è funzionale affrontare a breve, ma successivamente. Mentre il mondo di Buddità, quello appunto del Budda, è lo stato vitale incorruttibile degli illuminati. Coloro i quali sono riusciti ad accedere all’illuminazione totale che rende conto del senso profondo della vita, della morte e dell’eternità.
I dieci mondi, spiega il buddismo, sono in mutuo possesso, ovvero si compenetrano l’un l’altro e sono funzionali uno all’altro. Non esistono mondi superiori e mondi inferiori, bensì sono tutti la stessa cosa, sono relativi all’esistenza stessa e imprescindibili. L’unica differenza tra un uomo saggio e uno non illuminato è che il primo sa di essere esso stesso un Budda o, se vogliamo, l’Assoluto oppure l’Universo. Il mondo di Buddità illumina tutti gli altri e rende conto del senso della vita. La Meditazione non rende migliori o peggiori e non facilita necessariamente le cose, semplicemente “illumina” il cammino, getta luce sulla nostra vita facendone comprendere il senso e la missione che noi abbiamo in questa esistenza.

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L’Amore

È una parola abusata e che ha dato adito a molti equivoci. Secondo molte filosofie di popoli Indios il mondo è fatto di terra, aria, acqua, fuoco e amore. Si tratta di un elemento imprescindibile dell’esistenza. Che sia importantissimo lo sanno tutti e tutti lo sperimentano e lo cercano. Quello che a me risulta difficile capire è per quale ragione maestri, scuole di meditazione, scuole in genere, coach e insegnanti battano relativamente poco su un tema così cruciale. Ovvero di solito nelle scuole di meditazione questo tema viene si affrontato, ma tutto sommato senza dargli la rilevanza che meriterebbe. Potrei sbagliarmi, ma io credo che invece questo tema vada affrontato con estrema decisione. Può darsi che io personalmente lo trovi particolarmente interessante per la semplice ragione che nella mia vita sono stato a lungo un grandissimo egoista. Tale egoismo, che non è altro che la conscia o inconscia esagerata dedizione al proprio ego, è diffusissimo al punto tale da aver creato un’intera cultura, se così possiamo chiamarla, dove si trovano addirittura dei templi dedicati all’Ego, i centri commerciali. Ovvero il vuoto con l’illusione intorno.
L’egoismo, che in parte è del tutto normale e addirittura salutare, è diventato oggi un mostro di proporzioni sgraziatissime il quale occupa quasi del tutto le vite di molti. L’egoismo crea solitudine. Una solitudine profonda che la meditazione o qualsiasi altra attività, da sole non possono combattere, poiché è diventata un modo di vivere che sembra quasi normale, chiusi nelle cuffie dei propri i-Pad, davanti ai propri schermi, nelle proprie camere, con i propri progetti e, al massimo, per i più fortunati, con la propria famiglia o il proprio gruppo.
L’opposto di questo atteggiamento, ormai endemico, è quello di cui abbiamo solo accennato prima e riservato per ora, ovvero il mondo di Bodhisattva. Il Bodhisattva è la persona illuminata che si preoccupa degli altri, degli animali, dell’ambiente, dell’intero universo. Universo nel quale, naturalmente, si trova anche egli stesso. Anche perché il Bodhisattva è un Budda e sa che non c’è alcuna differenza tra Io e il resto. Ha raggiunto prima l’individuazione del Sé e, successivamente, quella del Sé transpersonale, ovvero si è fuso totalmente con l’intero universo. Non può non amarlo poiché l’universo è egli stesso. Questa sensazione è quella che si può raggiungere attraverso diverse strade, incluse quelle aperte dalle droghe sacre psicoattive, come per esempio l’Ayahuasca e il Peyote, che utilizzano alcune culture.

In pratica noi riteniamo che la meditazione da sola non sia sufficiente ad aprire le nostre vite e che serva anche una potente iniezione di quello che chiamiamo “amore deliberato”. Non “amore incondizionato” per la semplice ragione che l’amore incondizionato in realtà non esiste poiché in qualche modo è sempre dettato da qualcosa. Anche una madre ama il figlio “incondizionatamente” proprio perché egli è suo figlio ed è quasi costretta a farlo, proprio in virtù di un forte condizionamento istintivo. Si tratta di un amore meraviglioso, ma che non viene scelto, bensì è del tutto naturale e innato. Mentre quello di cui stiamo parlando ora è un amore scelto deliberatamente e alimentato altrettanto deliberatamente, con lo scopo di sviluppare un forte avanzamento della nostra vita verso gli altri, per abbattere una volta per tutte il muro che separa (apparentemente) il nostro io dall’intero universo. Per ricollocare l’Ego nella sua posizione corretta, quella di un semplice strumento per interagire con il mondo materiale, né più e né meno.

Una maniera per praticare l’amore deliberato è proprio il volontariato, il quale prevede appunto di dedicarsi volontariamente agli altri, con grandi soddisfazioni e gratificazioni, ma senza nulla di materiale in cambio, se non qualche servizio e molte emozioni. Senza arrivare al volontariato molti amano semplicemente dedicandosi molto ad altri. La meditazione serve in questo caso a dare equilibrio all’amore, illuminando la nostra vita, in modo da non dimenticare se stessi o di non trovarsi invischiati in rapporti nevrotici di dare e avere.

Ma esiste anche un altro modo per esercitare l’amore deliberato. Quello di “pensare” agli altri. O meglio ancora di dedicare parte del proprio tempo durante le sessioni di meditazione per “inviare” energie positive e amore agli altri.
Si tratta sempre di visualizzazione e concentrazione. Quando siamo in meditazione possiamo dedicare parte del nostro tempo visualizzando di fronte a noi la persona che vogliamo aiutare o semplicemente sostenere, e vedere un flusso di energia positiva che parte da noi o dalle nostre mani rivolte verso di loro e li inonda di luce. È possibile anche visualizzare di guardarli profondamente negli occhi, oppure immaginarli sdraiati e rilassati mentre noi inviamo loro energia con le mani o semplicemente con la mente e lo spirito. Possiamo anche visualizzare di abbracciarli.
Si può anche fare per interi gruppi, per animali o piante, per l’ambiente, per luoghi e persino per l’intera Terra o l’Universo. A questo proposito segnalo che esiste una stupenda meditazione guidata, reperibile anche in internet su youtube, dal Maestro Choa Kok Sui, in inglese e tradotta in innumerevoli lingue. È la “Meditazione dei Cuori Gemelli” là dove i cuori gemelli sono il Chackra del Cuore, legato alle emozioni e ai sentimenti, e il Chakra della Corona, sulla sommità del capo, il quale mette in contatto con l’intero Universo. La meditazione, che dura circa mezzora, consiste precisamente nell’inviare amore e energia positiva alla terra e a tutta l’umanità. È bellissima.

Perché fare tutto questo

In primo luogo per se stessi, per migliorare profondamente la qualità della propria vita.
Ma anche, e fondamentalmente, per affrontare il tema cruciale della morte e del senso stesso della vita. La meditazione non spiega e non fa capire, ma mette in condizioni di comprendere e intuire il senso profondo dell’esistenza e la nostra missione in questa vita. La vita vera non è un susseguirsi di doveri, impegni, competizioni, bensì libertà, amore, equilibrio, armonia, pace, comunità, autorealizzazione, contemplazione.
La meditazione non è altro che il ristabilimento del contatto con il Tutto, con l’infinito, l’inconoscibile e l’insondabile. Quello che alcuni popoli delle foreste chiamavano e chiamano “La Forza”.
Siamo convinti del fatto che la vera rivoluzione, la quale cambierà radicalmente le condizioni del mondo e dell’umanità, possa avvenire solo tramite un cambiamento profondo nella coscienza di ogni individuo.

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Vivere e morire

Testo e foto: Mauro Villone

Se qualcosa non funziona nella vostra vita, date un’occhiata all’apertura nei confronti di altri, che non siano solo parenti stretti e amici. Forse lì c’è la risposta.

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Da ormai decenni dedico parte del mio tempo alla ricerca in ambito spirituale, filosofico, psicologico e, come si suole dire, nel campo del benessere olistico. Niente di strano o di particolare, si tratta di un’attività utile e piacevole.
Nel corso degli anni mi sono imbattuto in una quantità di corsi, associazioni, stage, maestri, attività di ogni tipo. Alcune, la maggioranza, interessanti, altre meno. Ma ciò che intendo sottolineare, relativamente a questo settore, è una cosa specifica. All’interno di esso si parla spesso di amore. È una cosa del tutto naturale poiché rappresenta uno dei punti fondamentali per ottenere un benessere psicofisico globale. Ma in sostanza, e questo lo sostengo dopo lunghi anni di esperienza personale, l’amore di cui siamo protagonisti attivi o ricettivi è ben poca cosa rispetto a quello che dovrebbe o potrebbe essere. Se ci fate caso l’amore nella nostra cultura si riduce spesso all’amore di coppia, esaltato e celebrato (per fortuna), a quello per i figli e per i genitori, a quello per la famiglia in generale. Ci sono poi le amicizie e i gruppi di amici nei quali, sebbene di amore si parli, il concetto viene leggermente meno, e poi altre situazioni sociali nelle quali l’amore forse è sottinteso, ma non è che se ne parli così tanto. Se poi queste situazioni sono quelle aziendali o di condominio, immaginare di “amare” i propri colleghi o i propri condomini è una cosa che fa quantomeno sorridere, se non sbellicarsi dalle risa. Anzi, in certi contesti, parlare d’amore è addirittura un tabù, o magari è imbarazzante.
Il concetto di “condomini” fa venire l’orticaria al solo pensarci, ma in realtà persone con le quali condivido lo spazio nel quale abito, vorrei poterle amare e mi piacerebbe condividere con loro esperienze emotive e di vita. Sarebbe quantomeno sano e normale e invece sembra ridicolo persino pensarci. Ma il fatto è che la nostra convivenza sociale è talmente marcita in profondità da dare per scontato che certi contenitori è meglio non solo non aprirli, ma dimenticare addirittura che esistano.

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Tornando ai corsi e agli stage di cui parlavo in apertura è incredibile come essi pongano l’accento, anche per quanto riguarda i sentimenti, sulle relazioni familiari più strette che, oltretutto, spesso non vanno affatto bene. E le famiglie che funzionano bene, di solito sono rinchiuse in se stesse. Certamente sono in tanti quelli che si commuovono a vedere in TV i morti nelle alluvioni e i bambini pieni di mosche, ma sono pochissimi quelli che si aprono davvero a una dimensione d’amore allargata che vada ben al di là delle proprie ristrette relazioni personali, interessando gruppi anche molto vasti, fino ad arrivare a tutta l’umanità. Si tende a credere che questo tipo di atteggiamento sia riservato a pochi maestri eccezionali, ma in realtà credo di poter affermare che si tratterebbe dell’unica strada plausibile per guarire definitivamente tutti, sia sul piano individuale che su quello sociale. Ovvero, sempre parlando di corsi, stage e psicoterapie o percorsi spirituali, è sorprendente come essi si concentrino tutti sull’individuo e sui suoi problemi personali, che di solito sono una pletora di fisime nate in un contesto di vita più o meno agiata, ma comunque distante dalla natura (non basta il giro in bici o in sci del fine settimana, o vivere in una casa nel bosco – il punto è la mancanza di contatto profondo con gli elementi naturali) e staccata dalla terra, dall’aria, dall’acqua e, in generale, dalla consapevolezza.
Tutto si riduce sempre a cosa ti hanno fatto il papà e la mamma o forse qualcun altro quando eri piccolo o magari, con le costellazioni familiari, cosa hanno fatto i tuoi bisavoli o tua zia, quando tu non c’eri, o ancora cosa ti è successo nelle vite precedenti. Comunque si tratta sempre e solo di te, tu e ancora tu. Io, io, io.
Tempo fa lessi le dichiarazioni di un etologo che spiegava come cani e gatti, e in generale gli animali domestici sono in realtà perennemente cuccioli, hanno sempre cuccia, cibo e coccole gratis, senza doversi sbattere. Non crescono mai. Nella realtà questo fenomeno si palesa anche nelle società umane occidentali. Si rimane piccoli, fino alla vecchiaia. Non sono mica solo io a sostenerlo, ho dei predecessori illustri. Uno fra essi è Murray Bookchin, scrittore e docente universitario, il quale affronta l’argomento nel suo libro “L’ecologia della libertà”. La sicurezza, insieme alla schiavitù, il posto fisso, le regole predeterminate, gli orari inderogabili hanno fatto dell’uomo occidentale non solo un automa, ma anche un bambino eterno che pensa solo a se stesso e a succhiare dalla tetta materna che, quando si è grandi, sono le istituzioni sociali che, secondo il concetto del diritto, dovrebbero dare casa, cibo, lavoro, pensione, assicurazioni, educazione, assistenza sanitaria. Tutto questo sistema, che senza dubbio presenta i suoi lati positivi, ha irrimediabilmente allontanato dalla morte, che nelle società primitive era una compagna e un consigliere, la quale si manifestava nella pressione della natura. Ma serviva, tra le altre cose, per vivere meglio e più in profondità.
Adesso, da centinaia di anni, siamo ormai abituati a vivere in una realtà edulcorata dove IO sono la cosa più importante, al limite con la MIA compagna e la MIA famiglia, e forse il MIO gruppo. Il resto è funzionale al mantenimento della sicurezza di questo mini-sistema. Naturalmente un sistemino che continua a fare acqua da tutte le parti, per la semplice ragione che l’avventura, la morte, il rischio, la voglia di conoscenza, sono insiti istintivamente in ogni individuo, anche nei più recidivi dei woody allen. È da qui che scaturiscono corna, scappatelle, crisi nelle quali si anela alla libertà e si vorrebbe mandare tutti a fare in culo, lavoro per primo, perché non se ne può più della sicurezza e del predefinito, ma non se ne ha il coraggio, poiché tutti troppo abituati a succhiare la tetta e a mangiare pappette premasticate. È da qui che nascono le menzogne della pubblicità che fanno rasoi per uomini duri, auto che garantiscono la libertà, viaggi che vi faranno sentire l’infinito (per poi tornare a casa dopo quindici giorni a fare lo schiavo).

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Da individui piazzati così, che compongono gruppi così, cosa ci si può aspettare? Amore per l’umanità forse? Fortunatamente c’è chi si sforza in tutti i modi di uscire da questo impasse e, se si tratta di una minoranza, è una minoranza senza dubbio cospicua. Resta il fatto che immaginare scenari d’amore molto allargati, come a molti di noi piacerebbe, a volte può risultare addirittura ridicolo. Ci sono anche storici e sociologi pronti a spiegare che in realtà l’uomo è fatto per vincere una battaglia di sopraffazione/sottomissione e che i patetici ottimisti amanti dell’amore non hanno capito niente: è sulla forza che si gioca il futuro. Peccato che quelli che dovrebbero averla, come abbiamo visto, siano poco più che dei poppanti (guardate che faccia ha Matteo). Devono dunque avere forza altri per loro, i soliti politici, tiranni, dittatori, uomini forti. Categorie di nient’altro che poveri psicopatici messi peggio dei primi.
L’unica speranza che abbiamo, l’unica via d’uscita, non è altro che il risveglio. Ricordarsi di essere persone, entità coscienti con una missione (anche se non sappiamo quale, ma che possiamo “sentire” o intuire) e combattere con tutte le nostre forze per riacquisire l’unico vero diritto degno di questo nome: amare tutto l’universo. Di sicuro non è che sia una cosa facile. Almeno per me, non lo è affatto. Ma anche se sono un essere umano discutibile e un educatore così così, faccio i miei bravi sforzi quotidiani in quella associazione italo-brasiliana dove mi trovo ora e che io chiamo “comunità creativa”. Mica perché sono buono, figuriamoci, è che ho scoperto che mi rende felice e appagato. Abbiamo perso l’allenamento che avevano le società primitive, ma c’è la possibilità di riacquisirlo. Per citare ancora Bookchin: “In quel tempo (le società primeve – n.d.a.), la comunità raggiungeva una completezza così intensa e naturale che le cose e i servizi necessari si disponevano in un incantevole mosaico che aveva la sua affascinante personalità. Non dovremmo disdegnare queste fugaci visioni, quasi utopiche, delle potenzialità umane, dell’intatta disponibilità al dono e alla collettività. Le popolazioni preletterate, cui manca ancora un io da sostituire al noi, non sono tanto carenti di individualismo quanto ricche di comunitarismo.” (L’ecologia della libertà, Elèuthera – 1988).

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Si trovano numerosi esperimenti in giro per il mondo che tentano di ricostruire gruppi più o meno allargati basati sulla cooperazione, sul dono, sulla solidarietà. Si tratta di esperimenti, o di idee in via di sviluppo. A sostenere queste tesi troviamo anche il “Movimento per la decrescita felice”, guidato in Italia da Maurizio Pallante. Sono idee tanto articolate e raffinate quanto semplici, che di sicuro vengono accettate con difficoltà da un sistema politico ed economico che fa del consumo, dello spreco, della menzogna i suoi strumenti di crescita selvaggia. Gli strumenti per cambiare ci sono e sono pure a portata di mano, a cominciare non solo da una gestione più sobria della propria vita, ma anche dalla possibilità di guardarsi dentro e osservare la nostra relazione con l’universo intero.
Mi trovate ridicolo? D’accordo. Allora si continui pure con le lamentele, a litigare sulla politica, su cosa è meglio e cosa e peggio, o peggio ancora a parlare di personaggi televisivi, di moda, di scarpe e di orologi o di quello che vi sarebbe piaciuto fare se fosse stato così o se fosse stato colà. Aspettando sempre che succeda qualcosa. Nel frattempo la vita passa e molto, ma molto più inaspettatamne di quanto non sareste portati a credere, ci si troverà di fronte la consigliera e sarà ora di fare le valigie per destinazioni sconosciute dove di nuovo, ammesso che ci sia un di nuovo, si potrà essere liberi di scegliere se vivere o morire.