Movimento, suono e coscienza

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La società occidentale urbana odierna si è quasi totalmente scollata dalla terra e dalla natura, sviluppandosi in un mondo quasi del tutto artificiale, nel quale non è più necessario, per sopravvivere, seguire i ritmi scanditi dalla natura, dal clima, dagli astri e dalle stagioni. A tali ritmi sono rimaste legate le popolazioni rurali, ma con il crescere della meccanizzazione anche dell’agricoltura si sono andate perdendo anche queste radici.

Il fatto è però che i ritmi nella natura sono rimasti, per quanto sconvolti dall’azione antropica e gli astri continuano, ineffabili, la loro danza cosmica, scandendo comunque il susseguirsi delle stagioni. Non è solo questione di vita e morte di piante e animali e quindi anche dell’uomo, bensì anche di una questione energetica. Ovvero le posizioni degli astri, i cambiamenti di temperatura e di luce, il rimescolarsi di aria e acque e, più lentamente, delle terre, sono rimasti, così come i comportamenti degli animali. E tutto questo determina variazioni psicofisiche anche negli umani urbanizzati i quali, anche se spesso inconsciamente, sentono queste variazioni nell’ambiente e nel proprio corpo.

Di questi umani alcuni di più altri di meno sentono la necessità di “lavorare” sul proprio sistema psicofisico, endocrino e spirituale in modo da armonizzarsi con queste variazioni cosmiche che continuano a esistere. Quindi, anche senza dipendere direttamente da queste variazioni sul piano agro-economico, è necessario considerarle. Potremmo senza dubbio avanzare l’ipotesi che molte patologie umane insorgano proprio a causa di questo disconoscimento culturale della necessità di allinearsi a variazioni di energia cosmica e ambientale.

Chi diventa cosciente di tale necessità cerca naturalmente dei mezzi per onorarle. Di questi mezzi ce ne sono numerosi, perlopiù provenienti da tradizioni arcaiche, talvolta modificate secondo nuovi dettami e ancora alcuni sono di origine recente o contemporanea.

Tra questi sistemi si trovano per esempio lo yoga e altre discipline psicofisiche e spirituali antiche, come il Tai Chi, il Kung Fu e molte altre.

Un sistema di allineamento con i ritmi psicofisici, cosmici e della terra è senza dubbio il sistema musica-percussioni-canto-danza.

Questo sistema ha assunto diverse forme in numerose culture tradizionali e, spesso, ha anche avuto una diffusione alquanto popolare. La musica fa parte naturalmente della cultura popolare, ma la musica legata in particolare al ritmo, alla cerimonialità, al movimento, è di tipo particolare. Di solito è legata fortemente alle percussioni, si avvale di forme di canto e melodia specifiche ed è collegata alla danza.

Questo sistema ritmo- canto-danza ha valenze spirituali, cerimoniali e psicofisiche. Di solito si esprime in gruppo ed è anche fortemente collegata alla modificazione degli stati di coscienza.

Le tradizioni relative a questo sistema sono innumerevoli e provenienti da ogni parte del mondo, dalla preistoria fino a oggi.

Probabilmente la necessità di esprimersi sul piano del ritmo e del movimento, del suono e della modificazione dello stato di coscienza è endemica nell’uomo.

Per esperienza personale posso affermare con certezza che muoversi, sul ritmo scandito da un tamburo, ascoltando o producendo specifiche melodie, fa un bene enorme al copro, alla mente e allo spirito.

Certe melodie legate a partiche spirituali spesso sono prodotte e ideate in stato modificato di coscienza e, come affermano gli autori, sono spesso canalizzate come se arrivassero da altre dimensioni. Lo stesso vale per i ritmi.

Il movimento poi, mettendo in gioco gli arti, la testa e tutto il corpo, agisce sulla muscolatura esterna e interna, sugli organi interni, sulla circolazione, sulla respirazione, sul sistema endocrino. Quest’ultimo in particolare, secondo diverse tradizioni antiche, è il portale di collegamento tra il mondo fisico e le dimensioni spirituali.

Le ghiandole endocrine, stimolate dal sistema musica-percussioni-danza, producono sostanze biochimiche che, entrando in circolo nel sangue e raggiungendo il cervello, producono stati modificati di coscienza, anche molto profondi.

Tali modificazioni talvolta possono esser aiutate dall’assunzione di sostanze dall’esterno. Ma già solo la produzione di suoni, alternati a silenzi, di ritmi e di movimento è di per sé sufficiente a produrre profondissime modificazioni sul piano psicofisico e spirituale, fino a stati di trance ed estasi, mistici ed elevatissimi.

In tali contesti è anche molto importante l’interazione di gruppo che decuplica le energie in gioco, producendo anche senso di unione, condivisione e amore cosmico.

Ho avuto modo di sperimentare innumerevoli volte situazioni simili. Negli ultimi dieci anni anche settimanalmente, vivendo in Brasile, dove certe tradizioni sono ancora estremamente vivaci, o addirittura hanno ripreso vigore negli ultimi anni, a causa di un riavvicinamento a culture tribali e native.

In particolare partecipo settimanalmente, spesso più volte la settimana, a sessioni di gruppo di canto e tamburo, di solito associato a canto e preghiera, dove io stesso suono il tamburo e partecipo ai canti nativi. Con cadenze più diluite partecipo a sessioni, sempre di gruppo, della durata di notti intere in ayahuasca, danzando, ascoltando canti e suonando percussioni personalmente. Ho partecipato più volte a sessioni di samba, danze di Candomblé e Umbanda, danze di trance Gitane o a sfilate catartiche di Carnevale.

Questo insieme di pratiche, insieme alla meditazione, all’esercizio fisico e alla cura della respirazione, ha prodotto cambiamenti profondissimi nella mia vita. Al punto da decidere seriamente di dedicarmi professionalmente alla diffusione e all’insegnamento di tali pratiche, le quali io credo possano seriamente contribuire al miglioramento della salute psicofisica e spirituale, ma anche al miglioramento netto della situazione sociale e psicosociale, creando non solo armonia sul piano individuale, ma anche nelle relazioni di gruppo.

Sembrerà incredibile in una società abituata a ragionare in termini di efficienza meccanica e razionale, ma il tamburo e la danza probabilmente non sono meno necessari di cibo e vestiti.

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La cerimonia del fuoco

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Negli ultimi decenni la cultura occidentale, dopo l’avvento della psicologia, di Jung, della beat generation, del recupero delle tradizioni orientali e poi africane e native, si è avvicinata sempre più a una concezione olistica della vita. Ovvero qualcosa che considera la vita nella sua interezza, valorizzando sia fattori di carattere tecnologico che spirituale. Ovviamente questa visione occupa ancora uno spazio relativamente limitato a una fascia minoritaria della popolazione mondiale, ma si sta espandendo sempre di più.

Nell’ultimo decennio il fenomeno si è accentuato. Evidentemente si fa sentire il bisogno profondo di recuperare un senso di mitico, alchemico e spirituale dell’esistenza.

In molte parti del mondo si assiste a un avvicinamento di culture occidentali a quelle native, nelle quali viene data una enorme importanza alla terra, alla natura, agli elementi naturali, allo spazio, alle stelle, agli astri, ad animali e piante, alle relazioni umane. E in questo scenario tutto viene sacralizzato, a tutto viene dato una importanza enorme, senza banalizzare nulla. Una visione che pare essere molto più armonica, profonda ed evoluta delle odierne civiltà occidentali consumistiche.

In tale ambito il rituale assume una grandissima importanza. E tra i rituali quello di sacralizzare il gruppo, con il quale ci si riunisce periodicamente, è uno di quelli fondamentali.

Nelle culture native è ben presente l’importanza di riunirsi con tutto il gruppo in forma circolare, così come vengono considerati lo spazio e il tempo, e in tale cerchio condividere appunto spazio, tempo e interazioni da cuore a cuore, da corpo a corpo, da anima ad anima. I nativi hanno ben presente il fatto che queste riunioni periodiche vengono fatte all’interno di uno spazio circolare, così come sono circolari gli astri, il tamburo sacro, il tempo e la vita umana.

Uno dei punti fondamentali delle culture sciamaniche è la concezione dell’albero del mondo, le cui radici affondano nella terra e i rami e le foglie si protendono nell’aria, mentre l’acqua porta la linfa vitale e il fuoco, proveniente dal sole da l’energia necessaria al protrarsi della vita.

Il guerriero considera se stesso come l’albero sacro del mondo. E questo mondo è vissuto come un cerchio suddiviso da una croce con quattro quadranti. Laddove i bracci della croce rappresentano le quattro direzioni cardinali con in più il centro e lo zenit. A ognuna delle quattro direzioni corrisponde un elemento, un animale di potere, un colore, un concetto, un’età dell’uomo e via dicendo.

Questa cosmogonia completa e profonda viene celebrata periodicamente nelle cerimonie, nelle quali quasi sempre l’elemento centrale è il fuoco sacro. Intorno al fuoco ci si riunisce non certo solo per scaldarsi, ma per rappresentare il sistema universale, con il fuoco/sole al centro, e gli altri elementi intorno. Il fuoco ha un’importanza sacrale tale che esiste addirittura un “uomo del fuoco”, ovvero un guerriero specificamente addetto alla cura del fuoco sacro che non è un falò qualsiasi, bensì un fuoco cerimoniale costruito, acceso e seguito con tutta una serie di crismi ben precisi e simbolici.

Nelle cerimonie si ringraziano le quattro direzioni, più il centro e lo zenit, con tutto quello che loro pertiene. Si ringrazia il Grande Spirito, coscienti del fatto che c’è molto più da ringraziare che chiedere. Si celebra lo stare in gruppo e si celebra la vita e tutti i suoi accadimenti. Tale celebrazione viene fatta con la parola, con la danza e, soprattutto, con il tamburo e i canti.

Nelle cerimonie del fuoco si fa quello che l’uomo dovrebbe fare, e i nativi fanno, tutti i giorni per tutta l’eternità: ringraziare per la trasmissione dell’energia primordiale fin dall’infinito passato.

Ma la cerimonia del fuoco in tutte le tribù che vivono immerse nella natura avviene tutti i giorni, nelle ricorrenze importanti e almeno una volta la settimana in maniera solenne. Il fuoco è quasi sempre presente, come lo era nelle antiche culture, come per esempio con le Vestali che lo mantenevano sempre acceso.

D’altra parte il fuoco è sempre stato presente nella cultura rurale occidentale, fino a tempi recenti, basti pensare al libro di uno scrittore nostrano, Cesare Pavese, intitolato “La Luna e i falò”. Era consuetudine nelle campagne europee e quindi anche nelle Langhe piemontesi, accendere con frequenza fuochi nei campi e tra le vigne. In occidente il calore del caminetto è un rimasuglio di tale antica pratica sacra.

Per le culture native il fuoco cerimoniale e sacro è rimasto una consuetudine importantissima, tuttora celebrata. Periodicamente tutto il gruppo si riunisce in cerchio intorno a un fuoco acceso con cura e con determinati crismi, con la legna orientata secondo le quattro direzioni. Intorno al fuoco si suona il tamburo, si canta e si danza, ma soprattutto si parla. Parlano capi e sciamani, ma anche guerrieri e guerriere, di cose quotidiane e di cose sacre, di filosofie dei massimi sistemi come di problemi contingenti. Il dialogo è regolato dal “bastone della parola”, un accessorio sacro che conferisce a chi lo tiene in mano il potere di dire tutto quello che pensa nel più assoluto, rispettoso e sacrale silenzio di tutto il consesso. L’essere ascoltati con attenzione a amore non è solo un diritto, bensì un diritto sacro.

Intorno al fuoco gli sciamani portano tutto il gruppo a conferire con il Grande Spirito. La cerimonia molto sacra intorno al fuoco è l’apoteosi della sacralità che le popolazioni native vivono tutti i giorni, ad ogni istante, per qualsiasi cosa. Nelle culture native non è banalizzato nulla, bensì tutto è tenuto in estrema considerazione, da uno sguardo al fiorire di una pianta, dal passaggio di un uccello, alle parole di chiunque.

Le cerimonie condotte oggi in diversi consessi rispettano tali dettami, sono molto sacre e rendono il fuoco elemento centrale di riunioni e cerimonie.

Si comincia con una introduzione di un leader, vengono poi ringraziate le quattro direzioni e i loro spiriti, rivolgendosi materialmente ad esse. Si ringraziano il Grande Spirito, la Luna, le Stelle e gli elementi, la foresta, la natura, gli animali.

Si suona il tamburo, si canta e si danza. Vengono fatte richieste di realizzazione di desideri individuali e collettivi e vengono fatte offerte allo Spirito del Fuoco, perlopiù di tabacco.

Partecipare a una cerimonia del Fuoco è di grande beneficio sia per il corpo che per le emozioni, sia per la mente che per lo spirito.

Il mio nome indigeno, Towé, conferitomi dagli sciamani Fulni-o, significa Fuoco e sancisce il legame che ho sempre avuto con questo elemento sacro.

Il ritorno alla comprensione del profondo significato che qualsiasi cosa ha nella nostra vita, con particolare riferimento alle direzioni del cosmo e agli elementi è Cura e Medicina.

 

Germogli di consapevolezza – L’impegno di Mauro Scardovelli

On the road Foto: Lidia Urani

On the road
Foto: Lidia Urani

Su cortese sollecitazione di un’amica ho preso contatto con Unialeph, una università privata di avanguardia che opera sul piano multidisciplinare in un settore molto complesso, quello dello sviluppo della consapevolezza su diversi fronti.

Non è facilissimo spiegare di cosa si tratti poiché l’idea, sebbene semplicissima, non è così consueta in una società occidentale dove le idee primarie sono il denaro, la competizione, il profitto e la crescita.

Unialeph, ideata e diretta dal professor Mauro Scardovelli, si prefigge di creare valore aggiunto sul piano culturale e spirituale, nel concepire una società basata invece sulla consapevolezza, il benessere profondo, la spiritualità, la cooperazione, la condivisione, la crescita umanistica.

Dopo aver illustrato sommariamente le nostre attività e la possibilità di un’eventuale collaborazione, mi hanno gentilmente invitato alla loro settimana estiva intitolata “Germogli di Consapevolezza”. Sei giorni in un hotel a Trevi, in provincia di Perugia, dove si è parlato concretamente, con personaggi di altissimo rilievo e professionisti di diversi settori, di diversi temi. Dalla Costituzione all’economia, dalla meditazione alla psicologia, dalla medicina alla musica. Un approccio alla vita intelligente, olistico, e d’avanguardia nei confronti della cultura media imperante.

Dal mio punto di vista l’unica vera soluzione alla situazione disastrosa in cui versano l’Italia e tutto il pianeta.

L’incontro l’ho trovato eccezionale, decisamente superiore alle aspettative. Un trasferimento di informazioni di altissimo rilievo sul piano tecnico e una iniezione sincera di benessere sul piano umano, energetico, vibrazionale e delle relazioni.

Scardovelli pone come base di tutto il suo discorso di sviluppo la Costituzione italiana. Per me questo è un punto di vista nuovo per due ragioni. In primo luogo non sono educato a ragionare in termini giuridici. In secondo luogo sono abituato a ragionare in termini planetari e non riferentesi al solo nostro paese. Ciò non mi ha impedito di apprezzare profondamente tale approccio, di comprenderlo appieno e di farlo mio. Anzi, mi ha stimolato a riprendere in mano la Costituzione a riconsiderare la valenza filosofica globale dei principi fondamentali e a considerarla come una concreta base di partenza per cambiare le cose.

Tale cambiamento, e questo è totalmente in linea con quello che penso e faccio, può avvenire solo operando su diverse scale: globale, nazionale, personale. E può avvenire solo lavorando sulla società come sul singolo individuo. Occorre lavorare sulla filosofia, sulle leggi, sull’economia, sull’etica sociale, ma anche, e inderogabilmente, sul piano della psicologia del profondo, della psicologia umanistica, della formazione comportamentale, delle relazioni interpersonali, della guarigione dai traumi, della meditazione profonda.

Un progetto estremamente ambizioso che Scardovelli affronta mettendo insieme professionisti non solo di altissimo rilievo e riconoscimento sociale, ma anche fortemente ancorati all’etica e alla onestà intellettuale. Le competenze in gioco sono l’economia, la giurisprudenza, la psicologia, la psicosintesi, la musicoterapia, la PNL umanistica, la musica, la medicina, gli stati modificati di coscienza.

Un progetto così ambizioso che se non lo si toccasse con mano non ci si crederebbe. Mentre invece esiste, sta dando frutti concreti, e pone solide basi su una università he oserei definire olistica, anche se il termine mi pare non del tutto adeguato e leggermente riduttivo. Tale università è denominata Unialeph Umanistica. Laddove Aleph prende spunto da un racconto di Borges, che ricordo molto bene, estremamente profondo, geniale e significativo, direi addirittura unico. In tale , sintetizzando oltremisura, “Aleph” rappresenta una sorta di “visione” di un essere umano in stato modificato di coscienza. Aleph è tutto quanto può esistere nell’universo in un determinato istante, una sorta di unità di base di “tutto ciò che è”.

 

Di fronte a un simile ambizioso progetto la mia reazione è stata quella di voler partecipare dando il mio umile contributo che però credo potrebbe essere significativo per diverse ragioni. La prima in assoluto è che opero sul piano di un’etica incrollabile, che se venisse meno invaliderebbe anche il più piccolo elemento di comunicazione da me emesso. La seconda è che il mio operato è basato perlopiù sugli stati modificati di coscienza e sull’utilizzo di antichissime tecniche per operare sulla psiche umana, sia singolarmente che in gruppo, provenienti da culture indigene antichissime, principalmente delle Americhe  e dell’India.

 

In conclusione, senza di certo aver avuto la pretesa di spiegare tutto su questo tema, bensì proprio nel tentativo di sintetizzarne al massimo i concetti, si tratta di un progetto, io credo, fondamentale, se si vuole uscire da una situazione che sembrerebbe, e sottolineo sembrerebbe, non avere vie di uscita.

In realtà la via di uscita c’è, è difficilissima, e non può essere che costituita da una riforma globale sia delle istituzioni e degli strumenti di convivenza sociale, sia dei singoli individui, chiamati a uscire dal ruolo-archetipo di vittima e a prendersi ognuno la responsabilità di lavorare su se stessi e il proprio ego per realizzare il salto evolutivo quantico e imminente che aspetta l’intera umanità.

Ne va della sua sopravvivenza e di quella di tutto il pianeta.

 

Info: mauro.villone@libero.it

 

www.alephumanistica.it

 

 

Sincretismo personale

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Il fenomeno del sincretismo è sempre esistito. In poche parole si tratta della reciproca influenza e mescolanza di tradizioni religiose e spirituali di diversa provenienza. Avviene naturalmente, tra grandi religioni come tra sistemi spirituali di piccole tribù indigene.

Avviene anche nei singoli individui, i quali, consciamente o inconsciamente, acquisiscono elementi spirituali di diversa provenienza e li fondono in un proprio credo o sistema spirituale personale, ma che può anche interessare diversi individui, fino a gruppi più o meno grandi.

Negli ultimi decenni di storia il fenomeno si è manifestato con particolare intensità. Non è necessariamente un fenomeno negativo né positivo, semplicemente avviene. Ne sono stato interessato anch’io, così come molti miei amici e compagni di ricerca spirituale.

Ho trascorso gli ultimi 12 anni della mia vita perlopiù in Brasile, ma anche viaggiando in altri paesi, come l’India e, precedentemente, in Cina e diversi paesi africani, in Europa, Mediterraneo ed Estremo Oriente. Ovunque andassi mi sono sempre avvicinato con interesse, oltre che agli aspetti culturali, a quelli spirituali.

Negli ultimi cinque anni in Brasile ho approfondito moltissimo, sul campo, sistemi spirituali come lo sciamanismo. Ma soprattutto, a differenza di quanto generalmente accade nel sistema di vita occidentale, ho avuto la possibilità di sperimentare la spiritualità in maniera profonda, forte ed energica. Questo è avvenuto quotidianamente, per diversi anni, con estrema intensità. Ho sperimentato stati di coscienza profondamente modificati ed esperienze estatiche di diversa natura, molto intense.

Per una serie di ragioni ho avuto anche modo di approfondire moltissimo la meditazione legata all’induismo e conoscere diverse altre scuole spirituali, come il Candomblè, l’Umbanda, lo Spiritismo, il Kardecismo, il Cattolicesimo della Libertazione, il Tao e scoprire inoltre che molte pratiche, per così dire secolari, hanno un risvolto fortemente spirituale. Tra queste il Samba, il Carnevale, la solidarietà umana e il volontariato. Per estensione, oltre una certa soglia di coscienza, si potrebbe dire che qualsiasi tipo di attività presenta un risvolto spirituale, persino guidare un mezzo o fare soldi. Ma per non andare, per ora, troppo fuori dal seminato, aggiungo che anche la cura fisica ed emozionale sono legate alla spiritualità, così come lo stare in mezzo alla natura con la coscienza allerta, come per esempio con il grounding e l’abbraccio delle piante. È ben noto a molti come gli ultimi venti anni abbiano visto uno sviluppo gigantesco di tutte quelle attività legate alla spiritualità, allo sviluppo della coscienza, alla cura e alla qualità della vita che vanno comunemente sotto il nome di olismo.

Tornando al mio sincretismo personale ho deciso di dedicarmi a trasmettere ad altre persone non certo insegnamenti, ma energia ed emozioni scaturite da esperienze personali, vissute soprattutto con maestri d’eccezione che ho avuto la grandissima fortuna di incontrare in Brasile. Soprattutto trasmettere esperienza pratica e metodologie e tecniche concrete per esplorare la coscienza, svilupparla e migliorare sul piano pratico la qualità della propria vita quotidiana. Un vero cambiamento significa vivere meglio e contribuire allo sviluppo di una società migliore, in pratica, e non solo nella teoria e sulla carta.

Tutto questo è diventato possibile grazie all’incontro con persone e interi gruppi davvero straordinari.

Carlos Sauer, brasiliano, ha vissuto più di venti anni con i Cheyenne in Nordamerica, dove ha avuto a che fare anche con diverse altre tribù. Adottato da un anziano sciamano Cheyenne, è diventato sciamano a sua volta. Curandero, medium, spiritualista, esorcista, uno dei maggiori esperti di tenda del sudore in Sudamerica. Mio maestro per i canti e il tamburo sciamanici, la cura e le tradizioni native.

Alberto Frioli, italiano, naturalizzato brasiliano. Un grande esoterista, ricercatore, artista e terapeuta. Vive ad Alto Paraiso. Non posso dire sia mio maestro al momento attuale, ma un grande amico e punto di riferimento fondamentale per quanto riguarda la ricerca esoterica, il Tao Occidentale, le pratiche di ricerca spirituale.

Atma Nambi, indiano. Guru illuminato cresciuto in India con diversi maestri e studiando diverse tradizioni, dall’induismo al buddismo, dal cristianesimo al sufismo. Un grandissimo maestro della nostra era con il quale sto facendo un approfondito e intensissimo percorso spirituale.

João Shaemitum Devulski, brasiliano. Curandero e uno dei primi a portare l’uso dell’Ayahuasca dall’Amazzonia al mondo occidentale. Punto di riferimento per la cura e le cerimonie Ayahuasca.

Laercio Fonseca, brasiliano. Uno dei più forti medium e veggenti al mondo. Astrofisico dell’Università di Curitiba, ufologo, contattista ed esperto di Tao, Kung Fu, Tai Chi, Tchi Kung, cura cinese, spiritualità, spiritismo. Un grandissimo maestro con il quale ho avviato, insieme ad altri amici, un percorso di ricerca molto impegnativo.

Sabino Huni Kuin, Ibã Huni Kuin, Tadeus Huni Kuin. Giovani e meno giovani sciamani Huni Kuin, Kachinawà, dell’Acre, Amazzonia meridionale. Cultori dell’Ayahuasca, degli Ikaros, i canti sacri della foresta, e delle piante sacre. Fraterni amici che mi hanno introdotto ai misteri della foresta, dell’Ayahuasca e del mondo degli spiriti secondo gli indigeni amazzonici.

Thifladya, Edù, Tamandoà, Tafkea e altri fratelli Fulni-o. Dedicano la loro vita alla spiritualità e alle tradizioni del loro popolo, alla cura e alle cerimonie. Mi hanno introdotto ai segreti dei canti, delle danze di potere, delle erbe sacre, della sacra Jurema, dell’artigianato sacro, della cura con l’Amore.

A tutti questi si aggiungono innumerevoli amici della famiglia dei Guardiani Huni Kuin della Foresta, di cui faccio parte, tutti gli altri fraelli Huni Kuin e Fulni-o, i fratelli Yawanawà, Krenak e Guarany, tutti gli amici, medium e spiritualisti della Casa dell’Aquila, tutti gli amici del centro Terra Viva e di Laercio Fonseca, tutti i fratelli e gli amici della Ong Para Ti, in particolare André Americo, maestro di percussioni e antropologia del Samba e del candomblé, tutti i fratelli del Sanga del maestro Atma Nambi e del Maha Ashram di Buzios, in particolar modo Abishek-Ji.

Con questa quantità di maestri e ricercatori sono entrato, insieme alla mia compagna Lidia e molti amici, in un cammino incantato straordinario, dove si mescolano armoniosamente viaggi astrali, meditazioni, cerimonie sacre, erbe magiche, visioni cosmiche, canti sacri, mantra, cure d’amore. Soprattutto siamo entrati in possesso di strumenti di potere utili praticamente al miglioramento della nostra vita quotidiana e del mondo che ci aspetta nel futuro.

Gli esseri umani possono essere Angeli o Dei. Creatività, forza, vitalità, doni e talenti nascono, si risvegliano e si sviluppano attraverso uno stato mentale senza conflitti, libero ed equilibrato.

Voglio gioire nel trasmettere tutto questo ad altre persone, specie d’Italia, la mia Terra di Origine.

Aho Metakoye Oyasin

Haux haux

Namasté

Cercatori di Luce

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Da una dozzina d’anni vivo perlopiù in Brasile, dove ho avuto occasione di avvicinare, approfondire, sperimentare diverse metodologie di ricerca spirituale, sia di matrice brasiliana occidentale che indigena, ma anche indiana. Ho veramente avuto moltissime esperienze, sempre più intense e frequenti. Addirittura la ricerca spirituale è diventata parte del mio lavoro, poiché nella sede della nostra Ong a Rio ospitiamo molte persone, soprattutto provenienti dall’Italia, alla ricerca sul piano spirituale, umano e psicologico e spesso mi sono trovato nei loro confronti nelle vesti di orientatore. Di fatto li aiuto a scegliere quale tipo di esperienza fare piuttosto che un’altra, in relazione a quelle che sono le loro problematiche o la loro ricerca specifica.

Si tratta di un settore estremamente vasto, profondo e delicato, che ha a che fare direttamente con la vita stessa delle persone. Di fatto chi va alla ricerca in questa direzione cerca di trovare il senso della vita stessa o la risposta a interrogativi millenari come “chi siamo”, “dove ci troviamo”, “qual è lo scopo di tutto ciò”. Ci troviamo di fronte a quello che è il tema principale della filosofia e della spiritualità di tutti i tempi, fin dagli albori dell’esistenza dell’uomo sul pianeta.

Il discorso è ovviamente estremamente lungo, complesso e articolato e sono perfettamente consapevole del fatto che qualsiasi considerazione che possa trovare posto su un foglio bianco, nei limiti di un post o un articolo, risulti inevitabilmente riduttiva. Proprio per tale ragione vorrei concentrarmi su un punto in particolare.

Ovvero l’obbiettivo ultimo concreto di questo tipo di fenomeno.

Per compiere l’esplorazione del mondo spirituale il ricercatore si trova di fronte tre metodologie. La prima è lo studio. Studio di tradizioni, mitologie, tecniche, conoscenze, credenze, usanze, costumi. La seconda è quella della speculazione filosofica, la quale può prescindere o meno dallo studio citato in precedenza, il quale però risulta ovviamente di grande e talvolta fondamentale aiuto. La terza è la sperimentazione diretta.

La speculazione filosofica, con o senza aiuto di studio più o meno dotto e approfondito, si avvale della ragione e, spesso, dell’intuito e dell’intuizione. La sperimentazione diretta invece è un campo per gli occidentali tutto sommato ancora sconosciuto, se non altro perché ci si muove in un mondo praticamente infinito.

La sperimentazione diretta di fatto significa muoversi all’interno di stati di coscienza diversi, in continuo cambiamento e modificazione. Questa metodologia in realtà si discosta enormemente dalle due precedenti, per il semplice motivo che meno ha a che fare con la ragione (fondamentale per le due precedenti) meglio è. La sperimentazione diretta della spiritualità, essendo una vivenza di stati di coscienza deve il più possibile prescindere dalla ragione, per potersi permettere il più possibile di abbandonarsi a realtà diverse dall’ordinario. Questa metodologia, se così vogliamo continuare a chiamarla, può discostarsi enormemente dalla ragione, toccando più facilmente la sperimentazione personale non analitica di campi come la psicologia del profondo e i sentimenti.

La ricerca con cui noi abbiamo a che fare in Brasile si ascrive quasi totalmente a questa metodologia. Anzi, probabilmente la vera esplorazione spirituale è questa, essendo le prime due in realtà, pure filosofia, antropologia e storia. La vera esplorazione e ricerca spirituale non è speculazione filosofica, non è analisi, né tantomeno fredda raccolta di dati sul campo da elaborare poi in studio, bensì sperimentazione sulla propria pelle di stati di coscienza, di percezioni di diverse realtà universali, di elementi naturali, archetipi, sensazioni, relazioni.

Risulta addirittura difficile descrivere questo tipo di ricerca poiché parlarne, di fatto, è ricerca stessa. Ci si muove sostanzialmente in un campo talmente vasto e sconosciuto da renderne difficile la stessa dissertazione.

Ci si muove in un campo fatto di domande e pochissime risposte, fatto di sensazioni ed esperienze difficilmente razionalizzabili.

Di fronte a questo tipo di sperimentazione che produce stati modificati di coscienza con diverse tecniche di meditazione, diversi tipi di respirazione, utilizzo di sostanze, induzione di stati limite, la scienza ha tentato diverse volte di creare schemi che potessero spiegare processi mentali, biochimici ed elettrici, ma con risultati tutto sommato risibili al cospetto di esperienze talvolta letteralmente immense. In realtà non c’è niente di più lontano della scienza e della razionalità da questo tipo di esplorazione.

Cosa può dire la scienza di fronte a domande come “Io chi sono?”.

Ci troviamo di fronte a un punto chiave: “Chi siamo?”

Non siamo solo il nostro corpo, e nemmeno la mente. Né la nostra professione o la nostra immagine.

Chi siamo?

E nessuno si affrettati a dare delle risposte poiché ognuna di esse non sarebbe mai quella giusta.

Poiché se risposte ci fossero di sicuro non si troverebbero né nella ragione, né nel cuore, né nella poesia, tantomeno nell’analisi. Probabilmente si troverebbero, in una forma che nemmeno riusciremmo a concepire, in un altrove inimmaginabile. Dove più che risposte ci sono altre domande.

Molto più semplicemente, senza arrivare a queste vette psicospirituali praticamente senza risposta, una domanda lecita da porsi di fronte a tutto questo è: “Perché farlo?”. Ovvero. Si tratta di semplice sperimentazione, la quale potrebbe portare all’illuminazione o anche alla follia? O questa sperimentazione ha finalità pratiche? Tale ricerca, tale viaggio esperienziale dovrebbe forse servire all’essere umano per vivere sostanzialmente meglio?

Probabilmente sì, specie nel mondo inevitabilmente globalizzato di oggi. Sennò ci troveremmo di nuovo in una posizione vicina a quella di chi pratica speculazione filosofica. Un esercizio per la mente da una parte e per lo spirito dall’altra. E basta. Mentre lo sforzo enorme, il rischio psichico, la messa in discussione, la enorme spesa energetica del ricercatore, probabilmente hanno l’anelito di avvicinarsi a grandi sentimenti interpersonali, ma anche immanenti.

Detto in parole povere questo tipo di ricerca spirituale è una ricerca di felicità profonda e duratura, che però non pertiene un unico individuo. Si tratta forse di una ricerca della possibilità di salvezza personale, ma anche collettiva, di creazione di un mondo nuovo, dove si possa assaporare la vera natura della coscienza umana.

Le esperienze di stati modificati di diverso tipo, danno una percezione della realtà che si discosta enormemente dall’ordinario, questo lo sappiamo bene. Dunque la vera vita, come sostengono guru, maestri, mistici e sciamani di diversa provenienza, da millenni, sarebbe completamente diversa da ciò che sembrerebbe essere a un primo superficiale esame. Sappiamo anche questo. Persino la fisica quantistica si è avvicinata a concezioni mistiche, con un mondo fatto di una materia che sembra sempre meno solida e sempre più l’astrazione di una mente immanente ed enormemente complessa. La solidità non esiste. Esistono solo diverse densità di energia. Sakthye Sathian, solo l’energia esiste, come chiamano questo fenomeno i mistici indù.

Ma quello che intendo rilevare in questo scritto è come i ricercatori spirituali avrebbero in ultima analisi non solo un obbiettivo aleatorio di ricerca trascendentale, ma obbiettivi concreti di miglioramento profondo della qualità della vita. Una vita completamente diversa in termini non solo di percezione e di contatto con il divino, ma anche di relazioni interpersonali, di gruppo e una visione completamente diversa del lavoro, dell’abitare, del cibarsi, delle relazioni con l’ambiente naturale, in una parola, del vivere quotidiano.

Effettivamente la mia esperienza personale, relativamente lunga e approfondita, specie in Brasile, ma anche in altri paesi, mi ha portato a contatto con comunità di ricerca spirituale, psichedeliche, trascendentali, mistiche, che hanno come naturale evoluzione quello che proprio in Brasile chiamano “nuovo comunitarismo”. Non si tratta affatto di un vezzo new age dell’ultima ora, bensì di un insieme di progetti estremamente concreto che prevede abitazioni in comunità perlopiù immerse nella natura, ma non solo, inoltre progetti culturali e imprenditoriali, scambi di merci e servizi, attività diverse.

Il mio interesse nel rilevare tale situazione è dovuto al mio forte impegno sia sul fronte spirituale, sia su quello sociale e solidale. Credo che uno sia complementare dell’altro. Laddove venisse a mancare il primo la vita sarebbe, come in effetti è da duemila anni nel mondo occidentale, una festa culturale e del piacere per alcuni e francamente un inferno per altri, ambedue progressivamente sempre più aridi. Mentre il primo senza il secondo risulta invariabilmente mostrarsi una festa dell’ego, anche se vissuta sul piano spirituale, che prima o poi lascia il tempo che trova, e finirebbe per vanificare se stessa.

Il mondo sembrerebbe avere bisogno di leader spirituali capaci di dare luce agli altri, in una situazione che si presenta ogni giorno più difficile. Un vero ricercatore spirituale di oggi non me lo vedo tanto a godersi le sue visioni da solo o con pochi amici, tutto felice della propria illuminazione, nel disprezzo di un mondo al buio, sempre più alla deriva.

Un ricercatore spirituale, visionario, appassionato, profondo, ama senza riserve.

Atma Nambi, un maestro indiano che ho avuto la fortuna e la ventura di incontrare potrebbe essere uno di quelli, a mio modesto modo di vedere, che hanno la missione di dare la direzione a questo tipo di rivoluzione culturale e spirituale in essere.

È capace letteralmente, l’ho visto con i miei occhi, di prendere persone dagli ospedali psichiatrici, dai bassifondi, dalla fine che il sistema aveva inesorabilmente decretato per loro e risvegliarli alla loro Vera Natura: quella di Guerrieri di Luce.

Corso Guru Atma Nambi 26-27 maggio – Torino

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CORSO ATMA NAMBI 26-27 MAGGIO

Il programma del corso è indicativo e serve a dare un’idea di massima degli argomenti trattati. Atma Nambi è un uomo di profonda conoscenza ed esperienza. Dunque gli incontri prenderanno la strada che verrà dettata dall’atmosfera e dall’energia del gruppo. Il silenzio e la stessa semplice presenza del Guru trasmetteranno profonda espansione della coscienza.
Ma il punto fondamentale è un altro. Con la filosofia, le tecniche, l’energia trasmesse da Atma Nambi è possibile cominciare a liberarsi realmente dalle catene dell’ego ed essere veramente se stessi.

SABATO 26 MAGGIO 10-17

Break 13-14
AROUND THE CLOCK AWARENESS
RISVEGLIO CONTINUO

ROUND THE CLOCK AWARENESS
Essere centrati spiritualmente non è qualcosa da fare part-time, bensì 24 0re su 24. Ovviamente abbiamo moltissime cose da fare durante il giorno. Come mantenersi continuamente connessi e consapevoli? Molto semplice. Non è importante cosa fai, bensì come lo fai. Qualsiasi attività quotidiana, dal fare il bagno a mangiare, dal camminare all’ascoltare, possono diventare attività di puro risveglio. Cosa rende impura una qualsiasi attività? Semplicemente interferenze di pensieri ed emozioni negative. Possiamo ripulire le nostre attività quotidiane da ogni interferenza. Possiamo imparare ad accumulare energia anziché disperderla con qualsiasi azione. Durante il corso impareremo anche come iniziare e concludere la giornata. Impareremo come risparmiare un sacco di tempo con un approccio consapevole alla vita.

Attivazione del chakra della gola. Il 5 chakra. Permette di vivere comunicando meglio e senza paura. Protezione energetica e spirituale.

Benedizione del 3 occhio. Maggiore percezione è comprensione della vita.

DOMENICA 27 MAGGIO 10-17

Break 13-14

LIFE EMPOWERMENT
POTENZIAMENTO DELLA PROPRIA VITA

LIFE EMPOWERMENT
Il potenziamento della vita è orientato a come creare una atmosfera di continuo risveglio, energia e creatività. Vedremo come creare la giusta atmosfera in sé stessi il che di conseguenza stabilirà migliori relazioni in famiglia, con gli amici e i colleghi. Migliori relazioni a scuola e sul posto di lavoro. Quando l’energia fluisce ci troviamo in uno stato di coscienza che rimuove i blocchi dal corpo, dal cuore e dallo spirito dando spazio alla creatività e dandoci la capacità di vivere le situazioni come realmente sono.

Iniziazione Kundalini attiva la forza vitale interiore dissolvendo la paura, l’ansia e la depressione

Il corso si terrà nella sede del centro Henryushiatsu.

COSTI ISCRIZIONE

I costi si riferiscono esclusivamente al corso e non includono le iniziazioni per le quali è richiesto un contributo di 50€ e alle consultazioni private di circa 30 minuti con contributo di 50€.

È inoltre richiesto un contributo di 20€ (10€ al giorno) per i pasti.

260€ + 20€ scadenza 30 aprile

280€ + 20€ scadenza 26 maggio

È possibile iscriversi a un solo giorno versando 50% relativamente a ogni scadenza.

Versamento sul seguente IBAN

ASSOCIAZIONE GENTE DELLA CITTA’ NUOVA

BANCA REGIONALE EUROPEA – AG.TORINO

IBAN:  IT85C0311101007000000005946

Centro Henryushiatsu

Via S. Bernardino, 48
10141 – Torino – Italia
Tel.: 338/5314026

Info: mauro.villone@libero

0039-3487299033 Wapp

Corso Basico di Tradizioni Native

Carlos Sauer durante una cerimonia

Carlos Sauer durante una cerimonia

Sono sempre più coinvolto dallo sciamanismo, molto di più di quanto non avrei potuto pensare e anche di più di quanto io stesso ho cercato di fare. Avete presente quando spostate un sassolino in montagna e viene giù una frana? O quando togliete un legnetto da una catasta e crolla tutto? Ecco, qualcosa del genere. Non mi dispiace affatto sia chiaro. Cominciai a studiare teoricamente lo sciamanismo già dalla fine degli anni ’70, all’interno della mia già annosa ricerca nel mondo spirituale.

Ora da diversi anni sono travolto dalla spiritualità indigena brasiliana come da una valanga e, come se non bastasse, sono entrato anche in contatto con lo sciamanismo nordamericano tramite Carlos Sauer un interessante personaggio di altissimo livello umano e spirituale che negli anni ’70 uscì dal Brasile per andare negli Stati Uniti dove in un primo momento venne in contatto con popoli come i Cheyenne e gli Ogibwa e poi fu letteralmente adottato da un anziano sciamano, Nelson Turtle, che gli trasmise tutto il suo sapere. Divenne così sciamano Carlos Sauer, dopo 30 anni di tirocinio ed esperienze di capanna del sudore, viaggi sciamanici, cura e molte altre cose. Il suo destino era già in qualche modo indicato dalla sua provenienza da una famiglia di medium da almeno quattro generazioni. Sua mamma era un potentissimo medium e due sue sorelle forti curanderas. Oggi Carlos Sauer è nuovamente in Brasile da poco meno di dieci anni e siamo diventati molto amici. Io stesso partecipo a Rio settimanalmente a cerimonie e ruote di cura alla Casa dell’Aquila, un posto straordinario, urbano, ma immerso nella natura, dove sono coinvolti numerosi altri medium e curanderos e dove Carlos tiene le sue attività.

Carlos da anni faceva tournée in Europa e negli States con corsi, workshop e cure sciamaniche. Oggi mi sono fatto coinvolgere nell’organizzazione in Italia di attività di divulgazione sullo sciamanismo dove lui e la sua compagna, Juliana Ramos, psicologa reichiana, conducono workshop e seminari con il supporto mio e della mia compagna Lidia Urani per l’organizzazione, la traduzione simultanea e la veicolazione di energie.

Dal 2018 cominceremo a proporre in Italia il Corso Basico di Tradizioni Native, della Scuola Carlos Sauer. Un workshop teorico-pratico di 2 giorni (di solito il fine settimana), al quale possono fare da corollario cerimonie di canti e tamburi e cure personalizzate per chi ne faccia richiesta.

 

Parte teorica

Introduzione

Filosofia delle tradizioni native

Il sentiero rosso. Tradizioni spirituali

I quattro elementi: terra, aria, acqua e fuoco

Chi è lo sciamano

Stati di coscienza e realtà non ordinarie

Storia dello sciamanismo

Tribù nordamericane. Diffusione e tradizioni

L’invasione europea

 

Spiritualità sciamanica

Canti sacri

L’animale di potere

Viaggio sciamanico

 

Strumenti sacri dello sciamano

Borsa della medicina

Tamburo sciamanico

Chocalho o maraca

Pipa sacra

Bastone della parola

Erbe e piante

Il popolo di pietra

 

Riti e cerimonie

Tenda del Sudore

Tenda della Luna

Pow-Wow

Cerimonia del Fuoco

Ruota di Medicina

Ricerca della Visione

Cerimonia del Peyote

Danza dell’Animale di Potere

Danza con gli Spiriti

Danza del Sole

 

Parte pratica

Esercizi di meditazione

Il viaggio interiore

Interazione con elementi naturali

Canto e tamburo

Gli esercizi pratici possono variare molto a seconda delle circostanze, dei luoghi o del tipo di energia del gruppo.

Chiusura con considerazioni finali.

Contenuti e valore dell’esperienza

Le lezioni teoriche avvengono con l’ausilio di proiezioni di Power Point, con testi e immagini.

I contenuti del corso sono importanti, ma quello che realizza realmente la trasmissione di energia e sapienza sono le esperienze di vita straordinarie di Carlos Sauer e l’amore dello staff che collabora con lui, Juliana, Lidia e Mauro. Sono importanti anche la location e l’energia e i contenuti del gruppo.

Juliana, compagna di Carlos e psicologa reichiana (opera nel suo studio a Ipanema in Rio de Janeiro), organizza, sistematizza e sostiene il lavoro di Carlos, che altresì integra con le competenze di psicologia.

Lidia e Mauro, oltre a occuparsi della traduzione simultanea e dell’organizzazione, sostengono l’operato di Carlos, poiché profondamente coinvolti in prima perosna nelle esperienze di sciamanismo sia con lui che con indigeni di Pernambuco e Amazzonia.

Le lezioni teoriche sono alternate con brevi canti accompagnati dal tamburo sciamanico. Le esperienze pratiche (in Brasile chiamate vivencias) hanno luogo in genere all’aperto e sono guidate da Carlos e Juliana (tradotti in simultanea da Lidia e Mauro) che utilizzano strumenti sciamanici come il tamburo, il chucalho e la salvia.

Il risultato finale son l’amore, la felicità e lo stato vitale superlativi, al di là delle preziose informazioni che vengono trasmesse.

Il corso basico potrà essere seguito da quello intermedio e quello avanzato. Ovviamente non serve a diventare sciamani, cosa che richiede decenni di pratica e dedizione, ma da un’ottima base per cominciare e, soprattutto, per vedere il mondo con altri occhi e approfondire enormemente la coscienza di Sé e delle proprie relazioni con la natura e il cosmo.

 

Giorni e orari

Sabato e domenica (19-20 maggio): 10-13 e 14-17

 

Dove

In una casa nel verde della Collina di Torino. L’indirizzo esatto verrà comunicato più avanti.

 

Costi

320€ i due giorni

+ 10€ iscrizione annuale alla nostra Associazione Gente della Città Nuova

+ eventuali pasti (da definire se si pranza in loco o fuori)

Sconti

Per chi si iscrive entro 31 gennaio 200€

Per chi si iscrive entro 28 febbraio 250€

Per chi si iscrive entro 31 marzo 280€

Per chi si iscrive entro 30 aprile 300€

VERSAMENTI QUI:

ASSOCIAZIONE GENTE DELLA CITTA’ NUOVA

BANCA REGIONALE EUROPEA – AG.TORINO

IBAN:  IT85C0311101007000000005946

Siamo inoltre disposti a riconoscere la gratuità nella partecipazione a chi porta un minimo di 5 persone nel gruppo. Questo lo facciamo poiché abbiamo desiderio di diffondere il progetto e permette un maggiore coinvolgimento e da maggiori opportunità di partecipazione agli amici che sono più vicini.

INFO: mauro.villone@libero.it

 

Juliana Ramos - Casa dell'Aquila, Rio

Juliana Ramos – Casa dell’Aquila, Rio

 

 

 

 

 

Cristalli e aree energetiche del pianeta

I cristalli dello scudo brasiliano. Una storia geologica tra le più antiche del mondo.

Testo e foto: @mvillone

Le suggestive rocce della Valle della Luna, Alto Paraiso, Goias, Brasile. Hanno 1 miliardo e 800 milioni di anni. Sono tra le più antiche del pianeta.

Le suggestive rocce della Valle della Luna, Alto Paraiso, Goias, Brasile.
Hanno 1 miliardo e 800 milioni di anni. Sono tra le più antiche del pianeta.

Un modello comunemente accettato dalla comunità scientifica e ormai anche largamente conosciuto a livello popolare e mediatico sull’evoluzione geologica della terra è quello della tettonica a zolle o tettonica a placche.

Sintetizzando enormemente tutto ciò che è stato osservato e studiato in decenni di ricerche, possiamo dire quanto segue. I diversi continenti si spostano uno rispetto all’altro. In mezzo agli oceani si trovano montagne sommerse, chiamate dorsali oceaniche, che derivano, questo è certo, da emissioni di magma a grandi profondità. Tali emissioni di magma spostano di alcuni centimetri ogni anno i bordi di tali dorsali e, come conseguenza, le intere placche continentali che su tale linea si incontrano. Il risultato è ciò che in origine venne chiamato “deriva dei continenti” dal naturalista ed esploratore Alfred Wegener, il primo a intuire tale possibilità evolutiva sul piano geologico. Ovvero lo spostamento delle posizioni relative di Europa, Africa, Asia, Americhe e Oceania.

In altri punti avviene il contrario, ovvero i continenti si incontrano o, per meglio dire, si scontrano, dando origine a corrugamenti orografici giganteschi come le Alpi e l’Himalaya oppure a complessi vulcanici, come per esempio il Giappone.

Tale “deriva”, insieme alla evidente forma complementare di alcuni continenti, come per esempio l’Africa e il Sudamerica, ha portato a ipotizzare che essi fossero originariamente uniti e l’insorgenza della spaccatura vulcanica medioatlantica li abbia, negli eoni, separati.

Alcuni modelli geologici sono arrivati a ipotizzare che originariamente tutti i continenti fossero uniti in un’unica enorme massa, circondata da un unico enorme oceano, che successivamente si fosse espansa dando nel tempo origine alla geografia planetaria che conosciamo oggi. Tali continenti originari sono stati chiamati con diversi nomi, come Pangea, Mu, Terra di Gondwana.

Comunque siano andate realmente le cose un fatto è certo. Attualmente il pianeta è diviso in aree di forte attività geologica, talvolta manifestata in vulcani e terremoti, e in aree di relativa o profonda tranquillità geologica. Le aree più tranquille, ovvero che sembrano dormire, sul piano dell’attività geologica, da centinaia di milioni di anni, sono chiamate in gergo scientifico, “scudi”. Alcuni di essi sono chiamati scudo sino-siberiano, scudo canadese e scudo brasiliano. Quest’ultimo è l’oggetto del nostro interesse specifico in questa ricerca.

Gli scudi in generale possono trovarsi vicini ad aree di maggiore attività geologica. Per esempio lo scudo canadese è attaccato alle Montagne Rocciose, lo scudo sino-siberiano al Giappone e lo scudo brasiliano alle Ande.

Nonostante ciò gli scudi sono aree enormemente vaste dove non si verificano terremoti né eruzioni vulcaniche, attività che invece vi si verificarono milioni di anni fa, nel periodo della loro formazione.

La geologia del territorio brasiliano è enormemente complessa e maestosa. Qui, come in tutto il mondo le rocce sono di carattere sedimentario (ovvero depositatesi in fiumi, laghi e mari), eruttivo, ovvero vulcaniche, intrusivo, cioè rocce magmatiche raffreddatesi lentamente a grandi profondità e metamorfiche, ovvero rocce dei tre tipi precedenti sottoposte a un lento ed enorme processo di seppellimento con conseguente modificazione delle condizioni di pressione e temperatura e quindi di struttura cristallina.

Quasi tutte le rocce sono composte da cristalli, escluse alcune rocce vulcaniche che sono di vetro amorfo. In particolare nei fenomeni intrusivi, siccome le rocce si raffreddano con estrema lentezza si formano cristalli di maggiori dimensioni. Quando il processo di raffreddamento si prolunga enormemente si possono formare cristalli di grandi dimensioni e, talvolta, di proporzioni gigantesche. Questo è il caso dello scudo brasiliano dove, non ovunque certamente, ma in vaste aree, si sono formati enormi giacimenti dei minerali più diversi. Alcuni di questi minerali si presentano in filoni e spesso qui, i cristalli possono avere davvero dimensioni sorprendenti, anche di diversi metri cubi. Oppure essere geodi, cioè rocce cave tappezzate di colonie costituite da innumerevoli cristalli. Si tratta di creazioni della natura meravigliose.

La quantità enorme di filoni, giacimenti e cristalli presenti in Brasile ha dato origine, nella storia, a diversi fenomeni, come lo sfruttamento minerario, la corsa all’oro, la schiavitù mineraria, la ricerca di cristalli e il loro commercio in tutto il mondo.

In particolare, per la nostra storia, a noi interessano i giacimenti di cristalli di grandi dimensioni che vengono a formarsi quando entra in gioco anche il passaggio di acqua, dando luogo a ciò che viene conosciuto come processo idrotermale.

Vastissime aree del Brasile, soprattutto nella parte centrale, sono costituite da rocce intrusive e cristalli di origine idrotermale. In Particolare gli stati di Minas Gerais, Bahia, Rio de Janeiro, Sao Paulo, Goias, Acre, Amazzonia.

Questa gigantesca presenza di cristalli ha enormemente condizionato la storia del paese non solo sul piano pratico per i fenomeni visti prima, ma anche sul piano energetico. Ovvero in Brasile avvengono molte cose proprio grazie al fatto che la natura e le società umane poggiano su una gigantesca macchina di produzione e trasformazione di energia: milioni di chilometri cubi di cristalli di varia natura.

Il silicio, principale componente di rocce e cristalli, ha caratteristiche simili a quelle del carbonio, per ragioni legate anche al numero atomico che li posiziona nella stessa serie nella tavola di Mendeleiev. Prima tra tutte la capacità di creare catene di silicio, così come si creano catene di carbonio, uno dei componenti fondamentali dei composti organici, ovvero della vita.

Alcuni scienziati ipotizzarono, in passato, che potessero esistere teoricamente nell’universo forme di vita legate al silicio. Questa idea venne successivamente abbandonata, ma resta il fatto che il silicio, principale componente dei cristalli, è simile, per certi versi, al carbonio.

Una delle forme cristalline in cui più frequentemente si presenta il silicio sul pianeta è il quarzo, cristallo composto di diossido di silicio (SiO2), che può presentare inclusioni di svariata natura le quali permettono il formarsi di innumerevoli varietà, ed è dotato di caratteristiche straordinarie. Una delle caratteristiche più evidenti e più conosciuta è la piezoelettricità, ovvero la capacità che ha un cristallo di presentare una differenza di potenziale elettrico su due facce contrapposte, quando vengono compresse due facce ad esse perpendicolari.

Tra le sue proprietà, chi lo utilizza per fini terapeutici e spirituali, riconosce soprattutto quella di essere un amplificatore di energie.

La gigantesca diffusione di cristalli di quarzo e di altra natura in Brasile ha probabilmente influito, anche ampiamente, sul fatto che nel corso della storia si verificassero nel paese storie singolari e intense. Da una parte storie di personaggi molto particolari, dall’altra l’individuazione di aree specifiche dotate di un altissimo livello di energia. Un livello di energia tale da permettere il verificarsi di poteri psichici e spirituali del tutto anomali.

Sono numerosissime le zone del paese influenzate dalla presenza di cristalli. Tale influenza si espleta, sostanzialmente, nel manifestarsi di atmosfere rilassanti, ma anche stimolanti, le quali favoriscono il nascere di attività volte all’armonizzazione fisica, spirituale e mentale. Un esempio di queste aree è Alto Paraiso, villaggio situato su un altopiano della Chapada dos Veaderos. Un altro è la cittadina di Abadiania, dove da trenta anni opera lo straordinario e potentissimo medium conosciuto come Joao de Deus.

Questa non è che l’anticipazione di un lavoro che sto realizzando e che illustrerà i luoghi energetici e spirituali del Brasile.