News Para Ti

Pheel Balliana in azione, con Tatiana e Rejane, alla festa di Natale.

Pheel Balliana in azione, con Tiziana e Rejane, alla festa di Natale.

Molte novità nella gestione e nei programmi della nostra ONG Para Ti di Rio per il 2016. Stiamo dando avvio a un nuovo corso più consono alle attuali esigenze, soprattutto dei bambini che frequentano il centro e delle loro famiglie.
Nelle favelas c’è ancora molta povertà, ma rispetto a 10 anni fa, la situazione è cambiata. Quello che necessita oggi è una presenza continua sul piano umano, educativo e culturale. Le mancanze che tali necessità devono coprire sono il senso di cittadinanza, la coscienza ecologica, il senso di appartenenza a una comunità, ma soprattutto la coscienza del proprio valore come esseri umani.
Per fare questo continuiamo ad avvalerci del supporto di 6 collaboratori, che lavorano al nostro fianco (Lidia Urani e Mauro Villone) e di diversi volontari che si avvicendano nel corso dell’anno.
Le attività principali rimangono il doposcuola, le lezioni di inglese, il gioco, la gastronomia, l’animazione, l’orticoltura più altre accessorie. In ogni caso è una nostra scelta quella di non redigere programmi troppo rigidi, dando maggiore importanza alle relazioni umane dirette e alla creatività. In questo momento abbiamo al centro circa 35 bambini, ma sono in aumento e presto accoglieremo anche bambini di altre favelas. Oltre alle lezioni beneficiano anche di colazione e merenda tutti i giorni.
Abbiamo deciso di interrompere la partnership con Favelatour, l’agenzia specializzata in escursioni nelle favelas per diverse ragioni precise. Ma in primo luogo poiché l’esagerato afflusso di turisti intralciava il regolare svolgimento delle attività. Non è stata una scelta semplice, la quale è scaturita da oltre un anno di attente valutazioni. Non ci piace il turismo di massa e preferiamo continuare a permettere di visitare il nostro Centro, unico in Brasile per tipologia, a un numero limitato di persone, dando più spazio alle relazioni con i visitatori.
Questa scelta naturalmente comporta una sfida sul piano finanziario, che cercheremo di affrontare con un incremento di sostegni privati e di turismo realmente solidale che coinvolga anche i membri della comunità povera. Non sarà una passeggiata, ma ce la faremo.
Abbiamo deciso di iniziare a pubblicare il bilancio di Para Ti. A breve renderemo disponibile, per chi ne facesse richiesta, il bilancio 2014 e, successivamente, quello del 2015. In ogni caso anticipiamo quello che è, nelle grandi linee, l’impegno finanziario.
La spesa annua per il mantenimento del Centro Para Ti e delle relative attività è di circa 140.000 Reali l’anno (intorno ai 35.000 euro, negli ultimi anni siamo aiutati da un cambio favorevole). Di questi circa 20.000 (Euro) sono coperti da donazioni, mentre il resto era coperto dall’attività turistica che è venuta meno. Riusciremo comunque a far fronte a tutte le spese di gestione grazie a parte dei proventi dell’affitto delle camere dell’annessa Guesthouse, che quest’anno andrà abbastanza bene grazie agli eventi olimpici.
In ogni caso a breve riprenderà l’attività turistica, organizzata diversamente in modo da non disturbare le lezioni.
È comunque nostra intenzione riuscire in futuro a raccogliere più fondi per la semplice ragione che, nel momento in cui avremo maggiori disponibilità, potremo rivolgerci ad altri minori che necessitano sostegno, specie gli adolescenti, che sono la fascia più a rischio, ma anche più impegnativa.
Avere maggiori disponibilità finanziarie significa poter avvalersi di ulteriori collaboratori qualificati.
I volontari sono sempre benvenuti poiché è molto importante sia per noi, che per i bambini, che per i volontari stessi questa osmosi umana, culturale e di amore.
Lo stesso vale per le donazioni, anche minime, che ci aiutano a sostenerci.
Siamo aperti al dialogo con chiunque sia interessato a collaborare per un sostegno creativo che non si limiti a inviare denaro, ma che preveda coinvolgimenti a diversi livelli. A titolo di esempio citiamo l’opportunità, per eventuali donatori, di poter usufruire di ospitalità nella nostra Guesthouse e della nostra accoglienza, in proporzione alle donazioni effettuate.
Un altro aiuto importante può scaturire dalla diffusione del nostro progetto e della nostra filosofia in Italia e in Europa. Uno dei nostri obbiettivi a medio termine, è quello di valorizzare il complesso Para Ti Guesthouse come un luogo di cura sul piano umano, emotivo e spirituale. Qui si incontrano bambini e adulti di comunità povere, artisti, professionisti, volontari, operatori olistici, sciamani indios, maestri di yoga e meditazione, viaggiatori consapevoli.
Ringraziamo tutti coloro i quali ci seguono in questa sfida, quelli che ci hanno inviato aiuti di ogni genere, quelli che, ricambiati, ci amano.
Grazie
Mauro Villone e Lidia Urani

Per ulteriori info e per richiesta del bilancio 2014, disponibile da metà Febbraio:
unaltrosguardo@libero.it

Gli Uomini-giaguaro

uomo-giaguaro

Testo: Mauro Villone – Foto: Lidia Urani

La cortese domanda di un’amica su Facebook mi ha indotto a scrivere questo breve post per spiegare cosa stiamo facendo a Rio.
Il nostro centro Para Ti, oltre ad essere destinato a dare amore, rifugio, educazione e sostegno a bambini dai 5 ai 12 anni che abitano in povertà nelle favelas, lo abbiamo fatto diventare un laboratorio culturale per tutti, nel quale si intrecciano esperienze di viaggio, volontariato, meditazione, yoga, danze tribali, pitture corporali, canti indigeni, world music, ecoturismo, antropologia visuale, fotografia, giornalismo scritto e video.
Qui si incontrano artisti, scrittori, fotoreporter, giornalisti, videomaker, tribù indigene, curanderos, volontari, gente che abita e vive nelle favelas, attori di teatro e cinema, registi, meditatori, coreografi, antropologi, viaggiatori, avventurieri, studiosi, escursionisti, subacquei, surfisti e parapendisti.
Essendo tutto il lavoro al centro focalizzato sull’espansione della coscienza accettiamo (e attiriamo) solo persone dotate di consapevolezza umana ed ecologica, interessate ad approfondire le loro vite e ad espandere le loro coscienze nel massimo rispetto di tutta l’umanità e del pianeta.
Abbiamo chiamato di nostra iniziativa questo tipo di persone Uomini-giaguaro o Donne-giaguaro. Non si tratta di una categoria, un gruppo o un’etichetta. È semplicemente un modo di dire degli indios che ci piace molto e che abbiamo fatto nostro.
Gli indios brasiliani parlano spesso di donne-giaguaro o uomini-falco, tanto per fare un esempio, poiché per loro è normalissimo associare un certo comportamento umano in armonia con l’universo e la natura a quello di un qualche animale. Una delle strade sciamaniche più percorse è quella che porta alla natura e al mondo animale. Gli sciamani cercano di DIVENTARE come animali, poiché gli animali, indipendentemente dal fatto che pensino e ragionino o meno, “SANNO”. Ogni persona, anche se non è consapevole (e la stragrande maggioranaza degli urbanizzati ne è del tutto all’oscuro, anche se ha un cane o un gatto in casa) ha uno o più animali-totem. Spiriti guardiani che hanno un legame con egli e che lo guidano nell’altromondo, gli insegnano, lo mettono alla prova, gli danno forza, amore ed energia. Una persona può trasformarsi in donna-giaguaro, uomo-falco o qualsiasi altro animale. Può abbandonarsi al potere del serpente, all’amore di un’orsa, alla libertà di un condor.
Gli Uomini-giaguaro è un nostro modo di dire per indicare persone che hanno consapevolezza di essere centri energetici immersi nell’universo e nella natura e di dover lottare per salvaguardare la Madre Terra e tutto quello che ci sta sopra, dentro e attorno. Si tratta di persone qualsiasi, né superiori né inferiori alle altre, che non è detto debbano avere la vernice sulla faccia e i fiorellini in testa, ma che, più o meno consciamente, hanno deciso di combattere per arrivare a godere a fondo di ciò che è normale: l’amore, la solidarietà, la condivisione, la bellezza, la coscienza cosmica, la profonda essenza mitica della Vita.

L'autore con Ari-tan, capo di un gruppo di Fulni-o. Mio pittore corporale, artista e danzatore al quale offro la mia più profonda gratitudine per avermi fatto scoprire il mio grido di combattimento.

L’autore con Ari-tan, capo di un gruppo di Fulni-o. Mio pittore corporale, artista e danzatore al quale offro la mia più profonda gratitudine per avermi fatto scoprire il mio grido di combattimento.

Laura Boldrini in visita alla nostra ONG Para Ti

Laura Boldrini con Lidia Urani e alcuni bambini del Centro Para Ti a Rio.

Laura Boldrini con Lidia Urani e alcuni bambini del Centro Para Ti a Rio. (Foto: Allan Baltar)

La visita di ieri della Presidente della Camera Laura Boldrini alla nostra ONG Para Ti è stata un grande successo. Accolta da Lidia Urani​ e tutto il nostro staff a Villa Urani, ha poi visitato il Centro Para Ti gremito di bambini e di amici della favela di Vila Canoas dove operiamo. Erano presenti inoltre lo staff della Presidente, l’ambasciatore e il console, lo staff della RAI corrispondente a Rio. E’ stato un piacevole riconoscimento istituzionale, soprattutto del lavoro umanitario trentennale della famiglia Urani. Ed è stato un riconoscimento per tutti noi e per il nostro staff per la capacità di far incontrare due mondi distanti, come una favela di gente povera e istituzioni dello stato. Laura Boldrini e Lidia dopo aver parlato a lungo e giocato con i bambini si sono scambiate alcuni doni, come per esempio il libro autobiografico di Franco Urani, il mio libro Il Mistero della Libertà e i disegni realizzati per l’occasione dai nostri bambini. In seguito sono state in visita a piedi all’interno della favela e all’asilo per i bambini piccolissimi, realizzato dal padre di Lidia Franco Urani, negli anni ’80.
La nostra speranza è che questo incontro, al di là dell’utile e piacevole scambio umano e culturale, possa condurre ad azioni concrete, come per esempio, secondo quanto sostenuto dalla Presidente Boldrini, un contatto fruttuoso con Marchionne e la FIAT, che finora non ha mai sostenuto il nostro Centro, nonostante Franco Urani fosse stato il primo realizzatore dell’azienda in Brasile. Se accadesse significherebbe la possibilità concreta di aiutare più gente ed espandere il concept Para Ti sia a Rio che altrove coinvolgendo ancora di più istituzioni, volontari e artisti nel processo rivoluzionario che abbiamo avviato.
Ringraziamo tutti i cari amici che hanno reso possibile il successo dell’evento.

PARA TI COSCIENZA E CREATIVITÀ. LO SVILUPPO DELLA COSCIENZA PER UN NUOVO MONDO.

Para Ti (www.parationg.org) esiste da 25 anni per dare sostegno a bambini di favela e alle loro famiglie. È un progetto d’amore.
Nel corso del tempo sono profondamente mutati gli scenari sociali e psicologici. Il Brasile, così come il mondo di oggi non è più quello di quindici o venti anni fa.
Mentre un tempo si lottava tout-court contro la miseria e la fame, oggi si lotta contro la miseria culturale e la fame di amore.
Gli organizzatori del progetto, Mauro Villone e Lidia Urani si occupano, ormai da decenni, di ricerca in ambito culturale e spirituale e sono viaggiatori di lungo corso. A loro si è unito, in qualità di collaboratore, Rogerio Barros, attore e regista teatrale, insegnante di Yoga e Meditazione. Dalla loro ricerca è scaturita la consapevolezza che i punti chiave per uno sviluppo futuro degno di questo nome sono la “Coscienza” e la “Creatività”.
Da qui la determinazione a imprimere ulteriore sviluppo al progetto Para Ti puntando sulla cura della Coscienza con la Meditazione e sull’espressione creativa, con laboratori d’arte, arte-terapia e residenze d’artista.

parati15

Il panorama sociale

Para Ti opera per lo più nella Favela di Vila Canoas. Qui le situazioni sono le stesse che si possono trovare nel resto di Rio, del Brasile, del Sudamerica e, se vogliamo, con punti in comune con alcune che possono incontrarsi di tutto il mondo. Ovvero bambini e ragazzi poveri, provenienti da famiglie distrutte dalla miseria, dall’abbandono e, soprattutto, da alcol e droga, abbandonati a se stessi e privi di una qualsiasi progettualità. Su questo substrato si erge, in Brasile, quello che chiamano sviluppo, che, secondo le statistiche governative, sta creando una nuova “classe media” un po’ più benestante. In realtà quello che sta avvenendo è sì l’aumento del potere di acquisto, incentivato da una selvaggia politica di credito al consumo, ma senza un corrispondente sviluppo sul piano educativo e su quello culturale. Il risultato è l’aumento esponenziale di consumatori di alimenti errati e oggetti superflui che peggiorano ulteriormente la salute e la qualità della vita. Rimangono l’abbandono, la mancanza di educazione e soprattutto di amore per tutti. In questo meccanismo quelli che più sono colpiti sono i bambini che non hanno punti di riferimento, se non la televisione e altri media, e tutto ciò che cresce in loro sono l’arroganza, l’alienazione con giochi stupidi, il possesso di telefonini e il rimpinzarsi di alimenti errati. Uno dei problemi che stanno crescendo in Brasile, come nel resto del mondo, è la cattiva alimentazione con conseguente obesità e altre patologie di diversa natura.
Oltre a questo i bambini delle favelas (e di slum di tutto il mondo) non imparano correttamente nemmeno la loro lingua, non hanno educazione civica e al tempo stesso non possono più nemmeno avere come punto di riferimento le antiche tradizioni, ormai distrutte. Non fanno attività fisica e vivono in tuguri poco illuminati e sporchi, dove per lo più dormono per terra. Spesso non conoscono il padre e, quando i genitori ci sono, con una certa frequenza sono tossici, alcolizzati, trafficanti o in galera.
Ma c’è di più. La violenza e la diffusione di droghe e alcol stanno aumentando. Da un documentario che stiamo realizzando si evincerà come bambini e ragazzi siano estremamente esposti. Almeno il 70% dei bambini da noi intervistati è stato protagonista o ha assistito a episodi di violenza. Le storie che stiamo registrando sono quasi sempre commoventi, talvolta agghiaccianti. Le istituzioni governative rispondono con altra violenza e i poliziotti sono in massima parte corrotti dai trafficanti. L’UPP (Unità di Polizia Pacificatrice) che dovrebbe presidiare il territorio e controllarlo, col tempo si corrompe o comunque non riesce nel suo intento per la ferocia della situazione. I poliziotti sono, in qualsiasi caso, persone mal pagate, armate fino ai denti, che devono sbarcare il lunario e far fronte a una violenza inaudita. Capita con una certa frequenza che si vedano sparare addosso da bambini di 12 anni.

parati16

La sfida

In tale panorama devastante la sfida della nostra piccola organizzazione è quella di portare punti di riferimento materiali, educativi, culturali e spirituali. Da qui l’attività con i laboratori, tenuti dallo staff, da collaboratori a progetto, da volontari.
Nel 2015 parte il nuovo cronogramma che prevede gruppi di 4-6 bambini. Ogni gruppo viene seguito da un operatore.
I laboratori principali sono:
1. Meditazione
2. Rinforzo scolare
3. Artigianato artistico
4. Fotografia e Video
5. Cucina
6. Arte e Arte-terapia
7. Teatro, musica ed espressione psico-fisica
8. Attività ludiche diverse

Ai laboratori si affiancano i colloqui e le interviste individuali. Le interviste possono essere registrate per il documentario in preparazione. Ogni famiglia (o, spesso, chi ne fa le veci) ha sottoscritto l’autorizzazione all’utilizzo dell’immagine dei figli per soli fini di documentazione e divulgazione del progetto Para Ti.
Sono previsti colloqui a scadenza bimestrale con i genitori o con chi ne fa le veci. Anche alcuni degli adulti della comunità saranno intervistati.

Le attività sono parzialmente aperte anche agli adulti. I familiari dei bambini e altri delle favelas potranno partecipare gratuitamente. Chi viene da fuori può essere protagonista di un’esperienza straordinaria e lasciare un’offerta.

Nostra intenzione è coinvolgere, nei limiti del possibile, anche persone lontane da questo mondo, ma che hanno estremo bisogno di aiuto (e ne sono consapevoli), come trafficanti e border-line di varia natura. Abbiamo già cominciato. Non si tratta più di un dovere istituzionale o governativo, ma una situazione di emergenza che dovrebbe coinvolgere tutti, ma potrebbe trasformarsi in opportunità di profondo cambiamento.

Questo progetto non serve a fare beneficienza, bensì a dimostrare che l’abbandono, la miseria, anche culturale, la solitudine, la violenza, si possono combattere, e vincere, con l’amore, la condivisione, il dialogo, la meditazione profonda.

Mauro Villone

Carioca Healing

Testo e foto: Mauro Villone

Brasil

Brasil

Ho lanciato un progetto, legato all’ospitalità nella nostra Para Ti Guesthouse a Rio, che ho intitolato Carioca Healing (Cura Carioca). Approfitto della richiesta di spiegazioni da parte di una cara amica di Torino, per illustrarne il concept.
Io divido la mia vita tra Piemonte, Rio de Janeiro e altre località che incontro nei miei viaggi. Francamente mi trovo molto bene ovunque, ma è altrettanto vero che esistono differenze sostanziali di varia natura tra un posto e l’altro. Differenze di energie, di paesaggi, di persone e via dicendo. Ogni luogo ha le sue caratteristiche. Il Brasile è dotato di un altissimo livello di energia, che si riscontra nel paesaggio, nella natura e nei suoi stessi abitanti, incluse le attività che vi si svolgono. Rio de Janeiro in particolare è un po’ la capitale culturale del paese e qui si possono trovare, pur tra innumerevoli problemi, una quantità di aspetti della vita quotidiana che hanno, a mio parere, una valenza “terapeutica” sul piano psico-fisico e spirituale. Naturalmente non voglio affatto dire che ci si possa curare solo stando qua un po’ di tempo. Il termine terapeutico lo utilizzo con licenza poetica per dire che assorbire la filosofia carioca può essere utile per lasciar andare moltissimi di quei pensieri che non sono altro che costruzioni mentali indotte dalla frenetica vita lavorativa occidentale.
A Rio lavoro parecchio. Ciò non toglie che sia riuscito a fare miei alcuni degli atteggiamenti tipici del popolo brasiliano. Proprio la quantità di problemi legata alla carenza di servizi, di impiego e, un tempo, di cibo, insieme al mix di culture e provenienze etniche e culturali, ha creato un popolo che ha fatto del rilassarsi in ogni momento una sorta di bandiera. È facilissimo sentir dire a un brasiliano, di fronte a una qualsiasi difficoltà cose tipo: Não esquenta a cabeza (non ti scaldare la testa), fica tranquilo (stai tranquillo), ‘ta redondo (stai rotondo), toda joia (è tutto prezioso), fala meu amor (dimmi amore mio), tudo bem meu irmão (tutto bene fratello), beleza… o altre cose di questo tipo. L’atmosfera del paese, anche dove si possono incontrare difficoltà non indifferenti, è sempre rilassata e tranquilla. A questo va ad aggiungersi una propensione storica alla solidarietà, radicatasi soprattutto nelle fasce povere della popolazione, che per secoli ha dovuto lottare contro difficoltà di ogni tipo. È tutt’altro che infrequente incontrare propensione all’aiuto in qualsiasi frangente, anche tra persone che non hanno niente. È difficile essere abbandonati in Brasile. E poi l’allegria. Il popolo brasiliano, proprio per affrontare una vita non facile, ha fatto dell’allegria il proprio stendardo e se il famoso Carnevale qui è tra i più scatenati del mondo, la felicità, il Samba, la musica, il sorriso sono la vita quotidiana. E poi l’abbraccio. A parte il fatto che l’abbraccio in sé è terapeutico, come è stato dimostrato scientificamente da equipe mediche, poiché sviluppa ossitocina (l’ormone dell’amore), l’abbraccio brasiliano è qualcosa di veramente sorprendente e toccante. Un famosissimo Samba canta, tra le altre, le seguenti parole: “Um sonriso negro, um abraço negro, la felicidade” (non credo serva traduzione). Ed è realmente così, non c’è niente che possa aggiustare una giornata, anche passata tra mille difficoltà, più del simpatico e solare sorriso di una negra o lo stritolante abbraccio di un negro. È spesso addirittura commovente.

Emozioni

Emozioni

(A proposito, la parola negro qui non ha alcuna accezione negativa e designa solo una persona dalla carnagione scura. Non amo il ridicolo e pacchiano “di colore”, totalmente fuori luogo, visto che il colore ce l’hanno anche i bianchi, per l’esattezza una sorta di rosa maialino. E finiamola con ‘ste cazzate).
Tutto quanto descritto prima è fondamentale. A questo si aggiungono cose che si trovano in molte altre parti del mondo come le spiagge, il sole, l’oceano, le cascate, le foreste, le isole, i deserti, ma tutto questo, supportato da gente come quella descritta prima, fa del Brasile e di Rio posti che possono davvero avere un profondo impatto sulla psiche, sul fisico e sullo spirito delle persone.
Detto questo. In cosa consiste il programma?
La permanenza può ovviamente anche essere a tempo indeterminato, ma noi abbiamo ipotizzato un assaggino di dieci giorni con il seguente programma. (Anche se è chiaro che non c’è niente di obbligatorio, ci mancherebbe altro).
Sveglia al mattino e colazione. Meditazione e Yoga con Rogerio Barros, istruttore qualificato che è responsabile del settore, e fa Meditazione Infantile con i bambini del nostro centro Para Ti. Chi lo desidera può fermarsi qualche ora al centro per partecipare alle numerose attività con i bambini quali pittura creativa, cucina e fotografia.
Nel periodo sono previste due escursioni nella foresta del Parco nazionale di Tijuca, di cui una con il nostro amico e collaboratore Xepa, grande conoscitore delle piante tropicali (anche se non sa scrivere). Ci si porta il pranzo al sacco nella foresta, dove si può anche fare il bagno di cascata. Chi vuole può partecipare alla meditazione che faremo nella foresta.

Escursione nella foresta di Tijuca con Xepa

Escursione nella foresta di Tijuca con Xepa

Le altre escursioni, parte in van collettivo, parte in fuoristrada e parte in autobus o taxi, toccheranno i must della città come il Cristo del Corcovado e il Pan di Zucchero. Ma anche una quantità di luoghi molto meno conosciuti della città. La Pedra do Sal, oggi luogo di ritrovo con musica, samba e artisti, ma un tempo dove gli schiavi portavano il sale ad asciugare. Il quartiere di Urca, con la passeggiata in un Parco Naturale e lungo la Baia di Guanabara, dove si trova il porto peschereccio e uno dei bar sulla strada più frequentati da universitari e intellettuali. Il quartiere Lapa, con i locali notturni e Santa Teresa con i ristoranti con vista sulla città. La sorprendente isola di Jigoya, nella laguna di Barra.
Ma la cosa più importante è l’interazione con i Carioca. Questa avviene ovunque, ma ci sono situazioni specifiche che sono i locali e le scuole di Samba, dove ci vogliono cinque minuti per essere accolti da grandi amici e le Rodas de Samba, interminabili concerti di grandi artisti e comuni appassionati, che hanno luogo per lo più sulle spiagge, tra le quali le più famose del mondo: Ipanema e Copacabana.

Candomblé

Candomblé

Sempre in condivisione con la gente del luogo può capitare di assistere (e forse partecipare) a un rituale di Candomblè sulla spiaggia. Per quanto riguarda il Candomblé per chi lo desidera possiamo organizzare una mattinata in un Centro di Candomblé vero e non per turisti, dove si può fare un “banho de descarrego”, un bagno rituale con acqua e erbe per scaricare le energie negative e poi dedicare un po’ di tempo in tutta tranquillità, rilassanosi nelle diverse “case degli spiriti”. È gratuito, basta fare un’offerta.
Sempre a richiesta, se si è disposti a dedicare un intero pomeriggio si può essere visitati nei “Centri Spirita” (sempre gratuitamente e facendo un’offerta) da medici ospedalieri (e medium), che collaborano con pranoterapeuti, fisici quantistici, spiritisti, veggenti e medium. In pratica si partecipa a un percorso nel quale eventuali patologie vengono affrontate da diversi punti di vista. In questo i brasiliani sono avanti di anni luce. Per quanto riguarda i guaritori, in generale in Brasile ce ne sono alcuni tra i più potenti del mondo, ovviamente per avvicinarli ci vuole tempo e occorre quindi un’ampia preparazione preventiva. Cito queste possibilità non perché sia possibile usufruirne i dieci giorni, ma per dare un’idea dell’ambiente generale. Per chiunque fosse interessato ad approfondire è possibile organizzare incontri seri, ma che proprio per tale ragione richiedono preparazione sia degli ospiti, sia da parte nostra.

Roda de Samba

Roda de Samba

Le sere che non sono dedicate alla “movida carioca” si possono passare nella nostra sede, immersa nella foresta, dove talvolta abbiamo ospiti musicisti e cantanti di samba.
Chi desidera sperimentare degli sport, oltre all’ecoturismo, può optare per la bicicletta, il parapendio, il deltaplano, il surf, il body-board e il kyte-surf, ma può anche sperimentare una seduta di Capoeira.
Una ulteriore escursione prevista è al parco naturale marino di Grumary, fuori città, dove dopo una giornata dedicata all’oceano si può cenare in “boutecos” tipici, che si trovano nei pressi del parco in una vallata immersa nella foresta.
Ma esiste un altro aspetto estremamente importante per chi vuole capire come si può vivere (e sopravvivere) allegramente, anche quando non si ha niente. È possibile fare, accompagnati da noi ed eventualmente da altri amici del luogo, un giro nelle favelas. Avvicinandosi con il massimo rispetto a chi vive in un mondo poverissimo, ci si può rendere conto di come tutto ciò che diamo ampiamente per scontato non lo sia affatto e come possano essere feroci le disuguaglianze, passando dai centri commerciali più eleganti del mondo alle fogne a cielo aperto a meno di trecento metri da essi. Quello che risulta, a un animo sensibile, è quanto sia miserabile il lusso pacchiano e quanto possa essere nobile lo stile di vita di persone che faticano letteralmente a mettere insieme il pranzo e la cena.
Tornare poi al nostro Centro Para Ti, con 50 bambini della vicina favela, ai quali diamo assistenza educativa, è sufficiente per vedere, una volta per tutte, le cose con “unaltrosguardo”.
Le profondità di Rio di certo non finiscono qui, ma mi fermo poiché credo sia sufficiente per trasmettere cosa sia ciò che chiamiamo “Carioca Healing”. Un’esperienza forte e profonda, con un tasso emotivo altissimo che, se si è ricettivi a sufficienza, può cambiare se non la vita, per lo meno il punto di vista.

Samba, samba, samba....

Samba, samba, samba….

Una Isi Kayawa

DSC_3721.1

Una straordinaria storia con angeli provenienti dalle foreste amazzoniche e dell’Acre. Grazie a Anna Dantes, Editora brasiliana, e a moltissimi altri amici e volontari, ma anche alle autorità del Comune di Rio e di altri enti. Per arrivare a Rio de Janeiro, dove sono ospitati da noi a Para Ti Guesthouse, hanno viaggiato nei fiumi dell’Acre per due giorni in canoa e poi hanno preso tre aerei il giorno successivo.

 Non tutto è perduto amici.

 DSC_3782.1

UN MOMENTO STORICO. Presentazione solenne a Parque Laje, Rio de Janeiro, di Una Isi Kayawa, che significa “Libro di Cura”, dedicato al loro sciamano Agostino, scomparso pochi giorni prima che il progetto, da lui voluto venisse lanciato. Gli Huni Kuĩ sono depositari di una scienza delle piante sacre che potrebbe avere molto più di 5.000 anni, sempre trasmessa oralmente. Ieri è stato lanciato il libro dell’editora Anna Dantes, che per la prima volta pubblica su carta la loro sapienza millenaria, fino ad oggi tramandata oralmente. Alla presentazione erano presenti, commossi, tra il numerosissimo pubblico, autorità, giornalisti, fotografi, televisioni e, soprattutto, ricercatori e scienziati del Giardino Botanico. Tutti hanno ringraziato per lo straordinario apporto dato dalla scienza degli Huni Kuĩ alla medicina di tutto il mondo. Uno straordinario riscatto e un grande riconoscimento, per popolazioni per secoli emarginate e discriminate.

foto-2.1

 

Sambaterapia

Siete depressi, demotivati, tutto sta andando dal culo? Pensate al suicidio?

Ebbene, prima di fare il grande passo (peraltro del tutto inutile, ma questo è un altro discorso) provate a considerare la nostra proposta di Sambaterapia.

Si tratta di una disciplina antica, che forse prima non è stata formalizzata con questo nome, ma che ora chiamano così, incluso il Comune di Rio de Janeiro. Noi personalmente sperimentiamo continuamente i benefici di questa attività, quindi possiamo tranquillamente sottoscrivere la pertinenza di questa divertente denominazione. Molto probabilmente un medico che facesse un’anamnesi di un paziente, prima e dopo una sessione di Sambaterapia, si troverebbe a incontrare valori di pressione, battito, circolazione, tonicità e pulizia degli organi ben diversi. Per non parlare di uno psicolgo, che avrebbe la sensazione di trovarsi di fronte due persone diverse.

Scuola di Samba Mangueoira - ©lidiaurani

Scuola di Samba Mangueira – ©lidiaurani

Ovviamente è un punto di vista divertente, ma la proposta è estremamente seria. Chiunque abbia sperimentato una sessione di Samba si rende conto della differenza tra il prima e il dopo. I Carioca conoscono questo sistema da decenni ed è servito loro per resistere alla povertà, alle difficoltà, alla dittatura, alla corruzione di tutti i governi che si sono succeduti in questo meraviglioso paese, con un meraviglioso popolo, ma con un sacco di problemi. È un’eredità ricevuta dagli schiavi dei secoli precedenti che, come negli Stati Uniti, hanno dovuto trovare la maniera di sopravvivere a condizioni durissime. Dal nord al sud del continente americano sono così nati il Blues, il Jazz, l’Afro-cubano, il Samba e innumerevoli altri generi musicali che hanno cambiato il mondo.

A Rio de Janeiro il Samba non solo è cultura popolare di livello che si esprime nel Carnevale e nelle Scuole di Samba, ma anche vita quotidiana. I Carioca si muovono elegantemente, sambando. Non passa giorno che negli innumerevoli locali, nei teatri, nei boutecos sulla strada, non ci sia un gruppo che suona, oltre a tutti i generi musicali, soprattutto il Samba. Ma quello che rappresenta la vera e propria “terapia” sono le “Rodas de Samba”, Ruote di Samba. Gruppi di professionisti e dilettanti, chitarristi, percussionisti, cantanti e sambistas, si trovano sulle spiagge o nei quartieri caldi, ma potremmo anche dire quasi ovunque, per suonare, ballare, cantare insieme per alcune ore. Bianchi, neri, mulatti, giovani, vecchi, indigeni, gringos, uomini, donne, impiegati, artisti, sfaccendati, imprenditori, insomma chiunque, si incontrano e condividono, senza percepire differenza alcuna. La comunicazione emotiva ed empatica è totale e non ci sono pregiudizi e condizionamenti, chiunque arrivi o passi da una Roda de Samba, anche per caso, può partecipare ed è ben accetto. Può portarsi uno strumento da casa oppure battere sul tavolo o utilizzare lattine e bottiglie per tenere il ritmo. Non ballare risulta impossibile. È un’attività spontanea dove il denaro non entra nemmeno un po’. Si canta per la Vita, la Pace, l’Amicizia, l’Amore, il semplice divertimento. Si suona, si ascolta, si balla. È letteralmente impossibile restare soli e non fare amicizia con tutti gli altri.

Roda de Samba, Leme, RJ - ©mvillone

Roda de Samba, Leme, RJ – ©mvillone

Chiunque partecipi, anche per caso, a una simile riunione, anche se fosse all’ultimo stadio di depressione, avrebbe un barlume di speranza. Semplicemente perché la genuina voglia di stare insieme a celebrare la vita, senza nessun altro motivo, si vede e si sente.

Quindi in sostanza chi volesse farla finita o comunque se la passa male, prima ci scriva. Ah beh certo. Io non è che lo faccia gratis. Col cavolo. Ospito la gente nella nostra Guesthouse a prezzi modici e organizzo il programma che in 10 gg prevede (indicativamente):

1° giorno – arrivo dall’Italia e sistemazione. Breve escursione in favela.

2° giorno – Spiaggia. Per chi lo desidera training sportivo sulla spiaggia. Nel pomeriggio escursione a Ipanema e Copacabana. Partecipazione a una Roda de Samba.

3° giorno – escursione ai Parchi Nazionali e al giardino Botanico. Workshop di Fotografia. Serata al pan di Zucchero e al Morro da Urca.

4° giorno – Spiaggia e training. Pomeriggio in una delle migliori Scuole di Samba di Rio. Serata nel quartiere degli artisti di Santa Teresa.

5° giorno – Visita alla Cidade do Samba. Pomeriggio visita alla favela della Rocinha. Tardo pomeriggio e sera Roda de Samba.

6° giorno – Spiaggia nel Parco Nazionale di Grumary. Serata al Carioca da Gema oppure un altro dei pazzeschi locali del quartiere Lapa di Rio.

7° giorno – Spiagga. Nel pomeriggio Roda de Samba in spiaggia. Serata a una festa a Santa Teresa o a Lapa.

8° giorno – Spiaggia. Nel pomeriggio visita ad altra Scuola di Samba. In serata Roda di Samba o locale di Samba a Lapa.

9° giorno – Spiaggia. Saluti e partenza.

10° giorno arrivo in Italia.

A tutto questo, se davvero foste molto depressi, si può aggiungere un po’ di attività (a richiesta) con noi, i nostri collaboratori e i nostri bambini (che non hanno niente) al Centro Para Ti.

Ovviamente la Sambaterapia non esclude il turismo responsabile, sociale e culturale che organizziamo a Rio. Le possibilità sono pressoché infinite.

Il programma è indicativo e variabile a piacere, essendo sartoriale. Ovvero lo facciamo anche per due sole persone. Il motivo è semplice. È il nostro lavoro, ma lo facciamo per passione e non abbiamo alcun bisogno di fare chissà che fatturati. Ci interessa di più divertirci e ospitare amici e/o persone che possano continuare anche dopo a interagire con il nostro progetto.

Se qualcuno dopo questo trattamento torna a casa infelice gli restituiamo i soldi.

Preventivi solo a richiesta. Scrivendo a mauro.villone@gmail.com

A questo link video di Roda de Samba a Rio – Um soriso negro um abraço negro