Il Potere degli Ancestrali

MAURONE

Parlo a Voi, dei quali ho il massimo rispetto, ma che siete prigionieri. Parlo a Voi che siete schiavi di un sistema metropolitano che vi riempie di veleni e di rifiuti liquidi, solidi, psichici e gassosi.
È difficilissimo dare alla luce Sé stessi, la propria creatività e il proprio Amore, quando si passano le giornate a produrre cose che non interessano veramente, utilizzati come schiavi, che guadagniate una miseria o 10.000 dollari al mese. Vi siete messi nei pasticci da soli, per ingenuità, credendo di poter vivere vite felici. Oppure, molto spesso, per avidità, nella speranza di aver di più e avere di meglio. Adesso Vi ritrovate con un pugno di mosche in mano, nella migliore delle ipotesi. Nella peggiore, che è quella reale, vi dovete accontentare di sputare il veleno ingoiato, da dietro una tastiera, contro questo e contro quello. Contro una manica di politici corrotti o di bambocci per errore al potere. Pieni di invidia verso chi ha avuto il coraggio di mettersi in gioco rinunciando ai giocattoli da schiavo per avere tutto, ovvero la propria Vita.
La Morte è il vero consigliere. La luce nera che ci segue dall’inizio alla fine, la Signora delle Illusioni. Quella che ridurrà in cenere questo temporaneo involucro, che ora non è altro che il tempio della nostra coscienza cosmica ed eterna. Le uniche vere cose da onorare.
Continuate pure a dibattervi e a odiare, non Vi servirà a nulla. L’unica vera via di uscita sarà la rinuncia a questa ridicola farsa che vi fa credere di poter avere, mentre non fa altro che togliervi la possibilità di Essere.
Il ricordo di ciò che siamo veramente, Un Tutt’uno con la natura e con i nostri ancestrali, così antichi da fondersi con gli animali, che oggi l’oscurità è tale da far ammazzare anche solo per gioco, sarà la vera via. L’amore per gli ancestrali, per gli animali, gli uccelli e i serpenti, gli insetti e i felini, per le piante, le acque e le montagne è il nostro vero nutrimento. Amare la libertà al punto di poter rinunciare alla propria vita per la Libertà vi darà la Vera Vita e la Vera Felicità nella Vita, così come nella Morte.

Se qualcuno poi desidera un aiutino, propongo umilmente il mio fottutissimo libro al seguente link:

IL MISTERO DELLA LIBERTA’

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Perché Charlie Hebdo è a Parigi

di Mauro Villone

Potrebbe essere a Londra e chiamarsi Charlie Week, o in Italia e chiamarsi Il Foglio di Charlie, ma è a Parigi e non è certo un caso. Negli ultimi giorni ho letto alcuni articoli su giornali e blog di autori che spiegavano perché loro “non sono Charlie”. Li capisco perfettamente poiché è vero che Charlie Hebdo spesso ha esagerato con vignette irriverenti, è vero che adesso è diventato di moda schierarsi dalla parte di un giornale che molti forse non apprezzavano così tanto. C’è chi critica, non senza ragione, l’accanimento di certi vignettisti verso certi argomenti, in particolare di tipo religioso. Qui a Rio c’è molta gente che sostiene come sarebbe stato meglio non andare a rompere le uova a qualcuno troppo suscettibile. È come andare a giocare con i calabroni, non è saggio, mi hanno detto. Può darsi. Peccato che i musulmani non siano insetti, fino a prova contraria, bensì adepti di una religione più antica della stessa storia d’Europa. Dunque esseri umani con una grande responsabilità. Il fatto è che alcuni di loro hanno il cervello e l’anima distrutti da una propaganda, per l’appunto, millenaria.

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Si tratta di estremisti e fondamentalisti, che esecutano persone segando loro il collo, compiono stragi, seminano il terrore. Purtroppo questa perversione sociale trova i suoi semi in un ambiente sociale che non è mai troppo chiaro. Amo i paesi musulmani. Sono stato più e più volte in Marocco, Algeria, Tunisia, Egitto, Turchia, Nigeria, Serbia. Anche nella mia città, Torino, c’è una moschea. Ci sono entrato e mi permisero pure di farci delle fotografie. Sono entrato nelle moschee, sempre con il massimo rispetto, con attenzione a far indossare un velo sui capelli alla eventuale amica o amiche che potessero accompagnarmi, mi raccoglievo in meditazione nel fresco dei magnifici spazi di questi santuari, apprezzavo l’assenza di icone e immagini, talvolta mi fermavo a parlare con qualche fedele, apprezzandone la devozione e la saggezza. Adesso non ho più troppa voglia di andarci. O meglio, mi piacerebbe, ma mi fa schifo avere un po’ di paura. Che bel risultato che hanno ottenuto questi “fedeli”. Ma non si può pretendere che cervelli distrutti dalla propaganda abbiano ancora capacità di riflettere sul disastro ormai combinato.
Ma torniamo a Parigi.
Ho alcuni amici francesi e non mi è passata certo inosservata la loro avversione per qualsiasi tipo di indottrinamento. Partecipando in passato, anche come relatore, a convegni sulle nuove religioni, ho appreso come il governo francese sia particolarmente guardingo e perfino repressivo nei confronti di qualsiasi movimento religioso, anche se non necessariamente messianico o fondamentalista. I pericoli in effetti esistono ed esistono persino, in diverse parti del mondo, agenzie specializzate di teste di cuoio in grado di strappare a sette di vario tipo ragazzi a cui è stato fatto il lavaggio del cervello, per restituirli ai loro genitori, previo periodo di riadattamento alla società cosiddetta civile. Cioè in altri termini la situa è complicata e non c’è niente da ridere.
Per tornare ai francesi non è che li difenda a spada tratta, spesso sono dei presuntuosi saccenti che pensano di sapere tutto loro e di potersi permettere il lusso di spiegare a tutto il mondo come si fa. D’altra parte la loro sicumera poggia su basi solide e antiche, tra le quali quelle dell’illuminismo. Sebbene io abbia una sviscerata passione per l’irrazionale, mi rendo perfettamente conto di quanto sia fondamentale la ragione. Si tratta di due facce della stessa medaglia: l’essere umano. E sentite cosa diceva Voltaire nel suo “Dizionario Filosofico a proposito dell’Islam.

voltaire

“Che cosa rispondere a un uomo il quale vi dice che preferisce ubbidire a Dio che agli uomini e che, di conseguenza, è sicuro di meritare il cielo sgozzandovi?
Di solito sono le canaglie a guidare i fanatici e a mettere loro in mano il pugnale; somigliano a quel Vecchio della Montagna che faceva, si dice, gustare le gioie del paradiso a certi imbecilli, e prometteva loro un’eternità di quei piaceri di cui avevano avuto un assaggio, a condizione che andassero ad assassinare tutti coloro che egli avesse indicato.A questa malattia epidemica non c’è altro rimedio che lo spirito filosofico, il quale, man mano diffondendosi, addolcirà finalmente i costumi degli uomini, prevenendo gli accessi del male: perché, non appena questo male fa dei progressi, bisogna correr via, e aspettare che l’aria si sia purificata. Le leggi e la religione non bastano contro questa peste degli animi; la religione, invece di essere per loro un alimento salutare, si tramuta in veleno nei cervelli infetti.”
Aggiungo che, sorprendentemente, sono passati quasi 300 anni da quando Voltaire aveva scritto la tragedia: “Maometto, ossia il fanatismo”. Probabilmente accadesse ora lo farebbero a pezzi insieme a tutti gli altri enciclopedisti.
Questo è il retaggio su cui poggia la critica francese, che si esprime anche con dei disegnini. Sono presuntuosi, d’accordo, ma la ragione è appannaggio di tutti e non è nemmeno necessario essere Voltaire per rendersi conto di come stiano le cose. Questo per spiegare per quale ragione, anche se spesso non mi fa impazzire la mancanza di rispetto tipica di qualche vignettista, credo che il mondo occidentale faccia benissimo a mostrare coesione contro la mostruosità del giocare con la sofferenza e con la morte per l’obbedienza cieca a un libro, un dio, una religione, come sempre inventati da qualcuno prima o poi.
La libertà non è una teoria, la libertà è in primo luogo la celebrazione quotidiana della vita, nella quale gioca un ruolo fondamentale l’accettazione profonda della morte, che dovrebbe essere rispettata da qualsiasi essere umano, a maggior ragione se si professa fedele di un Dio che è Grande.