La strategia dell’amore

buenosaires2

Imbecilli. Credetemi, ci ho pensato e riflettuto a lungo, alla fine ho dovuto convincermi che quello che sembra è: i nostri capi di governo in Europa sono solo degli imbecilli incompetenti. Capisco possa suonare presuntuosa questa affermazione esternata da un nessuno qualunque come me, ma ritengo, se avrete voglia di continuare a leggere, di essere in grado di dimostrarla.
Il terrorismo poco meno di dieci giorni fa, ha colpito il cuore dell’Europa. Nelle settimane e nei mesi precedenti però si è fatto sentire in Turchia, Libano, Egitto, ovviamente senza scandalizzare così tanto. I fatti di Parigi, decuplicati mediaticamente all’infinito, ci hanno distrutto, ci hanno fatto soffrire. È fisiologico. Ci siamo sentiti colpiti personalmente in quanto europei a pieno titolo, e personalmente rivendico il diritto, in quanto europeo di indignarmi per quanto accaduto, patirne e pensare a delle soluzioni. D’altra parte, anzi proprio per questo, posso mettere in moto la ragione e pensare a una strategia razionale in risposta a quanto accaduto.
In questo momento l’Europa è sotto scacco. Non scacco matto, ma un serio scacco al Re, sul quale riflettere seriamente prima di rispondere. Cosa che gli incompetenti al governo, in testa Hollande, Renzi e Putin, non stanno affatto facendo. Tutto quello che hanno saputo escogitare è una risposta violenta che, quasi sicuramente, coinvolgerà civili, né più né meno di quanto hanno fatto gli attentati di Parigi. E non servirà a nulla, come potrebbe accorgersi anche un poppante, visto che, sì lo stato islamico ha il suo quartier generale in Syria, ma in realtà si trova ormai dislocato ovunque. Gli attentatori erano per lo più cittadini francesi. In realtà lo stato islamico si trova già nel cuore dell’Europa, tanto è vero che siamo di nuovo al livello massimo di allarme. Il Belgio è letteralmente bloccato e questo è solo l’inizio.
E ora tiriamo in ballo un altro fattore: l’ipocrisia. Gli europei, e il loro governi, supportati dai media, si comportano come se essi fossero i buoni attaccati dai cattivi. È una cosa assurda, visto ciò che hanno combinato gli europei nei secoli, e che combinano ancora adesso. I francesi si comportano come se, ad esempio, le banlieu di Parigi non esistessero o fossero state create da qualcun altro. In Francia c’è una disoccupazione e un crollo dell’economia che sta portando il paese alla rovina. I russi adesso vogliono fare i paladini della giustizia, peccato che i diritti umani li rispettino generalmente un giorno sì e sette no. Gli italiani si sentono minacciati. Peccato che siano stati capaci di esportare un altro tipo di terrorismo, quello mafioso, in tutto il mondo, senza contare la quantità di pedofili assassini che danno un sacco di lavoro a succosi programmi televisivi da pervertiti. E che dire dell’idea orribile dell’attacco al Vaticano, come se fosse il centro della santità, mentre contiene più corrotti e pedofili di qualsiasi altro paese al mondo. E gli americani, uno dei paesi al mondo che ha seminato più violenza e morte in assoluto.
Mi viene da parafrasare Modugno…”la cattiveria sai, è come il vento; che fa dimenticare chi non s’ama”…
Eh sì perché più di una volta nella storia è capitato a qualcuno di essere stupido e cattivo come i terroristi. E non c’entra assolutamente niente con la matrice religiosa.
Ce lo dimentichiamo in continuazione…perché la cattiveria non la amiamo…
Un piccolo e lacunoso promemoria:
– i conquistadores, della fottutissima spagna cattolica
– l’inquisizione, ancora i cattolici, cazzo, in Spagna e Francia
– le crociate, della meravigliosa Europa cristiana
– il nazismo. Questi erano la razza eletta, con vaghe contaminazioni del nordico Walhalla…ma erano anche stati a fare ricerche in Tibet a sfruculiare non si sa ché….
– Stalin. Questo era ateo, ma altro che i terroristi islamici
– poi i ninja e i yamabushi. Questi non si sa se fossero molto cattivi. Di sicuro non stupidi, ma nemmeno delle mammolette. Erano spie e superaddestrati guerrieri Shingon e Buddisti. Tanto per ricordarsi che anche questi hanno menato le mani non poco
– i ferocissimi Kmher rossi, anche questi in origine buddista
– e Idi Amin Dada chissà checcazzo era
– e Augusto Pinochet che era andato a scuola in Seminario?… gli vengono attribuiti oltre 100.000 torturati….Cristo!
– e mi fermo qui perché se ci mettiamo a vedere la ex-Jugoslavia, il Tibet, l’Argentina, il Congo e tutto il resto finiamo domani.
OVVERO: testa di cazzo che trovi, religione o ideologia deviata che ci ficchi dentro. Adesso tocca all’isis, domani a qualcun altro.
NON E’ VERO CHE LA RELIGIONE ISLAMICA CREA TERRORISTI. Sono creati dalle deviazioni ideologiche e dalla manipolazione di altri. E anche l’apparente consenso è relativo. Il nazismo e il fascismo ce l’avevano e molto di più, e gente come Stalin ebbe persino il consenso di altri capi di stato.
La verità è che siamo manipolati dai media oltremisura e dimentichiamo gli orrori e la storia con una facilità impressionante.
Un testimone oculare, ex prigioniero dell’Isis, in un articolo su The Guardian, sostiene che essi si aspettano e vogliono proprio una reazione violenta. Mentre una cosa che li spaventa è l’unità del nemico. Loro vogliono dividere. Sono stupidi e cattivi ma, continua l’autore, non immaginate quanto siano stupidi e patetici. Un altro testimone oculare che ha combattuto contro di loro, giorni fa a Piazza Pulita su La7, ha spiegato che la maggioranza non è così preparata, ha paura della morte e non sono combattenti poi così valorosi. Sono solo dei poveracci imbevuti di dottrine distorte che presto collasseranno sotto il peso della loro stessa nullità.
In buona sostanza non si salva nessuno, né da una parte né dall’altra. È proprio tutto il sistema che fa acqua da tutte le parti. Non regge più.
I cittadini sono presi in mezzo, ma hanno anch’essi le proprie responsabilità.
Ho come la sensazione che il capo di governo batta i piedi come un bambino che, dopo essersi beccato due ceffoni in faccia, dice “Ce lo dico al mio papà” (il ministro della difesa) il quale, tutto incazzato, reagisce con la stessa violenza. Nient’altro che bambocci infantili che, molto prima di quanto non si pensi, dovranno abbandonare del tutto questa ridicola posizione, per forza di cose. Anche se poi non sapranno cosa fare poiché non capiscono nemmeno di cosa io ora stia parlando.
Per quanto possa sembrare ridicolo, patetico, buonista, irrazionale e irrealizzabile l’unica soluzione è un cambio di paradigma a centottanta gradi. Rispondere alla violenza e all’orrore con l’amore. Ovvero cambiare completamente tipo di visuale e prendere coscienza del fatto che occorre non chiedere a papà di picchiare i cattivi, bensì riuscire ad affrontare un cambio epocale. Dopo secoli di violenza e interesse personale orientarsi verso l’amore e la cooperazione.
Sono sempre più dell’idea che il male non sia tanto qualcosa che produce sofferenza tout-court, la quale, tra l’altro, può avere senso sul piano iniziatico, dello sviluppo, dell’insegnamento e come contraltare al bene. Credo invece che il vero Male sia l’assenza di interesse per il resto del genere umano. Il Male assoluto non è sofferenza profonda, bensì Ego assoluto. Ovvero l’opposto di quanto professato dai Maestri più grandi, che è l’assoluto interesse per il resto dell’umanità e del mondo. E l’Ego assoluto è esattamente ciò a cui tende generalmente tutto il sistema (sia in occidente che nel mondo arabo) che vede nel profitto, nella crescita forzata a spese del pianeta munto come una vacca, nella competizione sfrenata, nell’assertività del proprio potere, il giusto modo di muoversi.
Purtroppo temo che gli imbecilli ci metteranno del tempo a capire quello che, con estrema chiarezza, vedono i nessuno lucidi e razionali come me. Ma purtroppo per loro probabilmente presto non ci sarà altra scelta.
L’orrore c’è sempre stato e si ritirerà (di più o di meno) solo quando sarà dato largo spazio alla luce. Gli unici veri responsabili di questo meccanismo, non sono i bambocci che sono riusciti con artifici vari a giungere al potere. Siamo Noi.

garsa

Perché Charlie Hebdo è a Parigi

di Mauro Villone

Potrebbe essere a Londra e chiamarsi Charlie Week, o in Italia e chiamarsi Il Foglio di Charlie, ma è a Parigi e non è certo un caso. Negli ultimi giorni ho letto alcuni articoli su giornali e blog di autori che spiegavano perché loro “non sono Charlie”. Li capisco perfettamente poiché è vero che Charlie Hebdo spesso ha esagerato con vignette irriverenti, è vero che adesso è diventato di moda schierarsi dalla parte di un giornale che molti forse non apprezzavano così tanto. C’è chi critica, non senza ragione, l’accanimento di certi vignettisti verso certi argomenti, in particolare di tipo religioso. Qui a Rio c’è molta gente che sostiene come sarebbe stato meglio non andare a rompere le uova a qualcuno troppo suscettibile. È come andare a giocare con i calabroni, non è saggio, mi hanno detto. Può darsi. Peccato che i musulmani non siano insetti, fino a prova contraria, bensì adepti di una religione più antica della stessa storia d’Europa. Dunque esseri umani con una grande responsabilità. Il fatto è che alcuni di loro hanno il cervello e l’anima distrutti da una propaganda, per l’appunto, millenaria.

charlie

Si tratta di estremisti e fondamentalisti, che esecutano persone segando loro il collo, compiono stragi, seminano il terrore. Purtroppo questa perversione sociale trova i suoi semi in un ambiente sociale che non è mai troppo chiaro. Amo i paesi musulmani. Sono stato più e più volte in Marocco, Algeria, Tunisia, Egitto, Turchia, Nigeria, Serbia. Anche nella mia città, Torino, c’è una moschea. Ci sono entrato e mi permisero pure di farci delle fotografie. Sono entrato nelle moschee, sempre con il massimo rispetto, con attenzione a far indossare un velo sui capelli alla eventuale amica o amiche che potessero accompagnarmi, mi raccoglievo in meditazione nel fresco dei magnifici spazi di questi santuari, apprezzavo l’assenza di icone e immagini, talvolta mi fermavo a parlare con qualche fedele, apprezzandone la devozione e la saggezza. Adesso non ho più troppa voglia di andarci. O meglio, mi piacerebbe, ma mi fa schifo avere un po’ di paura. Che bel risultato che hanno ottenuto questi “fedeli”. Ma non si può pretendere che cervelli distrutti dalla propaganda abbiano ancora capacità di riflettere sul disastro ormai combinato.
Ma torniamo a Parigi.
Ho alcuni amici francesi e non mi è passata certo inosservata la loro avversione per qualsiasi tipo di indottrinamento. Partecipando in passato, anche come relatore, a convegni sulle nuove religioni, ho appreso come il governo francese sia particolarmente guardingo e perfino repressivo nei confronti di qualsiasi movimento religioso, anche se non necessariamente messianico o fondamentalista. I pericoli in effetti esistono ed esistono persino, in diverse parti del mondo, agenzie specializzate di teste di cuoio in grado di strappare a sette di vario tipo ragazzi a cui è stato fatto il lavaggio del cervello, per restituirli ai loro genitori, previo periodo di riadattamento alla società cosiddetta civile. Cioè in altri termini la situa è complicata e non c’è niente da ridere.
Per tornare ai francesi non è che li difenda a spada tratta, spesso sono dei presuntuosi saccenti che pensano di sapere tutto loro e di potersi permettere il lusso di spiegare a tutto il mondo come si fa. D’altra parte la loro sicumera poggia su basi solide e antiche, tra le quali quelle dell’illuminismo. Sebbene io abbia una sviscerata passione per l’irrazionale, mi rendo perfettamente conto di quanto sia fondamentale la ragione. Si tratta di due facce della stessa medaglia: l’essere umano. E sentite cosa diceva Voltaire nel suo “Dizionario Filosofico a proposito dell’Islam.

voltaire

“Che cosa rispondere a un uomo il quale vi dice che preferisce ubbidire a Dio che agli uomini e che, di conseguenza, è sicuro di meritare il cielo sgozzandovi?
Di solito sono le canaglie a guidare i fanatici e a mettere loro in mano il pugnale; somigliano a quel Vecchio della Montagna che faceva, si dice, gustare le gioie del paradiso a certi imbecilli, e prometteva loro un’eternità di quei piaceri di cui avevano avuto un assaggio, a condizione che andassero ad assassinare tutti coloro che egli avesse indicato.A questa malattia epidemica non c’è altro rimedio che lo spirito filosofico, il quale, man mano diffondendosi, addolcirà finalmente i costumi degli uomini, prevenendo gli accessi del male: perché, non appena questo male fa dei progressi, bisogna correr via, e aspettare che l’aria si sia purificata. Le leggi e la religione non bastano contro questa peste degli animi; la religione, invece di essere per loro un alimento salutare, si tramuta in veleno nei cervelli infetti.”
Aggiungo che, sorprendentemente, sono passati quasi 300 anni da quando Voltaire aveva scritto la tragedia: “Maometto, ossia il fanatismo”. Probabilmente accadesse ora lo farebbero a pezzi insieme a tutti gli altri enciclopedisti.
Questo è il retaggio su cui poggia la critica francese, che si esprime anche con dei disegnini. Sono presuntuosi, d’accordo, ma la ragione è appannaggio di tutti e non è nemmeno necessario essere Voltaire per rendersi conto di come stiano le cose. Questo per spiegare per quale ragione, anche se spesso non mi fa impazzire la mancanza di rispetto tipica di qualche vignettista, credo che il mondo occidentale faccia benissimo a mostrare coesione contro la mostruosità del giocare con la sofferenza e con la morte per l’obbedienza cieca a un libro, un dio, una religione, come sempre inventati da qualcuno prima o poi.
La libertà non è una teoria, la libertà è in primo luogo la celebrazione quotidiana della vita, nella quale gioca un ruolo fondamentale l’accettazione profonda della morte, che dovrebbe essere rispettata da qualsiasi essere umano, a maggior ragione se si professa fedele di un Dio che è Grande.