L’equivoco

di Mauro Villone

Pochi giorni fa hanno radiato dall’albo dei medici una dottoressa che sostiene di curare qualsiasi malattia con i fiori, le essenze e un supporto psicologico. La stessa dottoressa sostiene che il sistema medico-farmacologico sia una truffa ai danni dei cittadini. Era stata cuccata dalle solite Jene, bravissime per carità, che però fanno il processo mediatico prima di qualsiasi altro tipo di verifica. Una specie di inquisizione mediatica senza appello.
Dopo la sospensione della tipa c’è stato il discorsetto di Gianluca Nicoletti con un video sul giornaletto servo La Stampa. Gianluca Nicoletti l’ho sempre considerato un genio fin da quando seguivo negli anni ’90 le sue trasmissioni radiofoniche mattutine dove criticava magistralmente il fantasmagorico mondo televisivo. Continuo a considerarlo un intelligentone sorprendentemente acuto, ma si è dimostrato non solo un ignorante su certi argomenti, ma anche lui né più né meno che un servo della cultura imperante.
E adesso vado a dimostrare le mie affermazioni. Chi è interessato segua attentamente poiché la situazione è complessa.
In primo luogo il tema della malattia e ovviamente della guarigione è fondamentale e strategico per l’umanità. Si potrebbe addirittura dire che è uno dei pochi temi principali. Non posso dilungarmi troppo su questo che ovviamente potrebbe richiedere interi volumi di trattazione. Si tratta di qualcosa di così centrale da condizionare la vita di tutte le persone.
Tale formidabile campo d’azione nel tempo è diventato appannaggio solo ed esclusivamente della scienza e del razionale. Il razionale, come si affanna a sottolineare il Nicoletti nel video, è l’unica vera strada da percorrere per affrontare certe problematiche. Chi ce lo insegna? Ma la scienza stessa naturalmente, da Cartesio, Galilei e Newton in avanti. Ma occorre considerare che il razionale altro non è che la controparte dell’irrazionale, il quale esiste anch’esso e va tenuto in debita considerazione.

Curandero Indio (@lidiaurani)

Curandero Indio (@lidiaurani)

Orbene, se queste fossero solo idee mie ne sarei convinto ugualmente. Purtroppo per i deterministi però esiste tutta una linea di pensiero sostenuta persino da eminenti scienziati come per esempio Fritjof Capra (fisico delle alte energie) e Ilya Prigognine (premio Nobel per la chimica), solo per citarne un paio della sterminata serie.
Nel suo libro “Il punto di svolta” del 1982 Fritjof Capra spende quasi 400 pagine per dimostrare come ci si trovi oggi di fronte a un cambio profondo di paradigma nella visione dell’universo e delle cose.
Tornando al caso della dottoressa, guardando alcuni video in rete nelle quali ella è protagonista è difficile darle sostegno poiché si presenta come un personaggio ambiguo con uno stile di comunicazione discutibile, più facile da accettare da parte di creduloni che da parte di persone seriamente preparate. Il tipico personaggio utile da dare in pasto a Jene e Gabibbi vari. Questi predatori mediatici hanno bisogno di questo genere di persone per utilizzarli ai propri fini. Apparentemente queste trasmissioni difendono il consumatore dai ciarlatani, ma invece nella realtà utilizzano i ciarlatani per difendere il potere del sistema medico-farmacologico industriale.
Il sistema televisivo si guarda bene dal mandare in prima serata documentari seri su quelle che sono medicine alternative, nuove idee, correnti di pensiero diverse. Queste le puoi trovare al massimo su qualche rete secondaria alle tre di notte o, molto più facilmente in Internet. Ma il mainstream, quello che condiziona fortemente la grande massa di persone che vengono riempite di farmaci velenosi e di cure inutili tutti i giorni, rimane totalmente condizionato dallo strapotere dell’industria ospedaliera, delle case farmaceutiche e dei produttori di cibo velenoso.
Mentre esiste un movimento che si va allargando sempre di più il quale è a conoscenza del fatto che energie sottilissime, le quali non sono affatto estranee nemmeno al corpo umano, possono agire profondamente su di esso e guarire, così come far ammalare.

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Una quantità considerevole di ricercatori seri ha dimostrato come sciamani, guru, meditatori, utilizzatori di terapie legate ai colori, ai suoni, alle essenze delle piante, possano curare molto seriamente l’organismo umano e l’ambiente. Non solo, ma l’importanza dell’aspetto psicologico nella cura delle malattie, ormai ampiamente riconosciuto anche dalla scienza cosiddetta ufficiale, può essere enormemente ampliato dalle tecniche di meditazione che hanno più di 10.000 anni. Persino la magia ha un suo senso e le sue ragioni tutte da approfondire. A tal proposito è interessante notare come un personaggio come il mago Silvan, persona estremamente gradevole e di altissimo livello professionale, sia utilissima al sistema poiché in grado di dimostrare che qualsiasi cosa può essere realizzata con dei trucchi. Molti dimenticano però, a proposito di razionalità, che dimostrare che qualsiasi cosa possa essere rifatta con dei trucchi non dimostra affatto che tutte le cose che si imitano con i trucchi non abbiano una loro realtà inspiegabile sul piano razionale.
In sostanza, come mi pare di avere dimostrato, tutto il sistema mediatico mainstream, incluso quello che vorrebbe sembrare alternativo e un po’ rivoluzionario, sia in realtà funzionale al mantenimento della credulità popolare nello schifo che viene pubblicizzato nei loro spazi pubblicitari stampati e video. È ovvio. Figuriamoci se hanno interesse ad andare contro ai loro avidi sponsor che li coprono d’oro.
Personaggi come la dottoressa in questione, che paiono ambigui per il modo di comunicare, ma la cui filosofia è condivisibile e da approfondire prima di giudicare, o altri sono una manna per i venditori di merda chimica. Pochi hanno la capacità, la voglia, l’umiltà di andarsi a informare veramente, di studiare come stiano esattamente le cose e conseguentemente di avere il coraggio di rimettere tutto in discussione.
Difficile che servi del potere come Nicoletti, Gabibbi e Jene, con quello che prendono al mese, abbiano voglia di mettersi in discussione e perdere a loro volta potere, prestigio e, soprattutto, denaro e posizione sociale. Meglio continuare così.
Un altro col quale è persino impossibile parlare è Cecchi Paone, il leccapiedi di Veronesi. Tutti insieme sono una macchina da guerra inespugnabile, almeno apparentemente. In realtà io credo si stiano aprendo degli spiragli che sembrano diventare rapidamente delle voragini, vista la deplorevole situazione nella quale oggi versa l’umanità che si è affidata alle meraviglie del “razionale”. Razionale un corno, poiché davvero qualsiasi persona davvero ragionevole dovrebbe riconoscere che esiste una controparte “irrazionale” che va perlomeno considerata, valutata, approfondita e, soprattutto, non demonizzata. Trasmissioni televisive e giornalisti seri invece di dedicarsi alla caccia alle streghe (che fa fare soldi) potrebbero passare il tempo più proficuamente cercando di capire cosa di positivo c’è in giro di poco conosciuto e che possa aiutare le persone che a loro sta così a cuore “salvare” dai ciarlatani.
Ci stiamo avviando verso un’epoca nella quale per migliorare le cose occorre avere una mente aperta e considerare tutte le possibilità, con umiltà e senza dare niente per scontato.

Animali o Déi

Testo e foto: Mauro Villone

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Ho da poco terminato di leggere il best-seller di Yuval Noah Harari, uscito in Italia nel maggio 2014. “Da Animali a Dei, breve storia dell’Umanità”.
Yuval Noah Harari è un giovane ricercatore e docente di storia all’università di Gerusalemme. Il libro è interessantissimo e, francamente, utile per avere una visione globale della storia e di quello che sono i meccanismi di interazione tra l’uomo, la natura, le leggi fisiche. Ma durante tutto il tempo della pur piacevole lettura ho avuto la sensazione che qualcosa non tornasse. Ho dovuto arrivare alla fine del volume e poi riflettere a lungo per riuscire a capire cosa fosse. E alla fine ce l’ho fatta. Naturalmente si tratta del mio punto di vista opinabile, ma che supporto con argomentazioni che scaturiscono da lunghe ricerche.
Ritengo che Harari sia di fatto un autore di regime. Non nutre dubbio alcuno sulla veridicità della storia, sui meccanismi evolutivi, biologici e sociali. Per lui la storia è quella che è e che sappiamo. L’essere umano è una scimmia evolutasi per una serie di accidenti sorprendenti. Il cammino dell’uomo per lui è un susseguirsi di fatti, incluse le rivoluzioni, che hanno portato l’uomo ad essere ciò che è ora. In particolare le rivoluzioni sono eventi necessari allo sviluppo, determinate da problematiche sociali o scoperte tecnologiche. Sarebbe tutto condivisibile, infatti lo condivido in gran parte. Ma.
Ma l’autore, essendo uno scientista determinista, non tiene affatto conto di numerosi fattori, per il semplice fatto che per lui non esistono, come non esistono per gran parte della scienza ufficiale in genere.

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In primo luogo glissa sapientemente su quello che è lo sviluppo della coscienza, di cui lui, in qualità di storico, non può sapere nulla. Ne sanno poco persino psicologi, sociologi, medici, biologi e cognitivisti. Non accenna poi minimamente a quello che, secondo filosofie orientali o comunque non occidentali o antiche, è la faccia spirituale dell’uomo. Faccia spirituale che si manifesta non solo nei pensieri e nei sentimenti, ma anche in veri e propri concetti come corpo eterico, corpo astrale, anima, spirito, chackras, aura. Si tratta di concetti che la scienza occidentale fatica ad accettare. E dico occidentale in contrapposizione anche agli studi “oltre cortina” di numerosi scienziati russi, che sono giunti in Europa e in America solo grazie a studiosi e a curiosi di esoterismo, e che sono studi scientifici a tutti gli effetti, ma misconosciuti dal mondo accademico occidentale. Uno fra molti quello dei coniugi Kirlian, i quali misero a punto ancora negli anni ’40 una camera che permette di fotografare l’aura umana. Lo scienziato russo Konstantin Korotkov, direttore del Research Institute of Physical Culture di San Pietroburgo, meno di un anno fa avrebbe fotografato l’anima di una persona con un dispositivo bioelettrografico nel momento esatto in cui lascia il corpo. Di fatto Korotkov ha scattato la foto con la tecnica Kirlian, da lui modificata e perfezionata con una tecnica particolare.

A questi concetti è legato quello di “Prana”, conosciuto da millenni in India e in generale in oriente, ma anche presso gli indios del continente americano che lo designano come “Forza”. L’energia presente in tutto l’universo, nell’uomo, nella natura. Energia difficilmente percepibile da chi non sia particolarmente allenato, ma che viene largamente sentita e condivisa da ricercatori spirituali di ogni parte del mondo, è visibile in condizioni particolari ed è persino misurabile con alcune macchine.

La notte della taranta. Puglia.
Si tratta di aspetti dell’esistenza umana che, sebbene ormai da tempo interessino fasce sempre più ampie di popolazione, inclusi non addetti ai lavori, rimangono marginali sul piano mass-mediatico e su quello scientifico ortodosso.
Per Harari oggi ci troviamo di fronte a una rivoluzione digitale, e l’uomo, nell’impasse in cui si trova, dovrebbe riuscire a utilizzare al meglio le nuove tecnologie per diventare qualcosa di diverso. Come una macchina però. Una visione tutto sommato allucinante nella quale l’autore cita anche la possibilità, per alcuni esseri umani (pochissimi privilegiati), di diventare a-mortali in un futuro non troppo lontano, grazie alle biotecnologie. In sostanza per lui biotecnologie, robotica, digitale sono i mezzi per diventare uomini diversi in futuro ed essere grandi come lo furono la Gran Bretagna e gli Stati Uniti. Mi viene persino il sospetto che qualcuno lo finanzi. Da un’intervista a La Stampa risulta questa dichiarazione (il virgolettato è suo): È questa la scelta che «spetta alla nostra generazione»: usare la tecnologia «per perfezionare l’uomo» o «sostituirlo con i robot». «Dobbiamo decidere cosa diventare».
Perfezionare l’uomo. È sorprendente come questo coltissimo ebreo parli come i nazisti. C’è da riflettere seriamente.
Non mi fa alcuna impressione la sua cattedra altisonante a Gerusalemme e nemmeno che il suo libro sia un best-seller interessante e scritto benissimo. Mi dispiace per lui, ma credo profondamente che quello che vogliamo diventare abbia solo in parte a che fare con la tecnologia, la quale potrebbe rivelarsi utilissima o anche del tutto inutile per quello che l’uomo è chiamato a fare, ovvero un salto di stato di coscienza. Non escluderei che le tecnologie possano aiutarci, anzi probabilmente accadrà, ma il futuro dell’uomo si dovrà giocare su un piano completamente diverso, che è quello dello sviluppo della coscienza ottenuto utilizzando tecnologie spirituali antichissime, magari rinnovate e adattate. Ma «immaginare nuove realtà per non essere risucchiati dal passato» come dice lui non è una faccenda da élite scientifiche e di governo, bensì un cambiamento profondo di ogni singolo individuo, per avviarsi su un piano di coscienza completamente diverso che vedrà uomo e natura non più come antagonisti ma come un tutto armonico. Per fare questo non servono robot, uomini a-mortali o computer, bensì comuni mortali capaci di immaginare sì, ma scenari che solo una visione profonda può permettere.
Siamo alle solite. La scienza e la cultura ufficiale pontificano e spiegano com’è e come non è, e cosa si deve fare. Mentre gli esseri umani che “non stanno al passo” dovranno lasciare spazio a quelli che «potrebbero essere dei super-esseri umani, grazie all’incrocio tra biologia e alta tecnologia, oppure degli esseri artificiali» (è sempre Harari che parla nell’intervista a La Stampa). Ammazza!

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Per fortuna ci sono anche in occidente scienziati diversi, come Leonard Susskind, per esempio, fisico teorico della Stanford University e studioso dei quanti e della teoria delle stringhe, il quale ha ipotizzato il “paradigma olografico”, nel quale in estrema sintesi (semplifico molto), l’universo potrebbe essere un ologramma proiettato dal pensiero. Lo dichiara, e lo argomenta, nel suo saggio “La guerra dei buchi neri”. Un concetto sorprendentemente simile al mito degli aborigeni australiani, i quali credono che il mondo sia “sognato”.
Fritjof Capra, fisico e teorico dei sistemi, autore del famosissimo “Tao della fisica”, ha dato avvio, insieme ad altri ricercatori di tutto il mondo, a quello che potremmo sintetizzare come il pensiero della “Nuova alleanza” tra uomo e natura. Le visioni di questi scienziati, filosofi e ricercatori, portano a concepire davvero un nuovo mondo, dove concetti come “competizione, superiore, migliore, caso, gerarchia, attacco, difesa” sarebbero ormai vetusti, sostituiti da “cooperazione, compassione, amore, coscienza, profondità, sincronicità, condivisione, armonia”. Saranno l’argomento di uno dei miei prossimi articoli.

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