Carioca Healing

Testo e foto: Mauro Villone

Brasil

Brasil

Ho lanciato un progetto, legato all’ospitalità nella nostra Para Ti Guesthouse a Rio, che ho intitolato Carioca Healing (Cura Carioca). Approfitto della richiesta di spiegazioni da parte di una cara amica di Torino, per illustrarne il concept.
Io divido la mia vita tra Piemonte, Rio de Janeiro e altre località che incontro nei miei viaggi. Francamente mi trovo molto bene ovunque, ma è altrettanto vero che esistono differenze sostanziali di varia natura tra un posto e l’altro. Differenze di energie, di paesaggi, di persone e via dicendo. Ogni luogo ha le sue caratteristiche. Il Brasile è dotato di un altissimo livello di energia, che si riscontra nel paesaggio, nella natura e nei suoi stessi abitanti, incluse le attività che vi si svolgono. Rio de Janeiro in particolare è un po’ la capitale culturale del paese e qui si possono trovare, pur tra innumerevoli problemi, una quantità di aspetti della vita quotidiana che hanno, a mio parere, una valenza “terapeutica” sul piano psico-fisico e spirituale. Naturalmente non voglio affatto dire che ci si possa curare solo stando qua un po’ di tempo. Il termine terapeutico lo utilizzo con licenza poetica per dire che assorbire la filosofia carioca può essere utile per lasciar andare moltissimi di quei pensieri che non sono altro che costruzioni mentali indotte dalla frenetica vita lavorativa occidentale.
A Rio lavoro parecchio. Ciò non toglie che sia riuscito a fare miei alcuni degli atteggiamenti tipici del popolo brasiliano. Proprio la quantità di problemi legata alla carenza di servizi, di impiego e, un tempo, di cibo, insieme al mix di culture e provenienze etniche e culturali, ha creato un popolo che ha fatto del rilassarsi in ogni momento una sorta di bandiera. È facilissimo sentir dire a un brasiliano, di fronte a una qualsiasi difficoltà cose tipo: Não esquenta a cabeza (non ti scaldare la testa), fica tranquilo (stai tranquillo), ‘ta redondo (stai rotondo), toda joia (è tutto prezioso), fala meu amor (dimmi amore mio), tudo bem meu irmão (tutto bene fratello), beleza… o altre cose di questo tipo. L’atmosfera del paese, anche dove si possono incontrare difficoltà non indifferenti, è sempre rilassata e tranquilla. A questo va ad aggiungersi una propensione storica alla solidarietà, radicatasi soprattutto nelle fasce povere della popolazione, che per secoli ha dovuto lottare contro difficoltà di ogni tipo. È tutt’altro che infrequente incontrare propensione all’aiuto in qualsiasi frangente, anche tra persone che non hanno niente. È difficile essere abbandonati in Brasile. E poi l’allegria. Il popolo brasiliano, proprio per affrontare una vita non facile, ha fatto dell’allegria il proprio stendardo e se il famoso Carnevale qui è tra i più scatenati del mondo, la felicità, il Samba, la musica, il sorriso sono la vita quotidiana. E poi l’abbraccio. A parte il fatto che l’abbraccio in sé è terapeutico, come è stato dimostrato scientificamente da equipe mediche, poiché sviluppa ossitocina (l’ormone dell’amore), l’abbraccio brasiliano è qualcosa di veramente sorprendente e toccante. Un famosissimo Samba canta, tra le altre, le seguenti parole: “Um sonriso negro, um abraço negro, la felicidade” (non credo serva traduzione). Ed è realmente così, non c’è niente che possa aggiustare una giornata, anche passata tra mille difficoltà, più del simpatico e solare sorriso di una negra o lo stritolante abbraccio di un negro. È spesso addirittura commovente.

Emozioni

Emozioni

(A proposito, la parola negro qui non ha alcuna accezione negativa e designa solo una persona dalla carnagione scura. Non amo il ridicolo e pacchiano “di colore”, totalmente fuori luogo, visto che il colore ce l’hanno anche i bianchi, per l’esattezza una sorta di rosa maialino. E finiamola con ‘ste cazzate).
Tutto quanto descritto prima è fondamentale. A questo si aggiungono cose che si trovano in molte altre parti del mondo come le spiagge, il sole, l’oceano, le cascate, le foreste, le isole, i deserti, ma tutto questo, supportato da gente come quella descritta prima, fa del Brasile e di Rio posti che possono davvero avere un profondo impatto sulla psiche, sul fisico e sullo spirito delle persone.
Detto questo. In cosa consiste il programma?
La permanenza può ovviamente anche essere a tempo indeterminato, ma noi abbiamo ipotizzato un assaggino di dieci giorni con il seguente programma. (Anche se è chiaro che non c’è niente di obbligatorio, ci mancherebbe altro).
Sveglia al mattino e colazione. Meditazione e Yoga con Rogerio Barros, istruttore qualificato che è responsabile del settore, e fa Meditazione Infantile con i bambini del nostro centro Para Ti. Chi lo desidera può fermarsi qualche ora al centro per partecipare alle numerose attività con i bambini quali pittura creativa, cucina e fotografia.
Nel periodo sono previste due escursioni nella foresta del Parco nazionale di Tijuca, di cui una con il nostro amico e collaboratore Xepa, grande conoscitore delle piante tropicali (anche se non sa scrivere). Ci si porta il pranzo al sacco nella foresta, dove si può anche fare il bagno di cascata. Chi vuole può partecipare alla meditazione che faremo nella foresta.

Escursione nella foresta di Tijuca con Xepa

Escursione nella foresta di Tijuca con Xepa

Le altre escursioni, parte in van collettivo, parte in fuoristrada e parte in autobus o taxi, toccheranno i must della città come il Cristo del Corcovado e il Pan di Zucchero. Ma anche una quantità di luoghi molto meno conosciuti della città. La Pedra do Sal, oggi luogo di ritrovo con musica, samba e artisti, ma un tempo dove gli schiavi portavano il sale ad asciugare. Il quartiere di Urca, con la passeggiata in un Parco Naturale e lungo la Baia di Guanabara, dove si trova il porto peschereccio e uno dei bar sulla strada più frequentati da universitari e intellettuali. Il quartiere Lapa, con i locali notturni e Santa Teresa con i ristoranti con vista sulla città. La sorprendente isola di Jigoya, nella laguna di Barra.
Ma la cosa più importante è l’interazione con i Carioca. Questa avviene ovunque, ma ci sono situazioni specifiche che sono i locali e le scuole di Samba, dove ci vogliono cinque minuti per essere accolti da grandi amici e le Rodas de Samba, interminabili concerti di grandi artisti e comuni appassionati, che hanno luogo per lo più sulle spiagge, tra le quali le più famose del mondo: Ipanema e Copacabana.

Candomblé

Candomblé

Sempre in condivisione con la gente del luogo può capitare di assistere (e forse partecipare) a un rituale di Candomblè sulla spiaggia. Per quanto riguarda il Candomblé per chi lo desidera possiamo organizzare una mattinata in un Centro di Candomblé vero e non per turisti, dove si può fare un “banho de descarrego”, un bagno rituale con acqua e erbe per scaricare le energie negative e poi dedicare un po’ di tempo in tutta tranquillità, rilassanosi nelle diverse “case degli spiriti”. È gratuito, basta fare un’offerta.
Sempre a richiesta, se si è disposti a dedicare un intero pomeriggio si può essere visitati nei “Centri Spirita” (sempre gratuitamente e facendo un’offerta) da medici ospedalieri (e medium), che collaborano con pranoterapeuti, fisici quantistici, spiritisti, veggenti e medium. In pratica si partecipa a un percorso nel quale eventuali patologie vengono affrontate da diversi punti di vista. In questo i brasiliani sono avanti di anni luce. Per quanto riguarda i guaritori, in generale in Brasile ce ne sono alcuni tra i più potenti del mondo, ovviamente per avvicinarli ci vuole tempo e occorre quindi un’ampia preparazione preventiva. Cito queste possibilità non perché sia possibile usufruirne i dieci giorni, ma per dare un’idea dell’ambiente generale. Per chiunque fosse interessato ad approfondire è possibile organizzare incontri seri, ma che proprio per tale ragione richiedono preparazione sia degli ospiti, sia da parte nostra.

Roda de Samba

Roda de Samba

Le sere che non sono dedicate alla “movida carioca” si possono passare nella nostra sede, immersa nella foresta, dove talvolta abbiamo ospiti musicisti e cantanti di samba.
Chi desidera sperimentare degli sport, oltre all’ecoturismo, può optare per la bicicletta, il parapendio, il deltaplano, il surf, il body-board e il kyte-surf, ma può anche sperimentare una seduta di Capoeira.
Una ulteriore escursione prevista è al parco naturale marino di Grumary, fuori città, dove dopo una giornata dedicata all’oceano si può cenare in “boutecos” tipici, che si trovano nei pressi del parco in una vallata immersa nella foresta.
Ma esiste un altro aspetto estremamente importante per chi vuole capire come si può vivere (e sopravvivere) allegramente, anche quando non si ha niente. È possibile fare, accompagnati da noi ed eventualmente da altri amici del luogo, un giro nelle favelas. Avvicinandosi con il massimo rispetto a chi vive in un mondo poverissimo, ci si può rendere conto di come tutto ciò che diamo ampiamente per scontato non lo sia affatto e come possano essere feroci le disuguaglianze, passando dai centri commerciali più eleganti del mondo alle fogne a cielo aperto a meno di trecento metri da essi. Quello che risulta, a un animo sensibile, è quanto sia miserabile il lusso pacchiano e quanto possa essere nobile lo stile di vita di persone che faticano letteralmente a mettere insieme il pranzo e la cena.
Tornare poi al nostro Centro Para Ti, con 50 bambini della vicina favela, ai quali diamo assistenza educativa, è sufficiente per vedere, una volta per tutte, le cose con “unaltrosguardo”.
Le profondità di Rio di certo non finiscono qui, ma mi fermo poiché credo sia sufficiente per trasmettere cosa sia ciò che chiamiamo “Carioca Healing”. Un’esperienza forte e profonda, con un tasso emotivo altissimo che, se si è ricettivi a sufficienza, può cambiare se non la vita, per lo meno il punto di vista.

Samba, samba, samba....

Samba, samba, samba….