Germogli di consapevolezza – L’impegno di Mauro Scardovelli

On the road Foto: Lidia Urani

On the road
Foto: Lidia Urani

Su cortese sollecitazione di un’amica ho preso contatto con Unialeph, una università privata di avanguardia che opera sul piano multidisciplinare in un settore molto complesso, quello dello sviluppo della consapevolezza su diversi fronti.

Non è facilissimo spiegare di cosa si tratti poiché l’idea, sebbene semplicissima, non è così consueta in una società occidentale dove le idee primarie sono il denaro, la competizione, il profitto e la crescita.

Unialeph, ideata e diretta dal professor Mauro Scardovelli, si prefigge di creare valore aggiunto sul piano culturale e spirituale, nel concepire una società basata invece sulla consapevolezza, il benessere profondo, la spiritualità, la cooperazione, la condivisione, la crescita umanistica.

Dopo aver illustrato sommariamente le nostre attività e la possibilità di un’eventuale collaborazione, mi hanno gentilmente invitato alla loro settimana estiva intitolata “Germogli di Consapevolezza”. Sei giorni in un hotel a Trevi, in provincia di Perugia, dove si è parlato concretamente, con personaggi di altissimo rilievo e professionisti di diversi settori, di diversi temi. Dalla Costituzione all’economia, dalla meditazione alla psicologia, dalla medicina alla musica. Un approccio alla vita intelligente, olistico, e d’avanguardia nei confronti della cultura media imperante.

Dal mio punto di vista l’unica vera soluzione alla situazione disastrosa in cui versano l’Italia e tutto il pianeta.

L’incontro l’ho trovato eccezionale, decisamente superiore alle aspettative. Un trasferimento di informazioni di altissimo rilievo sul piano tecnico e una iniezione sincera di benessere sul piano umano, energetico, vibrazionale e delle relazioni.

Scardovelli pone come base di tutto il suo discorso di sviluppo la Costituzione italiana. Per me questo è un punto di vista nuovo per due ragioni. In primo luogo non sono educato a ragionare in termini giuridici. In secondo luogo sono abituato a ragionare in termini planetari e non riferentesi al solo nostro paese. Ciò non mi ha impedito di apprezzare profondamente tale approccio, di comprenderlo appieno e di farlo mio. Anzi, mi ha stimolato a riprendere in mano la Costituzione a riconsiderare la valenza filosofica globale dei principi fondamentali e a considerarla come una concreta base di partenza per cambiare le cose.

Tale cambiamento, e questo è totalmente in linea con quello che penso e faccio, può avvenire solo operando su diverse scale: globale, nazionale, personale. E può avvenire solo lavorando sulla società come sul singolo individuo. Occorre lavorare sulla filosofia, sulle leggi, sull’economia, sull’etica sociale, ma anche, e inderogabilmente, sul piano della psicologia del profondo, della psicologia umanistica, della formazione comportamentale, delle relazioni interpersonali, della guarigione dai traumi, della meditazione profonda.

Un progetto estremamente ambizioso che Scardovelli affronta mettendo insieme professionisti non solo di altissimo rilievo e riconoscimento sociale, ma anche fortemente ancorati all’etica e alla onestà intellettuale. Le competenze in gioco sono l’economia, la giurisprudenza, la psicologia, la psicosintesi, la musicoterapia, la PNL umanistica, la musica, la medicina, gli stati modificati di coscienza.

Un progetto così ambizioso che se non lo si toccasse con mano non ci si crederebbe. Mentre invece esiste, sta dando frutti concreti, e pone solide basi su una università he oserei definire olistica, anche se il termine mi pare non del tutto adeguato e leggermente riduttivo. Tale università è denominata Unialeph Umanistica. Laddove Aleph prende spunto da un racconto di Borges, che ricordo molto bene, estremamente profondo, geniale e significativo, direi addirittura unico. In tale , sintetizzando oltremisura, “Aleph” rappresenta una sorta di “visione” di un essere umano in stato modificato di coscienza. Aleph è tutto quanto può esistere nell’universo in un determinato istante, una sorta di unità di base di “tutto ciò che è”.

 

Di fronte a un simile ambizioso progetto la mia reazione è stata quella di voler partecipare dando il mio umile contributo che però credo potrebbe essere significativo per diverse ragioni. La prima in assoluto è che opero sul piano di un’etica incrollabile, che se venisse meno invaliderebbe anche il più piccolo elemento di comunicazione da me emesso. La seconda è che il mio operato è basato perlopiù sugli stati modificati di coscienza e sull’utilizzo di antichissime tecniche per operare sulla psiche umana, sia singolarmente che in gruppo, provenienti da culture indigene antichissime, principalmente delle Americhe  e dell’India.

 

In conclusione, senza di certo aver avuto la pretesa di spiegare tutto su questo tema, bensì proprio nel tentativo di sintetizzarne al massimo i concetti, si tratta di un progetto, io credo, fondamentale, se si vuole uscire da una situazione che sembrerebbe, e sottolineo sembrerebbe, non avere vie di uscita.

In realtà la via di uscita c’è, è difficilissima, e non può essere che costituita da una riforma globale sia delle istituzioni e degli strumenti di convivenza sociale, sia dei singoli individui, chiamati a uscire dal ruolo-archetipo di vittima e a prendersi ognuno la responsabilità di lavorare su se stessi e il proprio ego per realizzare il salto evolutivo quantico e imminente che aspetta l’intera umanità.

Ne va della sua sopravvivenza e di quella di tutto il pianeta.

 

Info: mauro.villone@libero.it

 

www.alephumanistica.it