Corso Guru Atma Nambi 26-27 maggio – Torino

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CORSO ATMA NAMBI 26-27 MAGGIO

Il programma del corso è indicativo e serve a dare un’idea di massima degli argomenti trattati. Atma Nambi è un uomo di profonda conoscenza ed esperienza. Dunque gli incontri prenderanno la strada che verrà dettata dall’atmosfera e dall’energia del gruppo. Il silenzio e la stessa semplice presenza del Guru trasmetteranno profonda espansione della coscienza.
Ma il punto fondamentale è un altro. Con la filosofia, le tecniche, l’energia trasmesse da Atma Nambi è possibile cominciare a liberarsi realmente dalle catene dell’ego ed essere veramente se stessi.

SABATO 26 MAGGIO 10-17

Break 13-14
AROUND THE CLOCK AWARENESS
RISVEGLIO CONTINUO

ROUND THE CLOCK AWARENESS
Essere centrati spiritualmente non è qualcosa da fare part-time, bensì 24 0re su 24. Ovviamente abbiamo moltissime cose da fare durante il giorno. Come mantenersi continuamente connessi e consapevoli? Molto semplice. Non è importante cosa fai, bensì come lo fai. Qualsiasi attività quotidiana, dal fare il bagno a mangiare, dal camminare all’ascoltare, possono diventare attività di puro risveglio. Cosa rende impura una qualsiasi attività? Semplicemente interferenze di pensieri ed emozioni negative. Possiamo ripulire le nostre attività quotidiane da ogni interferenza. Possiamo imparare ad accumulare energia anziché disperderla con qualsiasi azione. Durante il corso impareremo anche come iniziare e concludere la giornata. Impareremo come risparmiare un sacco di tempo con un approccio consapevole alla vita.

Attivazione del chakra della gola. Il 5 chakra. Permette di vivere comunicando meglio e senza paura. Protezione energetica e spirituale.

Benedizione del 3 occhio. Maggiore percezione è comprensione della vita.

DOMENICA 27 MAGGIO 10-17

Break 13-14

LIFE EMPOWERMENT
POTENZIAMENTO DELLA PROPRIA VITA

LIFE EMPOWERMENT
Il potenziamento della vita è orientato a come creare una atmosfera di continuo risveglio, energia e creatività. Vedremo come creare la giusta atmosfera in sé stessi il che di conseguenza stabilirà migliori relazioni in famiglia, con gli amici e i colleghi. Migliori relazioni a scuola e sul posto di lavoro. Quando l’energia fluisce ci troviamo in uno stato di coscienza che rimuove i blocchi dal corpo, dal cuore e dallo spirito dando spazio alla creatività e dandoci la capacità di vivere le situazioni come realmente sono.

Iniziazione Kundalini attiva la forza vitale interiore dissolvendo la paura, l’ansia e la depressione

Il corso si terrà nella sede del centro Henryushiatsu.

COSTI ISCRIZIONE

I costi si riferiscono esclusivamente al corso e non includono le iniziazioni per le quali è richiesto un contributo di 50€ e alle consultazioni private di circa 30 minuti con contributo di 50€.

È inoltre richiesto un contributo di 20€ (10€ al giorno) per i pasti.

260€ + 20€ scadenza 30 aprile

280€ + 20€ scadenza 26 maggio

È possibile iscriversi a un solo giorno versando 50% relativamente a ogni scadenza.

Versamento sul seguente IBAN

ASSOCIAZIONE GENTE DELLA CITTA’ NUOVA

BANCA REGIONALE EUROPEA – AG.TORINO

IBAN:  IT85C0311101007000000005946

Centro Henryushiatsu

Via S. Bernardino, 48
10141 – Torino – Italia
Tel.: 338/5314026

Info: mauro.villone@libero

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Corso di Introduzione alle Tradizioni Native

Carlos Sauer durante una cerimonia

Carlos Sauer durante una cerimonia

Sono sempre più coinvolto dallo sciamanismo, molto di più di quanto non avrei potuto pensare e anche di più di quanto io stesso ho cercato di fare. Avete presente quando spostate un sassolino in montagna e viene giù una frana? O quando togliete un legnetto da una catasta e crolla tutto? Ecco, qualcosa del genere. Non mi dispiace affatto sia chiaro. Cominciai a studiare teoricamente lo sciamanismo già dalla fine degli anni ’70, all’interno della mia già annosa ricerca nel mondo spirituale.

Ora da diversi anni sono travolto dalla spiritualità indigena brasiliana come da una valanga e, come se non bastasse, sono entrato anche in contatto con lo sciamanismo nordamericano tramite Carlos Sauer un interessante personaggio di altissimo livello umano e spirituale che negli anni ’70 uscì dal Brasile per andare negli Stati Uniti dove in un primo momento venne in contatto con popoli come i Cheyenne e gli Ogibwa e poi fu letteralmente adottato da un anziano sciamano, Nelson Turtle, che gli trasmise tutto il suo sapere. Divenne così sciamano Carlos Sauer, dopo 30 anni di tirocinio ed esperienze di capanna del sudore, viaggi sciamanici, cura e molte altre cose. Il suo destino era già in qualche modo indicato dalla sua provenienza da una famiglia di medium da almeno quattro generazioni. Sua mamma era un potentissimo medium e due sue sorelle forti curanderas. Oggi Carlos Sauer è nuovamente in Brasile da poco meno di dieci anni e siamo diventati molto amici. Io stesso partecipo a Rio settimanalmente a cerimonie e ruote di cura alla Casa dell’Aquila, un posto straordinario, urbano, ma immerso nella natura, dove sono coinvolti numerosi altri medium e curanderos e dove Carlos tiene le sue attività.

Carlos da anni faceva tournée in Europa e negli States con corsi, workshop e cure sciamaniche. Oggi mi sono fatto coinvolgere nell’organizzazione in Italia di attività di divulgazione sullo sciamanismo dove lui e la sua compagna, Juliana Ramos, psicologa reichiana, conducono workshop e seminari con il supporto mio e della mia compagna Lidia Urani per l’organizzazione, la traduzione simultanea e la veicolazione di energie.

Chi è Carlos Sauer e com’è strutturato il nostro gruppo.

Carlos Sauer, brasiliano, di origine europea è nato nel 1959. Durante un viaggio in California negli anni ‘70 decise di non tornare a casa per avvicinarsi alla cultura nativa dei Cheyenne e altre tribù. Fece la sua prima capanna del sudore (sweat lodge) nel 1982. Venne poi adottato da Nelson Turtle, uno sciamano Cheyenne, nel 1993. Ha fatto un lunghissimo tirocinio con i Cheyenne, apprendendo i segreti dei canti e dei tamburi, del peyote, della capanna del sudore, del tabacco, della cosmogonia e della filosofia indigena. Si autodefinisce operatore olistico ma di fatto è diventato uno sciamano. È un curandero molto forte e discende da un lignaggio di quattro generazioni di guaritori e medium. Era una potente medium sua mamma e sono curanderas due sue sorelle.

Oggi opera in Brasile, perlopiù a Rio de Janeiro, dove conduce cerimonie di tamburi e canti, cerimonie di tenda del sudore e diverse altre pratiche sciamaniche, spesso in collaborazione con la sua compagna Juliana Ramos, psicologa reichiana e con sciamani indigeni, specie Fulni-o del Pernambuco.

Carlos sta fondando la sua propria scuola di sciamanismo e due volte l’anno viaggia in Europa e Stati Uniti per diffondere la cultura e la spiritualità native. In Brasile collabora strettamente con popoli nativi come i Fulni-o e i Guarany. Ha collaborato con diversi istituti di studi sciamanici nel mondo.

Mauro Villone e Lidia Urani operano da 25 anni in Brasile, con la loro ONG Para Ti, nata per dare sostegno a decine di bambini di famiglie poverissime delle favelas di Rio. Accanto a questa attività si è sviluppata, negli ultimi anni la ricerca sulle tradizioni e le culture indigene. Para Ti da dunque sostegno anche a popoli indigeni che vengono ospitati nella sede della ONG diversi mesi l’anno. Tra questi: Fulni-o del Pernambuco, Krenak del Minas Gerais, Huni Kuin e Yawanawà dell’Acre/Amazzonia.

Mauro e Lidia collaborano da diversi anni con Carlos e Juliana nelle attività settimanali a Rio come cerimonie, sessioni di cura, workshop, corsi, relazioni con gruppi indigeni.

La missione di Carlos, Juliana, Lidia e Mauro è quella di diffondere la cultura nativa per dare a più persone possibile opportunità di cura di anima, corpo, spirito e mente.

Questa diffusione avviene tramite l’organizzazione di cerimonie, workshop, corsi, conferenze, pubblicazioni e consultazioni private in Italia, Brasile, Europa.

Le cure individuali le effettua Carlos utilizzando sistemi tradizionali indigeni come canto, tamburo, sonagli, imposizione delle mani, massaggio spirituale, estrazioni con il respiro, induzione al rilassamento profondo, dialogo, meditazione. Le terapie le effettua insieme al fondamentale supporto Juliana, psicologa reichiana. In Italia Mauro e Lidia danno assistenza logistica e con apporto di energia, si occupano inoltre della traduzione simultanea dal portoghese.

Dal 2018 cominceremo a proporre in Italia il Corso Basico di Tradizioni Native, della Scuola Carlos Sauer. Un workshop teorico-pratico di 2 giorni (di solito il fine settimana), al quale possono fare da corollario cerimonie di canti e tamburi e cure personalizzate per chi ne faccia richiesta.

 

Parte teorica

Introduzione

Filosofia delle tradizioni native

Il sentiero rosso. Tradizioni spirituali

I quattro elementi: terra, aria, acqua e fuoco

Chi è lo sciamano

Stati di coscienza e realtà non ordinarie

Storia dello sciamanismo

Tribù nordamericane. Diffusione e tradizioni

L’invasione europea

 

Spiritualità sciamanica

Canti sacri

L’animale di potere

Viaggio sciamanico

 

Strumenti sacri dello sciamano

Borsa della medicina

Tamburo sciamanico

Chocalho o maraca

Pipa sacra

Bastone della parola

Erbe e piante

Il popolo di pietra

 

Riti e cerimonie

Tenda del Sudore

Tenda della Luna

Pow-Wow

Cerimonia del Fuoco

Ruota di Medicina

Ricerca della Visione

Cerimonia del Peyote

Danza dell’Animale di Potere

Danza con gli Spiriti

Danza del Sole

 

Parte pratica

Esercizi di meditazione

Il viaggio interiore

Interazione con elementi naturali

Canto e tamburo

Esercizi di cura a coppie e/o a gruppi

Gli esercizi pratici possono variare molto a seconda delle circostanze, dei luoghi o del tipo di energia del gruppo

Chiusura con considerazioni finali

Contenuti e valore dell’esperienza

Le lezioni teoriche avvengono con l’ausilio di proiezioni di Power Point, con testi e immagini.

I contenuti del corso sono importanti, ma quello che realizza realmente la trasmissione di energia e sapienza sono le esperienze di vita straordinarie di Carlos Sauer e l’amore dello staff che collabora con lui, Juliana, Lidia e Mauro. Sono importanti anche la location e l’energia e i contenuti del gruppo.

Juliana, compagna di Carlos e psicologa reichiana (opera nel suo studio a Ipanema in Rio de Janeiro), organizza, sistematizza e sostiene il lavoro di Carlos, che altresì integra con le competenze di psicologia.

Lidia e Mauro, oltre a occuparsi della traduzione simultanea e dell’organizzazione, sostengono l’operato di Carlos, poiché profondamente coinvolti in prima perosna nelle esperienze di sciamanismo sia con lui che con indigeni di Pernambuco e Amazzonia.

Le lezioni teoriche sono alternate con brevi canti accompagnati dal tamburo sciamanico. Le esperienze pratiche (in Brasile chiamate vivencias) hanno luogo in genere all’aperto e sono guidate da Carlos e Juliana (tradotti in simultanea da Lidia e Mauro) che utilizzano strumenti sciamanici come il tamburo, il chucalho e la salvia.

Il risultato finale son l’amore, la felicità e lo stato vitale superlativi, al di là delle preziose informazioni che vengono trasmesse.

Il corso basico potrà essere seguito da quello intermedio e quello avanzato. Ovviamente non serve a diventare sciamani, cosa che richiede decenni di pratica e dedizione, ma da un’ottima base per cominciare e, soprattutto, per vedere il mondo con altri occhi e approfondire enormemente la coscienza di Sé e delle proprie relazioni con la natura e il cosmo.

 

Giorni e orari

Sabato e domenica (19-20 maggio): 10-13 e 14-17

 

Dove

Centro Henryushiatsu

Via S. Bernardino, 48

10141 – Torino – Italia

Tel.: 338/5314026

Info: mauro.villone@liber

0039-3487299033 Wapp

Costi

320€ i due giorni

+ 10€ iscrizione annuale alla nostra Associazione Gente della Città Nuova

+ 20€ pasti, break, caffè

Sconti

Per chi si iscrive entro 30 aprile 300€ + 20€ pasti

VERSAMENTI QUI:

ASSOCIAZIONE GENTE DELLA CITTA’ NUOVA

BANCA REGIONALE EUROPEA – AG.TORINO

IBAN:  IT85C0311101007000000005946

Siamo inoltre disposti a riconoscere la gratuità nella partecipazione a chi porta un minimo di 5 persone nel gruppo. Questo lo facciamo poiché abbiamo desiderio di diffondere il progetto e permette un maggiore coinvolgimento e da maggiori opportunità di partecipazione agli amici che sono più vicini.

INFO: mauro.villone@libero.it

Juliana Ramos - Casa dell'Aquila, Rio

Juliana Ramos – Casa dell’Aquila, Rio

Meditazione Para Ti

Premessa

Trasmetto la mia esperienza sulla meditazione non certo in qualità di maestro, ma come sperimentatore e ricercatore autonomo. Ho ormai accumulato oltre 30 anni di esperienza nella ricerca personale. Le forme e le scuole di meditazione sono innumerevoli. Ma in un certo senso meditazione è anche esperienza di vita personale, contemplazione del mondo, concentrazione in attività diverse, relazioni umane, arte, viaggi. Sintetizzo qui i risultati della mia modesta esperienza, per me significativa. L’obbiettivo è quello di fornire uno strumento molto semplice di introduzione a un tema cruciale del nostro tempo: il ritorno a Sé stessi. (Mauro Villone)

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Ferma un attimo

La meditazione è in primo luogo fermarsi un attimo e trovare tempo per se stessi. Sembra banale, ma non lo è affatto, in una società e una cultura che hanno ridotto tutto a valori misurabili solo in termini economici. Pochi sfuggono a questa legge. Così il tempo cosiddetto libero finisce per essere impiegato in TV, videogame, attività futili varie.
Trovare il tempo per se stessi significa ricordarsi di avere un corpo fisico che è come un tempio sacro che ospita un corpo astrale, un corpo eterico, un’anima, una mente, un cuore.

Cosa si fa in pratica.

Si può stare sdraiati o meglio ancora seduti, ma l’ideale è una posizione yoga che si ritenga comoda per se stessi, come quella del Loto per esempio, semplice o con una o ambedue le gambe incrociate, le mani appoggiate sulle ginocchia o poste sul grembo con le prime falangi incorciate. La posizione con la spina dorsale eretta serve per allineare i chackras verticalmente lungo la Sushumna, la linea energetica che passa dalla sommità del capo fino al perineo attraverso il nostro corpo.

Cosa sono i Chackras

Sono centri di energia dinamici, ovvero che ruotano in senso orario o antiorario, situati in punti particolari del nostro corpo. I principali sono, secondo la tradizione Vedica, 7. Ma ci sono opinioni diverse in merito. Per esempio Master Choa Kok Sui, che formalizzò il Pranic Healing (la cura pranica con le mani) e l’Arathic Yoga, ritiene che, secondo la tradizione cinese, siano 12, ovvero i 7 riconosciuti dai Veda più altri 5. Si tratta di una visione forse più dettagliata, ma l’essenziale è comprendere il concetto di base. I chackras in realtà sono innumerevoli in tutto il corpo e hanno una relazione con i meridiani dell’agopuntura cinese. I chackras, quali nodi di energia, hanno un corrispettivo nella terra, nel cielo, nel sistema solare e nell’universo e questo concorda con la visione della fisica quantistica, la quale spiega che tutto, sia materia che energia, sono la stessa cosa. Forme e aspetti diversi non sono che manifestazioni della stessa cosa. La stessa dualità di io e il resto, soggetto e oggetto, non è che un’illusione creata dall’erronea concezione di un io staccato dal resto del mondo e dell’intero universo.
I 7 chackras principali dell’induismo hanno innumerevoli collegamenti non solo con le parti del corpo, ma anche con pietre, cristalli, piante, erbe, pianeti, emozioni, organi, animali, elementi, sapori, etc. Il sistema dei chackras è interessantissimo e illuminante riguardo la nostra posizione energetica nel mondo. Al fine del nostro pratico sistema di rilassamento e immersione in meditazione è importante sapere che sono collegati alle 7 ghiandole endocrine. A partire dal basso: mūlādhāra-gonadi (perineo), svādhiṣṭhāna-surrenali (sotto l’ombelico), maṇipūra-pancreas (plesso solare), anāhata-timo (cuore), viśuddha-tiroide (gola), ājñā-ipofisi (terzo occhio), sahasrāra-pineale (sommità del capo).

Il Body Scanning

Trovata la posizione più comoda si procede al body scanning, un’analisi di tutte le parti del corpo che può essere fatta in diversi modi, partendo dalla punta dei piedi. Si possono visualizzare come due luci oppure come delle formichine che abbandonano il corpo. Partendo dai piedi si sale su ai polpacci, poi alle cosce, al bacino e ancora su al ventre, al torace e poi alle spalle, il collo e la testa. Occorre visualizzare ogni parte del corpo che viene abbandonata dalla tensione e si rilassa. Giunti alla sommità del capo si immagina che questa forza rilassante entri nel cranio e passi attraverso le circonvoluzioni del cervello, per poi scendere alla gola e, attraverso trachea ed esofago scendendo poi nei polmoni, allo stomaco, al fegato, ai reni, poi nelle viscere, fino ai genitali. Occorre sentire tutto il corpo, muscoli, organi interni, nervi, tendini e vasi sanguigni completamente rilassati e abbandonati.

La respirazione

Si può stare settimane senza mangiare, non più di una settimana senza bere, non più di decine di secondi senza respirare. La respirazione non solo è fondamentale sul piano fisico, ma è il punto chiave sia della nostra esistenza cosciente sia della nostra immersione in meditazione. L’antichissima meditazione Vipassana è basata principalmente sul controllo della respirazione che, a sua volta, porta al controllo della mente. Per raggiungere uno stato meditativo occorre respirare ritmicamente e in totale relax di diaframma. Alcuni autori insistono sull’importanza della respirazione completa ovvero di diaframma, toracica e apicale. Questo tipo di respirazione può essere effettuata coscientemente, insieme ad altri esercizi respiratori, una o più volte al giorno. Ma per entrare in meditazione basta respirare ritmicamente di diaframma, concentrando l’attenzione sull’aria che entra e che esce dalle narici. Questo semplice sforzo di concentrazione per alcuni minuti porta già all’abbassamento della frequenza delle onde cerebrali.

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Radicamento

Non tutti i meditatori e gli insegnanti di meditazione ne parlano, ma io lo ritengo importante per una semplice ragione. Uno dei problemi principali della società e della vita occidentali è un’incipiente decadenza dovuta, tra gli altri fattori, al distacco dalla natura e dalla madre terra. Un esercizio di radicamento prima di immergersi in meditazione non può che essere benefico per ristabilire il contatto con la terra e il cosmo.
Si immaginano come delle radici di luce che escono dal coccige o dal perineo per penetrare nella terra, andando a grandi profondità. Si visualizzeranno queste radici che si ramificano in mille dendriti, che andranno a nutrirsi dell’infinita energia della madre cosmica, sempre più in profondità. Si potrà anche visualizzare che le nostre radici andranno a incontrare altre radici di esseri senzienti, come noi alla ricerca di unione (yoga) ed energia.
Al radicamento con la terra può corrispondere un radicamento con il cielo, visualizzando un flusso di energia che entra dal chackra della sommità della testa, il chackra della corona.
Alcuni autori suggeriscono di visualizzare anche se stessi penetrare, con tutto il corpo, la terra, andando in profondità e poi riemergendo, ritmicamente.

Il rilassamento dei chackra e delle ghiandole

A occhi chiusi si parte dall’alto visualizzando il 7° chackra e la pineale che si rilassano, visualizzando anche un grande numero 7 all’orizzonte. Per tre volte con tre espirazioni per ogni chackra. Così fino al primo chakra, quello alla base della spina dorsale.

La discesa in profondità

Si visualizza se stessi a scendere in profondità in una caverna, nella terra, nel cavo di un albero, nelle profondità marine. Ognuno può visualizzare la situazione che preferisce. Si può immaginare di scendere una scala ben illuminata, con la forma e la tipologia che si preferisce, oppure una corda, o fluttuando nell’aria, contando alla rovescia, lentamente, ma decisamente, da dieci a uno.
Una volta in profondità si visualizza di trovare una posizione comoda in un posto confortevole e lì ha inizio la meditazione. Le immagini scorreranno, come sempre, velocissime, poi più lentamente, sempre più lentamente e, alla fine, con la pratica, si fermeranno, lasciando che la mente osservi solo più il vuoto. Nel vuoto si potrà attingere all’energia cosmica, che è sempre stata ed è sempre presente (ma di solito non ne siamo coscienti) per nutrire e curare il proprio corpo, il corpo eterico, la mente e l’anima.

La risalita e la pienezza della quotidianità

Quando ci sentiamo soddisfatti o riteniamo opportuno ritornare allo stato di coscienza di veglia non dobbiamo subito riaprire gli occhi, ma prepararci, anche se rapidamente, a rientrare nel mondo esterno. Cominciamo con il muovere le dita di mani e piedi e poi, contando fino a cinque, visualizziamo una rapida risalita alla fine della quale riapriremo gli occhi. Tutto sembrerà più luminoso di prima. Mantenere comunque un legame con lo stato di coscienza di meditazione può essere molto utile. Come? Cercando il più possibile durante il giorno di rimanere coscienti della propria respirazione e del proprio essere. In tal modo si potrebbe dire che qualsiasi attività noi facciamo: il nostro lavoro, fare le pulizie, produrre artigianato, fare arte, fare musica, fare l’amore, correre, camminare, chiacchierare, nutrirsi e qualsiasi altra cosa è “meditazione”. Dopo un certo tempo si è sempre in meditazione, si è sempre “collegati” all’Assoluto. La vita smette di essere una corsa all’avere per diventare semplicemente essere nel mondo, in Contemplazione. Molte culture indigene vivevano, e alcune vivono ancora oggi, così. Consapevoli del fatto che tutto è quel che è, in qualsiasi istante, in un continuo divenire, sacro e da celebrare.

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Altre visualizzazioni

La discesa in profondità rappresenta la discesa dentro se stessi, ma si può anche visualizzare di salire in alto, verso la luce, oppure di fluttuare nel cosmo. Sono decine e decine le visualizzazioni che si possono fare, con scopi e finalità diverse. Possono essere un approfondimento e per ora esulano dai fini di questa pubblicazione.

I mantra

Quando ci si trova in profondità o comunque in meditazione la chiave per entrare nel mondo dello spirito è il mantra. Il mantra, insegnano le tradizioni spirituali, può essere tratto da qualsiasi testo sacro e di solito sono frasi o parole che hanno una struttura adatta ad essere divisa in due. Una parte va recitata mentalmente quando si inspira e l’altra quando si espira. Personalmente ho trovato diversi mantra che sentivo adatti a me. Ma avendo avuto una formazione buddista relativa agli insegnamenti di Nichiren Daishonin prediligo l’invocazione Nam-Myo-Ho-Ren-Ge-Kyo, che significa: Mi affido alla Legge Mistica di Causa ed Effetto tramite Vibrazione. Lo trovo ottimo e consono alla mia persona. È un mantra generalizzato che nella scuola Nichiren viene insegnato a tutti. Io ritengo che ognuno debba fare come vuole e come sente. Nella scuola Nichiren questa invocazione viene fatta a occhi aperti davanti a un mandala. La recitazione di mantra di fronte a mandala di diversa natura è praticata in molte scuole buddiste cinesi, giapponesi e tibetane ed è legata alla tradizione tantrica. Anche questa è estremamente interessante, ma va approfondita in altra sede poiché qui ci porterebbe troppo lontano.

Le meditazioni dinamiche

La meditazione di cui stiamo parlando qui è statica e basata su rilassamento, respirazione e concentrazione. Si tratta di un’attività estremamente benefica e assolutamente consigliabile. Per completezza di informazione occorre segnalare che esistono metodi di meditazione più dinamici che possono portare più rapidamente a risultati apprezzabili, essendo la meditazione destinata fondamentalmente alla modificazione dello stato di coscienza e alla fine all’illuminazione.
Queste metodologie prevedono respirazioni molto rapide, movimenti, danza, recitazione di mantra ad alta voce e a occhi aperti o chiusi oppure concentrandosi su mandala, e altri procedimenti. La meditazione qui proposta non esclude affatto queste altre, anzi, ne è complementare. L’approfondimento di queste metodologie di meditazione esula dagli scopi di questa pubblicazione. Diversi tipi di meditazioni dinamiche sono insegnate nel nostro centro Para Ti in workshop dedicati.

Gli stati di coscienza

Il tema della coscienza è ovviamente centrale e qui lo accenno solo brevemente. Fondamentalmente la meditazione, così come altre pratiche spirituali, ha come fine ultimo proprio la modificazione dello stato di coscienza. Il problema di fondo infatti, non solo relativamente alla nostra salute psicofisica e spirituale, ma anche al senso stesso della vita, è l’approfondimento e l’espansione della coscienza. Con le tecniche di meditazione in pratica si fa proprio questo.
Il tema, molto grande e molto profondo, della coscienza è affrontato da diverse scuole spirituali e filosofiche in tutto il mondo. Qui ho deciso di utilizzare un sistema di classificazione, che ovviamente non esiste in natura e che serve solo per fissare le idee, derivato dalla scuola buddista giapponese che ho approfondito. Non lo ritengo necessariamente quello giusto o il più corretto, semplicemente lo trovo molto valido sul piano pratico, che è quello che ci interessa qui. Tale scuola di buddismo propone un sistema di classificazione dei tipi di coscienza, che per ora tralascio, il quale è legato a una ulteriore classificazione, che presenta come “stati vitali”. Li chiama “i dieci mondi” i quali sono denominati come di seguito: Inferno, Animalità, Avidità, Collera, Umanità, Estasi, Ricerca, Illuminazione parziale, Bodhisattva e Buddità. Lo trovo un sistema estremamente interessante sul piano pratico e ora andrò a spiegare perché.
I primi sei sono anche chiamati “i sei sentieri” e sono ritenuti gli stati in cui comunemente l’umanità si dibatte. Inferno, ovvero sofferenza più o meno profonda. Animalità e cioè essere dominati dagli istinti. Avidità, che non richiede spiegazioni di sicuro e sembrerebbe essere la maggiore responsabile della deplorevole situazione nella quale si trova il mondo occidentale di oggi. Collera si riferisce a un altro degli stati vitali responsabile della situazione in cui versa l’umanità oggi, ovvero il desiderio di potere e di soggiogare. Umanità si riferisce allo stato di relativa tranquillità nella quale si trova l’uomo medio, senza lode e senza infamia. Estasi è l’apparente e fugace felicità di alcuni momenti.
Al di là di questi sei sentieri si trovano gli stati di ricerca e studio e quello di parziale illuminazione. Sono i mondi degli individui più realizzati sul piano intellettuale, emozionale e spirituale.
Infine troviamo i mondi di Bodhisattva e Buddità. I Bodhisattva sono gli illuminati che si occupano degli altri e per ora tralascerei questo tema che per me è funzionale affrontare a breve, ma successivamente. Mentre il mondo di Buddità, quello appunto del Budda, è lo stato vitale incorruttibile degli illuminati. Coloro i quali sono riusciti ad accedere all’illuminazione totale che rende conto del senso profondo della vita, della morte e dell’eternità.
I dieci mondi, spiega il buddismo, sono in mutuo possesso, ovvero si compenetrano l’un l’altro e sono funzionali uno all’altro. Non esistono mondi superiori e mondi inferiori, bensì sono tutti la stessa cosa, sono relativi all’esistenza stessa e imprescindibili. L’unica differenza tra un uomo saggio e uno non illuminato è che il primo sa di essere esso stesso un Budda o, se vogliamo, l’Assoluto oppure l’Universo. Il mondo di Buddità illumina tutti gli altri e rende conto del senso della vita. La Meditazione non rende migliori o peggiori e non facilita necessariamente le cose, semplicemente “illumina” il cammino, getta luce sulla nostra vita facendone comprendere il senso e la missione che noi abbiamo in questa esistenza.

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L’Amore

È una parola abusata e che ha dato adito a molti equivoci. Secondo molte filosofie di popoli Indios il mondo è fatto di terra, aria, acqua, fuoco e amore. Si tratta di un elemento imprescindibile dell’esistenza. Che sia importantissimo lo sanno tutti e tutti lo sperimentano e lo cercano. Quello che a me risulta difficile capire è per quale ragione maestri, scuole di meditazione, scuole in genere, coach e insegnanti battano relativamente poco su un tema così cruciale. Ovvero di solito nelle scuole di meditazione questo tema viene si affrontato, ma tutto sommato senza dargli la rilevanza che meriterebbe. Potrei sbagliarmi, ma io credo che invece questo tema vada affrontato con estrema decisione. Può darsi che io personalmente lo trovi particolarmente interessante per la semplice ragione che nella mia vita sono stato a lungo un grandissimo egoista. Tale egoismo, che non è altro che la conscia o inconscia esagerata dedizione al proprio ego, è diffusissimo al punto tale da aver creato un’intera cultura, se così possiamo chiamarla, dove si trovano addirittura dei templi dedicati all’Ego, i centri commerciali. Ovvero il vuoto con l’illusione intorno.
L’egoismo, che in parte è del tutto normale e addirittura salutare, è diventato oggi un mostro di proporzioni sgraziatissime il quale occupa quasi del tutto le vite di molti. L’egoismo crea solitudine. Una solitudine profonda che la meditazione o qualsiasi altra attività, da sole non possono combattere, poiché è diventata un modo di vivere che sembra quasi normale, chiusi nelle cuffie dei propri i-Pad, davanti ai propri schermi, nelle proprie camere, con i propri progetti e, al massimo, per i più fortunati, con la propria famiglia o il proprio gruppo.
L’opposto di questo atteggiamento, ormai endemico, è quello di cui abbiamo solo accennato prima e riservato per ora, ovvero il mondo di Bodhisattva. Il Bodhisattva è la persona illuminata che si preoccupa degli altri, degli animali, dell’ambiente, dell’intero universo. Universo nel quale, naturalmente, si trova anche egli stesso. Anche perché il Bodhisattva è un Budda e sa che non c’è alcuna differenza tra Io e il resto. Ha raggiunto prima l’individuazione del Sé e, successivamente, quella del Sé transpersonale, ovvero si è fuso totalmente con l’intero universo. Non può non amarlo poiché l’universo è egli stesso. Questa sensazione è quella che si può raggiungere attraverso diverse strade, incluse quelle aperte dalle droghe sacre psicoattive, come per esempio l’Ayahuasca e il Peyote, che utilizzano alcune culture.

In pratica noi riteniamo che la meditazione da sola non sia sufficiente ad aprire le nostre vite e che serva anche una potente iniezione di quello che chiamiamo “amore deliberato”. Non “amore incondizionato” per la semplice ragione che l’amore incondizionato in realtà non esiste poiché in qualche modo è sempre dettato da qualcosa. Anche una madre ama il figlio “incondizionatamente” proprio perché egli è suo figlio ed è quasi costretta a farlo, proprio in virtù di un forte condizionamento istintivo. Si tratta di un amore meraviglioso, ma che non viene scelto, bensì è del tutto naturale e innato. Mentre quello di cui stiamo parlando ora è un amore scelto deliberatamente e alimentato altrettanto deliberatamente, con lo scopo di sviluppare un forte avanzamento della nostra vita verso gli altri, per abbattere una volta per tutte il muro che separa (apparentemente) il nostro io dall’intero universo. Per ricollocare l’Ego nella sua posizione corretta, quella di un semplice strumento per interagire con il mondo materiale, né più e né meno.

Una maniera per praticare l’amore deliberato è proprio il volontariato, il quale prevede appunto di dedicarsi volontariamente agli altri, con grandi soddisfazioni e gratificazioni, ma senza nulla di materiale in cambio, se non qualche servizio e molte emozioni. Senza arrivare al volontariato molti amano semplicemente dedicandosi molto ad altri. La meditazione serve in questo caso a dare equilibrio all’amore, illuminando la nostra vita, in modo da non dimenticare se stessi o di non trovarsi invischiati in rapporti nevrotici di dare e avere.

Ma esiste anche un altro modo per esercitare l’amore deliberato. Quello di “pensare” agli altri. O meglio ancora di dedicare parte del proprio tempo durante le sessioni di meditazione per “inviare” energie positive e amore agli altri.
Si tratta sempre di visualizzazione e concentrazione. Quando siamo in meditazione possiamo dedicare parte del nostro tempo visualizzando di fronte a noi la persona che vogliamo aiutare o semplicemente sostenere, e vedere un flusso di energia positiva che parte da noi o dalle nostre mani rivolte verso di loro e li inonda di luce. È possibile anche visualizzare di guardarli profondamente negli occhi, oppure immaginarli sdraiati e rilassati mentre noi inviamo loro energia con le mani o semplicemente con la mente e lo spirito. Possiamo anche visualizzare di abbracciarli.
Si può anche fare per interi gruppi, per animali o piante, per l’ambiente, per luoghi e persino per l’intera Terra o l’Universo. A questo proposito segnalo che esiste una stupenda meditazione guidata, reperibile anche in internet su youtube, dal Maestro Choa Kok Sui, in inglese e tradotta in innumerevoli lingue. È la “Meditazione dei Cuori Gemelli” là dove i cuori gemelli sono il Chackra del Cuore, legato alle emozioni e ai sentimenti, e il Chakra della Corona, sulla sommità del capo, il quale mette in contatto con l’intero Universo. La meditazione, che dura circa mezzora, consiste precisamente nell’inviare amore e energia positiva alla terra e a tutta l’umanità. È bellissima.

Perché fare tutto questo

In primo luogo per se stessi, per migliorare profondamente la qualità della propria vita.
Ma anche, e fondamentalmente, per affrontare il tema cruciale della morte e del senso stesso della vita. La meditazione non spiega e non fa capire, ma mette in condizioni di comprendere e intuire il senso profondo dell’esistenza e la nostra missione in questa vita. La vita vera non è un susseguirsi di doveri, impegni, competizioni, bensì libertà, amore, equilibrio, armonia, pace, comunità, autorealizzazione, contemplazione.
La meditazione non è altro che il ristabilimento del contatto con il Tutto, con l’infinito, l’inconoscibile e l’insondabile. Quello che alcuni popoli delle foreste chiamavano e chiamano “La Forza”.
Siamo convinti del fatto che la vera rivoluzione, la quale cambierà radicalmente le condizioni del mondo e dell’umanità, possa avvenire solo tramite un cambiamento profondo nella coscienza di ogni individuo.

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Para Ti Connection – Meditazione e Vita Carioca

7 giorni a Rio de Janeiro tra Meditazione, Vita Carioca, Pitture corporali e tradizioni indigene.

Il programma può subire variazioni. Programmi simili saranno proposti a Natale/Capodanno e nel periodo pasquale.

I 7 giorni possono essere un po’ di più o un po’ di meno, e molti di più o molti di meno dipendendo dalle esigenze di ognuno. La nostra è una proposta totalmente flessibile e adattabile a esigenze anche individuali. Il costo riportato in calce si riferisce alla proposta nella sua interezza (7gg./7notti) e sono specificati i servizi inclusi e quelli non inclusi.

In 7 giorni alcuni creano l’Universo, noi più modestamente vi rivolteremo come un calzino. Molti se ne andranno piangendo, altri ridendo, nessuno potrà rimanere indifferente. Qualcuno non vorrà tornare a casa.

Si tratta di una seria proposta culturale, sociale e spirituale non realizzata a scopo di lucro. I proventi sono destinati a contribuire al sostegno della causa india e del Centro Para Ti.

Il programma di Pitture Corporali, Danze e Canti con gli Indios Fulni-o del Pernambuco è possibile solo dal 1° al 15 agosto. La presente proposta è solo per il mese di agosto. Dal 15 al 31 il programma con gli Indios Fulni-o sarà sostituito da altre proposte di escursione e/o Meditazione. Tra queste i rituali di Candomblé in Centri specializzati di alto rilievo.

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1° giorno. Arrivo dall’Italia al mattino, sistemazione e ambientazione.
“Ocean Meditation”. Passeggiata e meditazione sulla fantastica spiaggia di São Conrado. Pranzo nei boutecos della spiaggia. Pomeriggio riposo e visita al Centro Para Ti. In serata meditazione profonda nel nostro spazio lounge immerso nella foresta.
2° giorno. Mattino esercizi tibetani nello spazio lounge seguiti da 1 ora di Meditazione Bhairava. Colazione. Escursione al Corcovado, pranzo in bouteco a Santa Teresa, quartiere storico e oggi artristico. Visita di Santa Teresa, con discesa a piedi della Scala di Selaròn, maestosa opera di Land-art. Giro dei graffiti di Rio. Rientro, “Serata Fulni-o”: Pitture Corporali dei Maestri Indios Fulni-o, seguiti da danze, canti e cerimonie. Cena in sede.
3° giorno. Mattino Yoga nella sala di Meditazione del Centro Para Ti seguita da “Meditazione del Respiro”. Spiaggia. Rientro con pranzo in bouteco in favela. Riposo. Pomeriggio visita alle favelas di Vila Canoas e Rocinha. Serata a Lapa in locali di Samba tipici con cena in loco.
4° giorno. Mattino esercizi tibetani seguiti da “Meditazione Bhairava” (1 ora). Escursione Centro città, pranzo in bouteco tipico. Escursione al Pan di Zucchero. Visita alle barche d’artista nella rada di Urca. Ritorno in sede. “Serata Fulni-o” con pitture corporali e cerimonie.
5° giorno. Mattino esercizi tibetani seguiti da Meditazione Profonda. Colazione. Mattinata in spiaggia. Pranzo in chiosco sulla spiaggia. Pomeriggio “Meditazione della Presenza”: Un paio d’ore con i bambini e gli educatori del nostro centro Para Ti, per sperimentare la “Psicopedagogia Presenza” che noi abbiamo appreso dal Missionario Padre Renato che opera da 30 anni nell zone più pericolose di Rio. Riposo. “Serata Fulni-o”
6° giorno. Mattino Yoga e “Meditazione del Respiro”. Colazione. Escursione al Parco Nazionale di Tijuca, pranzo all’interno del Parco in tipico locale storico. Rientro. Spiaggia e riposo. “Serata Fulni-o”. Cena in sede.
7° giorno. Mattino Yoga nello spazio Lounge seguito da “Meditazione Bhairava”. Colazione. Mattinata in spiaggia a São Conrado o Barra. Pranzo in chiosco sulla spiaggia. Pomeriggio escursione alla tipica “Fiera Nordestina”. Rientro in sede. “Meditazione dell’Abbraccio”. Cena in loco.
8° giorno. Resumé dell’esperienza in riunione plenaria nello spazio lounge. Meditazione conclusiva. Saluti e partenze.

Sciamano Fulni-o

Sciamano Fulni-o

Meditazioni. Si tratta di una nostra pratica abituale da decenni. Strategica. La “Meditazione Profonda” è guidata da Mauro Villone, che la pratica da 30 anni. La “Meditazione del Respiro” e lo Yoga sono guidati da Rogerio Barros, istruttore di Yoga e Meditazione, responsabile della Meditazione Infantile nell’attiguo Centro Para Ti. La “Meditazione Bhairava” e la “Meditazione dell’Abbraccio” sono guidate da Rogerio Barros coadiuvato da Lidia Urani e sono le Meditazioni trasmesseci dal Guru Indiano Atmaji, Maestro di alcuni del nostro gruppo. Si tratta di meditazioni che impiegano tecniche di solito destinate a meditatori molto esperti, ma combinate con una sequenza che le rende adatte a tutti.

Fulni-o. Sono un gruppo etnico ristretto (4/5000 individui) del Pernambuco (Nordest del Brasile), ma molto forte e dotato di fortissima identità, che è riuscito a mantenere praticamente intatta per 500 anni. I curanderos e i capi praticano pitture corporali, filosofia della natura, canti e danze sacri. Il nostro incontro con loro ci ha ulteriormente cambiato l’esistenza. Le loro pratiche, a partire dalle pitture sacre corporali fortificano enormemente sul piano dell’identità. Sono estremamente potenti. I Fulni-o producono e vendono artigianato di altissimo livello che sarà disponibile in loco. Vengono appositamente a Rio per collaborare con noi, con l’Università, con Musei di Antropologia.

Vida Carioca. È un universo. Cerchiamo di darne un’idea il più possibile profonda con solo 7 giorni a disposizione. La filosofia carioca è rivolta alla felicità, al sorriso, all’abbraccio e alla solidarietà. Porteremo, chi lo vorrà, a profondo contatto con le vere situazioni del luogo.

Para Ti, il Centro. Qui da 25 anni diamo rifugio, educazione, cultura, famiglia, solidarietà, Amore a centinaia di bambini. Ma soprattutto diamo Presenza, la stessa che andrebbe data a chiunque a partire da se stessi. È per tale ragione che un’esperienza di volontariato qui cambia la visione della vita. Ma basta un incontro anche di poche ore.
Il Centro dispone di boutique artigianato, editoria, bar, terrazze lounge.

La Natura. Siamo immersi nel Parco Nazionale di Tijuca, il più grande parco tropicale al mondo in una metropoli. In alcune occasioni mediteremo nella foresta e ci cammineremo, se possibile con il nostro amico Xepa, figlio di un Curandero di altri tempi, che ci illustrerà alcune piante curative. Se saremo fortunati a colazione ci faranno visita piccole scimmiette, colibrì, pappagalli, tucani, garze. Sulla spiaggia passano in continuazione anatre selvatiche, urubù, fregate e altri innumerevoli specie di uccelli. L’Oceano è maestoso, con le montagne di granito alle spalle.

Para Ti Guesthouse. L’alloggio. Camere semplici, ma di charme immerse nella foresta. Suite di charme molto confortevoli in villa. Si tratta di casa nostra, siete nostri ospiti. Giardino, foresta, terrazze, sale, spazi lounge, amache.

Costi. Camere in foresta su deck in legno su cascatella per 7notti: 630€. Camere in villa per 7 notti: 840€. Costi a persona che includono: pernottamento, colazione, workshop meditazione, pitture corporali, danze e cerimonie, una escursione in favela, un pomeriggio a Para Ti. Non sono inclusi: tutte le altre escursioni, pranzi e cene, acquisti artigianato. Non è incluso il volo dall’Europa che può avere un costo medio dai 700 ai 1000€.

Costi pranzi e cene. Sono in relazione a dove si consumano. Vanno dai 5€ dei boutecos più modesti ai 25/30 di ristoranti più strutturati, con tutti i passaggi possibili. Le cene in sede hanno un costo medio di 15/20€.

Costi escursioni e spostamenti. Dipendono dai mezzi utilizzati e se vengono effettuate in autonomia o in gruppo e comunque con una guida. I trasporti pubblici partono da un costo di 3€ a corsa. Un taxi dal quartiere di São Conrado al Centro può arrivare a 15/20€. Un’escursione in gruppo (3h.) può andare da 25 a 50€. Escursione privata (3h) con guida da 90 a 120€.

Info: mauro.villone@libero.it

Per info sulla struttura: http://paratiguesthouse.wordpress.com FB: ParaTi Guesthouse

Per info su Para Ti: www.parationg.org FB: Para Ti (ONG)

PARA TI COSCIENZA E CREATIVITÀ. LO SVILUPPO DELLA COSCIENZA PER UN NUOVO MONDO.

Para Ti (www.parationg.org) esiste da 25 anni per dare sostegno a bambini di favela e alle loro famiglie. È un progetto d’amore.
Nel corso del tempo sono profondamente mutati gli scenari sociali e psicologici. Il Brasile, così come il mondo di oggi non è più quello di quindici o venti anni fa.
Mentre un tempo si lottava tout-court contro la miseria e la fame, oggi si lotta contro la miseria culturale e la fame di amore.
Gli organizzatori del progetto, Mauro Villone e Lidia Urani si occupano, ormai da decenni, di ricerca in ambito culturale e spirituale e sono viaggiatori di lungo corso. A loro si è unito, in qualità di collaboratore, Rogerio Barros, attore e regista teatrale, insegnante di Yoga e Meditazione. Dalla loro ricerca è scaturita la consapevolezza che i punti chiave per uno sviluppo futuro degno di questo nome sono la “Coscienza” e la “Creatività”.
Da qui la determinazione a imprimere ulteriore sviluppo al progetto Para Ti puntando sulla cura della Coscienza con la Meditazione e sull’espressione creativa, con laboratori d’arte, arte-terapia e residenze d’artista.

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Il panorama sociale

Para Ti opera per lo più nella Favela di Vila Canoas. Qui le situazioni sono le stesse che si possono trovare nel resto di Rio, del Brasile, del Sudamerica e, se vogliamo, con punti in comune con alcune che possono incontrarsi di tutto il mondo. Ovvero bambini e ragazzi poveri, provenienti da famiglie distrutte dalla miseria, dall’abbandono e, soprattutto, da alcol e droga, abbandonati a se stessi e privi di una qualsiasi progettualità. Su questo substrato si erge, in Brasile, quello che chiamano sviluppo, che, secondo le statistiche governative, sta creando una nuova “classe media” un po’ più benestante. In realtà quello che sta avvenendo è sì l’aumento del potere di acquisto, incentivato da una selvaggia politica di credito al consumo, ma senza un corrispondente sviluppo sul piano educativo e su quello culturale. Il risultato è l’aumento esponenziale di consumatori di alimenti errati e oggetti superflui che peggiorano ulteriormente la salute e la qualità della vita. Rimangono l’abbandono, la mancanza di educazione e soprattutto di amore per tutti. In questo meccanismo quelli che più sono colpiti sono i bambini che non hanno punti di riferimento, se non la televisione e altri media, e tutto ciò che cresce in loro sono l’arroganza, l’alienazione con giochi stupidi, il possesso di telefonini e il rimpinzarsi di alimenti errati. Uno dei problemi che stanno crescendo in Brasile, come nel resto del mondo, è la cattiva alimentazione con conseguente obesità e altre patologie di diversa natura.
Oltre a questo i bambini delle favelas (e di slum di tutto il mondo) non imparano correttamente nemmeno la loro lingua, non hanno educazione civica e al tempo stesso non possono più nemmeno avere come punto di riferimento le antiche tradizioni, ormai distrutte. Non fanno attività fisica e vivono in tuguri poco illuminati e sporchi, dove per lo più dormono per terra. Spesso non conoscono il padre e, quando i genitori ci sono, con una certa frequenza sono tossici, alcolizzati, trafficanti o in galera.
Ma c’è di più. La violenza e la diffusione di droghe e alcol stanno aumentando. Da un documentario che stiamo realizzando si evincerà come bambini e ragazzi siano estremamente esposti. Almeno il 70% dei bambini da noi intervistati è stato protagonista o ha assistito a episodi di violenza. Le storie che stiamo registrando sono quasi sempre commoventi, talvolta agghiaccianti. Le istituzioni governative rispondono con altra violenza e i poliziotti sono in massima parte corrotti dai trafficanti. L’UPP (Unità di Polizia Pacificatrice) che dovrebbe presidiare il territorio e controllarlo, col tempo si corrompe o comunque non riesce nel suo intento per la ferocia della situazione. I poliziotti sono, in qualsiasi caso, persone mal pagate, armate fino ai denti, che devono sbarcare il lunario e far fronte a una violenza inaudita. Capita con una certa frequenza che si vedano sparare addosso da bambini di 12 anni.

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La sfida

In tale panorama devastante la sfida della nostra piccola organizzazione è quella di portare punti di riferimento materiali, educativi, culturali e spirituali. Da qui l’attività con i laboratori, tenuti dallo staff, da collaboratori a progetto, da volontari.
Nel 2015 parte il nuovo cronogramma che prevede gruppi di 4-6 bambini. Ogni gruppo viene seguito da un operatore.
I laboratori principali sono:
1. Meditazione
2. Rinforzo scolare
3. Artigianato artistico
4. Fotografia e Video
5. Cucina
6. Arte e Arte-terapia
7. Teatro, musica ed espressione psico-fisica
8. Attività ludiche diverse

Ai laboratori si affiancano i colloqui e le interviste individuali. Le interviste possono essere registrate per il documentario in preparazione. Ogni famiglia (o, spesso, chi ne fa le veci) ha sottoscritto l’autorizzazione all’utilizzo dell’immagine dei figli per soli fini di documentazione e divulgazione del progetto Para Ti.
Sono previsti colloqui a scadenza bimestrale con i genitori o con chi ne fa le veci. Anche alcuni degli adulti della comunità saranno intervistati.

Le attività sono parzialmente aperte anche agli adulti. I familiari dei bambini e altri delle favelas potranno partecipare gratuitamente. Chi viene da fuori può essere protagonista di un’esperienza straordinaria e lasciare un’offerta.

Nostra intenzione è coinvolgere, nei limiti del possibile, anche persone lontane da questo mondo, ma che hanno estremo bisogno di aiuto (e ne sono consapevoli), come trafficanti e border-line di varia natura. Abbiamo già cominciato. Non si tratta più di un dovere istituzionale o governativo, ma una situazione di emergenza che dovrebbe coinvolgere tutti, ma potrebbe trasformarsi in opportunità di profondo cambiamento.

Questo progetto non serve a fare beneficienza, bensì a dimostrare che l’abbandono, la miseria, anche culturale, la solitudine, la violenza, si possono combattere, e vincere, con l’amore, la condivisione, il dialogo, la meditazione profonda.

Mauro Villone

Suonare il colore

Elena Vecchi e Iano Nicolò sono due artisti di rilievo che vivono in Piemonte, per l’esattezza nel Monferrato, in una casa rossa tra le colline presso Costigliole d’Asti. Oltre che di una casa accogliente, si tratta di un vero e proprio atelier/laboratorio di arti plastiche, visive e sonore. Un paradiso per creativi. Da qui escono progetti artistici, di arte-terapia, di grafica e musica, tra i quali quelli del gruppo storico Arti&Mestieri, di cui Iano è il cantante.

Iano

Iano Nicolò con una delle sue creazioni: Bumba. Bombola modificata che diventa uno strumento a percussione, come un vibrafono. Ph.: Mauro Villone

Elena e Iano li ho visti per la prima volta anni fa al festival Collisioni, dove, in una chiesa, suonavano le “Bumbe”, bombole di birra e di gas, modificate da Iano e decorate da Elena, che producono suoni simili a quelli di un vibrafono. Mi innamorai subito del concept e pensai che tali suoni potevano servire per sonorizzazioni e meditazioni. Non vorrei dilungarmi troppo, ma la creatività di questi due signori è davvero sorprendente. Fatto sta che siamo diventati amici e ora collaboriamo su diversi fronti, anche a Rio de Janeiro. Ma andiamo per ordine e parliamo di come sono arrivati a “suonare il colore”.
UAS (Unaltrosguardo/Mauro Villone): “Elena, come siete arrivati a suonare il colore?”
Elena (Elena Vecchi): “La forza del colore è qualcosa che va ben al di là delle impressioni visive ed emozionali, la luce ci circonda e ci avvolge quotidianamente. Il colore di per sé è vibrazione, che si muove secondo le leggi della fisica, secondo frequenze e lunghezze d’onda. Il colore agisce per tanto sugli organismi viventi e sull’uomo da un punto di vista fisico, chimico e sensoriale, organico. Nella storia e nelle culture il colore ha acquisito varie funzioni simboliche e da anni mi interesso di studiare queste simbologie sia per passione sia in relazione al lavoro che svolgo con le terapie espressive indirizzate ai bambini e nei corsi di formazione per adulti. Da questa ricerca sono nati vari percorsi mirati a divulgare la conoscenza del potenziale comunicativo del colore, alcuni destinati ai piccini fin nel periodo della scuola per l‘infanzia, altri proposti alle persone che vogliono sperimentarsi attraverso esperienze pittoriche di ricerca interiore.”

Elena Vecchi- Autoritratto

Elena Vecchi – Autoritratto

UAS: “Dunque si tratta di percorsi che si possono sperimentare.”
Elena: “Senza dubbio. Due anni fa ho incominciato a lavorare su un metodo semplificato che potesse introdurre la conoscenza comunicativa, espressiva del colore per i bambini molto piccoli, di 3-5 anni, e dalle esperienze dei laboratori è nato un piccolo libro autoprodotto che racconta la relazione tra emozioni, colore e circolarità della vita: “Il cerchio di tutte le cose”. La storia di un cerchio in cui i colori entrano in un susseguirsi di eventi emozionali e mutano seguendo un iter di circolarità narrativa. Il cerchio come simbolo dell’individuazione di sé che compie il bambino intorno all’anno e mezzo, il mandala evolutivo, in cui i colori accompagnano il percorso verso la scoperta dei cicli della vita e delle emozioni correlate.”
UAS: “Molto interessante. Tra l’altro anche Jung pose l’accento sulla valenza terapeutica dei Mandala, cosa che, tra l’altro, ho sperimentato personalmente con un Maestro Buddista. Sono decenni che circolano idee simili.”
Elena: “Infatti. Avvicinatami al metodo Steineriano di pittura antroposofica e alle ricerche di Goethe e Kandinsky risalenti al periodo dell’Accademia di Brera, ho sviluppato un percorso personale di sperimentazione del colore che utilizzo negli incontri di pittura per adulti.
Da qui è nato il desiderio di affiancare all’esperienza sensoriale del colore dal punto di vista visivo e pittorico, quella dell’aspetto sonoro, che ha portato allo sviluppo del progetto “Vibrare con colore” e al coinvolgimento di Iano Nicolo’ (musicista, cantante e compositore).”
UAS: “In effetti, come ci insegna la fisica, tutto e vibrazione, in particolar modo luce e suono, si tratta solo di lunghezze d’onda differenti. Ma come avete fatto a rendere queste relazioni tra luce e colore reali e utilizzabili sul piano terapeutico?”
Elena: “Attraverso la ricerca di materiale letterario sulle sperimentazioni e gli studi legati al suono e al colore, attivati fin dal ‘500 e poi sviluppati in tempi più recenti da artisti, musicisti e scienziati fino all’interessante studio di Luigi Veronesi, Iano ha messo in pratica alcune indicazioni, componendo 3 brani originali di 15 minuti. Uno dedicato al Blu, uno al Giallo e uno al Rosso, arricchendo il percorso di interpretazioni personali e sfumature sonore. Il progetto è nato due anni fa come ricerca sulla valenza curativa del colore puro. Un percorso esperienziale di immersione nella materia fluida del colore liquido, attraverso la pittura e l’avvicinamento dal punto di vista antroposofico. Occorre ascoltare ciò che il colore porta alla nostra coscienza, senza alcun tentativo di controllare su di lui alcuna forza formale, se non rispettandolo nelle sue caratteristiche vibrazionali, seguendo una strada puramente sensoriale, di abbandono e di arricchimento immaginativo.
Il desiderio di completare l’esperienza con l’accostamento del suono, ricercato secondo gli stessi canoni, ha orientato la nostra ricerca verso gli studi delle frequenze percepibili dall’orecchio umano e sulla corrispondenza di una scala tonale, cercando di tradurre la potenza vibrazionale del colore, in suoni.
Iano ha lavorato alla realizzazione di brani appositamente elaborati in linea con gli obiettivi del percorso.”

Alcune delle crazioni di Elena, dal suo Atelier - Ph: Lidia Urani

Alcune delle crazioni di Elena, dal suo Atelier – Ph: Lidia Urani

UAS: “Con un effetto straordinario devo dire.” (Ho sperimentato i brani su me stesso in meditazione profonda.)
Elena: “Si tratta di un viaggio emozionale attraverso la luce colorata, dove il colore suona e riverbera come esperienza sensoriale, per aprire finestre sul mondo interno soggettivo e nello stesso tempo universale. Partendo dalla sperimentazione del colore dal punto di vista dell’ascolto possiamo entrare in uno spazio fuori dal tempo lasciandoci accompagnare in un viaggio ricco di visioni immaginative, ricco di scoperte e memoria evocativa.
Ascolto visivo, ascolto uditivo, ascolto organico.
UAS: “Chi volesse sperimentare questa metodologia su se stesso cosa deve fare?”
Elena: “La fruizione di questo progetto comporta la sperimentazione completa del colore secondo 4 tappe:
-ricezione della luce colorata, insieme ai suoni della composizione musicale;
-ascolto e sperimentazione del movimento energetico insito in ciascun colore;
-restituzione dell’esperienza attraverso la pittura fluida;
-ricerca evocativa delle forme rivelate.

Un primo appuntamento per vivere l ‘esperienza sarà Domenica 8 febbraio preso Lo Spazio del Sé di Nizza Monferrato.
In settembre sperimenteremo la terapia artistica a Rio de Janeiro presso la Para Ti, immersi nella foresta del Parco Nazionale di Tijuca.

Elena Vecchi svolge pratica e ricerca nel settore della terapia espressiva e delle tecniche pittoriche. Iano Nicolò è cantante, musicista e compositore: si occupa di ricerca sonora sperimentale, anche con l’utilizzo di materiali inconsueti e di recupero. Sono compagni nella vita, e collaborano a progetti sperimentali da dieci anni.

Info: vempart@libero.it

Carioca Healing

Testo e foto: Mauro Villone

Brasil

Brasil

Ho lanciato un progetto, legato all’ospitalità nella nostra Para Ti Guesthouse a Rio, che ho intitolato Carioca Healing (Cura Carioca). Approfitto della richiesta di spiegazioni da parte di una cara amica di Torino, per illustrarne il concept.
Io divido la mia vita tra Piemonte, Rio de Janeiro e altre località che incontro nei miei viaggi. Francamente mi trovo molto bene ovunque, ma è altrettanto vero che esistono differenze sostanziali di varia natura tra un posto e l’altro. Differenze di energie, di paesaggi, di persone e via dicendo. Ogni luogo ha le sue caratteristiche. Il Brasile è dotato di un altissimo livello di energia, che si riscontra nel paesaggio, nella natura e nei suoi stessi abitanti, incluse le attività che vi si svolgono. Rio de Janeiro in particolare è un po’ la capitale culturale del paese e qui si possono trovare, pur tra innumerevoli problemi, una quantità di aspetti della vita quotidiana che hanno, a mio parere, una valenza “terapeutica” sul piano psico-fisico e spirituale. Naturalmente non voglio affatto dire che ci si possa curare solo stando qua un po’ di tempo. Il termine terapeutico lo utilizzo con licenza poetica per dire che assorbire la filosofia carioca può essere utile per lasciar andare moltissimi di quei pensieri che non sono altro che costruzioni mentali indotte dalla frenetica vita lavorativa occidentale.
A Rio lavoro parecchio. Ciò non toglie che sia riuscito a fare miei alcuni degli atteggiamenti tipici del popolo brasiliano. Proprio la quantità di problemi legata alla carenza di servizi, di impiego e, un tempo, di cibo, insieme al mix di culture e provenienze etniche e culturali, ha creato un popolo che ha fatto del rilassarsi in ogni momento una sorta di bandiera. È facilissimo sentir dire a un brasiliano, di fronte a una qualsiasi difficoltà cose tipo: Não esquenta a cabeza (non ti scaldare la testa), fica tranquilo (stai tranquillo), ‘ta redondo (stai rotondo), toda joia (è tutto prezioso), fala meu amor (dimmi amore mio), tudo bem meu irmão (tutto bene fratello), beleza… o altre cose di questo tipo. L’atmosfera del paese, anche dove si possono incontrare difficoltà non indifferenti, è sempre rilassata e tranquilla. A questo va ad aggiungersi una propensione storica alla solidarietà, radicatasi soprattutto nelle fasce povere della popolazione, che per secoli ha dovuto lottare contro difficoltà di ogni tipo. È tutt’altro che infrequente incontrare propensione all’aiuto in qualsiasi frangente, anche tra persone che non hanno niente. È difficile essere abbandonati in Brasile. E poi l’allegria. Il popolo brasiliano, proprio per affrontare una vita non facile, ha fatto dell’allegria il proprio stendardo e se il famoso Carnevale qui è tra i più scatenati del mondo, la felicità, il Samba, la musica, il sorriso sono la vita quotidiana. E poi l’abbraccio. A parte il fatto che l’abbraccio in sé è terapeutico, come è stato dimostrato scientificamente da equipe mediche, poiché sviluppa ossitocina (l’ormone dell’amore), l’abbraccio brasiliano è qualcosa di veramente sorprendente e toccante. Un famosissimo Samba canta, tra le altre, le seguenti parole: “Um sonriso negro, um abraço negro, la felicidade” (non credo serva traduzione). Ed è realmente così, non c’è niente che possa aggiustare una giornata, anche passata tra mille difficoltà, più del simpatico e solare sorriso di una negra o lo stritolante abbraccio di un negro. È spesso addirittura commovente.

Emozioni

Emozioni

(A proposito, la parola negro qui non ha alcuna accezione negativa e designa solo una persona dalla carnagione scura. Non amo il ridicolo e pacchiano “di colore”, totalmente fuori luogo, visto che il colore ce l’hanno anche i bianchi, per l’esattezza una sorta di rosa maialino. E finiamola con ‘ste cazzate).
Tutto quanto descritto prima è fondamentale. A questo si aggiungono cose che si trovano in molte altre parti del mondo come le spiagge, il sole, l’oceano, le cascate, le foreste, le isole, i deserti, ma tutto questo, supportato da gente come quella descritta prima, fa del Brasile e di Rio posti che possono davvero avere un profondo impatto sulla psiche, sul fisico e sullo spirito delle persone.
Detto questo. In cosa consiste il programma?
La permanenza può ovviamente anche essere a tempo indeterminato, ma noi abbiamo ipotizzato un assaggino di dieci giorni con il seguente programma. (Anche se è chiaro che non c’è niente di obbligatorio, ci mancherebbe altro).
Sveglia al mattino e colazione. Meditazione e Yoga con Rogerio Barros, istruttore qualificato che è responsabile del settore, e fa Meditazione Infantile con i bambini del nostro centro Para Ti. Chi lo desidera può fermarsi qualche ora al centro per partecipare alle numerose attività con i bambini quali pittura creativa, cucina e fotografia.
Nel periodo sono previste due escursioni nella foresta del Parco nazionale di Tijuca, di cui una con il nostro amico e collaboratore Xepa, grande conoscitore delle piante tropicali (anche se non sa scrivere). Ci si porta il pranzo al sacco nella foresta, dove si può anche fare il bagno di cascata. Chi vuole può partecipare alla meditazione che faremo nella foresta.

Escursione nella foresta di Tijuca con Xepa

Escursione nella foresta di Tijuca con Xepa

Le altre escursioni, parte in van collettivo, parte in fuoristrada e parte in autobus o taxi, toccheranno i must della città come il Cristo del Corcovado e il Pan di Zucchero. Ma anche una quantità di luoghi molto meno conosciuti della città. La Pedra do Sal, oggi luogo di ritrovo con musica, samba e artisti, ma un tempo dove gli schiavi portavano il sale ad asciugare. Il quartiere di Urca, con la passeggiata in un Parco Naturale e lungo la Baia di Guanabara, dove si trova il porto peschereccio e uno dei bar sulla strada più frequentati da universitari e intellettuali. Il quartiere Lapa, con i locali notturni e Santa Teresa con i ristoranti con vista sulla città. La sorprendente isola di Jigoya, nella laguna di Barra.
Ma la cosa più importante è l’interazione con i Carioca. Questa avviene ovunque, ma ci sono situazioni specifiche che sono i locali e le scuole di Samba, dove ci vogliono cinque minuti per essere accolti da grandi amici e le Rodas de Samba, interminabili concerti di grandi artisti e comuni appassionati, che hanno luogo per lo più sulle spiagge, tra le quali le più famose del mondo: Ipanema e Copacabana.

Candomblé

Candomblé

Sempre in condivisione con la gente del luogo può capitare di assistere (e forse partecipare) a un rituale di Candomblè sulla spiaggia. Per quanto riguarda il Candomblé per chi lo desidera possiamo organizzare una mattinata in un Centro di Candomblé vero e non per turisti, dove si può fare un “banho de descarrego”, un bagno rituale con acqua e erbe per scaricare le energie negative e poi dedicare un po’ di tempo in tutta tranquillità, rilassanosi nelle diverse “case degli spiriti”. È gratuito, basta fare un’offerta.
Sempre a richiesta, se si è disposti a dedicare un intero pomeriggio si può essere visitati nei “Centri Spirita” (sempre gratuitamente e facendo un’offerta) da medici ospedalieri (e medium), che collaborano con pranoterapeuti, fisici quantistici, spiritisti, veggenti e medium. In pratica si partecipa a un percorso nel quale eventuali patologie vengono affrontate da diversi punti di vista. In questo i brasiliani sono avanti di anni luce. Per quanto riguarda i guaritori, in generale in Brasile ce ne sono alcuni tra i più potenti del mondo, ovviamente per avvicinarli ci vuole tempo e occorre quindi un’ampia preparazione preventiva. Cito queste possibilità non perché sia possibile usufruirne i dieci giorni, ma per dare un’idea dell’ambiente generale. Per chiunque fosse interessato ad approfondire è possibile organizzare incontri seri, ma che proprio per tale ragione richiedono preparazione sia degli ospiti, sia da parte nostra.

Roda de Samba

Roda de Samba

Le sere che non sono dedicate alla “movida carioca” si possono passare nella nostra sede, immersa nella foresta, dove talvolta abbiamo ospiti musicisti e cantanti di samba.
Chi desidera sperimentare degli sport, oltre all’ecoturismo, può optare per la bicicletta, il parapendio, il deltaplano, il surf, il body-board e il kyte-surf, ma può anche sperimentare una seduta di Capoeira.
Una ulteriore escursione prevista è al parco naturale marino di Grumary, fuori città, dove dopo una giornata dedicata all’oceano si può cenare in “boutecos” tipici, che si trovano nei pressi del parco in una vallata immersa nella foresta.
Ma esiste un altro aspetto estremamente importante per chi vuole capire come si può vivere (e sopravvivere) allegramente, anche quando non si ha niente. È possibile fare, accompagnati da noi ed eventualmente da altri amici del luogo, un giro nelle favelas. Avvicinandosi con il massimo rispetto a chi vive in un mondo poverissimo, ci si può rendere conto di come tutto ciò che diamo ampiamente per scontato non lo sia affatto e come possano essere feroci le disuguaglianze, passando dai centri commerciali più eleganti del mondo alle fogne a cielo aperto a meno di trecento metri da essi. Quello che risulta, a un animo sensibile, è quanto sia miserabile il lusso pacchiano e quanto possa essere nobile lo stile di vita di persone che faticano letteralmente a mettere insieme il pranzo e la cena.
Tornare poi al nostro Centro Para Ti, con 50 bambini della vicina favela, ai quali diamo assistenza educativa, è sufficiente per vedere, una volta per tutte, le cose con “unaltrosguardo”.
Le profondità di Rio di certo non finiscono qui, ma mi fermo poiché credo sia sufficiente per trasmettere cosa sia ciò che chiamiamo “Carioca Healing”. Un’esperienza forte e profonda, con un tasso emotivo altissimo che, se si è ricettivi a sufficienza, può cambiare se non la vita, per lo meno il punto di vista.

Samba, samba, samba....

Samba, samba, samba….

Pranic Healing

Guarigione con il prana.

Ph.: ©mvillone - Cerimonia Ganga Aarti (Varanasi - India)

Ph.: ©mvillone – Cerimonia Ganga Aarti (Varanasi – India)

Un’esperienza personale molto interessante. La diffondo poiché credo sia importante approfondire.

Nell’arco della mia vita ho sperimentato diverse discipline e mi sono avvicinato ad numerose religioni e filosofie. La motivazione è stata (ed è tuttora) per me la ricerca delle remote profondità della nostra esistenza. Senza indulgere troppo nel misticismo, oserei dire che la lunga ricerca, per me iniziata quando ero ancora davvero molto giovane, ha dato frutti di cui sono molto soddisfatto. Ho effettivamente trovato qualcosa. Non certo risposte, visto che in questo campo si ha a che fare con immensità difficilmente spiegabili. Bensì sensazioni profonde che, soprattutto sviluppando la capacità di abbandonarsi a “quel che è”, mi hanno portato a un profondo senso di appagamento. Ovvero, per dirla in parole povere, pur avendo capito poco di quello che è il mistero dell’universo e senza la benché minima certezza su cosa sia vero e cosa non lo sia, ho radicato la profonda sensazione che tutto ciò a cui ci troviamo di fronte e che ci avvolge, sebbene inspiegabile, abbia un senso. Una sorta di intuizione. Forse un atto di fede. Ma rimane la sensazione che il nostro passaggio in questa dimensione sia importante, sebbene non certo l’unica prova che ci attendeva.

Oserei affermare che la vita, il cui significato ultimo rimane misterioso, è un susseguirsi di prove, esperimenti, sfide, tentativi, dai quali talvolta usciamo massacrati, talvolta vittoriosi. La vera evoluzione scaturisce dalla condivisione di queste esperienze, dall’aiutare e lasciarsi aiutare, dall’amare e lasciarsi amare, dall’abbandonarsi alle emozioni, dal non risparmiarsi nel cooperare e nella compassione, a cominciare da quella per se stessi. Il risultato sarà un sogno confuso e straordinario, nel quale crediamo di vedere figure a volte meravigliose, altre volte terribili, mentre in realtà sono solo vibrazioni provenienti dal più profondo e inconoscibile infinito.

A questa concezione ci sono arrivato dopo un lunghissimo percorso personale, come in fondo, alla fine dei conti, lo è per tutti. Ho intrecciato pratiche di meditazione con letture di metafisica, di fisica quantistica e di altre conoscenze. Mi sono applicato allo studio dei chackras, delle religioni e ho praticato a lungo alcune discipline. Ma soprattutto ho fatto del viaggiare una sorta di cammino di ricerca, dialogando e confrontandomi con più gente possibile: maestri o semplici ricercatori, come me. Ho avvicinato maestri di culture indigene sudamericane, asiatiche e africane. Non sono diventato un gran che, me ne rendo conto. Tuttavia questo lungo viaggio ha inondato in qualche modo, di una dolce luce, tutto quello che vedo. Il mondo, nonostante tutti i suoi orrori e le sue meraviglie, è un posto straordinario e siamo qui per fare qualcosa, che non so cosa sia esattamente, ma c’è.

Dopo questa breve, ma necessaria premessa, vengo alle faccende pratiche. Un grande umorista inglese dell’inizio del XX secolo, Jerome Klapka Jerome, sosteneva che è molto difficile provare vibrazioni mistiche con la pancia vuota. Aggiungerei di mio la seguente domanda, con relativa risposta: “Problemi spirituali?” – “Prova tre giorni senza cibo”. Seppur vero che molti guru rinunciano a lauti pasti e che spesso la ricerca spirituale nasce proprio laddove abbondano problemi pratici, occorre riconoscere che se non si è troppo allenati, dopo un paio di giorni di digiuno è molto più facile aggirarsi famelici alla ricerca di un tozzo di pane e faticare per nascondere una irascibilità del tutto incontenibile. Siamo fatti così.

Lo stesso vale per i disagi fisici, psichici ed emozionali. La meditazione, lo yoga e altri sentieri possono senza dubbio curarli, ma non è esattamente facile affrontarli. Dunque da qui la strenua ricerca di strumenti che, se da una parte permettono di approfondire il significato della nostra esistenza, dall’altra dovrebbero permetterci di stare meglio. La malattia in particolare è uno dei punti chiave della nostra vita. Una di quelle cose che, specie quando sono pesanti, si trasformano in una sorta di resa dei conti. Tutti ne sappiamo qualcosa.

Moltissimi avranno sentito parlare del prana. È una parola sanscrita che significa molte cose, ma, fondamentalmente energia o fluido energetico. Si sa che i pranoterapeuti sono persone in grado di convogliare questo fluido verso se stessi o altri, nel tentativo (a volte riuscito) di curare patologie di vario genere.

Secondo la conoscenza del Pranic Healing in realtà questa capacità può essere di pertinenza di chiunque (chi più chi meno) ed esistono metodi per riuscire ad attivarla e a utilizzarla per la cura.

“Il Pranic Healing ha le sue radici in una antica terapia cinese che ha le stesse origini della Digitopressione, del Massaggio Chi, dell’Agopuntura, dell’antichissimo Yoga cinese chiamato CHI KONG. Il moderno Pranic Healing deriva dunque da antiche discipline che si chiamavano “la Mano che guarisce”, la “Palma del Buddha” e la “Prova dell’Aura”. Il Pranic Healing è dunque una scienza antichissima, ma nella sua veste moderna, evoluta ed aggiornata è opera del Maestro Cinese-Filippino CHOA KOK SUI che ha il grande merito di avere voluto diffondere nel mondo le antiche arti cinesi di guarigione con le mani, rendendole semplici e facilmente trasferibili.” (fonte: sito www.pranic.com).

Sembra impossibile sia così semplice, lo capisco. Io stesso non è che mi beva facilmente qualsiasi cosa mi venga propinata. Infatti ho partecipato a uno stage di Pranic Healing della durata di due giorni e la sensazione che ho avuto è stata quella di trovarmi di fronte a qualcosa di molto serio. Non ha niente a che vedere col “diventare guaritori”. Ovviamente avere capacità taumaturgiche può essere un dono e/o si può sviluppare con anni di studi e di pratica. Ma resta il fatto che è possibile, con precisi esercizi di meditazione e di percezione, cominciare ad attivare questa possibilità. Quello che parla sono i risultati. Ho cominciato a testare le pratiche apprese con un certo beneficio, ma, al di là della mia breve esperienza di principiante, il fatto è che migliaia di persone nel mondo applicano questa pratica con risultati per lo meno sorprendenti.

La pratica consiste nell’applicare precisi esercizi di scanning, percezione e attivazione di energie. Si comincia testandosi senza dubbio su patologie non gravi e leggerissime, per poi proseguire. Inoltre non si tratta certo di una pratica che sostituisce la medicina, che va seguita con attenzione affidandosi a medici seri e alla ricerca scientifica. Ciò non toglie che se in un primo momento tale pratica possa essere un coadiuvante importante, in seguito possa diventare determinante nella guarigione di numerose patologie (sempre senza abbandonare la medicina scientifica).

Mi rendo conto di muovermi su un campo minato, dove ci sono moltissimi interessi in gioco, e dove è facile fare passi falsi. Ma sono numerosi i medici che, anche se cautamente, iniziano a prendere in considerazione la possibilità di aprire un dialogo con terapie alternative. Basti sapere che in Brasile fior di medici ospedalieri collaborano, nei cosiddetti ”Centri Spirita”, con pranoterapeuti e veggenti.

In ogni caso questa disciplina è antica come l’uomo e in ogni caso un vero approccio razionale consiste nello sperimentare, senza pregiudizi, qualsiasi forma di interazione con altri esseri umani e con l’ambiente.

Nel sito www.pranic.com si possono trovare i riferimenti all’Associazione e agli istruttori ufficiali accreditati che, in qualità di volontari, diffondono il metodo.

In ogni caso si tratta di un’esperienza interessantissima che, al di là di tutto, permette di approfondire la conoscenza di se stessi e dell’incredibile mistero che ci circonda.