Il Salone del Libro a Torino

La copertina del nostro libro.

La copertina del nostro libro.

Ogni anno, come di consueto, partecipo in parte come visitatore, in parte attivamente, al Salone del Libro di Torino. Quest’anno ci ho presentato il nostro nuovo libro: “Rio – Unaltrosguardo”. In realtà quello che mi interessa è girare per ore tra gli stand a osservare copertine e sbirciare in qualche volume. Ma andiamo per ordine.

In primo luogo sembra incredibile che questa manifestazione sia così affollata quando si dice che in Italia leggano in pochi. Strano che ci siano centinaia di persone del tutto imbecilli che pagano il biglietto di 10 euro per fiondarsi allo stand, per esempio, della Mondadori, quando la loro libreria cittadina è per forza di cose ben più fornita di titoli. Ma le contraddizioni non finiscono certo qui. Adesso che Picchioni l’hanno fatto fuori continua comunque la fatica degli organizzatori per garantire un sempre maggiore afflusso alla kermesse. Così invitano personaggi come Zalone, che con la cultura hanno sicuramente a che vedere, ma di striscio, mentre non si capisce cosa ci azzecchino con i libri. Naturalmente la sala dove ha sparato le sue memorabili cazzate non solo era piena, ma anche di fronte a una coda chilometrica. Centinaia di sfigati con poche idee si sono accalcati per ore nell’attesa di chissà che. Ne approfitto per una breve digressione. Ho visto l’ultimo film di Zalone decantato da tutti. Lui è davvero simpaticissimo e anche piuttosto intelligente. La trama è una puttanata qualsiasi, poteva essere qualsiasi altra cosa che permettesse di parlare di vizi e virtù di un povero italiano medio. Pieno di gag divertenti come molti altri film, ma lontanissimo dalle opere italiane degli anni ’50 e ’60. Interessante notare come un guitto molto simpatico e arguto, con la faccia da zarro, ma molto intelligente, sia sufficiente per proclamare il nuovo paladino della cultura italiana. Siamo a posto.

Un’altra chicca è la incredibile offerta di argomenti triti e ritriti che, sotto titoli diversi, presentano sempre gli stessi argomenti. Come quelli spirituali, psicologici o di autoaiuto per esempio. Sempre la solita minestra da duemila anni, sempre le stesse cose rigirate in diecimila modi diversi, per vendere libri a chi non ha nessuna voglia di mettersi davvero in discussione e preferisce far finta di evolversi comprando sempre cose tipo: “Il misterioso potere della vostra mente” o “Riprenditi la tua vita con lameditazione” e altre amenità simili, sempre stramaledettamente uguali da un decennio all’altro, da un secolo all’altro.

Tornando al Salone, al di là di incontri, conferenze e dibattiti, come dicevo, quello che mi interessa sono, incredibile dictu, proprio i libri. La manifestazione è una valida occasione, a mio modesto modo di vedere, per avvicinarsi a una enorme quantità di autori e ed editori piccoli e sconosciuti, ma spesso con un sacco di idee. E proprio per questo a me interessano i libri. Li trovo, in sostanza, scrigni misteriosi pieni di idee. In mezzo al marasma commerciale e alle idee vecchie, stantie e stupide, se ne trova anche una gran quantità di buone, stimolanti e innovative. Fa parte del mio lavoro di osservatore, ricercatore e scrittore, confrontarmi con idee altrui per svilupparne a mia volta di nuove. Ma, al di là di questo, trovo semplicemente interessante e piacevole toccare con mano, anzi, vedere con i propri occhi tramite segnetti sulla carta, quanta gente ci sia, piena di entusiasmo, di idee, di speranza e di cose da dire. Le stesse copertine per me fanno parte dello spettacolo. Nelle copertine si trova non solo il lavoro dello scrittore, bensì anche quello di fotografi, grafici, titolisti, editori, in poche parole, in sostanza, di tutto lo staff delle case editrici. Non è una cosa da poco, si tratta di un lavoro di gruppo di mesi che, partendo da un’idea o un insieme di idee, sviluppa un oggetto comunicativo che dovrà veicolare le suddette idee.

In ultima analisi quando giro per gli stand mi pare di sentire innumerevoli voci che raccontano, in milioni di modi diversi, la loro reazione al palesarsi del mondo. Gioia, curiosità, dolore, sarcasmo, dissenso, critica, umorismo, ma sempre per una sola ragione: l’amore. Amore per se stessi, per il resto del mondo, per le proprie idee, per la comunicazione, per il proprio irresistibile desiderio di non rimanere inerte agli stimoli del nostro mondo. Non siamo messi così male, o meglio, nonostante tutto c’è molta gente che ha un sacco di cose da dire.

Le ragioni commerciali non sempre distruggono il flusso di idee, anzi. Il problema di fondo è sempre solo la capacità di essere liberi e di saper vedere in profondità nelle cose. C’è ancora molto da dire e molto da imparare.

PARA TI COSCIENZA E CREATIVITÀ. LO SVILUPPO DELLA COSCIENZA PER UN NUOVO MONDO.

Para Ti (www.parationg.org) esiste da 25 anni per dare sostegno a bambini di favela e alle loro famiglie. È un progetto d’amore.
Nel corso del tempo sono profondamente mutati gli scenari sociali e psicologici. Il Brasile, così come il mondo di oggi non è più quello di quindici o venti anni fa.
Mentre un tempo si lottava tout-court contro la miseria e la fame, oggi si lotta contro la miseria culturale e la fame di amore.
Gli organizzatori del progetto, Mauro Villone e Lidia Urani si occupano, ormai da decenni, di ricerca in ambito culturale e spirituale e sono viaggiatori di lungo corso. A loro si è unito, in qualità di collaboratore, Rogerio Barros, attore e regista teatrale, insegnante di Yoga e Meditazione. Dalla loro ricerca è scaturita la consapevolezza che i punti chiave per uno sviluppo futuro degno di questo nome sono la “Coscienza” e la “Creatività”.
Da qui la determinazione a imprimere ulteriore sviluppo al progetto Para Ti puntando sulla cura della Coscienza con la Meditazione e sull’espressione creativa, con laboratori d’arte, arte-terapia e residenze d’artista.

parati15

Il panorama sociale

Para Ti opera per lo più nella Favela di Vila Canoas. Qui le situazioni sono le stesse che si possono trovare nel resto di Rio, del Brasile, del Sudamerica e, se vogliamo, con punti in comune con alcune che possono incontrarsi di tutto il mondo. Ovvero bambini e ragazzi poveri, provenienti da famiglie distrutte dalla miseria, dall’abbandono e, soprattutto, da alcol e droga, abbandonati a se stessi e privi di una qualsiasi progettualità. Su questo substrato si erge, in Brasile, quello che chiamano sviluppo, che, secondo le statistiche governative, sta creando una nuova “classe media” un po’ più benestante. In realtà quello che sta avvenendo è sì l’aumento del potere di acquisto, incentivato da una selvaggia politica di credito al consumo, ma senza un corrispondente sviluppo sul piano educativo e su quello culturale. Il risultato è l’aumento esponenziale di consumatori di alimenti errati e oggetti superflui che peggiorano ulteriormente la salute e la qualità della vita. Rimangono l’abbandono, la mancanza di educazione e soprattutto di amore per tutti. In questo meccanismo quelli che più sono colpiti sono i bambini che non hanno punti di riferimento, se non la televisione e altri media, e tutto ciò che cresce in loro sono l’arroganza, l’alienazione con giochi stupidi, il possesso di telefonini e il rimpinzarsi di alimenti errati. Uno dei problemi che stanno crescendo in Brasile, come nel resto del mondo, è la cattiva alimentazione con conseguente obesità e altre patologie di diversa natura.
Oltre a questo i bambini delle favelas (e di slum di tutto il mondo) non imparano correttamente nemmeno la loro lingua, non hanno educazione civica e al tempo stesso non possono più nemmeno avere come punto di riferimento le antiche tradizioni, ormai distrutte. Non fanno attività fisica e vivono in tuguri poco illuminati e sporchi, dove per lo più dormono per terra. Spesso non conoscono il padre e, quando i genitori ci sono, con una certa frequenza sono tossici, alcolizzati, trafficanti o in galera.
Ma c’è di più. La violenza e la diffusione di droghe e alcol stanno aumentando. Da un documentario che stiamo realizzando si evincerà come bambini e ragazzi siano estremamente esposti. Almeno il 70% dei bambini da noi intervistati è stato protagonista o ha assistito a episodi di violenza. Le storie che stiamo registrando sono quasi sempre commoventi, talvolta agghiaccianti. Le istituzioni governative rispondono con altra violenza e i poliziotti sono in massima parte corrotti dai trafficanti. L’UPP (Unità di Polizia Pacificatrice) che dovrebbe presidiare il territorio e controllarlo, col tempo si corrompe o comunque non riesce nel suo intento per la ferocia della situazione. I poliziotti sono, in qualsiasi caso, persone mal pagate, armate fino ai denti, che devono sbarcare il lunario e far fronte a una violenza inaudita. Capita con una certa frequenza che si vedano sparare addosso da bambini di 12 anni.

parati16

La sfida

In tale panorama devastante la sfida della nostra piccola organizzazione è quella di portare punti di riferimento materiali, educativi, culturali e spirituali. Da qui l’attività con i laboratori, tenuti dallo staff, da collaboratori a progetto, da volontari.
Nel 2015 parte il nuovo cronogramma che prevede gruppi di 4-6 bambini. Ogni gruppo viene seguito da un operatore.
I laboratori principali sono:
1. Meditazione
2. Rinforzo scolare
3. Artigianato artistico
4. Fotografia e Video
5. Cucina
6. Arte e Arte-terapia
7. Teatro, musica ed espressione psico-fisica
8. Attività ludiche diverse

Ai laboratori si affiancano i colloqui e le interviste individuali. Le interviste possono essere registrate per il documentario in preparazione. Ogni famiglia (o, spesso, chi ne fa le veci) ha sottoscritto l’autorizzazione all’utilizzo dell’immagine dei figli per soli fini di documentazione e divulgazione del progetto Para Ti.
Sono previsti colloqui a scadenza bimestrale con i genitori o con chi ne fa le veci. Anche alcuni degli adulti della comunità saranno intervistati.

Le attività sono parzialmente aperte anche agli adulti. I familiari dei bambini e altri delle favelas potranno partecipare gratuitamente. Chi viene da fuori può essere protagonista di un’esperienza straordinaria e lasciare un’offerta.

Nostra intenzione è coinvolgere, nei limiti del possibile, anche persone lontane da questo mondo, ma che hanno estremo bisogno di aiuto (e ne sono consapevoli), come trafficanti e border-line di varia natura. Abbiamo già cominciato. Non si tratta più di un dovere istituzionale o governativo, ma una situazione di emergenza che dovrebbe coinvolgere tutti, ma potrebbe trasformarsi in opportunità di profondo cambiamento.

Questo progetto non serve a fare beneficienza, bensì a dimostrare che l’abbandono, la miseria, anche culturale, la solitudine, la violenza, si possono combattere, e vincere, con l’amore, la condivisione, il dialogo, la meditazione profonda.

Mauro Villone

Unaltroviaggio a Rio de Janeiro

Testo di Mauro Villone – Foto di Mauro Villone e Lidia Urani

Il Brasile sta vivendo un momento molto particolare. Uscito in meno di dieci anni, nell’immaginario collettivo, dal limbo dei paesi del “terzo mondo” si è avviato verso uno sviluppo industriale, commerciale e produttivo senza precedenti. Lo sviluppo è legato anche allo sfruttamento di fonti di energia di diversa natura. Non si tratta di una situazione meravigliosa nonostante le apparenze poiché lo sfruttamento del territorio pregiudica la salvaguardia dell’ambiente e delle popolazioni indigene.

D’altra parte invece lo sviluppo turistico, ancora contenuto, tende ad essere responsabile e consapevole. Così è ancora largamente possibile esplorare un paese autentico, ricco di tradizioni, splendido sul piano ambientale, poco contaminato sul piano umano e culturale, sia nelle aree rurali che in quelle urbane.

In particolare Rio de Janeiro, la Cidade Maravilhosa, realmente una delle più incredibili città del mondo, sia sul piano umano che su quello ambientale, riserva una quantità enorme di sorprese, persino per i suoi stessi abitanti. Il tessuto urbano si snoda tra oceano, lagune, montagne e foresta vergine. L’agglomerato urbano, vastissimo con oltre 7 milioni di abitanti, è estremamente vario e passa da tranquilli quartieri residenziali ad affollatissime zone commerciali, da viuzze tra antiche costruzioni a avenue dove torreggiano moderni grattacieli. Impossibile conoscerla tutta nell’arco anche di molti anni. Il turismo tradizionale solo ora sta timidamente volgendo il suo interesse verso attrazioni culturali che non siano i classici Pan di Zucchero e Corcovado. Lo stesso Carnevale è tutto sommato ancora un mistero per i viaggiatori e persino per gli stessi Carioca.

Difficile indicare per Rio de Janeiro una o più attrazioni sul piano turistico. La statua del Cristo Redentore è stata assurta a simbolo della città ed è senza alcun dubbio suggestiva. Ma in realtà quello che “fa” Rio è tutta la metropoli nel suo insieme e soprattutto i suoi abitanti. Una delle attività più interessanti è passeggiare per le strade dei quartieri centrali, lungo le spiagge di Ipanema e Copacabana, tra i Botequim (i tipici locali di ristoro, in realtà anche luoghi di ritrovo sociale e culturale).

Per questa ragione abbiamo ideato il progetto Unaltrosguardo. Il progetto è nato sei anni fa come laboratorio fotografico per i bambini che frequentano il nostro centro Para Ti, sito nella favela di Vila Canoas. Hanno realizzato immagini talmente belle da meritare l’esposizione in mostre e gallerie in Brasile e in Italia. Ci siamo accorti che la visione proposta dai bambini era molto diversa non solo da quella degli adulti, ma anche da quella di altri bambini nel mondo. Il progetto Unaltrosguardo si è quindi evoluto diventando via via un blog, una rubrica sul giornale www.lastampa.it e ora una proposta di viaggio alternativo. Per l’appunto Unaltroviaggio, parte dei cui proventi sono impiegati proprio nello sviluppo del progetto sociale Para Ti.

Con Unaltroviaggio intendiamo proporre a viaggiatori consapevoli e responsabili la visione di un mondo profondamente umano ed emozionante, ma anche incredibilmente divertente e pieno di energia. Di seguito un rapido excursus, corredato di immagini, su una selezione di alcune delle nostre proposte. La quantità di stimoli offerti da Rio de Janeiro e dalle aree limitrofe è enorme. Tanto è vero che stiamo progettando un libro, in parte fotografico e in parte guida di servizio, che possa dare un’idea. Senza alcun dubbio non è facile sintetizzare in poche pagine la nostra proposta, ma ci proveremo con una stretta selezione di testi e immagini.

Per cominciare queste sono alcune belle (e stereotipate) immagini di Rio

Rio de Janeiro è molto di +

Base del viaggio a Rio è Guesthouse Para Ti, accanto al centro omonimo. I nostri ospiti possono pernottare in confortevoli stanze, alcune delle quali arredate con accessori di design, prodotti con materiali di riciclo da artigiani specializzati. Altre stanze e suite si trovano in Villa Urani, casa museo che ospita reperti raccolti in tutto il Brasile dalla famiglia Urani in 30 anni di viaggi per il paese.

Nel Centro Para Ti è possibile partecipare alle attività con i bambini e altre attività culturali che vengono organizzate ogni anno dalla direzione. Attività ludiche, workshop, doposcuola. Da Para Ti passano ogni anno 14.000 viaggiatori responsabili interessati alla favela e ai progetti sociali, molti artisti e i padrini che adottano i bambini a distanza. Talvolta i padrini vengono a Para Ti dall’Italia a trovare i loro figliocci.

A Para Ti e Vila Canoas si è girato il video “Mira” della cantante di Jazz-Blues Melody Gardot, mentre Ivan Tanteri, artista e regista teatrale, direttore del Festival di Rieti, ha realizzato spettacoli di strada coinvolgendo la gente della comunità.

I bambini provengono da diverse favelas, ma soprattutto da quella limitrofa di Vila Canoas. Alcuni anni fa abbiamo realizzato un workshop fotografico con loro. Sono stati così bravi da meritare la pubblicazione in un libro e in alcune mostre in Italia e in Brasile.

Una troupe coreana fa un documentario alla Para Ti

Intervista di Rede Globo a Vila Canoas

Cucina brasiliana a Para Ti

Degustazioni di produzioni tipiche nella gastronomia di Vila Canoas

Escursioni nella foresta pluviale con guide esperte

Feste

Visite dei padrini che adottano a distanza i bambini di Para Ti

La favela di Vila Canoas è una piccola comunità dove è possibile conoscere l’ambiente e la vita di favela in assoluta sicurezza. Si possono anche frequentare i luoghi di ristoro tipici e gustare la cucina locale, povera, ma gustosa. Di seguito alcuni scenari tipici.

Vila canoas vista dalla terrazza di Para Ti, con sullo sfondo il Parco Nazionale della Tijuca

la montagna di Pedra da gavea che sovrasta la favela e l’abitato di San Conrado

Nelle immagini precedenti scenari e personaggi tipici delle favelas.

Madeinfavela

In Vila Canoas e altre comunità si trovano artigiani che sono uno dei fiori all’occhiello della cultura brasiliana. Molti utilizzano anche materiale di riciclo. La produzione è di un livello tale da indurci a creare il marchio Madeinfavela che produce, valorizza e commercializza prodotti artigianali di design per l’abbigliamento e l’arredamento. Alcune delle stanze di Para Ti Guesthouse sono arredate con produzioni Madeinfavela, che utilizzano materiali di riciclo.

Borse e accessori realizzati con gancetti di lattine.Per ulteriori info su Madeinfavela® vedi nostro sito www.parationg.org e http://madeinfavelabrasil.blogspot.org

Sottopiatti e accessori realizzati con carta riciclata

Borse realizzate con vecchi cartelloni pubblicitari

Cappelli realizzati con vecchi teloni di camion

Borse realizzate con vecchi dischi in vinile, tubu elettrici, sacchi della spazzatura

Sopra. accessori moda realizzati con erbadoro, prodotto naturale tipico brasiliano

Nelle immagini precedenti creazioni di design italo-brasiliane che utilizzano collane realizzate con semi tipicamente utilizzati dagli indios, camisete tipiche, nastrini, carta giornale, fondi di caffè, plastica, tessuti del carnevale, etc.

Nelle immagini precedenti giocattoli realizzati con materiali di riciclo: tappi plastica, nastro magnetico, pluriball, lana, nastro plastica, vecchio rasoio, rete di plastica, palline da ping-pong, etc.

Luciano, uno dei nostri artigiani che realizzano giocattoli, accessori di design, opere d’arte

Borsa realizzata con tele di vecchie sdraio

Vecchia borsa ricoperta di fumetti e plastificata

A 300 metri da Para Ti Guesthouse si trova la spiaggia di San Conrado, dove è anche possibile partecipare a voli in deltaplano e parapendio partendo dalla sovrastante Pedra Bonita. Nei pressi si trovano il Gavea Golf, uno dei campi più rinomati del mondo e Villa Riso, antica fazenda oggi centro per incontri mondani e culturali.

A meno di un chilometro da Vila Canoas si trova la favela della Rocinha, la più grande del mondo con centinaia di migliaia di abitanti, un ambiente e una vita del tutto peculiari, anche molto difficile. Alcuni dei bambini di Para Ti provengono da qui. Nella favela si trovano Boutequim tipici dove si può fare uno spuntino o cenare gustando specialità tipiche.

Dalla Rocinha si possono raggiungere le spiagge di Ipanema e Copacabana, ricche di vita e di locali tipici.

Il centro di Rio, con i quartieri Centro, Cinelandia, Catete, Carioca, Botafogo, Santa Teresa ha conservato molti suggestivi edifici di epoca coloniale e molte chiese, nonché palazzi istituzionali come il Teatro Municipale e la Biblioteca Nazionale, che si mescolano con architetture più recenti e grattacieli.

In centro si trovano numerosi Boutequim tra le strette viuzze e mercati tipici come quello permanente di Sahara, quello del sabato di Praça XV, quello domenicale di Praça Osorio e molti altri.

Girare per le strade senza meta è una delle attività più divertenti per partecipare alla street-life e gustare sia il cibo di strada che quello dei numerosi boutequim e di locali rinomatissimi come la Confeitaria Colombo, risalente al periodo coloniale francese.

Venditrice di pop-corn

Frutta e succhi per la strada

street churrasco

Tipici gamberi alla paulista, con aglio e olio

Self service a kilo

Churrasco

Moqueca di pesce

Moqueca di gamberi

Tipica Confeitaria Colombo, rinomato locale coloniale francese

È una città d’arte piena di artisti visuali e musicisti. La vita notturna si sviluppa soprattutto nel tipico quartiere di Lapa e nei suoi locali di Samba. Vecchi palazzi residenziali, di cui alcuni in rovina e altri in fase di recupero sono lo scenario in cui si muovono, soprattutto nei fine settimana, tra le strade e i locali notturni, personaggi di tutti i generi. Artisti, ballerini di samba, transessuali, prostitute, venditori ambulanti, musicisti, attori, visitatori animano la città antica, una tra le zone più vivaci della città.

Rio è praticamente tappezzata di graffiti. Sono legali, e i loro autori, artisti di altissimo livello sono esposti in gallerie di Los Angeles e altre città del mondo.

Ed è piena di musei e gallerie

MAM – Museo di Arte Moderna

Museo di belle arti

Museo Casa do Pontal

Museo Casa do Pontal – Artigianato tipico nordestino

Ma uno dei luoghi più tipici e quasi del tutto sconosciuto ai turisti è Fiera di San Cristovao, tipica del Nordeste, con spettacoli di autentica musica nordestina come il Forrò e dove si può acquistare letteralmente di tutto, dall’artigianato ai cibi alle erbe miracolose e si può cenare in loco.

Altri luoghi del tutto fuori dai circuiti turistici sono i Centri Spirita, dove per curare la gente nel corpo e nello spirito si incontrano medici ospedalieri, veggenti, medium, sciamani, fisici nucleari, astrofisici, psicologi, psichiatri, volontari, mistici, sacerdoti, infermieri. Posti incredibili, molto affollati dalla gente del posto tutti i giorni. Insieme alle feste religiose, agli sciamani metropolitani, ai curanderos indigeni, al candomblé, alla macumba e ai culti allucinogeni del Santo Daime e dell’Ayahuasca, rappresentano uno degli scenari mistico-religiosi sincretistici più complessi del mondo. Anche a Capodanno la gente si reca, vestita di bianco, sulle spiagge con fiori e candele, specie a Copacabana, dove si scatena anche uno degli spettacoli pirotecnici più grandiosi del mondo.

In questa e nelle immagini precedenti la Festa di San Giorgio

Macumba sulla spiaggia

Offerte di fiori e candele nella sabbia

Santo Daime: il culto allucinogeno dell’Ayahuasca

Capodanno a Copacabana

Cidade do Samba e Carnevale

Altro luogo ancora poco conosciuto poiché esclusivo della vita culturale Carioca è la Cidade do Samba, il posto dove nasce il Carnevale dalla progettazione alla costruzione e confezionamento di carri e costumi da parte di migliaia di volontari. Il Carnevale di rio è probabilmente la festa più scatenata e conosciuta del mondo, ma il dietro le quinte e, soprattutto, i suoi significati psichici e sociali profondi sono tuttora un mistero. Cidade do Samba e scuole di Samba sono le matrici del Carnevale indissolubilmente legate alla vita popolare e alle favelas.

Nelle pagine precedenti la follia del Carnevale per le strade, nel metrò e al sambodromo.

Il Jardim Botanico, essendo ai tropici è uno dei più rinomati del mondo. Ma la natura a Rio de Janeiro è padrona, e si possono fare escursioni nella foresta vergine sulle montagne che circondano la città.

Zona Norte. La zona nord di Rio è un’unica ed enormemente estesa favelizzazione. Non è certo prevista nei circuiti turistici consueti, ma si tratta di un’area interessantissima, sia per lo stile di vita e l’ambiente umano, sia per gli esercizi commerciali tipici. Vi si trovano una sociologia e un’antropologia completamente diverse dal resto della città e ancor più lontane dalla consueta vita cittadina europea. Si avvicina forse di più alle banlieu di Parigi e alle periferie delle megalopoli americane. In questi posti si trovano persone come il nostro amico Padre Renato che con la sua Casa do Menor da 30 anni salva i bambini di strada che in Brasile sono più di 7 milioni. Qui si svolgono numerose attività. Tra le altre il nostro amico Ivan Tanteri ha realizzato uno spettacolo dove gli attori sono stati proprio i bambini e i ragazzi di Padre Renato.

Nelle immagini precedenti alcuni ambienti della baixada fluminense, della zona norte, della Central do Brasile e in generale dei suburbi dove si svolge la vita della maggioranza, povera, della popolazione di Rio.

Nella Zona Norte , nella zona della Central do Brasil e nelle favela si trovano strutture, come il nostro Centro Para Ti, che sostengono bambini, ragazzi e famiglie e combattono contro il disagio e il narcotraffico. Una di queste strutture e il centro sportivo e di artigianato della Mangueira (foto qui sotto), un’altra è la Casa do Menor di Padre Renato.

I villaggi di montagna come Petropolis e la zona di Visconde de Mauà sono ancora incontaminati e vi si possono fare gite a piedi e a cavallo anche di diversi giorni. A cavallo e a piedi si può percorre la Estrada do Ouro, il cammino dell’oro che andava dalle miniere del Minas Gerais fino al porto di Paraty.

Nelle pagine precedenti le passeggiate a cavallo in montagna, le architetture tipiche dei villaggi, i locali aperti la sera e i luoghi dove si può pernottare, i paesaggi di montagna e dalle montagne sul villaggio coloniale di Paraty.

Paraty è una città coloniale patrimonio dell’Unesco con un passato storico legato ai pirati, all’oro, alla pesca, alla canna da zucchero e al commercio. Si trova in una baia disseminata di centinaia di isole, una sorta di piccolo mediterraneo con acque tranquille dove si possono effettuare escursioni in barche tipiche di legno anche privatamente. In città si possono anche effettuare escursioni con vecchie carrozze trainate da cavalli e sono numerosi i ristoranti tipici oltre che brasiliani anche argentini e italiani. Si pernotta in pousadas storiche molto eleganti ricavate da antiche ville coloniali.

Nelle immagini successive alcuni scorci della città coloniale di Paraty.

La zona sud-ovest di Rio de Janeiro è di recente urbanizzazione, ma “Barra”, com’è denominata, presenta alcune caratteristiche interessanti. In primo luogo il litorale chilometrico disseminato di boutequim tipici sulla spiaggia e animato da numerosissimi venditori ambulanti di cibi e artigianato. Retrostante il litorale si può esplorare una vasta laguna, dove si trovano ancora i jacaré (piccoli coccodrilli), con piccole barche oppure con imbarcazioni di maggiori dimensioni sulle quali è possibile cenare al lume di candela. Nella zona interna commerciale si può visitare un negozio con un’enorme esposizione di pietre dure e semipreziose talmente straordinario che potrebbe tranquillamente essere un museo. Vi si possono fare ottimi acquisti.

Pochi chilometri oltre poi si trova lo straordinario Parco Nazionale di Grumary, spiaggia e foresta incontaminate. Sia nel parco che nella foresta retrostante è pieno di ristorantini molto caratteristici dove si possono gustare pesce, crostacei e altre specialità in un ambiente tipicamente e totalmente brasiliano.

Prima di Barra si trova la foresta della Tijuca, parco nazionale, tra le montagne, come Pedra da Gavea e Pedra Bonita sulle quali si possono effettuare escursioni che portano a paesaggi mozzafiato. Nella Tijuca si possono effettuare escursioni con le nostre guide che hanno vissuto nella foresta fin da bambini e conoscono il linguaggio degli uccelli oltre alle piante utili e ai frutti commestibili.

Fazende del caffè

Nei dintorni di Rio si trovano numerose antiche fazende del caffè dove si può gustare l’atmosfera dell’antico passato coloniale ed effettuare suggestive escursioni.

Quilombo

I quilombo sono gli antichi insediamenti degli schiavi liberati. Si trovano nelle foreste di tutto il Brasile e quindi anche nello stato di Rio de Janeiro. Sono realtà ancora molto autentiche e vivaci che hanno mantenuto l’atmosfera di un tempo.

Niteroi

Nella prima cintura di Rio si trovano città moderne che presentano caratteristiche molto interessanti. Una è Niteroi, capitale dello stato di Rio. Interessante soprattutto per la vista sulla baia di Guanabara e Rio all’orizzonte e per le architetture avveniristiche come il ponte sulla baia e il museo di arte moderna di Niemeyer.

Rio de Janeiro è anche una città di forti contrasti. Vi si possono trovare anche luoghi storici ed estremamente eleganti, oltre alla già citata Confeitaria Colombo….

Atelier di designer famosissimi

Ristoranti di design

Ristoranti classici

Ma quello che rimane di Rio de Janeiro sono soprattutto le atmosfere

il calore umano

Le sue stranezze e la sua follia

PER ULTERIORI INFO SCRIVERE A: info@turinphotofestival.com