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La concezione mitica dell’esistenza

La concezione mitica dell’esistenza

 

  1. Il Punto di Vista

La concezione dell’esistenza è un fatto soggettivo, ma che non può prescindere da osservazioni oggettive. Ovvero, è possibile avere un’opinione personale di come sia la realtà della vita, ma questa opinione può formarsi solo dopo aver vissuto esperienze e osservato fatti.

I punti di vista sono innumerevoli, miliardi e miliardi. Addirittura la stessa persona può avere punti di vista differenti nel tempo e nello spazio a seconda delle circostanze.

Esistono però correnti di pensiero, le quali, con buona approssimazione, possono radunare concetti che vengono condivisi da un certo numero di persone.

Nel corso della storia si sono formate numerose correnti, perlopiù ascrivibili a una scuola filosofica piuttosto che un’altra.

Quello che a noi interessa in questa sede sono due punti di vista specifici. La concezione meccaniscistica della vita e quella spiritualista.

La prima vede la vita e di conseguenza l’essere umano come una macchina. Qualcosa che può essere programmata, studiata, sezionata, suddivisa, riparata, modificata. Una cosa che ha un inizio, un percorso e una fine nel mondo materiale visibile e analizzabile.

La seconda vede l’essere umano e la vita in genere come un qualcosa di estremamente articolato, che esiste e opera sia nel visibile che nell’invisibile, costituito da diversi livelli energetici, dei quali il mondo fisico e materiale è solo uno. In una continua trasformazione senza inizio né fine.

Ambedue sono concezioni sperimentabili. Ma i materialisti, scientisti e riduzionisti, che credono nella prima ipotesi negano la possibilità che possa esistere la seconda. Mentre chi crede nella seconda ipotesi non nega affatto la prima e crede che la scienza abbia eccome la propria validità, anche se solo fino a un certo punto.

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Gli spiritualisti, attraverso una quantità enorme di tecniche possono sperimentare diversi stati di coscienza e diverse realtà invisibili sul piano fisico. Naturalmente gli scientisti spiegano che tali esperienze siano riconducibili a tutta una serie di connessioni nervose e di flussi biochimici. Mentre gli spiritualisti ritengono che tali esperienze trascendano la materia e che il sistema nervoso e fisico non sia altro che il terminale, per l’appunto fisico e inoltre temporaneo, di esseri che esistono già su altri livelli energetici che si trovano nell’invisibile.

  1. Il dibattito infinito e la materia oscura

Questo dibattito è infinito e dura da secoli. Potrebbe non finire mai oppure a un certo punto gli scientisti potrebbero scoprire evidenze scientifiche della realtà del mondo invisibile. In parte questo sta già avvenendo, poiché la fisica quantistica già da tempo ha ipotizzato la presenza nell’universo di quella che hanno chiamato “materia oscura”. Una quantità di materia che “dovrebbe” esistere per precise esigenze gravitazionali, ma che non si vede. Costituirebbe addirittura dall’85% al 95% della massa dell’intero universo. C’è, ma non si vede.

Anche se il discorso è enormemente più complesso. Poiché l’uomo occidentale ha sempre cercato di trovare una spiegazione per ogni cosa. Una motivazione, un nesso causale, una logica. Tutto deve trovare una spiegazione scientifica. Tutto deve trovare un posto, un senso.

Ed è del tutto ovvio che qualsiasi senso, qualsiasi nesso, può esistere solo in virtù di parametri di riferimento arbitrari. Parametri che nell’infinito, al di fuori degli arbitrari assi cartesiani, non esistono.

D’altra parte ogni evento, ogni più piccolo movimento, qualsiasi cosa, non è casuale, ma al tempo stesso contiene un fattore X che non si può spiegare, si situa al di fuori di tutto, nessuno lo può fermare o catalogare. L’uomo occidentale vi si accanisce senza sosta, poiché vuole capire, spiegare, razionalizzare, controllare, dominare.

Gli stregoni messicani lo chiamano “il sussurro del Nagual”, quelli dell’Amazzonia “la Forza”, gli Aborigeni “il Sogno”, i Veda parlano di “Vastità”. È qualcosa alla quale gli esseri illuminati si arrendono senza condizioni, cadendo in un estasi senza tempo, libera dalle catene della mente e dell’io, e che per tutti gli altri è una prigione senza vie di uscita.

  1. La visione spiritualista

Personalmente la mia inclinazione naturale è quella di avere una visione spiritualista. In particolare, leggendo gli scritti del grande studioso delle religioni del 900, Mircea Eliade, anni fa, rimasi colpito da una sua frase. Diceva “l’uomo occidentale dovrebbe avvicinarsi a una visione mitica dell’esistenza”. Il gande studioso si riferiva al fatto che l’antropologia e l’etnologia, così come lo studio delle religioni, erano enormemente distaccate dall’esperienza spirituale e analizzavano l’esperienza mistica e religiosa come un qualcosa di meccanico, perlopiù appartenente a menti primitive. Rilevava l’arroganza degli studiosi occidentali, sicuri di appartenere a una compagine capace di capire come realmente stessero le cose, grazie all’aiuto dell’analisi e della ragione.

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Questo atteggiamento esiste ancora oggi. Un altro studioso, un antropologo tedesco, successivo a Mircea Eliade e tuttora vivente, Holger Kalweit ha ulteriormente approfondito questo tema, già dai primi anni 80 del secolo scorso.

E un altro antropologo del 900, americano, Michael Harner, considerato il più grande esperto di sciamanesimo di tutti i tempi, si giocò la carriera accademica, per diventare lui stesso sciamano, con l’utilizzo di piante psicotrope e del tamburo. La lunga permanenza con indigeni di Sud e Nordamerica lo aveva lentamente trasportato sull’altro versante dell’esistenza, dal razionale all’irrazionale.

Michale Harner divenne così, da professore di sciamanesimo all’università, insegnante di tecniche sciamaniche a Esalen, storicamente il primo centro olistico della nostra era, nato negli anni 70 in California. Qui divenne Maestro del mio Maestro Carlos Sauer, il brasiliano da cui ho appreso a suonare il tamburo e a cantare i canti sciamanici.

Io credo che quanto sostengono questi studiosi sia estremamente interessante e, di fatto, possa essere sperimentato con l’esperienza personale.

La concezione “mitica” dell’esistenza, che per me va addirittura oltre la concezione spiritualista, mette in gioco tutto quello che ha a che vedere da millenni con la vita dell’uomo. Mitologia, divinità, alchimia, magia, stregoneria, ombre, luci, psicologia del profondo, esoterismo, vite precedenti e parallele, fiabe, leggende, spiriti, credenze, visioni, sogni, incubi e misteri.

Tutto questo può quindi essere non solo oggetto di studio, bensì sperimentazione psichica e spirituale sulla propria pelle.

Questo gigantesco affresco che parte dalla preistoria, o forse ancora prima, il quale attraversa mondi su mondi, universi mitici e mistici, è sempre stato oggetto di interesse da parte di sciamani e ricercatori spirituali. Oggi questo interesse si è diffuso enormemente e progressivamente. L’interesse per la magia, l’esoterismo e lo spiritismo esiste nel mondo occidentale fin da XIX secolo e ha poi avuto un grande incremento a causa dell’epopea coloniale, che ha portato presso gli occidentali una quantità di credenze e di pratiche esotiche. Un ulteriore incremento lo abbiamo osservato dagli anni 60 del secolo scorso a oggi, con un progressivo riavvicinamento di individui e gruppi occidentali alle culture e alle pratiche indigene e orientali.

  1. Il vero cambiamento

Io ritengo che questo processo non sia certo casuale. Si inserisce a meraviglia in quello che è lo sviluppo culturale e spirituale di tutta l’umanità. Gli occidentali hanno un estremo bisogno di riscoprire le proprie radici spirituali. Gli indigeni rimasti sentono la necessità di comunicare la propria ancestralità al resto del mondo. Insieme si possono fare grandi cose e tutto questo sta avvenendo, anche se non senza difficoltà.

Oggi molte delle tecniche esotiche, sciamaniche e spiritualiste, si sono diffuse in occidente. Questo processo ha inoltre risvegliato l’interesse per pratiche spirituali arcaiche proprie dell’occidente, come per esempio l’alchimia o le tradizioni celtiche, creando diverse forme di sincretismo. Si può osservare così come diverse pratiche si possano integrare vicendevolmente con efficacia.

È un mondo nel quale si trovano anche tanta fuffa e improvvisazione, ma nel quale c’è anche molto materiale interessante.

Personalmente ho sviluppato nel corso degli anni un sincretismo personale che mi ha condotto a creare un mio sistema, che coniuga sciamanesimo e meditazione vedica, con particolare riferimento al Pranayama.

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Conduco, sia personalmente che con altre persone o gruppi, sessioni di respirazione ritmata dal tamburo sciamanico o dai mantra. Utilizzo inoltre il tamburo sia da solo per i viaggi sciamanici che con i canti di cura e cerimoniali.

Le respirazioni poi entrano a far parte di una meditazione dinamica completa molto potente che ho appreso da un altro mio Maestro, il Guru indiano Atma Nambi.

  1. La pratica

Di fatto la sperimentazione di quel mondo magico di cui ho parlato prima può avvenire grazie alla modificazione degli stati di coscienza, sia a livello individuale che collettivo. Tali modificazioni possono avvenire in diversi modi. Respirazioni, posture del corpo, deprivazioni sensoriali, esperienze limite, isolamento, silenzio, mantra, canti, dialogo, suoni, sudorazione, ingestione di sostanze vegetali, permanenza in presenza di illuminati o uomini-medicina. Si tratta di un mondo vastissimo e articolato che può essere esplorato e vissuto con il preciso scopo di avvicinarsi sempre di più alla risposta, senza peraltro mai raggiungerla definitivamente, alla domanda “Chi sono io?”.

Gli sciamani utilizzano molti strumenti sia psichici che materiali, come tamburi, sonagli, pipe, erbe, oggetti vari o elementi naturali come l’acqua, il fuoco o i cristalli. Oppure ossa, tessuti, penne, bastoni, foglie, conchiglie, semi.

Celebrano la vita in continuazione, spesso con cerimonie, dove l’atto cerimoniale si fonde con la cura del corpo e dello spirito, della mente e dell’anima, come accade cantando e danzando intorno al fuoco o nella tenda del sudore o nel viaggio sciamanico.

Nel mondo mitico e mistico salute e spiritualità si fondono. Le parole “salute” e “santità” hanno la stessa radice. Nelle culture naturali e tribali il guaritore è anche un sacerdote, mentre in occidente i due ruoli sono rigorosamente separati.

Si tratta di una diversa concezione filosofica della vita che ha una storia secolare.

È una faccenda antica che ha origini proprio nel metodo scientifico e in diverse concezioni della medicina stessa e della salute.

Scienziati, medici e in generale la maggioranza degli occidentali fanno parte di una vasta compagine razionalista e riduzionista, che vede il corpo umano come divisibile in diversi organi, riparabile come una macchina e funzionante come una macchina, alla quale si possono sostituire anche dei pezzi. Al limite sono disposti al transumanesimo e alla fusione con elementi meccanici, elettronici e digitali, fino alla creazione di cyborg.

Mentre mistici e ricercatori spirituali sono più inclini all’idea del corpo umano come espressione fisica di qualcosa di enormemente più complesso, dotato di spirito e di diversi livelli energetici, a loro volta connessi con tutti gli altri e con il cosmo intero. Un qualcosa di armonico e indivisibile la cui salute è connessa con l’evoluzione spirituale, l’amore, la connessione con altri esseri.

Qualcosa di dotato di un enorme Potere Personale intrinseco e connesso con l’intero universo, che nel mondo fisico può esprimersi anche con un efficace sistema immunitario.

Le due visioni sono profondamente diverse e distanti.

  1. Il Potere Personale e la riconnessione

La seconda visione ha una ulteriore caratteristica. Affranca dal potere centralizzato e mette ogni individuo in condizioni di scoprire, sviluppare e utilizzare concretamente il proprio enorme Potere Personale.

Quello che oggi sta accadendo nel mondo, e che non ha precedenti, è la possibilità per le persone comuni di accedere a queste pratiche e a questo potere.

È la vera rivoluzione umana. La rivoluzione che decentra il potere e lo distribuisce a chiunque, senza distinzione di ceto, di razza, di livello culturale, persino di intelligenza. Quello che serve per mettere in pratica l’esplorazione di questo mondo e l’attivazione delle sue gigantesche energie cosmiche sono la sensibilità, il cuore, l’amore, l’umiltà, l’abbandono, la fede.

Quello che avviene di fatto è una riconnessione. Riconnessione con la natura, della quale gli umani sono parte integrante, con le stelle, con gli antenati, con le origini, con il cuore, con il centro, con il proprio amore, con la Vastità. Una riconnessione che è poi una dissoluzione in ciò che era sempre stato e sempre sarà, al di fuori della mente e dell’ego, dello spazio e del tempo.

Un eterno essere in un eterno presente, di cui la vita umana su questa terra non è che un’esperienza evolutiva, un episodio. Non c’è più morte, non c’è più inizio né fine, solo il divenire, una eterna trasformazione. Una eterna Presenza.

Il passo da fare per l’umile uomo o donna comune è solo uno. È vincere la pigrizia, l’inerzia, la sfiducia e mettere in moto quel meraviglioso strumento divino che è il nostro corpo, immerso nello spirito, nel Grande Spirito, di cui noi siamo i terminali su questa terra.

Mauro Vishva Towé Villone

Spiritual Experience Rio de Janeiro 2021

Spiritual Experience

Rio de Janeiro 2021

16 giorni e 15 notti
con Vishwa Towé e Sangeeta Kleklé

Sarà un’esperienza profonda e intensa, impegnativa, ma rilassante, che porterà a una accurata pulizia fisica e spirituale e a una rigenerazione totale.

Un vero e proprio ritiro spirituale, nel quale abbiamo comunque previsto momenti di svago sia in gruppo che autonomi, sapendo che il semplice divertimento fa parte della cura fisica e psicospirituale.

Intendiamo impegnarci a fondo in questi 16 giorni di ritiro con i nostri amici e chiediamo che essi facciano altrettanto.

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Le nostre cure

La meditazione e la respirazione

Il dialogo

Canti e suoni

Tamburo e canto sciamanico

Erbe e piante di potere

Rilassamento e abbandono

L’osservazione e la gratitudine

Il volontariato e le relazioni

La connessione

Il cibo

Ph: lidiaurani
Ph: lidiaurani

Cure personali specifiche (realizzabili a richiesta e non incluse nell’offerta)

Pajelanças (cura nativa)

Massaggio fisico

Reiki sciamanico

Massaggio spirituale

Incontro con Paes e Maes dos santos dell’Umbanda

Terapia verbale con Vishwa e/o Sangeeta

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La pratica

Tutto questo attraverso le “Vivencias” quotidiane. Esperienze di vita per entrare in contatto profondo con l’essenza dell’esistenza. Un programma di lavoro quotidiano intenso e impegnativo, ma rilassato, seguito con estrema attenzione da Vishwa Towé e Sangeeta Kleklé.

Ph. @mvillone - Gitana in Trance danzando intorno al Fuoco. Santa Cruz, Brasile
Ph. @mvillone – Gitana in Trance danzando intorno al Fuoco. Santa Cruz, Brasile

Obbiettivi finali

Il recupero dell’anima e del potere personale

La riconnessione con la natura e il se profondo

La fiducia in se stessi e la produzione di pensieri positivi

La connessione con il gruppo

L’innalzamento stabile del livello energetico psicofisico e spirituale di ognuno e del gruppo

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VIVÉNCIAS

Non c’è una traduzione letterale di questa parola portoghese. Quella che si avvicina di più è “esperienza”, ma secondo me non trasmette correttamente l’idea, il significato di “vivéncia”, che ritengo più profondo di esperienza. Quindi userò la parola portoghese.

Chi viene da noi per periodi di 16 giorni o più verrà guidato a fare diverse Vivéncias.

Qui di seguito alcune.

In 16 giorni, calcolando 2 giorni liberi e 1 giorno per l’arrivo e 1 giorno per la partenza, ci saranno 12 Vivencias che sceglieremo noi in base al tipo di energia del gruppo.

VIVÉNCIA 1. Giornata nella foresta, meditazione tra le piante della foresta Atlantica, escursione, bagno di cascata, raccolta di rami e cristalli per realizzare la propria bacchetta magica e il proprio bastone della parola. Pasto in ristorante tipico nella foresta, verso primo pomeriggio.

VIVÉNCIA 2. La Via delle Maschere. Realizzazione di maschere sul proprio volto, quali rappresentazioni di subpersonalità, ombre, aspetti del Sé. Danza mascherati serale intorno al fuoco con canto libero e tamburo. Pasto in sede a metà giornata, spuntino serale in sede.

VIVÉNCIA 3. Il Viaggio Sciamanico. Giornata dedicata allo Sciamanismo. Gli strumenti dello sciamanismo. La modificazione dello stato di coscienza, la ricerca dell’animale di potere e dello Spirito guida. Pasto principale in sede. Spuntino serale in sede.

VIVÉNCIA 4. L’impegno sociale come cammino per la liberazione dall’ego. Giornata con i bambini della Ong Para Ti. Giochi, musica, preparazione del cibo. Si mangerà insieme ai bambini nella Ong. Altro spuntino fuori sede in bouteco tipico.

VIVÉNCIA 5. Escursione in barca in laguna, alla scoperta dell’isola di Gigoya. Incontri con coccodrilli, capibara, uccelli. Giro dell’isola e pasto in loco. Spuntino serale in sede.

VIVÉNCIA 6. Le Meditazioni dinamiche di Atma Nambi. Mattinata dedicata alla respirazione. Meditazione dinamica Bhairova. In serata Meditazione dinamica Bhairovì, con extatic dance, danza sufi. Pasto principale in sede e spuntino serale in sede.

VIVÉNCIA 7. Il cammino del fuoco. La simbologia del fuoco presso i nativi. La ruota intorno al fuoco. Le quattro direzioni. Canti e tamburi. Il cerchio che cura, prendersi cura uno dell’altro in gruppo. Pasto e spuntino in sede.

VIVÉNCIA 8. La Cura Nativa. Cura con erbe, canti e sonagli. La pipa sacra, il rapé, gli amuleti, la preghiera. Pasto e spuntino in sede.

VIVÉNCIA 9. Il mondo urbano metropolitano. Quartieri popolari e culturali di Rio. Le favelas come stile di vita e laboratori creativi, dove la povertà si trasforma in ricchezza del cuore. Pranzo o cena in bouteco tipico della città. Spuntino a base di succhi di frutta in bouteco tipico.

VIVÉNCIA 10. Le scuole di Samba e il Carnevale. I locali del Samba, le feste. La danza e la musica come terapia sociali e di gruppo. Vagare senza meta tra un bouteco e l’altro, tra musicisti di strada e gente appassionata. Spuntino in bouteco tipico e cena in locale di Samba.

VIVÉNCIA 11. Meditazione profonda. Terapia verbale. Gli strumenti sciamanici come mezzi per la liberazione di emozioni. La trasformazione dell’energia. Serata di Deeksha, donazione di energia. Pasto in sede e spuntino serale in sede.

VIVÉNCIA 12. Gli archetipi dell’Umbanda e del Candomblé. Gli Orixa, le entità afrobrasiliane come rappresentazioni delle energie profonde. I passi di danza Samba legati agli Orixa. Muoversi nel proprio inconscio. Pranzo tipico in bouteco di favela. Spuntino serale in sede.

VIVÉNCIA 13. Pitture corporali sacre indigene e Diademi di piume come celebrazioni del proprio corpo e della propria anima. La valorizzazione del Sé, la liberazione dall’ego. Pranzo in sede e spuntino serale in sede.

VIVÉNCIA 14. Spiagge selvagge. Escursioni nel fitto della foresta da 1 a 3 ore per raggiungere spiagge oceaniche totalmente selvagge, dove connettersi profondamente con la natura, meditare, ripulirsi a fondo energeticamente. Pranzo al sacco e cena serale in bouteco tipico sulla strada del ritorno.

VIVÉNCIA 15. Cerimonia intorno al Fuoco per la connessione con gli Antenati e gli Ancestrali. Il perdono, il distacco, l’amore incondizionato, il rispetto. La propria missione. Pranzo in boteco tipico e spuntino serale in sede.

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Il cibo

Tipicamente brasiliano, ma vegetariano. Possiamo sperimentare pesce e frutti di mare e talvolta, chi volesse, anche carne (fuori dalla nostra sede), che noi evitiamo.

I pasti saranno in sede e in ristoranti popolari tipici, chiamati botecos. Una o due volte in ristoranti di charme, inclusi nella nostra proposta.

Nei 12 giorni delle Vivencias si farà colazione perlopiù in sede e talvolta in favela o in spiaggia. Le colazioni vegetariane in sede prevedono frutta, pane tostato o tapioca con burro e miele o marmellata, formaggio, succhi, tè e caffè brasiliano, semi, uova, muesli. Possibilità di senza glutine.

Le colazioni in spiaggia o in favela sono più semplici, tipicamente brasiliane popolari, e prevedono pane con formaggio, caffè, biscotti, pao de quejo (palline di pane con formaggio tipiche brasiliane), torta, ciambelle.

Oltre alle colazioni, per non appesantirsi troppo sono previsti un pasto principale e uno spuntino più leggero. Il pasto principale può essere quello di metà giornata, in orario variabile dalle 12 alle 15, o talvolta serale in orario variabile dalle 18 alle 20. L’altro spuntino più leggero può essere al sacco (preparato da noi) se si è in escursione oppure in uno dei tipici botecos brasiliani, in città o in favela o in foresta. Qui le possibilità sono diverse e prevedono pao de quejo, pasteis (saccottini fritti con formaggio o gamberi), succhi di frutta, acqua di cocco, açaì (tipico gelato brasiliano fatto con acqua filtrata, e polvere ottenuta da un seme triturato di una palma tropicale, mischiato a sciroppo e talvolta a banana o fragola), toast, empadas (tortine con formaggio o gamberi).

Nei pasti principali le possibilità tipiche sono riso e fagioli, insalate, caponate o ratatouille, formaggi, spaghetti, pasta corta, risotti, patate fritte, verdure alla piastra, quiche, frutta, pane, caprese, pizza, strudel, insalata greca, uova, omelette, pesce fritto, gamberi, calamari.

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Calendario

1° giorno – Pick-up aeroporto. Arrivo. Drink di benvenuto, sistemazione e socializzazione e apertura del Cerchio.

Dal 2° al 6° giorno, dall’8° al 12°giorno, 14° e 15° giorno le Vivencias pianificate. Colazione in sede alcune mattine e altre volte in favela o in spiaggia. Oltre alla colazione prevediamo un pasto principale al giorno più uno spuntino, per non appesantirsi troppo, in base alle esigenze alternati a pranzo o cena. La maggior parte delle vivencias richiedono tutto il giorno, mentre alcune saranno mattutine e quindi ci saranno dei pomeriggi liberi, mentre altre saranno pomeridiane-serali e prevedono mattinate libere. Le mattinate e i pomeriggi liberi possono essere impiegati in spiaggia o per brevi escursioni personali.

Il 7° e il 13° giorno saranno totalmente liberi e potranno essere impiegati in escursioni autonome per cui potremo suggerire mete di particolare interesse.

16° giorno – Cerchio di arrivederci, abbracci e dialogo sull’esperienza vissuta, saluti, drop-off in aeroporto.

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Estensioni

In seguito alla Spiritual Experience si può estendere la permanenza per un periodo a piacere da alcuni giorni a diverse settimane o mesi. In tal caso le opzioni sono due.

Affitto della camera, con o senza colazioni e pasti inclusi e gestione del tempo in autonomia.

Affitto della camera e organizzazione di escursioni personalizzate per coppie o piccoli gruppi. Più organizzazione di attività spirituali e/o di cura personale.

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Sistemazioni. Due opzioni

Camere con bagno molto rustiche, ma di charme con deck in legno, molto fresche, con letto matrimoniale, alcune a due letti, zanzariere e alcune amache esterne, televisione e aria condizionata abbiamo scelto di escluderle, dotate di ventilatore.

Camere in Casa Urani, con bagno, più confortevoli e all’interno di casa-museo con ampia collezione di innumerevoli reperti della cultura e dell’artigianato brasilero. Con un costo differenziato.

Mettiamo inoltre a disposizione ampi spazi comuni, come giardino con amache, terrazze, foresta, lounge, cucinotti comuni.

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Altre attività

Escursioni ecologiche in montagne e foreste tropicali

Deltaplano e parapendio

Escursioni in bicicletta lungo la costa e le lagune

Cristo del Corcovado

Pan di Zucchero

Quartieri e angoli storici di Rio

Locali del Samba e quartieri della movida

Centri di candomblé

Centri Espirita

Danze Gitane

Escursioni gastronomiche

Spiagge selvagge

Escursioni in barca alle isole

Musei storici, artistici e tematici

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I dintorni

Taxi a 200 metri

Favela a 40 metri

Bus a 350 metri

Negozi, mercati e farmacia tra 100 e 300 metri

Spiaggia a 400 metri

Stand sulla spiaggia

Centro commerciale a 800 metri

Favela Rocinha a 1 km

Barra da Tijuca a 2 km

Leblon e Ipanema a 3 km

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Costi

Costo forfettario dell’intera esperienza di 16 giorni. € 2.950,00

Costo forfettario dell’intera esperienza di 16 giorni, con pernottamento in una delle due camere in Casa Urani. € 3.650,00.

Include

Pick-up e drop-off aeroporto.

Tutti i trasporti durante le Vivencias.

Sistemazione in camere doppie con bagno condivise con altra persona, alcune camere condivise tra 3 o 4 persone, con uno sconto. Del 10% in camera da 3 e 15% in camera da 4.

Colazione, pasto principale e spuntino, sia in sede che fuori sede, nei giorni delle Vivencias. Escluse bevande alcoliche, che sono vivamente sconsigliate nel periodo di lavoro spirituale.

Tutte le 12 Vivencias previste.

Il continuo sostegno psicospirituale.

Non sono inclusi.

Escursioni autonome, trasporti e pasti durante le escursioni autonome.

Bevande alcoliche o extra. Eventuali pasti extra.

Le cure personali.

Non è consentito aderire a solo parte dell’esperienza. Il nostro obbiettivo è la realizzazione di un’esperienza di gruppo profonda della durata di 16 giorni. Successivamente o in altri periodi, con altri costi, è possibile accedere a permanenze, escursioni ed esperienze con costi a parte.

Rituale Fulni-o nella nostra sede a Rio de Janeiro
Rituale Fulni-o nella nostra sede a Rio de Janeiro

Costi camere, pasti e escursioni

Pernottamento 40€ la camera doppia

Pernottamento + colazione 55€ la camera doppia

Pernottamento doppia uso singola 30€

Pernottamento doppia uso singola + colazione 40€

Pernottamento in villa 120€ la camera doppia, inclusa colazione.

Escursioni da 3 a 6 ore a partire da 70€ a persona, minimo due persone. Scala sconti da 3 persone in su.

Pasti, in sede da 20 a 50 € a persona. Pasti fuori sede in locali tipici carioca, da valutare di volta in volta in relazione alla scelta.

Costi singole Vivencias

Da 120 a 170€

Costi cure personali

Da 50 a 150€

Pagamenti

Per la Spiritual Experience possono essere effettuati con versamento anticipato al 50% su conto corrente in Italia. Fino a 40 giorni prima della data di inizio. Prenotazioni successive a questa data prevedono una maggiorazione del 20% su tutto l’importo.

Gli altri pagamenti in loco in contante o carta di credito o anche con bonifico in Italia. Con carta di credito viene applicata una maggiorazione del 5%.

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Info: mauro.villone@libero.it

Wapp: 00393487299033

 

La cerimonia del fuoco

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Negli ultimi decenni la cultura occidentale, dopo l’avvento della psicologia, di Jung, della beat generation, del recupero delle tradizioni orientali e poi africane e native, si è avvicinata sempre più a una concezione olistica della vita. Ovvero qualcosa che considera la vita nella sua interezza, valorizzando sia fattori di carattere tecnologico che spirituale. Ovviamente questa visione occupa ancora uno spazio relativamente limitato a una fascia minoritaria della popolazione mondiale, ma si sta espandendo sempre di più.

Nell’ultimo decennio il fenomeno si è accentuato. Evidentemente si fa sentire il bisogno profondo di recuperare un senso di mitico, alchemico e spirituale dell’esistenza.

In molte parti del mondo si assiste a un avvicinamento di culture occidentali a quelle native, nelle quali viene data una enorme importanza alla terra, alla natura, agli elementi naturali, allo spazio, alle stelle, agli astri, ad animali e piante, alle relazioni umane. E in questo scenario tutto viene sacralizzato, a tutto viene dato una importanza enorme, senza banalizzare nulla. Una visione che pare essere molto più armonica, profonda ed evoluta delle odierne civiltà occidentali consumistiche.

In tale ambito il rituale assume una grandissima importanza. E tra i rituali quello di sacralizzare il gruppo, con il quale ci si riunisce periodicamente, è uno di quelli fondamentali.

Nelle culture native è ben presente l’importanza di riunirsi con tutto il gruppo in forma circolare, così come vengono considerati lo spazio e il tempo, e in tale cerchio condividere appunto spazio, tempo e interazioni da cuore a cuore, da corpo a corpo, da anima ad anima. I nativi hanno ben presente il fatto che queste riunioni periodiche vengono fatte all’interno di uno spazio circolare, così come sono circolari gli astri, il tamburo sacro, il tempo e la vita umana.

Uno dei punti fondamentali delle culture sciamaniche è la concezione dell’albero del mondo, le cui radici affondano nella terra e i rami e le foglie si protendono nell’aria, mentre l’acqua porta la linfa vitale e il fuoco, proveniente dal sole da l’energia necessaria al protrarsi della vita.

Il guerriero considera se stesso come l’albero sacro del mondo. E questo mondo è vissuto come un cerchio suddiviso da una croce con quattro quadranti. Laddove i bracci della croce rappresentano le quattro direzioni cardinali con in più il centro e lo zenit. A ognuna delle quattro direzioni corrisponde un elemento, un animale di potere, un colore, un concetto, un’età dell’uomo e via dicendo.

Questa cosmogonia completa e profonda viene celebrata periodicamente nelle cerimonie, nelle quali quasi sempre l’elemento centrale è il fuoco sacro. Intorno al fuoco ci si riunisce non certo solo per scaldarsi, ma per rappresentare il sistema universale, con il fuoco/sole al centro, e gli altri elementi intorno. Il fuoco ha un’importanza sacrale tale che esiste addirittura un “uomo del fuoco”, ovvero un guerriero specificamente addetto alla cura del fuoco sacro che non è un falò qualsiasi, bensì un fuoco cerimoniale costruito, acceso e seguito con tutta una serie di crismi ben precisi e simbolici.

Nelle cerimonie si ringraziano le quattro direzioni, più il centro e lo zenit, con tutto quello che loro pertiene. Si ringrazia il Grande Spirito, coscienti del fatto che c’è molto più da ringraziare che chiedere. Si celebra lo stare in gruppo e si celebra la vita e tutti i suoi accadimenti. Tale celebrazione viene fatta con la parola, con la danza e, soprattutto, con il tamburo e i canti.

Nelle cerimonie del fuoco si fa quello che l’uomo dovrebbe fare, e i nativi fanno, tutti i giorni per tutta l’eternità: ringraziare per la trasmissione dell’energia primordiale fin dall’infinito passato.

Ma la cerimonia del fuoco in tutte le tribù che vivono immerse nella natura avviene tutti i giorni, nelle ricorrenze importanti e almeno una volta la settimana in maniera solenne. Il fuoco è quasi sempre presente, come lo era nelle antiche culture, come per esempio con le Vestali che lo mantenevano sempre acceso.

D’altra parte il fuoco è sempre stato presente nella cultura rurale occidentale, fino a tempi recenti, basti pensare al libro di uno scrittore nostrano, Cesare Pavese, intitolato “La Luna e i falò”. Era consuetudine nelle campagne europee e quindi anche nelle Langhe piemontesi, accendere con frequenza fuochi nei campi e tra le vigne. In occidente il calore del caminetto è un rimasuglio di tale antica pratica sacra.

Per le culture native il fuoco cerimoniale e sacro è rimasto una consuetudine importantissima, tuttora celebrata. Periodicamente tutto il gruppo si riunisce in cerchio intorno a un fuoco acceso con cura e con determinati crismi, con la legna orientata secondo le quattro direzioni. Intorno al fuoco si suona il tamburo, si canta e si danza, ma soprattutto si parla. Parlano capi e sciamani, ma anche guerrieri e guerriere, di cose quotidiane e di cose sacre, di filosofie dei massimi sistemi come di problemi contingenti. Il dialogo è regolato dal “bastone della parola”, un accessorio sacro che conferisce a chi lo tiene in mano il potere di dire tutto quello che pensa nel più assoluto, rispettoso e sacrale silenzio di tutto il consesso. L’essere ascoltati con attenzione a amore non è solo un diritto, bensì un diritto sacro.

Intorno al fuoco gli sciamani portano tutto il gruppo a conferire con il Grande Spirito. La cerimonia molto sacra intorno al fuoco è l’apoteosi della sacralità che le popolazioni native vivono tutti i giorni, ad ogni istante, per qualsiasi cosa. Nelle culture native non è banalizzato nulla, bensì tutto è tenuto in estrema considerazione, da uno sguardo al fiorire di una pianta, dal passaggio di un uccello, alle parole di chiunque.

Le cerimonie condotte oggi in diversi consessi rispettano tali dettami, sono molto sacre e rendono il fuoco elemento centrale di riunioni e cerimonie.

Si comincia con una introduzione di un leader, vengono poi ringraziate le quattro direzioni e i loro spiriti, rivolgendosi materialmente ad esse. Si ringraziano il Grande Spirito, la Luna, le Stelle e gli elementi, la foresta, la natura, gli animali.

Si suona il tamburo, si canta e si danza. Vengono fatte richieste di realizzazione di desideri individuali e collettivi e vengono fatte offerte allo Spirito del Fuoco, perlopiù di tabacco.

Partecipare a una cerimonia del Fuoco è di grande beneficio sia per il corpo che per le emozioni, sia per la mente che per lo spirito.

Il mio nome indigeno, Towé, conferitomi dagli sciamani Fulni-o, significa Fuoco e sancisce il legame che ho sempre avuto con questo elemento sacro.

Il ritorno alla comprensione del profondo significato che qualsiasi cosa ha nella nostra vita, con particolare riferimento alle direzioni del cosmo e agli elementi è Cura e Medicina.

 

Carlos Sauer a Torino Maggio 2018 – Attività

Ph. Nanni Lolli
Ph. Nanni Lolli

Lo sciamano e curandero brasiliano Carlos Sauer sarà a Torino dal 15 al 20 maggio.

Carlos è uno dei maggiori esperti al mondo in questo settore nel quale opera da 40 anni, di cui 30 vissuti con i Cheyenne.

In questo periodo abbiamo organizzato con lui diverse attività.

La principale è il corso di sabato e domenica 19-20, illustrato a questo link:

http://www.unaltrosguardo.it/2018/01/corso-di-introduzione-alle-tradizioni-native.html

I giorni mercoledì, giovedì e venerdì sono previste le seguenti attività: Sessioni Private, Canti e tamburi intorno al fuoco, Workshop di Canti e tamburo.

Sessioni private. Da fissare su appuntamento, in orari da definire singolarmente. I giorni Mercoledì 16, Giovedì 17 e Venerdì 18.

Per appuntamenti: mauro.villone@libero.it o Wapp: 0039348-7299033

Le sessioni durano circa un’ora, nella quale Carlos interviene con modalità tipiche dello sciamanismo sul richiedente. Imposizione delle mani, aspirazione di energie, canalizzazione, proiezione di energia.

Tale intervento è preceduto da dialogo e terapia verbale, appoggiato anche dalla sua compagna Juliana Ramos, psicologa “Reichiana”.

Il ruolo mio (Mauro Villone) e di Lidia Urani è quello di dare appoggio nel dialogo, soprattutto con la traduzione simultanea e successivamente con apporto di energie utilizzando strumenti come tamburo, canto e sonagli.

Il costo è di 130€.

Ph. mvillone
Ph. mvillone

Foguera. Circolo di canti e tamburi intorno al fuoco. Giovedì 17 maggio. È la terza volta che lo facciamo a Torino. Questa volta avremo come cornice il bellissimo giardino di una casa sulla prima collina torinese, sopra corso Moncalieri. La partecipazione è aperta a tutti. Sono benvenuti gli esperti di canto e tamburo, ma anche i principianti o chi semplicemente è appassionato di atmosfere di pace, unione, amore e meditazione.

Comincia alle 20, ma chiediamo alle persone di cominciare ad arrivare alle 19.00. Dopo alcune decine di minuti di meditazione e armonizzazione con il gruppo e con l’ambiente Carlos parlerà della filosofia del Cammino degli indios Nordamericani, in particolare i Cheyenne con i quali lui è cresciuto e ha vissuto per 30 anni. Poi si accenderà il fuoco e inizierà la Cerimonia Sacra di canto e tamburo guidata da Carlos, con la sua dirompente energia, il nostro supporto e quello dei convenuti già esperti nel tamburo e/o nei canti. La Ruota Sacra durerà circa un’ora, nella quale si canterà, si suonerà e si ballerà intorno al Fuoco Sacro, dopo aver reso omaggio a tutti gli elementi naturali.

Non è solo una sessione di canto e tamburi, ma una vera e propria Cerimonia Sacra che Carlos è autorizzato a condurre dagli stessi Sciamani Cheyenne che gli hanno trasmesso questa conoscenza.

L’atmosfera che si crea è profondamente sacra e di fortissimo coinvolgimento emotivo. Durante alcune cerimonie che facciamo settimanalmente in Brasile a Rio vengono effettuate vere e proprie cure su persone e gruppi.

Il costo di partecipazione è di 45€. 30€ per chi si iscrive entro 31 marzo. 35€ per chi si iscrive entro 30 aprile. 40€ per chi si iscrive entro 10 maggio.

AVRA’ LUOGO A REANO, VIA FONTANELLE, 1. NEI PRESSI DI VILLARBASSE (PROVINCIA TORINO). ORE 19.00

Ph. lidiaurani
Ph. lidiaurani

 

VERSAMENTI SUL SEGUENTE IBAN

ASSOCIAZIONE GENTE DELLA CITTA’ NUOVA

BANCA REGIONALE EUROPEA – AG.TORINO

IBAN:  IT85C0311101007000000005946

Per info: mauro.villone@libero.it e Wapp: 0039348-7299033

Tutte queste attività sono di alto valore culturale e con contenuti spirituali molto seri che noi con la nostra organizzazione cerchiamo di diffondere in collaborazione con la “Scuola di Tradizioni Native Carlos Sauer”.

Non sono un business, ma servono per mantenere le nostre ricerche, il sostegno agli indios e una parte è utilizzata per continuare il nostro progetto umanitario Para Ti Ong: http://www.parationg.org

 

 

 

 

 

Corso di Introduzione alle Tradizioni Native

Carlos Sauer durante una cerimonia
Carlos Sauer durante una cerimonia

Sono sempre più coinvolto dallo sciamanismo, molto di più di quanto non avrei potuto pensare e anche di più di quanto io stesso ho cercato di fare. Avete presente quando spostate un sassolino in montagna e viene giù una frana? O quando togliete un legnetto da una catasta e crolla tutto? Ecco, qualcosa del genere. Non mi dispiace affatto sia chiaro. Cominciai a studiare teoricamente lo sciamanismo già dalla fine degli anni ’70, all’interno della mia già annosa ricerca nel mondo spirituale.

Ora da diversi anni sono travolto dalla spiritualità indigena brasiliana come da una valanga e, come se non bastasse, sono entrato anche in contatto con lo sciamanismo nordamericano tramite Carlos Sauer un interessante personaggio di altissimo livello umano e spirituale che negli anni ’70 uscì dal Brasile per andare negli Stati Uniti dove in un primo momento venne in contatto con popoli come i Cheyenne e gli Ogibwa e poi fu letteralmente adottato da un anziano sciamano, Nelson Turtle, che gli trasmise tutto il suo sapere. Divenne così sciamano Carlos Sauer, dopo 30 anni di tirocinio ed esperienze di capanna del sudore, viaggi sciamanici, cura e molte altre cose. Il suo destino era già in qualche modo indicato dalla sua provenienza da una famiglia di medium da almeno quattro generazioni. Sua mamma era un potentissimo medium e due sue sorelle forti curanderas. Oggi Carlos Sauer è nuovamente in Brasile da poco meno di dieci anni e siamo diventati molto amici. Io stesso partecipo a Rio settimanalmente a cerimonie e ruote di cura alla Casa dell’Aquila, un posto straordinario, urbano, ma immerso nella natura, dove sono coinvolti numerosi altri medium e curanderos e dove Carlos tiene le sue attività.

Carlos da anni faceva tournée in Europa e negli States con corsi, workshop e cure sciamaniche. Oggi mi sono fatto coinvolgere nell’organizzazione in Italia di attività di divulgazione sullo sciamanismo dove lui e la sua compagna, Juliana Ramos, psicologa reichiana, conducono workshop e seminari con il supporto mio e della mia compagna Lidia Urani per l’organizzazione, la traduzione simultanea e la veicolazione di energie.

Chi è Carlos Sauer e com’è strutturato il nostro gruppo.

Carlos Sauer, brasiliano, di origine europea è nato nel 1959. Durante un viaggio in California negli anni ‘70 decise di non tornare a casa per avvicinarsi alla cultura nativa dei Cheyenne e altre tribù. Fece la sua prima capanna del sudore (sweat lodge) nel 1982. Venne poi adottato da Nelson Turtle, uno sciamano Cheyenne, nel 1993. Ha fatto un lunghissimo tirocinio con i Cheyenne, apprendendo i segreti dei canti e dei tamburi, del peyote, della capanna del sudore, del tabacco, della cosmogonia e della filosofia indigena. Si autodefinisce operatore olistico ma di fatto è diventato uno sciamano. È un curandero molto forte e discende da un lignaggio di quattro generazioni di guaritori e medium. Era una potente medium sua mamma e sono curanderas due sue sorelle.

Oggi opera in Brasile, perlopiù a Rio de Janeiro, dove conduce cerimonie di tamburi e canti, cerimonie di tenda del sudore e diverse altre pratiche sciamaniche, spesso in collaborazione con la sua compagna Juliana Ramos, psicologa reichiana e con sciamani indigeni, specie Fulni-o del Pernambuco.

Carlos sta fondando la sua propria scuola di sciamanismo e due volte l’anno viaggia in Europa e Stati Uniti per diffondere la cultura e la spiritualità native. In Brasile collabora strettamente con popoli nativi come i Fulni-o e i Guarany. Ha collaborato con diversi istituti di studi sciamanici nel mondo.

Mauro Villone e Lidia Urani operano da 25 anni in Brasile, con la loro ONG Para Ti, nata per dare sostegno a decine di bambini di famiglie poverissime delle favelas di Rio. Accanto a questa attività si è sviluppata, negli ultimi anni la ricerca sulle tradizioni e le culture indigene. Para Ti da dunque sostegno anche a popoli indigeni che vengono ospitati nella sede della ONG diversi mesi l’anno. Tra questi: Fulni-o del Pernambuco, Krenak del Minas Gerais, Huni Kuin e Yawanawà dell’Acre/Amazzonia.

Mauro e Lidia collaborano da diversi anni con Carlos e Juliana nelle attività settimanali a Rio come cerimonie, sessioni di cura, workshop, corsi, relazioni con gruppi indigeni.

La missione di Carlos, Juliana, Lidia e Mauro è quella di diffondere la cultura nativa per dare a più persone possibile opportunità di cura di anima, corpo, spirito e mente.

Questa diffusione avviene tramite l’organizzazione di cerimonie, workshop, corsi, conferenze, pubblicazioni e consultazioni private in Italia, Brasile, Europa.

Le cure individuali le effettua Carlos utilizzando sistemi tradizionali indigeni come canto, tamburo, sonagli, imposizione delle mani, massaggio spirituale, estrazioni con il respiro, induzione al rilassamento profondo, dialogo, meditazione. Le terapie le effettua insieme al fondamentale supporto Juliana, psicologa reichiana. In Italia Mauro e Lidia danno assistenza logistica e con apporto di energia, si occupano inoltre della traduzione simultanea dal portoghese.

Dal 2018 cominceremo a proporre in Italia il Corso Basico di Tradizioni Native, della Scuola Carlos Sauer. Un workshop teorico-pratico di 2 giorni (di solito il fine settimana), al quale possono fare da corollario cerimonie di canti e tamburi e cure personalizzate per chi ne faccia richiesta.

 

Parte teorica

Introduzione

Filosofia delle tradizioni native

Il sentiero rosso. Tradizioni spirituali

I quattro elementi: terra, aria, acqua e fuoco

Chi è lo sciamano

Stati di coscienza e realtà non ordinarie

Storia dello sciamanismo

Tribù nordamericane. Diffusione e tradizioni

L’invasione europea

 

Spiritualità sciamanica

Canti sacri

L’animale di potere

Viaggio sciamanico

 

Strumenti sacri dello sciamano

Borsa della medicina

Tamburo sciamanico

Chocalho o maraca

Pipa sacra

Bastone della parola

Erbe e piante

Il popolo di pietra

 

Riti e cerimonie

Tenda del Sudore

Tenda della Luna

Pow-Wow

Cerimonia del Fuoco

Ruota di Medicina

Ricerca della Visione

Cerimonia del Peyote

Danza dell’Animale di Potere

Danza con gli Spiriti

Danza del Sole

 

Parte pratica

Esercizi di meditazione

Il viaggio interiore

Interazione con elementi naturali

Canto e tamburo

Esercizi di cura a coppie e/o a gruppi

Gli esercizi pratici possono variare molto a seconda delle circostanze, dei luoghi o del tipo di energia del gruppo

Chiusura con considerazioni finali

Contenuti e valore dell’esperienza

Le lezioni teoriche avvengono con l’ausilio di proiezioni di Power Point, con testi e immagini.

I contenuti del corso sono importanti, ma quello che realizza realmente la trasmissione di energia e sapienza sono le esperienze di vita straordinarie di Carlos Sauer e l’amore dello staff che collabora con lui, Juliana, Lidia e Mauro. Sono importanti anche la location e l’energia e i contenuti del gruppo.

Juliana, compagna di Carlos e psicologa reichiana (opera nel suo studio a Ipanema in Rio de Janeiro), organizza, sistematizza e sostiene il lavoro di Carlos, che altresì integra con le competenze di psicologia.

Lidia e Mauro, oltre a occuparsi della traduzione simultanea e dell’organizzazione, sostengono l’operato di Carlos, poiché profondamente coinvolti in prima perosna nelle esperienze di sciamanismo sia con lui che con indigeni di Pernambuco e Amazzonia.

Le lezioni teoriche sono alternate con brevi canti accompagnati dal tamburo sciamanico. Le esperienze pratiche (in Brasile chiamate vivencias) hanno luogo in genere all’aperto e sono guidate da Carlos e Juliana (tradotti in simultanea da Lidia e Mauro) che utilizzano strumenti sciamanici come il tamburo, il chucalho e la salvia.

Il risultato finale son l’amore, la felicità e lo stato vitale superlativi, al di là delle preziose informazioni che vengono trasmesse.

Il corso basico potrà essere seguito da quello intermedio e quello avanzato. Ovviamente non serve a diventare sciamani, cosa che richiede decenni di pratica e dedizione, ma da un’ottima base per cominciare e, soprattutto, per vedere il mondo con altri occhi e approfondire enormemente la coscienza di Sé e delle proprie relazioni con la natura e il cosmo.

 

Giorni e orari

Sabato e domenica (19-20 maggio): 10-13 e 14-17

 

Dove

Centro Henryushiatsu

Via S. Bernardino, 48

10141 – Torino – Italia

Tel.: 338/5314026

Info: mauro.villone@liber

0039-3487299033 Wapp

Costi

320€ i due giorni

+ 10€ iscrizione annuale alla nostra Associazione Gente della Città Nuova

+ 20€ pasti, break, caffè

Sconti

Per chi si iscrive entro 30 aprile 300€ + 20€ pasti

VERSAMENTI QUI:

ASSOCIAZIONE GENTE DELLA CITTA’ NUOVA

BANCA REGIONALE EUROPEA – AG.TORINO

IBAN:  IT85C0311101007000000005946

Siamo inoltre disposti a riconoscere la gratuità nella partecipazione a chi porta un minimo di 5 persone nel gruppo. Questo lo facciamo poiché abbiamo desiderio di diffondere il progetto e permette un maggiore coinvolgimento e da maggiori opportunità di partecipazione agli amici che sono più vicini.

INFO: mauro.villone@libero.it

Juliana Ramos - Casa dell'Aquila, Rio
Juliana Ramos – Casa dell’Aquila, Rio

Corso Basico di Tradizioni Native

Carlos Sauer durante una cerimonia
Carlos Sauer durante una cerimonia

Sono sempre più coinvolto dallo sciamanismo, molto di più di quanto non avrei potuto pensare e anche di più di quanto io stesso ho cercato di fare. Avete presente quando spostate un sassolino in montagna e viene giù una frana? O quando togliete un legnetto da una catasta e crolla tutto? Ecco, qualcosa del genere. Non mi dispiace affatto sia chiaro. Cominciai a studiare teoricamente lo sciamanismo già dalla fine degli anni ’70, all’interno della mia già annosa ricerca nel mondo spirituale.

Ora da diversi anni sono travolto dalla spiritualità indigena brasiliana come da una valanga e, come se non bastasse, sono entrato anche in contatto con lo sciamanismo nordamericano tramite Carlos Sauer un interessante personaggio di altissimo livello umano e spirituale che negli anni ’70 uscì dal Brasile per andare negli Stati Uniti dove in un primo momento venne in contatto con popoli come i Cheyenne e gli Ogibwa e poi fu letteralmente adottato da un anziano sciamano, Nelson Turtle, che gli trasmise tutto il suo sapere. Divenne così sciamano Carlos Sauer, dopo 30 anni di tirocinio ed esperienze di capanna del sudore, viaggi sciamanici, cura e molte altre cose. Il suo destino era già in qualche modo indicato dalla sua provenienza da una famiglia di medium da almeno quattro generazioni. Sua mamma era un potentissimo medium e due sue sorelle forti curanderas. Oggi Carlos Sauer è nuovamente in Brasile da poco meno di dieci anni e siamo diventati molto amici. Io stesso partecipo a Rio settimanalmente a cerimonie e ruote di cura alla Casa dell’Aquila, un posto straordinario, urbano, ma immerso nella natura, dove sono coinvolti numerosi altri medium e curanderos e dove Carlos tiene le sue attività.

Carlos da anni faceva tournée in Europa e negli States con corsi, workshop e cure sciamaniche. Oggi mi sono fatto coinvolgere nell’organizzazione in Italia di attività di divulgazione sullo sciamanismo dove lui e la sua compagna, Juliana Ramos, psicologa reichiana, conducono workshop e seminari con il supporto mio e della mia compagna Lidia Urani per l’organizzazione, la traduzione simultanea e la veicolazione di energie.

Dal 2018 cominceremo a proporre in Italia il Corso Basico di Tradizioni Native, della Scuola Carlos Sauer. Un workshop teorico-pratico di 2 giorni (di solito il fine settimana), al quale possono fare da corollario cerimonie di canti e tamburi e cure personalizzate per chi ne faccia richiesta.

 

Parte teorica

Introduzione

Filosofia delle tradizioni native

Il sentiero rosso. Tradizioni spirituali

I quattro elementi: terra, aria, acqua e fuoco

Chi è lo sciamano

Stati di coscienza e realtà non ordinarie

Storia dello sciamanismo

Tribù nordamericane. Diffusione e tradizioni

L’invasione europea

 

Spiritualità sciamanica

Canti sacri

L’animale di potere

Viaggio sciamanico

 

Strumenti sacri dello sciamano

Borsa della medicina

Tamburo sciamanico

Chocalho o maraca

Pipa sacra

Bastone della parola

Erbe e piante

Il popolo di pietra

 

Riti e cerimonie

Tenda del Sudore

Tenda della Luna

Pow-Wow

Cerimonia del Fuoco

Ruota di Medicina

Ricerca della Visione

Cerimonia del Peyote

Danza dell’Animale di Potere

Danza con gli Spiriti

Danza del Sole

 

Parte pratica

Esercizi di meditazione

Il viaggio interiore

Interazione con elementi naturali

Canto e tamburo

Gli esercizi pratici possono variare molto a seconda delle circostanze, dei luoghi o del tipo di energia del gruppo.

Chiusura con considerazioni finali.

Contenuti e valore dell’esperienza

Le lezioni teoriche avvengono con l’ausilio di proiezioni di Power Point, con testi e immagini.

I contenuti del corso sono importanti, ma quello che realizza realmente la trasmissione di energia e sapienza sono le esperienze di vita straordinarie di Carlos Sauer e l’amore dello staff che collabora con lui, Juliana, Lidia e Mauro. Sono importanti anche la location e l’energia e i contenuti del gruppo.

Juliana, compagna di Carlos e psicologa reichiana (opera nel suo studio a Ipanema in Rio de Janeiro), organizza, sistematizza e sostiene il lavoro di Carlos, che altresì integra con le competenze di psicologia.

Lidia e Mauro, oltre a occuparsi della traduzione simultanea e dell’organizzazione, sostengono l’operato di Carlos, poiché profondamente coinvolti in prima perosna nelle esperienze di sciamanismo sia con lui che con indigeni di Pernambuco e Amazzonia.

Le lezioni teoriche sono alternate con brevi canti accompagnati dal tamburo sciamanico. Le esperienze pratiche (in Brasile chiamate vivencias) hanno luogo in genere all’aperto e sono guidate da Carlos e Juliana (tradotti in simultanea da Lidia e Mauro) che utilizzano strumenti sciamanici come il tamburo, il chucalho e la salvia.

Il risultato finale son l’amore, la felicità e lo stato vitale superlativi, al di là delle preziose informazioni che vengono trasmesse.

Il corso basico potrà essere seguito da quello intermedio e quello avanzato. Ovviamente non serve a diventare sciamani, cosa che richiede decenni di pratica e dedizione, ma da un’ottima base per cominciare e, soprattutto, per vedere il mondo con altri occhi e approfondire enormemente la coscienza di Sé e delle proprie relazioni con la natura e il cosmo.

 

Giorni e orari

Sabato e domenica (19-20 maggio): 10-13 e 14-17

 

Dove

In una casa nel verde della Collina di Torino. L’indirizzo esatto verrà comunicato più avanti.

 

Costi

320€ i due giorni

+ 10€ iscrizione annuale alla nostra Associazione Gente della Città Nuova

+ eventuali pasti (da definire se si pranza in loco o fuori)

Sconti

Per chi si iscrive entro 31 gennaio 200€

Per chi si iscrive entro 28 febbraio 250€

Per chi si iscrive entro 31 marzo 280€

Per chi si iscrive entro 30 aprile 300€

VERSAMENTI QUI:

ASSOCIAZIONE GENTE DELLA CITTA’ NUOVA

BANCA REGIONALE EUROPEA – AG.TORINO

IBAN:  IT85C0311101007000000005946

Siamo inoltre disposti a riconoscere la gratuità nella partecipazione a chi porta un minimo di 5 persone nel gruppo. Questo lo facciamo poiché abbiamo desiderio di diffondere il progetto e permette un maggiore coinvolgimento e da maggiori opportunità di partecipazione agli amici che sono più vicini.

INFO: mauro.villone@libero.it

 

Juliana Ramos - Casa dell'Aquila, Rio
Juliana Ramos – Casa dell’Aquila, Rio