Sincretismo personale

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Il fenomeno del sincretismo è sempre esistito. In poche parole si tratta della reciproca influenza e mescolanza di tradizioni religiose e spirituali di diversa provenienza. Avviene naturalmente, tra grandi religioni come tra sistemi spirituali di piccole tribù indigene.

Avviene anche nei singoli individui, i quali, consciamente o inconsciamente, acquisiscono elementi spirituali di diversa provenienza e li fondono in un proprio credo o sistema spirituale personale, ma che può anche interessare diversi individui, fino a gruppi più o meno grandi.

Negli ultimi decenni di storia il fenomeno si è manifestato con particolare intensità. Non è necessariamente un fenomeno negativo né positivo, semplicemente avviene. Ne sono stato interessato anch’io, così come molti miei amici e compagni di ricerca spirituale.

Ho trascorso gli ultimi 12 anni della mia vita perlopiù in Brasile, ma anche viaggiando in altri paesi, come l’India e, precedentemente, in Cina e diversi paesi africani, in Europa, Mediterraneo ed Estremo Oriente. Ovunque andassi mi sono sempre avvicinato con interesse, oltre che agli aspetti culturali, a quelli spirituali.

Negli ultimi cinque anni in Brasile ho approfondito moltissimo, sul campo, sistemi spirituali come lo sciamanismo. Ma soprattutto, a differenza di quanto generalmente accade nel sistema di vita occidentale, ho avuto la possibilità di sperimentare la spiritualità in maniera profonda, forte ed energica. Questo è avvenuto quotidianamente, per diversi anni, con estrema intensità. Ho sperimentato stati di coscienza profondamente modificati ed esperienze estatiche di diversa natura, molto intense.

Per una serie di ragioni ho avuto anche modo di approfondire moltissimo la meditazione legata all’induismo e conoscere diverse altre scuole spirituali, come il Candomblè, l’Umbanda, lo Spiritismo, il Kardecismo, il Cattolicesimo della Libertazione, il Tao e scoprire inoltre che molte pratiche, per così dire secolari, hanno un risvolto fortemente spirituale. Tra queste il Samba, il Carnevale, la solidarietà umana e il volontariato. Per estensione, oltre una certa soglia di coscienza, si potrebbe dire che qualsiasi tipo di attività presenta un risvolto spirituale, persino guidare un mezzo o fare soldi. Ma per non andare, per ora, troppo fuori dal seminato, aggiungo che anche la cura fisica ed emozionale sono legate alla spiritualità, così come lo stare in mezzo alla natura con la coscienza allerta, come per esempio con il grounding e l’abbraccio delle piante. È ben noto a molti come gli ultimi venti anni abbiano visto uno sviluppo gigantesco di tutte quelle attività legate alla spiritualità, allo sviluppo della coscienza, alla cura e alla qualità della vita che vanno comunemente sotto il nome di olismo.

Tornando al mio sincretismo personale ho deciso di dedicarmi a trasmettere ad altre persone non certo insegnamenti, ma energia ed emozioni scaturite da esperienze personali, vissute soprattutto con maestri d’eccezione che ho avuto la grandissima fortuna di incontrare in Brasile. Soprattutto trasmettere esperienza pratica e metodologie e tecniche concrete per esplorare la coscienza, svilupparla e migliorare sul piano pratico la qualità della propria vita quotidiana. Un vero cambiamento significa vivere meglio e contribuire allo sviluppo di una società migliore, in pratica, e non solo nella teoria e sulla carta.

Tutto questo è diventato possibile grazie all’incontro con persone e interi gruppi davvero straordinari.

Carlos Sauer, brasiliano, ha vissuto più di venti anni con i Cheyenne in Nordamerica, dove ha avuto a che fare anche con diverse altre tribù. Adottato da un anziano sciamano Cheyenne, è diventato sciamano a sua volta. Curandero, medium, spiritualista, esorcista, uno dei maggiori esperti di tenda del sudore in Sudamerica. Mio maestro per i canti e il tamburo sciamanici, la cura e le tradizioni native.

Alberto Frioli, italiano, naturalizzato brasiliano. Un grande esoterista, ricercatore, artista e terapeuta. Vive ad Alto Paraiso. Non posso dire sia mio maestro al momento attuale, ma un grande amico e punto di riferimento fondamentale per quanto riguarda la ricerca esoterica, il Tao Occidentale, le pratiche di ricerca spirituale.

Atma Nambi, indiano. Guru illuminato cresciuto in India con diversi maestri e studiando diverse tradizioni, dall’induismo al buddismo, dal cristianesimo al sufismo. Un grandissimo maestro della nostra era con il quale sto facendo un approfondito e intensissimo percorso spirituale.

João Shaemitum Devulski, brasiliano. Curandero e uno dei primi a portare l’uso dell’Ayahuasca dall’Amazzonia al mondo occidentale. Punto di riferimento per la cura e le cerimonie Ayahuasca.

Laercio Fonseca, brasiliano. Uno dei più forti medium e veggenti al mondo. Astrofisico dell’Università di Curitiba, ufologo, contattista ed esperto di Tao, Kung Fu, Tai Chi, Tchi Kung, cura cinese, spiritualità, spiritismo. Un grandissimo maestro con il quale ho avviato, insieme ad altri amici, un percorso di ricerca molto impegnativo.

Sabino Huni Kuin, Ibã Huni Kuin, Tadeus Huni Kuin. Giovani e meno giovani sciamani Huni Kuin, Kachinawà, dell’Acre, Amazzonia meridionale. Cultori dell’Ayahuasca, degli Ikaros, i canti sacri della foresta, e delle piante sacre. Fraterni amici che mi hanno introdotto ai misteri della foresta, dell’Ayahuasca e del mondo degli spiriti secondo gli indigeni amazzonici.

Thifladya, Edù, Tamandoà, Tafkea e altri fratelli Fulni-o. Dedicano la loro vita alla spiritualità e alle tradizioni del loro popolo, alla cura e alle cerimonie. Mi hanno introdotto ai segreti dei canti, delle danze di potere, delle erbe sacre, della sacra Jurema, dell’artigianato sacro, della cura con l’Amore.

A tutti questi si aggiungono innumerevoli amici della famiglia dei Guardiani Huni Kuin della Foresta, di cui faccio parte, tutti gli altri fraelli Huni Kuin e Fulni-o, i fratelli Yawanawà, Krenak e Guarany, tutti gli amici, medium e spiritualisti della Casa dell’Aquila, tutti gli amici del centro Terra Viva e di Laercio Fonseca, tutti i fratelli e gli amici della Ong Para Ti, in particolare André Americo, maestro di percussioni e antropologia del Samba e del candomblé, tutti i fratelli del Sanga del maestro Atma Nambi e del Maha Ashram di Buzios, in particolar modo Abishek-Ji.

Con questa quantità di maestri e ricercatori sono entrato, insieme alla mia compagna Lidia e molti amici, in un cammino incantato straordinario, dove si mescolano armoniosamente viaggi astrali, meditazioni, cerimonie sacre, erbe magiche, visioni cosmiche, canti sacri, mantra, cure d’amore. Soprattutto siamo entrati in possesso di strumenti di potere utili praticamente al miglioramento della nostra vita quotidiana e del mondo che ci aspetta nel futuro.

Gli esseri umani possono essere Angeli o Dei. Creatività, forza, vitalità, doni e talenti nascono, si risvegliano e si sviluppano attraverso uno stato mentale senza conflitti, libero ed equilibrato.

Voglio gioire nel trasmettere tutto questo ad altre persone, specie d’Italia, la mia Terra di Origine.

Aho Metakoye Oyasin

Haux haux

Namasté

Cercatori di Luce

tamburi

Da una dozzina d’anni vivo perlopiù in Brasile, dove ho avuto occasione di avvicinare, approfondire, sperimentare diverse metodologie di ricerca spirituale, sia di matrice brasiliana occidentale che indigena, ma anche indiana. Ho veramente avuto moltissime esperienze, sempre più intense e frequenti. Addirittura la ricerca spirituale è diventata parte del mio lavoro, poiché nella sede della nostra Ong a Rio ospitiamo molte persone, soprattutto provenienti dall’Italia, alla ricerca sul piano spirituale, umano e psicologico e spesso mi sono trovato nei loro confronti nelle vesti di orientatore. Di fatto li aiuto a scegliere quale tipo di esperienza fare piuttosto che un’altra, in relazione a quelle che sono le loro problematiche o la loro ricerca specifica.

Si tratta di un settore estremamente vasto, profondo e delicato, che ha a che fare direttamente con la vita stessa delle persone. Di fatto chi va alla ricerca in questa direzione cerca di trovare il senso della vita stessa o la risposta a interrogativi millenari come “chi siamo”, “dove ci troviamo”, “qual è lo scopo di tutto ciò”. Ci troviamo di fronte a quello che è il tema principale della filosofia e della spiritualità di tutti i tempi, fin dagli albori dell’esistenza dell’uomo sul pianeta.

Il discorso è ovviamente estremamente lungo, complesso e articolato e sono perfettamente consapevole del fatto che qualsiasi considerazione che possa trovare posto su un foglio bianco, nei limiti di un post o un articolo, risulti inevitabilmente riduttiva. Proprio per tale ragione vorrei concentrarmi su un punto in particolare.

Ovvero l’obbiettivo ultimo concreto di questo tipo di fenomeno.

Per compiere l’esplorazione del mondo spirituale il ricercatore si trova di fronte tre metodologie. La prima è lo studio. Studio di tradizioni, mitologie, tecniche, conoscenze, credenze, usanze, costumi. La seconda è quella della speculazione filosofica, la quale può prescindere o meno dallo studio citato in precedenza, il quale però risulta ovviamente di grande e talvolta fondamentale aiuto. La terza è la sperimentazione diretta.

La speculazione filosofica, con o senza aiuto di studio più o meno dotto e approfondito, si avvale della ragione e, spesso, dell’intuito e dell’intuizione. La sperimentazione diretta invece è un campo per gli occidentali tutto sommato ancora sconosciuto, se non altro perché ci si muove in un mondo praticamente infinito.

La sperimentazione diretta di fatto significa muoversi all’interno di stati di coscienza diversi, in continuo cambiamento e modificazione. Questa metodologia in realtà si discosta enormemente dalle due precedenti, per il semplice motivo che meno ha a che fare con la ragione (fondamentale per le due precedenti) meglio è. La sperimentazione diretta della spiritualità, essendo una vivenza di stati di coscienza deve il più possibile prescindere dalla ragione, per potersi permettere il più possibile di abbandonarsi a realtà diverse dall’ordinario. Questa metodologia, se così vogliamo continuare a chiamarla, può discostarsi enormemente dalla ragione, toccando più facilmente la sperimentazione personale non analitica di campi come la psicologia del profondo e i sentimenti.

La ricerca con cui noi abbiamo a che fare in Brasile si ascrive quasi totalmente a questa metodologia. Anzi, probabilmente la vera esplorazione spirituale è questa, essendo le prime due in realtà, pure filosofia, antropologia e storia. La vera esplorazione e ricerca spirituale non è speculazione filosofica, non è analisi, né tantomeno fredda raccolta di dati sul campo da elaborare poi in studio, bensì sperimentazione sulla propria pelle di stati di coscienza, di percezioni di diverse realtà universali, di elementi naturali, archetipi, sensazioni, relazioni.

Risulta addirittura difficile descrivere questo tipo di ricerca poiché parlarne, di fatto, è ricerca stessa. Ci si muove sostanzialmente in un campo talmente vasto e sconosciuto da renderne difficile la stessa dissertazione.

Ci si muove in un campo fatto di domande e pochissime risposte, fatto di sensazioni ed esperienze difficilmente razionalizzabili.

Di fronte a questo tipo di sperimentazione che produce stati modificati di coscienza con diverse tecniche di meditazione, diversi tipi di respirazione, utilizzo di sostanze, induzione di stati limite, la scienza ha tentato diverse volte di creare schemi che potessero spiegare processi mentali, biochimici ed elettrici, ma con risultati tutto sommato risibili al cospetto di esperienze talvolta letteralmente immense. In realtà non c’è niente di più lontano della scienza e della razionalità da questo tipo di esplorazione.

Cosa può dire la scienza di fronte a domande come “Io chi sono?”.

Ci troviamo di fronte a un punto chiave: “Chi siamo?”

Non siamo solo il nostro corpo, e nemmeno la mente. Né la nostra professione o la nostra immagine.

Chi siamo?

E nessuno si affrettati a dare delle risposte poiché ognuna di esse non sarebbe mai quella giusta.

Poiché se risposte ci fossero di sicuro non si troverebbero né nella ragione, né nel cuore, né nella poesia, tantomeno nell’analisi. Probabilmente si troverebbero, in una forma che nemmeno riusciremmo a concepire, in un altrove inimmaginabile. Dove più che risposte ci sono altre domande.

Molto più semplicemente, senza arrivare a queste vette psicospirituali praticamente senza risposta, una domanda lecita da porsi di fronte a tutto questo è: “Perché farlo?”. Ovvero. Si tratta di semplice sperimentazione, la quale potrebbe portare all’illuminazione o anche alla follia? O questa sperimentazione ha finalità pratiche? Tale ricerca, tale viaggio esperienziale dovrebbe forse servire all’essere umano per vivere sostanzialmente meglio?

Probabilmente sì, specie nel mondo inevitabilmente globalizzato di oggi. Sennò ci troveremmo di nuovo in una posizione vicina a quella di chi pratica speculazione filosofica. Un esercizio per la mente da una parte e per lo spirito dall’altra. E basta. Mentre lo sforzo enorme, il rischio psichico, la messa in discussione, la enorme spesa energetica del ricercatore, probabilmente hanno l’anelito di avvicinarsi a grandi sentimenti interpersonali, ma anche immanenti.

Detto in parole povere questo tipo di ricerca spirituale è una ricerca di felicità profonda e duratura, che però non pertiene un unico individuo. Si tratta forse di una ricerca della possibilità di salvezza personale, ma anche collettiva, di creazione di un mondo nuovo, dove si possa assaporare la vera natura della coscienza umana.

Le esperienze di stati modificati di diverso tipo, danno una percezione della realtà che si discosta enormemente dall’ordinario, questo lo sappiamo bene. Dunque la vera vita, come sostengono guru, maestri, mistici e sciamani di diversa provenienza, da millenni, sarebbe completamente diversa da ciò che sembrerebbe essere a un primo superficiale esame. Sappiamo anche questo. Persino la fisica quantistica si è avvicinata a concezioni mistiche, con un mondo fatto di una materia che sembra sempre meno solida e sempre più l’astrazione di una mente immanente ed enormemente complessa. La solidità non esiste. Esistono solo diverse densità di energia. Sakthye Sathian, solo l’energia esiste, come chiamano questo fenomeno i mistici indù.

Ma quello che intendo rilevare in questo scritto è come i ricercatori spirituali avrebbero in ultima analisi non solo un obbiettivo aleatorio di ricerca trascendentale, ma obbiettivi concreti di miglioramento profondo della qualità della vita. Una vita completamente diversa in termini non solo di percezione e di contatto con il divino, ma anche di relazioni interpersonali, di gruppo e una visione completamente diversa del lavoro, dell’abitare, del cibarsi, delle relazioni con l’ambiente naturale, in una parola, del vivere quotidiano.

Effettivamente la mia esperienza personale, relativamente lunga e approfondita, specie in Brasile, ma anche in altri paesi, mi ha portato a contatto con comunità di ricerca spirituale, psichedeliche, trascendentali, mistiche, che hanno come naturale evoluzione quello che proprio in Brasile chiamano “nuovo comunitarismo”. Non si tratta affatto di un vezzo new age dell’ultima ora, bensì di un insieme di progetti estremamente concreto che prevede abitazioni in comunità perlopiù immerse nella natura, ma non solo, inoltre progetti culturali e imprenditoriali, scambi di merci e servizi, attività diverse.

Il mio interesse nel rilevare tale situazione è dovuto al mio forte impegno sia sul fronte spirituale, sia su quello sociale e solidale. Credo che uno sia complementare dell’altro. Laddove venisse a mancare il primo la vita sarebbe, come in effetti è da duemila anni nel mondo occidentale, una festa culturale e del piacere per alcuni e francamente un inferno per altri, ambedue progressivamente sempre più aridi. Mentre il primo senza il secondo risulta invariabilmente mostrarsi una festa dell’ego, anche se vissuta sul piano spirituale, che prima o poi lascia il tempo che trova, e finirebbe per vanificare se stessa.

Il mondo sembrerebbe avere bisogno di leader spirituali capaci di dare luce agli altri, in una situazione che si presenta ogni giorno più difficile. Un vero ricercatore spirituale di oggi non me lo vedo tanto a godersi le sue visioni da solo o con pochi amici, tutto felice della propria illuminazione, nel disprezzo di un mondo al buio, sempre più alla deriva.

Un ricercatore spirituale, visionario, appassionato, profondo, ama senza riserve.

Atma Nambi, un maestro indiano che ho avuto la fortuna e la ventura di incontrare potrebbe essere uno di quelli, a mio modesto modo di vedere, che hanno la missione di dare la direzione a questo tipo di rivoluzione culturale e spirituale in essere.

È capace letteralmente, l’ho visto con i miei occhi, di prendere persone dagli ospedali psichiatrici, dai bassifondi, dalla fine che il sistema aveva inesorabilmente decretato per loro e risvegliarli alla loro Vera Natura: quella di Guerrieri di Luce.

Cristalli e aree energetiche del pianeta

I cristalli dello scudo brasiliano. Una storia geologica tra le più antiche del mondo.

Testo e foto: @mvillone

Le suggestive rocce della Valle della Luna, Alto Paraiso, Goias, Brasile. Hanno 1 miliardo e 800 milioni di anni. Sono tra le più antiche del pianeta.

Le suggestive rocce della Valle della Luna, Alto Paraiso, Goias, Brasile.
Hanno 1 miliardo e 800 milioni di anni. Sono tra le più antiche del pianeta.

Un modello comunemente accettato dalla comunità scientifica e ormai anche largamente conosciuto a livello popolare e mediatico sull’evoluzione geologica della terra è quello della tettonica a zolle o tettonica a placche.

Sintetizzando enormemente tutto ciò che è stato osservato e studiato in decenni di ricerche, possiamo dire quanto segue. I diversi continenti si spostano uno rispetto all’altro. In mezzo agli oceani si trovano montagne sommerse, chiamate dorsali oceaniche, che derivano, questo è certo, da emissioni di magma a grandi profondità. Tali emissioni di magma spostano di alcuni centimetri ogni anno i bordi di tali dorsali e, come conseguenza, le intere placche continentali che su tale linea si incontrano. Il risultato è ciò che in origine venne chiamato “deriva dei continenti” dal naturalista ed esploratore Alfred Wegener, il primo a intuire tale possibilità evolutiva sul piano geologico. Ovvero lo spostamento delle posizioni relative di Europa, Africa, Asia, Americhe e Oceania.

In altri punti avviene il contrario, ovvero i continenti si incontrano o, per meglio dire, si scontrano, dando origine a corrugamenti orografici giganteschi come le Alpi e l’Himalaya oppure a complessi vulcanici, come per esempio il Giappone.

Tale “deriva”, insieme alla evidente forma complementare di alcuni continenti, come per esempio l’Africa e il Sudamerica, ha portato a ipotizzare che essi fossero originariamente uniti e l’insorgenza della spaccatura vulcanica medioatlantica li abbia, negli eoni, separati.

Alcuni modelli geologici sono arrivati a ipotizzare che originariamente tutti i continenti fossero uniti in un’unica enorme massa, circondata da un unico enorme oceano, che successivamente si fosse espansa dando nel tempo origine alla geografia planetaria che conosciamo oggi. Tali continenti originari sono stati chiamati con diversi nomi, come Pangea, Mu, Terra di Gondwana.

Comunque siano andate realmente le cose un fatto è certo. Attualmente il pianeta è diviso in aree di forte attività geologica, talvolta manifestata in vulcani e terremoti, e in aree di relativa o profonda tranquillità geologica. Le aree più tranquille, ovvero che sembrano dormire, sul piano dell’attività geologica, da centinaia di milioni di anni, sono chiamate in gergo scientifico, “scudi”. Alcuni di essi sono chiamati scudo sino-siberiano, scudo canadese e scudo brasiliano. Quest’ultimo è l’oggetto del nostro interesse specifico in questa ricerca.

Gli scudi in generale possono trovarsi vicini ad aree di maggiore attività geologica. Per esempio lo scudo canadese è attaccato alle Montagne Rocciose, lo scudo sino-siberiano al Giappone e lo scudo brasiliano alle Ande.

Nonostante ciò gli scudi sono aree enormemente vaste dove non si verificano terremoti né eruzioni vulcaniche, attività che invece vi si verificarono milioni di anni fa, nel periodo della loro formazione.

La geologia del territorio brasiliano è enormemente complessa e maestosa. Qui, come in tutto il mondo le rocce sono di carattere sedimentario (ovvero depositatesi in fiumi, laghi e mari), eruttivo, ovvero vulcaniche, intrusivo, cioè rocce magmatiche raffreddatesi lentamente a grandi profondità e metamorfiche, ovvero rocce dei tre tipi precedenti sottoposte a un lento ed enorme processo di seppellimento con conseguente modificazione delle condizioni di pressione e temperatura e quindi di struttura cristallina.

Quasi tutte le rocce sono composte da cristalli, escluse alcune rocce vulcaniche che sono di vetro amorfo. In particolare nei fenomeni intrusivi, siccome le rocce si raffreddano con estrema lentezza si formano cristalli di maggiori dimensioni. Quando il processo di raffreddamento si prolunga enormemente si possono formare cristalli di grandi dimensioni e, talvolta, di proporzioni gigantesche. Questo è il caso dello scudo brasiliano dove, non ovunque certamente, ma in vaste aree, si sono formati enormi giacimenti dei minerali più diversi. Alcuni di questi minerali si presentano in filoni e spesso qui, i cristalli possono avere davvero dimensioni sorprendenti, anche di diversi metri cubi. Oppure essere geodi, cioè rocce cave tappezzate di colonie costituite da innumerevoli cristalli. Si tratta di creazioni della natura meravigliose.

La quantità enorme di filoni, giacimenti e cristalli presenti in Brasile ha dato origine, nella storia, a diversi fenomeni, come lo sfruttamento minerario, la corsa all’oro, la schiavitù mineraria, la ricerca di cristalli e il loro commercio in tutto il mondo.

In particolare, per la nostra storia, a noi interessano i giacimenti di cristalli di grandi dimensioni che vengono a formarsi quando entra in gioco anche il passaggio di acqua, dando luogo a ciò che viene conosciuto come processo idrotermale.

Vastissime aree del Brasile, soprattutto nella parte centrale, sono costituite da rocce intrusive e cristalli di origine idrotermale. In Particolare gli stati di Minas Gerais, Bahia, Rio de Janeiro, Sao Paulo, Goias, Acre, Amazzonia.

Questa gigantesca presenza di cristalli ha enormemente condizionato la storia del paese non solo sul piano pratico per i fenomeni visti prima, ma anche sul piano energetico. Ovvero in Brasile avvengono molte cose proprio grazie al fatto che la natura e le società umane poggiano su una gigantesca macchina di produzione e trasformazione di energia: milioni di chilometri cubi di cristalli di varia natura.

Il silicio, principale componente di rocce e cristalli, ha caratteristiche simili a quelle del carbonio, per ragioni legate anche al numero atomico che li posiziona nella stessa serie nella tavola di Mendeleiev. Prima tra tutte la capacità di creare catene di silicio, così come si creano catene di carbonio, uno dei componenti fondamentali dei composti organici, ovvero della vita.

Alcuni scienziati ipotizzarono, in passato, che potessero esistere teoricamente nell’universo forme di vita legate al silicio. Questa idea venne successivamente abbandonata, ma resta il fatto che il silicio, principale componente dei cristalli, è simile, per certi versi, al carbonio.

Una delle forme cristalline in cui più frequentemente si presenta il silicio sul pianeta è il quarzo, cristallo composto di diossido di silicio (SiO2), che può presentare inclusioni di svariata natura le quali permettono il formarsi di innumerevoli varietà, ed è dotato di caratteristiche straordinarie. Una delle caratteristiche più evidenti e più conosciuta è la piezoelettricità, ovvero la capacità che ha un cristallo di presentare una differenza di potenziale elettrico su due facce contrapposte, quando vengono compresse due facce ad esse perpendicolari.

Tra le sue proprietà, chi lo utilizza per fini terapeutici e spirituali, riconosce soprattutto quella di essere un amplificatore di energie.

La gigantesca diffusione di cristalli di quarzo e di altra natura in Brasile ha probabilmente influito, anche ampiamente, sul fatto che nel corso della storia si verificassero nel paese storie singolari e intense. Da una parte storie di personaggi molto particolari, dall’altra l’individuazione di aree specifiche dotate di un altissimo livello di energia. Un livello di energia tale da permettere il verificarsi di poteri psichici e spirituali del tutto anomali.

Sono numerosissime le zone del paese influenzate dalla presenza di cristalli. Tale influenza si espleta, sostanzialmente, nel manifestarsi di atmosfere rilassanti, ma anche stimolanti, le quali favoriscono il nascere di attività volte all’armonizzazione fisica, spirituale e mentale. Un esempio di queste aree è Alto Paraiso, villaggio situato su un altopiano della Chapada dos Veaderos. Un altro è la cittadina di Abadiania, dove da trenta anni opera lo straordinario e potentissimo medium conosciuto come Joao de Deus.

Questa non è che l’anticipazione di un lavoro che sto realizzando e che illustrerà i luoghi energetici e spirituali del Brasile.

Terroristi europei

Testo e foto: Mauro Villone

Huni Kuin dell'Acre (Amazzonia)

Huni Kuin dell’Acre (Amazzonia)

Dal XVI secolo dopo Cristo gli europei iniziarono a raggiungere a frotte il continente appena scoperto. Innumerevoli velieri riversavano sulle coste eserciti di soldati, religiosi e disperati in cerca di riscatto. Fu un’apocalisse.
Quello che gli europei chiamarono “scoperta” e poi “conquista”, per le popolazioni indigene fu non solo la fine, bensì una tragedia che nel XXI secolo, cinquecento anni dopo, non era ancora terminata. Loro la chiamarono, e la chiamano ancora oggi, invasione.
Ma i terroristi europei non si limitarono a invadere, bensì saccheggiarono e depredarono a piene mani. Ciò che non potevano rubare lo distruggevano. Uccidevano senza pietà i nativi e stupravano donne e bambini, con una efferatezza tale da lasciare sbigottiti persino i religiosi delle missioni che accompagnavano gli invasori. Fu, e continua ad essere tuttora, lo stupro di un intero continente e delle centinaia di popolazioni che ivi abitavano già da diecimila anni.
Nel sud del continente, la straordinaria foresta atlantica venne distrutta per il 93%. Quel che oggi ne rimane non solo non è che una infima parte di quanto c’era cinquecento anni fa, ma non è nemmeno costituita dalle specie originali. I continui e secolari flussi commerciali mescolarono anche le specie botaniche e animali. Così oggi molte piante del Sudamerica provengono da altre parti del mondo, come per esempio il mango, originario dell’India.
La foresta che costituisce lo straordinario Parco Nazionale di Tijuca, in Rio de Janeiro, non è originaria. Proviene dalla riforestazione voluta nel XIX secolo dall’imperatore Dom Pedro II, che aveva voluto ripristinare l’antico manto arboreo che era stato distrutto per collocare coltivazioni di caffè e banane.

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L’autore con Ari-tana Fulni-o, poco prima di un rituale.

Il processo in tutto il continente, che continua tuttora, era stato il seguente. Depredazione di legnami preziosi, utilizzo di altri legnami per la produzione di energia, sotto forma di carbone, incendio di quanto rimaneva per riconvertire l’antico territorio selvaggio in pascolo. I terroristi europei amavano mangiare carne, molta carne.
Quando gli armenti posano zoccolo sul terreno è finita, la trasformazione è ormai a livello chimico e ci vorrebbero migliaia di anni per ritornare a una situazione simile alla precedente.
Per rubare, depredare e sfruttare il terreno i terroristi utilizzavano a piene mani manodopera schiava. Tentarono di schiavizzare i nativi, ma con scarsi risultati. Si trattava di popolazioni troppo fiere e indipendenti che lottavano strenuamente per difendere la propria libertà, che i terroristi europei avevano perso ormai non solo da secoli, ma da millenni. Discendenti da culture tribali simili per molti versi a quelle dei nativi del nuovo continente, erano ormai diventati bestie accecate dalla sete di dominio e di potere. Nel loro continente originario, l’Europa, chi tentava ancora di resistere e si ostinava a continuare a vivere secondo gli armoniosi ritmi naturali, veniva addirittura torturato e bruciato vivo, o ucciso in modi tali che davanti al solo immaginarli si possono soltanto chiudere gli occhi. L’origine di tanta cieca violenza non è mai stato compreso, né forse è stato mai davvero indagato, addirittura forse la sua efferatezza non è nemmeno presente nelle coscienze degli europei colti di allora e di oggi. I risultati di questo modo di essere, se così si può chiamare, sono davanti agli occhi di tutti. La cosiddetta cultura occidentale sembra essere oggi alla fine. Se non si tratta della fine sarà una lunga e interminabile agonia. In ogni caso il tanto celebrato sviluppo tecnologico è stato in grado di produrre, oltre a innumerevoli strumenti utilizzati per la manipolazione di massa, oggetti micidiali il cui utilizzo anche solo di uno di essi potrebbe porre fine da subito a metà della vita dell’intero pianeta.

Xowá Tapuya Fulni-ô, nostro fratello nello Spirito.

Xowá Tapuya Fulni-ô, nostro fratello nello Spirito.

Tornando al saccheggio e all’invasione i terroristi, trovandosi di fronte a popolazioni che non intendevano farsi usare per schiavizzare a loro volta la terra, si rivolsero a un altro continente, l’Africa, anch’esso saccheggiato e depredato, dove si trovavano popoli altrettanto fieri e forti, ma più inclini alla fatica fisica, e che soprattutto gli europei deportarono a milioni, sapendo che sradicandoli dalla loro madre terra, avrebbero avuto possibilità enormemente inferiori di ribellarsi, sia sul piano tecnico che su quello psicologico. Fu un’altra tragedia, con la sua dose inconcepibile di orrori e violenze inaudite.
Oggi i terroristi europei, dimentichi del loro passato, tutti compiti e giallastri in volto, in fila davanti alle loro televisioncine, e schiavi a loro volta inconsapevoli, si scandalizzano enormemente per qualche gola tagliata da alcuni fanatici senza ragione e senza senso che scimmiottano in piccolo le loro efferate imprese di secoli prima. Grottesco.
Mentre gli europei usavano quelli che chiamavano “i negri” per saccheggiare e distruggere i territori degli indigeni, questi ultimi venivano sistematicamente distrutti nella carne con l’introduzione di malattie e con una violenza inspiegabile. Venivano anche utilizzati nelle guerre tra bande di terroristi, come per esempio tra olandesi e portoghesi, forse i peggiori di tutti. In alcuni scontri passati alla storia gli indigeni venivano mandati in prima linea a decine di migliaia ad affrontare con archi e frecce tecnologie enormemente superiori come cannoni e spingarde. I risultati erano continue stragi di persone native, a decine di migliaia. Quelli che restavano venivano massacrati, senza alcuna pietà nemmeno per vecchi, donne e bambini, a sciabolate, a centinaia di migliaia. Quelli che restavano venivano spezzati sul piano psicologico e culturale. Per esempio tagliando la lingua e le orecchie a quelli che si ostinavano a continuare a parlare la loro lingua nativa. Il processo di distruzione durò secoli (ed è tuttora in atto) e portò lentamente a circoscrivere la vita dei superstiti all’interno di territori relativamente limitati denominati “riserve”. I terroristi europei si rivelarono non solo di una ferocia del tutto sconosciuta a qualsiasi altra specie animale, ma anche invasivi, predatori e distruttivi, come sciami di cavallette. Forse gli unici animali per certi versi simili a questa specie umana: insetti.

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Iba Sales Huni Kuin, pajé e curandero, con la liana sacra dell’Ayahuasca

I nativi delle americhe, le popolazioni africane e indigene in genere avevano dalla loro parte (e hanno tuttora) una tecnologia spirituale e una conoscenza della psiche e dell’anima ben superiore a quella degli insetti terroristi. Per qualche ragione tuttora sconosciuta nessuno, né i sapienti nativi, né psicologi, sociologi, storici e antropologi occidentali sa spiegarsi perché ebbero così la peggio. Anche considerando l’enorme superiorità numerica degli umani insettoidi e la loro superiorità tecnologica sul piano materiale risulta difficile capire come mai popolazioni fortissime sul piano fisico, psicologico, spirituale e anche magico-sciamanico vennero sopraffatte in tal modo. Forse in realtà nessuno ha mai ancora indagato seriamente il fenomeno. Anche perché probabilmente non interessa nessuno che avrebbe il potere e le risorse per avviare una ricerca. Grandi antropologi, si limitarono a osservare cosa accadde, come per esempio Claude Levi-Strauss che riporta le sue osservazioni sulla distruzione delle antiche culture nel suo libro “Tristi Tropici”. Al tempo stesso io mi permetterò di abbozzare una spiegazione, grazie a quanto comunicatomi da diversi sciamani e guerrieri nativi. Ne parlerò in un piccolo libro che sto preparando.
Accadde però qualcosa di altrettanto inspiegabile allo stato attuale delle conoscenze. Alcuni gruppi di nativi si ritirarono non solo nelle riserve, ma anche in territori dell’anima inaccessibili agli europei. Tra questi, tanto per fare alcuni esempi i Sioux Lakota in Nordamerica, i discendenti degli antichi toltechi nell’attuale Messico, i Fulni-o in Brasile. Questi ultimi in particolare furono, e sono tuttora, protagonisti di una storia singolare.
Questi gruppi etnici riuscirono, in barba non solo a qualsiasi previsione, ma anche a violenze inaudite come lingue strappate e deportazioni in massa, a mantenere vivissime conoscenze antichissime, che risalgono a migliaia di anni orsono. Conoscenze che affondano le loro radici in un passato remotissimo, erroneamente designato dall’ignoranza degli studiosi europei come preistoria, nel quale era vivissima una tecnologia naturale, spirituale, farmacologica ed ecologica che i terroristi europei, tutti presi dalla loro grottesca, ridicola e inspiegabile avidità materiale e concentrati nello sviluppo di solo alcune parti di ciò che viene designato come “razionale”, non sono nemmeno in grado di concepire lontanamente.

Celendrina Fulni-o, 92 anni. Area indigena di Aguas Belas, Pernambuco.

Celendrina Fulni-o, 92 anni. Area indigena di Aguas Belas, Pernambuco.

Nel frattempo lo stupro di un intero continente è tuttora in atto, soprattutto con l’attacco continuo sul piano psicologico e sociale dei sopravvissuti, ma anche sul piano ambientale con la deforestazione sistematica di aree enormi in Amazzonia e con eventi fortuiti quali disastri ambientali che minano per sempre l’equilibrio di territori sopravvissuti miracolosamente allo scempio. Ciò che sta accadendo sta diventando irreversibile, con uno stupro ambientale che lentamente, ma con evidenza induce un cambiamento climatico che sta già tuttora minando i delicati equilibri dell’intero pianeta. Nessun leader occidentale oggi è in grado nemmeno di comprendere cosa stia accadendo. Paradossalmente i terroristi insettoidi stanno preparando il terreno alla propria autodistruzione. Sembra paradossale, ma questa razza dominante, cieca sul piano spirituale e psicologico, non sembra in grado di badare realmente a se stessa. Persino i suoi “esperti” non sembrano così coscienti del fatto di vivere una vita fittizia, nella quale i veri valori sono presi in considerazione solo sulla carta. I veri aspetti importanti della vita come le emozioni, i sentimenti, le relazioni umane, la coscienza e la devozione all’universo sono misconosciuti e considerati di secondo piano rispetto a quelli come lo sviluppo tecnologico che, peraltro, sul piano intuitivo è ben poca cosa rispetto a quello che potrebbe essere quello di un’ipotetica civiltà davvero avanzatissima. Un livello al quale non si arriverà mai, poiché lo squilibrio tra spirito e materia è tale da portare, così come sono messe le cose allo stato attuale, a distruzione sicura.
L’unica possibilità di salvezza è fermarsi un attimo e ripristinare l’antico equilibrio tra spirito e materia, razionale e irrazionale. Ma i terroristi europei non solo non sono nemmeno i grado di percepire tale necessità, tranne alcune sacche di popolazione attualmente in crescita, poiché non sono nemmeno in possesso delle capacità e delle conoscenze per poterlo fare. Unica via di uscita la presa di coscienza del fatto che c’è qualcuno, diversi gruppi sparsi sul pianeta, in possesso delle tecnologie spirituali per realizzare una simile impresa. L’unica speranza è che sia i gruppi di “coscienti” e “sapienti” occidentali, sia quelli di “coscienti” e “sapienti” nativi e legati a conoscenze antichissime, insieme, possano espandere le loro coscienze al punto da influenzare e coinvolgere sia altri individui, sia l’energia dell’intero pianeta.

L'autore con Sabino Huni Kuin a Rio de Janeiro.

L’autore con Sabino Huni Kuin a Rio de Janeiro.

Per chi è interessato ad approfondire ed eventualmente a partecipare a incontri che stiamo organizzando sia in Italia che in Brasile (Rio de Janeiro e Pernambuco), può riempire il sottostante modulo.

News Para Ti

Pheel Balliana in azione, con Tatiana e Rejane, alla festa di Natale.

Pheel Balliana in azione, con Tiziana e Rejane, alla festa di Natale.

Molte novità nella gestione e nei programmi della nostra ONG Para Ti di Rio per il 2016. Stiamo dando avvio a un nuovo corso più consono alle attuali esigenze, soprattutto dei bambini che frequentano il centro e delle loro famiglie.
Nelle favelas c’è ancora molta povertà, ma rispetto a 10 anni fa, la situazione è cambiata. Quello che necessita oggi è una presenza continua sul piano umano, educativo e culturale. Le mancanze che tali necessità devono coprire sono il senso di cittadinanza, la coscienza ecologica, il senso di appartenenza a una comunità, ma soprattutto la coscienza del proprio valore come esseri umani.
Per fare questo continuiamo ad avvalerci del supporto di 6 collaboratori, che lavorano al nostro fianco (Lidia Urani e Mauro Villone) e di diversi volontari che si avvicendano nel corso dell’anno.
Le attività principali rimangono il doposcuola, le lezioni di inglese, il gioco, la gastronomia, l’animazione, l’orticoltura più altre accessorie. In ogni caso è una nostra scelta quella di non redigere programmi troppo rigidi, dando maggiore importanza alle relazioni umane dirette e alla creatività. In questo momento abbiamo al centro circa 35 bambini, ma sono in aumento e presto accoglieremo anche bambini di altre favelas. Oltre alle lezioni beneficiano anche di colazione e merenda tutti i giorni.
Abbiamo deciso di interrompere la partnership con Favelatour, l’agenzia specializzata in escursioni nelle favelas per diverse ragioni precise. Ma in primo luogo poiché l’esagerato afflusso di turisti intralciava il regolare svolgimento delle attività. Non è stata una scelta semplice, la quale è scaturita da oltre un anno di attente valutazioni. Non ci piace il turismo di massa e preferiamo continuare a permettere di visitare il nostro Centro, unico in Brasile per tipologia, a un numero limitato di persone, dando più spazio alle relazioni con i visitatori.
Questa scelta naturalmente comporta una sfida sul piano finanziario, che cercheremo di affrontare con un incremento di sostegni privati e di turismo realmente solidale che coinvolga anche i membri della comunità povera. Non sarà una passeggiata, ma ce la faremo.
Abbiamo deciso di iniziare a pubblicare il bilancio di Para Ti. A breve renderemo disponibile, per chi ne facesse richiesta, il bilancio 2014 e, successivamente, quello del 2015. In ogni caso anticipiamo quello che è, nelle grandi linee, l’impegno finanziario.
La spesa annua per il mantenimento del Centro Para Ti e delle relative attività è di circa 140.000 Reali l’anno (intorno ai 35.000 euro, negli ultimi anni siamo aiutati da un cambio favorevole). Di questi circa 20.000 (Euro) sono coperti da donazioni, mentre il resto era coperto dall’attività turistica che è venuta meno. Riusciremo comunque a far fronte a tutte le spese di gestione grazie a parte dei proventi dell’affitto delle camere dell’annessa Guesthouse, che quest’anno andrà abbastanza bene grazie agli eventi olimpici.
In ogni caso a breve riprenderà l’attività turistica, organizzata diversamente in modo da non disturbare le lezioni.
È comunque nostra intenzione riuscire in futuro a raccogliere più fondi per la semplice ragione che, nel momento in cui avremo maggiori disponibilità, potremo rivolgerci ad altri minori che necessitano sostegno, specie gli adolescenti, che sono la fascia più a rischio, ma anche più impegnativa.
Avere maggiori disponibilità finanziarie significa poter avvalersi di ulteriori collaboratori qualificati.
I volontari sono sempre benvenuti poiché è molto importante sia per noi, che per i bambini, che per i volontari stessi questa osmosi umana, culturale e di amore.
Lo stesso vale per le donazioni, anche minime, che ci aiutano a sostenerci.
Siamo aperti al dialogo con chiunque sia interessato a collaborare per un sostegno creativo che non si limiti a inviare denaro, ma che preveda coinvolgimenti a diversi livelli. A titolo di esempio citiamo l’opportunità, per eventuali donatori, di poter usufruire di ospitalità nella nostra Guesthouse e della nostra accoglienza, in proporzione alle donazioni effettuate.
Un altro aiuto importante può scaturire dalla diffusione del nostro progetto e della nostra filosofia in Italia e in Europa. Uno dei nostri obbiettivi a medio termine, è quello di valorizzare il complesso Para Ti Guesthouse come un luogo di cura sul piano umano, emotivo e spirituale. Qui si incontrano bambini e adulti di comunità povere, artisti, professionisti, volontari, operatori olistici, sciamani indios, maestri di yoga e meditazione, viaggiatori consapevoli.
Ringraziamo tutti coloro i quali ci seguono in questa sfida, quelli che ci hanno inviato aiuti di ogni genere, quelli che, ricambiati, ci amano.
Grazie
Mauro Villone e Lidia Urani

Per ulteriori info e per richiesta del bilancio 2014, disponibile da metà Febbraio:
unaltrosguardo@libero.it

Para Ti Connection – Meditazione e Vita Carioca

7 giorni a Rio de Janeiro tra Meditazione, Vita Carioca, Pitture corporali e tradizioni indigene.

Il programma può subire variazioni. Programmi simili saranno proposti a Natale/Capodanno e nel periodo pasquale.

I 7 giorni possono essere un po’ di più o un po’ di meno, e molti di più o molti di meno dipendendo dalle esigenze di ognuno. La nostra è una proposta totalmente flessibile e adattabile a esigenze anche individuali. Il costo riportato in calce si riferisce alla proposta nella sua interezza (7gg./7notti) e sono specificati i servizi inclusi e quelli non inclusi.

In 7 giorni alcuni creano l’Universo, noi più modestamente vi rivolteremo come un calzino. Molti se ne andranno piangendo, altri ridendo, nessuno potrà rimanere indifferente. Qualcuno non vorrà tornare a casa.

Si tratta di una seria proposta culturale, sociale e spirituale non realizzata a scopo di lucro. I proventi sono destinati a contribuire al sostegno della causa india e del Centro Para Ti.

Il programma di Pitture Corporali, Danze e Canti con gli Indios Fulni-o del Pernambuco è possibile solo dal 1° al 15 agosto. La presente proposta è solo per il mese di agosto. Dal 15 al 31 il programma con gli Indios Fulni-o sarà sostituito da altre proposte di escursione e/o Meditazione. Tra queste i rituali di Candomblé in Centri specializzati di alto rilievo.

falco

1° giorno. Arrivo dall’Italia al mattino, sistemazione e ambientazione.
“Ocean Meditation”. Passeggiata e meditazione sulla fantastica spiaggia di São Conrado. Pranzo nei boutecos della spiaggia. Pomeriggio riposo e visita al Centro Para Ti. In serata meditazione profonda nel nostro spazio lounge immerso nella foresta.
2° giorno. Mattino esercizi tibetani nello spazio lounge seguiti da 1 ora di Meditazione Bhairava. Colazione. Escursione al Corcovado, pranzo in bouteco a Santa Teresa, quartiere storico e oggi artristico. Visita di Santa Teresa, con discesa a piedi della Scala di Selaròn, maestosa opera di Land-art. Giro dei graffiti di Rio. Rientro, “Serata Fulni-o”: Pitture Corporali dei Maestri Indios Fulni-o, seguiti da danze, canti e cerimonie. Cena in sede.
3° giorno. Mattino Yoga nella sala di Meditazione del Centro Para Ti seguita da “Meditazione del Respiro”. Spiaggia. Rientro con pranzo in bouteco in favela. Riposo. Pomeriggio visita alle favelas di Vila Canoas e Rocinha. Serata a Lapa in locali di Samba tipici con cena in loco.
4° giorno. Mattino esercizi tibetani seguiti da “Meditazione Bhairava” (1 ora). Escursione Centro città, pranzo in bouteco tipico. Escursione al Pan di Zucchero. Visita alle barche d’artista nella rada di Urca. Ritorno in sede. “Serata Fulni-o” con pitture corporali e cerimonie.
5° giorno. Mattino esercizi tibetani seguiti da Meditazione Profonda. Colazione. Mattinata in spiaggia. Pranzo in chiosco sulla spiaggia. Pomeriggio “Meditazione della Presenza”: Un paio d’ore con i bambini e gli educatori del nostro centro Para Ti, per sperimentare la “Psicopedagogia Presenza” che noi abbiamo appreso dal Missionario Padre Renato che opera da 30 anni nell zone più pericolose di Rio. Riposo. “Serata Fulni-o”
6° giorno. Mattino Yoga e “Meditazione del Respiro”. Colazione. Escursione al Parco Nazionale di Tijuca, pranzo all’interno del Parco in tipico locale storico. Rientro. Spiaggia e riposo. “Serata Fulni-o”. Cena in sede.
7° giorno. Mattino Yoga nello spazio Lounge seguito da “Meditazione Bhairava”. Colazione. Mattinata in spiaggia a São Conrado o Barra. Pranzo in chiosco sulla spiaggia. Pomeriggio escursione alla tipica “Fiera Nordestina”. Rientro in sede. “Meditazione dell’Abbraccio”. Cena in loco.
8° giorno. Resumé dell’esperienza in riunione plenaria nello spazio lounge. Meditazione conclusiva. Saluti e partenze.

Sciamano Fulni-o

Sciamano Fulni-o

Meditazioni. Si tratta di una nostra pratica abituale da decenni. Strategica. La “Meditazione Profonda” è guidata da Mauro Villone, che la pratica da 30 anni. La “Meditazione del Respiro” e lo Yoga sono guidati da Rogerio Barros, istruttore di Yoga e Meditazione, responsabile della Meditazione Infantile nell’attiguo Centro Para Ti. La “Meditazione Bhairava” e la “Meditazione dell’Abbraccio” sono guidate da Rogerio Barros coadiuvato da Lidia Urani e sono le Meditazioni trasmesseci dal Guru Indiano Atmaji, Maestro di alcuni del nostro gruppo. Si tratta di meditazioni che impiegano tecniche di solito destinate a meditatori molto esperti, ma combinate con una sequenza che le rende adatte a tutti.

Fulni-o. Sono un gruppo etnico ristretto (4/5000 individui) del Pernambuco (Nordest del Brasile), ma molto forte e dotato di fortissima identità, che è riuscito a mantenere praticamente intatta per 500 anni. I curanderos e i capi praticano pitture corporali, filosofia della natura, canti e danze sacri. Il nostro incontro con loro ci ha ulteriormente cambiato l’esistenza. Le loro pratiche, a partire dalle pitture sacre corporali fortificano enormemente sul piano dell’identità. Sono estremamente potenti. I Fulni-o producono e vendono artigianato di altissimo livello che sarà disponibile in loco. Vengono appositamente a Rio per collaborare con noi, con l’Università, con Musei di Antropologia.

Vida Carioca. È un universo. Cerchiamo di darne un’idea il più possibile profonda con solo 7 giorni a disposizione. La filosofia carioca è rivolta alla felicità, al sorriso, all’abbraccio e alla solidarietà. Porteremo, chi lo vorrà, a profondo contatto con le vere situazioni del luogo.

Para Ti, il Centro. Qui da 25 anni diamo rifugio, educazione, cultura, famiglia, solidarietà, Amore a centinaia di bambini. Ma soprattutto diamo Presenza, la stessa che andrebbe data a chiunque a partire da se stessi. È per tale ragione che un’esperienza di volontariato qui cambia la visione della vita. Ma basta un incontro anche di poche ore.
Il Centro dispone di boutique artigianato, editoria, bar, terrazze lounge.

La Natura. Siamo immersi nel Parco Nazionale di Tijuca, il più grande parco tropicale al mondo in una metropoli. In alcune occasioni mediteremo nella foresta e ci cammineremo, se possibile con il nostro amico Xepa, figlio di un Curandero di altri tempi, che ci illustrerà alcune piante curative. Se saremo fortunati a colazione ci faranno visita piccole scimmiette, colibrì, pappagalli, tucani, garze. Sulla spiaggia passano in continuazione anatre selvatiche, urubù, fregate e altri innumerevoli specie di uccelli. L’Oceano è maestoso, con le montagne di granito alle spalle.

Para Ti Guesthouse. L’alloggio. Camere semplici, ma di charme immerse nella foresta. Suite di charme molto confortevoli in villa. Si tratta di casa nostra, siete nostri ospiti. Giardino, foresta, terrazze, sale, spazi lounge, amache.

Costi. Camere in foresta su deck in legno su cascatella per 7notti: 630€. Camere in villa per 7 notti: 840€. Costi a persona che includono: pernottamento, colazione, workshop meditazione, pitture corporali, danze e cerimonie, una escursione in favela, un pomeriggio a Para Ti. Non sono inclusi: tutte le altre escursioni, pranzi e cene, acquisti artigianato. Non è incluso il volo dall’Europa che può avere un costo medio dai 700 ai 1000€.

Costi pranzi e cene. Sono in relazione a dove si consumano. Vanno dai 5€ dei boutecos più modesti ai 25/30 di ristoranti più strutturati, con tutti i passaggi possibili. Le cene in sede hanno un costo medio di 15/20€.

Costi escursioni e spostamenti. Dipendono dai mezzi utilizzati e se vengono effettuate in autonomia o in gruppo e comunque con una guida. I trasporti pubblici partono da un costo di 3€ a corsa. Un taxi dal quartiere di São Conrado al Centro può arrivare a 15/20€. Un’escursione in gruppo (3h.) può andare da 25 a 50€. Escursione privata (3h) con guida da 90 a 120€.

Info: mauro.villone@libero.it

Per info sulla struttura: http://paratiguesthouse.wordpress.com FB: ParaTi Guesthouse

Per info su Para Ti: www.parationg.org FB: Para Ti (ONG)

Laura Boldrini in visita alla nostra ONG Para Ti

Laura Boldrini con Lidia Urani e alcuni bambini del Centro Para Ti a Rio.

Laura Boldrini con Lidia Urani e alcuni bambini del Centro Para Ti a Rio. (Foto: Allan Baltar)

La visita di ieri della Presidente della Camera Laura Boldrini alla nostra ONG Para Ti è stata un grande successo. Accolta da Lidia Urani​ e tutto il nostro staff a Villa Urani, ha poi visitato il Centro Para Ti gremito di bambini e di amici della favela di Vila Canoas dove operiamo. Erano presenti inoltre lo staff della Presidente, l’ambasciatore e il console, lo staff della RAI corrispondente a Rio. E’ stato un piacevole riconoscimento istituzionale, soprattutto del lavoro umanitario trentennale della famiglia Urani. Ed è stato un riconoscimento per tutti noi e per il nostro staff per la capacità di far incontrare due mondi distanti, come una favela di gente povera e istituzioni dello stato. Laura Boldrini e Lidia dopo aver parlato a lungo e giocato con i bambini si sono scambiate alcuni doni, come per esempio il libro autobiografico di Franco Urani, il mio libro Il Mistero della Libertà e i disegni realizzati per l’occasione dai nostri bambini. In seguito sono state in visita a piedi all’interno della favela e all’asilo per i bambini piccolissimi, realizzato dal padre di Lidia Franco Urani, negli anni ’80.
La nostra speranza è che questo incontro, al di là dell’utile e piacevole scambio umano e culturale, possa condurre ad azioni concrete, come per esempio, secondo quanto sostenuto dalla Presidente Boldrini, un contatto fruttuoso con Marchionne e la FIAT, che finora non ha mai sostenuto il nostro Centro, nonostante Franco Urani fosse stato il primo realizzatore dell’azienda in Brasile. Se accadesse significherebbe la possibilità concreta di aiutare più gente ed espandere il concept Para Ti sia a Rio che altrove coinvolgendo ancora di più istituzioni, volontari e artisti nel processo rivoluzionario che abbiamo avviato.
Ringraziamo tutti i cari amici che hanno reso possibile il successo dell’evento.

Una Personalità straordinaria

Favela Rocinha

Favela Rocinha

Brasile. Fame “0”?. Sì ma, corruzione e interessi tanti.

La segnalazione di un amico di Facebook mi ha indotto a parlare di un argomento che intendevo affrontare da tempo. La questione postami è la seguente: “Stamani a rtl 102.5 il Ministro dell’agricoltura ha parlato del progetto “fame zero” del presidente Lula come pionieristico nell’ambito del combattere la fame nel mondo. Volevo sapere di più su questo progetto e soprattutto capire se è stato così buono come dicono o se, come spesso accade sono solo discorsi”.
L’occasione è interessante per parlare di due tematiche. L’operato di Lula e la scarsità di comunicazione (e informazione) tra paesi diversi, soprattutto se si tratta di distanze intercontinentali. Al di là della pochezza dell’immagine del Brasile nell’immaginario collettivo europeo, è interessante notare come anche informazioni cruciali non arrivino e, se lo fanno, arrivino piuttosto distorte. Per gli italiani (e gli europei in genere) il Brasile è lontanissimo. Ci si può andare travestiti da Indiana Jones per qualche giro organizzato in Amazzonia, con indios finti, a strafarsi di caipirinha e, soprattutto, per incontrare le donne più belle del mondo. Finito. Peccato che, al di là della quantità di temi enormemente interessanti riguardanti questo paese, il suo governo abbia responsabilità enormi nei confronti non solo del paese stesso, ma anche di tutta l’umanità, visto che vi si trovano i 4/5 dell’Amazzonia, che è uno dei polmoni verdi più grandi del mondo, oltre che uno dei bacini idrografici più ricchi e importanti. Ma veniamo al dunque.
Il Ministro Martina ha parlato di una giornata di lavoro tra 40 paesi del mondo, legata a EXPO 2015, che avverrà il 7 febbraio e nel quale si affronteranno temi come quello della lotta alla fame e delle politiche agricole. In tale ambito, presenti i paesi partecipanti all’Expo, parlerà quello che il Ministro ha definito “una personalità straordinaria”, l’ex presidente del Brasile Lula.
Senza dubbio, ma se c’è qualcosa di straordinario in particolare nella personalità di quest’uomo è la sua capacità di rimanere al potere per due mandati, nonostante il suo governo si sia dimostrato se non il più corrotto, uno tra i più corrotti della storia del paese. Nello scandalo Petrobras, uno dei peggiori mai avvenuti in Brasile, sono coinvolti in prima linea almeno dodici dei suoi cari amici. Lui non poteva non sapere. Non solo. Non potendosi presentare per essere eletto a un terzo mandato ha tirato fuori, come un coniglio da un cappello, la Presidenta Djilma, nient’altro che un prolungamento del suo potere incontrastato, la quale ora si trova anch’essa al suo secondo mandato. Già si vocifera che alle prossime elezioni si presenterà di nuovo lui, il maestro. Per quanto riguarda potere e corruzione, e capacità di intortare gli elettori, bisogna dire che in Brasile ci sanno fare persino più che in Italia.
Nessuno sa, in Italia, come il “presidente operaio e favelado” abbia battuto i piedi come un bambino quando dovette lasciare i palazzi del governo, dichiarando egli stesso che pativa soprattutto a lasciare le grandi scrivanie e i sontuosi uffici con l’aria condizionata di Brasilia. Nel periodo in cui ha governato ha comunque senza dubbio fatto cose buone. Uno di questi è proprio il progetto “Fame 0”, ci mancherebbe altro. Negli ultimi dieci anni in Brasile è effettivamente diminuita la miseria nera. Andava fatto. Un’altra operazione fu “Luz para todos” (Luce per tutti). Non c’è anfratto, anche nelle zone più remote o selvagge, dove non arrivino due fili che riescono ad accendere una lampadina. Un’iniziativa anch’essa meritevole. Ma tutto ciò, che andava fatto, si poteva fare anche molto diversamente. I pochi che spieghino quale sia il prezzo pagato per realizzarlo difficilmente arrivano agli occhi e alle orecchie degli europei.
In primo luogo Lula si è dedicato alle iniziative che potessero assicurargli rapidamente più voti. Senza mangiare al buio non vuole stare nessuno. Quindi. Tralasciando i miliardi spesi (e anche buttati in corruzione e concussione) per accendere le lampadine bisognava anche produrre molta energia. Il risultato sono sconfinate plaghe di territorio rubate all’agricoltura per produrre bio-carburanti, interi bacini idrografici devastati per costruire idro-elettriche gigantesche. Adesso queste centrali non funzionano poiché il Brasile sta patendo la più spaventosa siccità da 70 anni. Perché? È semplice. L’Amazzonia, il polmone della Terra e dell’Umanità, è sotto attacco da una quantità enorme di compagnie intrallazzate con il governo corrotto di Djilma che stanno depredando ulteriormente la foresta. Il clima sta cambiando rapidamente anche a causa di questa devastazione. Osservando l’Amazzonia dall’aereo non è più come 15 o 20 anni fa. Sembra un gigante ferito e spelacchiato e sui corsi d’acqua si vedono transitare chiatte mercantili gigantesche cariche di prezioso legno tropicale. Tralasciamo per ora le ripercussioni sul piano etnico e culturale che porterebbero via troppo tempo e concentriamoci sull’ambiente e la società. Le compagnie che prendono gli appalti fanno lavorare gli operai in condizioni disastrose (il presidente operaio dov’è andato?), senza infrastrutture. Parallelamente la polizia e l’esercito scacciano gli indios dai loro territori. Chi rimane può però sempre prostituirsi e la prostituzione è in aumento. La cultura india che, oltre ad essere un patrimonio culturale, potrebbe anche essere una risorsa turistica di rilievo e quindi economica, non viene nemmeno considerata. Chi lavora non guadagna abbastanza per una vita realmente decorosa. E allora? Altro coniglio dal cappello: la “Borsa famiglia”. Geniale. Ogni figlio in più da diritto a una miseria mensile che però, facendo molti figli, può diventare una risorsa. Addirittura alcuni preferiscono non ammazzarsi di lavoro mal pagato e sopravvivere di “Borsa famiglia”. Per farne che? Per comprare auto, moto e un sacco di altre cose inutili, grazie alla parallela selvaggia politica di credito al consumo. In sostanza il governo ha dato avvio a un volano di consumo che, alla fine, si rivelerà del tutto fasullo. Le grandi città sono intasate di traffico. Si consuma molto di più, soprattutto generi alimentari di scarsa qualità che hanno sostituito, in parte, il riso e fagioli nazionale dei poveri creando un nuovo problema: l’obesità. I bellissimi bambini e anche adulti per cui era famoso il Brasile sono in diminuzione. Aumentano i ciccioni con conseguenti problemi di salute. No, non c’è più la fame, ci sono la pressione alta, la depressione e, per i ricchi che si strafogano di carne, il cancro.
I bambini stanno cambiando rapidamente. Diventano arroganti, e saccenti pur rimanendo ignoranti. Preferiscono l’i-pod da 500 euro e dormire per terra che migliorare seriamente la qualità della loro vita. Nel frattempo l’escalation della violenza e della diffusione di droghe sembra non avere fine. Solo la scorsa settimana sono stato in missione volontaria in una delle più pericolose favelas di Rio, presidiata dalla fanteria, armata fino ai denti, appoggiata carri armati e autoblindati. La parola più diffusa nelle favelas è: Paura. Sì, la fame è (quasi) zero (ma sono ancora tanti a non riuscire a mettere insieme il pranzo e la cena) e la grandiosa classe media è in aumento. Ma quello che è aumentato sono solo un potere di acquisto artificiale per comprare soprattutto cose inutili, mentre la cultura e l’educazione sono più alla deriva di prima.
Capisco che tutto questo il ministro non lo possa sapere, visto che ritiene che la popolazione del Brasile sia 5 volte quella dell’Italia, come dichiara nell’intervista. I brasiliani sono 200 milioni signor ministro non 300. Se qualcuno volesse mettersi in ascolto avrei ancora moltissime cose da raccontare. Non sono storielle da un paese tropicale, bensì da un paese che vorrebbe avviarsi ad essere una delle massime potenze mondiali e che ha in mano più della metà del territorio sudamericano e la quasi totalità del polmone della Terra.

Mauro Villone

Allarme Amazzonia

Il magnifico deserto del Lençois (Brasile), una della tante aree a rischio di devastazione per il cambiamento climatico.

Il magnifico deserto del Lençois (Brasile), una della tante aree a rischio di devastazione per il cambiamento climatico.

ALLARME! Il governo di quella sporca corrotta di Djilma va fermato. Adesso che Sting fa i corsi di vendemmia a caro prezzo nelle sue vigne in Toscana nessuno si preoccupa più dell’Amazzonia. Non è mai stata devastata così tanto come negli ultimi anni. Un immenso cantiere. La stanno depredando definitivamente. Vedendola dall’alto in aereo si presenta come un animale ferito e spelacchiato, con aree disboscate a destra e a sinistra. Il Brasile sta già patendo i danni del disboscamento selvaggio con la più grave siccità degli ultimi 70 anni. Non piove più, letteralmente. Oltretutto la grassona con i suoi scagnozzi non aveva calcolato che le sue devastanti idroelettriche non funzionano senza acqua: Belo Horizonte è al buio. Bisogna fermarli!

Nel frattempo il Presidente della Nestlé fa dichiarazioni folli. Secondo questo figuro, potete vederlo come un serpente sotto spoglie umane o come un ritardato psico-sociale, non so, l’acqua non è un bene basico per l’umanità e va privatizzata.
https://www.youtube.com/watch?v=5a8qzsM9Kqg&sns=em
(Sottotitolato in inglese)

A Rio de Janeiro e a Sao Paulo manca l’acqua. Il problema è serio, ma potrebbe addirittura diventare letale se non si riesce ad approvvigionare d’acqua alcune aree.

Il mondo è in mano a dei pazzi completi e la “classe media” si preoccupa della crisi finanziaria che non permette più di comprare la seconda auto e la pizza tutte le settimane. La situa è davvero molto grave amici. Gli autorevoli giornaletti italiani, a cui tutti fanno riferimento, parlano dei battibecchi tra i richissimi giudici e il ricchissimo Renzi, della Juve e se l’Euro ce la farà o meno. Mentre siamo sull’orlo di un abisso ben più devastante. Credo che nei prossimi anni vedremo davvero cose che non avremmo pensato che potessero verfcarsi sul serio.

E’ davvero giunto il momento di far un salto nella coscienza. Il risveglio può essere addirittura traumatico, ma è necessario.

Mi trovate ancora una volta ridicolo e patetico? Benissimo. Continuate a fare i servi di questi serpenti, e a sperare che un giorno arrivi la cavalleria americana a liberarvi.

Mauro Villone

PARA TI COSCIENZA E CREATIVITÀ. LO SVILUPPO DELLA COSCIENZA PER UN NUOVO MONDO.

Para Ti (www.parationg.org) esiste da 25 anni per dare sostegno a bambini di favela e alle loro famiglie. È un progetto d’amore.
Nel corso del tempo sono profondamente mutati gli scenari sociali e psicologici. Il Brasile, così come il mondo di oggi non è più quello di quindici o venti anni fa.
Mentre un tempo si lottava tout-court contro la miseria e la fame, oggi si lotta contro la miseria culturale e la fame di amore.
Gli organizzatori del progetto, Mauro Villone e Lidia Urani si occupano, ormai da decenni, di ricerca in ambito culturale e spirituale e sono viaggiatori di lungo corso. A loro si è unito, in qualità di collaboratore, Rogerio Barros, attore e regista teatrale, insegnante di Yoga e Meditazione. Dalla loro ricerca è scaturita la consapevolezza che i punti chiave per uno sviluppo futuro degno di questo nome sono la “Coscienza” e la “Creatività”.
Da qui la determinazione a imprimere ulteriore sviluppo al progetto Para Ti puntando sulla cura della Coscienza con la Meditazione e sull’espressione creativa, con laboratori d’arte, arte-terapia e residenze d’artista.

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Il panorama sociale

Para Ti opera per lo più nella Favela di Vila Canoas. Qui le situazioni sono le stesse che si possono trovare nel resto di Rio, del Brasile, del Sudamerica e, se vogliamo, con punti in comune con alcune che possono incontrarsi di tutto il mondo. Ovvero bambini e ragazzi poveri, provenienti da famiglie distrutte dalla miseria, dall’abbandono e, soprattutto, da alcol e droga, abbandonati a se stessi e privi di una qualsiasi progettualità. Su questo substrato si erge, in Brasile, quello che chiamano sviluppo, che, secondo le statistiche governative, sta creando una nuova “classe media” un po’ più benestante. In realtà quello che sta avvenendo è sì l’aumento del potere di acquisto, incentivato da una selvaggia politica di credito al consumo, ma senza un corrispondente sviluppo sul piano educativo e su quello culturale. Il risultato è l’aumento esponenziale di consumatori di alimenti errati e oggetti superflui che peggiorano ulteriormente la salute e la qualità della vita. Rimangono l’abbandono, la mancanza di educazione e soprattutto di amore per tutti. In questo meccanismo quelli che più sono colpiti sono i bambini che non hanno punti di riferimento, se non la televisione e altri media, e tutto ciò che cresce in loro sono l’arroganza, l’alienazione con giochi stupidi, il possesso di telefonini e il rimpinzarsi di alimenti errati. Uno dei problemi che stanno crescendo in Brasile, come nel resto del mondo, è la cattiva alimentazione con conseguente obesità e altre patologie di diversa natura.
Oltre a questo i bambini delle favelas (e di slum di tutto il mondo) non imparano correttamente nemmeno la loro lingua, non hanno educazione civica e al tempo stesso non possono più nemmeno avere come punto di riferimento le antiche tradizioni, ormai distrutte. Non fanno attività fisica e vivono in tuguri poco illuminati e sporchi, dove per lo più dormono per terra. Spesso non conoscono il padre e, quando i genitori ci sono, con una certa frequenza sono tossici, alcolizzati, trafficanti o in galera.
Ma c’è di più. La violenza e la diffusione di droghe e alcol stanno aumentando. Da un documentario che stiamo realizzando si evincerà come bambini e ragazzi siano estremamente esposti. Almeno il 70% dei bambini da noi intervistati è stato protagonista o ha assistito a episodi di violenza. Le storie che stiamo registrando sono quasi sempre commoventi, talvolta agghiaccianti. Le istituzioni governative rispondono con altra violenza e i poliziotti sono in massima parte corrotti dai trafficanti. L’UPP (Unità di Polizia Pacificatrice) che dovrebbe presidiare il territorio e controllarlo, col tempo si corrompe o comunque non riesce nel suo intento per la ferocia della situazione. I poliziotti sono, in qualsiasi caso, persone mal pagate, armate fino ai denti, che devono sbarcare il lunario e far fronte a una violenza inaudita. Capita con una certa frequenza che si vedano sparare addosso da bambini di 12 anni.

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La sfida

In tale panorama devastante la sfida della nostra piccola organizzazione è quella di portare punti di riferimento materiali, educativi, culturali e spirituali. Da qui l’attività con i laboratori, tenuti dallo staff, da collaboratori a progetto, da volontari.
Nel 2015 parte il nuovo cronogramma che prevede gruppi di 4-6 bambini. Ogni gruppo viene seguito da un operatore.
I laboratori principali sono:
1. Meditazione
2. Rinforzo scolare
3. Artigianato artistico
4. Fotografia e Video
5. Cucina
6. Arte e Arte-terapia
7. Teatro, musica ed espressione psico-fisica
8. Attività ludiche diverse

Ai laboratori si affiancano i colloqui e le interviste individuali. Le interviste possono essere registrate per il documentario in preparazione. Ogni famiglia (o, spesso, chi ne fa le veci) ha sottoscritto l’autorizzazione all’utilizzo dell’immagine dei figli per soli fini di documentazione e divulgazione del progetto Para Ti.
Sono previsti colloqui a scadenza bimestrale con i genitori o con chi ne fa le veci. Anche alcuni degli adulti della comunità saranno intervistati.

Le attività sono parzialmente aperte anche agli adulti. I familiari dei bambini e altri delle favelas potranno partecipare gratuitamente. Chi viene da fuori può essere protagonista di un’esperienza straordinaria e lasciare un’offerta.

Nostra intenzione è coinvolgere, nei limiti del possibile, anche persone lontane da questo mondo, ma che hanno estremo bisogno di aiuto (e ne sono consapevoli), come trafficanti e border-line di varia natura. Abbiamo già cominciato. Non si tratta più di un dovere istituzionale o governativo, ma una situazione di emergenza che dovrebbe coinvolgere tutti, ma potrebbe trasformarsi in opportunità di profondo cambiamento.

Questo progetto non serve a fare beneficienza, bensì a dimostrare che l’abbandono, la miseria, anche culturale, la solitudine, la violenza, si possono combattere, e vincere, con l’amore, la condivisione, il dialogo, la meditazione profonda.

Mauro Villone